Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Personale di Roselena Ramistella

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

Napoli Venerdì 10 dicembre 2021 presso lo Studio Trisorio, in via Riviera di Chiaia 215, dalle ore 18 alle ore 21. La fotografa siciliana, che indaga temi sociali, ritrattistica, e la relazione tra uomo e natura, espone per la prima volta a Napoli una selezione delle sue immagini più iconiche tratte dai suoi progetti Deepland, Le guaritrici, Men of Troubled Waters, I giochi di Sophia, Be Twins.Gli scatti di Roselena Ramistella sono frutto di una ricerca di taglio socio-antropologico e raccontano storie di donne, uomini, animali e dell’armonia invisibile che li unisce. I suoi ritratti intensi mettono a nudo l’anima di eroi quotidiani e sono assimilabili ai paesaggi che la fotografa attraversa nel corso dei suoi viaggi, perché, come lei stessa ha dichiarato: «Anche i volti sono dei paesaggi, sono un paesaggio dell’esperienza umana, testimoniano quei luoghi. In alcuni casi sono volti segnati dalle rughe come una zolla di terra arida, in altri sono morbidi come la giovinezza che vive in simbiosi con la natura e con gli animali».Dal 2016 per il progetto Deepland Roselena Ramistella viaggia a dorso di un mulo lungo antichi sentieri montani e, ripercorrendo le antiche mulattiere siciliane, ritrae la vita delle comunità dedite all’agricoltura e i paesaggi rurali di cui evidenzia i cambiamenti determinati dalle mutate condizioni socio-economiche.Protagonisti della serie Men of Troubled Waters sono i pescatori di Mazara del Vallo in Sicilia che, oltre a lavorare quotidianamente in condizioni difficili, si trovano spesso a dover soccorrere con le loro navi i migranti che cercano di compiere la pericolosa traversata dall’Africa all’Europa, a volte agendo anche contro le restrizioni della loro stessa Marina e del governo.Le guaritrici sono chiamate in dialetto siciliano “majare”. Secondo la tradizione popolare queste donne sarebbero in grado di guarire dai mali fisici e dalle “fatture” (ovvero da incantesimi maligni capaci di indurre nelle vittime tristezza e depressione), utilizzando formule magiche e scongiuri. Tuttavia esistono pochissime testimonianze fotografiche della loro esistenza poiché in passato sono state assimilate alle streghe ed emarginate socialmente e sono state perciò sempre restie a mostrare la loro identità per paura di essere giudicate ma anche perché pensavano che lo scatto fotografico potesse rubare loro il dono.Le fotografie delle serie Be Twins e I giochi di Sophia sono invece più intimiste perché viene raccontato il percorso di crescita di due bambine gemelle che l’artista segue da molto tempo scattando una foto ogni anno, e il mondo di una bambina che si rifugia nei suoi giochi per sfuggire ai momenti più difficili della vita come il divorzio dei genitori. La mostra si potrà visitare fino al 12 febbraio 2022. orari galleria Lunedì – Sabato ore 10 – 13.30 / 15.30 – 19

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