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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Mario Tassone: la prima emergenza è la crisi della politica!

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2022

Mai una elezione del presidente della repubblica è avvenuta in un pesante clima di incertezza e di pressappochismo, come questa. Certo ci sono stati nel passato difficoltà e per alcune elezioni i tempi si sono dilatati. Ma in quel tempo c’era la politica e i partiti. Si confrontavano visioni, pensieri e scelte. Tesi, quindi, a confronto ma nello sfondo era ben saldo il minimo comune denominatore cioè l’interesse del Paese. Una rete protettiva. In questa fase la sospensione della democrazia e la trasformazione dei partiti in gruppi, movimenti a guida personale, pesano. Patrimoni di cultura e di storia sono stati dilapidati. Ormai non c’è il passato, non ci sono memorie a cui richiamarsi ma un presente occupato da leader senza futuro, tutto racchiuso in un arco temporale limitato che non offre prospettive, che nessuno ha interesse a costruire. Vediamo come andrà a finire questa elezione del presidente della repubblica. Ho auspicato che in questa fase, in cui ci sono moltissime emergenze, venga rieletto Mattarella. E fra le emergenze vi è la necessità del recupero della politica per affrancarci dal sequestro di esperti facitori di adesioni fideistiche, che uccidono la partecipazione e bloccano la crescita. Si parla oggi di rivedere la forma di stato introducendo il presidenzialismo. Per porre mano alle grandi riforme della Costituzione va eletta, assieme al Parlamento, una Assemblea Costituente. Pensare a riforme ampie con le procedure previste dalla Costituzione è illusorio. Il precedente delle Commissioni bicamerali che non hanno prodotto risultati è eloquente. Aver pensato, poi, di riformare la Costituzione con le leggi elettorali, ha indebolito le fondamenta del nostro ordinamento. Beninteso il ruolo e la centralità del Parlamento vanno garantiti. Bilanciamento dei poteri e controllo sono riferimenti essenziali per un corretto funzionamento delle istituzioni. Ma tutto questo non basta se non si mettono in condizione i cittadini di vivere, di partecipare e di pensare con la propria testa. Noi siamo per una riforma che si richiami al cancellierato tedesco e a un sistema elettorale proporzionale con le preferenze. Solo così si abbatterà la dittatura dei tanti avventizi, per favorire, con la formazione, la crescita del Paese. Il nodo da sciogliere è questo: il passaggio da una semi democrazia alla democrazia!

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