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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 23 dicembre 2021

Manovra 2022: Tra poco il sì dell’Aula del Senato, tutte le novità per la Scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

La Legge di Bilancio è ultimata: tra stanotte e domattina verrà approvato il maxi-emendamento attraverso la fiducia all’aula di Palazzo Madama. Si tratta di una manovra da oltre 23 miliardi, un terzo dei quali per il taglio delle tasse; ci sono modifiche agli ammortizzatori sociali, agli sgravi contributi, al reddito di cittadinanza e al pensionamento anticipato con Quota 102 che per un anno subentra a Quota 100 andata in archivio. Vengono anche prorogati i bonus edilizi e il Superbonus. Per la Scuola si confermano le disposizioni prodotte nelle ultime settimane.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “le misure trattano questioni che sono state affrontate largamente dal nostro sindacato, battaglie per le quali ci siamo battuti e continuiamo a fare, come la lotta alla dispersione scolastica. Tra i vari emendamenti ci sono anche quelli inerenti alla proroga dei contatti dell’organico Covid riguardante il personale Ata e non solo quello docente”.Per la scuola si prevedono anche i contratti Ata Covid, ma solo per 7.800 precari lasciandone così fuori 14mila. Per la valorizzazione della professione docente arrivano 60 milioni ulteriori portando l’incremento medio a lavoratore a 16 euro; si incrementa il Fun per le retribuzioni dei dirigenti scolastici; arriva l’educazione motoria alla primaria ma solo nelle classi quarte e quinte; si stanziano 120 milioni per estendere per i prossimi due anni scolastici l’assegnazione di dirigenti scolastici e Dsga a scuole con almeno 500 studenti, 300 per quelle ubicati in piccole isole e comuni montane; arriva l’indennità, chiesta da Anief, per chi insegna in sede “disagiata” però solo nelle piccole isole; c’è la stabilizzazione dei dipendenti ex Lsu e il supporto psicologico al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie; per il contrasto del cyberbullismo viene istituito il Fondo permanente; si incrementano i finanziamenti alle scuole paritarie con 20 milioni aggiuntivi. Presente anche la riduzione nella sede di prima destinazione, da 5 a 3 anni, dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi all’interno delle istituzioni scolastiche ed educative. Si approvano interventi in materia di attribuzione alle scuole di nuovi dirigenti scolastici e Dsga: riguarda l’assegnazione di entrambe le figure per l’anno scolastico 2021/2022 e i due successivi alle scuole autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unità, ridotto fino a 300 unità per le scuole collocate nelle piccole isole, nei comuni montani o nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Ci sono misure anche per combattere gli abbandoni scolastici.Marcello Pacifico, presidente Anief, non nasconde il suo rammarico: “Purtroppo rimangono fuori alcuni provvedimenti importantissimi: non si affronta il nodo del precariato e del reclutamento. Avevamo presentato 31 emendamenti che riguardano, tra l’altro, l’anticipo pensionistico per il personale della scuola notoriamente sottoposto a stress e a rischio burnout, come abbiamo chiesto l’estensione del carattere gravoso della professione docente, la revisione degli organici di sostegno, la gratuità dei tamponi, l’assunzione dei ricercatori, l’assegnazione dell’indennità anche di rischio biologico e di incarico, oltre quella di sede parzialmente approvata. Come anche l’organico Covid da collocare in quello di diritto e la conferma fino a giugno di tutti gli Ata Covid. E poi la conferma nei ruoli di tutti gli assunti, anche di prova, l’assegnazione di risorse maggiori per la valorizzazione dei lavoratori, l’estensione card docenti a personale a tempo determinato amministrativo ed educativo. E ancora, la cancellazione dei blocchi alla mobilità del personale scolastico, l’educazione motoria tutte le classi della primaria, la fine del dimensionamento scolastico e ad una revisione razionale degli organici”, conclude Pacifico.

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A Venezia non è Natale senza il presepe dei Frari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

La stella cometa all’esterno che lampeggia, la melodia natalizia che risuona accostandosi al portone e ogni anno la sorpresa di ritrovarsi ad ammirare ogni singolo movimento. Nella Basilica dei Frari, da sempre, i frati francescani allestiscono nella cappella laterale di San Pietro, detta Emiliani, un presepe “artistico” che è una vera e propria attrazione per bambini e adulti. È una lunga tradizione, fatta di amore e pazienza, di cura e di spirito cristiano che aiuta a ritornare al senso vero del Natale in una città che quest’anno festeggia i 1600 anni dalla sua fondazione. Come racconta Padre Sergio Zanchin che, all’età di 89 anni, è ancora il pilastro della rappresentazione della Natività. “Siamo frati Francescani e San Francesco è stato primo che ha fatto il presepe a Grecio, nel 1223, dopodiché i frati hanno visto e capito che questo segno poteva essere significativo per quelli che vogliono celebrare il Natale e vedere con i propri occhi come e dove Gesù è nato e la storia della nostra salvezza, un segno che rimane impresso nel cuore – spiega Padre Sergio – quindi qui ai Frari, che è la grande casa dei frati minori conventuali, il presepe si è sempre fatto. Naturalmente lo abbiamo aggiornato, con statue sufficientemente grandi e in movimento”. La preparazione inizia già in estate, quando si controllano e si rivedono le statue e si pensa al materiale necessario. L’allestimento vero e proprio inizia a metà novembre per fare l’impalcato e la struttura, successivamente il paesaggio e le statue con i loro congegni meccanici.Mentre in tutta la cappella risuona il tradizionale canto “Tu scendi dalla stelle”, di giorno il presepe è un piccolo villaggio fatto di gente indaffarata nei propri compiti: una donna dà da mangiare alle galline, un’altra estrae l’acqua dal pozzo per lavare la biancheria nel mastello, i boscaioli tagliano la legna, il vasaio è intento a lavorare la creta, il fabbro batte sul ferro caldo, il cestaio sta realizzando una gerla, mentre il fuoco riscalda i pastori e le pecore si abbeverano alla cascata d’acqua. All’improvviso il sole cala e scende la notte, tra fulmini, nuvole e tempeste. Il villaggio si ferma, gli abitanti riposano e interrompono le proprie attività. E allora il fulcro diventa la Sacra Famiglia, dentro la grotta, con la Madonna che culla il Bambino e si alza per presentarlo a tutti e lanciare il messaggio che Gesù è nato per salvare l’umanità.In alto, a contornare il presepe, ci sono due immagini che rappresentano gli angeli in legno realizzati dall’intagliatore bellunese Andrea Brustolon e conservati in sacrestia. Il presepe ai Frari resterà aperto fino al 2 febbraio e si può visitare dalle 9 alle 18.30.

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“Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Roma Sabato 15 Gennaio alle ore 21.00 torna a grande richiesta all’Auditorium Parco della Musica- nella Sala Sinopoli- Viale Pietro De Coubertin 10 lo spettacolo “Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti”. Il Concerto Racconto valorizza e diffonde l’opera di due dei più grandi artisti che il panorama della musica italiana abbia mai avuto: Lucio Battisti e Mogol. Sul palco il Maestro Mogol, autore di testi intramontabili racconta Lucio Battisti a 23 anni dalla sua scomparsa avvenuta il 9 settembre del 1998. Il fortunato sodalizio artistico ha prodotto brani memorabili come “Mi ritorni in mente”, “La Collina dei Ciliegi” e “Anima Latina”, canzoni che verranno eseguite dal vivo da un orchestra di 15 elementi. Mogol attraverso un viaggio intimo e confidenziale, svelerà al pubblico tanti aneddoti e curiosità della sua vita artistica ma anche la genesi e la storia che si nasconde dietro alle sue canzoni. Un’occasione dunque per poter ascoltare circa 20 magnifici brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Uno spettacolo emozionante e travolgente che ripropone questa vera e propria biografia musicale attraverso una performance di quasi due ore. L’interpretazione dei brani è affidata al bravissimo Gianmarco Carroccia che, con la sua voce tanto simile a quella del cantautore di Poggio Bustone, non stravolge la versione originale del disco ma ne dà una cosiddetta “interpretazione perfetta”. Gianmarco Carroccia accompagnato da una formazione orchestrale di 15 elementi diretta da Marco Cataldi, vi farà rivivere la magia di quelle canzoni che hanno fatto sognare generazioni di italiani. Emozioni – Viaggio tra le canzoni di Battisti e Mogol, è spettacolo suggestivo ed emozionante, ma lo sarà ancora di più in una locatio prestigiosa come l’Auditorium Parco della Musica. Auditorium Parco della Musica- Sala Sinopoli- Biglietti: http://www.ticketone.it

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Previsioni per l’azionario Europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

By Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments. Ci stiamo approcciando a un contesto molto diverso da quello degli ultimi 15 anni. Il periodo successivo alla crisi finanziaria globale ha visto una fase di crescita economica piuttosto bassa, inflazione molto bassa e rendimenti obbligazionari in calo. Durante tale periodo, anche caratterizzato dal fenomeno del deleveraging e da bassi livelli di investimenti materiali, alcune tipologie di azioni hanno performato molto bene. Si è trattato essenzialmente di titoli di qualità; bassa volatilità, società a flusso di cassa costante e anche società in crescita, perché in un contesto di scarsa crescita questo genere di aziende ha performato bene e in una fase di calo dei rendimenti obbligazionari molti titoli di qualità o in crescita sono stati rivalutati. Pensiamo che, mentre stiamo attraversando la pandemia, ci stiamo anche dirigendo verso un contesto in cui ci sarà un po’ più di inflazione. Ci saranno probabilmente alti livelli di crescita. Allo stesso tempo stiamo entrando in un super ciclo per gli investimenti di capitale, che, in parte, sarà guidato dai governi che vogliono investire di più solo per sostenere le proprie economie. Inoltre, la transizione verso il Net Zero richiederà quantità molto significative di investimenti in tutta la gamma di settori, reti energetiche e anche in ambiti come quello degli immobili residenziali. Dunque, negli ultimi 18 mesi o due anni abbiamo aumentato gradualmente l’esposizione verso alcune di queste forti tendenze di crescita strutturale.La preoccupazione ovvia è che le mutazioni del coronavirus ci facciano finire in una situazione di chiusure continue. Alcune reazioni di panico da parte dei governi sono state dannose, ma pensiamo che la maggior parte delle aziende saranno abbastanza preparate, anche se siamo in una situazione di stop/start, con l’eccezione forse di quelle nel settore dei viaggi che potrebbero essere più colpite. Pensiamo che questo sia il rischio maggiore. L’altro rischio, che non riteniamo sia grave, è che potremmo avere un aumento dell’inflazione più serio di quanto i politici si aspettino. Pensiamo che le banche centrali siano in ritardo rispetto alla curva. Anche se pensiamo di essere ben posizionati per un contesto di inflazione più elevata, un contesto simile potrebbe anche essere piuttosto devastante per alcune asset class.Swetha Ramachandran, Investment Manager e Responsabile del fondo GAM Luxury Brands Equity di GAM Investments. La forte performance delle azioni del settore del lusso è sostenuta dai continui upgrade degli utili. I fattori di crescita sono strutturali: la continua ascesa della classe media emergente asiatica, l’influenza dei consumatori più giovani e la digitalizzazione – sia per ridurre l’intensità del capitale per il settore fornendo un servizio ai consumatori a costi inferiori sia per costruire nuovi flussi di entrate nel metaverso. Il filo conduttore di questi fattori è anche il ruolo crescente delle preoccupazioni relative alla sostenibilità nel comportamento di consumo: “comprare meno, comprare meglio” è il motto de facto del settore del lusso. Crediamo che il mercato stia sottovalutando il potere di determinazione dei prezzi del settore, che dovrebbe alimentare l’espansione dei margini fino al 2022, a fronte di un contesto di domanda sana e sostenuta nel 2021. Prevediamo che lo slancio in corso a fine anno si rivelerà un catalizzatore per una continua sovraperformance del settore, in un contesto macroeconomico favorevole.

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Robeco: Il rischio inflazione e le strategie della Fed spaventano i mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

A cura di Peter van der Welle, Strategist del team Multi Asset di Robeco Il tanto atteso indice dei prezzi al consumo (IPC) degli Stati Uniti è aumentato del 6,2% su base annua, ai massimi dal 1990. Una delle principali cause fa riferimento soprattutto ai rincari dell’energia e dei beni alimentari, nonostante l’indice segni comunque un incremento del 4,6% al netto di questi fattori. Il timore che al tapering molto più rapido per combattere l’inflazione possa seguire un rialzo anticipato dei tassi, dopo il taglio nel marzo 2020, ha fatto deprezzare le azioni. Al contrario, i mercati obbligazionari hanno invertito la rotta, facendo registrare un rialzo alimentato dal nuovo ceppo Omicron del Covid, e iniziando a scontare un aumento anticipato dei tassi, ora previsto a maggio del 2022.La curva dei futures sui Fed funds è diventata più ripida di fronte all’evolversi della posizione degli operatori di mercato, che hanno anticipato la previsione di un rialzo dei tassi, ritenendo che la riunione del FOMC prevista a maggio 2022 prevederà l’annuncio di nuove politiche relative ai tassi. Sulla base della curva degli swap, le aspettative di rialzo dei tassi sembrano puntare di più verso un livello dell’1,75% (rispetto all’attuale 0,25%). Questo implica un tasso di equilibrio relativamente basso rispetto ai precedenti cicli di rialzi, che sta esercitando una forza di attrazione sui rendimenti dei Treasury a 10 anni. Invece, i titoli azionari si stavano già riprendendo in seguito all’annuncio della variante Omicron del Covid-19, più contagiosa, che ha causato restrizioni nei trasporti e ulteriori misure di contenimento in Europa, danneggiando soprattutto il comparto dei viaggi e degli alloggi per i turisti.In genere, novembre è un mese caratterizzato da scambi vivaci sui mercati azionari, contribuendo a far crescere i rendimenti da inizio anno in media dell’1%. Stavolta non è accaduto, e le azioni globali hanno ceduto l’1,5% nel mese. La doccia fredda è arrivata con l’intervento di Powell al Congresso, che ha colto di sorpresa gli analisti. È un distanziamento molto netto dal mantra di chi ripeteva che “l’inflazione ha natura transitoria”. In questo frangente la Fed sta accentuando i toni aggressivi poiché l’inflazione le sta causando un disagio sempre maggiore. Il livello e la velocità del rialzo dei prezzi aumentano il rischio di effetti secondari sui mercati e di un’inflazione vischiosa.La natura dell’inflazione è importante. In prevalenza l’inflazione attuale non appartiene al tipo “buono” – quello che non provoca un’accelerazione e coincide con un’economia in equilibrio. Al contrario, l’economia globale sta registrando un’inflazione cattiva, causata dai vincoli dell’offerta, che alla fine potrebbe aprire la strada a una ‘pessima’ inflazione. Vista l’attuale forza del mercato del lavoro statunitense, aumentano le possibilità che la natura di questa inflazione prenda il sopravvento; il maggior potere di negoziazione dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro alimenta infatti la spirale salari-prezzi. Powell ha riconosciuto l’errata valutazione della Fed sull’inflazione. Infatti, la domanda è stata artificialmente soffocata dalla pandemia mentre le pressioni dal lato dell’offerta hanno creato effetti non lineari che sono sfuggiti ai normali modelli macro. Il nuovo ceppo Omicron del Covid imprime ulteriore spinta all’ultima svolta di Powell. L’OCSE ha avvisato che l’inflazione non diminuirà fino al termine della pandemia. Una nuova variante potrebbe prolungare la battaglia contro il Covid e di conseguenza con l’inflazione. Ma non giungono solo cattive notizie: negli Stati Uniti il terzo trimestre si è chiuso con utili aziendali stellari, a dimostrazione che le società stanno continuando a guadagnare ‘pricing power’, facendo ben sperare per le azioni. Continuiamo a pensare che la fine del tapering non implichi una transizione fluida verso un ciclo di rialzo dei tassi, perché idealmente la Fed vorrebbe osservare un tasso di attività più alto prima di aumentare il tasso di riferimento. Nel 2022 prevediamo che l’inflazione si attenuerà, offrendo alla Fed un certo margine di manovra per capire se parte del calo del tasso di partecipazione (il numero di persone attive nel mercato del lavoro) sia ciclico. In definitiva, ciò che conta per i mercati azionari non è tanto la data di rialzo del tasso di riferimento, bensì il grado di avvicinamento verso il tasso di equilibrio. Nello scenario di una Fed iper-rigida nel breve termine, l’economia statunitense riuscirà ad assorbire i primi aumenti dei tassi e continuerà a crescere a un ritmo sostenuto nel 2022. Nel frattempo, la crescita delle infezioni e la scoperta di nuove varianti di Covid possono innescare fasi temporanee di avversione al rischio che favoriranno i titoli di Stato.

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Report mensile sulle Mid Small Cap italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

A cura del Team di Ricerca di Intermonte. Guardando a ciò che è successo nel 2021, le mid-cap italiane hanno vissuto un anno positivo, con l’indice STAR che ancora una volta ha registrato una performance straordinaria. A nostro avviso, le pressioni inflazionistiche rappresenteranno un elemento di rischio per le future prospettive di crescita: nel corso del prossimo anno, questo potrebbe portare le banche centrali a fare un passo indietro rispetto ai recenti annunci di azioni più restrittive, per riprendere a sostenere la ripresa economica attraverso politiche monetarie dovish. In questo contesto, per il momento non possiamo escludere un’ulteriore continuazione dell’attuale volatilità del mercato che sta portando alcuni titoli/settori a cedere parte della sovraperformance del 2021. Tuttavia, se le nostre aspettative si riveleranno corrette, dovrebbe essere una situazione transitoria e ci aspettiamo che le mid/small cap italiane siano ben posizionate per attirare l’interesse degli investitori, soprattutto nei settori ”growth”, come la tecnologia e il lusso. Confermiamo le nostre indicazioni, che combinano storie azionarie esposte al Recovery Plan con altre che dovrebbero continuare a godere di uno slancio commerciale favorevole e di una buona visibilità. Per quanto riguarda la liquidità delle mid/small cap, la situazione continua a migliorare gradualmente anche se abbiamo limato le nostre stime sugli afflussi di PIR dopo la pubblicazione dei dati ufficiali del 3Q21 di Assogestioni. La raccolta netta è stata pari a 154,7 Mln di euro nel 3Q21, con un’intensificazione degli afflussi positivi rispetto a EU21 (+Eu106mn) dopo tre precedenti trimestri di deflussi. Il dato è simile a quello diffuso dalll’Osservatorio PIR del Sole 24 Ore, che stimava afflussi per circa 140 Mln di euro.Secondo il dato mensile rilasciato dall’Osservatorio PIR del Sole 24 Ore, la raccolta ha continuato ad essere forte in ottobre, a quasi 100 Mln di euro (97 Mln per la precisione) e in novembre, a 172 Mln di euro. Dato il progresso, restiamo fiduciosi che l’interesse per questo prodotto continuerà la sua ripresa nei prossimi mesi.Inoltre, il 16 settembre, Assogestioni ha rilasciato i primi dati ufficiali sulla raccolta dei PIR alternativi: nel 1H21 la raccolta è stata pari a 428 Mln di euro, mentre a fine giugno 2021 gli Asset under Management erano 684 Mln di euro. Dati complessivamente incoraggianti, considerando che per ora solo pochi fondi hanno ricevuto l’approvazione. Ricordiamo che le caratteristiche dei PIR 3.0 sono le seguenti: almeno il 70% del fondo deve essere investito in titoli emessi da società quotate italiane o comunitarie con stabile organizzazione in Italia; di questo 70%, il 25% (cioè il 17,5% del totale del fondo) deve essere investito in titoli non presenti nell’indice principale (FTSE MIB nel caso di titoli quotati in Italia). A lungo termine, le nostre ipotesi si basano sulle aspettative che l’interesse per questo prodotto rimarrà abbastanza alto grazie al beneficio fiscale e, dal punto di vista del distributore, al fatto di poter contare su un impegno a lungo termine da parte dell’investitore. In particolare, guardando al 2022, riteniamo che la classe azionaria mid/small sia ben posizionata nelle strategie degli investitori, il che dovrebbe tradursi anche in maggiori sforzi commerciali e di distribuzione da parte delle case d’investimento. Tuttavia, riduciamo la nostra previsione di afflussi per il 2021 di 50 milioni di euro, poiché riteniamo che lo slancio commerciale potrebbe risentire della recente volatilità del mercato. (Abstract da Intermonte – Italian Mid Small Caps Monthly Report_December 2021)

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Moneyfarm è “Miglior Gestore Patrimoniale 2022”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Dopo i Sigilli di “Miglior Consulente Finanziario Indipendente d’Italia” e di “Top del Servizio Robo Advisor” ottenuti lo scorso novembre, Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale, si aggiudica oggi un nuovo riconoscimento, quello di “Miglior Gestore Patrimoniale 2022”. Solo il 50% dei gestori italiani che hanno partecipato alla rigorosa selezione dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, hanno superato la soglia di qualificazione prevista per questa certificazione, che richiede di compilare un questionario e di sottoporre un portafoglio per un cliente tipo nonché di raggiungere almeno il 70% del punteggio in ogni categoria analizzata. In particolare, Moneyfarm ha ottenuto un punteggio eccellente nelle categorie dell’orientamento del cliente (100%), della trasparenza dell’offerta (95%) e della qualità del portafoglio proposto (86%).Si tratta di un’ulteriore conferma della validità della proposta di Moneyfarm, che si distingue per la qualità, l’accessibilità, la trasparenza del suo servizio d’investimento e per l’indipendenza della sua consulenza. Grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, Moneyfarm ha sviluppato un modello di servizio “ibrido”, che integra tecnologia e consulenza tradizionale, mettendo un consulente a disposizione del cliente durante tutto il percorso di investimento. I portafogli sono gestiti dal team di Asset Allocation che monitora i mercati e determina nel tempo la composizione del portafoglio, accertandosi che sia sempre in linea con le soglie di rischio prestabilite. L’investitore, inoltre, può verificare in tempo reale l’andamento dell’investimento dalla propria area personale o mediante app e ha sempre a disposizione un canale diretto di comunicazione con il proprio consulente. La società, che con un team di 130 professionisti gestisce il patrimonio di oltre 60.000 risparmiatori, a inizio dicembre 2021 ha superato i 2,3 miliardi di euro di masse in gestione a livello globale (+50% solo nell’ultimo anno) e ha recentemente consolidato il proprio percorso di crescita sul mercato UK tramite l’acquisizione della base clienti britannica di Wealthsimple, piattaforma di investimento digitale attiva in Canada e Regno Unito con 1,5 milioni di utenti a livello globale. L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, è leader europeo nelle indagini di mercato: analizza ogni anno centinaia di prodotti e servizi in diversi settori, al fine di renderli più trasparenti per i consumatori. I suoi Sigilli d’Oro non solo testimoniano il successo di un prodotto o servizio, ma rappresentano soprattutto una garanzia di qualità per i consumatori che lo scelgono. Quest’ultimo riconoscimento si aggiunge alla lunga lista di riconoscimenti che Moneyfarm, nei dieci anni dalla sua fondazione, ha già ottenuto tra cui ricordiamo i più recenti: in Italia “Miglior Consulente Finanziario Indipendente” per il settimo anno di fila nonché “Top del Servizio Robo Advisor” secondo l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza e, nel Regno Unito, il premio Boring Money “Digital Advice Rated Provider 2022”.

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Reddito fisso: dalla ripresa all’espansione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

A cura di Gene Tannuzzo, Responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. Per tutto il 2021, la mano invisibile delle politiche monetarie accomodanti a livello mondiale ha sostenuto i mercati finanziari. Per il 2022 si profila invece uno scenario alquanto diverso. Dopo il ridimensionamento degli acquisti di attivi che abbiamo già avuto modo di osservare, dovremo prepararci a un contesto molto diverso per i tassi d’interesse a breve termine e mettere in conto rialzi per gran parte dei principali istituti centrali. Il venire meno del supporto monetario e le valutazioni iniziali onerose suggeriscono un approccio più selettivo al reddito fisso nel 2022. Nei periodi di recessione capita spesso che le agenzie di rating declassino le società le cui sorti economiche iniziano a essere sfavorevoli. Durante la pandemia, il volume di questi “angeli caduti” ha raggiunto livelli senza precedenti: 184 miliardi di dollari di obbligazioni societarie hanno perso il loro status investment grade (IG). Gestione aggressiva dei costi, spese per investimenti, dividendi, riacquisti di azioni e strutture di capitale: tutto ha aiutato a stabilizzare i saldi di cassa delle imprese. Il progressivo ritorno della domanda ha fatto crescere rapidamente i margini di profitto e il free cash flow, consentendo alle aziende di ripagare il debito e migliorare la propria qualità creditizia. Riteniamo che il 2022 sarà l’anno degli “astri nascenti”, in quanto molte società high yield verranno promosse e passeranno nella fascia investment grade. L’ondata di liquidità indotta dal Covid-19 ha riportato gli investitori nei mercati finanziari di tutto il mondo, spingendo le valutazioni a livelli storicamente onerosi in gran parte dei mercati obbligazionari liquidi. Le eccezioni degne di nota sono le obbligazioni meno liquide, meno seguite o meno incluse negli indici. Ciò vale in modo particolare per il credito strutturato e i municipal bond. Quasi il 40% dei mortgage-backed securities e asset-backed securities non è incluso in alcun benchmark, comprese gran parte delle opportunità più proficue di questo universo. La stessa dinamica si riscontra nel segmento dei municipal bond, dove la forte frammentazione, i volumi ridotti delle emissioni e la frequente assenza di rating creditizi fa sì che i benchmark di questa classe di attivi escludano spesso molte opportunità. In ogni caso, una strategia attiva e basata sulla ricerca può fare luce sul rapporto rischio/rendimento in queste aree per beneficiare di prospettive di ricavi e rendimenti più allettanti rispetto alle alternative passive. Nel 2022 ci aspettiamo che il filo conduttore del mercato si sposti dallo stato di shock e stupore innescato dalla pandemia alla tradizionale fase espansionistica del ciclo economico. In questo periodo gli investitori obbligazionari traggono molto meno vantaggio dalla detenzione di strumenti associati a un rischio di mercato generico, poiché le banche centrali si apprestano a mettere in atto le loro strategie di uscita. Un approccio più mirato, incentrato sul miglioramento dei bilanci aziendali e delle finanze dei consumatori, dovrebbe portare a migliori risultati nel 2022. http://www.columbiathreadneedle.it

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Industria: Istat, fatturato ottobre +2,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a ottobre sale del 2,8% sul mese precedente e del 16,9% su base annua. “Dati ottimi. Per l’ottava volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un’onda positiva iniziata a marzo 2021 e che non si è ancora infranta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 13,3%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’11,3%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +17,1% e +14,8%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a ottobre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 15%, +14,6% su ottobre 2018” prosegue Dona. “Preoccupa, invece, il crollo dei mezzi di trasporto, con un pesante -12% su base annua” conclude Dona.

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Ripresa economica sulla pelle dei consumatori e coi soliti furbi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Tutti in crisi, pieni di debiti, stipendi “al palo”, commercianti chiusi da tempo e che ora, più o meno responsabilmente, hanno riaperto e i consumatori rifrequentano le loro botteghe. Ma a quale prezzo e con qual prospettiva? Facciamo alcuni casi fiorentini, città notoriamente non economica, ma che ha vissuto e vive al pari di altre tutta la realtà e le conseguenze del covid, con l’aggravante che essendo il turismo uno dei settori più colpiti, in una città che vive molto di turismo, la crisi dovrebbe essere peggiore. Divertimenti natalizi per eccellenza sono mercatini e attrazioni stagionali. A Firenze è stata installata una ruota panoramica alla Fortezza dove, per salirci, con pagamento possibile solo in contanti, occorrono 12 euro (DODICI)… e se si decide di fare uno spuntino nelle mangiatoie che accerchiano questa Ruota, occorre essere disinvolti e attenti, pena essere spennati. Stessa spennata nella mangiatoia di piazza Santa Croce dove, a parte alcuni venditori realmente nord-europei e con prezzi più o meno giusti, il resto è solo cibo+cibo+cibo a prezzi stellari e con qualità e igiene discutibile. Ma per non farsi mancare niente, in una pizzeria al taglio, zona piazza dei Ciompi, tavolini al sole decembrino, due pezzetti di pizza di 15×15 cm + mezzo litro di minerale… 24,30 euro… pizza col lievito madre… ma pizza (farina e acqua, senza particolari indicazioni su origine e qualità dei due elementi) e, tra l’altro, al forno elettrico e salviette di carta.Il solito lamento di chi non capisce e non dà valore al lavoro dei poveri bottegai che non hanno più neanche gli occhi per piangere? E i nostri occhi? Non dovevamo fare comunità per affrontare meglio la crisi e venirne tutti fuori? E’ tutto inutile e siamo degli inguaribili individualisti e profittatori? Può anche darsi, come è possibile anche il contrario. Ma crediamo giovi a tutti, bottegai inclusi, che se ne parli. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Manovra: Rojc (Pd), fondi a Esuli e minoranza italiana ex Jugoslavia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

“Molto positiva l’approvazione in commissione Bilancio dell’emendamento che rifinanzia le leggi per la minoranza italiana in Slovenia, Croazia e Montenegro, assieme alla norma ‘gemella’ per le comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati, e alla legge permanente che autorizza interventi diretti a favore delle attività culturali e delle iniziative per la conservazione di testimonianze italiane nei Paesi della ex Jugoslavia. Si tratta complessivamente di 6,3 milioni per il 2022 e di 6 milioni rispettivamente per il 2023 e 2024. Il risultato è stato ottenuto attraverso il lavoro dei parlamentari e grazie all’interlocuzione diretta del Pd con il ministro Di Maio, che ha colto e fatto proprio il rilievo politico e morale dell’intervento”. Lo rende noto la senatrice Tatjana Rojc (Pd), che ha sottoscritto l’emendamento, approvato nella notte dalla commissione Bilancio del Senato, che rifinanzia le Leggi triennali n. 72/2001 e n. 73/2001, nonché la Legge permanente 960/1982.

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