Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 18 febbraio 2022

Unc: un autogol abbandonare famiglie in questo trimestre

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Nel corso della conferenza stampa, il Premier Draghi e il ministro Franco hanno reso noto che il Governo ha stanziato 5,5 miliardi contro il caro bollette, come intervento diretto su famiglie e imprese, ma per il secondo trimestre.”Un autogol abbandonare a se stesse le famiglie in questo trimestre, proprio quando le bollette sono raddoppiate. Il Governo doveva fare uno scostamento di bilancio per affrontare questa emergenza nazionale, invece di stanziare una cifra irrisoria rispetto al reale fabbisogno. Non solo, ma disperde le poche risorse in mille rivoli, facendo interventi a pioggia a favore di Comuni, imprese energivore, famiglie, finendo per scontentare tutti, invece di concentrare lo stanziamento sulle famiglie che non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese. Se l’obiettivo, condivisibile, era salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie, bisognava intervenire ora, non da aprile a giugno quando i caloriferi saranno spenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non ha senso proporre fantasiosi scioperi delle bollette o autoriduzione che finirebbero solo per danneggiare gli stessi utenti, facendoli cadere dalla padella alla brace. Lanciamo, invece, una campagna contro le inaccettabili decisioni di Palazzo Chigi: invitiamo gli italiani a pubblicare sui social il loro appello al Premier Draghi con l’hashtag #siamoinbolletta” conclude Dona.

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Convegno: Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Giovedì 24 febbraio 9:30 – 13:00 IN ONLINE STREAMING GRATUITO. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2021 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail vuole presentare in dettaglio lo stato dell’arte della digitalizzazione nel Retail in Italia. Si propone, inoltre, di fare il punto sulle principali linee di innovazione, con particolare focus sull’integrazione omnicanale, l’evoluzione del negozio e le nuove forme di collaborazione fra domanda e offerta. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2021 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail sarà l’occasione per rispondere criticamente alle seguenti domande: – Quanto investono i retailer italiani in innovazione digitale? – Quali sono le innovazioni digitali più diffuse tra i top e medio-piccoli retailer italiani? – Qual è il ruolo dell’eCommerce nel Retail? Quali le principali aree di lavoro per abilitare integrazione online-offline? – Quali sono i cambiamenti più rilevanti del negozio fisico? – Come evolve la relazione fra domanda (retailer) e offerta (service provider) nell’implementazione di progettualità digitali? – In che modo l’innovazione digitale può abilitare nuovi significati nella customer experience in the store? http://www.osservatori.net

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Peggiora la crisi alimentare nel Sahel

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Si è decuplicato negli ultimi tre anni il numero di persone che rischiano l’inedia nel Sahel, mentre gli sfollamenti di popolazione sono aumentati del 400 per cento, in una regione che sta vivendo la peggiore crisi alimentare degli ultimi dieci anni. Ѐ l’allarme lanciato oggi da David Beasley, Direttore Esecutivo dell’agenzia ONU World Food Programme.La regione, che si estende a sud del deserto del Sahara, sta registrando condizioni di clima arido che non si vedevano da diversi anni. In soli tre anni, il numero di persone che si avvicinano al rischio di morire di fame è schizzato da 3 a 10,5 milioni in cinque paesi: Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. L’attuale crisi potrebbe superare quelle degli anni precedenti a causa di un mix di fattori quali insicurezza, aumento della povertà a causa del COVID-19 e crescita drammatica dei prezzi dei generi alimentari di base.“Quella che si sta sviluppando davanti ai nostri occhi, nella regione del Sahel, è una assoluta crisi”, ha detto Beasley dal Benin, dove è arrivato dopo aver visitato operazioni del WFP in Niger e Ciad. “Ho parlato con famiglie che hanno sofferto più di quanto si possa onestamente immaginare. Cacciati dalle loro case da gruppi estremisti, affamati a causa della siccità e gettati nella disperazione dalle conseguenze economiche del COVID. Noi stiamo esaurendo le risorse, loro la speranza”.I bisogni hanno raggiunto il culmine, mentre le risorse per sostenere le persone vulnerabili sono al minimo, mettendo il WFP nella difficile situazione di dover scegliere di sfamare solo chi è gravemente affamato e non poter aiutare gli altri. In Niger, per esempio, per una carenza di fondi il WFP sta dimezzando le razioni alimentari. Il WFP ha bisogno di 470 milioni di dollari per i prossimi sei mesi per continuare le operazioni nel Sahel dove, nonostante un difficile contesto della sicurezza, ha lavorato con i partner umanitari per mantenere un sostegno salvavita raggiungendo, nel 2021, 9,3 milioni di persone nei cinque paesi. Il WFP sta anche implementando programmi per la costruzione della resilienza che aiutano le famiglie a migliorare le condizioni di vita. Negli ultimi tre anni, il WFP e le comunità hanno trasformato, nei cinque paesi del Sahel, 270.000 acri di terreni brulli in terra produttiva agricola e per la pastorizia, migliorando la vita di oltre 2,5 milioni di persone. Le comunità che hanno beneficiato delle attività di costruzione della resilienza stanno reagendo relativamente meglio a questa crisi alimentare senza precedenti perché hanno avuto gli strumenti per coltivare cibo sufficiente per sfamarsi, per diversificare le loro produzioni e i loro redditi. In Benin, dove cresce la preoccupazione per la minaccia che i conflitti nei vicini Burkina Faso e Niger attraversino i confini nelle aree a nord, i programmi di alimentazione scolastica finanziati dal governo e implementati congiuntamente al WFP, forniscono pasti nutrienti a 700.000 bambini, oltre ad essere vitali nella creazione di posti di lavoro e nel rafforzamento dell’economia locale.

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PIMCO: Un giro sulle montagne russe per gli investitori in obbligazioni statunitensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

A cura di Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO. Giovedì scorso il mercato obbligazionario sembrava essere sulle montagne russe, dopo che il rapporto sull’IPC statunitense ha dato il via a un sell-off giornaliero di 25 punti base sul Treasury a 2 anni; il mercato dei future sui Fed Funds ha prezzato una probabilità del 20% di un rialzo dei tassi prima della riunione di marzo e una probabilità del 70% di un ulteriore rialzo di 50 punti base al momento della riunione di marzo. Il rapporto sull’inflazione di giovedì è stato più solido delle nostre aspettative di consenso. E questo, insieme al rapporto sulla situazione occupazionale di gennaio, che ha mostrato un peggioramento delle tensioni salariali nonostante i miglioramenti dell’offerta di lavoro, è andato a conferma di uno scenario in cui la Fed possa dare il via al ciclo di rialzo dei tassi a marzo e li riveda al rialzo anche nelle riunioni successive fino a quando l’inflazione non mostrerà segni di moderazione, cosa che ci aspettiamo ancora nella seconda metà dell’anno. In altre parole, la situazione di rischio che abbiamo evidenziato qualche settimana fa sembra essersi concretizzata in fretta; ora ci aspettiamo 5 rialzi dei tassi quest’anno (marzo, maggio, giugno, settembre e dicembre) con il rischio di ulteriori ritocchi.Riteniamo che la possibilità che la Fed annunci un rialzo prima della riunione di marzo sia praticamente nulla e crediamo che la maggior parte dei funzionari della Fed preferirebbe non effettuare un rialzo di 50 punti base nella riunione di marzo. I fattici suggeriscono ancora che una spirale salari/prezzi non è imminente. Tuttavia, con Powell e Brainard ancora in attesa della conferma da parte del Senato, potrebbe essere più difficile per gli alti funzionari dare comunicazione ai mercati prima della riunione di marzo (e ricordate che il rapporto CPI di febbraio sarà pubblicato durante il periodo di blackout). Pertanto, ammettiamo che i prezzi di mercato possano diventare una profezia che si autoavvera, se i funzionari della Fed dovessero ravvisare dei rischi maggiori nel sorprendere i mercati.In altre parole, se la reazione del mercato è andata nella direzione giusta, la portata del movimento è stata estrema rispetto alla nostra interpretazione dei recenti dati macro e il ritracciamento di venerdì ci è sembrato ragionevole.

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Norma sul registro telematico di carico e scarico del settore cerealicolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

“Entro il prossimo 30 aprile saranno emanati i decreti attuativi che istituiranno ‘Granaio Italia’, definendo le modalità di applicazione della norma sul registro telematico di carico e scarico del settore cerealicolo. Lo prevede il decreto Milleproroghe, alla luce dell’approvazione dell’emendamento, a mia prima firma, che rafforza il testo della Legge di Bilancio 2021. Avremo presto, dunque, un sistema di monitoraggio che ci permetterà di conoscere l’andamento del mercato cerealicolo, tutelando le produzioni nazionali”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis, esponente M5S in commissione Agricoltura e ideatore di ‘Granaio Italia’.“Saranno interessate – spiega Cillis – tutte le imprese che rientrano nella produzione e nell’approvvigionamento di cereali e farine, comprese quelle di prima trasformazione limitatamente alle operazioni di carico. Le aziende avranno il giusto tempo di poter sperimentare lo strumento e non saranno sanzionate sino al 2024. Produttori, stoccatori e trasformatori della filiera che credono e investono nel made in Italy possono così contare su uno strumento di tutela che si unisce all’etichettatura di origine per il grano duro nella pasta e alla Commissione Sperimentale Nazionale, istituita lo scorso settembre”.“La crisi generata dalla pandemia e l’emergenza energetica, del resto, ci hanno ricordato quanto sia necessario conoscere uno scenario chiaro e oggettivo per attuare strategie e politiche di filiera efficaci e determinanti” conclude. Fonte: MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati

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Venezia e l’arte dei mascareri

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Manualità, occhio artistico, la viscosità della colla tra le mani unita alla porosità dei fogli di carta che si sovrappongono fino a formare, appoggiati su un calco, la forma di una maschera. È così che i mascareri di Venezia passano le loro giornate, in piccolissime botteghe con le mani poggiate su piani di lavoro ricoperti di strumenti del mestiere. Dallo scalpello alla gommalacca, dai pennelli alla colla a caldo fino a passare per i lucidanti, gli acrilici, la creta e gli innumerevoli ornamenti che andranno a creare, dopo ore e ore di lavoro, un’oggetto artistico che tutti, comunemente, chiamiamo maschera di Carnevale. A Venezia, di mascareri, ce ne sono circa una trentina, uomini e donne che hanno imparato l’arte della costruzione delle maschere dai loro genitori o dai loro nonni guardandoli mettere le mani in pasta per creare le più belle maschere che si potessero indossare a Carnevale. In passato, il numero di mascareri era pressoché lo stesso con 12 botteghe che si contavano in città nel 1773 ma la passione di chi svolge questo mestiere, allora, come oggi, è sempre la stessa, così come le tecniche utilizzare per realizzare le maschere. Si parte sempre da una base, un calco in gesso a cui si dà una forma che sarà poi quella della maschera che si desidera realizzare. Tra le maschere più richieste a Venezia ci sono i grandi classici come Casanova, la Bauta, Pantalone, Arlecchino a cui si uniscono le maschere più originali come i personaggi mitologici o quelli più bizzarri ma tra tutti, la più richiesta è la maschera del medico della peste, molto conosciuta anche all’estero. Una volta realizzata la base in cartapesta si può passare alla decorazione della maschera che può seguire il gusto del decoratore o le richieste del cliente. Oltre a quelle di cartapesta, le maschere possono essere realizzate anche con il cuoio e, maestro di questo particolare artigianato in città è Carlo Setti che, da oltre 40 anni, realizza maschere con questa tipologia di materiale. «Le maschere in cuoio sono maschere legate alla tradizione del teatro – sottolinea Carlo Setti – e hanno il pregio di essere, non dico eterne, ma di durare a lungo nel tempo. Le maschere di cuoio si fanno partendo sempre da uno stampo in cui viene applicato il cuoio bagnato, poi strizzato più volte e, manualmente, si cerca di adattarlo allo stampo il più possibile. Poi lo si inchioda per renderlo fermo e si passa alla fase della battitura con un martello di corno e una stecca di legno, tirando il materiale finché non si asciuga per bene. Solo a questo punto si passerà al taglio degli occhi e del naso. Gli strumenti di questo mestiere sono pochi: un martello di corno, una stecca di legno, taglierini vari, tanto olio di gomito e una bella dose di pazienza perché è per concludere una maschera in cuoio ci vogliono dai due ai tre giorni» Di cartapesta, di cuoio, dipinte a mano o decorate con tessuti preziosi, le maschere fanno parte di una tradizione veneziana che continua a portare avanti, ancora oggi, un’arte antichissima ma molto importante per la città e la sua storia.

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Ucraina, la paralisi del pacifismo e dell’antimperialismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Non possiamo restare in silenzio, guardare alla finestra come spettatori divertiti, la guerra nella regione del Donbass conta oltre 14mila morti e la crisi si è aggravata, il conflitto potrebbe riaprire lo scontro tra la Russia, la NATO e gli Usa ed inevitabilmente coinvolgerà anche l’Europa. Ucraina come punto di non ritorno. Oggi la osserviamo dal binocolo poi sarà troppo tardi.Quali sono gli interessi degli Usa e della Nato e quali quelli della Russia? Quale è la storia di ogni singolo paese coinvolto in questa grave crisi? Non sono aspetti secondari.Dobbiamo saperlo, perché tutti hanno contribuito a questo disastro, gli Usa, gli europei e la destra nazionalista filoeuropea ed ucraina. La NATO è un attore principale e non da oggi, ma non ha mai rinunciato al suo vero obiettivo strategico militare, l’espansione ad est. Includere l’Ucraina come membro della NATO, secondo la volontà degli Usa, questo permetterebbe alla NATO di puntare direttamente i suoi missili su Mosca e concentrare soldati, armamenti e logistica lungo tutto il confine NATO-Russia. Obiettivo strategico militare raggiunto. L’Europa ha in tre mosse intrappolato l’Ucraina: la prima, offrendole molto denaro dal Fondo Monetario Internazionale; la seconda ricattarla dai mercati finanziari dell’Occidente e la terza usando i cittadini ucraini come carne da cannone. Una crisi sempre più complessa che coinvolge strutture economiche e produttive, organizzazioni umanitarie internazionali incapaci di fare rispettare “cessate il fuoco” in Donbass ed una politica, incapace di trovare una definitiva e pacifica soluzione politica per la Crimea. In questa crisi la Russia è accerchiata non è l’aggressore come raccontano i media in Europa, negli Usa ed in Ucraina, concentrati solo a fomentare l’odio verso l’amico vicino. Non accettiamo nessuna soluzione militare alla crisi da parte di nessun attore della crisi. Il nostro appello è diretto alla diplomazia internazionale e a tutti gli uomini e donne di buona volontà per la ricerca di una soluzione. Ci appelliamo agli sperimentatori dei percorsi di nonviolenza, proponiamo di incontrarci per facilitare mediazioni tra gli attori in conflitto, organizzando e promuovendo un dialogo di base. Abbiamo bisogno di ritrovare la coesione sociale e la pace. Noi crediamo nei buoni rapporti con i russi come con gli europei, contribuendo così alla pace e sicurezza di tutto il mondo. E’ una questione fondamentale per l’Europa.

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La lezione politica delle bollette: mancanza di Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Nella disputa Nato/Russia c’è di mezzo, oltre l’Ucraina, l’Unione Europea che, allo stato dei fatti, nonostante lo scalpitare del presidente francese Emmanuel Macron, sembra più o meno rappresentata dalla Germania. Che ha detto in modo esplicito che se non si risolve la questione nel migliore dei modi (cioé: come vogliono Usa e Germania) di forniture gas dal Nord Stream 2 non se ne parla.La lezione politica è semplice quanto difficile se non, al momento, impossibile. Manca l’Europa. Quella delle politiche energetiche e quella di una difesa comune, nonché di una politica estera. Quella di un continente che si gestisca confini e rapporti come meglio gli torna utile. Un continente libero che – memore di come e perché fu liberato dalle forze alleate con la fine della seconda guerra mondiale, forte di essere una potenza economica mondiale al pari di Usa, Cina e Russia – decida di andare per conto proprio, guardando gli interessi immediati dei propri cittadini, pur se in un contesto, come si dice, atlantista…. chè di meglio al momento non si conosce. Non si tratterebbe dello staterello che nasce per dar forza a qualche indipendentismo da fregola cultural-separatista (Catalogna docet), ma di uno Stato che non può che essere federale, Tutto questo per fare di testa nostra? Non necessariamente, ma trattando al pari con Russia e Usa, senza di fatto delegare l’europea Germania e, quindi, mettendo al centro gli interessi dei propri cittadini in un contesto di equilibrio e armonia mondiale. Ci ricorderemo di queste vicende delle bollette energetiche quando, per esempio, ci saranno le prossime elezioni (dalle amministrative alle europee)? Facendo tesoro di quanto i nostri rappresentanti hanno fatto di concreto fino ad oggi e di quanto potrebbero fare in questa visione da Stati Uniti d’Europa. I consumatori sono importanti, non solo perché consumano, ma anche perché come cittadini possono decidere sulla propria vita. François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Jewels & Watches Online: La Dolce Vita, 1-10 March 2022

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Milan Following the success of Christie’s Luxury auctions in 2021, Christie’s Milan announces the best of Italian jewellery craftsmanship and international watchmaking with Jewels and Watches Online: La Dolce Vita, open for bidding from 1 to 10 March 2022. Presenting examples by iconic brands, highlights include a fine collection from Chantecler, jewels from the glamorous Montenapoleone Maisons Sabbadini and Vhernier, alongside a selection of precious gemstones such as Colombian and Brazilian emeralds, diamonds and sapphires. The auction will also feature a curated selection of timepieces from celebrated manufacturers including Patek Philippe, Rolex and Piaget. Highlights of the auction will be on display at Christie’s Milan, in the historic neoclassical Palazzo Clerici.The auction will offer a Belle Époque diamond and ruby ring by Musy (estimate: €2,500 – 3,500), alongside designs from Chantecler — Capri’s Dolce Vita most famous jeweller — including two striking diamond rings (estimate: €6,000 – 8,000 each), and a pair of coloured sapphire and diamond earrings (estimate: €10,000 – 15,000). Further highlights include two pairs of sculptural “Eclisse” earrings by Vhernier (estimates: €1,000 – 1,500 and €1,500 – 2,500), exemplifying the contemporary design and innovation of Italy’s iconic jewellers, alongside an impressive gold suite by Federico Buccellati (estimate: €4,000 – 6,000). For the selection of watches a Patek Philippe ref. 460, circa 1929 (estimate: €30,000 – 50,000), will lead the auction, alongside a Patek Philippe Nautilus with diamonds (estimate: €6,000 – 10,000) and Rolex GMT Master ref. 16710 (estimate: €7,000 – 10,000).

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Due nuovi canali streaming per “vedere” l’Etna

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

I canali TV dei vulcani siciliani, realizzati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), trasmettono le immagini video provenienti dalle telecamere di sorveglianza installate sull’Etna e sulle Isole Eolie con l’obiettivo di offrire la “visione” dei vulcani siciliani monitorati costantemente dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE).Frutto di un progetto dell’INGV tuttora in fase di sviluppo e implementazione, i canali TV sono basati sui servizi di videostreaming del Consortium GARR, la rete italiana a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione, della ricerca e della cultura.In occasione della ripresa dell’attività parossistica dell’Etna del 10 febbraio 2022, l’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV-OE) ha pubblicato sul proprio portale, http://www.ct.ingv.it, due nuove sezioni dedicate alle riprese in real-time provenienti dall’Etna e dalle Isole Eolie. I nuovi canali streaming si aggiungono alle immagini della videosorveglianza vulcanica dell’Etna e delle Isole Eolie che già da anni offrono al pubblico una visione dei vulcani in real time.Nello specifico, le riprese ambientali e termiche dell’Etna provengono dalle telecamere INGV installate nelle località La Montagnola, Nicolosi e Monte Cagliato; le riprese delle Isole Eolie sono invece trasmesse dalle telecamere installate a Stromboli, all’Osservatorio di Lipari e dentro il cratere La Fossa di Vulcano. Il nuovo servizio rappresenta una nuova “finestra” video per migliorare la conoscenza e la consapevolezza degli elementi naturali rappresentati dai vulcani e della loro attività tanto affascinante quanto pericolosa.

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Mostra “L’esperienza dell’arte” di Giannetto Fieschi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Genova mercoledì 23 febbraio ore 12.00 Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce Via J. Ruffini, 3 Terza e quarta Sezione Espositiva del Ciclo “Giannetto Fieschi. Un’Esposizione Antologica” a cura di Andrea B. Del Guercio Intervengono: Barbara Grosso, Assessore alle Politiche Culturali, Politiche dell’Istruzione, Politiche per i Giovani del Comune di Genova Francesca Serrati, Conservatore responsabile del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce Andrea B. Del Guercio, Titolare della Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea Accademia di Belle Arti di Brera Milano e Curatore delle Mostre Limbania Fieschi, Presidente Archivio Giannetto Fieschi. Il principio espositivo di entrambe le mostre non è il Museo ma la Casa d’Artista secondo una tradizione del Novecento europeo: d’altra parte Villa Croce è una splendida villa ottocentesca affacciata sul mare così come la GAM, Galleria d’Arte Moderna di Genova, ha sede nell’edificio cinquecentesco di Villa Saluzzo Serra, una dimora nobiliare inserita in un meraviglioso parco, ampliata e decorata tra la metà del ‘700 e l’inizio del ‘900. Come sottolinea Andrea B. Del Guercio, “alla Mostra d’Arte sostituiamo la Casa dell’Arte, inducendo opere e materiali, quadri e sculture e mobili a dialogare nello spazio in attesa di coloro che vorranno viverlo e abitarlo e qui immaginare di incontrare un signore alto, riservato e colto, austero e geniale, a tratti incomprensibile, improvvisamente prezioso per sensibilità e delicatezza.” Attraverso oltre trenta dipinti, numerosi tra disegni e opere grafiche, ed una selezione di ‘autoscatti’, esposti a Villa Croce e una ventina di dipinti e una Collezione di incisioni e di serigrafie alla GAM, “rinunciando alle pretese linee scientifiche dello storico dell’arte, ma abbandonando anche la dimensione effimera della curatela espositiva”, Andrea B. Del Guercio ha optato per “un titolo e un sistema percettivo in grado di trasformare il ‘visitatore’ in ‘lettore’ dell’opera di Fieschi, proponendo lo sconfinamento nella dimensione totalizzante, diretta ed esclusiva, interamente individuale al tema dell’esperienza del fare dell’arte. Di fronte ad un autore complesso, sfaccettato e dialettico, interdisciplinare come Giannetto Fieschi, a cui il sistema dell’arte ha riconosciuto lungo tutta la seconda metà del XX secolo grandi occasioni di osservazione internazionale, ma anche quelle frustranti soluzioni di giudizio impostate su base ideologica, condizionandone una strumentale marginalizzazione negli anni ‘80, questo inedito tracciato espositivo fornisce occasione di riscoperta e di affermazione.” La presentazione alla stampa avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid in ottemperanza alla normativa vigente.

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Vengono al pettine i nodi della politica del tasso d’interesse zero

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Si stanno ancora sottovalutando gli effetti della politica di tasso d’interesse zero, e sotto lo zero. Le dirette conseguenze delle azioni intraprese dalle banche centrali per sostenere i mercati finanziari durante e dopo la Grande Crisi Finanziaria sono stati i rendimenti obbligazionari negativi. Le banche hanno ridotto i tassi d’interesse e avviato programmi di stimolo, finalizzati all’acquisto di obbligazioni, con importanti ricadute sui mercati dei titoli a reddito fisso. Anche una parte del debito societario, a volte persino quello classificato come “spazzatura”, è stato scambiato con rendimenti negativi, nonostante il loro maggiore rischio d’insolvenza. Tale politica ha reso molto conveniente accendere nuovi debiti, anche attraverso la cosiddetta leva finanziaria che spesso usa gli asset da acquisire come garanzia per ottenere i crediti. Ciò, di conseguenza, ha “ingolfato” i mercati con titoli, in particolare obbligazioni pubbliche e corporate bond, a tassi d’interesse negativo. La crisi sembrava essere sotto controllo, ma le turbolenze dei mercati, seguite allo scoppio della pandemia, hanno indotto le banche centrali a riavviare i loro programmi di acquisto di attività e il mercato delle obbligazioni a rendimento negativo è cresciuto dall’aprile 2020. A fine settembre 2021 la stima delle obbligazioni a tasso negativo era di circa 15.000 miliardi di dollari, più di un quinto di tutto il debito dei governi e delle imprese a livello mondiale. Secondo l’indice Bloomberg Barclays, le recenti politiche restrittive della Federal Reserve avrebbero contribuito a ridurre lo stock totale di debito con rendimento negativo a 10.700 miliardi di dollari, in netto calo rispetto al picco di 18.000 miliardi del dicembre 2020. Le opinioni degli economisti sulla questione sono state molto diverse. Larry Summers, già segretario del Tesoro americano, ha definito i tassi negativi come “l’economia del buco nero”, mentre l’influente Kenneth Rogoff dell’università di Harvard, ha raccomandato le banche centrali di farne il cuore della loro politica.Titoli pubblici a tassi negativi sono stati emessi dal Giappone, dalla Svizzera, dalla Gran Bretagna, dalla Germania, dalla Francia. Tale politica ha coinvolto anche l’Italia e persino la Grecia, che dal 2009 ha affrontato molte crisi del debito.Gli Usa non l’hanno fatto, ma alcuni buoni del Tesoro sono stati scambiati sotto lo zero. Numerosi sono stati, invece, i corporate bond americani a tasso negativo. I fondi pensione e le compagnie assicurative sono tenuti ad acquistare obbligazioni, anche con rendimenti negativi, per gestire il rischio o coprire passività a lungo termine. Si tratta, però, di una situazione che non può durare per molto tempo. Il rischio è la sospensione delle attività e la bancarotta, salvo che non vi sia un salvataggio con i soldi pubblici. Per i fondi, in verità, gli aumenti dei prezzi delle materie prime, a cominciare da quelle energetiche, sono stati una “manna dal cielo”. Hanno “brindato” all’arrivo dell’inflazione e al conseguente aumento dei rendimenti dei titoli. Le obbligazioni a basso rendimento influiscono anche sui mercati azionari, determinando l’alternanza di boom con crolli frequenti e l’inevitabile instabilità finanziaria. Nel 2013 la previsione della Fed di ridurre il quantitative easing provocò l’aumento dei rendimento dei Treasury bond e il calo dei valori delle azioni. I bassissimi tassi d’interesse hanno incoraggiato alcune società a riacquistare le proprie azioni con il denaro raccolto dall’accensione di nuovi debiti, il che, accrescendo il valore delle azioni, ha fatto “lievitare” anche i bonus dei manager. Il tasso zero ha anche alimentato il cosiddetto “carry trade” sui mercati valutari, invogliando gli investitori di un paese con i rendimenti negativi ad acquistare obbligazioni di altri paesi a più alto rendimento ma anche più instabili, esponendoli a possibili fluttuazioni valutarie. L’entrata in gioco dell’inflazione, perciò, potrebbe avere degli effetti inaspettati e dirompenti sui titoli a reddito fisso, pubblici e privati, e sui mercati finanziari. La cosa peggiore sarebbe affrontare questa nuova fase destabilizzante senza idee alternative e senza e programmi correttivi. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Anatomia della rotazione in corso sui mercati azionari USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

A cura di Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA SGR. Nell’ultimo decennio la politica espansiva della FED ha comportato un significativo aumento del bilancio della stessa Banca Centrale, come rappresentato dalla linea bianca. A fronte di questa notevole immissione di liquidità sui mercati, tutti i cosiddetti asset rischiosi si sono significativamente apprezzati. È, però, particolarmente interessante notare come all’interno della Borsa americana i titoli maggiormente legati alla tecnologia e all’innovazione abbiano beneficiato di questo trend in modo significativamente superiore al resto del mercato. La linea gialla rappresenta, infatti, il rapporto tra l’indice Nasdaq100 (rappresentativo delle aziende più tecnologiche ed innovative) e lo S&P500 (rappresentativo dell’insieme del mercato). A fronte di un cambio di politica monetaria annunciato dalla FED, segnaliamo che proprio i titoli che hanno beneficato di più di una politica monetaria espansiva potranno essere quelli maggiormente penalizzati. Oggi più che mai serve un approccio attivo. Il nostro portafoglio è in parte posizionato su due temi d’investimento. Da un lato abbiamo esposizione ad alcuni titoli della cosiddetta “old economy” (con un bias più ciclico), che riteniamo possano continuare a performare in uno scenario di inflazione. La seconda, e sempre più significativa, componente del portafoglio è composta da storie più “idiosincratiche”. Ricerchiamo aziende con possibilità di migliorare le performance operative a prescindere dalle condizioni di mercato (cosiddetto “self-help”). Ad esempio, un titolo che abbiamo in portafoglio e che ci ha già dato buone soddisfazioni è Activision (il titolo era sotto pressione a causa di problemi interni all’organizzazione e MSFT ha sfruttato un prezzo di Borsa depresso per lanciare un bid). Un altro esempio è Centene, un titolo del settore healthcare che ha potenzialità di migliorare significativamente la propria marginalità. Sicuramente non è ora di inseguire gli indici a causa dei rischi che abbiamo precedentemente elencato. Tuttavia, noi apprezziamo il ruolo dell’innovazione come motore della crescita economica e, quindi, stiamo iniziando a comprare in modo selettivo alcuni titoli tecnologici che già oggi hanno una profittabilità comprovata e una valutazione interessante. (abstract http://www.acomea.it/)

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La sanità al collasso?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Mai come nel caso dello slogan scelto per lo sciopero della sanità proclamato da USB lo scorso 28 gennaio Operatori esauriti, sanità al collasso, ha saputo cogliere il segno di quella che si preannuncia come la pandemia nella pandemia e che è destinata ad avere conseguenze sulla sanità pubblica ben più a lungo della fine dello stato di emergenza fissata per il prossimo 31 marzo.I dati degli studi fin qui pubblicati sanciscono un quadro desolante: in due anni di pandemia medici, infermieri e operatori sanitari hanno accumulato talmente tanto stress lavoro correlato (paura, ansia, stanchezza, insonnia) da costringere tutte le ASL a correre ai ripari con l’attivazione di servizi di assistenza psicologica.Un malessere talmente vasto che tocca punte del 70% tra il personale infermieristico, il più colpito insieme agli specializzandi. Dalla paura iniziale di portare l’infezione a casa con il conseguente allontanamento dai propri familiari, al passaggio da eroi osannati dai balconi ad incapaci di rispondere efficacemente ad un virus che ha causato oltre 150mila morti. La difficoltà a gestire la morte in isolamento dei pazienti e il dramma dei loro familiari. E poi riposi e ferie negate, turni massacranti, migliaia di infortuni, tamponi continui, giornate intere trascorse con i DPI addosso. Persino peggiore, se possibile, la situazione dei neoassunti che si sono ritrovati da un giorno all’altro e senza formazione nei reparti Covid pagando un prezzo altissimo in termini di salute psicofisica. 2500 gli infermieri che si sono licenziati, ma la cifra oltre ad essere sottostimata è del tutto provvisoria. Il numero chiuso delle università e una pessima programmazione delle scuole di specializzazione di medicina, stanno invece permettendo l’esternalizzazione dei pronto soccorso, molti dei quali ormai privi di medici strutturati, a personale interinale per cifre giornaliere pari alla metà di uno stipendio mensile. Ma l’impatto del Covid è stato devastante anche sulle liste di attesa e sull’accesso alle prestazioni sanitarie. L’attività delle sale operatorie è diminuita dell’80% e sono circa 400mila gli interventi chirurgici rinviati, sono calate del 20% le prestazioni ambulatoriali e specialistiche e di 1,7 milioni i ricoveri – con riduzioni significative in chirurgia oncologica e cardiochirurgia. Le conseguenze dirette sono un aumento dei tumori nei prossimi anni e una diminuzione delle speranza di vita già stimata in oltre un punto percentuale.Per medici, infermieri e operatori sanitari le condizioni di lavoro non miglioreranno di pari passo alle misure di allentamento che il governo intende mettere in atto nei prossimi mesi ma proseguiranno con lo stesso affanno nel tentativo di smaltire le liste di attesa.E se, dal punto di vista ospedaliero, la situazione è critica, le cose non vanno meglio per quanto riguarda la medicina territoriale se più di un report segnala difficoltà con l’assistenza domiciliare e il sensibile peggioramento nell’erogazione del servizio dal periodo pre covid.Le cause di questo sfacelo sono tutte imputabili al progressivo smantellamento della sanità pubblica, nella massiccia riduzione di infermieri e operatori sanitari in nome della sostenibilità economica e nel costante definanziamento al quale è stato sottoposto il fondo sanitario nazionale.Sempre più urgente un cambio di rotta: assunzioni massicce, stabilizzazioni di tutto il personale precario, investimenti strutturali per garantire il diritto alla salute e la certezza dell’accesso alle cure. Fonte:USB Sanità.

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Il potere del cane di Thomas Savage

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch piú grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da piú di quaranta anni, non potrebbero essere piú diversi. Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere sé stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell’umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi. Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l’insegnante o l’artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent’anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l’arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all’ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti. Perché Phil vive il matrimonio del fratello come un tradimento e, proprio come il «cane sulla collina» lanciato all’inseguimento della preda, non darà tregua a Rose, a Peter e anche al suo amato George, animato dall’odio nella sua forma piú pura: l’odio di chi invidia. Pubblicato per la prima volta nel 1967, Il potere del cane è un’opera che depone i fronzoli della retorica e, con una prosa essenziale ma efficace, tratteggia con tinte livide una torbida vicenda familiare, capace di confermare la posizione centrale di Thomas Savage nella grande letteratura americana. Collana: Bloom Pagine: 288 Tradotto da: Luisa Corbetta Prezzo: €17,00

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Gammopatie monoclonali (MGUS) e Amiloidosi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Martedì 22 febbraio dalle ore 17 alle 19, si terrà online su pazienti.ail.it il Seminario Pazienti – Medici dedicato alle Gammopatie Monoclonali (MGUS) e all’Amiloidosi organizzato da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma con il patrocinio della Fondazione GIMEMA – Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto. Durante l’incontro, che si aprirà con i saluti del Presidente Nazionale AIL prof. Sergio Amadori, importanti specialisti dei Centri Ematologici italiani faranno il punto sulle nuove sfide nell’ambito della cura delle Gammopatie Monoclonali di incerto significato (MGUS) e sull’Amiloidosi. La diagnosi, la cura, il rapporto medico-paziente, e il punto di vista di chi cura e chi è curato saranno i temi centrali di un importante incontro virtuale al quale risponderanno Ematologi specialisti delle patologie ematologiche rare trattate nel corso del webinar. In particolare all’appuntamento parteciperanno il professor Giovanni Palladini, Direttore del Centro Amiloidosi Sistemiche della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo, Pavia, e professore di Biochimica Clinica presso il Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Pavia; il dottor Tommaso Caravita, Responsabile UOSD Ematologia Asl Roma 1. Nel corso del webinar sarà dedicato ampio spazio al confronto tra pazienti e medici al fine di favorire lo scambio di informazioni corrette e aggiornate sulle patologie e chiarire eventuali dubbi e perplessità. Al seminario parteciperà il dottor Fabio Fulio Bragoni del Gruppo AIL Pazienti. I Gruppi AIL Pazienti sono formati da pazienti, familiari e caregivers che desiderano condividere dubbi e incertezze sulla patologia e confrontarsi con persone che vivono la stessa situazione per poter affrontare al meglio il percorso di cura e sentirsi meno soli; hanno l’obiettivo di divenire un valido strumento di auto mutuo aiuto, diffondere la conoscenza delle patologie, promuovere iniziative di incontro e confronto con gli specialisti, incoraggiare la ricerca scientifica, e aggiornare i pazienti sulle innovazioni terapeutiche senza sostituirsi in alcun modo alla figura del medico. La gammopatia monoclonale di incerto significato, detta MGUS – monoclonal gammopathy of undetermined significance- è una condizione generalmente benigna, dovuta alla proliferazione eccessiva di plasmacellule, cellule immunitarie che producono gli anticorpi. Più raramente, specie nel caso di MGUS di tipo IgM (immunoglobuline di tipo M), la proteina anomala può essere prodotta da un linfocita atipico e non da una plasmacellula. Si distingue dal mieloma multiplo per il più limitato numero di plasmacellule presenti nel midollo (inferiore al 10%) e per l’assenza di sintomi clinici tipici del mieloma. Proprio a causa di questo stato clinico silente gran parte delle diagnosi avviene casualmente, a seguito di valori alterati rilevati durante i controlli di routine, quando viene richiesta una valutazione dei tipi di proteine del sangue. Tale condizione è caratterizzata dalla presenza di una componente monoclonale o paraproteina, ossia un anticorpo (o immunoglobulina) con caratteristiche specifiche che viene prodotto in quantità eccessiva. L’amiloidosi è una patologia rara, caratterizzata da un accumulo di aggregati proteici anomali che si depositano in diversi tessuti del corpo, con conseguente danno d’organo. Esistono molte forme di amiloidosi, le più comuni delle quali sono la AA e la AL

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Malessere mentale tra i giovanissimi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

“Il settore della salute mentale necessita di una nuova e maggiore attenzione da parte delle istituzioni: le risorse impegnate in Italia non superano il 3,5%, comprese quelle destinate alla neuropsichiatria infantile; è praticamente la metà di quelle stimate come necessarie per adeguare i servizi alle nuove sfide epidemiologiche. Usciamo perdenti nel confronto con altri paesi europei: l’Inghilterra destina il 9,5% delle risorse della spesa sanitaria in favore della salute mentale, la Svezia il 10% la Germania l’11,3%”. Numeri questi che fanno tremare, ma che disegnano la salute mentale del nostro Paese, che chiede più risorse, un posto di rilievo nell’agenda sanitaria di governo, mentre aumentano a dismisura le richieste di aiuto di chi sta incontrando una malattia mentale. Questi numeri sono presentati da Michele Sanza, Direttore U.O. Servizio Dipendenze Patologiche AUSL Romagna, nella sessione “Rimettere la malattia mentale al centro dell’agenda di governo regionale e nazionale” della Winter School 2022 di Pollenzo di Motore Sanità. Un evento in collaborazione con l’Università degli Studi degli Studi di Scienze Gastronomiche, di alto profilo in ambito sanitario, promosso e divulgato da Mondosanità e da Dentro la Salute.Sono più di 800.000 le persone seguite dai centri di salute mentale in Italia, la depressione che è la diagnosi maggiormente rappresentata, riguarda le donne, in misura doppia rispetto ai maschi, mentre i disturbi psicotici, i disturbi di personalità e i disturbi da abuso di sostanze sono maggiormente presenti negli utenti di sesso maschile. I ricoveri nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura sono stati 107.603 di cui, 6737 eseguiti in forma di trattamenti sanitari obbligatori. Per quanto riguarda i farmaci, la spesa lorda per gli antidepressivi ha superato i 383 milioni di euro con un numero di confezioni superiori a 37 milioni. Nella categoria degli antipsicotici la spesa lorda è stata superiore a 80 milioni di euro con un numero di confezioni che supera i 5,7 milioni (dati forniti dal Ministero della Salute riguardanti le attività dell’anno 2019). Ma gli esperti non hanno dubbi, anche per effetto della pandemia, le problematiche di salute mentali è possibile che abbiano assunto proporzioni maggiori. “In particolare preoccupa l’incremento costante di indicatori indiretti ed aspecifici del malessere mentale dei giovani e soprattutto degli adolescenti: autolesionismo, ritiro sociale, abbandono scolastico. La maggior parte dei disturbi mentali (80%) insorgono in età infantile e in epoca adolescenziale, interventi precoci sono anche quelli più efficaci e richiedono quindi un assetto innovativo nell’organizzazione dei servizi. È necessario aumentare la capacità di comunicare tempestivamente con la scuola le famiglie i luoghi dove il disagio per primo si manifesta, caratterizzando gli interventi per maggiore specificità e aderenza alle raccomandazioni della terapia evidence based. È necessario affrontare il tema complesso delle comorbilità, per cui giovani pazienti che presentano spesso problematiche a ponte tra la salute mentale e le dipendenze patologiche rischiano di ricevere interventi troppo poco integrati tra loro perché i servizi sono separati”.

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Associazionismo italiano all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Sono migliaia le associazioni e i circoli italiani all’estero; nell’ultimo decennio, si sono aggiunti altrettanti gruppi virtuali di condivisione, che attraverso i social network, mantengono legami e sviluppano iniziative in molti ambiti. L’associazionismo costituisce il tessuto sociale delle nostre comunità emigrate ed è attore e riferimento di tante iniziative culturali, formative, di tutela e di promozione all’estero del nostro paese, svolgendo una importante funzione di integrazione civile, sociale e culturale nei paesi di arrivo dei nostri connazionali. Emigrazione Notizie contribuisce, assieme ad altri, a diffondere questa indagine, sostenuta dal CGIE, sullo stato del nostro associazionismo, sui suoi fabbisogni, tendenze ed orientamenti, invitando a partecipare all’inchiesta. _________________________________

Hay miles de asociaciones y clubes italianos en el extranjero y, en la última década, se han sumado otros tantos grupos de intercambio virtual que, a través de las redes sociales, mantienen vínculos y desarrollan iniciativas en muchos ámbitos. Las asociaciones forman el tejido social de nuestras comunidades de emigrantes y son los actores y el punto de referencia de muchas iniciativas culturales, de formación, de protección y de promoción de nuestro país en el extranjero, desempeñando un importante papel en la integración civil, social y cultural en los países de llegada de nuestros compatriotas. Emigrazione Notizie contribuye, junto con otros, a la difusión de esta encuesta, apoyada por el CGIE, sobre el estado de nuestro asociacionismo, sobre sus necesidades, tendencias y orientaciones, invitando a participar en la encuesta. _________________________________

Existem milhares de associações e clubes italianos no estrangeiro e, na última década, como muitos grupos de partilha virtual foram acrescentados, que, através de redes sociais, mantêm ligações e desenvolvem iniciativas em muitas áreas. As associações formam o tecido social das nossas comunidades de emigrantes e são os actores e ponto de referência de muitas iniciativas culturais, de formação, protecção e promoção do nosso país no estrangeiro, desempenhando um papel importante na integração civil, social e cultural nos países de chegada dos nossos compatriotas. Emigrazione Notizie contribui, juntamente com outros, para a difusão deste inquérito, apoiado pelo CGIE, sobre o estado do nosso associativismo, sobre as suas necessidades, tendências e orientações, convidando a participar no inquérito. _________________________________

There are thousands of Italian associations and clubs abroad; in the last decade, as many virtual sharing groups have been added, which, through social networks, maintain links and develop initiatives in many areas. Associations form the social fabric of our emigrant communities and are the actors and reference point for many cultural, training, protection and promotion initiatives of our country abroad, playing an important role in civil, social and cultural integration in the countries of arrival of our compatriots. Emigrazione Notizie contributes, together with others, to the diffusion of this survey, supported by CGIE, on the state of our associationism, on its needs, tendencies and orientations, inviting to participate to the enquiry. (fonte: Emigrazione Notizie)

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Negli Stati Uniti bastano 300 metri di distanza per attaccare Israele e inneggiare all’antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Siamo in Michigan e da 18 anni (!) davanti alla sinagoga della Beth Israel Congregation di Ann Arbor ogni sabato va in scena una protesta contro Israele e il popolo ebraico, anche di stampo filo-palestinese.Gli slogan e i cartelli vanno dalla mendace corruzione del popolo ebraico, all’assurda equivalenza tra sionismo e razzismo, nonché ai morti palestinesi per mano israeliana.I manifestanti sono affiliati a un gruppo che si fa chiamare Testimone per la Pace (WFP), che l’Anti-Defamation League descrive come “un’organizzazione antisemita con sede ad Ann Arbor, nel Michigan, che sposa principalmente contenuti anti-israeliani e antisemiti”, che spesso tira in ballo l’accusa della “doppia lealtà”.Un’interferenza con le preghiere dello Shabbat e uno stress emotivo, che hanno portato due persone, di cui una sopravvissuta alla Shoah, a rivolgersi alla corte federale, che però ha dato loro torto, costringendoli al pagamento di 159mila dollari di spese legali dei dimostranti.La motivazione è da ricercare nella conformità al Primo emendamento, che recita: “Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti”.In sostanza, visto che la protesta antisemita si svolge sul marciapiede apposto alla sinagoga, distanze poco più di 300 metri, non va sanzionata.Come detto una delle querelanti è una sopravvissuta alla Shoah, il cui è Miriam Brysk.Possiamo solo immaginare cosa passa nelle mente di questa donna, che dopo aver vissuto le barbarie naziste, decenni dopo si trova a essere attaccata e insultata in questo modo. Cosa spinge i manifestanti a protestare tutti i sabati da 18 anni? Come mai non protestano negli altri giorni della settimana ma proprio nel giorno in cui più persone si recano al tempio ebraico?

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