Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 4 febbraio 2022

Parola al mercato

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Commento sui mercati finanziari in preda a profondi cambiamenti, a cura di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM (Italia) SGR. Stiamo assistendo ad un recupero dell’azionario dopo la profonda correzione provocata da una FED pronta ad intervenire in modo più deciso per combattere l’inflazione. Come muoversi in mercati profondamente cambiati. Avevamo ormai accettato l’idea di una FED più aggressiva, pronta ad agire con determinazione non solo con rialzi dei tassi a ripetizione, ma anche con la partenza a breve del Quantative Tightening attraverso il mancato riacquisto dei titoli in scadenza. Inflazione da domare anche con la contrazione di bilancio, dunque, ritenendo ormai solide le condizioni finanziarie di famiglie e imprese, tali da non destare preoccupazioni su eventuali correzioni dei mercati finanziari. Lo scenario delineato prevedeva negli Stati Uniti una curva dei rendimenti al rialzo e appiattita, dollaro in rafforzamento e sull’azionario il proseguimento della rotazione di stile da growth a value. L’attesa stretta della Fed ha creato però preoccupazione per l’effetto indesiderato che un eccessivo rialzo dei tassi potrebbe determinare, ovvero un forte rallentamento economico o addirittura l’entrata in stagflazione. In questo caso l’azione della FED potrebbe terminare prima del previsto, con i tassi a toccare il picco già quest’anno. Forse per questa ragione, nessuno dei membri della Fed che ha parlato recentemente, ha sostenuto l’idea di un rialzo di 50 bps nella riunione di marzo. Fatto sta che il mercato azionario che si trovava ad un livello di ipervenduto estremo, già visto nel marzo del 2020 durante la fase acuta della crisi pandemica, ha reagito in modo vigoroso. Il future sul Nasdaq, sceso quasi del 15% dai massimi del novembre scorso, in pochi giorni ha recuperato circa il 50% del movimento al ribasso. Al di là dei fattori tecnici, a dare slancio al mercato azionario sono stati i risultati delle trimestrali sia negli Stati Uniti che in Europa. Sembra sia difficile, quindi, avere certezze per il prossimo futuro. Oltre alle diverse opzioni di politica monetaria abbiamo di fronte numerose questioni, tra cui il rallentamento economico e i rischi normativi in Cina, le tensioni tra Russia e Ucraina e l’evoluzione della pandemia. Inoltre, l’OPEC+ ha ratificato il previsto aumento di produzione di 400.000 barili al giorno per marzo che non dovrebbe avere particolari effetti benefici sul prezzo del petrolio nel breve termine. È presto per dire se il ribasso a cui abbiamo assistito sia concluso. Teniamo presente la lezione che abbiamo appreso dopo lo scoppio della bolla dot-com nei primi anni 2000. Abbiamo avuto diverse fasi di recupero (bear market rally) all’interno di una tendenza primaria ribassista. In ogni caso la fase di una politica monetaria accomodante, con un’abbondante liquidità nel sistema utile a sostenere i mercati, verrà progressivamente meno. Comprare sulla debolezza a ogni correzione potrebbe non essere più la strategia corretta. Rapidità e flessibilità nel modificare l’asset allocation saranno la chiave per affrontare i mercati nel prossimo futuro. Importanti avvertenze legali: I dati esposti in questo documento hanno unicamente scopo informativo e non costituiscono una consulenza in materia di investimenti. Le opinioni e valutazioni contenute in questo documento possono cambiare e riflettono il punto di vista di GAM nell’attuale situazione congiunturale. Non si assume alcuna responsabilità in quanto all’esattezza e alla completezza dei dati. La performance passata non è un indicatore dell’andamento attuale o futuro. Copyright © 2021 GAM (Italia) SGR S.p.A.

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Capital Group: Cosa è successo sui mercati finanziari

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Martyn Hole, Equity Investment Director di Capital Group. I timori di un’inflazione persistente, di una politica monetaria più restrittiva e di un aumento dei rendimenti obbligazionari hanno portato gli investitori più emotivi ad abbandonare i titoli growth dall’inizio dell’anno. I settori più ricchi di valore, come quello tecnologico, hanno sofferto il peso del sell-off, dato che le loro valutazioni sono sottoposte a un esame più attento con aspettative di tassi di interesse più alti. Il Nasdaq Composite è sceso del 7,6% la scorsa settimana, subendo il suo più grande declino dall’inizio della pandemia ed estendendo la sua perdita annuale a -12,5%. È giustificato che gli investitori siano cauti sui livelli di valutazione, specialmente durante dei picchi di mercato; tuttavia, non dovrebbero avere paura delle società altamente valutate ed evitarle completamente, poiché la storia ha dimostrato che molte società ad alto rendimento potrebbero continuare ad apprezzarsi finché i fondamentali si rivelano superiori alle aspettative nel tempo. Le valutazioni di partenza sembrano contare meno nel lungo termine e alcune aziende sono costose per buone ragioni. Ci concentriamo su una analisi fondamentale accurata per trovare vincitori a lungo termine con un potenziale sottovalutato, anche se hanno valutazioni più alte, perché siamo consapevoli che spesso la valutazione si rivela più corretta su orizzonti temporali più lunghi. Questo è particolarmente vero per le aziende a crescita secolare che hanno mercati di riferimento ampi e in espansione; tutto ciò, combinato con bassi tassi di penetrazione, dà origine ad una crescita dei ricavi e degli utili potenzialmente molto lunga. Pertanto, concentrarsi sui fondamentali dell’azienda porterà chiarezza sulla volatilità di breve termine e aiuterà a identificare i vincitori a lungo termine.

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“FLASH BCE: rischi inflattivi e rialzo tassi possibile, ma senza fretta, ossia non prima di aver terminato il QE”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte. Il discorso della Lagarde di ieri ha preso atto delle pressioni inflattive più alte delle attese aprendo di fatto all’ipotesi di movimentazione dei tassi non prima però di aver completato il QE. La Lagarde prende atto che l’inflazione è più duratura del previsto, alla luce anche dei dati inattesi di gennaio. Ammette che vi sono rischi al rialzo sull’inflazione soprattutto nel breve termine ma allo stesso tempo cerca di non prender tempo per evitare decisioni frettolose Per poterlo fare si aggancia alla necessità di seguire la sequenza, ossia prima la fine del QE e poi rialzo dei tassi, che allo stato attuale significherebbe immaginare un primo rialzo tassi non prima degli ultimi mesi dell’anno Questa eventualità sarebbe preceduta da stime sull’inflazione sopra il livello target del 2% sull’intero arco triennale delle previsioni che aggiornerà a marzo e poi a giugno. Di fatto quindi in questo modo la BCE avrebbe tempo per poter verificare se davvero occorre mettere mano ai tassi a fine anno in base anche a come evolverà il quadro inflattivo, soprattutto sul fronte energetico post inverno. Se invece volesse anticipare i tempi, occorrerebbe anche accelerare il tapering, preannunciandolo nella riunione di marzo o giugno. Di conseguenza lo scenario più verosimile per tenere conto del prolungamento della fase di alta inflazione potrebbe essere quello di interrompere il QE a settembre, preannunciandolo a marzo (mantenendo sempre flessibilità in base all’evoluzione dello scenario) e verificare poi a giugno se le stime di inflazione si posizionano sopra al 2% sull’arco triennale, in modo da avere a disposizione il quarto trimestre per poter eventualmente agire sui tassi- In quel momento (ossia a fine anno) sarà allora più chiaro se l’inflazione ha dato segnali di ridimensionamento dopo il picco prolungato di inizio 2022 e quindi poter valutare se effettivamente implementare un rialzo dei tassi I mercati dal canto loro vivono di aspettative ed hanno corretto il tiro ipotizzando fino a quasi due rialzi dei tassi entro fine anno, come segnalato dallo spread sui contratti OIS tra la prima e l’ottava riunione BCE ossia quella di fine anno. Sul fronte tassi lo scenario rimane di fase mediamente al rialzo tassi di mercato nel corso di questo trimestre ed i primi mesi del secondo, in un contesto monotematico focalizzato sulla crescita Nel corso del secondo trimestre poi potrebbero emergere segnali di marcato rallentamento della crescita e primi segnali di ridimensionamento dell’inflazione (nel senso di limature delle punte massime e non ancora di ritorno alla fase pre-pandemica) che potrebbero portare ad un arresto della fase di rialzo dei tassi di mercato, soprattutto sulla parte a lungo termine della curva Sul fronte eur/usd, la messa in discussione della posizione BCE (tassi fermi per il 2022) insieme al possibile drastico ridimensionamento della domanda US nel corso del secondo trimestre, confermano al momento la possibilità di raggiungimento dell’area 1,15 per l’eur/usd entro giugno.

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Commento al meeting BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Fabio Castaldi, Investment manager di Pictet Asset Management. Dopo il “pivot” hawkish della FED e di Bank of England, il timore diffuso sui mercati era di una simile “giravolta” della stessa Banca Centrale Europea. Nonostante un “policy statement” quasi inalterato rispetto a quello della riunione di dicembre, durante la conferenza stampa, la presidente Lagarda è parsa molto meno cauta segnalando l’unanime preoccupazione del direttorio rispetto alle dinamiche inflazionistiche in atto e un ottimismo di fondo circa la riaccelerazione della crescita europea, superata la fase di rallentamento del primo trimestre dovuta prevalentemente all’ondata “Omicron” in atto. Pur ribadendo la necessita’ di rispettare la sequenza di un eventuale rimozione dello stimolo monetario, ovvero la “chiusura” dei programmi di acquisto prima di eventuali rialzi dei tassi d’interesse, la presidente Lagarde non ha voluto escludere – come aveva invece fatto in occasione della riunione di dicembre – la possibilità di rialzi nel 2022. L’attesa si sposta ora alla riunione di marzo allorché, sulla base di dati ulteriori sulla dinamica dei prezzi, la banca centrale europea pubblicherà proiezioni aggiornate su crescita e inflazione. Per rispettare la sequenza indicata, segnalando in quella occasione l’accelerazione del “tapering” degli acquisti di titoli di stato, la BCE aprirebbe la strada a possibili rialzi dei tassi d’interesse entro fine dell’anno in corso. I mercati obbligazionari si sono affrettati a prezzare tale eventualità e i futures sui tassi a breve europei prezzano ora quasi 0,50% di rialzi della BCE entro la fine del 2022.

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La BCE cambia rotta

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR Un meeting difficile per la Lagarde… La riunione di oggi è arrivata in un momento molto complicato per la BCE. La Fed di Jerome Powell ha abbandonato definitivamente la narrativa sull’inflazione transitoria, concentrandosi invece sui rischi al rialzo. Già prima del dato sull’inflazione Eurozona di gennaio, il mercato scommetteva che la BCE non avrebbe lasciato i tassi invariati fino al 2023, come invece la Lagarde aveva indicato. Dopo il dato di gennaio sull’inflazione in eurozona (5.1%), la pressione sulla BCE è aumentata ulteriormente e il mercato prezza diversi rialzi dei tassi nei prossimi 12 mesi. …risolto con un cambio di linguaggio e (soprattutto) tono… Il comunicato della BCE dice i prezzi dell’energia sono responsabili per oltre il 50% del tasso d’inflazione di gennaio. La BCE aggiunge però che l’aumento dei prezzi è più diffuso che in passato, e che i rischi sull’inflazione sono al rialzo, rispetto a dicembre. Questo è vero particolarmente nel breve periodo, e quindi l’inflazione rimarrà elevata più a lungo delle attese. Nel corso della conferenza stampa, la Lagarde ha enfatizzato diverse volte l’importanza di questi rischi al rialzo per la BCE.…e un rinvio alle previsioni di marzo. Nel contesto attuale, la BCE non poteva far altro che rinviare tutto a marzo, quando ci saranno delle previsioni aggiornate che terranno conto non solo dei prezzi energetici più alti, ma anche delle sorprese al rialzo dei dati di dicembre/gennaio. A differenza della riunione di dicembre, la BCE non ha indicato particolare disagio con il market pricing che vede due rialzi dei tassi già quest’anno.La BCE non abbandona il gradualismo: prima finisce il QE, poi viene il rialzo dei tassi. In sostanza, lo scenario inflattivo è cambiato. Ciò detto, il processo di restrizione delle condizioni monetarie che porterebbe la BCE a rialzare i tassi rimane lo stesso. Ci sono tre condizioni affinché la BCE alzi i tassi: i) il raggiungimento del 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione; ii) il carattere durevole del raggiungimento dell’obiettivo stesso; iii) un miglioramento duraturo della core inflation. È palese che ci stiamo avvicinando al raggiungimento di questi criteri.Tuttavia, la Lagarde ha chiarito ancora una volta che il rialzo dei tassi verrà solo dopo la fine degli acquisti netti nell’APP (Asset Purchase Programme). Ricordiamo che a dicembre la BCE aveva annunciato acquisti nell’APP di €40mld al mese nel secondo trimestre, €30mld al mese nel terzo trimestre, e €20mld al mese da ottobre 2022 in poi. Se le previsioni di marzo dovessero giustificare (come appare plausibile) un cambio di strategia, la BCE dovrebbe ad esempio annunciare la fine degli acquisti netti già in Q3, per consentire un rialzo dei tassi in Q4.In conclusione, la BCE sembra aver aperto la porta a un rialzo dei tassi già quest’anno: La Lagarde ha enfatizzato una politica graduale, e quindi cercato di guidare il mercato a non aspettarsi rialzi aggressivi. Per fare questo, ha ancora una volta scelto di enfatizzare le differenze (innegabili) con l’economia USA. Detto ciò, c’è stato un cambio di tono molto evidente che probabilmente riflette una crescente preoccupazione dei “falchi” all’interno del Consiglio e prelude a un cambio di passo già nella riunione di marzo. Nonostante il messaggio graduale della BCE, un rialzo dei tassi già nella seconda metà del 2022 appare ora possibile.

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I mercati emergenti nella fase del cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Gene Frieda, Global Strategist e Pramol Dhawan, Head of Emerging Markets Portfolio Management di PIMCO. Negli ultimi due decenni, i mercati emergenti sono stati tipicamente “condition takers”, ogni paese ha un certo grado di sensibilità alla crescita economica cinese e ai tassi di interesse statunitensi. Tuttavia, crediamo che questi tradizionali driver esterni vedranno diminuire la loro importanza. Infatti, prevediamo un rallentamento della crescita del PIL cinese che vedrà ridotta la propria influenza sulle congiunture economiche dei mercati emergenti. E il contesto di tassi d’interesse statunitensi “bassi per più tempo” dovrebbe ridurre l’influenza della Federal Reserve statunitense sui flussi di capitale verso i mercati emergenti, a nostro avviso. In futuro, riteniamo che i mercati emergenti dovranno probabilmente affrontare una serie più complessa di fattori esterni, tra cui la rivalità tra Stati Uniti e Cina, il cambiamento climatico e gli sforzi connessi a esso, la rapida diffusione della tecnologia e il populismo politico. Il risultato dovrebbe essere una crescita economica globale volatile e meno armonizzata, con opportunità d’investimento maggiormente differenziate tra i vari paesi. Di seguito delineiamo i rischi e le opportunità che intravediamo da alcuni fattori di disturbo secolari: Probabilmente guidato almeno in parte dalle preoccupazioni per le politiche di contenimento degli Stati Uniti, il governo cinese sembra allontanarsi da una rapida crescita guidata dal debito e dagli investimenti a favore di una crescita più lenta ma più equa. Anche se la Cina e gli Stati Uniti stanno iniziando ad affrontare la crescente disuguaglianza di reddito, ci aspettiamo che la disuguaglianza all’interno della maggior parte dei paesi emergenti, e tra paesi emergenti e paesi e mercati sviluppati, peggiori nel prossimo decennio. Una variabile da tenere d’occhio è la demografia. Essendo i paesi che riteniamo siano più colpiti dal riscaldamento globale, i mercati emergenti potrebbero avere tutto da guadagnare da una rapida transizione dal brown al green. Ci aspettiamo che maggiori investimenti privati e pubblici in fonti di energia pulita diventino un importante motore di dinamismo. Per alcuni, la portata della transizione verde può essere vista come analoga allo shock positivo della domanda dei primi anni 2000 che è risultato dal boom della Cina. Tuttavia, questo boom sarà probabilmente più duraturo e di portata molto più limitata. Le tecnologie verdi, tra cui l’energia rinnovabile, i veicoli elettrici, l’idrogeno e la cattura del carbonio, tendono ad avere un’intensità di metalli maggiore rispetto ai loro equivalenti basati sui combustibili fossili. Di conseguenza, è probabile che la transizione verso il verde intensifichi la domanda di metalli importanti, tra cui rame, nichel, cobalto e litio. Ancora una volta, cercheremo quei paesi e quelle aziende che potenzialmente ne trarranno i maggiori benefici. Tuttavia, è probabile che i costi di transizione delineati sopra comportino un aumento dei prezzi dell’energia e, data l’importanza degli input energetici per la produzione alimentare, dei prezzi dei prodotti alimentari in molti paesi dell’Europa orientale. Di conseguenza, ci aspettiamo una maggiore volatilità dell’inflazione e una tensione più forte tra gli obiettivi chiave tipici della politica monetaria di inflazione stabile e una piena occupazione. I tassi d’inflazione all’interno dei mercati emergenti potrebbero diventare meno sincroni, offrendo ancora una volta un’importante fonte potenziale di performance differenziata per i gestori attivi. Forse ci stiamo imbarcando in un nuovo sistema per gli investimenti nei mercati emergenti. Crediamo che i mercati locali emergenti continuino a offrire un’ampia gamma di opportunità. I paesi di frontiera di bassa qualità sono probabilmente diversi. Questi paesi, a nostro avviso, ricorreranno a programmi sostenuti da finanziamenti multilaterali e, in alcuni casi, da insolvenze del debito esterno? In questo caso, crediamo che la valvola di sfogo della pressione sarà costituita da programmi sostenuti da finanziamenti multilaterali e, in alcuni casi, da inadempienze del debito esterno. Il nostro quadro d’investimento incorpora quelli che riteniamo essere questi rischi da “buco nero”. Tuttavia, crediamo anche che si debba dare maggior peso al rischio di liquidità e al rischio politico, dato che varie forme di controllo dei capitali e di interventi non convenzionali sui mercati tornano a far parte degli strumenti dei politici dei paesi emergenti. In generale, riteniamo che i premi di rischio dei mercati emergenti si distinguano in positivo, sebbene ci si debba aspettare molta volatilità in futuro. (abstract)

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Investitori professionali pronti a disinvestire dai fondi che non rispettano le direttive SRI

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

LONDRA. Secondo un’indagine condotta da Columbia Threadneedle Investments, gli investitori professionali non tollerano uno scarso impegno in materia di investimento responsabile (IR).[2] Stando ai risultati, l’IR costituisce una parte importante del processo di selezione dei gestori (85%), mentre la maggior parte (72%) degli investitori istituzionali e wholesale intervistati ritiene che non soddisfare le aspettative in tale ambito rappresenti un fattore determinante al momento di scegliere i gestori patrimoniali in grado di aiutarli a realizzare i propri obiettivi d’investimento.L’investimento responsabile non è visto solo come una semplice strategia d’investimento dedicata In base all’indagine: l’86% degli investitori è d’accordo sul fatto che l’IR sia un requisito fiduciario il 77% ritiene che sia essenziale per il conseguimento di risultati finanziari nei portafogli il 91%, la quasi totalità degli intervistati, concorda sul fatto che l’IR generi valore e l’89% ritiene che permetta loro di soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei propri clienti il 91% degli investitori ritiene, inoltre, che l’engagement degli azionisti porti a migliori risultati in tema di governance e sostenibilità nei portafogli Da un punto di vista tematico, le risorse idriche globali (86%), il cambiamento climatico (83%) e la biodiversità (77%) dominano l’interesse degli investitori.Per quanto riguarda le aspettative e la determinazione della credibilità dei gestori patrimoniali nell’IR, entrano in gioco numerosi fattori giudicati importanti. In cima alla lista vi è la rendicontazione dei fondi (85%), che include una serie di parametri ambientali, sociali e di governance (ESG). Sono considerati fondamentali anche una comprovata esperienza nella conduzione efficace di attività di voto e di engagement con le società (76%), il fatto di essere firmatari dei principali codici volontari e degli standard settoriali (73%) e la capacità di promuovere la riduzione delle emissioni di carbonio nei portafogli (73%).

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Covid e le mascherine balsamiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Distribuito dalla trentina Zuccari, il dispositivo tecnico ‘POP’ ( https://www.poptheoriginal.com/it/ ) applicabile a tutte le mascherine, a soli due mesi dal lancio ha esaurito le scorte. Zuccari (www.zuccari.com, l’azienda di integratori alimentari, prodotti cosmetici e dispositivi medici, presente da oltre 20 anni in farmacia, erboristeria e parafarmacia) rende noto che POP è diventato il primo prodotto in listino a sell-out a soli due mesi dal lancio e in appena 8 settimane ne sono stati venduti 400 mila pezzi.POP è il primo dispositivo tecnico italiano brevettato che, attraverso la piacevolezza della sua miscela balsamica e calibrata di estratti 100% naturali, purifica l’aria respirata, rilascia una potente azione balsamica e rende piacevole l’uso, anche prolungato, della mascherina. Con estratti 100% naturali e brevettato Made in Italy, POP è un supporto al contenimento della pandemia perché grazie ad esso, le persone sono felici di indossare correttamente la mascherina.POP è supportato sui social da un genuino passaparola fra consumatori che, una volta provato, desiderano condividere i suoi benefici con le persone più vicine. Un interesse particolare viene mostrato dalle compagnie aeree e compagnie di crociera, perché POP è diventato in pochissime settimane l’utile gadget più richiesto a bordo di navi e aerei, specie per le lunghe tratte intercontinentali.

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CWT appoints Rachael Sullivan as Vice President, Human Resources

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Minneapolis. CWT, the Business-to-Business-for-Employees (B2B4E) travel management platform, has appointed Rachael Sullivan as Vice President, Human Resources. Based in Minneapolis and reporting to Consuelo Corridori, CWT’s Senior Vice President of HR, Rachael will be the global HR business partner for CWT’s Finance and Commercial teams, helping them to further strengthen their organizational capabilities and implement effective people strategies.“As travel continues to recover, talent attraction and retention are at the top of our agenda,” said Consuelo Corridori. “At the same time, we are focused on creating a culture that fosters new ideas and innovation, and keeps our teams around the world motivated and inspired to deliver the best experience for our customers. Rachael has an impressive track record in helping large organizations establish HR programs that drive change and accelerate business performance, and I’m delighted to have her join our team.”With more than 20 years in HR leadership roles, and more than 10 years partnering with C-suite executives, Rachael has extensive experience in designing and delivering transformative strategies, building organizational capabilities, and enabling inclusive and highly engaged cultures. Since 2006, she has held roles of increasing responsibility and complexity at Medtronic, most recently as Senior HR Director. She provided HR leadership across multiple sites in the US and Europe, as well as partnered with teams in various Asia Pacific markets including China. Prior to Medtronic, Rachael held HR leadership roles at Accellent and Boston Scientific Corporation.Rachael has a Bachelor of Applied Science (B.A.Sc) degree in Psychology from the University of Minnesota in Duluth, Minnesota.

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Bring European Maritime Day to your country in 2022

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

EMD 2022, the annual EU meeting point on maritime affairs and sustainable blue growth, and the place where ‘Ocean Leaders Meet’, will take place in Ravenna, Italy on 19 & 20 May 2022. As every year, this will not be the only action to celebrate our seas and oceans. EMD In My Country 2022 events will also take place all over Europe from 1 April till 31 October 2022. In 2021, EMD In My Country – despite the pandemic – was a great success, with 232 virtual, physical and hybrid events, organised in 25 countries (21 EU and 4 non-EU countries), covering all the sea basins of the EU making an absolute record in the history of the European Maritime Day! Are you ready to submit your event(s) for 2022? Fill in the application form before 15 February 2022 and bring European Maritime Day 2022 to your country. All the organisers will receive sustainable #EMD In My Country-branded gadgets and their events will be promoted via the Directorate-General for Maritime Affairs and Fisheries’ information channels. As the COVID-19 pandemic is not yet over, EMD In My Country 2022 will include physical, virtual and hybrid events that will take place from 1 April to 31 October 2022. 2022 will be the European Year of Youth, so we welcome plenty of events with a focus on youth activities.

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State aid: Commission invites comments on proposed revision of EU State aid rules for agriculture, forestry and fishery sectors

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

The European Commission is inviting all interested parties to comment on proposed revised State aid rules for the agricultural, forestry and fishery sectors. The purpose of the proposed revision is to align the current rules with the current EU strategic priorities, in particular the Common Agricultural Policy (CAP), the Common Fisheries Policy (CFP), as well as to the European Green Deal. Member States and other interested parties can respond to the consultation until 13 March 2022.Executive Vice-President Margrethe Vestager, in charge of competition policy, stated: ”Today’s proposals aim to ensure that our rules on State aid for the agricultural, forestry and fishery sectors are fit for the green transition. The revised rules will also make it easier and faster for Member States to provide funding, without causing undue distortions of competition in the Single Market. We encourage all interested parties to share their views.” The consultation covers the proposed revisions of the various sets of State aid rules applicable to the agricultural, forestry and fishery sectors, namely the 2014 Guidelines for State aid in the agricultural and forestry sectors and in rural areas, the Agricultural Block Exemption Regulation (‘ABER’), the Guidelines for the examination of State aid to the fishery and aquaculture sector, the Fishery Block Exemption Regulation (‘FIBER’) and the Fishery de minimis Regulation.The Commission has conducted an evaluation of the existing rules applicable to the agricultural and forestry sectors and is also performing an evaluation of the rules applicable to the fishery sector. The input gathered has been reflected in the proposals under consultation.On this basis, the Commission considers that the rules under scrutiny work well and are broadly fit for purpose. In fact, they largely meet the needs of the sectors concerned, while also contributing to the achievement of broader EU policy objectives, such as environmental protection as well as plant, animal and, more generally, public health. At the same time, the evaluation revealed that the existing rules need certain targeted revisions, including clarifications of some concepts, further streamlining and simplification, as well as adjustments to further reflect market and technological developments and the current EU’s strategic priorities, including, notably, the European Green Deal, the Farm to Fork Strategy and the Biodiversity Strategy. Furthermore, the rules need to be adapted to enable Member States to quickly enact the reformed Common Agricultural Policy (CAP) and the new European Maritime, Fisheries and Aquaculture Fund (EMFAF).

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European Commission and IOC UNESCO join forces for stronger ocean literacy in Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Great news from the world of ocean literacy: as of the 1st February, the Directorate-General for Maritime Affairs and Fisheries and the Intergovernmental Oceanographic Commission of UNESCO will launch a partnership in support of the EU4Ocean coalition, the EU-wide ocean literacy initiative set up by the European Commission.The reason? Education and knowledge give us power to understand the world around us and to make the right decisions. Likewise, ocean education give us power to understand the link between our actions and our oceans’ health – and thus act more responsibly towards the blue planet and its resources. Sharing the common goal of fostering ocean literacy among citizens of all ages, the European Commission and IOC UNESCO team up to maximize the impact and visibility of EU4Ocean, thereby promoting ocean education across the EU and beyond.

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Venticinquesima edizione per il Cous Cous Fest

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Il festival internazionale dell’integrazione culturale che riunisce a San Vito Lo Capo Paesi e culture diverse al’insegna della pace, dello scambio e della multiculturalità. Sarà un’edizione speciale quella che si svolgerà dal 16 al 25 settembre 2022 a San Vito Lo Capo, organizzata dall’agenzia Feedback in partnership con l’amministrazione comunale, per celebrare questo importante anniversario.”Venticinque anni è un compleanno che mi sta particolarmente a cuore – ha detto Giuseppe Peraino, sindaco di San Vito Lo Capo – perché il festival l’ho visto nascere proprio da primo cittadino. Sarà per me, quindi, un’emozione particolare tagliare questo traguardo nuovamente da sindaco di San Vito Lo Capo con un’edizione che vorremmo rimanga nella storia della manifestazione”.Slogan della venticinquesima edizione, che vedrà nuovamente a sostegno del festival i main sponsor Bia CousCous e Conad, sarà “Love never stops”. Dopo un anno di stop a causa della pandemia e un’edizione 2021 nel rispetto delle limitazioni per il contrasto al Covid, “il festival vuole ripartire – ha spiegato Fabio Polisano, direttore creativo di Feedback che ha ideato il nuovo visual e lo slogan dell’evento – mettendo l’accento sull’amore, i sentimenti che, nonostante la situazione attuale, continuano a vincere e ad affermarsi e che, nel solco dell’anima del festival, travalicano i confini, le barriere, le culture”. San Vito Lo Capo tornerà ad ospitare chef provenienti da tutto il mondo, ospiti e artisti per una dieci giorni di appuntamenti, sfide di cucina, degustazioni e incontri culturali. Momenti centrali dell’evento saranno sempre i Campionati di cous cous che mettono a confronto chef italiani e internazionali. Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, guiderà le selezioni degli chef partecipanti e le giurie di esperti che assaggeranno i piatti in gara a San Vito Lo Capo per eleggere i vincitori. Anche quest’anno le selezioni per partecipare ai Campionati si svolgeranno on-line. A breve il via alle candidature attraverso il sito couscousfest.it Tra le novità di quest’anno, la direzione artistica affidata a Massimo Bonelli di iCompany, società organizzatrice, tra gli altri, del Concerto del Primo Maggio a Roma, del Premio Fabrizio De Andrè, di CasaSIAE al Festival di Sanremo e di tanti altri importanti eventi nazionali. “E’ per me un grande onore assumere il ruolo di direttore artistico di un evento importante, storico e ricco di significato come il Cous Cous Fest – spiega Massimo Bonelli, fondatore e Ceo di iCompany -. Sarà stimolante poter lavorare alla costruzione di una proposta artistica che metta a fuoco i valori fondanti del Festival, tra integrazione culturale, sperimentazione e intrattenimento. Ringrazio quindi il Comune di San Vito Lo Capo e l’agenzia Feedback, organizzatore storico del Cous Cous Fest, per avermi offerto questa affascinante opportunità.”

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Moneyfarm: al via la prima gamma di portafogli socialmente responsabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale, lancia la sua prima gamma di portafogli di investimento socialmente responsabili. Si tratta di sette portafogli in ETF, diversificati e pensati per soddisfare diversi profili di investitore in termini di propensione al rischio e orizzonte temporale, secondo la filosofia di gestione che caratterizza da sempre Moneyfarm, ma tutti accomunati dall’obiettivo di inglobare i fattori di sostenibilità, escludere le società non allineate a standard sociali internazionali e includere esplicitamente la valutazione dell’attivismo dell’emittente nel processo di selezione degli strumenti. La proposta di questa nuova gamma arriva al termine di un processo di costruzione di un modello che è andato di pari passo alla crescente disponibilità dei dati che Moneyfarm ritiene fondamentali per inglobare fattori ESG nei suoi portafogli senza andare a compromettere le potenzialità di rendimento dell’investimento – nell’ultimo anno le informazioni a disposizione dei gestori, infatti, sono decisamente migliorate sia in termini quantitativi che qualitativi. Il team di Asset Allocation Moneyfarm, guidato da Richard Flax (Chief Investment Officer) e recentemente insignito del premio Migliori Gestori Patrimoniali Green 2022 dall’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, costruisce e gestisce tali portafogli, ribilanciandoli all’occorrenza così come accade per i portafogli tradizionali. Si applica un’unica commissione di gestione annua, compresa tra lo 0,4% e l’1% a seconda del capitale investito (come per i portafogli tradizionali), che comprende lo screening continuativo degli strumenti, la gestione attiva del portafoglio e un consulente d’investimento dedicato. Moneyfarm analizza l’attivismo degli emittenti attraverso una due diligence che tiene in considerazione la frequenza e le modalità del voto sulle tematiche ESG, il coinvolgimento nelle tematiche ambientali, l’allineamento agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, le politiche e la struttura del voto per delega nonché l’eventuale sottoscrizione di iniziative di responsabilità sociale o ambientale. Oltre a informare la valutazione degli strumenti questa due diligence permette a Moneyfarm di dialogare con gli emittenti di ETF relativamente al loro attivismo con le aziende. Moneyfarm ha chiuso il 2021 con masse in gestione in crescita del +72%, maggiori flussi netti positivi (+128%) e con un incremento del 73% dei nuovi clienti (oggi oltre 80mila) rispetto al 2020.La Società ha recentemente completato un nuovo round di finanziamento del valore di circa €53 milioni, attraverso un aumento di capitale sottoscritto da M&G plc, “lead investor”, e da Poste Italiane S.p.A., già azionista di minoranza dal 2019. L’operazione di collocamento privato sarà portata a termine entro il primo trimestre 2022. La raccolta complessiva di capitali di Moneyfarm sale così a oltre €166 milioni. Il nuovo round sarà utilizzato per tre obiettivi chiave a supporto dello sviluppo futuro: crescita ulteriore della base clienti retail (segmento B2C), ampliamento dell’offerta con nuove soluzioni di investimento e sviluppo del segmento B2B2C attraverso partnership strategiche, grazie alle quali Moneyfarm sarà in grado di espandere il suo modello di servizio, consolidando il suo posizionamento nei mercati di riferimento, Italia e Regno Unito. (abstract)

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I giovani salgono in cattedra e dalla radio interrogano i professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Al via il 19 febbraio su New Sound Level. Il format del nuovo programma dedicato al mondo della scuola e del lavoro prevede in ogni episodio un’intervista realizzata da Martina Miceli ad un ospite scelto tra i differenti ambiti del mondo del lavoro e della cultura, indagando sul percorso di studi che lo ha portato a distinguersi nel suo campo e sugli aspetti caratterizzanti il suo mestiere, ma anche sulla sua personalità e, ovviamente, siamo in radio, sui suoi gusti musicali. Svelato da Ziantoni il nome del primo ospite, uno studente meritevole in questo caso. Si tratta di Mirko Cazzato, eletto Studente dell’anno 2021, Top 10 Global Student Prize e Co-fondatore di Mabasta – Movimento Anti Bullismo e Cyberbullismo. I primi dieci episodi di Lei non sa chi sono io andranno in onda su New Sound Level (90.00 in FM) il sabato, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, a partire da sabato 19 febbraio.Il palinsesto di NSL prevede programmi trasmessi in diretta dalle 7 del mattino alle 20 della sera, fruibili anche in streaming attraverso l’App. Accanto alla musica, il racconto del territorio capitolino, dei suoi segreti e protagonisti, della sua quotidianità.

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