Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 27 dicembre 2021

“Gli ebrei di ogni parte del mondo sono responsabili della politica di Israele”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

È il pensiero del nuovo presidente del Cile, Gabriel Boric, che non ha mai nascosto la sua avversione per lo Stato ebraico e per gli ebrei in generale.Perché se negli ultimi mesi, il neo eletto presidente ha concentrato le sue attenzioni su Israele, ritenuto “uno stato genocida”, in passato ha attaccato duramente gli ebrei cileni, ritenendoli responsabili della politica di Gerusalemme. Un episodio che concentra bene il sentimento di Boric è datato 2019, quando in risposta a un regalo della Comunità ebraica del suo paese, scrisse su Twitter:“La comunità ebraica in Cile mi invia un vasetto di miele per il capodanno ebraico, ribadendo il suo impegno per “una società più inclusiva, solidale e rispettosa”. Apprezzo il gesto, ma potrebbero andarsene chiedendo a Israele di restituire il territorio palestinese occupato illegalmente”.Comunità ebraica che per tanto tempo ha provato a contrastare un’idea molto pericolosa, da sempre base per attacchi terroristi contro gli ebrei in diverse parti del mondo.Idea pericolosa perché, estendendola, dovrebbe portare alle conclusioni, per esempio, che tutti i musulmani siano responsabili del terrorismo islamico oppure che tutti i cattolici siano responsabili di ciò che non va in Vaticano, dagli scandali sessuali a quelli economici, che hanno caratterizzato parte della storia dello IOR.Per fortuna non è così, a nessun ebreo è imputabile la politica d’Israele, così come gli islamici e i cattolici non hanno colpe se qualche loro rappresentante non segue la retta via.In queste dichiarazioni di Boric, però, c’è un lato positivo.Hanno dimostrato che la distinzione fra antisionismo e antisemitismo è una mera differenziazione per non dire di odiare gli ebrei.Una distinzione che non è mai esistita. E mai esisterà. Nel mondo ebraico c’è preoccupazione per la vittoria di Boric, ma questo non ha impedito alla Comunità ebraica cilena di congratularsi per la sua elezione.

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Scuola: Mai così tanti contagi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Raddoppiare lo stanziamento per il personale scolastico assunto a causa dell’emergenza pandemica e permettere in questo modo la conferma di tutti gli insegnanti e Ata Covid, altrimenti in migliaia verranno licenziati tra pochi giorni: lo chiede il sindacato Anief, attraverso uno degli 11 emendamenti presentati dal giovane sindacato per modificare la Legge di Bilancio 2022 approvata poco prima di Natale al Senato ed in procinto di essere votata anche dai deputati di Montecitorio.L’organizzazione sindacale guidata da Marcello Pacifico spiega che, in caso contrario, qualora l’emendamento non passasse, sarebbero garantiti i contratti solo per “20 mila posti di organico docenti e 7.800 posti di organico ata”: viceversa, con la modifica, che prevede una copertura di 400 milioni ulteriori, si garantirebbe la permanenza in servizio per tutto l’anno scolastico di “40 mila unità di personale docente e 15.600 di personale ata, comunque, inferiori agli 80 mila autorizzati l’anno precedente quando i numeri di contagio erano nettamente inferiori”, permettendo anche alle scuole “di valutare l’opzione in caso di numeri incontrollati di contagio di ritornate alla didattica al 50/70%”.

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Sostegno al comparto brassicolo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

“Approvato al Senato l’emendamento alla Legge di Bilancio per il sostegno al comparto brassicolo nazionale. Per i piccoli birrifici artigianali con una produzione sino a 10mila ettolitri prevediamo che lo sconto sulle accise salga sino al 50 per cento; per chi produce sino a 30mila ettolitri sarà pari al 30 per cento mentre, per le imprese sino a 60mila ettolitri lo sconto arriva al 20 per cento. Si tratta di una misura che segue il lavoro fatto con la Legge di Bilancio 2019 dove inserimmo, per la prima volta, uno sconto sulle accise così da sostenere le produzioni nazionali emergenti. Al contempo, l’emendamento prevede anche una graduale riduzione d’accisa, sino a scendere a 2,90 euro per ettolitro e per grado Plato nel 2023”. Lo rende noto la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera. “Si conclude così un lungo lavoro di concerto con le associazioni Unionbirrai, Assobirra e Coldiretti, che ringrazio insieme ai colleghi senatori che hanno depositato e sostenuto l’emendamento – aggiunge – Rimaniamo in attesa, infine, dal Ministero dello Sviluppo economico del decreto attuativo del fondo di ristoro che abbiamo fortemente voluto inserire nel Dl Sostegni-bis, così da supportare le produzioni artigianali italiane, uno dei settori più in crescita degli ultimi anni e che, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, ha subito crolli di fatturato pari anche al 90 per cento” conclude.

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Obbligo Pos: sanzioni per chi non ha il lettore

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

La probabilità diventa quasi certezza: da gennaio 2022 dovrebbero scattare le sanzioni ai commercianti ed ai professionisti non dotati di lettore “point of sale” (Pos) per carte di credito e bancomat: 30 euro più 4% della transazione per operazione rifiutata. A stabilirle, un emendamento al Decreto legge Recovery in fase di conversione alla Camera, e per la precisione l’articolo 19 ter licenziato dalla Commissione Bilancio come “modificazione apportata” al testo originale del decreto legge.Sul combinato tra decreto e nuova formulazione il governo Draghi ha ottenuto ieri che sia posta la fiducia, con 414 voti a favore e 47 contrari od astenuti. Se si conferma, com’è probabile, la maggioranza a favore del testo attuale, quest’ultimo passerà in Senato per un’approvazione che a quel punto appare scontata. Si attuerà così l’obbligo, per chiunque offra servizi al pubblico, inclusi medici liberi professionisti ed odontoiatri, di accettare pagamenti con carte di credito, bancomat e carte prepagate che già esisteva dal 2015 ma al quale era stato finora difficilissimo affiancare sanzioni. A sanzionare i commercianti e i professionisti sprovvisti di Pos ci aveva provato due anni fa il governo Conte II. NeI decreto fiscale 124/19 collegato alla Legge di Bilancio per il 2020, poi abrogato a seguito della conversione, a modifica dell’impianto normativo risalente al Decreto Crescita 2.0 del Governo Monti (Dl 179/2012, articolo 15, comma 4 che imponeva l’obbligo a partire dal 1°gennaio 2014) si prevedeva dal 1° luglio 2020 la stessa sanzione di 30 euro più il 4%. In cambio si concedeva al commerciante un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni applicate sui pagamenti elettronici, ma solo alle imprese con compensi inferiori a 400 mila euro nell’anno solare 2019. I commercianti avevano risposto che il ristoro tratto da un fondo di 26,95 milioni nel 2020 e raddoppiato per gli anni successivi sarebbe stato in realtà molto inferiore alla percentuale promessa. Dopo la pausa del 2020 dovuta all’emergenza Covid-19 che ha coinvolto i redditi dei professionisti, quest’anno sono arrivati dal governo Draghi incentivi all’uso del lettore bancomat e di carte di credito. Il decreto legge 99 del 30 giugno 2021 ha introdotto per imprese e professionisti il credito d’imposta sulle commissioni per le transazioni Pos eseguite da luglio 2021 fino a tutto giugno 2022; tale credito non si limita al 30% ma sale al 100% a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno di imposta precedente siano di ammontare uguale o inferiore a 400.000 euro. Inoltre, lo stesso decreto ha introdotto un bonus fino a 160 euro per chi – con ricavi 2019 entro 5 milioni – acquisti o noleggi il lettore e lo colleghi online. La norma prevede percentuali del bonus diverse a seconda del fatturato annuo: 70% entro 200 mila euro, 40% tra 200 mila e 1 milione, 10% oltre il milione. Gli esercenti sotto i 200 mila euro di fatturato, professionisti in testa, possono recuperare fino al 100% della spesa entro 320 euro se il Pos consente anche di memorizzare i dati e inviarli online al Fisco o al sistema Ts. Non è tutto: nella legge Finanziaria per il prossimo anno la detrazione verrebbe alzata a 480 euro. In ogni caso, i commercialisti da noi interpellati spiegano che mentre il credito d’imposta è stato molto utilizzato dai professionisti, il contributo alle spese d’installazione sembra esser stato meno richiesto (e pubblicizzato). Per la maggior parte, i camici liberi professionisti sono ormai dotati di lettore.Le uniche perplessità, al netto dei timori sulla sicurezza delle transazioni e dei dati in esse contenuti, o su ipotetici blocchi ai sistemi informatici istituzionali SDI e TS, sembrano attenere al fatto che l’emendamento obbliga l’utente a denunciare l’esercente, e non è facile provare che quest’ultimo abbia rifiutato la transazione: molti commercianti ad esempio possiedono il Pos ma non lo usano a seguito di guasti od intoppi nel funzionamento. Per la cronaca, la norma nuova si affianca almeno ad altre due complementari: la prima, sempre nel Dl Recovery, prolunga per i professionisti l’obbligo di non usare le fatture elettroniche per le prestazioni fatte ai pazienti, i cui dati ancora nel 2022 andranno inviati nel Sistema Tessera Sanitaria. La seconda è una previsione della Finanziaria 2020 secondo cui l’attuale tetto entro cui si può pagare qualsiasi bene o servizio in contanti, fin qui di 1999,99 euro, da gennaio 2022 scende ad euro 999,99. By Mauro Miserendino da Doctor33

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“Comgest: volatilità e mercato immobiliare cinese regnano sui mercati emergenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

A cura di Emil Wolter, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets di Comgest. Nei mesi recenti si è assistito a una continuazione della volatilità che ha caratterizzato tutto il 2021. La volatilità del mercato è stata provocata dalla Cina, dove il potenziale default di alcuni emittenti di obbligazioni offshore ha continuato ad essere al centro della scena. Il mercato immobiliare è rimasto debole, mentre c’è ancora margine di manovra per un allentamento della politica monetaria cinese. Direttamente e indirettamente, il mercato immobiliare incide per circa il 20%-25% del PIL cinese e costituisce una parte importante dei risparmi delle famiglie, e la volatilità ha un impatto drastico sulla fiducia dei consumatori.È stata la riapertura delle economie regionali, visto il minor impatto del Covid-19. Tuttavia, anche questa è stata di breve durata, poiché l’attenzione si è spostata sulla nuova variante (Omicron). Ciò ha avuto un impatto su alcuni titoli del settore dei consumi esposti al comparto della vendita al dettaglio da viaggio, come LG H&H.Tra i titoli che hanno registratole performance peggiori, segnaliamo Sanlam, la compagnia assicuratrice sudafricana, penalizzata dalla notizia della comparsa della variante Omicron del Covid-19 nel Paese, e Alibaba che ha registrato risultati in sordina a causa di consumi sottotono e margini più deboli. Anche le azioni di PagSeguro hanno registrato un calo, in seguito all’aumento dei tassi di interesse in Brasile e alle preoccupazioni del settore, data la pubblicazione di risultati deludenti da parte della società omologa, Stone. Il sentiment, inoltre, è stato influenzato dalla decisione di Amazon di vietare i pagamenti con carta di credito Visa sulla sua piattaforma, nel Regno Unito.Tra i principali titoli con performance positive, segnaliamo NCsoft, grazie al lancio del suo nuovo videogioco, Lineage W, che ha registrato buoni risultati, ristabilendo in parte la fiducia nella società. Anche NetEase ha messo a segno una buona performance dopo il lancio del suo nuovo gioco su Harry Potter e il proseguimento dell’espansione all’estero. Per finire, Falabella ha registrato un rally, dopo il primo turno di un’elezione presidenziale molto polarizzata, in Cile, che ha visto Kast, il candidato della destra ultra-conservatrice, precedere il candidato della sinistra radicale.

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Il Great Balancing Act della Fed

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Con il raggiungimento del picco di liquidità, prevediamo che nel 2022 il mercato presterà maggiore attenzione ai fondamentali economici. Il mercato si sta settando su vari fattori: l’inflazione guidata dalla domanda, i maggiori costi dell’energia, le aspettative su quando le supply chain torneranno a livelli normali con la Federal Reserve che risponderà a pressioni inflazionistiche più sostenute. A nostro avviso, il mercato nel suo senso più ampio deve porre enfasi sulla sostenibilità, in particolare alla luce dei maggiori costi dell’energia e dei cambiamenti climatici. In questo contesto, è probabile che i mercati stessi si dimostrino più selettivi nel 2022. Andando verso il 2022 sono due le principali domande che si pongono gli investitori: La crescita dell’economia reale rimarrà forte? E, quando la Fed passerà dal tapering all’innalzamento dei tassi di interesse? La previsione media per la spesa personale in consumi prevede un’inflazione del 2,3% su base decennale che dovrebbe portare la Fed a cambiare le proprie politiche per mantenersi in grado di contrastare l’inflazione in maniera credibile La Fed però deve agire mantenendo un non facile equilibrio. I fattori contingenti sono responsabili di una parte sostanziale dell’inflazione attuale e la Fed deve guardare oltre questi fattori. Muoversi troppo presto potrebbe distruggere la ripresa economica, ma ci sono aree sempre più preoccupanti in cui le pressioni sui prezzi potrebbero diventare più permanenti. E poi ci sono i rischi economici associati alla variante Omicron, se dovesse rivelarsi una grossa preoccupazione. La Banca centrale europea (BCE) ha ammesso che l’inflazione impiegherà più tempo del previsto per normalizzarsi. Tuttavia, la BCE vede un basso rischio che l’inflazione core superi il target del 2% a causa della ripresa economica più lenta. Francoforte non dovrebbe annunciare la fine del QE fino alla fine del primo trimestre 2022, Al contrario, l’elevata inflazione e le pressioni salariali potrebbero costringere la Bank of England ad alzare i tassi di interesse più velocemente della BCE. La divergenza della BCE dalle altre banche centrali potrebbe pesare sull’euro, rafforzando le pressioni inflazionistiche in Europa nel medio termine. Inoltre, prevediamo che i prezzi dell’energia rimarranno volatili mentre l’Europa passa a un’economia a zero emissioni. La persistente inflazione dei prezzi dell’energia potrebbe portare a una forte contrazione del reddito tale da ridurre la spesa per i consumi e quindi gli utili delle aziende. Le prospettive dei tassi europei potrebbero anche essere messe in discussione dall’ultima ondata di COVID-19 in tutta il continente. La fase peggiore dei rallentamenti della catena di approvvigionamento è probabilmente alle nostre spalle, ma passare da un momento di grande congestione a un flusso sano richiederà tempo. Pertanto, l’inflazione rimarrà probabilmente elevata almeno fino alla metà del 2022. Durante questo periodo, le aree di inflazione più persistenti rappresenteranno una preoccupazione crescente. Questo ha spinto la Fed a smettere di parlare di “transitorio” (abstract)

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Nacon definisce la partnership con 2Watch in occasione del torneo School League

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

In occasione della 2WATCH School League, Nacon, azienda leader nella produzione di accessori per il gaming, firma la partnership con la start-up 2WATCH, prima media-tech company italiana nell’ambito dell’e-sport a livello competitivo e professionistico. La competizione dedicata ai videogiochi è organizzata in una serie di turni di qualificazione nei quali gli studenti, di età superiore ai sedici anni e amanti del titolo Fortnite, avranno modo di sfidarsi fino ad arrivare alle fasi finali. In palio un montepremi da 5.000 euro che i vincitori potranno utilizzare per l’acquisto di materiale scolastico, corsi di formazione o utilizzare come una borsa di studio per l’Università. Nacon sarà presente durante tutto il corso del torneo come un prezioso alleato tecnico fornendo ai content creator coinvolti nel progetto i suoi accessori top di gamma per videogiocare al meglio. Il torneo sponsorizzato mira a coinvolgere ragazzi che, attraverso il gaming, potranno accedere a prodotti e servizi per migliorare il loro futuro professionale e accademico. Durante tutte le fasi della competizione, i partecipanti avranno il supporto di pro-player ed esperti Fortnite che li aiuteranno a migliorare le loro skills di gioco. Le sessioni di training e i turni di qualificazione saranno trasmessi in live su Twitch e TikTok. Inoltre, sarà possibile seguire le evoluzioni del torneo 2WATCH School League anche sui social grazie alla partecipazione dei numerosi content creator. Il settore dell’e-sport e del gaming è sempre più in rapida crescita grazie anche al modo in cui i videogames riescono a coinvolgere attivamente i giovani, diventando così strumento di aggregazione e socialità. Per questo motivo Nacon ha deciso di collaborare con 2WATCH e diventare sponsor ufficiale della 2WATCH School League, fornendo ai talent accessori professionali dalle elevate prestazioni. L’iniziativa rappresenta una grande opportunità per gli studenti appassionati di gaming che potranno giocare al fianco di grandi player e vincere un premio importante per la loro carriera accademica, provando sulla loro pelle cosa vuol dire essere dei veri gamers.

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Credem punta sulla transizione energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Credem Private Equity SGR, la società di gestione di private equity del Gruppo Credem, ha perfezionato tramite i tre fondi in gestione (Elite, Credem Venture Capital II ed EltifPlus) l’investimento in Regas, società attiva nella progettazione e nella gestione di impianti di decompressione, stazioni di misurazione ed apparecchiature specifiche per la regolazione ed il monitoraggio del gas immesso in rete, nonché leader in Italia nel servizio di odorizzazione del gas, funzione critica per la sicurezza delle pipeline. Regas è nata nel 1998 da un’intuizione di Francesco Jamoletti ed Angelo Mapelli ed è partner delle principali utility del settore gas (tra cui Italgas, Snam e 2i Rete Gas). I servizi ed i prodotti Regas hanno ed avranno un ruolo centrale nella realizzazione degli ingenti investimenti previsti per la gestione della prima fase di transizione energetica, che prevede l’immissione in rete di importanti quantità di biometano ed idrogeno verde. L’investimento congiunto dei tre fondi di Credem Private Equity, pari complessivamente a quasi 18 milioni di euro, si configura come una tipica operazione di leveraged buyout (LBO), a conclusione della quale la società sarà controllata dai fondi stessi mentre Francesco Jamoletti, fondatore di Regas, possiederà una quota pari al 30% e manterrà le deleghe operative in continuità con l’attività attuale.I tre fondi di Credem Private Equity, società guidata dagli amministratori delegati Maurizio Esposito e Daniele Molinaro, dispongono di una dotazione iniziale complessiva di oltre 200 milioni di euro e, con l’investimento in Regas, hanno perfezionato congiuntamente la terza operazione dall’avvio, dopo quelle in BrandOn e Vista Vision. Per quanto riguarda il fondo EltifPlus, che ha chiuso il periodo di raccolta lo scorso giugno con oltre 130 milioni di euro, si tratta della prima operazione finalizzata. Il fondo, in particolare, parteciperà sia con equity, sia con l’erogazione di una linea di mezzanino subordinata a quelle erogate dal pool di banche finanziatrici.

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Indagine sui costi delle università italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Come ogni anno, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato un’indagine sui costi delle università italiane. Il calcolo delle tasse universitarie si basa principalmente sul reddito familiare dello studente. Sono state considerate a titolo esemplificativo cinque fasce reddituali di riferimento. A tale proposito è opportuno precisare che in seguito all’emergenza COVID già dallo scorso anno la c.d. “no tax area” – introdotta nel 2017 dalla Legge di Bilancio e destinata agli studenti con reddito ISEE inferiore a 13mila euro – è stata estesa alle famiglie con reddito ISEE fino a 20mila euro e che in autonomia numerosi atenei ne hanno disposto un ulteriore ampliamento, come nel caso dell’Università di Salerno, a 30mila euro. Gli studenti che siano in possesso dei requisiti previsti – che per gli iscritti agli anni successivi al primo comprendono anche il conseguimento di un numero minimo di crediti formativi – devono pagare solo la tassa regionale e l’imposta di bollo (a cui in rari casi si aggiunge anche un irrisorio contributo assicurativo) e non sono pertanto tenuti a corrispondere i contributi universitari a cui sono invece soggetti tutti gli altri iscritti. Alla luce di tali premesse, molti dati della presente indagine non sono comparabili con quelli riportati nel Rapporto del 2018. Confrontando tuttavia gli importi massimi del 2021 (non interessati dalle agevolazioni) con quelli di tre anni fa, si rileva un aumento del +6,82%.Come di consueto, il report è stato realizzato suddividendo l’Italia in tre macroaeree geografiche e anche quest’anno, sempre relativamente alla tassazione massima, gli atenei settentrionali si confermano i più cari: i costi superano del +27,4% quelli delle università del Sud e del +18,2% quelli degli atenei del Centro. Si conferma inoltre il primato di ateneo più caro dell’Università di Pavia, che prevede imposte massime medie di 3.902,00 euro annui (3.663,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.141,00 euro per i corsi di laurea dell’area scientifica). Seguono nell’ordine l’Università di Milano (3.206,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.060,00 euro per quelle scientifiche) e La Sapienza di Roma (2.977,00 euro e 3.080,00 euro rispettivamente per le facoltà umanistiche e scientifiche).L’applicazione della no tax area e la decisione di molti atenei di prevedere ulteriori agevolazioni sono con ogni evidenza elementi positivi, soprattutto in un momento come quello attuale, in cui il protrarsi dell’emergenza sanitaria sta provocando gravi ripercussioni non solo sulla salute di molti cittadini, ma anche sotto il profilo emotivo, sociale ed economico. È evidente, quindi, la necessità di un intervento del Governo e del Ministero dell’Università affinché garantiscano l’accesso agli studi ed ai servizi collegati a tutti gli studenti, anche quelli con minori possibilità economiche. Per fare ciò occorre riformare il sistema di assegnazione delle borse di studio, prevedendo anche approfonditi controlli su eventuali fenomeni evasivi che danno vita a distorsioni ed abusi.Dal confronto territoriale, inoltre, emerge chiaramente come le università del Sud Italia, per rendere più attrattiva la propria offerta, spesso applichino rette meno care. Una strategia adottata per arginare la “fuga” verso gli atenei del Centro-Nord, che grazie al numero elevato di iscrizioni hanno accesso ai fondi necessari per garantire servizi e un’offerta formativa migliori. In questo senso è fondamentale riequilibrare questa situazione di forte disparità che vedrà sempre più penalizzate le università del Sud e i loro studenti, attraverso interventi di carattere strutturale.

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Il libro “Vittime di violenza: storie di ordinaria quotidianità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Di Elisa Caponetti edito dal Gruppo Albatros Il Filo, è acquistabile su Amazon e in tutte le librerie.E’ un testo che vuole offrire non soltanto spunti di riflessione su questo complesso tema in chi come me svolge la propria attività in campo forense e criminologico, ma vuole avere anche l’ambizione di sperare di suscitare una qualche forma di consapevolezza in tutti coloro che si trovano a vivere una situazione di violenza e che hanno difficoltà a riconoscerla o a chiedere aiuto. Per raggiungere questo obiettivo, ho dato spazio al racconto di alcune storie di donne che ho incontrato nel mio cammino, anche se ho trattato comunque altre forme di maltrattamento, non limitandomi a quello di genere.Il libro si compone di una prima parte introduttiva e più esplicativa sulla violenza e sulle sue diverse forme e di una seconda parte in cui vengono raccontate storie vere. Le prime tre, sono state mie pazienti e sono io stessa a narrare i loro vissuti.Ho scelto anche di inserire due storie di violenza raccontate dagli stessi protagonisti che l’hanno subita. Si tratta di due forme di soprusi completamente diversi: il primo agito principalmente psicologicamente da un uomo su una donna ed è la storia di Roberta Beta, nel secondo, noto fatto di cronaca, la violenza è culminata fisicamente con una ferocia inaudita da una donna ai danni di un uomo ed è la storia di Giuseppe Morgante. Entrambi i racconti sono altrettanto drammatici anche se ovviamente hanno avuto risvolti ed esiti completamente diversi.Nel libro ho inserito anche un’intervista a Filomena Lamberti finalizzata a far emergere il suo vissuto in tanti anni di violenza subita.Vi sono poi alcune importanti riflessioni sul tema. Quello della violenza è un problema reale, che, però, solo in tempi recenti ha acquistato dignità giuridica. Ma che cos’è, esattamente, la violenza? Come si espleta? Come si contrasta? Come si può intervenire onde evitare una tragica deriva? Quali sono i comportamenti da adottare nei confronti delle vittime? E nei confronti dei carnefici? Il testo nel rispondere a queste domande e attingendo ai fondamentali contributi dell’Avv. Maria Letizia Sassi e del Questore Ricifari, offre notevoli spunti di riflessione e importanti testimonianze, intese, in particolare, a comprendere che cosa spinga tante donne e uomini a non denunciare e come si possa fare prevenzione in un ambito così complesso. La prefazione è del Dr. Gian Marco Chiocci direttore Adnkronos.

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Aumenti generalizzati sulle materie prime

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

L’inflazione in costante crescita non risparmia nemmeno la ristorazione e i prezzi delle materie prime schizzano alle stelle. A svelarlo è un’indagine condotta dall’Ufficio studi di Fipe-Confcommercio che ha interrogato su questo punto i gestori dei Pubblici esercizi italiani: oltre 9 imprenditori su dieci lamentano un incremento dei prezzi delle materie prime, in particolare su prodotti ittici, frutta, carni e ortaggi. L’aumento medio dei soli prodotti alimentari è del 10% ma il 36,4% degli intervistati registra incrementi persino superiori. “La spinta inflazionistica degli ultimi mesi è senza dubbio causata da molteplici fattori ­– sottolinea l’Ufficio Studi -. L’andamento anomalo delle condizioni meteo che ha colpito le produzioni ortofrutticole, le restrizioni imposte nei vari Paesi a causa della pandemia, fenomeni geopolitici che hanno impattato in modo significativo sui costi dell’energia, hanno provocato un generalizzato aumento dei prezzi. Non mancano, tuttavia, neppure alcuni fenomeni speculativi pronti a sfruttare gli squilibri tra domanda e offerta generati dalla ripresa dell’economia mondiale. Fino ad ora i ristoratori hanno assorbito questi aumenti senza scaricarli sui consumatori, ma non potrà essere ancora così a lungo.”. Sul probabile aumento dei listini che potrebbe verificarsi già nei primi mesi del 2022 incide, oltre all’inflazione acquisita dalla filiera e l’impennata dei costi dell’energia, anche il fatto che il 43% delle imprese non ritocca i prezzi da oltre di un anno. Il 76% dichiara che li aggiornerà tra la fine dell’anno e la prima parte del 2022 ma non manca chi, il 24% del totale, continuerà a tenerli bloccati per almeno un altro anno.

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Scuola: Precari, hanno diritto agli scatti di anzianità e alla ricostruzione di carriera piena e immediata

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Nello specifico, grazie all’azione dell’Anief, patrocinata dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giuseppe Miceli, le tre nuove sentenze emesse in Calabria evidenziano come “la pacifica circostanza del mancato riconoscimento ai fini retributivi dell’anzianità maturata nel predetto periodo risulta illegittima alla luce delle norme europea e delle sentenze della Corte di Giustizia europea: di fatto, l’Italia continua ad eludere il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a tempo determinato sancito dalla direttiva 1999/70/CE, attuativa dell’allegato accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso il 18/03/1999”. Ai giudici non è rimasto altro da fare che accertare e dichiarare il diritto dei ricorrenti “alla progressione retributiva maturata in forza dei contratti a tempo determinato stipulati con il M.I.U.R. per l’arco temporale meglio specificato in parte motiva e per l’effetto, condanna il M.I.U.R. al pagamento delle differenze retributive corrispondenti ai suddetti incrementi stipendiali dovuti, oltre interessi legali dalla maturazione e sino all’effettivo soddisfo”. L’Anief ricorda a tutti i lavoratori che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all’integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale.

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