Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 1 febbraio 2022

Pesticidi nei cibi importati

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Il nodo dei pesticidi è ancora lontano dall’essere risolto e va ben oltre l’imposizione dei livelli massimi di residui – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le ultime dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura francese Julien Denormandie hanno riacceso i riflettori sulla questione, con particolare enfasi sui prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi. Imporre limiti stringenti all’interno dell’Ue può avere infatti un’efficacia limitata se i cibi importati dai Paesi extraeuropei non rispettano gli stessi standard. Alla questione sanitaria e ambientale si aggiunge poi quella economica: alimenti prodotti con un maggiore utilizzo di chimica finiscono per costare meno e sottrarre quote di mercato agli agricoltori europei – continua Tiso. L’armonizzazione delle norme è per questo una sfida che oltrepassa i confini dell’Europa, che dovrebbe stringere accordi commerciali in nome della reciprocità, proteggendo al tempo stesso coltivatori e consumatori del Vecchio continente.In questo scenario c’è il rischio concreto che i Paesi Ue cerchino di imboccare la scorciatoia più facile, allentando le regole interne in materia di fitofarmaci per far fronte alla concorrenza dei produttori extraeuropei. Una tale soluzione segnerebbe ovviamente una sconfitta e rimanderebbe ulteriormente la transizione verde. Ancora una volta, l’Unione europea è chiamata a mostrare unità di intenti e a far valere il suo peso sullo scenario internazionale per esigere elevanti standard di qualità dai propri partner commerciali. By Gabriele Carchella

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Roma: sfide e futuro per una megalopoli

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Lunedì 7 febbraio 2022, ore 17:30 Presentazione con il Card. Angelo De Donatis, Vicario della Diocesi di Roma. La Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 ospiterà la presentazione del volume Rome: Three millennia as Capital. What’s next? (pp. 496), curato da Mons. Samuele Sangalli ed edito da Gregorian & Biblical Press. Il testo è frutto del complesso lavoro di ricerca, durato tutto lo scorso anno accademico, e svolto dagli studenti di Scuola Sinderesi, istituita da dieci anni presso il Centro Fede e Cultura Alberto Hurtado della Gregoriana.Nell’intenzione di comprendere la configurazione delle città del XXI secolo, i 45 giovani ricercatori, coordinati dal curatore e da vari docenti esperti in materia, hanno condotto un’approfondita analisi della città di Roma. Con i suoi tremila anni di storia cosmopolita, infatti, Roma è passata all’essere città, metropoli e oggi megalopoli. Quale futuro la attende, in un momento in cui l’urbanizzazione appare come il risultato apparentemente inevitabile della globalizzazione? Stimolati dalle domande dei giovani ricercatori, ne discuteranno il Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma S.Em. Card. Angelo De Donatis, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede Dott. Bernhard Kotsch, e il Prof. Augusto D’Angelo – Docente presso Sapienza Università di Roma e Responsabile dei Servizi ai senza fissa dimora della Comunità di Sant’Egidio a Roma.La serata, aperta a tutti ma soprattutto ai giovani e a quanti s’interessano alla costruzione civile della Città Eterna, sarà introdotta dai saluti del Rettore della Gregoriana, P. Nuno Da Silva Gonçalves S.J. e dal Dott. Nino Galetti, Direttore della Fondazione Adenauer in Italia, che ha patrocinato l’iniziativa. La conclusione sarà affidata allo stesso Mons. Sangalli, coordinatore di Scuola Sinderesi.Per partecipare in presenza è richiesta la registrazione online sul sito http://www.unigre.itSarà possibile seguire la diretta streaming all’indirizzo bit.y/scuolasinderesi È previsto un servizio di traduzione simultanea. http://www.unigre.it

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L’inflazione “made in the Usa” ora spaventa la Fed

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

A cura di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR.Solo un anno fa tutto questo sembrava impensabile. A dicembre 2020, la Fed si aspettava PCE inflation dell’1.8% in media nel 4Q21, ben 3.7% più bassa del dato reale (5.5%). Che cosa è successo? Come mai la Fed ha sottostimato così tanto l’inflazione? Capire che cosa è successo è importante. Sentiamo spesso dire che una politica fiscale molto espansiva, resa possibile dal QE della Fed, ha creato le condizioni per un boom di domanda negli Stati Uniti. Altri commentatori preferiscono porre l’accento sull’enorme crescita di M2, sostenendo che era solo questione di tempo prima che questa creasse tensioni sui prezzi. Entrambe queste teorie offrono una visione solamente parziale di quello che è successo. Vediamo perché. Primo, non c’è stato un boom di domanda in USA. È senz’altro vero che l’economia USA ha sovraperformato rispetto, ad esempio, all’Eurozona. Ma guardando i consumi reali delle famiglie, lo stimolo fiscale made in USA non ha fatto altro che riportarli sul trend pre-Covid. Un risultato eccezionale, se comparato alle performance di molti paesi, specialmente tra gli emergenti. Ma non certo un boom. Secondo, la relazione tra le masse monetarie e l’inflazione è abbastanza tenue. Spesso si fa riferimento all’identità M *V = P * Y (dove M è lo stock di moneta, V la velocità di circolazione della moneta e P*Y il PIL nominale). Ma proprio perché la velocità di circolazione non è stabile, qualsiasi tentativo di prevedere l’inflazione usando le dinamiche di M2 non avrebbe portato a buoni risultati negli ultimi tempi.Ma allora, che cosa è successo? Trovare una risposta convincente a questa domanda è importante per creare un framework che serva a interpretare i dati d’inflazione nei mesi a venire. Nei paragrafi che seguono faremo tre osservazioni legate ai dati in US, e nell’ultima sezione cercheremo di ampliare il raggio di analisi oltre gli Stati Uniti. Osservazione # 1. La pandemia ha portato a un cambiamento radicale del paniere di spesa. Dopo marzo 2020, i redditi dei consumatori USA sono stati sostenuti dalle politiche fiscali. Allo stesso tempo, i consumi sono cambiati come mai prima d’ora. Lavorando da casa, e con limitate possibilità di spendere in servizi (viaggi, ristoranti, cinema etc.), i consumatori hanno infatti ripiegato in maniera decisiva sui beni, in particolare quelli durevoli (elettrodomestici, auto, ecc). È stato infatti nei beni che c’è stato un vero boom, non certo nel consumo totale. La spesa nominale sui beni è 900bn USD superiore al trend pre-pandemico. La spesa sui servizi rimane ancora sotto il trend. Osservazione # 2. La stessa pandemia ha creato colli di bottiglia nella produzione. Quest’ultimi hanno impedito che l’offerta fosse sufficiente a incontrare questa enorme domanda di beni. Normalmente, quando la domanda sale, la produzione risponde. Ma se le politiche di lockdown, la difficile reperibilità di materiali, l’inefficienza delle (finora efficientissime) catene di valore generano colli di bottiglia, la produzione può non essere sufficiente. Ecco, quindi, che si creano tensioni sui prezzi dei beni durevoli. A vederla bene, la pandemia ha quindi creato un aggiustamento relativo dei prezzi più che inflazione generalizzata. Il trend più che decennale di deflazione di beni di consumo si è non solo interrotto, ma si è trasformato (a causa delle dinamiche di domanda/offerta di cui sopra) in forte inflazione. La fine di un’era, praticamente. Osservazione # 3. La chiave sta nei servizi. Se stiamo davvero per uscire dalla pandemia, è pertanto legittimo attendersi due cose. Primo, le tensioni dal lato dei prezzi dei beni scenderanno. Certo, potrebbero volerci diversi mesi prima di vedere una normalizzazione delle supply chains, ma è lecito attendersela.Inoltre, i consumatori sposteranno la loro spesa da beni a servizi. Facile quindi ipotizzare che l’inflazione sui beni di consumo sia destinata a normalizzarsi. Secondo, l’inflazione da servizi mostra dei rischi al rialzo. Il mercato del lavoro in USA mostra chiari segnali di overheating, con un tasso di disoccupazione del 3.9% e le offerte di lavoro (job openings) che sono addirittura 1.6 volte più alte del numero di disoccupati. I salari sono una componente importante del costo dei servizi, quindi delle dinamiche di cost-push sono senz’altro possibili nei prossimi mesi.Un discorso a parte merita l’inflazione da affitti (rents) che negli USA sembra destinata a salire gradualmente nei prossimi mesi a causa del boom del settore immobiliare USA. Infatti, man mano che scadono, i contratti di affitto vecchi si rinnovano ai prezzi più alti. L’aritmetica scomoda dell’inflazione (the uncomfortable arithmetic). L’inflazione da cibo ed energia dovrebbe scendere nei mesi a venire per ragioni tecniche. Assumendo infatti una stabilizzazione delle commodities ai livelli (alti) attuali, l’inflazione dovrebbe scendere per un puro effetto statistico: la comparazione con una base molto elevata. Per i beni, la fine del boom di domanda sui beni durevoli (legata alla fine della pandemia) e la normalizzazione delle supply chains dovrebbero portare a un rallentamento dell’inflazione, come detto in precedenza.Tutto bene, allora? Non proprio. La pressione sui servizi può tenere l’inflazione elevata a causa del suo peso molto elevato nel CPI (c. 60%), visto quanto la spesa dei consumatori USA sia spinta dai servizi. D’altronde questa è la norma nelle economie avanzate. I soli affitti pesano per un 33% del totale, per cui un aumento teorico dal 4% al 10% aggiungerebbe circa 2 punti all’inflazione attuale. Inflazione in chiara discesa nel 2022, ma rischi al rialzo. In conclusione, è chiaro che l’inflazione USA è elevata a causa di effetti pandemici, ma è altrettanto chiaro che i rischi sulla componente servizi sono notevoli e possono rallentare la discesa. Il consenso del mercato vede al momento l’inflazione al 2.6% in media in 4Q22 (Bloomberg PCE price index). La Fed è d’accordo ma i membri dell’FOMC vedono i rischi chiaramente al rialzo. Che succede se l’inflazione si rivela più alta delle attese? Se l’inflazione dovesse rallentare ma assestarsi sopra il 3-3.5%, sia i consumatori che il mercato dovrebbero con ogni probabilità rivedere al rialzo le loro attese d’inflazione nel medio periodo. A quel punto, la Fed non avrebbe altra scelta che indicare al mercato una stance di politica monetaria più aggressiva, e i tassi a medio/lungo periodo salirebbero. Probabilmente c’è ancora spazio per un rialzo dei tassi a lungo termine in USA. Che succede altrove? È evidente che ci sono componenti dell’inflazione che sono globali e quindi colpiscono tutti i paesi indiscriminatamente. Basti pensare alle bollette energetiche ad esempio. I paesi emergenti (EM) sono stati particolarmente colpiti visto che il peso delle componenti cibo ed energia sono molto più alte che altrove. In generale, le banche centrali in EM non possono lasciare che l’inflazione superi il loro target senza prendere contromisure, visto che le aspettative di inflazione non sono ancorate come nei mercati sviluppati. Questa è la ragione per la quale le banche centrali in EM hanno iniziato ad alzare i tassi già diversi mesi fa. Nei paesi nei quali ci sono già stati dei rialzi dei tassi importanti e l’inflazione sembra destinata a scendere nei prossimi trimestri, possono esserci opportunità interessanti sulla parte lunga delle curve del debito in valuta locale. Tra questi paesi ci sono ad esempio Colombia e Brasile, oltre ovviamente alla Russia (che ha però dinamiche chiaramente sui generis, visti i rischi geopolitici).In Europa, la BCE rimane (per ora) lontana dal rialzare i tassi, ma…Tra i paesi sviluppati, l’inflazione è chiaramente salita in maniera sensibile ma rimane ben al di sotto di quella US. Questo spiega come mai ad esempio la BCE sia per adesso molto più restia a iniziare a parlare di rialzi dei tassi. Non è da escludere tuttavia che, qualora l’inflazione sia headline che core dovesse superare le attese, anche la BCE possa effettuare un pivot verso una posizione più hawkish, come ha fatto la Fed in Q4. In quel caso, un rialzo dei tassi della BCE verso la fine del 2022 potrebbe diventare un’opzione credibile.

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«Buonanotte, signor Tom» di Michelle Magorian

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

La traduttrice Arianna Pelagalli racconta la sua esperienza con la traduzione di Buonanotte, signor Tom di Michelle Magorian. “Ambientato nella campagna inglese durante la Seconda guerra mondiale, Buonanotte, signor Tom narra le vicende di un ragazzino londinese, Willie, che viene mandato in un paesino rurale di nome Little Weirwold per sfuggire ai bombardamenti della capitale. Qui Willie impara a leggere e a scrivere, ma soprattutto impara che la vita può essere molto diversa dall’esistenza oppressiva e solitaria che aveva condotto sino a quel momento. Buonanotte, signor Tom è un libro per ragazzi che tocca moltissimi temi, dalla guerra all’amicizia, dal fanatismo religioso alla disparità di genere. Seguendo le vicende dei protagonisti, si osserva quella delicatissima fase di passaggio che separa (o meglio, unisce) l’infanzia dalla preadolescenza, ma si ragiona anche sull’età adulta e sulle responsabilità che questa porta inevitabilmente con sé. È un libro ricco di personaggi burberi caratterizzati però da un’insospettabile dolcezza, primo tra tutti il signor Tom del titolo, che si vede costretto, suo malgrado, ad accogliere in casa propria un timido e gracile sfollato proveniente da Londra, il quale, con suo enorme stupore, finirà per aiutarlo a uscire dal guscio in cui si era chiuso e ad abbracciare di nuovo la vita e la socialità a cui aveva, di fatto, voltato le spalle. Una delle maggiori sfide del testo, dal punto di vista traduttivo, era rappresentata dal modo di parlare del signor Tom, che si esprime in maniera molto caratterizzata, con una cadenza e dei modi di dire ben riconoscibili che il giovane Willie, nel corso della convivenza, arriverà a fare propri, sancendo così, anche a livello linguistico, il suo progressivo avvicinamento a Tom. L’evoluzione linguistica è un segno tangibile della crescita di Willie che, diventando grande, abbandona il modo di parlare appreso dalla madre e abbraccia le espressioni utilizzate da Tom e dai suoi nuovi amici.Buonanotte, signor Tom è, appunto, un romanzo sulla crescita, ma anche, e forse soprattutto, sulla rinascita. Willie finisce a Little Weirwold perché è costretto ad allontanarsi da Londra a causa della guerra, ma qui si sente finalmente libero di esprimere se stesso dopo che per tutta l’infanzia ha subito i soprusi di una madre bigotta e violenta. D’altro canto, anche Tom rinasce grazie all’arrivo di Willie, lasciandosi finalmente alle spalle il lutto che ha segnato la sua vita e ricominciando a guardare al futuro con ottimismo.Nel romanzo di Michelle Magorian nessuno dei protagonisti è esente dal dolore e ciascuno di loro deve continuamente fare i conti con situazioni difficili, tremende, a volte addirittura disumane. L’autrice ci offre uno spaccato di vita, specie di quella in tempo di guerra, senza però calcare troppo la mano sulla sofferenza e lasciando sempre uno spiraglio alla speranza. Gli episodi tristi e dolorosi che Willie deve affrontare gli danno l’opportunità di maturare, di far tesoro delle proprie esperienze e di comprendere il grandissimo valore della memoria”. By Arianna Pelagalli

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Dorothy Edwards: Sonata d’inverno

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Collana:Le strade Pagine:176 Prezzo cartaceo:€ 17 Prezzo eBook:€ 9.99. Traduzione di Francesca Frigerio In un piccolo villaggio della campagna inglese che sa di Jane Austen quanto di Čechov, mentre l’inverno imbianca il paesaggio si dipanano le vicende sentimentali e sociali di una piccola comunità: due sorelle corteggiate a intermittenza, un cugino che non sa cosa fare di sé, una ragazzina ribelle che cerca di evadere da un contesto familiare soffocante, e il forestiero Arnold Nettle, giovane e cagionevole musicista trasferitosi in campagna per fuggire l’inverno cittadino. Le lunghe serate trascorrono tra goffe conversazioni ed esibizioni musicali che sono le sole ad animare la calma che avvolge il paese. Tutti, in cuor loro, aspirano a qualche indefinito mutamento, sperano in un attimo epifanico che possa imprimere alla vita un corso più deciso, ma la voce dei protagonisti rimane in gola, così come il rumore dei passi si perde nel silenzio ovattato dell’inverno. La solitudine della condizione umana è la grande protagonista di questa storia, tratteggiata con pochi tocchi delicati, simili a quelli che animano le corde del violoncello suonato nelle buie sere invernali. Dorothy Edwards firma un romanzo quieto, intimo, nel quale lo stato d’animo dei personaggi prende corpo accordandosi con la musica e con il paesaggio, mentre si comincia a intravedere, in fondo alle strade innevate, l’inevitabile arrivo della primavera.

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Assiom Forex con Visco

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Parma 11 e 12 febbraio per il ventottesimo Congresso Assiom Forex che si terrà in modalità ibrida con la diretta streaming dall’auditorium Green Life di Crédit Agricole. Sabato 12 febbraio, dopo i lavori del mattino che si concluderanno con il tradizionale intervento del Governatore Ignazio Visco, alle 14,30 si terrà la tavola rotonda organizzata dall’agenzia economico finanziaria Radiocor – Il Sole 24 Ore, moderata dal Direttore Fabio Tamburini. L’incontro sarà aperto da un’intervista a Dario Scannapieco, amministratore delegato e direttore generale della Cassa depositi e prestiti, alla sua prima uscita pubblica.Con Scannapieco seguirà un dibattito con la presenza di Ivana Bonnet (senior country officer Crédit Agricole corporate e investment banking), Emanuele Orsini (vice presidente Confindustria per il credito, la finanza e il fisco), Cinzia Tagliabue (Ceo Italy Amundi) e Giovanni Tria (economista, consigliere economico del ministero dello Sviluppo Economico, già ministro dell’Economia).Il titolo dell’incontro organizzato da Radiocor è “Imprese al bivio tra nuova finanza e applicazione del Pnrr”. Sotto esame sul palco di Parma lo stato dell’economia dopo la pandemia, il ruolo della Cdp e delle banche nel rilancio del Paese con il supporto delle risorse fornite dall’applicazione Pnrr, il futuro delle imprese e del tessuto produttivo. Sia l’intervento del Governatore della Banca d’Italia sia la tavola rotonda di Radiocor, entrambi organizzati in presenza, saranno comunque trasmessi sabato in diretta sul sito Assiom Forex e su http://www.ilsole24ore.com.

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eFuels in International Energy Partnerships

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Berlin.Green hydrogen and eFuels could become a cornerstone of a carbon-neutral global energy system, while boosting economies around the world, a group of leading policy makers, experts, scientists and companies agreed at a high level event on the creation of an international ecosystem for green hydrogen.The digital event, featuring eFuel Alliance Chair Dr. Monika Griefahn and Ralf Diemer, Executive Director of the eFuel Alliance focused on the scale of the task confronting international policy makers, highlighting the fact that fighting climate change is a global challenge that requires global solutions.Panelists were Tanja Gönner, Board Spokesperson, Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ) GmbH; Dr. Stefan Liebing, Chairman, Afrika-Verein der deutschen Wirtschaft; Jochen Bard, Head of Energy Process Engineering, Fraunhofer Institute for Energy Economics and Energy Systems Technology; Clara Bowman, Managing Director, HIF Global, Chile; Janita Naidoo, Head of Strategy, Growth and Innovation, Sasol, South Africa; and James Mnyupe, Advisor to the President of the Republic of Namibia.All participants agreed that carbon neutral energy sources offer enormous potential – both for the climate and for the economy. It is already clear, the experts said, that the EU is far from self-sufficiency in renewable energy production and will therefore be dependent on imports. The speakers pointed to the fact that hydrogen and its derivatives could be produced most efficiently and cost-effectively in locations with an abundance of sun and wind. In addition to the availability of sun and wind, however, the allocation of financial resources must first be clarified. Furthermore, eFuels, a hydrogen derivative, can be transported over long distances through the existing infrastructure and used in different sectors. Unlike solutions that depend on electrification, they do not have to be produced on site. Also discussed was the fact that investment in the production of green hydrogen have a positive impact on the economy and employment situation of producer countries. For example, the production of 10% eFuels for the EU market alone – as recent studies have shown – could create up to 278,700 jobs in countries of origin not only in Africa and the Middle East, but also in large parts of Central and South America, Asia and Australia. Economically weaker countries would benefit, as would those heavily dependent on fossil fuel exports. Namibia, for example, has set itself the goal of becoming a major player in the global market for green hydrogen. This would result in a shift in trade relations: nations that until now have been dependent on other countries’ help instead become trading partners. Further research, using Morocco as an example, shows that every euro invested in eFuels generates an additional 12 euros of value added locally. The end result can be a series of markets around the globe, with many regions benefiting from the value created. Of course, when establishing international energy partnerships, environmental and social criteria must be strictly adhered to in the countries of origin. The experts agreed that an export of eFuels should only be possible under these conditions.

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Missione italiana in Pakistan: scoperto uno dei più antichi templi buddhisti nel Gandhara

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

La scoperta di uno dei più antichi templi buddhisti al mondo nell’antica città di Barikot, nella regione dello Swat, è il frutto dell’ultima campagna di scavo della missione italiana in Pakistan. La datazione si attesta intorno alla seconda metà del II secolo a.C., ma probabilmente risale ad età più antica, al periodo Maurya, dunque III secolo a.C., ma solo le datazioni al radiocarbonio (C14) ce ne daranno certezza. La scoperta getta una nuova luce sulle forme del buddhismo antico e la sua espansione nell’antico Gandhara e aggiunge un nuovo tassello a ciò che si conosce sull’antica città. Direttore di quella che è la più antica missione archeologica italiana attiva in Asia è da diversi anni il professor Luca Maria Olivieri dell’Università Ca’ Foscari Venezia (Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea). La missione fondata nel 1955 da Giuseppe Tucci è gestita dal 2021 anche dall’ Ateneo veneziano in collaborazione con l’ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente), con il co-finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con il dipartimento provinciale pakistano di archeologia (DOAM KP) e con il locale Swat Museum. “La scoperta di un grande monumento religioso fondato in età indo-greca rimanda senz’altro ad un grande ed antico centro di culto e di pellegrinaggio”, ha spiegato Olivieri, evidenziando che “lo Swat è terra sacra del Buddhismo già in età indogreca”.

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Risorse umane: La maggior sfida per le aziende italiane nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Secondo una recente ricerca di SD Worx, leader europeo nei servizi di gestione delle risorse umane e delle paghe, in tutta Europa, e in particolare in Italia, la cura dei dipendenti sarà la priorità per le aziende nei prossimi 12 mesi.”La pandemia ha avuto un serio impatto su come organizziamo il nostro lavoro. Per questo le aziende stanno investendo più tempo e sforzi nel loro asset più importante: le persone. Le aziende si dovranno prendere cura dei propri dipendenti in modo genuino, più che mai, e questa è la loro principale sfida per il prossimo anno”, ha dichiarato Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx Italy.A confermarlo i dati provenienti da uno studio annuale, “The Future of Work and People”, che SD Worx ha realizzato coinvolgendo più di 2700 responsabili HR e 5000 dipendenti in tutta Europa. “Le ricadute delle prime ondate di Covid e la successiva incertezza economica sono state affrontate. Ora è il momento di tornare a concentrarsi sulla crescita. E questo ispira le aziende a rimettere al centro il capitale più importante: le persone. Le 5 principali sfide HR, per quanto riguarda la metà delle aziende europee, riguardano la (ri)connessione con la forza lavoro e la sua responsabilizzazione: il benessere e la resilienza dei dipendenti, l’esperienza dei dipendenti nella relazione con l’azienda ed il loro grado di coinvolgimento, l’attrazione di nuovi talenti, l’occupabilità sostenibile, lo sviluppo dei talenti” ha affermato Federico Fedele che ha poi aggiunto: “L’Italia non fa eccezione: il benessere e la resilienza dei dipendenti sono al primo posto nella lista delle priorità”.

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Economia: Le tre domande chiave per il 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. I colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento globali, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la domanda dilagante hanno portato ad un aumento eccessivo dei prezzi nell’ultimo trimestre del 2021. Per il nuovo anno, i mercati si aspettano che l’inflazione si normalizzi gradualmente e che i tassi nominali tendano ai target politici. La prospettiva di una graduale riduzione del tasso di inflazione sembra essere confermata dai miglioramenti a cui si sta assistendo dal lato della catena di approvvigionamento, oltre che dal contenimento degli effetti a catena causati dalle quarantene. In questo contesto la prima domanda chiave è se, e in che misura, le obbligazioni indicizzate all’inflazione e l’oro continueranno a contribuire alla performance degli investitori. L’oro continua ad avere buone prospettive, sia come copertura dall’inflazione che come diversificatore di portafoglio. Per quanto riguarda gli inflation linkers, lo spazio per un’ulteriore crescita sembra limitato, dal momento che questi prodotti si comportano bene in presenza di shock inflazionistici, cosa che sembra molto meno probabile nel 2022. Questo potrebbe quindi essere un buon momento per ridurre la quota di linkers in portafoglio. Il secondo tema chiave è se i titoli “value” sovraperformeranno o meno i titoli “growth”, che tendono a soffrire di più durante i periodi di tassi elevati, a causa della loro leva relativamente alta e perché i loro ricavi previsti sono meno certi e più lontani nel tempo. Di conseguenza, sarà importante monitorare le performance relative e l’impatto dell’inflazione nelle prime settimane del 2022, per capire se sia tempo di tornare a puntare sui titoli value, come accaduto nel 2020.Dopo mesi di trattative, Joe Biden non è stato in grado di convincere abbastanza senatori a sostenere il suo piano fiscale di circa 2 trilioni di dollari. Attualmente il pacchetto è già stato ridotto a 1,75 trilioni di dollari nel tentativo di convincere i senatori democratici “ribelli” ad appoggiare il piano. Per ora sembra che la difficoltà a far passare il provvedimento abbia effettivamente ridotto le aspettative di inflazione, rafforzando le argomentazioni per una normalizzazione dei tassi nel 2022. Non è facile quantificare l’effetto che avrebbe la potenziale approvazione del piano fiscale di Biden o un suo ulteriore taglio e occorrerà monitorare da vicino la situazione politica statunitense e il suo impatto sull’inclinazione della curva dei tassi. Pertanto, la domanda chiave è se il mercato azionario statunitense continuerà a sovraperformare il resto dei mercati sviluppati, nonostante i modelli abbiano identificato un premio per il rischio azionario più elevato in Europa per il 2022. C’è una possibilità che i mercati stiano sottovalutando il potenziale del piano Biden? O, al contrario, le azioni americane sono troppo costose, in particolare dopo il rally di Natale? Nel 2022 l’azionario europeo dovrebbe essere favorito rispetto agli Stati Uniti?Come è noto, la variante Omicron si è diffusa rapidamente in tutta Europa e negli Stati Uniti in dicembre. In una fase iniziale il mercato ha reagito con nervosismo, poi gradatamente rientrato. I tassi di trasmissione più elevati sono compensati da un tasso di mortalità significativamente più basso e da sintomi molto più lievi rispetto alle precedenti varianti del virus. Di conseguenza, sembra improbabile la necessità di misure di contenimento severe, in particolare nei Paesi con tassi di vaccinazione più elevati. È presto per dichiarare “endemico” il Covid-19, ma i mercati sembrano scommettere sul lieto fine, anche se la situazione dovrà essere tenuta sotto osservazione, specialmente per i Paesi in via di sviluppo. Occorre monitorare se Omicron si dimostrerà o meno abbastanza potente da portare a nuove misure di lockdown generalizzate. Nei mercati sviluppati, il rischio chiave da monitorare è il potenziale impatto di Omicron sulla domanda e sull’inflazione. Per quanto riguarda i mercati emergenti, l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla quantificazione del rischio di ulteriori colli di bottiglia e di aumento dei prezzi delle materie prime. Una possibile protezione da uno scenario negativo potrebbe essere quella di aumentare l’esposizione alle materie prime.

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