Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Archive for 29 dicembre 2021

Pubblicato in Gazzetta il decreto che introduce la Carta europea della disabilità in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

La Carta europea della disabilità in Italia, che “consente l’accesso agevolato a beni e/o servizi”, può essere rilasciata a determinate categoria, come gli invalidi civili con determinate percentuali, i ciechi e sordi, permette di avere delle agevolazioni da “attivare – si legge nel testo del decreto approvato – mediante protocolli d’intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri e soggetti pubblici o privati, coerenti con i requisiti e le finalità dell’iniziativa”. Chi volesse avere maggiori informazioni può farlo collegandosi con “il sito istituzionale dell’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri”, dal quale si esplicita “il funzionamento della Carta” e le agevolazioni che comporta. La norma pubblicata in Gazzetta prevede, inoltre, che “trascorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i destinatari di cui all’art. 2 possono presentare domanda per il rilascio della Carta sul portale telematico INPS, ovvero attraverso associazioni rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS all’uso del canale telematico, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica o del richiedente”.

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Spettacolare antico tesoro scoperto a Cesarea nel mare di Israele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Alcuni affascinanti reperti provenienti dai relitti di due navi affondate al largo di Cesarea in epoca romana e mamelucca (circa 1700 e 600 anni fa) sono stati scoperti nei mesi scorsi nei pressi di Cesarea, durante un’indagine subacquea condotta dall’unità di Archeologia Mariana dell’Autorità per le antichità israeliane. I carichi delle navi e i resti dei loro scafi naufragati sono stati trovati sparsi in acque a una profondità di circa 4 m, sparsi sul fondo del mare. Il tesoro marino comprende centinaia di monete romane d’argento e di bronzo della metà del III secolo d.C. e un grande tesoro di monete d’argento del periodo mamelucco (XIV secolo; circa 560 monete, tra cui una grande quantità di nastri più piccoli tagliati come pezzi); una statuetta in bronzo a forma di aquila, che simboleggia il dominio romano; una figurina di un pantomimo romano in maschera comica; numerose campane di bronzo destinate tra l’altro a scacciare gli spiriti maligni; e vasi di ceramica. Sono stati scoperti anche diversi oggetti metallici dallo scafo di una nave di legno, tra cui dozzine di grossi chiodi di bronzo, tubi di piombo da una pompa di sentina e una grande ancora di ferro rotta in pezzi, che attestano la forza che ha resistito fino a quando non si è spezzata, probabilmente in la tempesta. I resti sottomarini includono rari effetti personali delle vittime del naufragio. Questi includono lo squisito e raro ritrovamento di uno spesso anello ottagonale in oro con una gemma verde scolpita con la figura di un giovane pastorello vestito con una tunica e che porta un montone o una pecora sulle spalle. L’immagine, del “Buon Pastore”, è una delle prime e più antiche immagini utilizzate nel cristianesimo per simboleggiare Gesù; rappresenta Gesù come pastore compassionevole dell’umanità, che estende la sua benevolenza al suo gregge di credenti e a tutta l’umanità. Questo anello d’oro unico con la figura del “Buon Pastore” ci dà, forse, un’indicazione del suo proprietario, un paleocristiano. Altri reperti includono una bellissima gemma rossa da incastonare in un anello “gemma”; l’intaglio della pietra preziosa mostra una lira. Nella tradizione ebraica, la lira è chiamata Kinor David (“Arpa di David”). Secondo 1 Samuele 16:23, il re Davide suonava la sua arpa per Saul (“Ogni volta che lo spirito di Dio veniva su Saul, Davide prendeva la sua arpa e suonava. Allora Saul veniva soccorso; si sentiva meglio e lo spirito del male lo lasciava”). Il kinor biblico è generalmente equiparato allo strumento noto come “Lira di Apollo” nella mitologia greca. Nel mito greco, il bambino Hermes realizzò lo strumento, la lira, derivandola dal guscio di una tartaruga la mattina della sua nascita. Secondo Eli Eskozido, direttore dell’Autorità per le antichità israeliane, “le coste israeliane sono ricche di siti e reperti che sono immensamente importanti beni del patrimonio culturale nazionale e internazionale. Fonte: https://it.citiesbreak.com/

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Bilancio Lazio: Non garantisce sviluppo economia e politiche sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

“Voto contrario di Fdi ad un Bilancio preoccupante per l’enorme passivo delle casse regionali e per lo scenario di previsione relativo al 2022, che indica un ulteriore aumento del debito, come preannunciato dal severo Giudizio di Parifica della Corte dei Conti che ha smentito l’annuncio di Zingaretti sull’assenza di debiti del Lazio. Da biasimare la condotta della Giunta che ha presentato in forte ritardo, DEFR, Legge di Stabilità e Legge di Bilancio, tutti insieme a ridosso delle festività, imponendo la discussione in Consiglio senza il necessario approfondimento in Commissione, di fatto ostacolando e limitando l’attività emendativa. Per l’ennesima volta ci troviamo a commentare una manovra di Bilancio che non presenta alcuna novità di rilievo, ne alcuna inversione di tendenza rispetto al passato. Di contro paradossalmente, nel collegato sono contenute norme che apportano modifiche a precedenti disposizioni volute dalla Maggioranza, che essendo state osservate dagli organi competenti andavano quindi corrette. Ciò significa che per diminuire il debito c’è ancora molto da fare. La pressione fiscale, nonostante una serie di emendamenti presentati da FDI, rimane ancora molto alta e una ipotetica riduzione resta soggetta all’esito del ricorso contro il giudizio di parifica della Corte dei Conti e alle decisioni del Governo sulla compartecipazione della Regione al Fondo di Coesione Sociale. In definitiva questa manovra palesa le tante difficoltà dell’Amministrazione Zingaretti che stenta fortemente a far ripartire il Lazio e che appare non in grado di migliorare la capacità di spesa della Regione in vista, soprattutto, delle risorse del PNRR, che speriamo arrivino in tempi brevi. Non condividiamo inoltre la trasformazione di fatto del Consorzio Unico Industriale in un organismo attuatore di investimenti europei e soprattutto gestore dei finanziamenti del PNRR.>> Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fdi. Crédit Agricole Italia e Università Bocconi insieme per sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare Crédit Agricole Italia ha sottoscritto un innovativo accordo triennale con l’Università Bocconi di Milano attraverso il quale il Gruppo Bancario metterà a disposizione dell’Ateneo avanzati strumenti analitici e radicate competenze specialistiche in materia agri-agro, al fine di sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare. L’intesa è stata formalizzata alla presenza di Vittorio Ratto, Vice Direttore Generale Retail, Private e Digital di Crédit Agricole Italia, del Professor Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, del Professor Bruno Busacca, Prorettore per il Fund raising e le Relazioni con gli Alumni, e del Professor Vitaliano Fiorillo, Direttore AgriLab. L’accordo rafforza la già solida collaborazione tra Crédit Agricole Italia e l’Università Bocconi in termini di elaborazione di analisi ed approfondimenti tematici relativi alle filiere agroalimentari, unendo, attraverso l’AgriLab, laboratorio di ricerca di SDA Bocconi diretto dal professor Vitaliano Fiorillo, dedicato al settore e fondato nel 2019 insieme alla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, le competenze di docenti e ricercatori con quelle del Gruppo Bancario. Non solo, sono previsti la stesura di un Libro Bianco inerente allo status del mercato agriagro italiano e seminari formativi sul territorio, con l’ambizione di individuare futuri trend di sviluppo, analizzare le potenzialità del settore, prevedendo l’andamento del mercato, ed elaborare progetti di ricerca su argomenti attuali come sostenibilità e circolarità. Crédit Agricole Italia conferma, ancora una volta, la grande attenzione verso l’agribusiness italiano che, con l’efficienza delle filiere, la spinta all’innovazione pur preservando la tradizione e l’elevata qualità delle produzioni certificate, è tra i migliori al mondo. Il Gruppo è così deciso a giocare un ruolo di prim’ordine nel supportare la crescita di questo settore, strategico per l’intera economia nazionale.

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Scuola: “Non dimentichiamo i supplenti, portano avanti le scuole italiane”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Marcello Pacifico dalla sua pagina personale Facebook, in diretta ha ribadito più volte di pensare “ai precari, non dimentichiamoli e non abbandoniamoli. Come? Utilizziamo le Gps come doppio canale di reclutamento, con l’assunzione da I e II fascia per i ruoli: per noi questo sarebbe ideale”. Il presidente ha anche invitato i docenti che sono stati precari a “provare il calcolatore così da capire a quanto ammonta la cifra che si può richiedere allo Stato per reiterazione di contratti a termine”.Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale, il leader del sindacato ha detto che “dal 1° febbraio ci sarà l’introduzione del super green pass. Il Governo dovrebbe garantire lezioni in sicurezza e invece si fanno lezioni ancora oggi in classi pollaio, non si sdoppiano le aule e si obbliga il 5% del personale non vaccinato a farlo. Come sindacato abbiamo portato avanti un ricorso, a cui è possibile aderire ancora per qualche giorno”.Pacifico ha anche invitato tutti i lavoratori della scuola a candidarsi come Rsu per le liste Anief. In conclusione il presidente ha esteso “l’augurio a non perdere la speranza, a continuare a lottare per i propri diritti e per un mondo migliore. Ci dobbiamo ritrovare tutti insieme per creare una società più giusta, perché vogliamo anche una scuola più giusta”, ha concluso il leader del giovane sindacato.

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Postalmarket festeggia il Natale 2021 con altre nuove assunzioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Grazie agli ottimi risultati dei primi mesi di attività, lo storico marchio ha completato l’assunzione di altre 10 persone, tutte under 30 e per il 90% donne, dedicate alla gestione del catalogo online postalmarket.it. Un grande risultato dopo l’avvio del sito e la diffusione della prima edizione dello storico catalogo cartaceo, avvenuta a fine ottobre. L’impennata delle vendite è avvenuta grazie al volano del Black Friday di fine novembre, dove in pochi giorni migliaia di utenti hanno scaricato l’app per gli acquisti on line.“Il trend è estremamente positivo – spiega il direttore generale di Postalmarket, Alessio Badia – il portale on line viaggia attorno ai 20 mila accessi al giorno e le vendite continuano a crescere in maniera esponenziale. Nell’arco delle ultime settimane abbiamo assunto nuove risorse tutte giovani e specializzate nella gestione delle vendite online. Un bel regalo di Natale per la famiglia Postalmarket. Con questo trend di crescita nel 2022 puntiamo a continuare con le assunzioni. L’obiettivo è quello di arrivare almeno a 50 addetti nell’arco del 2022”. I lavoratori sono tutti impiegati nella sede operativa di Villorba (TV).Nel 2022 ci saranno altre grandi novità. La seconda edizione del magazine cartaceo uscirà in primavera. E ci sarà un contributo di nuovi importanti professionisti del mondo fashion e una nuova copertina ancora “top secret”. “Daremo spazio ai migliori brand del Made in Italy – aggiunge Alessio Badia – il taglio sarà quello di un magazine che racconta le eccellenze in ciascuna categoria, non solo il mondo fashion, ma anche negli altri settori, ad esempio quello del food & beverage. Molta attenzione sarà data ai brand emergenti, al tema della sostenibilità e alle aziende che hanno investito in questa direzione”. Già centinaia di aziende italiane hanno deciso di far parte del catalogo, entrando nel mondo Postalmarket. A colpire è la modalità di gestione diretta della propria immagine e dei propri prodotti presenti su catalogo e portale. I brand non sono solo fornitori di prodotti, ma sono a tutti gli effetti dei partner con i quali di volta in volta vengono studiate le strategie di comunicazione e marketing, con l’obiettivo di valorizzare appieno la loro immagine, i loro prodotti e offrire ai consumatori un servizio esclusivo e di qualità.Il successo di Postalmarket dunque continua, con la prima edizione del nuovo catalogo distribuita in migliaia di edicole italiane a fine ottobre ormai arrivata ad esaurimento. Lo storico catalogo è rinato a nuova vita grazie a quella che è stata forse l’operazione commerciale più importante del 2021 sul panorama italiano. Le copie rimaste nelle edicole sono pochissime, in molti punti vendita il catalogo è già andato sold out. E si pensa già al secondo numero. La prima copertina della nuova edizione cartacea ha visto la presenza della bellissima conduttrice televisiva Diletta Leotta.

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Covid-19, dalle prime evidenze Omicron sembra più mite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Le prime evidenze raccolte sia nel Regno Unito che in Sudafrica sembrano suggerire che la variante Omicron di Sars-CoV-2 potrebbe essere meno grave, più mite. Si tratta di studi preliminari e hanno dei limiti ma queste evidenze sembrerebbero indicare che meno persone necessitano di cure ospedaliere rispetto ad altre varianti. La sensazione già espressa da esperti del Paese africano che per primo ha intercettato il nuovo mutante potrebbe dunque non essere infondata. Un primo insieme di dati è quello che arriva dal Regno Unito, precisamente da uno studio scozzese che ha monitorato il coronavirus e il numero di persone che finiscono in ospedale. Secondo quanto riporta la ‘Bbc online’, la ricerca indica che, se Omicron si fosse comportata come Delta, sulla platea di pazienti esaminata sarebbero stati prevedibili circa 47 ricoveri in ospedale, mentre al momento sono 15. Tuttavia, lo studio scozzese si basa su pochi casi e nel campione ci sono poche persone con più di 65 anni, che sono le più a rischio. Quello che gli esperti continuano a temere, inoltre, è che – seppur più mite – la variante Omicron, vista la velocità con cui sta viaggiando, potrebbe portare un’enorme mole di casi. E questo, per la legge dei grandi numeri, potrebbe ugualmente rischiare di sopraffare gli ospedali. Lo studio è stato condiviso con l’Organizzazione mondiale della sanità e i consulenti scientifici del governo britannico. L’altro lavoro è stato condotto in Sudafrica e anche questo indica che le persone hanno meno probabilità di aver bisogno di ricovero per Omicron. Potenzialmente viene indicata una riduzione di circa due terzi, cioè si calcola un 70-80% in meno di probabilità di dover ricorrere a cure ospedaliere, a seconda che Omicron venga confrontata con le ondate precedenti o con altre varianti attualmente in circolazione. Lo stesso lavoro però suggerisce allo stesso tempo che non c’è alcuna differenza negli esiti per i pochi pazienti finiti in ospedale con Omicron. “In modo convincente, i nostri dati suggeriscono una gravità ridotta di Omicron rispetto ad altre varianti”, ha affermato Cheryl Cohen dell’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili, in Sudafrica. Non è ancora chiaro però se la variante Omicron sia più mite in sé o se appaia tale perché ora c’è molta più immunità. Nuovi dati nei prossimi giorni potrebbero chiarire ulteriormente il quadro. Questo studio è uno degli elementi che invita all’ottimismo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta che invita a recuperare “una discussione seria, pacata, pragmatica e basata sui fatti”. “È di oggi la notizia dello studio del National Institute for Communicable Diseases del governo sudafricano diretto da Nicole Walter e Cheryl Cohen, secondo cui il rischio di ospedalizzazione nei pazienti che hanno contratto Omicron è il 20% di quello osservato nei pazienti che avevano contratto Delta (per essere chiari, se il rischio di finire in ospedale per Delta fosse stato del 5%, per Omicron sarebbe dell’1%). Nonostante lo studio utilizzi controlli storici (Delta è sparita dal Sudafrica adesso), l’analisi è stata fatta dopo aver corretto per età, sesso ed anamnesi positiva per aver contratto l’infezione in precedenza”. Non solo. Silvestri sottolinea come “la letalità calcolata di Covid-Omicron sembra molto più bassa di quella delle varianti precedenti. Il dato dal Sudafrica su quasi 400mila casi parla di 0,26% di letalità, paragonata al 2,5-4% delle ondate precedenti. Questo nonostante la popolazione sia pienamente vaccinata solo al 26,3% (42% degli adulti). In accordo con questa osservazione, la pressione sulle terapie intensive del Sudafrica, un Paese da 60 milioni di abitanti, rimane bassa, con un totale di 546 letti occupati (molto meno che in Italia)”. Infine conclude il virologo “è dei giorni scorsi lo studio molto interessante della LKS Faculty of Medicine alla Università di Hong Kong, diretto da Michael Chan Chi-wai e John Nicholls, secondo cui la variante Omicron è più efficace nell’infettare le cellule delle alte vie respiratorie e dei bronchi, ma meno efficiente nell’infettare quelle del tessuto polmonare profondo. Questo studio potrebbe rappresentare la base meccanicistica della minore severità clinica osservata in Sudafrica, in quanto la polmonite interstiziale con danno alveolare diffuso e conseguenti complicanze sistemiche è l’elemento centrale nella patogenesi del Covid severo”. L’auspicio di Silvestri è che “questi dati possano essere usati per rimodulare il nostro approccio legislativo e comunicativo alla pandemia”. (fonte Doctor33)

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JAGO. The exhibition

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Roma 12 marzo – 3 luglio 2022 palazzo Bonaparte ospita la prima la prima grande mostra dedicata a Jago. Jago, pseudonimo di Jacopo Cardillo, nato a Frosinone nel 1987, scultore raffinato dalle reminiscenze michelangiolesche, è conosciuto in tutto il mondo come “The Social Artist” per le sue innate capacità comunicative e il grande successo che riscuote sui social.Jago unisce un grande talento creativo all’utilizzo dei mezzi di comunicazione più contemporanei. E come tutti i grandi artisti, arriva al cuore del pubblico che lo ama, anzi lo adora. È una rockstar, e trasmette l’amore per l’arte ai giovani.Le dirette streaming e le documentazioni foto e video raccontano il processo produttivo di ogni sua singola opera e, mediante questo percorso condiviso, lo scultore rende tutti partecipi della genesi di ogni suo lavoro. La genialità moderna di Jago viene raccontata per la prima volta in una mostra in cui sono esposte tutte le opere realizzate sino ad oggi, dai piccoli sassi di fiume scolpiti (da Memoria di Sé a Excalibur), fino alle sculture monumentali di più recente realizzazione (la Pietà), passando per le opere più mediatiche quali il Papa (Habemus Hominem). Curata dalla Professoressa Maria Teresa Benedetti, la mostra vedrà esposte 12 opere di Jago, a connotare gli elementi chiave di un’opera dedicata a istituire un rapporto tra il nostro tempo e la tradizione. Prima testimonianza è lo scavo sui grandi sassi raccolti nel greto di un fiume alle pendici delle Alpi Apuane, pazientemente scavati nel desiderio di raccontare una storia personale e umana. Pietà e violenza si intrecciano nello sguardo del giovane artista. Sorprendente è la scardinante nudità del Pontefice emerito, mentre l’immagine di una Venere (2018), priva della venustà giovanile, sconcerta e induce a riflettere. D’altro lato incalza l’oggi con la presenza del Figlio Velato (2019), icona simbolica di tragedie senza tempo, cui si connette l’intensa meditazione sul dolore, racchiusa nella drammatica monumentalità della Pietà (2021). Nel contempo l’artista propone un tema svincolato dalla storia, nel replicare la sequenza del battito cardiaco in Apparato Circolatorio (2017). Palazzo Bonaparte si trasformerà inoltre in uno studio d’artista: durante i mesi di mostra, infatti, Jago lavorerà alla sua prossima imponente scultura all’interno della sede espositiva, rendendo partecipi i visitatori del processo creativo della sua opera. La mostra JAGO. The Exhibition è prodotta e organizzata da Arthemisia e da Jago Studio.

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Bill Viola: Icons of light

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Roma 5 marzo – 26 giugno 2022 Palazzo Bonaparte Riparte con una retrospettiva del più grande video-artista contemporaneo: BILL VIOLA. Le installazioni più iconiche e suggestive dell’artista statunitense saranno in mostra al piano nobile del Palazzo, che ospiterà in contemporanea al secondo piano la prima grande mostra di JAGO. Arthemisia dedica la primavera romana a due miti dell’arte contemporanea, per una ripartenza piena di energia.Il progetto espositivo, a cura di Kira Perov, che prevede l’esposizione di 10 lavori di Bill Viola, rappresenta un momento di riflessione sull’iperbole concettuale dell’artista statunitense che, da oltre 40 anni, realizza lavori che si rivolgono costantemente alla dicotomia vita/morte e legati indissolubilmente dai contrasti tra oriente e occidente.I lavori presenti in mostra rappresentano una sintesi emblematica del lavoro di Viola, uno spazio temporale che ritrae quindi anche lo sviluppo storico della stessa video-arte: attraverso le più conosciute videoinstallazioni e videoproiezioni, la retrospettiva narra quelli che possono essere definiti i viaggi più intimi e spirituali dell’artista attraverso il mezzo elettronico. Una mostra concepita come un percorso emozionale nel quale il pubblico potrà accedere a spazi dall’atmosfera ovattata che ricordano luoghi di profonda intimità, quasi dei sacrari della propria memoria, un visionario spazio di culto dove il visitatore è invitato a stabilire una profonda connessione visiva e spirituale con l’opera d’arte. La mostra BILL VIOLA. Icons of light è prodotta e organizzata da Arthemisia.

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MONET Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Genova Dall’11 febbraio Palazzo Ducale ospiterà negli spazi del Munizioniere i capolavori del più importante rappresentate dell’Impressionismo. Tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, i 50 capolavori in mostra rappresentano alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet e raccontano l’intera parabola artistica del Maestro impressionista, letta attraverso le opere a cui Monet teneva di più, le “sue” opere, quelle che l’artista ha conservato gelosamente nella sua casa di Giverny fino alla morte, quelle da cui non ha mai voluto separarsi.L’eccezionalità di questa mostra risiede nell’amore e nell’intimità che emanano le opere esposte, allestite in maniera del tutto inedita e suggestiva nelle varie sale del Munizioniere di Palazzo Ducale, luogo pieno di fascino che consentirà un viaggio del tutto nuovo nel mondo di Monet.Nelle sue tele di luce evanescente, Monet ha sempre unito il suo amore per la natura con l’arte e, facendo del pennello una propaggine della sua mano, ha creato e riprodotto giardini ovunque abbia vissuto. Sebbene trascorresse molto del suo tempo a Parigi e viaggiasse molto in Francia e all’estero, Monet preferì la campagna e visse per più di cinquant’anni lungo la Senna, accrescendo sempre più il suo interesse per il giardinaggio, per le aiuole che allietavano le sue prime case ad Argenteuil e per i suoi magnifici giardini a Giverny, che divennero un piacere per gli occhi, un luogo rilassante per contemplare la natura e fonte di ispirazione.Proprio Giverny, la sua casa dopo il 1883, può essere considerata come il luogo di consapevolezza e rinascita per lo stesso artista; una sequenza di nuovi elementi dettati da una brillante innovazione formale, geografica e di ricerca stilistica che lo ha portato a interessarsi sempre di più soggetti impregnati di nuova lirica e colori vivaci.Ad accogliere il pubblico come in un onirico giardino lussureggiante, appositamente creato, ci saranno opere come le sue amatissime e iconiche Ninfee (1916-1919 ca.), Iris (1924-1925 ca.), Emerocallidi (1914-1917 ca.), Salice piangente (1918-1919 ca.), le varie versioni de Il ponte giapponese e la sua ultima e magica opera Le rose (1925-1926 ca.).Ma non solo. Verdeggianti salici piangenti, viali di rose e solitari ponticelli giapponesi dai colori impalpabili fanno da cornice a una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo, variazione di luce, tempo o stagione. Promossa dal Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, prodotta e organizzata da Arthemisia e in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, la mostra è curata da Marianne Mathieu, studiosa di Monet e direttrice scientifica dello stesso museo parigino.

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Monet e gli Impressionisti in Normandia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Trieste Dal 4 febbraio arriva al Museo Revoltella di Trieste un eccezionale corpus di oltre 70 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia.Sul palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet – in mostra insieme a molti altri – colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. La mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia” è incentrata soprattutto sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie – tra le collezioni più rappresentative del periodo impressionista – affiancata da prestiti provenienti da Musée Marmottan Monet di Parigi, dal Belvedere di Vienna, dal Musée Eugène-Boudin di Honfleur e da collezioni private e ripercorre le tappe salienti della corrente artistica: opere come Falesie a Dieppe (1834) di Delacroix, La spiaggia a Trouville (1865) di Courbet, Camille sulla spiaggia (1870) di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir – tra i capolavori presenti in mostra – raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell’epoca che – immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti – hanno conferito alla Normandia l’immagine emblematica della felicità del dipingere.Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori francesi: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l’esperienza visiva. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp – rappresentati nelle opere in mostra al Museo Revoltella – diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista.La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismo FVG, è prodotta da Arthemisia ed è curata da Alain Tapié.In occasione della mostra sugli Impressionisti, inoltre, si potrà anche visitare con un unico biglietto d’ingresso lo stupendo Museo Revoltella, Galleria d’arte moderna di Trieste che vanta una prestigiosa collezione: a partire dal ricchissimo lascito dell’omonimo barone Pasquale Revoltella – che ne fece la sua dimora fino al 1869 – per giungere alle più recenti acquisizioni con opere di grandi artisti come Fattori, De Nittis, Sironi, Carrà, De Chirico, Fontana, Pomodoro, Hayez e molti altri importanti esponenti dell’arte moderna e contemporanea. È prevista, inoltre, una proposta promozionale a favore dei turisti denominata “Trieste ti regala le Grandi Mostre”, l’iniziativa, sostenuta dal Trieste Convention and Visitors Bureau, che mira ad incentivare il turismo culturale in città, premiando i turisti con un meraviglioso regalo offerto grazie agli introiti dell’imposta di soggiorno (info su https://www.discover-trieste.it/Esperienze-e-pacchetti-turistici).

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PinchukArtCentre Exhibitions in 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

PinchukArtCentre, 1/3-2, “А” Block, Velyka Vasylkivska/Baseyna Str., Kyiv, Ukraine. May – August 2022 Are we becoming ‘less human’ in a world of climate crisis? Shaped by changing environments, bodies slowly mutate. Along with physicality, our sense of humanity takes turns. There is a notion of the future where we are rethinking the possibilities for coexistence with other species while simultaneously questioning if we have ever been privileged over nature. The exhibition Less Human addresses a number of issues raised in the field of ecological ethics such as climate change, land and water pollution, losses in biodiversity. Through the exposition, the viewer discovers a tension between parallel antagonistic approaches: human dominance on the planet and posthumanism critical perspective with the emergence of alternative life forms and relations.Artists: Pedro Neves Marques (Portugal), Gabriela Mureb (Brazil), Oleksandr Burlaka (Ukraine), Thao-Nguyen Phan (Vietnam), Eglė Budvytytė (Lithuania), Suzanne Husky (France/USA), Zheng Bo (China), Daniil Revkovskiy and Andriy Rachinskiy (Ukraine), and others. Curators: Oleksandra Pogrebnyak and Daria Shevtsova. The PinchukArtCentre was founded in September 2006 by businessman and philanthropist Victor Pinchuk. It is one the largest and most dynamic private contemporary art centres in Central and Eastern Europe. With over 3 million visitors, the PinchukArtCentre has become an international hub for contemporary art, developing the Ukrainian art scene while generating critical public discourse for society as a whole.For 15 years, the PinchukArtCentre has provided free access to new ideas, perceptions and emotions. Its exhibition program investigates national identity in the context of international challenges. It engages the public in a dynamic dialogue through a full range of educational and discursive events. pinchukartcentre.org

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