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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Gli investitori dovrebbero considerare i mercati emergenti in un’ottica diversa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2022

A cura di Dara White, Responsabile globale azioni mercati emergenti, Columbia Threadneedle Investments. La “fragilità” che in passato ha caratterizzato questi mercati sta venendo meno grazie a un trend chiave di lungo periodo: la transizione da una crescita principalmente trainata dall’export a un’economia spinta dalla forza della domanda interna. Ciò non significa che il mercato non reagirà ai timori per il tapering della Fed e si porrà le domande solo dopo, ma quando si porrà le domande, troverà nei mercati emergenti risposte molto migliori che in passato. In Cina stiamo assistendo a un ciclo regolamentare che è iniziato fine 2020. Possiamo aspettarci che ciò continuerà fino alle elezioni dell’anno prossimo e che il governo si focalizzerà sull’idea di prosperità comune. Riteniamo che l’intenzione non sia quella di smantellare il settore privato e che molti degli obiettivi strategici corrispondano in realtà ai desiderata delle economie occidentali, ad esempio la riservatezza dei dati e la riduzione delle pratiche monopolistiche. Sul fronte delle relazioni USA-Cina, prevediamo che la posizione dell’amministrazione Biden rimanga invariata, dato il sostegno bipartisan accordato alla sua politica nei confronti di Pechino, e l’amministrazione dovrebbe avere anche il supporto dei paesi alleati. Monitoriamo anche le opzioni relative ai dazi USA-Cina, in quanto il Segretario al Tesoro USA Janet Yellen sta esplorando la possibilità di ridurre i dazi dell’era Trump per cercare di attenuare in parte le spinte inflazionistiche. Va detto che i timori legati al tapering da parte della Federal Reserve hanno ancora un impatto sul sentiment relativo alle economie emergenti. Nel 2013, i “5 fragili” sono stati identificati come i paesi più a rischio, in parte a causa dei loro ampi disavanzi correnti. Ciò pesa ancora sugli investitori in certa misura. Tuttavia, la nozione dei “5 fragili” è superata, in quanto ormai solo la Turchia sembra vulnerabile. Anche escludendo la Cina, che ha un ampio avanzo corrente, a livello aggregato le economie emergenti evidenziano un surplus delle partite correnti. Ciò non significa che il mercato non reagirà ai timori per il tapering della Fed e si porrà le domande solo dopo, ma quando si porrà le domande, troverà risposte molto migliori che in passato. Sul piano degli investimenti, utilizzeremo la reazione emotiva dei mercati come un’opportunità per aggiungere specifiche imprese che giudichiamo positivamente nel lungo termine. La dipendenza del mondo emergente da quello sviluppato sta venendo meno, grazie alla maggiore domande interna, che rafforza la capacità di tenuta nei confronti di forze esterne, allo sviluppo di mercati obbligazionari locali e alla stabilizzazione del differenziale dei tassi di interesse tra gli Stati Uniti e le economie emergenti. Pertanto, i punti di debolezza sono migliorati. Più in generale, crediamo che il principale trend di lungo periodo per i mercati emergenti sia la transizione da una crescita principalmente trainata dall’export a un’economia spinta dalla forza della domanda interna. Ciò si riflette nel cambiamento della composizione dell’universo, ormai dominato da società caratterizzate da una crescita strutturale di qualità più elevata e orientate al mercato nazionale. Nel 2008 oltre il 60% dell’universo era esposto alla crescita ciclica; oggi circa il 60% è esposto alla crescita strutturale. Inoltre, vi è stato un aumento di quasi il 90% del numero di imprese che si sono quotate nell’ultimo decennio. Crediamo che l’innovazione dell’universo, in termini sia di spessore che di qualità, sia ideale per gli stock picker ed è in quest’ambito che possiamo creare valore aggiunto con la gestione attiva. Gli investitori dovrebbero ormai considerare i mercati emergenti in un’ottica diversa. La creazione strutturale di ricchezza, l’ascesa del ceto medio e le conseguenti modifiche dei consumi e dei servizi sono il tema dominante per noi. Ciò dà luogo a diversi trend a nostro avviso, tra cui: la rivoluzione tecnologica, con l’emergere di società piattaforma con diverse integrazioni verticali (l’adozione della tecnologia in generale avviene di norma più rapidamente nei mercati emergenti in quanto l’infrastruttura non è così sviluppata ed è quindi più facile passare all’e-commerce); la penetrazione finanziaria, relativamente a cui osserviamo un incremento dell’inclusione e della partecipazione tradizionale, nonché sviluppi del fintech; e la localizzazione, con numerosi paesi decisi a creare marchi locali forti e a sviluppare industrie nazionali. (abstract http://www.columbiathreadneedle.it)

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