Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 17 febbraio 2022

GAM Investments: La Musa dei Mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

A cura di Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR. Mentre i listini azionari cercano di ripartire, aggrappandosi alle trimestrali per attenuare l’impatto negativo della stretta monetaria che ormai coinvolge tutte le principali Banche Centrali, il mercato del credito fatica ad assorbire il rialzo dei rendimenti governativi. Siamo alle soglie del temuto bear market obbligazionario? Con le ultime dichiarazioni di Powell, il rialzo dei tassi nella prossima riunione del FOMC di metà marzo è ormai un dato di fatto. Il mercato attualmente ne prezza almeno 5 nell’anno e assume sempre più forza l’ipotesi di un primo ritocco da 50 punti base (adesso dato con un 40% di probabilità), anche se storicamente ci sono pochi precedenti. Dopo un mese di gennaio difficile per i listini azionari americani, soprattutto per il Nasdaq, stiamo assistendo in questi giorni ad un recupero generalizzato. Le trimestrali dei big della tecnologia hanno riportato un po’ di serenità fra gli operatori, superando ancora una volta le attese degli analisti. Sul fronte obbligazionario invece, le dichiarazioni di Fed e Bce e le recenti rilevazioni dell’inflazione, mantengono alta la tensione e la volatilità sulle curve governative. Anche nel segmento dei corporate bond abbiamo assistito ad un repentino aumento degli spread, abbastanza normale visto il sentiment di mercato. Non è passato, però, inosservato il forte deflusso dalle obbligazioni high yield che da inizio anno negli Stati Uniti sono stati superiori ai 7 miliardi di dollari. Come ben sanno i veterani di Wall Street, quando il mercato si avvicina ad una fase “orso” il credito è il primo a muoversi, una sorta di leading indicator per i gestori azionari.Il timore in questa fase è che le aziende altamente indebitate che finora sono riuscite a finanziarsi a tassi stracciati possano andare in difficoltà a causa del marcato rialzo dei rendimenti, magari accompagnato dal rallentamento economico che ne riduce i flussi di cassa. Di conseguenza gli emittenti più fragili sono i primi ad essere venduti. Anche analizzando l’andamento del Nasdaq rileviamo come tutte quelle aziende in fase di start-up che ancora non producono profitti, e che avevano performato estremamente bene grazie all’ingente liquidità riversata sui mercati dalle Banche Centrali, da inizio gennaio abbiano corretto bruscamente. Con i tassi reali che si stanno velocemente avvicinando alla fatidica soglia dello zero, dopo quasi due anni in territorio negativo, è in atto un repricing di tutti quei segmenti le cui valutazioni si fondano su un’ipotetica crescita futura. Il rischio, però, è che anche il resto del mercato possa seguire la stessa strada se la leva monetaria non viene gestita accuratamente. La riunione di marzo della Fed rappresenta uno spartiacque fondamentale non solo per i listini, ma anche per la ripresa economica. Se come molti pensano, le pressioni inflazionistiche sono destinate a rientrare nella seconda parte dell’anno per poi normalizzarsi nel 2023, una stretta monetaria eccessiva rischia di far deragliare i mercati con forti ricadute sul risparmio privato e sulla solidità dei bilanci delle società.

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PIMCO: Ancora una volta un déjà-vu alla BCE?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

A cura di Joachim Fels, Global Economic Advisor di PIMCO. La svolta da falco della Banca Centrale Europea la scorsa settimana, insieme al Comitato di Politica Monetaria della Banca d’Inghilterra ad appena un voto dall’aumento dei tassi di 50 invece che di 25 punti base, ha reso abbondantemente chiaro che le banche centrali globali, Federal Reserve degli Stati Uniti in testa, sono determinate a reagire con forza di fronte all’inflazione che ha raggiunto i massimi pluridecennali. Con il presidente della BCE Lagarde che non esclude più i rialzi dei tassi quest’anno e indica che le recenti sorprese al rialzo sull’inflazione hanno portato a una “preoccupazione unanime” all’interno del Consiglio direttivo, i mercati prezzano ora la fine degli acquisti netti di asset nel corso di quest’anno e 50 punti base di rialzi dei tassi entro la fine del 2022, implicando così un’uscita dalla politica dei tassi negativi. Certamente, tale azione della BCE potrebbe essere giustificata come un’appropriata gestione del rischio per prevenire una potenziale spirale salari-prezzi, così come una risposta alla crescente impopolarità dei tassi di interesse negativi che le banche hanno sempre più trasferito sui correntisti. Tuttavia, gli episodi del 2008 e del 2011, quando la BCE ha dovuto invertire i rialzi dei tassi apparentemente appropriati in breve tempo a causa dei problemi di natura finanziaria, forniscono una narrativa di cautela e possono anche bloccare la mano a banchieri centrali sempre più nervosi alla BCE. Tuttavia, prima che la BCE possa allontanarsi dai tassi negativi, dovrà superare un ostacolo autoimposto che ha eretto in passato. Come parte della sua forward guidance sulla sequenza di uscita, il Consiglio direttivo ha dichiarato (e ripetuto giovedì scorso) che dovrà prima terminare gli acquisti netti di asset prima di iniziare ad alzare i tassi di interesse di riferimento della BCE. Questa indicazione si applica a entrambi i programmi di acquisto che sono attualmente ancora attivi – il programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP), che dovrebbe interrompere gli acquisti netti alla fine di marzo 2022, e il programma di acquisto di asset (APP). Per quest’ultimo, l’attuale guidance che la BCE ha riconfermato giovedì scorso prevede acquisti netti per 40 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2022 e 30 miliardi di euro nel terzo, seguiti da 20 miliardi di euro in seguito “finché sarà necessario”. Quindi, se la BCE volesse aumentare i tassi prima del 4° trimestre 2022, dovrebbe prima cambiare la sua guidance sugli acquisti e annunciare una fine anticipata dell’APP. Naturalmente, questo potrebbe essere fatto già a marzo per ottenere una maggiore possibilità di scelta sui tassi di interesse tuttavia, cambiare la forward guidance ha sempre un costo: tali indicazioni future saranno considerate poi meno credibili. Alla BCE, anche se gli argomenti di cui sopra per un cambiamento nella posizione di politica monetaria – la gestione del rischio e la politica dei tassi di interesse negativi – non dovrebbero essere liquidati facilmente, crediamo che i rischi di una stretta prematura supererebbero i benefici, per tre ragioni. In primo luogo, non siamo convinti che l’irrigidimento in un enorme shock di offerta causato dal Covid-19 e dall’aumento dei prezzi del petrolio sia una politica sensata. La domanda nell’area dell’euro è molto meno vivace che negli Stati Uniti, poiché la politica fiscale è stata meno espansiva e le restrizioni legate alla pandemia sono state più severe. Inoltre, la crescita nominale dei salari è rimasta finora molto contenuta, il che, insieme all’alta inflazione corrente, implica una riduzione significativa del reddito reale disponibile delle famiglie. Un inasprimento della politica monetaria aggiungerebbe la beffa al danno. In secondo luogo, un inasprimento della politica monetaria contraddirebbe l’obiettivo dichiarato della BCE di riaffermare le aspettative di inflazione a lungo termine intorno all’obiettivo di inflazione simmetrica del 2%. Infatti, i tassi d’inflazione di pareggio a cinque anni, che nonostante l’aumento nell’ultimo anno erano ancora al di sotto dell’obiettivo, sono scesi in picchiata in risposta alla svolta hawkish nella riunione del Consiglio di giovedì scorso. In terzo luogo, l’uscita dagli acquisti netti di attività e l’aumento dei tassi di interesse aumenta il rischio di incidenti finanziari, soprattutto perché i livelli di debito sono aumentati durante la pandemia e perché molte altre banche centrali stanno inasprendo la politica nello stesso momento. Dato il suo peculiare assetto istituzionale “una moneta, molte nazioni”, l’area dell’euro rimane soggetta al rischio di frammentazione finanziaria tra i suoi numerosi mercati di obbligazioni sovrane e i sistemi bancari nazionali. Mentre alcuni di questi rischi potrebbero essere mitigati con l’aiuto di una strategia di reinvestimento flessibile (che continua ad essere possibile sotto l’ombrello del PEPP) e attraverso operazioni di prestito mirate per le banche, il rischio di corse auto-avveranti su sovrani e banche rimane reale, specialmente se la BCE si sposta a combattere un problema di inflazione reale o percepito.Dati questi rischi, e memori degli episodi del 2008 e del 2011 di inasprimento intempestivo della BCE, è ancora probabile che alla BCE prevalgano il sangue freddo e la mano ferma. Tuttavia, il rischio di un altro errore politico è chiaramente aumentato – un punto di vista che molti attori di mercato sembrano condividere data l’inversione della curva dei rendimenti da 10 a 30 anni e il crollo dei tassi di inflazione di pareggio a lungo termine. Una ragione in più per prepararsi a un ambiente macro più incerto, irregolare e volatile nel 2022 e oltre!

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Edizioni NPE pubblicherà il Tex di Sergio Tisselli

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

Sergio Tisselli, illustratore e fumettista, è diffusamente amato e apprezzato non solo per il suo straordinario talento ma anche per il suo animo gentile. Lo stesso che traspare dai suoi disegni, così eterei e poetici anche quando raccontano di avventure. Non a caso, il maestro bolognese ha guadagnato la stima dei più grandi, uno su tutti Magnus, che gli ha affidato diverse sue sceneggiature.A due anni dalla sua prematura scomparsa, Edizioni NPE porterà in libreria l’unica incredibile storia di Tex disegnata da Tisselli: «Tex – Sfida alla vecchia missione», uscita nel 2015 con i testi di Paquale Ruju. Un’eccezione, quella della Sergio Bonelli Editore, che ha reso possibile questa nuova pubblicazione grazie alla lunga amicizia che la lega personalmente all’editore Nicola Pesce, ma soprattutto una scelta ammirevole che consentirà ai fan di Sergio Tisselli di avere una collana completa. Dal 2018, infatti, Edizioni NPE è impegnata a pubblicare le opere del maestro in una collana dedicata, inediti compresi, e questo di Tex era un tassello che non poteva mancare. Il volume sarà stampato in sole 2.050 copie, in edizione quindi limitata e numerata, e conterrà – oltre alla storia originale – una galleria di alcune illustrazioni di Tisselli dedicate al famoso personaggio western. L’uscita è prevista nel mese di aprile. Il volume, con le sue tavole interamente realizzate ad acquerello, narra del rapimento di una donna da parte di un capo Apache. Una vendetta ai danni di Patricia Graves, moglie del Comandante di Fort Thomas, il quale ha violato un trattato di cui era firmatario. In difesa di Patricia interverranno i texas rangers Kit Carson e Tex Willer e, dopo un duello corpo a corpo tra il personaggio più noto della Bonelli e il guerriero Octavio, la donna deciderà a chi riservare i propri sentimenti e la propria lealtà.

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I tredici gioielli suicidi, un libro di Michele Saglimbene

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

La prima tiratura del libro I tredici gioielli suicidi di Michele Saglimbene (ottobre 2020) si è esaurita in tempi record, infatti la casa editrice Cavinato ha proceduto nel tempo ad effettuare varie ristampe. L’ultima risale a giugno dello scorso anno ed è impreziosita da 26 magnifiche illustrazioni di Bianca Tommasi. Di difficile catalogazione, il libro vanta dei bellissimi caratteri gotici nell’alveo del genere fantasy ed è disponibile in formato cartaceo e Kindle su Amazon.Sin dalle primissime pagine ci immergiamo in un mondo immaginato con dovizia di lussureggianti particolari sul guscio di una gigantesca tartaruga cosmica. Su di esso, si staglia una città incantata che vive ed esiste solo di notte. In quel luogo magico festeggiava una stirpe di principi degli incubi, capace di avverare paure ataviche e desideri viscerali. Nel contesto di un loro ballo in maschera in una reggia costruita di essenze musicali cristallizzate, era custodito il loro tesoro più prezioso, ovvero una serie di tredici gioielli, dove in ogni pietra era incastonata una storia. In palio la Libertà suprema per chi fosse stato in grado di decifrare completamente l’indovinello dei gioielli. Infinite le meraviglie crudeli, le danze di intrighi, i duelli e le erotiche seduzioni di questa grande festa, nata nella fantasia dell’autore con una precisione e un’accuratezza proprie dei grandi autori che coltivano il genere. Michele Saglimbene, nome d’arte Il Favolaio, nasce nel 1977 a Roma, dove consegue la laurea in Filosofia Morale. Poeta e scrittore, trova tra le forme espressive predilette anche la danza, tanto da raggiungere dapprima la fama in qualità di ragazzo immagine nelle discoteche Goth e Fetish della capitale. I suoi temi, influenzati dalla musica Goth e classica barocca, sono soprattutto un canale impiegato per esaminare l’animo umano ed esplorare – tramite i grandi archetipi delle fiabe e del racconto fantastico ed intimista – i temi classici di libertà, amore e morte, nonché dell’auto-scoperta.

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Formazione per l’editoria, c’è anche TikTok nella nuova offerta dei corsi di AIE

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

TikTok entra nel nuovo piano di formazione che l’Associazione Italiana Editori propone a soci e professionisti dell’editoria e la cui offerta per il nuovo semestre è stata pubblicata online sul sito di AIE, in una nuova pagina che semplifica le procedure di iscrizione. Il social network più utilizzato dalla generazione Z si è mostrato capace di “spingere” titoli fino al top delle classifiche di vendite, in Italia e all’estero, sprigionando in libreria, secondo la definizione di James Daunt, amministratore delegato di Waterstones e ceo di Barnes & Noble «la stessa energia che abbiamo visto con Harry Potter». Come spiegato da Federico Rognoni, social media strategist e docente del corso che si tiene il 22 febbraio (10.00-13.00), oggi TikTok per gli editori è un social in grado di raggiungere pubblici che non sono presenti su altri canali. Inoltre i costi per la promozione delle campagne sono, ad oggi, molto inferiori a quelli di Instagram e questo fa di TikTok un’ottima soluzione anche per realtà medio-piccole.Più in generale, il programma formativo offerto dall’AIE si articola quest’anno in una serie di appuntamenti innovativi per argomento e formato. Un’attenzione particolare sarà dedicata alle novità legislative, con tre appuntamenti: il primo sul recepimento della nuova Direttiva Copyright a cura della struttura AIE (28 febbraio dalle 10.00 alle 13.00), il secondo sul tema dell’accessibilità in collaborazione con Fondazione LIA (19 aprile dalle 11.30 alle 13.00) e infine un corso sulla riforma del Codice del Consumo tenuto dagli avvocati Beatrice Cunegatti e Daniele Sborlini (12 maggio dalle 14.30 alle 17.30).Federico Rognoni, social media strategist, parlerà invece di comunicazione su TikTok e Instagram in due moduli (quello su Instagram si tiene il primo marzo, sempre dalle 10.00 alle 13.00) che alle tre ore «frontali» affiancano un’ora di consulenza e attività pratica su come modulare la presenza della casa editrice sulle due piattaforme, tenendo conto di budget, piani editoriali e risultati attesi.La programmazione del primo semestre prosegue poi con l’esplorazione dei formati audio per l’editoria con un nuovo appuntamento con Sandra Furlan e le ultime novità in tema di audiolibri e podcast (26 maggio dalle 10.00 alle 13.00). Sul fronte della produzione Lorenzo Capitani illustrerà invece come riconoscere ed evitare i difetti di stampa e confezione per migliorare costi e tempi della produzione libraria (14 aprile dalle 11.30 alle 13).Torna anche quest’anno il corso Dalla Passione all’impresa (7-8-14-15 marzo dalle 17.00 alle 20.00), che si rivolge agli aspiranti imprenditori raccontando loro tutto quello che devono sapere per avviare un’attività editoriale. A Lino Apone, coordinatore e docente del corso, si affiancheranno per le parti di rispettiva competenza Giovanni Peresson, Gianmarco Senatore, Davide Giansoldati e Paola Mazzucchi.A maggio e giugno, infine, AIE proporrà per la prima volta un corso di alta specializzazione sul piano editoriale digital della casa editrice. Calendari e programmi sono ancora in via di definizione, ma verranno pubblicati a breve sulla nuova pagina web dedicata all’offerta corsi e formazione.

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Teatro: Ma che colpa abbiamo noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

Roma Dal 18 al 20 febbraio Altrove Teatro Studio – Via Giorgio Scalia, 53 accoglie “Ma che colpa abbiamo noi” spettacolo di e con Chiara Casarico e Giuseppe De Trizio. Sono passati cinquant’anni dal 1968, della rivolta studentesca, dello scontro generazionale, della liberalizzazione sessuale e tanto altro… un anno che ha segnato un grande cambiamento socio-politico nel mondo del quale forse non sappiamo ancora apprezzare la portata e che ci pone ancora grandi interrogativi. “Ma che colpa abbiamo noi” è il ritornello di una canzone dei Rokes, con testo italiano di Mogol, che si piazzerà al secondo posto in uno storico Cantagiro del 1966 e che secondo noi rende bene l’idea del cambiamento che stava avvenendo in quegli anni. Così abbiamo deciso di guardare il ’68 a partire dalle canzoni uscite in Italia in quello storico anno (facendo qualche eccezione per canzoni uscite l’anno precedente) e raccontare, sempre a partire dalle canzoni, le vicende emblematiche del ’68 italiano. Venerdì 18 e sabato 19 febbraio ore 20 Domenica 20 febbraio ore 17 Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€.

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Donne e astrazione in Italia 1930-2000

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

Como 19 marzo – 29 maggio 2022 Villa Olmo, Inaugurazione 18 marzo 2022 ore 17. le sale settecentesche di Villa Olmo ospitano ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000, mostra organizzata dal Comune di Como e curata da Elena Di Raddo che racconta alcune protagoniste dell’arte astratta italiana a lungo trascurate o dimenticate che, grazie all’attività critica svolta in particolare negli ultimi vent’anni, stanno tornando al centro dell’attenzione. La storia dell’arte astratta infatti, in Italia come nel resto d’Europa, è una storia sostanzialmente al maschile, scardinata per la prima volta nel 1980 dall’importante mostra L’altra metà dell’avanguardia, a cura di Lea Vergine, che per la prima volta, porta alla luce le donne dimenticate dalla storia dell’arte, tra cui anche alcune artiste parte del gruppo degli astrattisti comaschi, le stesse che sono state raccontate in occasione delle grandi mostre Elles font l’abstraction al Centre Pompidou di Parigi e Women in Abstraction al Guggenheim Museum di Bilbao. ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000 prende avvio da quelle stesse artiste comasche allargando poi l’attenzione su altre protagoniste dell’arte italiana dagli anni Trenta del Novecento fino all’inizio del 2000, anni in cui l’indagine sull’astrazione si declina in gruppi e tendenze comprese tra astrazione geometrica, informale, pittura analitica e astrazione post-pittorica.L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo bilingue edito da Antiga Edizioni, a cura di Elena Di Raddo, con testi e saggi critici di Elena Di Raddo, Cristina Casero e Ginevra Addis.

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Bollette: Bianchini, servono 30 miliardi e il Governo lo sa

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

«Siamo in piena pandemia economica, il Governo non può negare l’evidenza dei fallimenti, dei locali vuoti, del caro-bollette, degli indicatori che certificano tutto ciò e agire di conseguenza. Il Governo non può tentennare come sta facendo dalla fine dell’estate. Lo stanziamento annunciato di circa cinque miliardi non servirà a nulla, nemmeno a prolungare l’agonia di chi sta per fallire. Il Centro studi di MIO Italia ha stimato la necessità di mettere in campo 30 miliardi di euro. E per fare questo serve uno scostamento di bilancio. Il Governo lo sa, non può non avere queste cifre». Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità. «Del resto, se siamo arrivati a questo punto, la responsabilità non è solo del covid, ma soprattutto di scelte politiche miopi e suicide nei confronti del Paese reale. In un’azienda il responsabile di tale debacle sarebbe accompagnato alla porta e nemmeno tanto gentilmente. Nell’azienda Italia, invece, i responsabili continuano a fare danni, mentre le piccole imprese affogano sotto il peso di bollette aumentate anche del 500%, del fisco-vampiro e del fatturato diminuito del 55% e più». «Servono 30 miliardi di euro. Sono tanti, certo, ma questa è la cifra corretta. Tutto il resto sono chiacchiere, fumo negli occhi. Lo sa bene l’Italia che produce, umiliata ogni giorno dall’Italia dei palazzi», ha concluso Paolo Bianchini.

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Bollette e paradossi. Riflessioni: siamo un Paese allo sbando energetico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

Sulla crisi energetica ne abbiamo sentite tante ma la situazione è sempre identica: prezzi in crescita e provvedimenti solo a livello tampone con iniziative (va riconosciuto) che sono anche molto azzardose per un regime politico abituato a mungere contribuenti e consumatori piuttosto che ad investire su di essi. Inoltre ci sono le lamentele che arrivano da politici di ogni livello. Caratteristica: occorre agire, con i più “virtuosi” che auspicano maggiore impegno per le energie alternative… sostanzialmente: tutti non hanno niente da dire. Poi le lamentele di alcune associazioni di consumatori, che sono passate dall’invito a non pagare le bollette (lo chiamano autoriduzione) a continuare a chiedere al governo interventi su interventi senza indicare da dove dovrebbero essere presi questi soldi.Poi certi ambientalisti che perorano il buio e il freddo piuttosto che incentivare l’unico modo che oggi abbiamo per non dover spegnere l’interruttore, il brutto e cattivo fossile. Non che il non-fossile sia inutile, ma…. domani: oggi è un altro giorno. Ultimi arrivati i Comuni, quelli che hanno spento le luci di alcuni loro palazzi e monumenti per significare la loro indignazione del fenomeno. Quei Comuni, spesso imprenditori pubblici nel nome del loro modo di concepire privatizzazioni e liberalizzazioni, che sono anche azionisti di società energetiche e che ben si guardano, oltre all’uso corrente e pubblico che fanno dei loro utili, di dedicarli alla specifica bisogna. Insomma una sorta di circo dove ognuno cerca di trarre profitto decantando la propria bellezza di fronte al cattivo e indefinito padrone dell’energia.Chi semina vento raccoglie tempesta, dicevano i nonni. E il vento è stato quello di investire su forniture da Paesi amici e non amici (Russia in primis) senza considerare che, oltre a dirsi disponibili a pagare le loro fatture, sarebbe stato opportuno poter usare questi contratti con la stessa scaltrezza ed efficacia che, per esempio, il premier russo Putin sta utilizzando il gasdotto Nord Stream 2: merce di scambio per garantirsi il cuscinetto ucraino contro la presenta Nato ai confini del proprio impero…. Roba di “alta” geopolitica da cui noi siamo assenti/inesistenti, e ci siamo affidati alla Germania che si è affidata agli Usa che, come sempre, da presunto guardiano dell’Occidente comunque filtra attraverso i propri interessi nazionali.Non stupisce che dopo tanto vento oggi ci sia la tempesta. L’Italia non è attrezzata per far fronte agli uragani. Ci siamo per questo affidati all’Unione europea che, nella fattispecie, è carente del principale grimaldello che occorrerebbe in casi del genere: un ministero degli Esteri con una politica estera comune… roba, al momento, da dibattiti culturali a margine dell’attività comunitaria. Al momento – bando alle chiacchiere – non ci resta che individualmente economizzare il più possibile sulla nostra energia… tanto fra un mesetto dovrebbe fare meno freddo. E ci raccomandiamo che, siccome sono prossime diverse tornate elettorali amministrative, votando ci si ricordi di chi ha detto cosa. François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Antivirali contro SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

Il primo ciclo del farmaco antivirale Paxlovid, sviluppato dalla multinazionale statunitense Pfizer contro Covid-19, è stato somministrato la scorsa settimana all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma a uomo di 54 anni con patologie cardiovascolari che lo esponevano a un rischio aumentato di andare incontro alle forme più gravi dell’infezione. Il trattamento per essere efficace deve cominciare entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi e prevede l’assunzione di tre pillole due volte al giorno per cinque giorni. Delle tre pillole, due contengono il principio attivo nirmatrelvir, una molecola capace di inibire il processo di replicazione del SARS-CoV-2 all’interno della cellula ospite. La terza pillola contiene invece il ritonavir, un agente antivirale inizialmente formulato per trattare l’infezione con HIV, il virus che causa l’AIDS, e che serve a mantenere alta la concentrazione del nirmatrelvir nel sangue per un tempo sufficientemente lungo ad avere l’effetto desiderato.L’EMA ha autorizzato a fine gennaio l’uso di Paxlovid in persone a rischio di Covid-19 grave, seguendo la decisione già presa dall’FDA prima di Natale e dal Regno Unito alla fine di dicembre. In uno studio clinico che ha coinvolto circa 2 000 persone con almeno una condizione clinica che aumenta il rischio di sviluppare forme gravi della malattia, 1 100 partecipanti hanno ricevuto Paxlovid e gli altri un placebo. Nel primo gruppo solo lo 8 persone sono state ricoverate e nessuna è morta nel mese successivo all’inizio del trattamento, mentre nel secondo gruppo i ricoveri sono stati 66, 12 dei quali si sono conclusi con la morte del paziente. Il farmaco ha dunque dimostrato di ridurre il rischio di ospedalizzazione o morte dell’88%. Il farmaco è quindi estremamente promettente, ma per ora è disponibile in quantità limitate. La struttura commissariale diretta da Francesco Paolo Figliuolo ha firmato un contratto con la causa farmaceutica statunitense per la fornitura di 600 mila cicli per il 2022, di cui 11 200 già consegnati e in distribuzione alle Regioni. La Germania ne ha ordinati un milione, gli Stati Uniti inizialmente 10 milioni, raddoppiando poi l’ordine all’inizio di gennaio. L’Europa sta valutando se avviare una contrattazione comunitaria come è già avvenuto per i vaccini. (fonte scienza in rete)

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Gestione del rischio a favore degli agricoltori

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

“Dal 2022 gli agricoltori potranno contare sia sulle polizze agevolate a copertura dei rischi climatici e delle fitopatie, infestazioni parassitarie ed epizoozie sia sugli strumenti per la stabilizzazione dei prezzi in caso di fluttuazioni di mercato nonché sull’innovativo ‘Fondo di Mutualizzazione nazionale’ a copertura delle avversità catastrofali, gelo, brina, alluvioni e siccità attivato con il prelievo del 3 per cento a valere sugli aiuti diretti. Come ho sempre fortemente richiesto, tale fondo entra in vigore già quest’anno con un finanziamento di ben 621,5 milioni di euro, in anticipo su quanto previsto con la nuova Politica Agricola Comune (PAC). Queste risorse si aggiungono ai 250 milioni delle assicurazioni agevolate e ai 50 milioni destinati alle Regioni per coprire gli anticipi a valere sul credito di soccorso. Le imprese agricole potranno così essere sostenute con maggiore celerità, efficacia e immediatezza, in modo tale da non dover affrontare con forze proprie le avversità atmosferiche che mettono a repentaglio le produzioni e la redditività”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura, durante il XIV Convegno Nazionale Gestione del Rischio in Agricoltura organizzato da Ce.S.A.R. (Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale), ISMEA, Università degli Studi di Perugia (Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali) e ASNACODI Italia (Associazione Nazionale dei Consorzi di Difesa) a cui ha partecipato con Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura, e al ministro Stefano Patuanelli (Mipaaf).“I fondi di mutualizzazione – prosegue – dovranno coprire i rischi non assicurati dalle compagnie per l’assenza di informazioni sufficienti alla quantificazione del rischio e integrare le coperture quando siano solo parzialmente assunte dalle compagnie. L’introduzione dello standard value sulla misura assicurativa, invece, ha al contempo permesso di ridurre i tempi di istruttoria, facendo sì che il Ministero delle Politiche agricole possa liquidare quasi il 90 per cento degli importi richiesti e riducendo in maniera considerevole le anticipazioni finanziarie dei Condifesa e dei singoli agricoltori. Se i valori assicurati dalle aziende rientrano nello standard value, non sarà necessario presentare documenti per dimostrare la veridicità dei valori assicurati”.“Infine, il Mipaaf, che ringrazio per l’operato, è già al lavoro con Agea sulla possibilità di istruire digitalmente le circa 160mila domande annuali, agevolando ulteriormente gli agricoltori” conclude Gallinella.

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Fauna selvatica e riforma della legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

A trent’anni dalla Legge 157/92 sulla fauna selvatica, il Paese è invaso da quasi 2 milioni di cinghiali e, ora, anche in allerta per il diffondersi della peste suina africana, dopo i casi in Liguria e Piemonte, tema tra l’altro, oggi, all’odg del Consiglio dei Ministri. Una riforma radicale della norma è quanto più urgente, ripartendo con il Mipaaf dal suo stato di attuazione, fermo al 2007. Così Cia-Agricoltori Italiani intervenendo, a Firenze, nell’ambito dell’evento Arci Caccia in occasione dell’anniversario e per stringere il cerchio sui luci, ombre e prospettive di un’emergenza ingombrante. “Si torni in Parlamento per fare il punto sulla Legge 157/92, insufficiente a regolare un fenomeno ormai fuori controllo -ha detto all’incontro il vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Mauro Di Zio-. Istituzioni, politica, organizzazioni di categoria e attori sociali, tornino seriamente a confrontarsi per modificare e aggiornare un testo ormai estremamente superato e che mai ha avuto piena attuazione”.Cia-Agricoltori Italiani, infatti, è da tempo che chiede di rivedere le regole di gestione della fauna selvatica e con il progetto “Il Paese che Vogliamo” del 2019 è arrivata anche a presentare al Governo la sua proposta di revisione della legge. Tra i punti chiave, come ricordato nei giorni scorsi per via dell’allerta PSA, l’attivazione di una campagna di controllo e riduzione del numero dei cinghiali, principali vettori, con figure qualificate e strumenti innovativi. Quello che Cia sostiene e che il vicepresidente Di Zio ha ribadito alla platea di Arci Caccia, è la necessità di agire in modo razionale nella gestione della biodiversità, con un riequilibrio del rapporto fra uomini e ungulati. Ridurre la densità dei cinghiali con un prelievo selettivo, affidato a figure come il coadiutore e con l’utilizzo, per esempio, di visori notturni.A rischio, nel caso specifico della peste suina, interi allevamenti di suini, eccellenza del Made in Italy, e più in generale, con l’aumento del numero dei cinghiali in circolazione, la tenuta di migliaia di imprese agricole. Senza dimenticare il tema della sicurezza pubblica con oltre 10 mila incidenti l’anno, provocati da cinghiali e animali selvatici.“L’impegno deve essere nazionale, oltre che regionale -ha aggiunto Di Zio-. Tanti sforzi sono stati fatti, in questi anni, dalle amministrazioni territoriali per arginare il problema, per adeguare le misure di controllo, ma non può bastare. Serve una cabina di regia unica ed efficace, interventi più incisivi. Un approccio finalmente pragmatico che, adesso più che mai -ha concluso Di Zio- deve essere in grado di rispondere anche agli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

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