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Vedere al di sotto della calotta glaciale della Groenlandia attraverso il rumore della Terra

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

Avvalersi del ‘rumore’ generato dalle tempeste oceaniche per creare un modello dettagliato delle condizioni geologiche sottostanti la calotta glaciale della Groenlandia. È l’obiettivo che si è posto un team internazionale di ricercatori della Swansea University e University College London in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nello studio “Uppermost crustal structure regulates the flow of the Greenland Ice Sheet“ pubblicato sulla rivista Nature Communications. Le condizioni geologiche del terreno sotto una calotta glaciale o un ghiacciaio giocano un ruolo chiave nel determinare i movimenti dei ghiacci e identificare quali aree sono le più suscettibili. Il problema, tuttavia, è come valutare ciò che sta accadendo in profondità nel sottosuolo, in quanto la roccia è ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso circa 2,5 chilometri. “Misurando la forma e la velocità delle onde sismiche – chiamate ‘di Rayleigh’ – estratte dal rumore terrestre”, aggiunge il ricercatore, “siamo stati in grado di mappare ciò che sta accadendo fino a 5 chilometri al di sotto della calotta glaciale della Groenlandia. Queste onde, viaggiano lungo la superficie terrestre e sono sensibili alle variazioni delle proprietà della Terra”.I ricercatori, quindi, analizzando le onde sismiche sono riusciti ad elaborare immagini ad alta risoluzione che, nelle parole di Andrea Morelli, “hanno mostrato che le basse velocità nella crosta superiore tendono ad essere associate ai principali ghiacciai di sbocco lungo il margine della calotta glaciale e all’elevato flusso di calore geotermico prodotto, nel corso della storia geologica, dalla stessa struttura profonda ora responsabile del vulcanismo in Islanda. I ghiacciai meno spessi sono particolarmente suscettibili allo scorrimento sui sedimenti subglaciali deformabili, mentre il riscaldamento geotermico e il conseguente ammorbidimento del ghiaccio basale possono influenzare l’aumento di velocità del flusso di ghiaccio al ghiacciaio Petermann e nella corrente di ghiaccio della Groenlandia nordorientale”. “La ricerca”, conclude Andrea Morelli, “evidenzia l’importanza dell’interazione tra la terra solida e la dinamica della calotta glaciale. Queste interazioni ne controllano le dinamiche di scorrimento passate, presenti e future e devono essere adeguatamente esplorate e implementate nei modelli della calotta glaciale”. The flow of the Greenland Ice Sheet is controlled by subglacial processes and conditions that depend on the geological provenance and temperature of the crust beneath it, neither of which are adequately known. Here we present a seismic velocity model of the uppermost 5 km of the Greenlandic crust. We show that slow velocities in the upper crust tend to be associated with major outlet glaciers along the ice-sheet margin, and elevated geothermal heat flux along the Iceland hotspot track inland. Outlet glaciers particularly susceptible to basal slip over deformable subglacial sediments include Jakobshavn, Helheim and Kangerdlussuaq, while geothermal warming and softening of basal ice may affect the onset of faster ice flow at Petermann Glacier and the Northeast Greenland Ice Stream. Interactions with the solid earth therefore control the past, present and future dynamics of the Greenland Ice Sheet and must be adequately explored and implemented in ice sheet models. (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV)

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