Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 26 dicembre 2021

La famiglia, la patria e la demografia del papa cattolico

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

E’ difficile commentare le parole di papa Francesco, il suo riferimento medio non è la razionalità bensì la spiritualità. Probabilmente anche perché il suo Stato, il Vaticano, teocrazia assoluta, è un pessimo esempio di razionalità. Ed è per questo che oggi papa Francesco, nelle sue esternazioni durante le feste religiose, ha detto: “Sembra che tanti abbiano perso l’illusione di andare avanti con figli e tante coppie preferiscono rimanere senza o con un figlio soltanto. Pensate a questo: e’ una tragedia. … Facciamo tutto il possibile per riprendere una coscienza per vincere questo inverno demografico, che va contro le nostre famiglie, contro la nostra patria, e anche contro il nostro futuro”. Lo abbiamo ascoltato perché Francesco I, riuscendo ad attrarre l’attenzione essenzialmente sulla spiritualità della sua Chiesa, è valutato come attento e scrupoloso barometro dell’umore del mondo. Non comprendiamo a quale patria il papa si sia riferito nel suo messaggio, vista la transnazionalità del suo status giuridico e spirituale ché, se non abbiamo capito male, riferendosi al Pianeta avrebbe un problema opposto a quello da lui allertato: boom demografico e non inverno demografico. Non crediamo che il messaggio “urbi et orbi” abbia voluto mettere l’Italia al centro del mondo e, in virtù delle basse performance demografiche di questo piccolo Stato, valutata l’Italia come faro del Pianeta, essersi allarmato per il dilagare del cattivo esempio di queste performance. Rimasti con questo dubbio, ce ne viene un altro. Questo messaggio su patria e famiglia vale solo per i cosiddetti laici e non per il clero? Perché il clero non dovrebbe contribuirvi con, per esempio, donne e uomini che procreino? (n.r. A nostro avviso è necessario che sia il mondo religioso sia quello laico raggiungano una concreta consapevolezza sui mali che affliggono il pianeta terra. Tra questi vi è proprio la natalità. Siamo in troppi e vanno ad aggiungersi drammaticamente ai danni che provochiamo per avidità e sete di potere. Esiste un diritto alla vita ma anche uno a vivere e i due diritti devono coesistere per evitare la fame del mondo, l’accaparramento delle risorse alimentari ed energetiche da parte di pochi a danno del resto dell’umanità. Occorre un cambio di passo radicale per porre un freno alle violenze nel mondo, ai guasti che provochiamo all’ecosistema e ai veleni che diffondiamo con le colture intensive che inaridiscono i terreni e provocano disastri d’ogni genere sino ad alterare drammaticamente la catena alimentare: pensiamo alla moria delle api e non solo.)

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La Comunità di Sant’Egidio ricorda con affetto Desmond Tutu

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

L’arcivescovo anglicano sudafricano, premio Nobel per la Pace, si è spento questa mattina a Capetown, all’età di 90 anni. Noto in tutto il mondo per il suo impegno non violento contro l’apartheid e la sua testimonianza di incessante impegno per la pace, la riconciliazione e la giustizia in Africa, è stato per lunghi anni amico della Comunità, con cui ha condiviso in tante occasioni momenti di preghiera e battaglie per la pace e il futuro dell’Africa. Il 26 maggio del 1988 aveva inaugurato la “Tenda di Abramo”, la prima casa della Comunità dedicata ai profughi. Con Sant’Egidio è continuato negli anni un legame di amicizia, fatto di impegno comune per la pace, la salute, i diritti umani, la lotta contro la pena di morte. “Quando a Natale vi vedo con i poveri a pranzo, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, Dio sorride” disse l’arcivescovo Tutu nel corso di una sua visita a Roma. Ci è dolce ricordare queste sue parole, proprio mentre la Comunità, in questi giorni di festa, accoglie tanti poveri in ogni parte del mondo, consapevoli della forza dell’eredità di pace che egli ci lascia.

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La Commissione europea presenta il profilo sanitario dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Il rapporto della Commissione Europea sullo stato della salute in Italia nel 2020 evidenzia le difficoltà dovute al Covid-19, ma fa anche notare che il paese ha ora uno dei tassi di vaccinazione più alti in Europa. Il profilo sanitario presentato dalla Commissione, con lo scopo di supportare le scelte decisionali dei responsabili sanitari, parte dal presentare la forte riduzione di oltre un anno dell’aspettativa di vita nel nostro paese dovuta alla pandemia di COVID-19. Nonostante questo, tuttavia, l’Italia continua ad avere uno dei più alti livelli di aspettativa di vita nell’Unione europea (UE), anche se le disuguaglianze geografiche sotto questo aspetto sono significative, con un divario tra regioni meridionali e settentrionali di quasi tre anni. Gli esperti sottolineano che tale differenza dovrebbe ridursi almeno temporaneamente nel 2020, poiché la pandemia ha avuto un impatto maggiore sulle regioni settentrionali. Il documento analizza poi l’onere del cancro in Italia, che è notevole. Nel 2018 sono decedute per cause oncologiche oltre 180.000 persone, più del doppio del numero di decessi per COVID-19 registrato nel 2020. I tassi di screening per il cancro al seno, al collo dell’utero e al colon-retto sono diminuiti di circa il 40-45% nel 2020 a causa della pandemia, e si prevede che questo fatto si tradurrà in un ritardo nella diagnosi.Vengono poi analizzati i fattori di rischio per la salute, tra cui fumo, cattiva alimentazione, inattività fisica e obesità sono i più importanti nel paese. Per quanto riguarda il fumo, in particolare, quasi il 30% dei quindicenni ha riferito di aver fumato nell’ultimo mese, uno dei tassi più alti dell’UE. Tre bambini su dieci di età compresa tra otto e nove anni erano in sovrappeso o obesi nel 2019, con una prevalenza nel sud del paese e nelle famiglie con condizioni socioeconomiche sfavorevoli, e la percentuale di ragazzi e bambini in sovrappeso o obesi è superiore alla media UE.Il rapporto si sofferma poi sulla spesa sanitaria pro capite, che in Italia è stata di 2.525 euro nel 2019, pari all’8,7% del PIL, e quindi inferiore alla media UE del 9,9%. Gli esperti notano che negli ultimi anni è cresciuta molto la parte di spesa sanitaria pagata di tasca propria dalle famiglie, ma notano anche che la spesa pubblica in senso sanitario è aumentata notevolmente in risposta alla pandemia.Per quanto riguarda la gestione di COVID-19, i ricercatori sostengono che, nonostante il sistema sanitario fosse ben sviluppato nelle regioni più colpite, il paese non è stato in grado di appiattire con abbastanza anticipo la curva dei contagi, con conseguente saturazione degli ospedali e crescita dei decessi, per cui in Italia si è verificato uno dei tassi di mortalità più alti per COVID-19 durante la prima ondata della pandemia. La pur ampia serie di misure restrittive messe in atto non è stata in grado di prevenire una seconda ondata della pandemia, anche se l’aumento della capacità dei letti di terapia intensiva e la mobilitazione di operatori sanitari aggiuntivi hanno contribuito a rispondere alle pressioni durante i picchi di pandemia. La mortalità è stata comunque elevata fino alla primavera del 2021, tanto che il tasso di mortalità cumulativo da COVID-19 in Italia ad agosto 2021 era superiore alla media UE di circa il 35%. La campagna vaccinale contro il COVID-19 ha portato il 60% della popolazione totale a essere completamente vaccinato con due dosi o a una situazione equivalente entro agosto 2021, con una percentuale superiore alla media dell’UE. (fonte doctor33)

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Due film-opera firmati dal regista Damiano Michieletto

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Per due serate televisive in programma sui canali Rai durante le festività natalizie. Sono Gianni Schicchi, recentemente presentato al 39° Torino Film Festival e proposto in prima TV su Rai1 lunedì 27 dicembre alle 23.30, e Rigoletto al Circo Massimo, presentato alla 16esima Festa del Cinema di Roma e proposto in prima TV su Rai3 giovedì 30 dicembre in prima serata alle 21.20, seguito dal documentario Rigoletto 2020. Nascita di uno spettacolo. Le due pellicole hanno segnato l’esordio al cinema del regista veneto, noto in Italia e all’estero per il successo dei suoi spettacoli teatrali. Il primo titolo, Gianni Schicchi, è tratto dall’omonima opera comica in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano ispirato al Canto XXX dell’Inferno di Dante. L’adattamento cinematografico è dello stesso Michieletto. La produzione creativa è curata da Cinzia Salvioli ed Elisabetta Bruscolini, le scenografie sono di Paolo Fantin, i costumi di Nicoletta Ercoli e Alessandra Carta. Il suono in presa diretta è curato da Giandomenico Maria Petillo, il montaggio da Fabrizio Franzini e la cinematografia da Alessandro Chiodo (a.i.c.). Girato in provincia di Siena, tra i comuni di Trequanda e Pienza, il film vede protagonisti il baritono Roberto Frontali nel ruolo del titolo e Giancarlo Giannini che interpreta l’inedita parte di Buoso Donati, voluta da Michieletto nel prologo. L’Orchestra è quella del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Stefano Montanari. Gli altri interpreti sono Federica Guida nei panni di Lauretta, Vincenzo Costanzo in quelli di Rinuccio, Manuela Custer come Zita, Giacomo Prestia come Simone. Completano il cast Caterina di Tonno (Nella), Marcello Nardis (Gherardo), Guglielmo Angeloni (Gherardino), Veronica Simeoni (La Ciesca), Roberto Maietta (Marco), Bruno Taddia (Betto), Matteo Peirone (Maestro Spinelloccio), Domenico Colaianni (Ser Amantio), Andrea Pellegrini (Pinellino) e Gaetano Triscari (Guccio). Tra cast tecnico e artistico sono state coinvolte 237 maestranze in 15 diverse location, per un totale di cinque settimane di lavorazione. Gianni Schicchi è prodotto da Genoma Film in associazione con Albedo Production e DO Consulting & Production, in collaborazione con Rai Cinema, Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Illumia, Bravo Produzioni e Musa Produzioni.Il secondo film, Rigoletto al Circo Massimo, è tratto dall’omonima opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave messa in scena nel luglio 2020 dal Teatro dell’Opera di Roma. È il primo spettacolo dal vivo dopo i mesi di chiusura legati alla prima ondata della pandemia.Michieletto si è dovuto confrontare con le limitazioni imposte dal virus, prima tra tutte il distanziamento sul palcoscenico. Da quello spettacolo a suo modo pionieristico, è nato il film che ha attinto al materiale video utilizzato in scena, dove l’azione in diretta su un palcoscenico di 1500 mq dialogava con un maxischermo su cui venivano proiettate le riprese di alcune steadycam presenti sul palco. Il film permette al telespettatore di entrare nell’opera e sfrutta tutte le potenzialità dei diversi linguaggi utilizzati, restituendo un’esperienza artistica nuova, a metà strada tra la rappresentazione dal vivo e quella cinematografica.L’Orchestra e il Coro sono quelli dell’Opera di Roma, diretti da Daniele Gatti. Le scene sono firmate da Paolo Fantin, i costumi da Carla Teti e le luci da Alessandro Carletti. Il montaggio è di Giogiò Franchini, il sound design di Silvia Moraes e la supervisione alla fotografia di Gian Enrico Bianchi. I protagonisti sono Roberto Frontali come Rigoletto, Rosa Feola come Gilda. Iván Ayón Rivas come il Duca di Mantova, Riccardo Zanellato nei panni di Sparafucile, Martina Belli in quelli di Maddalena e Gabriele Sagona come Monterone. Completano il cast Alessio Verna (Marullo), Pietro Picone (Matteo Borsa), Matteo Ferrara (Conte di Ceprano), Irida Dragoti (Giovanna), Angela Nicoli (Contessa di Ceprano), Marika Spadafino (Paggio) e Leo Paul Chiarot (Usciere).

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“Storie di vita alternativa dalla comune Hippie di Piazza Armerina”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Esce in tutte le librerie e nei web stores. E’ il libro di Ambra Taormina edizioni Terre Sommerse. Un’intuizione o piuttosto un’illuminazione di matrice quasi soprannaturale in quei giorni d’estate piena ispira l’autrice a lasciarsi trascinare dai ricordi della propria infanzia. Sono le memorie legate a una nutrita comunità di figli dei fiori stabilitisi in una impervia vallata di campagna già da vent’anni, e la spingono ad addentrarsi in una specie di missione; un’entusiasmante indagine antropologica condotta col fine di riscoprire un importantissimo pezzo di passato dai risvolti internazionali, reo di essersi spinto tanto lontano da arrivare persino a smuovere il tessuto sociale infinitamente tradizionalistico di Piazza Armerina: tranquilla cittadina del centro Sicilia, nota per il suo meraviglioso e secolare connubio tra arte, natura, e cosmopolitismo. Nasce così un diario di vissuti autentici una riunione emblematica di sette conversazioni molto più simili a novelle, nonché esempio di narrativa non fiction, che si propone di ricostruire la storia della comune Free Land inserendola nella grande cornice del movimento hippie, alla luce dei racconti di alcune tra le migliaia di persone che furono le dirette testimoni della vita alternativa vissuta negli anfratti del Vallone di Calé, già a partire dai primi anni Settanta. Preziosi ed entusiasti esponenti di un’epoca leggendaria, incontrati nel corso di un cammino di conoscenza durato per ben due lunghi anni, che con l’autrice hanno voluto condividere i propri ricordi, e ricostruire le proprie personali storie di vita ai limiti dello straordinario. Piazza Armerina si conferma così quale patria della comunità alternativa più vivace del Mediterraneo e più longeva d’Italia. Anello della grande catena dell’underground internazionale.

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Un viaggio alla scoperta di un’inedita Venezia innevata

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Venezia sotto un manto di neve, quando la città si risvegliava imbiancata in una fredda giornata d’inverno. Nella sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza, in campo San Polo, sono esposte 100 cartoline d’epoca in bianco e nero, racchiuse in teche di vetro, come fossero oggetti preziosissimi. Alcune di loro contengono messaggi di auguri o saluti scritti a mano, altre solo scatti di attimi di vita quotidiana. Sono semplici pezzi di carta di forma rettangolare che imprimono, tra quei bordi squadrati, un pezzo indimenticabile della storia di una inedita Venezia innevata. La mostra intitolata “Il fascino della neve a Venezia nel ‘900”, gratuita, permette al pubblico di fare un tuffo nel passato per ammirare, nell’anno dei suoi 1600 anni, una Venezia che non c’è più e cercare di riconoscere, tra quegli scatti sbiaditi dal passare del tempo, una calle, una corte o un campo della città che conosciamo oggi. A raccogliere questo prezioso materiale è Gianni Berlanda, trentino di nascita, collezionista ed ex commerciale estero del settore della moda che, dopo aver passato anni e anni in giro per il mondo, torna a Venezia, città che ha sempre dimorato nel suo cuore, per vivere gli anni della sua pensione e continuare a portare avanti la sua passione per il collezionismo e la città lagunare. “Sono arrivato a Venezia un po’ per caso da ragazzo, ma ho iniziato a collezionare cartoline e foto di Venezia da subito, anche perché, dal primo momento in cui ho messo piede in questa città, ne sono rimasto affascinato – racconta Gianni Berlanda – Sono venuto qui per studiare Economia all’Università Ca’ Foscari e oggi, a 50 anni di distanza dalla mia laurea e dopo aver girato il mondo per lavoro, sono tornato qui per cercare di mostrare a tutti nella sua veste più magica, la meraviglia di Venezia”.Berlanda colleziona solo cartoline in bianco e nero, scegliendo di fissare nella sua memoria, e in quella di chiunque si trovi a visitare le sue mostre, una Venezia senza colori, pura, essenziale. Una Venezia che conserva con cura in 500 pezzi di carta datati dai primi del 1900 fino al 1925, cento dei quali sono esposti nella mostra a Palazzo Corner-Mocenigo.Ed è così che, entrando all’interno del palazzo nel sestiere di San Polo ci si può immergere in un paesaggio veneziano come poche volte lo si è potuto vedere negli ultimi anni. Da una Piazza San Marco ricoperta da un manto bianco a cumuli di neve poggiati sul profilo sinuoso delle gondole del 1900, ancora adornate dell’antico felze, l’abitacolo al centro della tradizionale imbarcazione, che oggi resta solo nella memoria dei veneziani. Dai piccoli canali alla laguna stessa completamente ghiacciata che, dopo l’eccezionale gelo nell’inverno del 1929, ha permesso ai veneziani di arrivare a piedi da Fondamenta Nove al cimitero di San Michele e Murano.

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Roma: Piano Gualtieri sulla raccolta rifiuti e il suo fallimento

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Così è a un mese da quando fu sottoscritto l’accordo tra i sindacati e l’Ama, l’azienda dei rifiuti romana: i rifiuti abbondano su strade e marciapiedi e i cassonetti continuano a essere stracolmi. Insomma, non bastano 360 euro di premio al personale per incrementare la raccolta di rifiuti evitando di ammalarsi, non prendere le ferie ed essere più presenti sul posto di lavoro. La speranza, flebile, è che il neo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, prenda atto che la gestione dei rifiuti non può più essere affidata all’Ama, ma occorra una gara europea, dove possano concorrere più aziende che offrano piani credibili di gestione dei rifiuti e che, soprattutto, occorra costruire i termovalorizzatori, senza i quali si continuerà ad esportare rifiuti in impianti fuori dal territorio comunale.L’esperienza inconcludente della sindaca Raggi dovrebbe insegnare: la raccolta differenziata dovrebbe essere al 65%, invece, è al 43,8% perché mancano gli impianti, ovvero anche i termovalorizzatori. Sono scelte che il sindaco Gualtieri dovrebbe fare nel primo anno del suo mandato, dopo sarà troppo tardi. Primo Mastrantoni, Aduc COMUNICATO STAMPA DELL’ADUChttp://www.aduc.it

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Ambiente e transizione in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

“Lo stoccaggio della CO2 è uno degli obiettivi che ci vengono posti per mitigare gli effetti del surriscaldamento globale, limitandolo a 1,5 gradi. Ciò può avvenire piantando più alberi, ma l’Italia ha evidenti limiti geografici, oppure attraverso una corretta gestione forestale. Sebbene gli agricoltori siano responsabili di appena il 7 per cento delle emissioni di gas serra nel nostro Paese, di cui parte riassorbita dalle attività agricole stesse, ritengo che possano svolgere un ruolo cruciale nella cattura di CO2 nei suoli, sotto forma di carbone vegetale o biochar ottenuto tramite pirolizzazione della biomassa. Una visione che trova d’accordo anche il Governo che si impegnerà a valutare finanziamenti per il comparto agricolo in tal senso, nel rispetto delle finanze pubbliche”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, che ha depositato un ordine del giorno al Decreto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), accolto dal Governo.“L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha elaborato una modalità di calcolo per il sequestro di carbonio – aggiunge Gallinella – che conferma come stoccare una tonnellata di biochar equivalga a tre tonnellate di CO2 circa. Il carbone vegetale, inoltre, dal 2015 è inserito nella lista degli ammendanti dal Ministero delle Politiche agricole. Gli agricoltori, dunque, possono raggiungere il duplice risultato di migliorare i suoli o addirittura recuperare quelli più degradati e di contribuire allo stoccaggio della CO2”.“Ritengo, però, che questo impegno nel comparto primario nel porre rimedio ai danni ambientali causati da altri settori debba essere incentivato attraverso risorse dedicate e finalizzate allo sviluppare pratiche e tecnologie, oggi già disponibili. Lo step successivo sarà quello di certificare questi crediti per renderli vendibili sul mercato” conclude.

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Agricoltura: In manovra circa 8 milioni di euro per il settore apistico

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

“Dopo quasi undici anni, grazie all’approvazione di un nostro emendamento alla Legge di Bilancio, torniamo a finanziare la legge quadro sull’apicoltura nazionale. Vengono così stanziati 7,75 milioni di euro per il sostegno alle forme associative di livello nazionale tra apicoltori e promozione della stipula di accordi professionali, in modo da rafforzare il frammentato scenario produttivo, incentiviamo la pratica dell’allevamento apistico e del nomadismo nonché dell’impollinazione a mezzo api. Solleciterò subito il Ministero delle Politiche agricole a convocare le associazioni del settore così da stabilire, assieme a loro, i criteri e i finanziamenti da preferire nell’elaborazione del decreto attuativo”. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura.“A fronte della mancata produzione degli ultimi anni – aggiunge -, causata dal cambiamento climatico e da altre problematiche come patologie e parassiti, cerchiamo di sostenere il comparto, che vedrà raddoppiati gli aiuti diretti con la prossima Politica Agricola Comune e avrà una notevole importanza negli eco-schemi. Questo intervento inserito in Manovra segue i 2 milioni di euro che abbiamo previsto nella Legge di Bilancio 2019 per progetti di ricerca e i 500mila euro del Decreto Filiere Minori per produzioni di miele italiano di qualità” conclude.

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Lavoro agricolo: Cia, bene nuovo decreto flussi

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Dopo le innumerevoli richieste a salvaguardia del lavoro e del raccolto nei campi, il decreto flussi 2021, appena firmato dal Governo come preannunciato dal premier Draghi, rappresenta un passo importante. Garantisce, infatti, 70 mila nuovi ingressi, il doppio rispetto allo scorso anno quando furono solo 30.850. Così Cia-Agricoltori Italiani commentando con molta soddisfazione l’ok al provvedimento che nella sostanza riconosce il valore della manodopera straniera e la sua strategicità per il comparto agricolo, ampiamente dimostrata anche in pandemia. La manodopera straniera, ricorda Cia, rappresenta ormai stabilmente un terzo della forza lavoro complessiva in agricoltura, ovvero 357.768 unità su circa 900 mila addetti totali, e concorre al 29,3% dell’occupazione complessiva in termini di giornate lavorate. Dunque, aggiunge Cia, nel decreto flussi 2021 – che riserva al settore agricolo e turistico alberghiero 42 mila unità e, nell’ambito di questa quota, 14 mila domande alle organizzazioni professionali, tra cui Cia – trovano ascolto le tante sollecitazioni delle imprese, ripetutamente in carenza soprattutto di stagionali. Ora, sottolinea Cia, le aziende agricole potranno pianificare un’adeguata organizzazione del lavoro che permetterà di gestire al meglio le prossime campagne di raccolta. Questo provvedimento, conclude Cia, deve quindi rivelarsi un’opportunità per incentivare e rafforzare la spinta alla ripresa economica di un’agricoltura sempre più protagonista, ma ancora fortemente dipendente dal contributo dei lavoratori stranieri. Si tratta di un passaggio chiave che guarda alle sfide imminenti per il settore e, in particolare, alla sua sostenibilità non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le istanze potranno essere inviare dalle ore 9 del quindicesimo giorno successivo.

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Sigep riconferma la sua leadership nel settore del foodservice dolce

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Sigep rinnova le partnership con UIF (Unione Italiana Food) – Prodotti per gelato e con Acomag (Associazione nazionale costruttori macchine arredamenti attrezzature per gelato). A un mese dall’inizio della 43ª edizione del salone di Italian Exhibition Group dedicato a gelateria, pasticceria e cioccolato, panificazione artigianale e al caffè, che si terrà alla fiera di Rimini dal 22 al 26 gennaio prossimi, la filiera del gelato artigianale guarda al futuro siglando intese con SIGEP – The Dolce World Expo che, complessivamente, arrivano all’edizione del 2026. Ingredienti, macchinari per la produzione, vetrine per gelato: filiere strategiche del made in Italy con una netta propensione all’export. Il settore ingredienti per Unione Italiana Food – Prodotti per gelato, vale circa il 60% sul mercato europeo e sino al 2019 registrava un tasso di crescita globale del 6%. Mentre per i produttori di macchinari circa il 75% della produzione di tecnologie professionali per gelaterie vola verso il Nord America e il Far East (fonte: Osservatorio Sigep, 1° semestre 2021). Italian Exhibition Group S.p.A., società con azioni quotate su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha maturato negli anni, con le strutture di Rimini e Vicenza, una leadership domestica nell’organizzazione di eventi fieristici e congressuali e ha sviluppato attività estere – anche attraverso joint-ventures con organizzatori globali o locali, come ad esempio negli Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Cina, Messico, India – che l’hanno posizionata tra i principali operatori europei del settore.

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Variazione dell’assetto proprietario di Polis Fondi SGR

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Si è recentemente perfezionata l’operazione di acquisto da parte di LBO France Gestion SAS del 60% del capitale della Polis Fondi SGR.Degli azionisti preesistenti, due hanno mantenuto invariata la propria partecipazione (Banca Popolare di Sondrio e Unione Fiduciaria), uno l’ha ceduta interamente (Banca Popolare di Vicenza in LCA) ed i restanti (Intesa Sanpaolo, BPER Banca, Sanfelice 1893 Banca Popolare e Banca Valsabbina) si sono diluiti proporzionalmente.Contestualmente all’ingresso di LBO France sono stati nominati i nuovi organi sociali. Restano confermati il Presidente del Consiglio di Amministrazione il Professor Roberto Ruozi, l’Amministratore Delegato Paolo Berlanda e il restante Management della Società.Polis Fondi SGR e i suoi azionisti si sono avvalsi di Deloitte in qualità di advisor finanziario e dello studio Legance per gli aspetti di natura legale.LBO France è stata assistita dallo studio legale Orrick per i profili legali e da Ernest &Young in qualità di advisor finanziario.

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Carceri. Evoluzione dei diritti e delle pene o ritorno ai secoli passati. Detenuti o merci?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

La notizia lascia quantomeno perplessi: “Danimarca. Il Governo trasferisce 300 detenuti in Kosovo”. Il pensiero, oltre ai detenuti Usa di oggi a Guantanamo, torna alle tradotte che nei secoli scorsi i vari Paesi europei (Francia e Regno Unito in testa) facevano verso i loro territori coloniali. Secoli scorsi su cui storia e civiltà avevano posto la parola “fine”… ma sembra che non sia così.La versione 2021 è moderna. Un tempo erano territori conquistati con il colonialismo: militari, sacerdoti, imprenditori avventurieri che vi si trasferivano. Oggi denaro, business. Carceri all’epoca e carceri oggi. La differenza: un tempo le popolazioni inermi venivano sottomesse più o meno con violenza e non potevano dire nulla sulle colonie penali che venivano costruite sui loro territori, oggi i governi (democraticamente eletti come in Kosovo) di queste popolazioni aprono le porte delle loro carceri. Dato comune: la miseria di chi “accoglie” questi detenuti, colonie a suo tempo, Kosovo (sic!) oggi. Avevamo creduto che la miseria umana fosse stata superata, ma evidentemente quella economica ha il potere di farla tornare.Perché il dato umano è terrificante. Non conosciamo le carceri del Kosovo, ma crediamo che non siano rinomate come quelle danesi (e scandinave in generale) per la loro umanità/civiltà nel trattare la popolazione detenuta… civiltà che però ci viene detto, nel caso danese, avere due serie, la A e la Z. Siccome il presupposto per essere nella categoria “Z” è di dover essere espulsi dalla Danimarca dopo aver scontato la pena, va da sé che il detenuto in categoria “A” è un privilegiato (4). Quindi il nostro regno scandinavo discrimina (razzismo?) rispetto alla cittadinanza dei detenuti. Crediamo che in Danimarca esistano anche i diritti dei detenuti che – ovviamente rispetto alla pena da scontare – hanno uno standard al di sotto del quale le leggi non dovrebbero consentire di andare. Non ci addentriamo nel sistema giuridico e carcerario danese, non ne abbiamo competenze e, sostanzialmente, ci interessa poco in questo caso. Siamo però interessati ai diritti umanistabiliti dagli accordi internazionali, anche per i detenuti, e ci domandiamo: i detenuti sono merci o esseri umani? Può la Danimarca trasferirli al pari di merci senza considerare i loro diritti comunque acquisiti in quanto giudicati su un territorio di un paese che fa parte dell’Unione Europea, e che ha sottoscritto tutti gli accordi possibili ed immaginabili contro le tratte degli esseri umani e i loro trattamenti in carcere?Cercheremo risposte nelle sedi opportune. Intanto prendiamo atto, con dolore, che nel XXI secolo, l’evoluzione dei diritti e delle pene sta comportando il ritorno ai secoli passati. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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