Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Buoni propositi 2022 per l’edilizia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Per chi opera nel settore dell’edilizia, il 2022 sarà davvero un anno di grande produttività. La Legge di Bilancio 2022, infatti, ha confermato i bonus (Ecobonus e Sismabonus), la possibilità di cedere il credito (che per il proprietario dell’immobile vuol dire lavori a costo zero, senza dover anticipare nulla) e lo sconto in fattura. Oltre alle attese conferme, ci sono ulteriori novità, come l’abbattimento del tetto Isee di 25 mila euro per le abitazioni unifamiliari (le villette) e l’aumento del bonus mobili a 10 mila euro, consentendo di detrarre fino a 5 mila euro, ovvero, il 50% della spesa.Altra novità per il prossimo anno è la revoca dell’obbligo del visto di conformità e di asseverazione per i lavori di importo complessivo inferiore a 10 mila euro e i progetti che rientrano nell’ambito di bonus casa diversi dal 110% o lavori in edilizia libera Per poter usufruire delle agevolazioni statali sulle unifamiliari per tutto il 2022, però, è necessario che almeno il 30% dei lavori del progetto vengano ultimati entro la data del 30 giugno 2022. Una scadenza improrogabile, che gli imprenditori edili devono tener ben presente.“Il prossimo anno potremmo assistere ad un vero e proprio boom del settore, con centinaia di cantieri pronti a partire. – Commenta Guido Alberti, marketer, blogger e imprenditore edile, fondatore di Marketing al Millimetro, agenzia di consulenza strategica per il settore edilizio – A mio avviso, soprattutto le realtà medio piccole, devono iniziare sin da subito a lavorare sull’organizzazione aziendale, per prepararsi a tutto questo lavoro, evitando il rischio di implodere. Per loro la partita si giocherà principalmente su quelli che sono i bonus minori, ma è proprio qui che si concentrerà la maggiore concorrenza. Moltissimi imprenditori, attratti dall’elevato flusso di denaro che muovono gli incentivi, proveranno ad entrare nel settore. In molti avranno dalla loro la possibilità di investire somme maggiori rispetto ai piccoli imprenditori, che, però, avranno il vantaggio di una maggior esperienza”. Del resto, secondo lo studio realizzato da Confartigianato sui dati diffusi dal Ministero dell’economia e della finanza, già nel 2021 l’Italia è stato il primo paese in Europa per dinamismo di investimenti nel settore delle costruzioni. By Alessandro Maola

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