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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 14 febbraio 2022

Meis presenta Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Ferrara giovedì 17 febbraio 2022, ore 21.00 Teatro Comunale Corso Martiri della Libertà, 5. il MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah presenta al Teatro Comunale di Ferrara la prima assoluta di Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto, spettacolo prodotto e realizzato con la compagnia Teatro Nucleo, che costituisce un’ulteriore occasione di approfondimento della mostra Oltre il ghetto. Dentro&Fuori, in corso al MEIS fino al 15 maggio 2022. Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo del FUS – Progetti Speciali Teatro 2021della Direzione Generale Spettacoli del Ministero della Cultura, con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e con la collaborazione il Teatro Comunale di Ferrara. Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto – che reinterpreta l’opera L’Ester, tragedia tratta dalla Sacra Scrittura di Leone da Modena – è dedicato alla storia di Ester regina di Persia, personaggio fondamentale della tradizione ebraica che, con il suo coraggio, salvò il popolo ebraico imponendosi in un mondo governato da uomini.Lo spettacolo si inserisce nella consuetudine del MEIS di collegare le proprie iniziative alle principali festività ebraiche, in questo caso quella di Purim, in cui le gesta di Ester vengono celebrate dalla lettura della Meghillah, il rotolo di pergamena finemente illustrato che racchiude la sua storia.Il libro di Ester è una storia basata su mascheramenti e ribaltamenti della sorte, diventata uno dei punti di riferimento nella vita angusta dei ghetti tra Cinquecento e Seicento, rispecchiando in parte la condizione degli ebrei nella diaspora, in bilico tra l’integrazione e il connesso pericolo dell’assimilazione. Un racconto il cui lieto fine offre un sentimento di protezione e di riscatto di cui il popolo, lacerato dalle vicissitudini che lo hanno accompagnato nel corso della storia, sentiva estremo bisogno. Questa vicenda è ancora oggi molto amata e conosciuta anche dai bambini, a testimonianza della dimensione di “intrattenimento”, dell’aspetto farsesco, burlesco, satirico, divertente che si innesta nel dramma e caratterizza la Megillat Ester.L’autore dell’opera, Leone da Modena, nasce a Venezia nel 1571 da genitori di origine ferrarese e cresce nel ghetto di Venezia, luogo in cui gli ebrei vivono reclusi dal 1516. Brillante intellettuale, intraprende la carriera rabbinica e per mantenersi si impegna in numerose attività, tra cui quella di pedagogo, scrittore, interprete, correttore di bozze e traduttore. Personaggio anticonformista, dal carattere complesso, era dedito a numerosi vizi tra cui il gioco d’azzardo. Tra le sue abilità, quella di creare rispecchiamenti e legami tra la lingua ebraica e quella italiana: il titolo dello spettacolo, infatti, si basa su un’assonanza tra l’inizio della sua poesia “qinà shemor” e la frase “Chi nasce muore”. Lo spettacolo fa parte delle numerose iniziative che il MEIS promuove a corollario della mostra Oltre il ghetto. Dentro&Fuori, a cura di Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel, in cui i protagonisti del dramma sono ampiamente rappresentati, come nello straordinario quadro Ester al cospetto di Assuero di Sebastiano Ricci (prestito di Palazzo del Quirinale), nell’opera a stampa del 1619 L’Ester, tragedia tratta dalla Sacra Scrittura di Leone da Modena (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) e, sempre a firma di Leone, la celebre Historia de’ riti Hebraici (Brescia, Biblioteca Queriniana). Il biglietto intero costa 10 e ha il prezzo speciale di 5 euro per gli studenti (anche per gli studenti universitari previa presentazione del tesserino), gli under 30 e i senior. Si ricorda che bisognerà presentare all’ingresso del teatro il green pass rafforzato e indossare la mascherina di tipo ffp2.

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Aperta nuova inchiesta sull’attentato alla Sinagoga di Roma del 1982

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

By David Spagnoletto. In Italia non ci sono misteri. Ci sono solo segreti, e tanti. I depositari sono un determinato gruppo di persone, non tante, ma neanche così poche come si potrebbe immaginare. Alcuni hanno portato nella tomba la verità, che comunque è scritta in qualche documento finito per “errore” nell’inchiesta sbagliata. Il silenzio è stato ripagato con fedine penali immacolate, passati vicini agli estremismi cancellati e quel mix di ragion di Stato, realpolitik e convenienze, che ha sempre giustificato le bocche cucite.Tra i segreti d’Italia c’è anche l’attentato alla Sinagoga Maggiore di Roma, avvenuto il 9 ottobre 1982, giorno il cui il terrorismo palestinese uccise Stefano Gaj Taché di soli due anni e ferì 37 persone. In queste ore, la Repubblica ha rivelato l’apertura di un nuovo fascicolo d’inchiesta da parte della Procura di Roma, che dopo quasi quattro decenni prova a far luce su quanto avvenuto quel maledetto giorno.La notizia è stata salutata con favore dalla presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, secondo cui “l’inchiesta rappresenta per noi la riparazione di un torto subito”:“Quegli anni furono caratterizzati da un clima di ambiguità nei confronti degli ebrei romani visti come parte in causa di un conflitto lontano, remoto, appartenente a un altro paese. Vi fu una pressione da parte di alcune forze politiche per rimuovere la questione. L’attentato e la nebbia calata su quei fatti rappresentano una pagina triste del nostro paese. Va a Mattarella il merito di aver riaperto, nel 2015, con le sue parole, il caso”. La CER, inoltre, ha fatto sapere di star studiando l’eventualità di costituirsi parte civile di un possibile processo, “perché in quell’attentato è stata colpita l’intera Comunità.”In quell’attentato è stata colpita l’intera Comunità, chi era presente e chi era assente. In quell’attentato sono state colpite anche le generazioni a venire, che non hanno ricevuto risposte dai genitori, non per incapacità, ma perché la verità non la sanno neanche loro. E questo perché qualcuno in alto ha ritenuto opportuno tacere, barattando la verità con chi sa quale vantaggio.

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Capital Group: cogliere le opportunità in un’economia globale in continua evoluzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

A cura di Steven Watson, gestore di portafoglio azionario di Capital Group. Con l’avvio di un nuovo anno, gli investitori potrebbero acquisire maggiore consapevolezza dei rischi che gravano sui mercati finanziari. La crescita economica globale sta rallentando, soprattutto in Cina. Le banche centrali hanno avviato una riduzione graduale delle iniziative di stimolo monetario. Le valutazioni sono elevate un po’ dappertutto, dai titoli alle obbligazioni fino all’immobiliare, e l’equilibrio tra inflazione e deflazione potrebbe plasmare i mercati negli anni a venire. Nonostante la sua relativa complessità, il contesto ci appare tuttavia ideale per effettuare investimenti selettivi basati sulla ricerca fondamentale di tipo bottom-up.Nel breve e nel lungo periodo sono individuabili diversi fattori che creano opportunità e sfide. Analizzare questi scenari utilizzando un quadro di riferimento strutturato può aiutare a individuare le aziende destinate a prosperare in un determinato contesto. Anche se l’inflazione elevata registrata sulla maggior parte dei mercati globali dovrebbe ridursi nel tempo, potrebbe comunque persistere per tutto il 2022. L’inflazione è preoccupante perché può erodere i profitti delle aziende e dunque anche i rendimenti degli investitori. Dall’altra parte, un’inflazione misurata consente alle aziende di alzare i prezzi e migliorare la redditività, e questo è tendenzialmente il caso delle aziende con una posizione competitiva solida e potere di determinazione dei prezzi.Nel settore dei semiconduttori sono presenti alcune aziende che godono di questa dinamica. Il settore, nel suo complesso, beneficia di una domanda favorevole. Le componenti per i semiconduttori utilizzate negli smartphone, nelle auto e nei centri dati hanno evidenziato un netto incremento non solo a livello di domanda ma anche di prezzo e di sofisticazione. Il designer e produttore di semiconduttori Broadcom dispone di un portafoglio di componenti proprietarie che hanno un ruolo critico in applicazioni come sensori per l’automazione industriale, connettività di rete e infrastruttura wireless. Grazie alla solida domanda dei suoi prodotti, Broadcom può trasferire gli incrementi di costo ai suoi clienti senza un impatto significativo sulla domanda stessa.Anche se il COVID-19 potrebbe rimanere tra noi ancora per diverso tempo, grazie ai vaccini, ai booster e a farmaci ottimizzati la nostra società potrebbe gradualmente adattarsi a coesistere con il virus. Nel frattempo la ripresa economica globale dovrebbe proseguire, anche se a un ritmo inferiore rispetto a quello registrato nel 2021. Considerate le incertezze, focalizzarsi sulle aziende sensibili al ciclo economico che sono leader di settore potrebbe aiutare a offrire rendimenti a lungo termine più durevoli. Lo spedizioniere globale DSV è un esempio di questa categoria. DSV non solo è potenzialmente posizionato per beneficiare della ripresa economica, ma dispone altresì di un piano strategico per ampliare la sua quota di mercato. Tramite acquisizioni, consolidamenti e diversificazione, mira a divenire la società di spedizioni maggiore al mondo. Dal 2006, non solo i suoi ricavi annuali sono aumentati passando da 5 miliardi di USD a quasi 20 miliardi di USD nel 2020, ma l’azienda è passata da un mix di ricavi concentrato a uno più bilanciato.Ci sono numerose tendenze di crescita secolare che probabilmente continueranno a manifestarsi nel lungo periodo. Settori come i veicoli elettrici, l’energia rinnovabile e la tecnologia medica si trovano ancora in una fase di sviluppo piuttosto iniziale. La penetrazione di queste tecnologie rivoluzionarie, se paragonate al mercato nel suo complesso, è ancora relativamente ridotta. E questo offre alle aziende che operano in questi settori il potenziale per crescere significativamente di dimensioni nel lungo periodo. Per investire in quest’area, potrebbe essere utile adottare un approccio specifico per i singoli titoli. Ad esempio, nel settore sanitario le attività di ricerca e sviluppo stanno creando cambiamenti trasformativi. Ma in un settore altamente specializzato e regolamentato, per individuare le aziende che potrebbero essere vincitori a lungo termine è necessaria una ricerca approfondita. BeiGene è una società di biotecnologie con sede in Cina che si focalizza sull’oncologia. Dispone di un’ampia gamma di trattamenti e terapie orientate a diversi tipi di tumori, tra cui il cancro al cervello, al collo e alla testa, alla vescica, alla prostata, alle ovaie, alla cervice e la leucemia. Ha in atto numerosi studi clinici con oltre 13.000 pazienti registrati in più di 40 geografie. Grazie alle sue ampie risorse umane, tra cui senior leader con decenni di esperienza internazionale, il nostro analista ritiene disponga di una pipeline potenzialmente competitiva a livello globale.Nessuno può sapere con certezza quale di questi scenari si manifesterà nel breve e nel lungo periodo. Ciononostante, un portafoglio diversificato che mira a investire in aziende posizionate per realizzare buoni risultati in scenari diversi può aiutare gli investitori a mitigare alcuni rischi e generare profitti nel lungo periodo.

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GAM: Big Data e AI saranno le nuove leve per avere un vantaggio competitivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Commento a cura di David Goodman, Investment Manager di GAM Investments. Anche se l’analogia “i dati sono il nuovo petrolio” potrebbe non essere nuova, è ancora valida con i dati che potenziano intere imprese e forniscono un buon valore, ma che secondo noi, come il petrolio non trattato, sono quasi inutili se non vengono gestiti nel modo giusto.Secondo un sondaggio del luglio 2020 a cui hanno partecipato 1.500 aziende leader nel mondo commissionato da Seagate technologies, circa due terzi dei dati a disposizione delle imprese rimangono non gestiti. “Il rapporto e il sondaggio chiariscono che le aziende vincenti devono avere forti legami con dati di massa”, ha detto il CEO di Seagate, Dave Mosley. “Il valore che una società ricava dai dati influenza direttamente il suo successo”.Le aziende devono quindi adottare una strategia legata ai dati o morire. Siamo all’apice di una nuova era tecnologica in cui, indipendentemente dal settore o dalle dimensioni di un’azienda, i fattori chiave per i risultati a lungo termine sono i dati e il modo in cui questi dati vengono utilizzati, con quest’ultimo aspetto critico per la competitività.Le aziende possono sfruttare i dati in una vasta gamma di settori. All’interno dell’industria business to consumer, Google è un primo esempio. Più persone cercano su Google, più dati forniscono, permettendo a Google di perfezionare e migliorare costantemente le sue prestazioni fondamentali, così come di personalizzare l’esperienza dell’utente.Per esempio, Waze l’app di mappe, è ora una controllata di Google ed è essenzialmente un database – più persone lo usano in tempo reale, migliore è l’esperienza di mappatura, e così più persone la usano, creando un volano di dati.I dati hanno anche applicazioni nell’industria agricola, che usa abitualmente sofisticate tecnologie di raccolta dati, ad esempio sensori di temperatura e umidità, immagini aeree e GPS, sensori di temperatura e umidità, immagini aeree e tecnologia GPS – tutto ciò fornisce una precisione che sta rendendo il settore più vantaggioso, efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per esempio, il produttore leader di macchinari agricoli John Deer sta sfruttando più di 10 anni di raccolta dati per consentire alle sue ultime macchine di valutare e agire in tempo reale per combattere le erbacce e migliorare la resa del raccolto.Nell’ambito dell’edilizia, dell’agricoltura e dei trasporti, a guidare la trasformazione digitale è Trimble, le cui soluzioni hardware e software generano grandi quantità di dati – sia attraverso i milioni di sensori installati su camion, trattori e macchinari da costruzione, o le decine di milioni di utenti del suo software Building Information Modelling.I dati sono utilizzati all’interno di città e comunità intelligenti, per esempio Johnson Controls International (JCI), una tecnologia globale e un business industriale, crea edifici intelligenti, soluzioni energetiche efficienti e infrastrutture integrate che modellano città e comunità intelligenti. La sua piattaforma digitale OpenBlue è un sistema all-in-one che permette agli operatori degli edifici di analizzare indicatori di sostenibilità, salute, acqua e benessere, riducendo al contempo l’energia e le emissioni di carbonio. La società si avvale di oltre quattro milioni di clienti come fonte di dati chiave e, man mano che raccolgono i dati, JCI sta utilizzando la mappatura digitale, il tagging dei dati e i motori AI per aiutare a modellare e ottimizzare le prestazioni degli edifici.Infine, i dati hanno il potenziale di migliorare enormemente il settore sanitario. Intuitive Surgical ha aperto la strada all’uso della robotica per assistere nelle procedure chirurgiche mini invasive con la loro macchina DaVinci. Nel corso del tempo, i medici hanno sperimentato nuovi modi di usare la macchina fornendo a Intuitive Surgical nuovi dati per migliorare la loro apparecchiatura. Questa performance attirerà più chirurghi, che a loro volta raccoglieranno più dati, migliorando ulteriormente le operazioni e ampliando il loro vantaggio competitivo.

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Nuovo libro di Bill Gates: Come prevenire la prossima pandemia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. Il libro evento del 2022. Uscita in contemporanea mondiale il 3 maggio. Le malattie sono sempre esistite tra gli esseri umani, ma non devono trasformarsi in disastri globali. Questo libro parla di come governi, scienziati, aziende e individui possano costruire un sistema in grado di contenere futuri focolai che inevitabilmente si presenteranno affinché non diventino pandemie. Per ovvie ragioni, il momento giusto per farlo è ora. Nessuno che abbia avuto a che fare con il COVID lo dimenticherà mai. Proprio come la Seconda Guerra Mondiale ha cambiato il modo in cui la generazione dei miei genitori ha guardato al mondo, il COVID ha cambiato il modo in cui noi oggi vediamo il mondo. Ma non dobbiamo vivere nella paura di un’altra pandemia. Il mondo può fornire cure di base a tutti ed essere pronto a rispondere e contenere qualsiasi nuova malattia… Capitolo dopo capitolo, questo libro spiega passo per passo cosa dobbiamo fare per essere pronti. Insieme, questi passi si sommano a un piano per eliminare la pandemia come minaccia per l’umanità, riducendo la possibilità che qualcun altro viva in futuro un altro COVID.” “Dopo il suo libro sul clima, Bill Gates ci consegna una nuova importante riflessione. È un invito a non dimenticare quanto abbiamo vissuto in questi due anni, a fare tesoro di quanto abbiamo imparato per evitare di farci trovare nuovamente impreparati. Un libro essenziale per prepararci al futuro con l’unica arma che abbiamo a disposizione: la conoscenza.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo

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Covid-19, quanto durano gli anticorpi nei guariti e negli asintomatici. Uno studio fa il punto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

La gran parte delle persone che si sono ammalate di Covid-19, specie se in forma grave, possiede anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus per almeno 16 mesi. È quanto emerge da uno studio della Southern University of Science and Technology di Shenzhen pubblicato su Nature Microbiology. Comprendere quale sia la durata della protezione acquisita dopo l’incontro con il virus SARS-CoV-2 è uno dei quesiti che più ha appassionato la ricerca fin dall’inizio della pandemia. «È stato dimostrato che i coronavirus umani stagionali inducono risposte anticorpali di breve durata e la reinfezione con lo stesso coronavirus stagionale si verifica frequentemente nei 12 mesi dopo l’infezione. Tuttavia, i due coronavirus che causano malattie gravi negli esseri umani (il SARS-CoV e il MERS-CoV) inducono risposte anticorpali più forti e che durano fino a 3 anni», spiegano i ricercatori. Nel caso di SARS-CoV-2 ancora non esistono dati definitivi. La nuova ricerca ha preso in considerazione 214 pazienti seguiti per quasi 16 mesi. 51 di essi avevano avuto un’infezione severa, 134 una lieve e 29 erano stati completante asintomatici. Studiando l’andamento degli anticorpi neutralizzanti (soprattutto di quelli IgG diretti contro la porzione RBD della proteina Spike) i ricercatori hanno scoperto che la risposta immunitaria raggiunge un picco dopo circa tre mesi dall’infezione; successivamente comincia un calo lento seguito da una stabilizzazione a un livello di anticorpi considerato comunque protettivo. Questi livelli si erano mantenuti fino all’ultimo test eseguito sui volontari a 480 giorni da quando avevano contratto l’infezione. Non tutti i pazienti presentavano però la stessa risposta immunitaria: i ricercatori hanno scoperto che dopo 1 anno il 14% di quanti avevano avuto una infezione lieve e il 50% di chi aveva avuto un’infezione asintomatica non avevano livelli rilevabili di anticorpi neutralizzanti. Lo studio ha mostrato inoltre un calo dell’efficacia degli anticorpi contro le varianti Beta, Delta e Mu. Mentre non ha fornito dati sulla variante Omicron. (fonte: Doctor33)

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Lavoro: Mura (Pd) a Bonomi, risorse umane leva competitività

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

“Se vogliamo aumentare la competitività dobbiamo lavorare sulla valorizzazione delle nostre risorse umane in termini di qualità della formazione anche continua, di giusta retribuzione, effettività di diritti, della cultura della sicurezza. Assieme alla dispersione scolastica esplicita ed implicita, queste sono tutte variabili che denotano una debolezza nazionale, se confrontate con quelle di Francia e Germania che hanno indici di competitività migliori dei nostri. Sono elementi che anche Confindustria deve prendere in considerazione quando chiede una politica industriale”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) commentando l’intervista del presidente di Confindustria Carlo Bonomi al Corriere della Sera. “Il Pd è schierato senza esitazioni sul fronte delle riforme e degli interventi strutturali che – aggiunge la parlamentare – devono sostenere una crescita stabile ed equa. I dati dimostrano che la crescita non è naturalmente equa se nel nostro Paese 1 lavoratore su 10 è povero. Quindi la qualità del lavoro, al pari di quella della PA, delle politiche energetiche e di quelle della giustizia – conclude Mura – sono imprescindibili leve della competitività”

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Intellera Consulting assume 300 nuovi professionisti per sostenere la crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Intellera Consulting prosegue la sua espansione e avvia un’importante campagna di assunzioni per sostenere la crescita dei servizi. Dopo aver già inserito quasi 180 persone da luglio 2021, la società di consulenza conferma un piano di assunzioni di circa 300 profili entro giugno 2022, che porterà la sua rete di professionisti – tra dipendenti e consulenti esterni – a espandersi dalle attuali 800 unità a oltre 1200 persone entro i prossimi 5 mesi.La società di consulenza organizzativa, gestionale e tecnologica nata lo scorso anno attraverso un’operazione di management buyout dei partner della linea di business dedicata alla Pubblica Amministrazione e all’Healthcare di PwC Italia, con il supporto del Fondo Gyrus Capital, ha raggiunto 73 milioni di euro di fatturato nell’anno fiscale 2021, con 200 milioni di gare vinte solo negli ultimi quindici mesi, al servizio di oltre 300 clienti tra PA, sanità, organizzazioni internazionali e utilities. Oggi prima consulting firm nel settore pubblico in Italia per volume di affari, il progetto di sviluppo è incentrato sull’ulteriore ampliamento nei settori Government & Healthcare e sull’espansione nel settore privato, sia a livello italiano che internazionale. “Intellera ha un ambizioso programma di sviluppo fondato sulle persone, che sono il nostro principale asset, perché solo dall’acquisizione dei migliori talenti passa la crescita del nostro business – dice Giancarlo Senatore CEO di Intellera Consulting -. Siamo una nuova società indipendente, eppure consolidata da anni di esperienza, partner strategico dell’innovazione di organizzazioni pubbliche e private. Cerchiamo persone disponibili a partecipare a un importante progetto imprenditoriale, per condividere con noi la passione per un’attività al servizio del paese”. Per tutti i laureati neoassunti con età fino a 28 anni è previsto un programma di induction biennale, che prevede: un percorso di formazione tecnica e manageriale e la possibilità di un terzo anno di aggiornamento su temi CSR con sperimentazione di social business case a supporto di progetti di NGO partner; un piano per l’acquisizione di certificazioni professionali; l’affiancamento di un tutor e l’accesso a un percorso di carriera trasversale basato su interessi, merito e performance, pensato per superare la logica “a silos” tipica del settore, con la possibilità di coinvolgimento ed engagement costante nello stesso progetto di sviluppo aziendale di Intellera. Non potrebbero mancare per i nuovi assunti di Intellera Consulting, un piano welfare a 360 gradi che prevede una piattaforma dedicata, polizze assicurative, contributi asili nido e facilitazioni per l’accesso a strumenti finanziari, servizi di benessere e sport, in un ambiente fortemente orientato a favorire diversity e inclusion.

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La nuova sfida si chiama mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Ad affrontarla in un nuovo modo, modificando completamente i paradigmi del settore automotive, è CSI Società Cooperativa, società interamente partecipata dagli Agenti del Gruppo Agenti Italiana Assicurazioni. Dall’incontro con i fondatori di Hurry – Alberto Cassone e Riccardo Pingiori -, azienda attiva fin dal 2014 nell’e-commerce automotive e nella ricerca di forme innovative di mobilità, nasce così la nuova società che si occupa di noleggio a lungo termine: CSI Spa, partecipata appunto dai due imprenditori e da CSI Soc. Coop. Una nuova attività che aiuta il settore assicurativo, il core business del Gruppo, e che permette di ampliare i servizi per i clienti e poter soddisfare le esigenze che, nel tempo, cambiano, come appunto nel settore della mobilità. La nuova realtà è stata presentata a Roma, durante la giornata evento organizzata dal Gruppo Agenti Italiana Assicurazioni a dal CSI Soc. Coop. per farla conoscere a tutti gli associati che, fin da subito, hanno avuto l’opportunità di diventare soci, azionisti, proprietari, senza minimamente andare in contrasto con l’attività della mandante principale, Italiana Assicurazioni. Tutti i presenti hanno colto l’importanza di esserci, e circa cento agenzie in tutta Italia hanno già manifestato l’interesse a partecipare come soci alla nuova società. CSI Spa può valorizzare ancora di più il ruolo degli Agenti come intermediari che conoscono profondamente le relazioni, un’opportunità concreta che viene messa a disposizione di tutti gli associati per poterla offrire ai clienti e permettere di entrare in un nuovo mercato di servizi. Un’unione potente con un partner che ha riconosciuto la competenza e la forte relazione con i clienti degli Agenti e che, dopo il grande successo ottenuto nel campo digitale con Hurry, intende collaborare per effettuare un ulteriore passo in avanti: la rivoluzione phygital, la nuova traiettoria strategica basata sull’integrazione tra il modello digitale e la rete fisica, formata appunto dalle relazioni.

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Cellule staminali e benessere della persona

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Cellule staminali come indicatori del benessere, anti-aging e per ridurre i problemi di salute. Basta un semplice prelievo di sangue per misurarle e intervenire per favorire un loro aumento, attraverso specifica attività fisica, corretti stili vita, fisioestetica e programmi alimentari a base di nutraceutici. Di questo si è parlato a Milano, alla presentazione del progetto Fitness&Staminal, il primo percorso di benessere a 360°, che può contare su numerosi trattamenti, come l’ozonoterapia, il Plasma Ricco di Piastrine (PRP), la carbossiterapia, ultrasuoni e radiofrequenza. Riconosciuto dalla SIMCRI, la Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica, si avvale del supporto di medici e figure altamente specializzate.“Le cellule staminali sono il motore rigenerativo del nostro organismo – afferma Eugenio Caradonna, presidente SIMCRI –. Si trovano sia nel sangue che nei tessuti come i muscoli e sono responsabili della loro funzionalità. Sono fortemente collegate all’invecchiamento e allo sviluppo di patologie cardiovascolari e neurodegenerative. Come per la glicemia e il colesterolo, con un semplice prelievo di sangue è possibile misurarle per scoprire se stiamo bene e intervenire per migliorare la nostra salute. Poi si definisce il programma personalizzato migliore per incrementarle. Durante il percorso avverranno altre misurazioni delle cellule, per verificare i progressi. È indicato a tutte le fasce d’età e si adatta alle caratteristiche di ognuno: può essere tanto utile agli sportivi quanto alle donne in menopausa. Soprattutto in questa fase post-Covid, prendersi cura di sé si è dimostrato importante.”Il programma è disponibile presso la sede di Milano del centro di medicina e chirurgia estetica “Care Clinic”, il solo in Italia accreditato dalla SIMCRI per il progetto Fitness&Staminal.

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Reumatologia e i rapporti tra medico e paziente

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

In Italia il Coronavirus ha compromesso l’assistenza ordinaria ai pazienti colpiti da malattie reumatologiche. Il 62% infatti non è riuscito a mantenere i contatti con lo specialista durante le fasi più acute della pandemia, nemmeno attraverso la telemedicina. Di questi il 27% dichiara che il medico non sia stato reperibile in quei mesi difficili. Per il 41% l’ospedale non ha messo a disposizione strumenti digitali per la telemedicina. Per otto malati su dieci le nuove tecnologie dovrebbero favorire i contatti non solo con lo specialista di riferimento ma anche con altri professionisti (per esempio il ginecologo, il cardiologo o l’ortopedico). Forti lacune sono evidenziate anche per altri aspetti della gestione della patologia. Per esempio il 91% dei pazienti non utilizza nessun strumento digitale per la somministrazione di farmaci. E nove su dieci auspicano un dialogo costante con il reumatologo anche per affrontare eventuali comorbidità collegate alla malattia. E’ quanto emerge da un sondaggio on line svolto su oltre 200 malati dall’ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) in collaborazione con l’Osservatorio CAPIRE. I risultati dell’indagine sono stati presentati, nei giorni scorsi, nel webinar “Il territorio e la reumatologia” realizzato con il supporto non condizionato di UCB. All’evento on line hanno partecipato rappresentati dei pazienti, medici specialisti e istituzioni. “L’indagine che abbiamo condotto apre interrogativi importanti e ribadisce alcune preoccupazioni che abbiamo denunciato fin dall’inizio della pandemia – sottolinea Silvia Tonolo Presidente ANMAR Onlus -. La lontananza, non solo fisica, di molti pazienti dal proprio specialista può avere determinato problemi di mancata aderenza alla terapia e quindi la continuità di cura. Lo stesso vale per gli esami diagnostici che spesso non sono stati eseguiti. Possono esserci stati dei fenomeni di riacutizzazione delle forme più gravi di artrite o di altre malattie. Da mesi stiamo ricevendo da malati e caregiver questo genere di segnalazioni. In quasi l’intero territorio nazionale il Covid-19 ha interrotto l’assistenza sanitaria reumatologica, soprattutto nell’autunno-inverno del 2020 e in questi ultimi mesi. La digitalizzazione della sanità e il ricorso a tecnologie di telemedicina risultano ancora deficitarie anche a causa di una scarsa conoscenza da parte sia dei malati che dei medici. Le potenzialità di questi mezzi sono evidenti e tuttavia solo l’11% dei pazienti continua ad usarli regolarmente a distanza di due anni dall’inizio della pandemia. E’ evidente che sia necessario non solo un’implementazione della telemedicina ma anche un’opera di alfabetizzazione per renderne più frequente il ricorso”. Il sondaggio dell’ANMAR evidenzia inoltre alcune perplessità circa il nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede lo spostamento dell’assistenza sanitaria dall’ ospedale al territorio. Il 30% degli intervistati si dichiara sfavorevole a questo passaggio e di questi il 48% sostiene di sentirsi meglio seguito in ospedale. Il 19% invece ritiene che i medici del territorio non sia sufficientemente preparati nel gestire patologie spesso complesse.

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Robeco: Comprare ai minimi? Occhio ai 4 fattori avversi al ritorno del Toro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

A cura di Peter van der Welle, Strategist del team Multi Asset di Robeco. L’azionario USA ha subito un crollo a doppia cifra, per paura che i valori costantemente elevati dell’inflazione potranno costringere la Federal Reserve a un più aggressivo aumento dei tassi. In genere, di fronte a una significativa oscillazione dei mercati, gli investitori sono tentanti di rientrare quando i prezzi sono più bassi. Ma è meglio essere prudenti, visti i quattro fattori avversi che si frappongono alla ripresa del trend rialzista. Il problema principale rimane l’inflazione, che si è impennata per colpa delle carenze di fornitura registrate al termine dei lockdown anti Covid-19 e con l’aumento dei prezzi dell’energia, riducendo drasticamente il potere d’acquisto di aziende e consumatori. Innanzitutto, nei prossimi mesi il rischio di inflazione tenderà a crescere ulteriormente, anche se successivamente ci aspettiamo un drastico calo. I mercati finanziari hanno capito che la Fed vuol fare battaglia all’inflazione e, per fronteggiare il rischio inflazionistico, hanno già scontato cinque aumenti dei tassi per il 2022. Questo potrebbe creare ulteriori turbolenze dopodiché, però, secondo noi i mercati si accorgeranno del rallentamento dell’inflazione, quantomeno nelle componenti cicliche dell’economia. Se consideriamo il minor tasso di incidenza di base dei prezzi del petrolio, l’inflazione IPC dovrebbe comunque scendere a circa il 3,5%. Ciò significa che verrà dimezzata rispetto agli attuali livelli su base annua.Il secondo rischio è che la fine della pandemia e la riapertura del settore dei servizi riducano la domanda di beni di consumo durevoli, tra cui elettrodomestici e automobili. L’intensità dei lockdown imposti negli ultimi 18 mesi ha fatto schizzare il consumo dei beni durevoli, per i quali la gente, impossibilitata ad uscire e cenare in ristoranti di lusso, ha speso cifre esorbitanti. Con la riapertura delle economie dovuta all’indebolimento della variante Omicron, questa tendenza è destinata a scemare. Il calo dei consumi potrebbe imporre una flessione agli indici manifatturieri come l’ISM. Questo rischia di generare timori di crescita, soprattutto se l’ISM dovesse scendere sotto quota 55 (qualsiasi cifra superiore a 50 denota crescita). Le previsioni di consenso relative alla crescita del PIL reale sono in linea con un ISM pari a circa 56. Se il livello dovesse scendere sotto di questa soglia, per i mercati sarebbe una brutta sorpresa. Qualsiasi timore per la crescita, infatti, potrebbe avere vita breve, visto che la ripresa dei servizi dovrebbe mantenerne il valore al di sopra del trend; si tratta quindi di un rischio che i mercati possono superare.Poi ci sono le tensioni tra Russia e Ucraina anche se gli investitori farebbero meglio a guardare il valore dei credit default swap (CDS), piuttosto che i 100.000 soldati russi stanziati al confine ucraino. Gli attuali spread dei CDS del governo russo equivalgono a un terzo di quelli registrati durante il picco della crisi del 2014, quando ad essere annessa è stata la Crimea. All’epoca, gli spread dei CDS erano a 600 punti base, oggi sono a circa 210. Possiamo quindi affermare con discreta sicurezza che si tratta di un rischio sottovalutato. Una volta rientrato dalle Olimpiadi invernali di Pechino, Putin potrebbe voler conquistare la contesa regione del Donbass, nell’est dell’Ucraina, ma le sue ambizioni si scontrano con le severe sanzioni imposte dall’Occidente. Inoltre, è molto improbabile che un paese con una disputa in atto riguardo i propri confini possa entrare nella NATO. La vicenda potrebbe quindi essere di breve durata. Difficilmente questa crisi produrrà un nuovo mercato ribassista, ma potrebbe far salire il prezzo del petrolio dagli attuali 89 dollari al barile a oltre la delicata soglia dei 100 dollari. Tutto sommato ci pare un rischio gestibile.Il quarto e ultimo rischio è più serio, non facile da controbilanciare e riconducibile a ciò che ha provocato la correzione dei mercati di gennaio: una Fed meno favorevole ai mercati. Aumentare i tassi è una cosa, avviare una stretta monetaria è ben altra. I multipli dei mercati azionari potrebbero subire una flessione se i bilanci della Fed dovessero ridimensionarsi, invertendo il processo a cui abbiamo assistito durante il quantitative easing. Se guardiamo al classico rapporto prezzo/utili dell’S&P 500, le valutazioni dell’azionario USA sono storicamente elevate. L’ondata di vendite di gennaio ha ridotto tutti i multipli, ma l’S&P 500 si è mantenuto del 30% superiore alla media storica degli ultimi 40 anni. Resta da capire se la Fed stia davvero diventando meno favorevole al mercato. Se calasse il rischio d’inflazione, la politica della Fed potrebbe rivelarsi meno aggressiva nel secondo o nel terzo trimestre, allontanando ulteriori rialzi dei tassi.Finché i tassi di crescita dei mercati sviluppati supereranno il trend – come avviene nel nostro scenario di base – riteniamo che i mercati azionari sapranno gestire un ulteriore aumento dei tassi di interesse reali e quindi adattarsi alla nuova realtà. Anche se comprare ai minimi non è più facile come una volta, questa correzione non preannuncia la fine della fase di rialzo dell’azionario, né decreta la scadenza del fenomeno TINA (There is No Alternative). Gli attuali parametri di valutazione relativa – tra cui il premio al rischio azionario – invitano alla prudenza, perché il rischio di ribasso è in crescita, nonostante la storia ci insegni che a questi livelli i titoli azionari tendono a sovraperformare le obbligazioni. Per i prossimi 12 mesi, rimaniamo ottimisti sull’azionario e ne confermiamo la posizione leggermente sovrappesata nei portafogli multi-asset.

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La ‘qualità’ è una protezione per l’inflazione?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

A cura di Alistair Wittet – Analista e Gestore dell’azionario europeo di Comgest. L’aumento dell’inflazione e la prospettiva di una serie di aumenti dei tassi di interesse hanno turbato gli investitori, portando al recente crollo del mercato. In mezzo a tutto il nervosismo del mercato, crediamo che uno dei modi migliori per gli investitori di salvaguardare i loro portafogli contro l’inflazione e gli aumenti dei tassi di interesse sia quello di mettere i loro capitali in aziende di qualità che hanno potere di determinazione dei prezzi e solidi bilanci.Nessuno può davvero prevedere quanto gravi saranno le pressioni inflazionistiche. Tuttavia, dato che per battere l’aumento dei prezzi, le aziende devono aumentare i prezzi al di sopra del livello dell’inflazione, il potere di determinare i prezzi dovrebbe essere una considerazione fondamentale per qualsiasi decisione di investimento. Un certo numero di diverse aziende europee che vendono prodotti diversi come energia, borse e farmaci anti-obesità, sono attualmente in un’eccellente posizione di pricing power.Mentre una pletora di fornitori di energia è recentemente crollata a causa degli aumenti dei prezzi, la società chimica industriale Linde, il più grande fornitore di gas industriale al mondo, sa bene come trasferire gli aumenti dei prezzi. Dato che una fornitura ininterrotta di gas è fondamentale per i loro processi di produzione, i clienti avversi al rischio firmano contratti di 20 anni in cui i costi vengono contrattualmente trasferiti.Alcuni giganti del lusso, come LVMH e Hermès, sono sostenuti dalla forza di determinare i prezzi dei loro marchi. Questa forza a sua volta deriva dalla natura esclusiva degli articoli di lusso che fa sentire l’acquirente parte di qualcosa di unico e speciale. Nel 2020, nel bel mezzo della pandemia di Covid-19, LVMH ha aumentato i prezzi del suo marchio Louis Vuitton di circa il 5% e del suo marchio di liquori Hennessy dal 3% al 4%, nonostante l’epidemia del virus. Un’ipotesi iniziale potrebbe essere quella di un calo delle vendite, ma in realtà la crescita dei volumi ha continuato senza sosta.Anche le aziende che producono le cosiddette tecnologie ‘trasformazionali’ sono una scelta saggia. L’azienda sanitaria danese Novo Nordisk è un buon esempio di un’azienda “game changer” e che detta i prezzi. Il suo farmaco anti-obesità Wegovy ha dimostrato di portare una perdita di peso media del 16%-18% dopo 68 settimane.* Poiché 1 americano su 3 è clinicamente obeso, questo farmaco sta vivendo una domanda eccezionalmente alta. Non dobbiamo dimenticare che, di fronte all’aumento dei tassi d’interesse, le aziende con bassi livelli di leva finanziaria sono in una posizione favorevole, poiché non devono spendere tanto per ripagare il loro debito. In effetti, a parità di condizioni, questo le pone in una posizione di vantaggio competitivo, permettendo loro di continuare a investire nelle loro attività. Per minimizzare il rischio d’inflazione, gli investitori potrebbero anche cercare un rapporto debito netto/EBITDA nei loro portafogli che sia più vicino a 1x, un livello inferiore a quello dell’indice MSCI Europe (1,8x).

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Prezzi energia e non solo. Emergenza nazionale, subito!

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

“I prezzi dell’energia resteranno elevati a lungo”. L’altro giorno è stata la commissaria Ue all’energia, Kadri Simson nel corso di un’audizione alla commissione industria del Parlamento europeo. Oggi Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, che ha aggiunto come gli aumenti “si stanno estendendo a diverse categorie di beni e servizi”. E’ probabile, vista la difficile armonia dei politici, dell’informazione e degli informati italiani verso tutto ciò che non è italiano (figurati verso una signora dell’Estonia) che quanto detto dalla Simson non abbia avuto il dovuto rilievo… ma oggi, rincarando anche la dose, lo dice il nostrano Gentiloni … forse qualcuno ci farà più caso. Magari non solo per dichiarare che occorre fare qualcosa e talvolta proporre cose impossibili, ma per provvedimenti di emergenza nazionale che, al pari del covid, coinvolgano tutta l’amministrazione di Stato, Regioni e Comuni. Ché finora abbiamo visto interventi di alcuni miliardi da parte dello Stato per essenzialmente levare dalle bollette gli oneri di sistema. Bene, ma tutti sanno che sono insufficienti. E al di là dello Stato, proprio in questi giorni alcuni Comuni stanno spegnendo un po’ di luci per manifestare le loro preoccupazioni in materia… come se il problema non fosse già noto e le cose da fare non fossero la sensibilizzazione ma iniziative in soldoni….. L’emergenza nazionale per lo specifico bollette crediamo possa dare molto poco oltre quanto già fatto. Il problema è solo geopolitico ed un eventuale intervento dell’Italia è ininfluente . Per cui, come “suggerito” dal commissario Gentiloni, occorre intervenire sui rincari di prodotti e servizi già in atto per il rincaro dell’energia. E l’unico intervento che l’amministrazione centrale, regionale e locale possono fare è diminuire al massimo i propri aggi, Iva in particolare. Lo Stato dovrebbe prendere provvedimenti nazionali per quanto di propria diretta competenza, estendo altrettanto competenza ad amministrazioni regionali e locali. Un vuoto di introiti? Quasi sicuro. Ma unico metodo per non registrare un impoverimento generale della popolazione e uno sviluppo gigantesco delle inadempienze dei contribuenti verso il Fisco, con conseguente costoso sviluppo dei contenziosi con una controparte quasi per niente colpevole perché furba, ma colpevole perché impoverita. E, aggiungiamo, anche una buona occasione perché Stato ed amministrazione mettano mano in modo più energico per individuare e abolire i diffusi sprechi.François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Giornata mondiale del malato

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Dal 28 febbraio al 6 marzo a Cernusco sul Naviglio si celebrerà il capitolo della provincia lombardo veneta dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli, il momento più alto di governo di una provincia religiosa. «Rifletteremo sul mandato che ci ha affidato Papa Francesco nel 2019 – spiega il superiore provinciale fra Massimo Villa chiedendoci di uscire con passione per costruire il futuro dell’ospitalità». Il capitolo valorizzerà il laicato, integrando ai 14 religiosi che eleggeranno il nuovo vertice della provincia religiosa 11 “vocali” laici, tutti collaboratori fortemente impegnati nelle attività mediche e assistenziali del gruppo Fatebenefratelli: «non è una novità – dice fra Massimo Villa in occasione della Giornata Mondiale del Malato, che ricorre domani – perché da sempre la vita della provincia si svolge con la partecipazione del mondo laicale, non solo nella parte gestionale, ma anche nell’adesione ai nostri valori; quindi, un evento così importante non poteva prescindere dal contributo dei laici, che condividono con noi il carisma dell’ospitalità. Il messaggio del Papa – ogni vita va custodita sempre – ci accomuna nello sforzo quotidiano di essere samaritani buoni ed efficaci nel curare le ferite della carne e dell’anima».L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI (www.fatebenefratelli.it) è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche. La Provincia Lombardo Veneta, essendo parte di questa grande comunità ospedaliera, realizza la propria vocazione religiosa dedicandosi al servizio della Chiesa prestando, senza scopo di lucro, attività sanitarie ed assistenziali in particolare nei confronti di malati e bisognosi. La mission della PLV è in primo luogo l’ospitalità realizzata attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, che garantiscano ad ogni utente la cura più adeguata al proprio bisogno di salute, in una logica di corretto ed economico uso delle risorse. La PLV esplica la propria attività assistenziale in 4 contesti regionali differenti (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), attraverso 9 strutture sanitarie/socio-sanitarie accreditate presso il SSN per 2192 posti letto complessivi. I Fatebenefratelli, sulle orme del loro fondatore San Giovanni di Dio, si impegnano a garantire un’assistenza integrale, che pertanto consideri e abbracci tutte le dimensioni della persona umana: fisica, psichica, sociale e spirituale. Tale assistenza umanizzata viene agita ogni giorno grazie alla compartecipazione alla missione da parte dei Fatebenefratelli e dei circa 2200 collaboratori assunti a vario titolo all’interno della Provincia Lombardo Veneta.

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La qualità della chirurgia oculistica, nelle strutture pubbliche italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

“E’ assolutamente al passo con gli standard delle strutture europee e di quelle dei Paesi extraeuropei dalle economie più avanzate. E questo è possibile grazie alla presenza di ottimi professionisti sul campo. L’Associazione Italiana dei Medici Oculisti si dissocia dunque da quanto affermato di recente in alcuni video dal presidente della Società Oftalmologica Italiana, secondo cui la qualità della chirurgia oculistica erogata dal Servizio sanitario nazionale sarebbe ormai diventata la ‘peggiore d’Europa’”. È quanto tengono a sottolineare in una nota il presidente di AIMO, Luca Menabuoni, e la referente dei Rapporti con le Istituzioni dell’Associazione, Alessandra Balestrazzi. “Si tratta di affermazioni fatte a titolo personale- proseguono- che non condividiamo”. La presenza in Italia di medici oculisti “altamente qualificati”, sottolineano ancora Menabuoni e Balestrazzi, permette di “superare la carenza di tecnologie all’avanguardia che riguarda solo alcune realtà del tutto minoritarie del nostro Paese, ma che non compromette in alcun modo la sicurezza della chirurgia”. A ribadire la posizione di AIMO sull’argomento anche il segretario dell’Associazione, Paolo Michieletto: “Ci sono ottimi chirurghi in quasi tutti gli ospedali italiani- dice- e da questo punto di vista il nostro sistema sanitario è molto invidiato. Il nostro è un Servizio Sanitario Nazionale pubblico che offre la possibilità di essere curati molto bene nella maggior parte degli ospedali italiani. Non dobbiamo denigrare sempre la nostra sanità”. Piuttosto, AIMO esprime preoccupazione per le proposte del ministero della Salute per il nuovo ‘Nomenclatore tariffario dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica’, perché “i tagli sono trasversali, colpiscono quasi tutte le prestazioni, sono di circa il 20% per gli interventi di cataratta e moltissime prestazioni appaiono sottofinanziate di molto e i conseguentemente i cittadini rischiano di perdere opportunità di ricevere cure oculistiche appropriate nelle strutture pubbliche e convenzionate italiane”. Per questo AIMO fa sapere di aver “già segnalato la problematica alle autorità responsabili dello schema di decreto”, concludono dall’Associazione.

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Covid-19: nella saliva il possibile identikit predittivo del malato grave

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

A parità di sintomi, alcune persone affette da Sars-CoV-2 necessitano di ospedalizzazione mentre altre possono essere curate a casa. Cosa distingue i due gruppi e come identificarli rapidamente per guidare le scelte terapeutiche dei medici è oggetto di una ricerca Humanitas, pubblicata su Gastro Hep Advances, che descrive una nuova metodica basata sull’analisi della saliva e del sangue.Coordinatrice dello studio è la prof.ssa Maria Rescigno, capo del Laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas e docente di Patologia Generale di Humanitas University, che con il suo team di ricercatori ha affiancato il dott. Antonio Voza, responsabile del Pronto Soccorso di Humanitas, e la dott.ssa Elena Azzolini, responsabile del Centro Vaccinale di Humanitas.Di fronte alle difficoltà delle prime ondate pandemiche, quando in Pronto Soccorso si sono riversati migliaia di pazienti e le conoscenze sul decorso della malattia erano ancora poche, il team di ricercatori ha messo a frutto le competenze sul microbiota e sulle mucose per individuare nuovi marcatori di gravità che funzionassero precocemente. Maria Rescigno e Chiara Pozzi, immunologa ricercatrice di Humanitas, si sono concentrate sul microbiota della saliva e sull’insieme dei metaboliti, cioè dei prodotti che derivano da un processo chimico legato alla digestione o ingestione di alimenti.La combinazione di questi 3 parametri di saliva e sangue descriverebbe l’identikit del malato grave e quindi sarebbe in grado di distinguere i pazienti Covid sulla base dell’aspettativa del loro decorso clinico.Il prossimo passaggio potrebbe dunque essere la messa a punto di un test diagnostico, che al momento non è disponibile nei Laboratori di Analisi.La metodologia basata sull’analisi dei metaboliti – la metabolomica – è una novità che si sta imponendo nel panorama diagnostico. Una rivoluzione velocizzata da Covid-19 perché durante la pandemia è stato possibile analizzare i dati di tanti pazienti in tempi molto rapidi.

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Quanti anni di vita abbiamo perso nel 2020 per il Covid?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

È stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale «PLOS-ONE» uno studio di due docenti delle Università di Padova e di Ca’ Foscari Venezia, Stefano Mazzucco e Stefano Campostrini che mostra come in molti paesi del mondo, la pandemia di COVID-19 abbia portato a cambiamenti eccezionali nella mortalità. Utilizzando i dati sulla mortalità contenuti nel database sulla mortalità umana (Human Mortality Database), si sono ottenute delle stime su come è cambiata la “speranza di vita alla nascita”, ovvero il numero di anni che, con la mortalità osservata in quell’anno, un individuo mediamente vivrebbe. In Italia, uno dei paesi più longevi del mondo, avevamo un’aspettativa di vita di oltre 83 anni nel 2019. Nel 2020 questa è scesa a 82, perdendo, per la precisione, 1,34 anni. L’aspettativa di vita in Russia è scesa di più ben 2,16 anni, 1,85 in USA e 1,27 in Inghilterra e Galles. Le differenze tra i paesi sono sostanziali: molti paesi (ad es. Danimarca, Norvegia, Nuova Zelanda, Corea del Sud) hanno visto un calo piuttosto limitato dell’aspettativa di vita o addirittura un aumento dell’aspettativa di vita. Oltre alla triste conta dei morti, lo studio mostra come l’impatto sulla struttura demografica sia dipeso molto, non solo da quante persone si sono ammalate e poi morte a seguito del Covid-19, ma anche all’età di questi soggetti e, più in generale, alla struttura per età delle diverse popolazioni. Pertanto, l’Italia, ad esempio, pur presentando un numero di morti più elevato di tanti paesi, ha avuto un impatto sulla struttura demografica seppure significativo ma minore. I ricercatori stanno ora analizzando i dati del 2021 che presto saranno pubblicati in un successivo lavoro. Dalle prime analisi sembra che alcuni Paesi, tra cui l’Italia, abbiano recuperato in parte quanto perso nel 2020, altri paesi invece sembrano aver marcatamente peggiorato la situazione (tra questi i paesi dell’est Europa), altri confermano invece di non aver subito cambiamenti significativi (tra questi diversi paesi del Nord Europa, asiatici e dell’Oceania).«Lo studio della mortalità ci aiuta a capire il reale impatto della pandemia sulla struttura demografica della popolazione; i confronti internazionali poi aiutano a leggere le storie, anche molto diverse, del vissuto nei paesi.» dice Stefano Campostrini, Università Ca’ Foscari Venezia. Emerge inoltre che i paesi che più tempestivamente hanno raggiunto un’elevata copertura vaccinale sono anche quelli che hanno avuto il livello di mortalità (per tutte le cause, non solo per Covid) più basso.

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Scuola: GPS, si riapriranno nel 2022: Anief: se è vero, è anche merito nostro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

È a un passo dall’ufficialità la conferma dell’ordinanza che apre le Graduatorie provinciali per le supplenze nel 2022, così evitando il danno immane che porterebbe un eventuale posticipo al 2023: lo strumento normativo per permettere l’aggiornamento e i nuovi inserimenti nel corso della prossima estate sarebbe cosa fatta. Lo strumento potrebbe essere quello del decreto Milleproroghe, dice oggi anche la stampa specialistica, ma non si esclude che il ministero dell’Istruzione possa trovare la modalità anche attraverso altre vie. Quello che è cambiato è l’atteggiamento: adesso anche a viale Trastevere si sono convinti che le Gps vanno riaperte subito. “Anief prende atto della volontà ormai comune di non rinviare le Graduatorie provinciali delle supplenze – commenta il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – perché chi ha conseguito servizi e titoli deve essere messo nelle condizioni di farsi riconoscere i punteggi utili a migliorare la propria posizione nelle graduatorie, da utilizzare sia per le supplenze sia per le assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, con la pubblicazione delle disponibilità, i docenti supplenti devono essere messi nelle condizioni di scegliere le sedi a loro più congeniali, nello stesso periodo in cui si aggiorneranno anche le Graduatorie ad esaurimento e ripartirà pure la Call veloce. Non scherziamo, le Gps non potevano essere rimandate. E se, come sembra proprio, verranno riaperte allora è bene che si sappia che un bel po’ di merito è anche dell’Anief, che sta martellando l’amministrazione scolastica su questo argomento da diverse settimane”.

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Francis Bacon’s Powerful Painting ‘Triptych 1986-7’

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

SHANGHAI AND LONDON – Francis Bacon’s Triptych 1986-7 (estimate: £35,000,000-55,000,000) will be offered at auction for the first time in Christie’s 20th / 21st Century: London Evening Sale, a key auction within the 20/21 Shanghai to London sale series, which will take place on 1 March 2022. An extraordinary meditation on the passage of time, and a rhapsody on the solitude of the human condition, Triptych 1986-7 stands among Bacon’s last great paintings. Across three monumental canvases, his most rare and celebrated format, he entwines imagery drawn from the annals of twentieth-century history with a poignant, retrospective view of his own life and art. Originally unveiled in New York in 1987 at Marlborough Gallery, Christie’s will exhibit the work at Rockefeller Center until 15 February 2022.The suited figure in the left-hand panel is based on a press clipping of the US President Woodrow Wilson, stepping forward as he was leaving the Treaty of Versailles negotiations in 1919; the right-hand panel was inspired by a photograph of Leon Trotsky’s study taken after his assassination in 1940. In the centre sits a figure resembling Bacon’s then-partner John Edwards, his pose reminiscent of the artist’s beloved George Dyer in the haunting eulogy Triptych August 1972 (Tate, London). Widely exhibited throughout its lifetime, Triptych 1986-7 was most recently seen in the Centre Georges Pompidou’s acclaimed exhibition ‘Bacon en Toutes Lettres’ (2019-20).The year after its creation, Triptych 1986-7 was one of 22 paintings shown at the Central House of Artists’ Tretyakov Gallery in Moscow: the first exhibition by a well-known artist from the West to take place in Soviet Russia. Many viewers did not recognise the Trotsky photograph as a source, but to those who did, the painting’s presence heralded a sea-change in the country’s political attitudes towards art: the Iron Curtain, notably, would fall the next year. The British curator of the exhibition, James Birch, has recently documented his experience in a publication titled Bacon in Moscow (2022, Profile Books Ltd). Following its inclusion in major exhibitions at the Museo d’Arte Moderna, Lugano in 1993 and the Centre Georges Pompidou in 1996, the work made its American institutional debut in the Yale Center for British Art’s celebrated 1999 touring retrospective. As it travelled the country from East to West to South, its nod to US history, itself rare within Bacon’s oeuvre, would certainly have resonated with American audiences: Woodrow Wilson emerges from the darkness, his face pale and the weight of the world on his shoulders.Triptych 1986-7 is one of a rare number of large-scale triptychs by Bacon to remain in private hands. Between 1962 and 1991, the artist produced just 28 such works measuring 78 by 58 inches, nearly half of which reside in museums worldwide. Recalling the grand altarpieces of Grünewald and Cimabue, the seminal Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion (Tate, London) had announced Bacon’s arrival as an artist in 1944. He would go on to expand the genre to near-cinematic proportions, coming full circle with a second blood-red version of the 1944 triptych, also now held in the Tate, shortly after he created Triptych 1986-7. Compositionally, the closest cousin of Triptych 1986-7 remains the 1972 ‘black triptych’ produced in memory of Dyer, where dark canvas-like voids and haunting, liquefied shadows frame the human form. These devices would also play important roles in Three Portraits – Posthumous Portrait of George Dyer; Self-Portrait; Portrait of Lucian Freud (1973) and Triptych March 1974 (Fondación Juan March, Madrid), as well as the artist’s final Triptych of 1991 (Museum of Modern Art, New York). The depiction of Woodrow Wilson’s shoes shares much in common with Bacon’s Study for a Self-Portrait – Triptych (1985-86), while its conflation of public and private histories might be seen in relation to the landmark Triptych (1976).By 1987, Bacon was basking in the extraordinary success of his 1985 Tate retrospective, whose Director Sir Alan Bowness had named him the ‘greatest living painter’. Conversely, he was still haunted by Dyer’s sudden death, and had spent much of the previous decade in painterly confrontation with his own mortality. Two self-portraits from that period depict Bacon with a watch. In one, its ticking hand seems to merge organically with his own face. In drawing together elements from all eras of his practice, the work sets this temporal framework in the context of a life lived in paint. Trotsky’s lectern, in another reading, could just as easily be an easel; its sheet, stained with blood and lettering, might be a just-begun canvas or half-started novel. Art and life slip in and out of focus across the work’s three panels, each illuminated like a beacon against the void.

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