Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 2 febbraio 2022

Monica Vitti ci ha lasciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

“Profondo dolore per la scomparsa di Monica Vitti, stella assoluta del panorama cinematografico italiano e internazionale. I suoi film, le sue capacità artistiche, il suo straordinario talento, la sua bellezza sconvolgente rimarranno per sempre scolpiti nella nostra storia e nella nostra memoria. Una grande tra i grandi: le sue interpretazioni magistrali e la sua inconfondibile voce continueranno a farci divertire, sognare e commuovere. Alla sua famiglia il pensiero e l’abbraccio di Fratelli d’Italia”. Lo dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Teatro: Con il naso in su

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

Roma Dal 17 al 20 febbraio 2022 Teatro Trastevere Il Posto delle Idee via Jacopa de’ Settesoli 3 (Da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17:30) di Andrea Zanacchi con Andrea Zanacchi. violoncello Laura Benvenga regia Antonio Grosso. Un parchetto di quartiere. Un cumulo di cianfrusaglie. Un angolo da chiamare casa. Un barbone che parla ad un “giovane” capitato lì per caso. Non una confessione, semplicemente il racconto della propria vita. Una fotografia delle speranze e delle delusioni di una generazione a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo. Una storia legata alle gioie e alle contraddizioni di una nazione: “ Hai capito? Io ho fatto parte della storia. La storia mi ha attraversato…”. Nino, il nostro protagonista, con il cuore tra le dita, si rivolge a Marco con il solo desiderio di infondere speranza. In un momento storico in cui i ragazzi crescono schivi, disinteressati, incattiviti, dove “Diverso”, “Accoglienza” sono parole d’uso quotidiano, “Con il naso in su” è un invito a non perdere la propria umanità. Ogni persona racchiude in sè una storia che vale la pena ascoltare. Nella pièce, commedia e dramma si mescolano alla perfezione dando vita ad un spettacolo coinvolgente. “Con il naso in su” è un punto di vista, uno stile di vita…una speranza.”Con il Naso in su” porta in scena l’essenza dell’essere umano. Non si tratta solamente di un monologo, è la storia che tutti noi vorremmo sentirci raccontare, è il personaggio che almeno una volta nella vita, vorremmo incontrare. Andrea Zanacchi, intraprende un viaggio all’esplorazione dell’universo emotivo di un Barbone in cui il pubblico non può fare a meno di riconoscersi. Passando abilmente dalla narrazione alle sfumature dei tanti personaggi che prendono vita nella pièce, Andrea non ci racconta soltanto una storia ma cento, mille altre vite attraversate, inconsapevolmente, dalla medesima storia che si lega a quella del nostro paese. Come regista, il mio intento è stato quello di esprimere nel modo migliore le suggestioni che il testo mi ha suggerito coniugandole al mio linguaggio. Ed ecco che tutto questo è nato e cresciuto in un solo attore: Andrea Zanacchi. Cit. Antonio Grosso biglietti interi 12 – ridotti 10 (prevista tessera associativa) http://www.teatrotrastevere.it

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L’auto ibrida o elettrica entra nella lista dei desideri degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

In Italia il 78% degli intenzionati ad acquistare un’auto indica che la loro prossima macchina sarà ibrida o elettrica, una percentuale che è di 56 punti superiore rispetto a coloro che opteranno invece per un veicolo diesel o a benzina (22%). Nello specifico, il 51% sceglierebbe un veicolo ibrido e il 27% opterebbe per un veicolo elettrico. Gli over 65 sono particolarmente interessati all’acquisto di un veicolo ibrido (61%), mentre per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni l’auto a benzina o a diesel sarebbe l’opzione che gradirebbero di meno (25%). Tra i giovani italiani la tendenza ampiamente prevalente è quella di scegliere un veicolo elettrico (39%) o ibrido (36%). Solo una piccola minoranza della popolazione italiana complessiva afferma di non possedere un’auto al momento (6%) né di avere l’intenzione di farlo, con una percentuale che è di sette punti inferiore alla media europea (13%). Nell’insieme, gli italiani – come gli spagnoli – sembrano più inclini a passare alle nuove tecnologie in fatto di auto rispetto ai cittadini di altri paesi dell’UE, per i quali il passaggio è meno marcato. Il 78% degli italiani dichiara che la loro prossima auto sarà ibrida o elettrica, con una percentuale dunque analoga agli spagnoli (78%). In confronto, il 61% dei francesi e il 52% dei tedeschi sono dello stesso parere.Nello specifico, gli italiani sembrano più inclini a scegliere veicoli ibridi, con una percentuale del 51% di persone che indicano questa intenzione di acquisto per la loro prossima auto, ovvero una percentuale superiore di 23 punti rispetto a quella tedesca (28%), di 13 punti rispetto a quella francese (38%) e di 6 punti rispetto a quella spagnola (45%).Riguardo alla preferenza per l’auto elettrica, il 27% degli intenzionati all’acquisto italiani è a favore di questo tipo di veicolo come loro prossima auto anche se in misura inferiore rispetto agli spagnoli (34%). Esprimono più riserve all’acquisto di un’auto elettrica i tedeschi e i francesi (stessa percentuale, 23%)In Europa, in generale, chi acquista un’auto tende a privilegiare i veicoli ibridi (39%), mentre i veicoli a benzina o a diesel sono al secondo posto (33%) e le auto elettriche al terzo (28%). In Cina, chi acquista un’auto tendenzialmente opta per un’auto elettrica (44%), gli americani come prima scelta opterebbero per un veicolo ibrido (38%), come seconda scelta per un veicolo a benzina o a diesel (33%) e poi per un’auto elettrica (29%).

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In Cina parte l’anno della Tigre ma gli investitori non devono avere paura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

A cura di Jimmy Chen, Portfolio Manager del fondo Comgest Growth China. La Cina si prepara a celebrare l’inizio dell’Anno della Tigre il 1° febbraio 2022. Secondo Comgest, ci sono molteplici opportunità di crescita e di stock picking, nonostante il giro di vite normativo che ha spaventato così tanto gli investitori stranieri nel 2021.La Cina offre agli investitori internazionali una diversificazione rispetto ai mercati sviluppati. Con il PE della Cina rispetto agli Stati Uniti vicino al picco del decennio e la forte crescita stimata degli utili, la bassa correlazione potrebbe giocare a favore delle azioni cinesi nell’anno della Tigre. La Cina richiede un atteggiamento un po’ contrarian, dato che la Cina ha spesso avuto una forte performance quando sembrava essere in crisi.È molto improbabile che nell’anno della Tigre si ripeta il giro di vite normativo dell’anno del Bue. Questo non perché la spinta della ‘Prosperità comune’ sia finita, tutt’altro. Piuttosto, il governo cinese ha un obiettivo a lungo termine per consentire a un numero maggiore di cittadini l’accesso a uno stile di vita tipico della classe media.Gli stock picker come Comgest hanno bisogno di considerare l’agenda del governo e il rischio normativo nella propria selezione di titoli. La prosperità comune è vista da molti soltanto in maniera negativa, ma in realtà offre molte opportunità agli investitori a lungo termine. Non dimentichiamo che la Cina è la patria di alcune aziende incredibilmente dinamiche e innovative. Prendiamo come esempio i videogiochi e, in particolare, i giochi per dispositivi mobili, che rappresentano una grande esportazione a livello culturale della Cina – l’equivalente cinese dei film di Hollywood. Aziende come Tencent e Netease hanno un enorme mercato interno per affinare le loro competenze e per costruire economie di scala nel gaming. Tencent ha imparato in fretta, con la pulizia normativa che coinvolge i giochi, i social media e l’eCommerce. Sono tutti nel mirino delle autorità cinesi. Un ripensamento ha portato Tencent ad adottare un approccio di investimento più cauto in Cina nell’ultimo anno. Ora, invece la società si sta concentrando maggiormente sull’espansione all’estero. Sulla base della sua onnipresente app WeChat, il suo predominio nel mercato cinese dei giochi e i suoi investimenti all’estero, crediamo che l’azienda sarà in grado di prolungare il suo percorso di crescita dell’ultimo decennio. Tencent è attualmente la posizione più grande del fondo Comgest Growth China. Con un forte sostegno statale e l’ambizione di rendere la Cina un polo produttivo ad alta tecnologia, le aziende cinesi hanno sviluppato un know-how tecnologico in mercati in crescita nascenti come la mobilità elettrica. Grazie alla tecnologia e alla produzione all’avanguardia, gli operatori più dinamici possono conquistare ampie parti del mercato. Uno dei nostri investimenti è Bafang Electric, uno dei maggiori produttori di motori elettrici per biciclette elettriche. È un’azienda ancora giovane, fondata nel 2003, e già in competizione con Shimano e Bosch. Il mercato sanitario cinese si sta aggiornando rapidamente, poiché la Cina vuole migliorare la sanità pubblica. Il paese ha dato un grande impulso alla ricerca e allo sviluppo per cercare di mettersi al passo con gli attori occidentali. Noi investiamo in WuXi Biologics, per esempio. La società è già diventata il più grande partner di outsourcing per l’industria biofarmaceutica globale nella scoperta e nello sviluppo di farmaci biologici. Grazie al suo enorme successo nel mercato dell’esportazione, il 70% delle sue entrate viene ora da fuori della Cina. (abstract)

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“Capodanno cinese – Nell’anno della tigre, focus su prosperità e produttività”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

A cura di George Gosden, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Asian Equity Income, e Jin Xu, gestore azionario Cina di Columbia Threadneedle Investments. Il 2022 ci aspettiamo possa essere un anno interessante per il mercato azionario cinese, data la promessa della People’s Bank of China (PBoC) di utilizzare strumenti monetari per stimolare l’economia e la crescita. Gli Stati Uniti e la Cina passeranno l’anno a divergere in tema di politica monetaria con, da un lato, la Fed che sta accelerando sui rialzi dei tassi, e, dall’altro, la Cina che ha appena iniziato un ciclo di allentamento. L’anno scorso, il reset normativo della Cina ha fatto notizia, insieme alla sua politica “zero Covid” e al deleveraging nel settore immobiliare. Ma crediamo che abbiano superato il punto di maggior sofferenza.Ci aspettiamo che il ciclo normativo – iniziato alla fine del 2020 – sia più prevedibile con le elezioni di quest’anno, con il Governo concentrato sul concetto di prosperità comune. Riteniamo che lo smantellamento del settore privato (che rappresenta il 60% del PIL cinese e impiega l’80% della popolazione urbana non sia l’obiettivo del Governo. Riteniamo che molti degli obiettivi politici siano, infatti, presenti nella “lista dei desideri” delle economie occidentali, come ad esempio, la tutela della riservatezza dei dati personali e il contenimento di pratiche monopolistiche. Tutto questo non può che rivelarsi positivo nel lungo termine, una conseguente riduzione della disuguaglianza economica e un aumento della classe media che, probabilmente, accelererà il riequilibrio economico e porterà a far crescere i consumi.le misure di deleveraging nel settore immobiliare stanno mostrando segni di allentamento, ad esempio nella disponibilità di mutui. In futuro, ci aspettiamo un progressivo allentamento monetario e fiscale. Recentemente abbiamo già assistito ad alcune di queste misure, con la PBoC che ha annunciato tagli al coefficiente di riserva obbligatoria alla fine del 2021 e tagli ai tassi di interesse a gennaio 2022.Il nostro obiettivo è quello di investire con il vento in poppa della politica cinese e crediamo che molti settori beneficeranno dell’agenda del Governo che si sta concentrando su temi quali la prosperità e la produttività. Nel 2020, il PIL pro capite della Cina ha raggiunto i 10.000 dollari, un terzo del PIL pro capite della Corea pari a 31.000 dollari e un sesto del PIL pro capite degli Stati Uniti pari a 63.000 dollari. Questo potenziale di crescita offre diverse opportunità per gli investitori attivi a lungo termine.Uno dei temi principali nei nostri portafogli è il tema della decarbonizzazione – dato che la Cina cerca di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e diventare carbon-neutral entro il 2060. Il nostro team dà molta importanza agli investimenti responsabili e diventeranno sempre più centrali nel corso del 2022. Abbiamo anche identificato e investito in diversi titoli nella catena di fornitura dei veicoli elettrici e nello spazio delle energie rinnovabili. Crediamo che le opportunità di crescita strutturali debbano rimanere il nucleo dei nostri portafogli, e stiamo adottando un approccio bilanciato con società di crescita ciclica di qualità. Molti investitori sono eccessivamente concentrati su considerazioni top-down e stanno trascurando i fattori fondamentali e ambientali, sociali e di governance specifici delle aziende; pertanto, stiamo continuamente aggiornando i titoli nei nostri portafogli tenendo conto della volatilità del mercato.

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Fiera della meccanica&subfornitura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

Parma e Ceu-Ucimu hanno fissato le date di Mecfor, la nuova fiera della meccanica e subfornitura, la cui prima edizione era slittata a causa dell’emergenza pandemica: si terrà dal 24 al 26 maggio 2022 nel Padiglione 2 del quartiere fieristico di Parma. La manifestazione, organizzata in joint venture tra i partners, aggregherà in modo innovativo tre sezioni corrispondenti ad altrettanti saloni indipendenti e perfettamente sincroni con la domanda del mercato di flessibilità produttiva, di macchinari innovativi e rispondenti ai criteri di sostenibilità ambientale: Subfornitura, Revamping e Turning, tre sezioni e due visioni industriali differenti e sinergiche, quella dell’industria manifatturiera da un lato e della lavorazione conto terzi dall’altro.La prima edizione di Mecfor sarà una mostra che affiancherà all’esposizione delle aziende del settore anche una convegnistica caratterizzata da due eventi.Il primo sarà il convegno di apertura del 24 maggio che avrà un focus specifico sul revamping delle macchine utensili. Intitolato “Il Revamping nell’ ambito di transizione 4.0 ” indagherà il tema del ricondizionamento delle macchine utensili e la sua evoluzione verso la mission indicata da transizione 4.0. Tra i relatori: i rappresentanti delle aziende impegnate nel revamping, esperti, rappresentanti delle istituzioni governative.Il secondo, si terrà il 25 maggio, intitolato “Subfornitura e Sostenibilità ” sulla sostenibilità intesa come nuova condizione necessaria per la subfornitura nei comparti della meccanica. Strutturato come tavola rotonda, vedrà la presenza di esperti e rappresentanti di aziende della meccanica e della subfornitura.

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Italia 20esima in Europa per digitalizzazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

Nonostante la spinta della pandemia, gli importanti piani di investimento messi in campo e i risultati nelle piattaforme abilitanti come SPID, ANPR, PagoPA o l’App IO, l’Italia si conferma agli ultimi posti in Europa per livello di digitalizzazione. Secondo i risultati dei Digital Maturity Indexes, elaborati dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, nel 2021 il nostro Paese si colloca in 17esima posizione tra i 27 Stati dell’UE per fattori abilitanti la trasformazione digitale e solo in 23esima per effettivo livello di digitalizzazione, con un gap rispetto alla media europea in particolare nel capitale umano.Ma il nostro Paese oggi ha una grande opportunità, quella del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che complessivamente dedica a iniziative di digitalizzazione oltre 65 miliardi di euro nelle sue 6 missioni (ben di più dei 40 miliardi di euro della sola missione 1, specificamente dedicata alla transizione digitale). Il ruolo chiave nell’attuazione sarà della Pubblica Amministrazione, a cui è destinato almeno il 60% delle risorse tra PA centrali, locali o imprese pubbliche. Gli investimenti del PNRR destinati specificatamente alla trasformazione digitale della PA ammontano a 9,72 miliardi di euro, di cui 6,14 per la digitalizzazione della PA stessa, 1,27 miliardi per l’innovazione della macchina pubblica, 2,31 miliardi per l’innovazione della giustizia.Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano*, presentata oggi al convegno “Il digitale per la ripresa e la resilienza: connecting the dots”. “Per concretizzare tutto il potenziale di trasformazione digitale associato al PNRR è necessario ‘unire i puntini’, raccordando visioni, risorse e sforzi che, se non ben allineati, rischiano di far perdere tempo ed energie – spiega Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale. Bisogna raccordare infatti il PNRR con gli altri piani strategici, le risorse previste con le altre disponibili per la trasformazione digitale, il centro con i territori, le esigenze di breve con quelle di lungo periodo. Per cogliere a pieno le opportunità di digitalizzazione del Paese, inoltre, la PA deve configurarsi come piattaforma di innovazione capace di lavorare con le imprese, con capacità progettuali e di cooperazione strategica”.Il DESI Regionale. L’ultima edizione del Digital Economy and Society Index della Commissione Europea, su dati 2020, colloca l’Italia tra gli ultimi Paesi in Europa sul fronte del digitale, al 20esimo posto su 27, una posizione in meno rispetto all’anno precedente. In particolare, è 25esima per diffusione delle competenze digitali, 23esima per connettività, decima per digitalizzazione delle imprese e 18esima per digitalizzazione della PA.Per un quadro più preciso della situazione a livello italiano, l’Osservatorio ha elaborato assieme alle regioni e ad altri stakeholder pubblici e privati un DESI per le Regioni e la Province Autonome, da cui emerge un forte divario territoriale, ma anche una distanza significativa con il resto d’Europa, anche per le aree più avanzate. Il primato nel ranking va alla Provincia Autonoma di Trento con un punteggio di 57,5 (rispetto alla media italiana, pari a 50), seguita da Lombardia, con 56,2 punti, e Provincia Autonoma di Bolzano, con 56,1. Vengono poi Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Liguria sopra la media italiana, e ancora Veneto, Valle D’Aosta, Umbria, Puglia, Sardegna, Campania, Marche, Abruzzo, Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise, a chiudere la classifica. Sette delle nove regioni con un punteggio superiore alla media italiana sono del Nord e due del Centro. Sotto la media italiana, si collocano tutte le regioni del mezzogiorno e 3 del Centro-Nord. (abstract)

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Scuola: Maturità, si torna a due scritti più l’orale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

È tutto pronto per la pubblicazione dell’ordinanza per l’Esame di Stato che partirà il prossimo 22 giugno: il ministro Patrizio Bianchi le ha inviate oggi al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, per il previsto parere. Il ministero dell’Istruzione ha spiegato che “nei documenti predisposti è previsto il ritorno delle prove scritte, sia nell’Esame del primo che del secondo ciclo di istruzione, con alcune specifiche”: per la maturità ogni singola commissione deciderà la seconda prova, a seconda del programma svolto. Le ordinanze sono anche state illustrate anche ai sindacati. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “pensare di ritornare alla normalità quando gli alunni in una classe su tre sono in DAD o in DDI significa negare la realtà: comprendiamo i buoni propositi del Ministero, ma fanno bene gli studenti a protestare”.

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GAM Systematic amplia il team con la nomina di un analista senior

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

GAM Investments ha annunciato oggi la nomina di Vladimir Kobelev in qualità di analista senior del team GAM Systematic Alternative Risk Premia. Vladimir vive a Londra e riferirà a Paolo Scripelliti, co-responsabile di Alternative Risk Premia.Nel suo nuovo ruolo, Vladimir si unirà al team responsabile di attuare un processo di ricerca disciplinato per creare, implementare in modo sistematico e negoziare a costi vantaggiosi i premi di rischio. Il team Alternative Risk Premia di GAM Systematic punta normalmente a circa 15 strategie sui premi di rischio attraverso le strategie value, momentum e carry. In questo modo, il team tenta di fornire rendimenti costanti con una bassa correlazione ad azioni e obbligazioni e incentrati sulla conservazione del capitale. Vladimir si unisce a GAM dopo aver ricoperto per quattro anni il ruolo di co-gestore alternative risk premia presso Pacific Asset Management. In precedenza, ha lavorato per nove anni a Deutsche Bank, ricoprendo da ultimo il ruolo di responsabile delle negoziazioni di derivati in valuta estera e tassi d’interesse. Vladimir ha conseguito un PhD in fisica presso l’Accademia russa delle scienze e un MSc in finanza computazionale presso la Carnegie Mellon University. Ha inoltre ottenuto una certificazione in machine learning dalla Stanford University.

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9 Ottobre 1982, la fuga di Al Zomar dopo l’attentato alla Sinagoga di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

A prima vista potrebbe sembrare una storia italiana. Una di quelle che ha caratterizzato i primi decenni della storia repubblicana. Un attentato di cui non si conoscono i veri mandanti, ma solo la manovalanza, spesso neanche per intero. Perché in Italia, durante gli Anni Piombo si sono conosciute le identità di molte vittime e di pochi carnefici.È la storia di Osama Abdel Al Zomar, condannato in contumacia per il reato di strage dalla corte d’appello di Roma nel 1991, perché accusato di far parte del commando che il 9 ottobre 1982 sparò all’impazzata contro la folla che stava uscendo dalla Sinagoga Maggiore della capitale, uccidendo il piccolo Stefano Gay Taché di soli due e anni e ferendo 37 persone.Secondo la ricostruzione dell’allora fidanzata italiana, Osama Abdel Al Zomar avrebbe avuto il ruolo di basista nell’atto terroristico che colpì al cuore l’ebraismo romano.Intervistata negli ultimi giorni da Repubblica, l’attuale professoressa di 62 anni ha detto che la sera del 9 ottobre parlò con lui dell’attentato dopo aver sentito la notizia al TG1: “Discutemmo, perché lui provava a giustificarli. Qualche giorno dopo mi disse che aveva avuto un ruolo, come basista. E poi scappò”. Qualcosa però nelle settimane precedenti aveva insospettito la donna: l’acquisto di una Mercedes da parte dello “squattrinato” Al Zomar. La segnalazione allora riuscì a portare all’automobile e al suo proprietario grazie a una multa in una zona vicina al quartiere ebraico romano. Almeno così dissero le autorità italiane, che su quel maledetto giorno avrebbero ancora molte cose da rivelare. Degli attentatori, quindi, solo Al Zomar venne individuato, gli altri (di cui non si conosce l’esatto numero) furono inghiottiti dai segreti della storia grazie a coperture logistiche locali e internazionali. Osama Abdel Al Zomar fece la sua ricomparsa in Grecia meno di un mese dopo l’attentato. Era il 20 novembre 1982, giorno in cui il terrorista palestinese venne arrestato al confine turco, perché nella sua auto, con la targa di Bari, venne trovato un carico di esplosivo. Condannato per traffico di armi fu rilasciato dopo un periodo nelle carceri greche. Rilasciato, riuscì a raggiungere la Libia, nonostante le richieste di estradizione avanzate dall’Italia al governo di Atene.Dal 1991 di Al Zomar non si hanno notizie. Secondo alcuni fonti pare siamo rimasto in Libia fino alla caduta del regime di Gheddafi, secondo altre sembra sia morto assieme ai suoi segreti.Le domande sono diverse. Quali sono le reti logistiche che hanno permesso ad Al Zomar (come gli altri attentatori del 9 ottobre 1982) di fuggire dall’Italia? Dal 9 ottobre al 20 novembre 1982, dove è stato? L’esplosivo ritrovato nella sua automobile a chi e per cosa era destinato? Perché la Grecia si è opposta all’estradizione in Italia? Magari per patti segreti, che oggi come allora, sono inconfessabili…

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Rinvenuti in Israele vicino al lago di Galilea i resti di un insediamento di 23.000 anni fa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

Uno studio pubblicato in data 26 gennaio scorso sulla rivista PLOS ONE dal team dell’Istituto di Archeologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme (HU) ha messo in evidenza i ritrovamenti di resti di un campo di pescatori-cacciatori-raccoglitori precedentemente sommerso sulle rive del Lago di Galilea di circa 23.000 anni fa. Attraverso un’attenta analisi della varietà e dell’uso dei resti di animali, il team ha concluso che questi sopravvissuti all’ultima era glaciale prosperavano mentre la maggior parte dei loro contemporanei, in altre parti del mondo, erano quasi affamati, a causa delle temperatura estremamente fredde.Il sito israeliano, noto come Ohalo II, fu occupato alla fine della massima espansione dell’ultima era glaciale (“Last Glacial Maximum”), tra 23.500-22.500 anni fa. Ohalo II è noto per l’eccellente conservazione delle sue capanne a cespuglio e dei resti botanici. Lo studio, guidato dalla studentessa di dottorato dell’HU Tikvah Steiner, sotto la supervisione della professoressa dell’HU Rivka Rabinovich e dell’archeologo dell’Università di Haifa Prof. Dani Nadel che ha scavato il sito, ha esaminato la dieta e l’uso di parti di animali per determinare il benessere e lo stile di vita degli antichi abitanti di questa zona.Durante la massima espansione dell’ultima era glaciale, le calotte glaciali coprivano gran parte del Nord America, del Nord Europa e dell’Asia, influenzando profondamente il clima terrestre causando siccità, desertificazione e un forte calo del livello del mare. Ironia della sorte, Ohalo II è stato scoperto nel 1989, in seguito a condizioni di siccità che hanno abbassato di diversi metri il livello dell’acqua del Lago di Galilea. Gli scavi sono stati effettuati tra il 1989-1991 e di nuovo tra il 1998-2001. Il sito si estende per 2000 metri e si trova vicino alla punta meridionale della zona moderna del Lago di Galilea, a circa 9 km a sud di Tiberiade. Il sito contiene i resti di sei capanne a cespuglio di forma ovale, focolari a cielo aperto, la tomba di un maschio adulto, oltre a varie installazioni e cumuli di rifiuti. Abbondanti materiali organici e inorganici forniscono una ricchezza di informazioni sullo stile di vita dei pescatori/cacciatori/raccoglitori che abitavano quest’area. Da un’attenta analisi di 22.000 ossa di animali rinvenute nel sito, tra cui gazzelle, cervi, lepri e volpi, nonché documentazione precedente sul numero di resti di piante carbonizzate, strumenti di selce e chicchi di cereali, il team ha concluso che Ohalo II presenta un quadro di sussistenza diverso rispetto alla maggior parte degli altri siti del periodo Mesolitico.Le oscillazioni climatiche durante l’ultimo periodo della massima glaciazione hanno avuto effetti minimi sull’Alta Valle del Giordano, in particolare vicino a Ohalo II, consentendo a quelle persone di utilizzare un’ampia nicchia ecologica composta da varie piante commestibili, mammiferi, rettili, uccelli e pesci.”Nonostante la loro capacità di cacciare animali anche di grandi dimensioni, questi abitanti cacciavano una vasta gamma di prede e avevano strumenti e tempo sufficienti per sfruttare appieno le carcasse di animali fino al midollo”, ha condiviso Steiner. Allo stesso modo si può notare come “le tartarughe siano state apparentemente selezionate secondo una specifica linea, il che potrebbe suggerire che i loro gusci da usare come ciotole, e non la loro carne, fossero l’obiettivo principale. La lepre e la volpe sono state probabilmente cacciate per le loro pelli”, ha concluso la giovane ricercatrice.Gli studi attuali si sono concentrato sui resti di rettili, uccelli e mammiferi trovati in una delle capanne durante le sue tre occupazioni consecutive. Nell’ambito dello studio, sono state effettuate l’identificazione e la quantificazione delle diverse specie animali: sono state misurate le dimensioni ossee e le superfici ossee sono state sottoposte ad esame spettroscopico per identificare segni di taglio e usura. Inoltre, la dott.ssa Rebecca Biton, una studentessa post-dottorato all’Università Ebraica ed esperta in erpetologia, ha scoperto che le tartarughe erano tutte di taglia uniforme, il che potrebbe indicare una selezione consapevole, da parte dei cacciatori, di una dimensione specifica di tartaruga per l’utilizzo del loro guscio.Secondo il team dei ricercatori Ohalo II è un meraviglioso esempio di una vera economia ad ampio spettro durante l’ultima era glaciale, proprio all’inizio del periodo epipaleolitico.

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