Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 19 dicembre 2021

Ci restano 8 anni. 96 mesi. Circa 3mila giorni per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2 sulla terra

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Questo è il tempo che rimane, secondo gli scienziati, per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2, fermare la crisi dell’estinzione delle specie, ed evitare il collasso ecologico del Pianeta.Dobbiamo trasformare radicalmente le nostre società, e c’è un modo per farlo…L’Università di Harvard ha trovato una “regola d’oro” per trasformare la società: se una campagna nonviolenta riesce a mobilitare anche solo il 3,5% della popolazione, il cambiamento è praticamente garantito.Noi avaaziani siamo già 70 milioni, quasi l’1% della popolazione globale, e insieme a migliaia di altre organizzazioni e movimenti possiamo avvicinarci alla magica soglia del 3,5% della popolazione impegnata in questa urgente trasformazione! Inondazioni e incendi devastanti sono un chiaro segno che ci stiamo avvicinando sempre di più al punto di non ritorno del pianeta, il momento in cui cambiamenti improvvisi e violenti destabilizzeranno profondamente l’equilibrio dei sistemi di sostegno alla vita della Terra. Ma ogni giorno migliaia di persone cercano soluzioni e si uniscono a questa grande battaglia. Dobbiamo: Amplificare le voci degli indigeni, dei difensori in prima linea, dei giovani attivisti e delle coalizioni di genitori ai vertici globali e nelle stanze del potere; Difendere la democrazia ovunque, continuando a denunciare gli impatti tossici della disinformazione e lanciare un’imponente campagna per far assumere alle Big Tech le proprie responsabilità; Assumere decine di persone in svariate parti del mondo, che mobilitino avaaziani i in nuove lingue per espandere rapidamente il nostro movimento, specialmente nel Sud del mondo; Collaborare con altri movimenti coraggiosi, scienziati ed esperti di salute pubblica per potenziare la nostra cooperazione e raggiungere il massimo impatto. (n.r. Ma questo sforzo non va chiesto solo ai singoli individui ma anche ai governi inducendoli a ridurre le spese per gli armamenti e i conflitti armati nelle aree regionali del mondo).

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Carbon farming: Cia, bene primo step Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

I crediti di carbonio entrano ufficialmente nell’agenda politica europea, a conferma del ruolo imprescindibile del settore rurale nella sfida della sostenibilità. La Commissione Ue ha pubblicato oggi la Comunicazione sui cicli del carbonio sostenibili, cui seguirà una proposta legislativa entro il 2022. E’ il primo step ufficiale con cui l’Europa riconosce l’importanza del carbon farming, soluzione win-win che presenta vantaggi sia per l’ambiente che per il reddito degli agricoltori. Nel documento si prospettano le opportunità di un nuovo modello di business green che premia le best practice di agricoltori e silvicoltori che si traducono nell’immobilizzazione della CO2 da parte delle biomasse vegetali. Come è, infatti, noto, ogni albero attraverso il processo di fotosintesi può sottrarre circa 30kg di CO2 l’anno al comparto atmosferico, rilasciando -al contempo- circa 25 kg di ossigeno. Ciò rappresenta un vantaggio per la fertilità dei terreni e la resistenza delle colture, che può tradursi in fonte di reddito aggiuntivo per gli agricoltori. Cia-Agricoltori Italiani accoglie, dunque, con soddisfazione la decisione della Commissione in merito alle azioni chiave da compiere, a partire dalla definizione di standard di certificazione che porteranno a riconoscere il valore del mercato dei crediti di carbonio generato da queste pratiche virtuose. Cia chiede, ora, un accelerazione dell’iter legislativo europeo che porti regole chiare, per evitare frodi (vendite multiple) e speculazioni finanziarie nella commercializzazione dei crediti, garantendo trasparenza ed efficacia. Così il presidente Cia

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Un nuovo strumento per aiutare le imprese UE negli appalti internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

il Parlamento ha sostenuto l’obiettivo generale della proposta legislativa sullo strumento per gli appalti internazionali (IPI – International Procurement Instrument), ma ne ha modificato la portata e i poteri discrezionali dei Paesi UE nella sua applicazione.L’IPI incoraggia l’apertura dei mercati degli appalti pubblici dei paesi che proteggono questo settore introducendo delle misure che limitano l’accesso alle gare d’appalto pubbliche dell’UE delle società provenienti da paesi extra UE che non offrono un accesso simile alle imprese europee. Lo strumento autorizzerebbe la Commissione a determinare se, e in quale misura, le imprese di un paese terzo devono essere soggette a una misura IPI.Il testo è stato approvato con 590 voti favorevoli, 8 contrari e 99 astensioni. I deputati concordano su due tipi di misure IPI che la Commissione può scegliere per rimediare alla disparità di accesso ai mercati degli appalti pubblici: adeguare il punteggio dell’offerta delle aziende soggette all’IPI (senza influenzare il prezzo da pagare all’aggiudicatario), o escludere l’azienda dalla gara.Inoltre, il Parlamento riduce a due il numero di eccezioni in cui le amministrazioni aggiudicatrici nazionali possono decidere di non applicare le misure IPI (quando tutte le offerte provengono da aziende di paesi soggetti a una misura IPI e nei casi in cui l’interesse pubblico prevalga sulle considerazioni IPI, come nei settori della salute pubblica o della protezione ambientale), estendendo così l’efficacia prevista dello strumento. Tuttavia, i deputati insistono sull’esenzione delle imprese provenienti da paesi meno sviluppati e da quelli in via di sviluppo e vulnerabili.Nel testo, vengono inoltre incluse tutte le amministrazioni pubbliche europee nel campo di applicazione dell’IPI, così da garantire un’attuazione uniforme in tutti i paesi dell’Unione.I deputati propongono due soglie per determinare quali procedure d’appalto siano soggette a una misura dell’IPI: minimo 10 milioni di euro per lavori e concessioni (come la costruzione di autostrade) e 5 milioni di euro per beni e servizi.

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Australia apre ai Working Holiday Makers

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

I giovani italiani vaccinati e in possesso del visto Working Holiday Visa potranno entrare nuovamente in Australia. Coloro in possesso dei visti Working Holiday Makers (Subclass 417) e Work and Holiday Visa (Subclass 462) possono da oggi viaggiare in Australia secondo il piano di riapertura graduale e sicura del paese. Eva Seller, Tourism Australia Regional General Manager Continental Europe ha commentato che questa notizia rappresenta una grande opportunità per i giovani che potranno così tornare a vivere un’esperienza di lavoro e vacanza in Australia, sviluppando anche le competenze utili per il loro futuro.Con molte offerte di lavoro nell’industria del turismo e nell’ospitalità in alcune delle più spettacolari destinazioni di vacanza in Australia, un’esperienza vacanza-lavoro è la migliore occasione per vivere un’avventura estesa nel tempo, lavorando e viaggiando”, ha detto Eva Seller. Nel 2019 i Working Holiday Makers hanno apportato all’economia turistica un contributo di 3,2 miliardi di dollari rappresentando il 7% della spesa totale dei visitatori. Oltre 12.000 visitatori dall’Italia hanno viaggiato con un visto Working Holiday Maker in Australia nel 2019 contribuendo con 136 milioni di dollari all’economia dell’Australia.I Working Holiday Makers sono importantissimi per l’intera industria turistica australiana in quanto tendono ad avere una permanenza media nel paese più lunga della media, viaggiano molto anche al di fuori delle grandi città e, in virtù della lunghezza del soggiorno, tendono a spendere più rispetto agli altri segmenti I giovani interessati a una vacanza-lavoro possono trovare maggiori informazioni relative a tutti gli aspetti necessari per prepararsi a una vacanza-lavoro e a un viaggio sicuro in Australia su Australia.com.

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Quanto perdono gli italiani tenendo il denaro fermo sui conti correnti

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori. Tendenza che, accentuata anche dalla pandemia, ad ottobre 2021 ha portato sui conti correnti liquidità per 1.825,6 miliardi di euro, valore che sfiora quello del PIL dell’intero Paese. Questa non è una buona notizia: testimonia, infatti, una bassa propensione all’investimento, molto inferiore rispetto ad altri Paesi occidentali.Gimme5 – soluzione digitale per la gestione del denaro che permette di accantonare piccole somme, a partire da 5 euro al mese, attraverso smartphone e investirle in fondi comuni di investimento – mostra quanto si potrebbe guadagnare se, invece di lasciare il denaro fermo, lo si investisse.La simulazione prende in esame un periodo di 10 anni che va da novembre 2021 a novembre 2031. Dato l’arco temporale di lungo raggio, viene ipotizzato un investimento attraverso un fondo comune aggressivo (20% in obbligazioni e 80% in azioni). Ai fini del calcolo sono stati presi come riferimento i rendimenti medi annualizzati al netto dell’inflazione (ipotizzata al 2% annua) registrati dal 1900 al 2020: 2,1% per le obbligazioni e 5,3% per le azioni globali (Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020/Credit Suisse, London Business School).Lasciando il denaro sui conti correnti, l’inflazione porterebbe a una perdita del -18%, portando il valore reale della liquidità degli italiani a 1.491,6 miliardi. Investendo il denaro, invece, il capitale raggiungerebbe un importo dal valore reale di 2.878,8 miliardi, pari al PIL del Regno Unito, con un guadagno del +93% rispetto al patrimonio eroso.L’unico modo per difendersi dalla forza erosiva dell’inflazione è quello di mettere in moto i risparmi. Sebbene l’esito di un qualsiasi investimento non sia mai prevedibile, ciò che è certo è che l’inflazione non risparmierà nessun capitale. Gimme5 è la soluzione digitale per la gestione del denaro che permette di mettere da parte piccole somme attraverso smartphone e di investirle in fondi comuni di investimento. Non esistono obblighi o vincoli, esattamente come accade per un salvadanaio tradizionale, ogni utente è libero di decidere se e quando aggiungere nuovi risparmi o chiederne il rimborso. Dalla prima sottoscrizione, al controllo costante della propria posizione, fino all’operatività successiva, tutto avviene tramite app o sito.

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Se qualcuno aveva dubbi sul regime bielorusso, ora se li può togliere

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Cosa fa un regime tirannico quando è al potere? Imprigiona gli avversari politici. Così è successo ieri con la condanna a 18 anni di carcere di Sergei Tikhanovsky, che è il marito della candidata alle scorse presidenziali Sviatlana Tsikhanouskaya, rifugiata all’estero per non essere arrestata. Attualmente, nelle carceri bielorusse ci sono 900 prigionieri politici.Ovviamente, alle elezioni presidenziali dello scorso anno ha “vinto” Aljaksandr Lukashenka, al potere dal 27 anni, che si è autoproclamato trionfatore. Da rilevare che Lukashenka è alleato dell’attuale presidente russo Vladimir Putin, al potere da 22 anni, che imprigiona gli avversari politici come Alexei Navalny.L’UE ha già iniziato a rispondere, applicando sanzioni a gerarchi e imprese bielorusse, ma ha maggiori possibilità di intervento utilizzando dazi e limitando le importazioni dalla Bielorussia, che quest’anno sono cresciute del 58% rispetto allo scorso anno. Una spallata economica metterebbe in serie difficoltà Lukhascenka.Perché ci occupiamo della Bielorussia, chiedono alcuni? Perché tutti i regimi dittatoriali provocano tragedie, in patria e all’estero, e in quell’estero c’è l’Unione europea e, quindi, l’Italia. Una tragedia che il nostro Paese ha già vissuto e non vorremmo rivivere. Primo Mastrantoni, Aduc

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Inflazione ed energia. I pericoli da affrontare come una nuova emergenza covid

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

I dati Istat diffusi oggi sui prezzi al consumo non hanno potuto fare altro che confermare di essere in aumento: lieve a livello mensile (0,6%), preoccupanti a livello annuale (3,7%). Conferma dovuta al fatto che la componente energetica ha continuato a fare la parte del leone (307%)… e che non avrebbe potuto continuare altrimenti, visto che i provvedimenti del governo in materia (in essere e in divenire) sono dei semplici tamponi. E non potrebbero essere altrimenti visto che l’Italia è direttamente tagliata fuori da ogni trattativa geopolitica per cercare qualche rimedio con un po’ di respiro. E anche oggi i responsabili esecutivi e legislativi delle nostre istituzioni continuano a girare intorno al problema. Si va da coloro che chiedono più stanziamenti per i tamponi (attualmente 8,8 miliardi e si parla di ulteriori a chi perora l’alternativa delle cosiddette energie pulite (su cui grossomodo il nostro Paese è già indirizzato, anche se lentamente), fino ai più temerari che, senza dirci come e perché, auspicano il passaggio al cosiddetto nucleare di nuova generazione.Ci teniamo l’inflazione che cresce e le bollette che crescono e i soldi che il governo pesca dal cilindro del mago… e che prima o poi ci renderemo conto dove e come vengono levati da altri luoghi fondamentali per la vita pubblica?Non abbiamo una ricetta e ribadiamo la nostra fiducia nelle potenziali capacità della diplomazia europea, essenzialmente verso la Russia e il suo gasdotto attualmente bloccato.Non c’è oggi una nuova emergenza, anche se non è nell’aria che respiriamo e negli abbracci che diamo ai nostri cari? Non è l’energia motore di tutte le nostre attività? Per cui, pur se siamo in ritardo, sarebbe opportuno agire così come si è fatto col covid: singoli e istituzioni mobilitati per far fronte al quotidiano, con grande riferimento alle capacità geopolitiche della Commissione Ue, ma guardando con attenzione e scrupolosità al nostro ombelico.Insomma, a quando un generale Figliuolo alla bisogna e la mobilitazione di tutti, istituzioni e cittadini, con misure da rispettare pena doversi cuocere gli spaghetti nell’acqua fredda? COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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Giuffrè: nuova app. per avvocati

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Presso la Corte Suprema di Cassazione è stata presentata la prima app ufficiale dell’Ordine degli Avvocati di Roma realizzata in collaborazione con Giuffrè Francis Lefebvre, leader nell’editoria professionale giuridica. L’applicazione è il nuovo innovativo strumento che consente di reperire facilmente e velocemente informazioni, news organizzative e istituzionali con aggiornamenti legislativi, giurisprudenziali e le più rilevanti novità del mondo giuridico. L’App, già disponibile e scaricabile gratuitamente dagli store Apple e Google, sarà ad uso dei26.400 avvocati e 5.000 praticanti iscritti all’Albo costituendo un utile supporto quotidiano per la professione offrendo soluzioni veloci e contenuti editoriali autorevoli sempre a portata di mano. Le sezioni dell’app, molto immediate e facili da consultare, sono accessibili dalle pagine principali e dal menù hamburger. I servizi offerti dall’app sono diversi, tra i più importanti ci sono la possibilità di ricevere notifiche sulle news dell’Ordine e avere informazioni sulla difesa d’ufficio, il patrocinio a spese dello stato, consultare l’Albo e l’assistenza tecnica sul processo civile e telematico un vero e proprio “fast help desk avvocati” che permette di compilare e inviare ticket per la richiesta di assistenza direttamente dallo smartphone.

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Tumore della prostata

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Lo studio di Fase III ARASENS che valuta l’utilizzo di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni (ARi), nel tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHSPC) ha raggiunto l’endpoint primario. Nello studio ARASENS, darolutamide in combinazione con docetaxel e terapia di deprivazione androgenica (ADT) ha incrementato significativamente la sopravvivenza globale (OS) rispetto a docetaxel e ADT. L’incidenza globale degli eventi avversi riportati è risultata simile nei due bracci di trattamento. Il dettaglio dei risultati dello studio sarà presentato ad un prossimo congresso scientifico. ARASENS è l’unico studio di Fase III randomizzato, multicentrico, in doppio cieco programmato prospetticamente per valutare l’efficacia e la sicurezza della combinazione di un inibitore orale del recettore degli androgeni (ARi) con docetaxel e terapia di deprivazione androgenica (ADT) rispetto a docetaxel e terapia di deprivazione androgenica (ADT) nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHSPC). Darolutamide è approvato in numerosi Paesi nel mondo, compresi Stati Uniti, Unione Europea (EU), Giappone e Cina, per i pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC), a rischio elevato di sviluppare metastasi. Autorizzazioni sono in via di approvazione o programmate in altre regioni. Darolutamide è sviluppato congiuntamente da Bayer e da Orion Corporation, un’azienda farmaceutica che opera a livello globale. Bayer intende discutere i dati dello studio ARASENS con le autorità sanitarie mondiali per la presentazione della richiesta di autorizzazione alla commercializzazione per questa indicazione.Il carcinoma prostatico è il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile in tutto il mondo. Si stima che, nel 2020, nel mondo, 1,4 milioni di uomini abbiano ricevuto una diagnosi di tumore della prostata e circa 375.000 uomini siano deceduti a causa di questa patologia. Al momento della diagnosi, la maggior parte degli uomini presenta una malattia localizzata, limitata cioè alla ghiandola prostatica, che può essere trattata con la chirurgia curativa o la radioterapia. In caso di recidiva, quando la malattia si diffonde diventando metastatica, la terapia di deprivazione androgenica (ADT) è fondamentale nel trattamento di questo tumore ormonosensibile. Circa il 5% degli uomini alla prima diagnosi presenta tumore della prostata con metastasi a distanza. Il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHSPC) prevede l’ormonoterapia, con la terapia di deprivazione androgenica (ADT) o la combinazione di chemioterapia con docetaxel e ADT. Nonostante questi trattamenti, la maggior parte dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico progredisce sviluppando il tumore della prostata resistente alla castrazione (CRPC), una malattia con sopravvivenza limitata. Nuovi trattamenti con farmaci orali ad azione antiandrogenica stanno dimostrando efficacia nell’aumentare la sopravvivenza e ritardare la comparsa di malattia resistente a castrazione in questi pazienti.

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Tecniche di Evoluzione Assistita in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Fare dell’Italia un paese leader sulle TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita in agricoltura, per poter avere piante più sostenibili dal punto di vista ambientale, ridurre l’uso di fitofarmaci e aumentare le resistenze ai cambiamenti climatici, con oggettivi benefici per la produttività sempre preservando le peculiarità della biodiversità italiana. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge con cui permettiamo la ricerca in campo aperto sugli organismi prodotti con tecniche di genome editing (mutagenesi sitodiretta) e cisgenesi, per fini sperimentali e scientifici sotto l’egida della ricerca pubblica. Ciò in coerenza con lo Studio della Commissione europea 29 aprile 2021 sullo stato delle nuove tecniche genomiche ai sensi del diritto dell’Unione e nelle more dell’adozione da parte dell’Ue di una disciplina organica in materia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e primo firmatario della proposta di legge sulle TEA presentata oggi in conferenza stampa a Montecitorio.Per Stefano Vaccari, direttore generale del Crea, l’ente di ricerca del Ministero delle Politiche agricole, “la ricerca in campo di queste nuove tecnologie rappresenta un fattore strategico per l’agricoltura nazionale. Abbiamo bisogno di essere competitivi permettendo di salvaguardare le nostre tipicità. Il Crea, che può contare su 12 centri di ricerca di cui uno specifico per la Genomica, a Fiorenzuola d’Adda, è pronto a mettere sul terreno varietà che abbiamo già testato in laboratorio: tra queste, ad esempio, vitigni che ci permettano meno trattamenti per la peronospera o pomodori maggiormente resistenti alle orobanche. Con questa proposta di legge possiamo anticipare i tempi, senza attendere l’Ue, e porci nel filone di Stati come Cina, Regno Unito e USA. Aspettiamo, dunque, solo l’approvazione della norma, strategica forse almeno quanto il PNRR’. Nella sua conclusione Filippo Gallinella ha dichiarato: “Come ribadito dalle stesse associazioni agricole intervenute oggi, lo scenario è completamente diverso dagli OGM: le TEA, infatti, rappresenta una peculiarità tipica degli agricoltori che da sempre incrociano piante sessualmente affini per potenziare determinate caratteristiche. Mi auguro che il dibattito normativo sia proficuo ma anche celere per poter dare questo strumento potente e innovativo nelle mani degli agricoltori, sotto l’egida della ricerca pubblica dell’autorevole Crea”.

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Agricoltura e la nuova Pac

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Riteniamo ottimale la soluzione perequativa che Stefano Patuanelli. ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, intende adottare per il comparto agricolo nazionale, gestendo attraverso gli eco-schemi cerealicolo, riso, zootecnico, olivicolo e sugli insetti impollinatori. Reputiamo calzante, poi, anche il limite posto al valore del titolo fissato a 2.000 euro per ettaro nonché l’aver innalzato a 500 euro la soglia minima per la domanda Politica agricola comune (PAC), che rimane a 300 euro per le zone di montagna”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis (M5S), a margine dell’audizione odierna del ministro Patuanelli nelle commissioni congiunte Agricoltura Camera-Senato in merito al Piano Strategico Nazionale con cui l’Italia recepirà la nuova Politica Agricola Comune. “Quella che è emersa è una visione chiara ed equilibrata di un settore che necessita di essere supportato in questo periodo di transizione, soprattutto ecologica – prosegue -. Aspetti evidenti anche nella gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul rinnovo del parco macchine agricole dove saranno coinvolte le Regioni e sull’utilizzo di fondi per il fotovoltaico sulle strutture produttive, dati in conto capitale, senza snaturare l’essenza delle imprese agricole”.

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L’agricoltura ha bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

La proroga dello stato di emergenza è destinata a ripercuotersi anche sui settori produttivi, ma ci auguriamo che gli effetti della decisione siano per quanto possibile ridotti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Chiediamo per questo al Governo di prendere tutte le misure necessarie affinché l’agricoltura possa continuare a svolgere le sue attività, come ha sempre fatto in questi due anni di stato d’eccezione.Il sottosegretario all’Agricoltura Gian Marco Centinaio ha assicurato che il rinnovo dello stato di emergenza non influirà sul primo settore – prosegue Tiso. Sono dichiarazioni che fanno ben sperare, ma le aziende e le organizzazioni di categoria hanno bisogno di garanzie concrete. Se è vero che l’agricoltura ha mostrato più degli altri settori economici capacità di rispondere all’inedita crisi iniziata nel 2020, resta da capire qual è il piano del Governo per salvaguardare i coltivatori nei prossimi mesi.Tra le nuove misure previste dall’esecutivo, preoccupano in modo particolare le nuove restrizioni imposte a chi arriverà in Italia. Queste ultime potrebbero infatti incidere anche sull’afflusso degli stagionali, che sono un asse portante del nostro settore. È per questo opportuno prevedere da subito l’attivazione in tempi brevi di corridoi sicuri per l’ingresso dei lavoratori stranieri, al fine di scongiurare un’eventuale mancanza di manodopera.

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Inflazione: Unc, la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

L’Istat ha resi noti oggi i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, Bolzano, dove, nonostante l’inflazione sia pari al 4%, molto più bassa rispetto al record di Catania (+5%), si ha una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 1272 euro, ma che arriva a 1.795 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Genova, dove il rialzo dei prezzi del 4,6% determina un incremento di spesa pari a 1116 euro per una famiglia media, 1787 euro per una di 4 persone, segue Aosta, dove il +3,9% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 992 e 1638 euro annui. Per Catania che ha l’inflazione più alta d’Italia, +5%, si tratta, rispettivamente, di 1058 e 1430 euro.La città più virtuosa è Napoli, con un’inflazione del 3,2% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a “solo” 700 euro su base annua. Ancona perde il primato della città più risparmiosa.In testa alla classifica delle regioni più costose , con un’inflazione a +4,2%, la Liguria che registra a famiglia un aggravio medio pari a 942 euro su base annua, 1554 euro per una famiglia di 4 persone. Segue, di un soffio, la Valle d’Aosta, dove la crescita dei prezzi del 3,7% implica un’impennata del costo della vita pari, rispettivamente, a 941 e 1554 euro, terzo, quasi appaiato, il Trentino, +4%, con un rincaro annuo di 1084 e 1553 euro.

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L’Italia rischia di diventare un campo profughi europeo?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“La Commissione Von der Leyen propone una riforma di Schengen scritta sotto dettatura di Emmanuel Macron, prossimo presidente di turno della Ue e in campagna elettorale per la sua conferma all’Eliseo. La modifica prevede il ripristino dei controlli di frontiera per fermare i cosiddetti ‘movimenti secondari’ di migranti illegali all’interno della UE e consente persino di escludere da Schengen quegli Stati che non trattengono i propri immigrati irregolari sul loro territorio. Di fatto la Ue, su diktat del ‘campione dell’europeismo’ Macron, minaccia di buttare fuori da Schengen quegli Stati, Italia in testa, che non si terranno tutti i clandestini che fanno sbarcare illegalmente sulle proprie coste. Un rischio prevedibile che Fratelli d’Italia denuncia da anni ma che finora è rimasto inascoltato. Rivolgiamo un appello al premier Draghi: fermi la follia immigrazionista del PD e della sinistra italiana e impedisca che l’Italia sia buttata fuori dall’area Schengen e diventi ufficialmente il campo profughi d’Europa”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Quale Scuola Superiore scegliere oggi per fare i lavori di domani?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Dal 4 al 28 gennaio sarà possibile inoltrare online al Ministero dell’Istruzione la domanda di accesso alla scuola secondaria di II grado. Questi, dunque, sono giorni cruciali per numerose famiglie e altrettanti adolescenti alle prese con una decisione che influenzerà i loro successivi anni di studio e di formazione. Per questo vi ricordo che Il Sole 24 Ore propone in edicola e in libreria il libro dal titolo “Io sarò. Il grande libro di quello che farai da grande” di Pierdomenico Baccalaro e Federico Taddia con venti storie di ragazzi che sono diventati i migliori nel loro campo, con i consigli di come arrivarci, di quale scuola superiore scegliere, la cassetta degli attrezzi e le parole chiave delle nuove professioni. Il libro pag. 128 è già in edicola al prezzo di 12,90€ e in libreria al prezzo di 14,90€. E-Sports Specialist, Ecochef, Criomicroscopista, Game Designer, Energy Manager, Light Artist sono solo cinque dei venti professionisti indicati nel libro. Un libro illustrato per le ragazze e i ragazzi che non hanno paura di immaginare il futuro e di rimboccarsi le maniche per realizzarlo, ma anche per i genitori che li accompagnano nelle importanti ed entusiasmanti scelte che determinano il loro futuro. Una carrellata di biografie insolite per orientare gli adolescenti nella scelta della scuola superiore e nelle competenze da acquisire per le nuove professioni di domani che stanno prendendo forma oggi in un mondo in continua evoluzione, perché, come dicono gli autori Pierdomenico Baccalario e Federico Taddia, “Non bisogna mai smettere di fare tre cose: vole­re, provare, impegnarsi.” Fonte ilsole24ore.com

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“Smart Cities: network solutions for sustainable mobility”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

E’ stato finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del programma del Fondo Sociale Europeo (POR FSE). L’ambizione del progetto è stata quella di studiare l’adozione di soluzioni di e-mobility con lo scopo di renderle un asset prezioso per la “città intelligente” del futuro. Il progetto si inserisce per questo motivo nell’implementazione dell’undicesimo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (ossia, “Città e comunità sostenibili”) indicato nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il gruppo di ricerca interdisciplinare, sotto la supervisione del Prof. Luciano Greco dell’Università di Padova, ha lavorato in partnership con aziende strategiche del territorio, quali: Interporto Padova SpA, AcegasApsAmga SpA, Unipiazza S.r.l., Economit S.r.l. e VenicePromex. Il progetto ha inoltre giovato della collaborazione con altri centri di ricerca di eccellenza con ricercatori dell’Università di Paris Nanterre, nell’ambito dell’economia applicata, e dell’Imperial College di Londra, nell’ambito dell’ingegneria dei trasporti.

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PIMCO: Opportunità nell’epoca della trasformazione

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Commento a cura di Geraldine Sundstrom, Portfolio Manager Asset Allocation di PIMCO. Guardando al 2022, il nostro scenario di base è di crescita globale positiva ed inflazione elevata sul breve termine. L’inflazione dovrebbe moderarsi nel corso dell’anno ma vi sono rischi al rialzo rispetto a questa previsione. Crediamo che gli attivi sensibili alla crescita, come azioni e credito, tenderanno a generare rendimenti positivi nel prossimo anno ma ci aspettiamo maggiore dispersione della performance tra i diversi settori e regioni come è comune nelle fasi di metà ciclo. A fronte delle valutazioni più elevate, gli attivi rischiosi sono più vulnerabili a shock esogeni e a passi falsi delle autorità. A nostro giudizio, il rischio di passi falsi sul versante delle politiche è aumentato con la ritirata degli stimoli monetari e fiscali e il tentativo delle autorità di passare le redini della crescita al settore privato. Ciò crea il potenziale di “code più spesse” (esiti positivi e negativi più divergenti), il che evidenzia l’importanza della selezione sia all’interno delle diverse classi di attivo che tra di esse.Restiamo largamente ottimisti sul rischio dei mercati azionari. Ci aspettiamo di osservare considerevole differenziazione fra le varie regioni e i diversi settori, il che giustifica un approccio più selettivo e dinamico. Nei mercati sviluppati, manteniamo il sovrappeso sull’azionario americano, posizionandoci sui settori ciclici. In termini di settori, confermiamo la predilezione per i trend di crescita di lungo termine come la digitalizzazione e la sostenibilità. In particolare, crediamo che i produttori di semiconduttori, i fornitori di sistemi di automazione industriale, di energia verde e di mobilità siano tutti destinati a trarre benefici. Integriamo queste componenti con esposizioni che potrebbero essere avvantaggiate in caso di contesto più inflazionistico, imprese che crediamo godano di consistenti barriere all’ingresso e forte capacità di fissazione dei prezzi che possono potenzialmente aumentare i prezzi in un contesto di inflazione, come le compagnie di trasporto marittimo globali.Ci aspettiamo che i rendimenti dei titoli governativi tendano al rialzo nel corso del ciclo con l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali ma, in un contesto di portafogli multi-asset, crediamo nel ruolo che la duration può svolgere come elemento di diversificazione. Continuiamo pertanto a mantenere dell’esposizione alla duration. Nei portafogli multi-asset confermiamo inoltre una modesta posizione di sovrappeso sui TIPS americani (obbligazioni del Tesoro indicizzate all’inflazione). Benché i tassi d’inflazione di pareggio siano saliti in modo significativo, a nostro avviso non prezzano ancora integralmente un adeguato premio di rischio per l’inflazione. Infine, sul fronte valutario, il Dollaro americano risulta ancora sopravvalutato secondo i nostri modelli, soprattutto rispetto alle valute dei mercati emergenti, ma in un contesto tuttora sfidante per le banche centrali e le economie dei mercati emergenti non si deve presumere che il Dollaro sia per forza destinato a indebolirsi.

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Sale la tensione tra Russia e Stati Uniti intorno alla questione Ucraina

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Washington ritiene che la Russia possa prendere in considerazione un’azione in Ucraina nei prossimi mesi e sta lavorando per convincere gli alleati europei del pericolo. Ciò potrebbe rappresentare un rischio per i mercati finanziari. Riavvolgiamo un attimo il nastro: torniamo al 2014, quando la prima crisi in Ucraina portò all’annessione della Crimea da parte della Russia. Abbiamo dato una rapida occhiata alla reazione del mercato in quel periodo. Il grafico seguente mostra i movimenti del mercato azionario: l’ovale indica il periodo della crisi immediata (da febbraio a marzo 2014). Vediamo un calo delle azioni russe, mentre le azioni britanniche, europee e statunitensi non mostrano una risposta significativa. Guardando al tasso di cambio, possiamo vedere un po’ di debolezza del rublo durante la crisi (febbraio – marzo 2014), ma l’impatto reale sulla valuta è stato determinato dal calo del prezzo del petrolio verso la fine dell’anno. Interessante notare che il prezzo del greggio ha reagito solo marginalmente durante la crisi. Infine, guardiamo al rendimento dei buoni del Tesoro a 10 anni degli Stati Uniti, come potenziale beneficiario di qualsiasi sentimento di avversione al rischio che sarebbe potuto scaturire dalla crisi. Anche qui vediamo pochissime reazioni. Nel complesso, a parte le azioni russe, l’impatto complessivo sui mercati finanziari sembra essere stato piuttosto contenuto. Questo vuol dire che un eventuale recrudescenza della crisi non debba preoccupare? Negli ultimi anni i rischi geopolitici non hanno condizionato più di tanto i mercati finanziari globali. I mercati azionari sono generalmente cresciuti nonostante una lunga lista di potenziali preoccupazioni, o titoli: “Russia”, “Siria”, “Iran/Medio Oriente”, “Cina/Taiwan”, “Nuova Guerra Fredda”, “Corea del Nord” ecc. Nessuna di queste questioni può considerarsi risolta, ma i mercati finanziari sembrano credere che uno scenario molto negativo in questi teatri sia improbabile o, forse, che la molta liquidità in circolo prevalga su tutte le altre considerazioni.Naturalmente, lo scenario del 2014 potrebbe non ripetersi per filo e per segno oggi. Si potrebbe sostenere che gli Stati Uniti stiano assumendo una posizione più attiva, già minacciando sanzioni contro la Russia e forse alzando la posta in gioco. Si potrebbe anche guardare ai prezzi del gas naturale in Europa e ipotizzare una correlazione. Prezzi del gas notevolmente più elevati potrebbero avere conseguenze economiche ampie, specialmente in un periodo dove l’Europa sta già facendo i conti con una crisi dei costi energetica.Dove ci porta tutto questo? La Storia recente suggerisce che i mercati finanziari globali probabilmente non saranno eccessivamente influenzati da ciò che accadrà in Ucraina, anche in caso di una escalation tra Stati Uniti e Russia. La probabilità di un esito più negativo non è zero, ma non è il nostro caso base al momento.

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Enrico Letta, PD, durante la rubrica Corsa al Quirinale su ilsole24ore.com

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Non c’è mai stato un Presidente della Repubblica che sia stato un capo politico e se ciò non è avvenuto in 70 anni non è un caso.” Lo afferma Enrico Letta, segretario del Pd, durante la video-rubrica Corsa al Quirinale in diretta su ilsole24ore.com. “Il ruolo del presidente della Repubblica è unico, così lo hanno disegnato i costituenti. Rappresenta un arbitro, un motore, un garante che dà voce a tutti i cittadini. Da qui si capisce la delicatezza del profilo che deve avere il presidente della Repubblica e rivedendo i 12 presidenti viene fuori che non c’è mai stato nessun leader o capo politico. E non è un caso. Richiede una figura di spiccata sensibilità delle istituzioni. Questo non sarà banale nella scelta – ha osservato Letta anche facendo riferimento al libro ’12 Presidenti’ di Alberto Orioli, vicedirettore del Sole 24 Ore – Dobbiamo continuare con presidenti istituzionali, consensuali, in grado di rappresentare tutto il Parlamento. Rivedendo i 12 profili dei presidenti della Repubblica che abbiamo avuto vengono fuori alcune cose interessanti, viene fuori che non c’e’ mai stato nessun leader. Nessun capo politico e’ mai stato presidente della Repubblica. Sono stati presidenti della Repubblica figure più istituzionali, piuttosto che capi politici. La figura disegnata dai costituenti richiede una personalità di spiccato senso delle istituzioni, basti pensare che una gran parte di Presidenti erano stati presidenti di uno dei due rami del Parlamento. Mattarella è stato giudice costituzionale”. Letta ha sottolineato a sole24ore.com che si è sempre trattato di profili provenienti da “incarichi istituzionali normalmente super partes”. E, ha concluso: “questo secondo me e’ importantissimo, perche’ già disegna il profilo fondamentale nella scelta della presidente o del presidente che dovremo fare a fine gennaio”.

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Migrazione, in una mostra fotografica storie di inclusione sociale grazie all’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Il progetto ha l’obiettivo di fornire ai migranti strumenti di integrazione sociale, culturale ed economica attraverso un’attività pratica che favorisca l’interazione con la comunità locale e dia competenze che possono servire per il futuro, attraverso laboratori strutturati per acquisire sia la conoscenza della lingua italiana e del linguaggio specifico nel mondo del lavoro, sia il sapere tecnico e pratico nel campo dell’agricoltura. Così a Perugia è nato un campo multiculturale dove si piantano insieme pomodori e okra africana, a Milano un orto cittadino e un laboratorio dal seme al piatto, a Ragusa un campo agricolo inclusivo. “Coltiviamo l’integrazione” è stato avviato nel 2018 e si è concluso nel dicembre 2021. I ritratti dei destinatari sono stati realizzati con la stessa luce e lo stesso taglio, ma ognuno è diverso dall’altro: perché ogni volto racconta una storia, unica e speciale. A Perugia, i laboratori (promossi da Tamat in collaborazione con Diocesi di Perugia, ACLI, Fuori di Zucca, Orto Sole) si sono svolti nel Parco Agrosolidale di Montemorcino, coinvolgendo circa 15 richiedenti asilo provenienti da Nigeria e Mali: qui è stato realizzato un orto multiculturale in cui è stata sperimentata anche la produzione di prodotti ortaggi e verdure tipiche dei Paesi di origine dei partecipanti, come l’okra, alimento che viene utilizzato alla base di molti piatti della cucina africana e che è stato utilizzato per fare ricette italoafricane: okra in agrodolce, pesto, composta di cipolle e okra. A Milano sono stati realizzati due laboratori (da Fondazione ISMU in collaborazione con Rob de Matt, Arca CAS Agordat, NAGA, Diaconia Valdese, Fratelli San Francesco, SPRAR Associazione La Grangia di Monluè, Cooperativa Lotta contro l’emarginazione e APS Mitades), uno di cucina e uno di agricoltura urbana: i beneficiari hanno imparato a costruire e creare un orto tra i palazzi, coltivare ortaggi e poi cucinarli e presentarli in un piatto. A Ragusa la sperimentazione (promossa dall’associazione I tetti Colorati onlus, presso la Tenuta Magnì, concessa in comodato d’uso gratuito dalla Diocesi di Ragusa alla Cooperativa agricola Semina Mondo) ha coinvolto in un primo ciclo tre donne (due di nazionalità eritrea ed una marocchina) e tre uomini (due di nazionalità gambiana ed una algerina) e nel secondo ciclo 8 destinatari provenienti dalla Nigeria, Somalia e Gambia. I beneficiari hanno preso atto dei concetti di lavorazione del terreno, osservando l’aratura e la sistemazione della superficie, impostando un sesto di impianto idoneo alla crescita degli ortaggi, scelti insieme. Sono state organizzate anche cene solidali.

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