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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Malattie cardiovascolari, ogni anno 1,7 mln di morti in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Le malattie cardiovascolari, oggi, sono la prima causa di morte in Europa, responsabili del 37,1% di tutti i decessi, ovvero circa 1,7 milioni di morti l’anno – numero notevolmente superiore al cancro che rappresenta la seconda causa di morte più diffusa (neoplasie maligne; 25,8%). Tale tendenza è confermata anche in Italia con oltre 220mila morti (dati ISTAT 2017). Tra le malattie cardiovascolari maggiormente rappresentative (insufficienza cardiaca, ictus, fibrillazione atriale) rientrano le Malattie Strutturali Cardiache, ovvero patologie cronico-degenerative caratterizzate dall’alterazione della struttura del cuore e di cui fanno parte anche le malattie valvolari (come la stenosi aortica e l’insufficienza mitralica che sono le più frequenti tra gli over 65). In Italia, le Malattie Strutturali del Cuore sono tra le patologie più diffuse nella popolazione anziana, colpendo ogni anno oltre 1 milione di persone, ovvero il 12,5% degli over 65 (pari a 1 su 10). Un numero destinato a salire a 2,5 milioni entro il 2040, considerando l’attuale tendenza demografica legata all’invecchiamento della popolazione che vede la fascia anziana italiana raggiungere la soglia del 27% nel 2030, fino a sfiorare il 33% nel 2040 (Dati ISTAT consultati il 10 novembre 2021).Le Malattie delle Valvole Cardiache rappresentano una minaccia sommersa: si stima infatti che il numero di persone che vivono in Europa con la malattia della valvola cardiaca raddoppierà entro il 2040 e triplicherà entro il 2060 a causa dell’invecchiamento della popolazione. Si tratta di patologie correlate all’età con una storia naturale che include un lungo periodo iniziale asintomatico; pertanto, le persone non sono consapevoli dell’insorgenza delle malattie se non sottoposte a controlli periodici (auscultazione con stetoscopio). All’insorgere dei sintomi, il rischio di morte è di circa il 50% a 2 anni e sale al 75% a 3 anni e la qualità di vita diminuisce dopo l’insorgenza dei sintomi con riduzione del funzionamento fisico, della salute generale, della vitalità, del funzionamento sociale e del benessere emotivo.Le cardiopatie valvolari sono trattabili grazie a cure e trattamenti salvavita e pertanto affrontare le lacune nell’individuazione, riconoscimento e diagnosi è diventato urgente. Da qui, i punti chiave proposti da Cuore Italia per il percorso migliore che è necessario garantire:Sensibilizzazione del paziente, che, reso consapevole dei sintomi, si presenta al medico di famiglia o suo medico curante di fiducia; Riconoscimento della patologia: il medico di medicina generale utilizza uno stetoscopio per verificare la presenza di un soffio al cuore; Diagnosi: al paziente viene prescritto un ecocardiogramma per confermare la diagnosi (idealmente in una clinica per le valvole cardiache/specialista); Trattamento: si decide se il paziente sia idoneo alla riparazione o sostituzione della valvola cardiaca attraverso un approccio chirurgico o trans catetere; oppure si attiva un attento monitoraggio della progressione della malattia. Nel caso in cui non fosse possibile effettuare l’intervento, le opzioni di trattamento, comprese le cure palliative per aiutare ad alleviare i sintomi, vengono discusse con il paziente e la famiglia. Follow up e monitoraggio: viene offerto un follow-up multidisciplinare al paziente per garantire il recupero e il ritorno alla normale funzione cardiaca.Un percorso ideale questo che per poter essere fattivo ha bisogno di essere implementato attraverso alcune iniziative.

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