Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 25 febbraio 2022

Eleonora Selvi nuova Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Il consiglio nazionale di Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, ha eletto Eleonora Selvi, già portavoce dell’organizzazione, come Presidente Nazionale, a seguito delle dimissioni di Roberto Messina.“Ringrazio il Consiglio Nazionale per la fiducia accordatami”, dichiara la nuova Presidente, “e ringrazio Roberto Messina per il lavoro unico che ha svolto in questi anni, fondando questa federazione prima e rendendola poi un’organizzazione così proattiva, così capace di incidere realmente nella società, un interlocutore che rappresenta i senior presso l’opinione pubblica, le istituzioni, il mondo della salute e del sociale”.“Sono onorata per questo incarico che porterò avanti col massimo impegno”, prosegue Selvi, “Nei prossimi mesi la nostra federazione continuerà a lavorare coerentemente con i suoi principi statutari, occupandosi della tutela sociale, sanitaria, economica delle persone senior, sviluppando progetti e proposte che possano sostenere concretamente le persone Over 65 nei vari ambiti della loro vita. Il conflitto appena apertosi in Ucraina oltre a rappresentare una tragedia umanitaria che interroga le nostre coscienze è una minaccia enorme per il futuro delle famiglie italiane e degli anziani, che si troveranno a dover scontare le pesantissime conseguenze economiche delle tensioni geopolitiche in atto. Non ci si è ancora risollevati dalla pandemia che una guerra alle porte dell’Europa rischia di mettere in ginocchio la nostra economia, andando a colpire come sempre soprattutto i soggetti più vulnerabili. In questo contesto, occorrerà difendere ancora più energicamente i nuclei familiari e i pensionati, specialmente meno abbienti, dal possibile impatto dei terribili eventi cui stiamo assistendo”. (n.r. Un cordiale augurio di buon lavoro alla nuova presidente nazionaleEleonora Selvi e l’auspicio di poter continuare la reciproca proficua collaborazione a livello comunicativo)

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Discorso Draghi alla Camera su Ucraina, svolta per l’Energia in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

“Nel discorso di questa mattina alla Camera dei Deputati da parte del Presidente del Consiglio Mario Draghi inerente l’Informativa sulla Crisi Ucraina si percepisce una svolta sull’Energia italiana a cui non assistevamo da oltre dieci anni” le dichiarazioni del Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia nel corso dell’intervento.Come Federpetroli Italia percepiamo una volontà questa volta diretta e chiara di cambiamento nell’interesse e nella salvaguardia di un paese come la nostra penisola che, non dovrà più essere fanalino di coda nel mercato e settore energetico internazionale – continua la nota – E’ ora che tutti gli operatori del settore mettano da parte l’orgoglio, l’unica via per perseguire una strada chiara è quella di sedersi ad un Tavolo per definire con tutti i rappresentanti delle diverse forme energetiche sfruttabili nel nostro Paese, una politica energetica di salvaguardia per l’Italia. Siamo certi che, con la forte politica del Governo de i ministeri competenti dell’Economia e della Transizione Ecologica, in poco tempo, si possa dare al nostro Paese un contributo di elevata diversificazione strutturale delle risorse energetiche disponibili, per preservare, non solo oggi ma anche in futuro, situazioni di disagio economico e geopolitico a cui la scena internazionali dei prezzi e dei mercati potrà manifestarsi”. “Piena collaborazione da parte della FederPetroli Italia al Governo Draghi e di altri attori rappresentativi Istituzionali vicini al settore per una Politica Energetica che anche all’Europa potrà dare un valore aggiunto” in conclusione la nota. Link Comunicato: http://www.federpetroliitalia.org/?p=1972

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Anche la Città metropolitana di Torino in piazza per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

La consigliera delegata Valentina Cera parteciperà domani 26 febbraio in rappresentanza della Città metropolitana di Torino e del Coordinamento Comuni per la pace (Cocopa) alla manifestazione in piazza Castello a Torino indetta per protestare contro l’aggressione russa all’Ucraina. “Siamo vicini al popolo ucraino e alla comunità che risiede sul nostro territorio” commenta Valentina Cera “Vogliamo la pace e ribadiamo il no alla guerra: le comunità locali, a cominciare dai Comuni e dalla Città metropolitana, al pari di quelle internazionali devono adoperarsi per fermare ogni violenza”.

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FdI al fianco dell’Occidente e del mondo libero

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

“Fratelli d’Italia vuole oggi ribadire, affinchè sia chiaro e non ci siano ombre, che chi decide unilateralmente di aggredire con le armi in pugno un Paese confinante si mette dalla parte del torto. E che non esistono ragioni politiche, geopolitiche, storiche o pseudostoriche per giustificare una guerra di aggressione. Fratelli d’Italia è l’unica forza di opposizione in questo Parlamento ma saremo al fianco del governo e più in generale dell’Occidente e del mondo libero, perchè in questo momento sarebbe impossibile non schierarci”.Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, nel corso del suo intervento in Aula dopo l’informativa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sulla crisi in Ucraina. “A sua volta, continua il senatore Ciriani, oggi dobbiamo ammettere che ci sono stati errori quali il fallimento dell’azione diplomatica sia nazionale e sia internazionale; così come il fallimento della politica estera di Biden che ha portato al precipitoso ritiro dall’Afghanistan all’oscuro degli stessi alleati. Così come sono state sconsiderate le politiche dei governi italiani degli ultimi anni in tema di energia, che hanno portato a non avere un piano energetico di sicurezza nazionale per inseguire il politicamente corretto e ambientalismo ideologico”. “Chiediamo, quindi, al governo di agire secondo realismo politico e attraverso soluzioni lungimiranti perchè in gioco adesso ci sono gli interessi della nostra Nazione, dei nostri cittadini e le legittime preoccupazioni delle nostre imprese”, conclude il presidente Ciriani.

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Today is a dark day for Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

We all condemn in the strongest possible terms the aggression of the Russian Federation against Ukraine, a free and sovereign country in the heart of Europe. This is not only an attack on Ukraine, but also on the security of Europe, the international order, peace and democracy. Therefore, we need: Firstly, firmness towards Russia, full economic response must be declared. The new package of sanctions already under discussion should be massive and unprecedented; Secondly, solidarity with Ukraine, we must provide political, financial and material support; Thirdly, unity in Europe, we must continue to show solidarity. This has been the case since the beginning of the crisis, within and between all European institutions. We must step up our fight against disinformation in all our Member States. And work even harder to build a sovereign and powerful Europe.

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Vladimir Putin has blood on his hands

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

The first strikes in a war often come as a shock, even when the slide into conflict has long been gathering pace. However much you cast your mind forward to battle, the reality is always different. So it was when Russia unleashed cruise missiles on targets in Ukraine at 5:40am Moscow time on February 24th. Over the next nine hours, we ripped up our coverage, and reflected on the sickening reality of what could turn out to be the biggest conflagration in Europe since the second world war. We have been following Russia’s growing aggression towards Ukraine and the West in essays and covers since the end of last year—and we will continue to follow its campaign closely on our app, website and beyond. This week, as Russian forces streamed into Ukraine from three sides, we turned our cover leader over to a condemnation of Russia’s president, Vladimir Putin. This conflict is entirely of his making. In the fighting and the misery that is to come, much Ukrainian and Russian blood will be spilled. Every drop of it will be splattered on his hands. Mr Putin has launched an unprovoked assault on the sovereign country next door. He is obsessed with America and NATO, the defensive alliance to Russia’s west. And he is trampling the principles that underpin peace in the 21st century. That is why the world must inflict a heavy price for his aggression. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Torna l’armata rossa e la minaccia di una guerra globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

“A 65 anni dall’invasione di Budapest e a 55 da quella di Praga la nuova Unione Sovietica ci riprova e rimette in campo i carri dell’Armata Rossa, entrati da ogni lato in Ucraina. Putin si dimostra un tiranno che vuole ridurre le nazioni libere e indipendenti a Paesi satellite, con tanto di governi fantoccio”. È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia“Altro che statista visionario – ha proseguito- Nella Russia che comanda si avvelenano i giornalisti critici, si auto conferiscono pieni e perenni poteri, si reprime con violenza il dissenso, si sogna un nuovo impero. Ieri ci sono stati 1700 arresti di persone innocenti che manifestavano per la pace, senza bandiere. Il mondo libero è in bilico perché se intervenisse sarebbe la Terza guerra mondiale. Abbiamo provato a recuperare la Russia nel perimetro e nelle buone abitudini dell’Occidente, ma la missione è fallita. Putin non si è mai emancipato dal Kgb da cui proviene e tutti devono farsene una ragione. L’Ucraina si sta difendendo disperatamente ed eroicamente, i missili colpiscono le case, la gente muore per mano di un folle, il sangue dei patrioti che affrontano un gigante militare a mani nude scorre nelle strade. Mentre qui fioccano stuoli di pentiti che hanno confuso la necessità di occidentalizzare la Russia con la venerazione per Putin il sanguinario, qualche buontempone con il sedere al caldo si permette di simpatizzare per il neo zar comunista”. “No miei cari – ha concluso Rampelli – la libertà è un bene non negoziabile, una conquista dolorosa di popoli e generazioni, uomini e donne, giovani e anziani, che va preservata da patetica faciloneria, stolta arroganza e da qualunque rigurgito di ideologia. Siamo tutti ucraini”

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La situazione in Ucraina sta portando il mondo sull’orlo di una guerra nucleare

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Non importa a quale propaganda crediate; resta il fatto che gli USA e la Russia possiedono più di 10.000 armi nucleari. Non dimenticate mai che una guerra combattuta anche con 100 armi nucleari distruggerà la civiltà umana come la conosciamo e devasterà tutte le forme di vita sulla Terra, una situazione che richiederà al pianeta centinaia di milioni di anni per riprendersi. Questa è la prospettiva che l’umanità affronta in questo momento. Questa situazione in Ucraina era del tutto evitabile. Alla fine della guerra fredda, quando il Muro di Berlino è caduto insieme al Patto di Varsavia e all’Unione Sovietica, c’era un’opportunità perfetta per costruire un nuovo ordine mondiale di pace. La NATO avrebbe dovuto essere sciolta e si sarebbero dovuti firmare dei trattati di pace tra tutti gli Stati d’Europa, compresa la Russia e tutte le ex repubbliche socialiste sovietiche. L’Unione Europea aveva la possibilità di integrare un continente da Lisbona a Vladivostok. Ma questo non era nell’interesse dei più grandi oligarchi del pianeta: quelli che controllano l’industria militare statunitense e l’establishment politico di Washington. In realtà, non era nemmeno nell’interesse degli oligarchi dell’ex Unione Sovietica, le cui posizioni erano anch’esse minacciate dalla prospettiva della pace, né degli oligarchi europei che si sono arricchiti all’infinito a spese dei più poveri. Questi oligarchi, il cui apparato comprende l’establishment militare e politico, i media, il sistema bancario e il mondo accademico, usano lo strumento del nazionalismo “sangue e suolo” per manipolare le loro popolazioni, disumanizzare le persone di altre nazioni e culture e creare il consenso necessario per farle assassinare. La più grande vittima di questa guerra finora non è stato un essere umano, ma un gasdotto. Il progetto Nord Stream II è stato sospeso, lasciando la Germania senza alternative, con un preavviso così breve, se non quella di cercare rifornimenti di carburante dagli Stati Uniti e altrove. Ma perché questa guerra riguarda i combustibili fossili, quando il mondo dovrebbe passare a forme di energia sostenibile e verde? Perché questa è una guerra tra oligarchi e non tra popoli. Gli oligarchi guadagnano molto di più da un pianeta dipendente dai combustibili fossili rispetto a un pianeta che funziona con fonti rinnovabili. Avremmo potuto passare alle energie rinnovabili decenni fa, diventando un pianeta a zero emissioni di carbonio. Immaginate se i soldi investiti nelle guerre in Iraq, Afghanistan, Serbia, Yemen, Libia, Siria e altrove fossero stati usati per questo! Ora non staremmo certo parlando dell’Ucraina.Questo conflitto non è una guerra tra Putin e Biden. È una guerra tra una schiera di oligarchi contro un’altra, tutti intenti a conquistare un territorio in cui vivono e lavorano esseri umani, in modo da trarne profitto.Come membri della specie umana che vive così precariamente su questa roccia che viaggia nell’universo a quasi 500.000 miglia all’ora, dobbiamo fare di meglio.Ci sono partiti e movimenti politici che mettono al centro il benessere di tutti gli esseri viventi, che rinunciano alla guerra come mezzo per risolvere le dispute, che si attengono ai principi della Carta delle Nazioni Unite. E se non ci sono si possono fondare.È tempo che i popoli del mondo si alzino in piedi, si organizzino, imparino che gli altri esseri umani non sono nemici, ma persone come loro che vogliono vivere una vita felice in pace e sicurezza.È tempo di dire no alla guerra e di dare una possibilità alla pace. Ma soprattutto è il momento di agire.Traduzione dall’inglese di Anna Polo By Pressenza International Press Agency.

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Roma città della pace si mobilita contro l’ingiustificabile invasione russa dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Il Colosseo è ora illuminato con i colori della bandiera ucraina mentre oggi pomeriggio il Sindaco Gualtieri ha indetto una fiaccolata per la pace in solidarietà al popolo ucraino. L’appuntamento sarà alle 18 in Piazza del Campidoglio da cui si partirà con una simbolica marcia per la pace verso il Colosseo. “Condanniamo fermamente l’attacco all’Ucraina. Invito tutte le romane ed i romani a partecipare alla fiaccolata di domani per la pace. Facciamo sentire la nostra presenza a sostegno del popolo ucraino contro una guerra assurda e pericolosa per il futuro dell’Europa. Facciamolo con i colori della pace” ha detto il Sindaco Gualtieri.

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La guerra è tornata in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Le bombe russe sulle città ucraine, che fanno seguito alle dichiarazioni di Putin che negano il diritto dell’Ucraina a esistere, disegnano uno scenario che coglie soprattutto noi Europei impreparati. Nulla nella nostra Unione europea è pensato e strutturato per far fronte ad una vera minaccia indirizzata a noi. Nulla è pensato e strutturato per agire e reagire in un mondo in cui la guerra torna nelle nostre case. Per questo il pugno di Putin, inauditamente violento, preparato mentre ci prendeva in giro fingendo di prestarsi alle negoziazioni diplomatiche, colpisce direttamente noi insieme al popolo ucraino: mira a distruggere la nostra stabilità e la nostra libertà. In situazioni di emergenza di questo tipo bisogna innanzitutto intervenire con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione – senza tentennamenti, nella consapevolezza di un destino comune e di un inevitabile prezzo comune, altissimo, da pagare, anche se asimmetrico, perché le nostre vite saranno risparmiate, mentre quelle dei fratelli ucraini no – ma bisogna anche puntellare la propria casa, perché resista ai colpi del nemico. Per questo, la lezione più urgente che gli Europei debbono trarre da questa situazione drammatica, è che il tempo della debolezza e della irresolutezza europea deve finire, subito; e che è indispensabile cementare subito la nostra Unione con un salto politico federale, per resistere alle spinte disgregative che questa guerra innescherà e per poter iniziare a pensare da Europei con una vera testa (un governo) europei. Solo così potremo resistere e vincere questa guerra.

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Ucraina: si rischia nuova mazzata per il mondo agricolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

“Grande preoccupazione per le conseguenze della guerra in Ucraina: le imprese agricole rischiano un’altra mazzata dopo quella dell’aumento dei costi dell’energia”.Così il presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, Fabrizio Tistarelli, commenta le possibili ripercussioni del conflitto russo-ucraino.“Già l’aumento dei prezzi dei concimi azotati, di cui la Russia è il principale fornitore per quanto riguarda l’Europa, aveva creato problemi concreti e non solo un generico allarme – ricorda Tistarelli -. Ora le ripercussioni della guerra potrebbero aggravare di molto la situazione sia per quanto riguarda il costo del gasolio sia per il possibile collasso dell’export agricolo, anche perché la Russia porta con sé altri mercati. Senza considerare il freno psicologico agli acquisti che un conflitto di questo tipo può portare anche qui da noi”.

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L’invasione russa avrà un impatto maggiore sull’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

By Rohan Reddy, Research Analyst di Global X. i prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati di oltre il 20% da inizio anno, poiché le crescenti tensioni sull’Ucraina minacciavano di interrompere la fornitura di petrolio. Sebbene gli aumenti del prezzo del petrolio si facciano sentire in tutto il mondo, l’Europa sarebbe molto più colpita degli Stati Uniti data la forte dipendenza europea dal gas naturale russo. In Europa, i prezzi del gas naturale sono aumentati di oltre il 10%, dopo che la Germania ha interrotto il gasdotto Nord Stream 2 in risposta al dispiegamento di truppe russe in Ucraina. I prezzi nell’Europa nordoccidentale sono ora quasi cinque volte più alti di un anno fa. Una potenziale invasione potrebbe interrompere le spedizioni russe di gas naturale e petrolio verso l’Europa, dove l’Europa fa affidamento sulla Russia per circa il 35% del suo gas naturale. I prezzi del greggio Brent potrebbero raggiungere oltre $ 100 al barile a causa dei problemi di fornitura. Attualmente, le sanzioni imposte da Stati Uniti, UE, Gran Bretagna e altre nazioni occidentali si sono concentrate sulle banche e sulle élite russe. L’amministrazione Biden non dovrebbe prendere di mira direttamente i settori petroliferi e dei combustibili russi a causa delle preoccupazioni sull’inflazione e sui danni ai mercati petroliferi globali. Occorre trovare una fonte alternativa: una parte considerevole delle esportazioni di gas naturale della Russia viene trasportata in Europa attraverso gasdotti che passano attraverso l’Ucraina. A dicembre, la Germania ha importato il 32% del proprio gas dalla Russia, anche se il capo di una società di servizi pubblici in Germania ha affermato che questa cifra può raggiungere la metà della fornitura di gas in alcuni mesi. Quindi la Germania è fortemente dipendente dal gas russo. È probabile che i prezzi del gas tedesco aumenteranno ulteriormente, soprattutto se le relazioni tra Russia e Occidente si deteriorano e vengono imposte ulteriori sanzioni. Ma l’entità dell’aumento dei prezzi del gas dipende anche da altre decisioni che la Germania deve prendere. Vale a dire la decisione sull’energia nucleare, di cui era prevista l’eliminazione graduale, e sui combustibili fossili. Il Ritorno sul mercato del petrolio iraniano potrebbe avvenire con una wild card: i colloqui tra Stati Uniti e Iran per rilanciare l’accordo nucleare del 2015 stanno raggiungendo la loro fase finale. Se entrambe le parti raggiungessero un accordo per revocare le sanzioni, l’Iran potrebbe esportare rapidamente milioni di barili di greggio e alleviare i prezzi del petrolio.

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Gli accordi di Minsk non sono stati rispettati, sono vicina al popolo ucraino

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

On. Stefania Mammì (M5S): “L’inaccettabile follia bellica del presidente russo Putin, ha impedito quanto anche io auspicavo fin dal riaccendersi delle tensioni nella crisi Ucraina, ossia di cercare di trovare una soluzione pacifica attraverso il dialogo. Gli accordi di Minsk, che prevedevano un cessate il fuoco immediato e maggiori poteri alle regioni di Donetsk e Lugansk, non sono stati rispettati e con il riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche è stato gettato l’olio su un fuoco di una guerra che dura ormai da otto anni. Il mio particolare pensiero di vicinanza e solidarietà va a tutto il popolo ucraino e ai milioni di profughi in fuga, per i quali auspico che l’Europa adotti un piano di accoglienza al più presto”, conclude la deputata pentastellata Stefania Mammì. By Moira Perruso

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Reazione agli ultimi sviluppi in Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

A cura di William Davies, Global Chief Investment Officer, Columbia Threadneedle Investments. Mentre la situazione in Ucraina si evolve, rimaniamo concentrati sul nostro processo di investimento: gestione attiva, essere investitori a lungo termine in società con forti bilanci e solidi fondamentali, utilizzando le nostre capacità di ricerca.Come per altre importanti situazioni geopolitiche, prevediamo volatilità nei mercati e mentre investiamo con convinzione non ignoriamo l’impatto degli eventi a livello globale sulle società e sui settori in cui investiamo, oltre all’impatto sulle economie più in generale. Inoltre, incorporiamo queste considerazioni come parte del nostro approccio di investimento responsabile, fornendo una gestione degli asset che sostiene il benessere della società. Stiamo già vedendo un sentimento di risk off in tutti i mercati emergenti, dato che la possibilità di sanzioni imposte aumenta, anche se la Russia e l’Ucraina insieme comprendono circa il 3,5% dell’indice Emerging Market Debt in valuta forte. I nostri portafogli azionari globali dei mercati emergenti hanno circa il 4,5% di investimenti in società russe con un’esposizione minima al rublo.Dal punto di vista del credito, la maggior parte delle società russe si trova all’estremità inferiore del rating Investment Grade e potrebbero essere declassate a High Yield a causa dei rischi di sanzioni.Prevediamo un aumento dei prezzi dell’energia e dei cereali in tutti i mercati emergenti, che avrà probabilmente un impatto sulle materie prime a livello globale. Continueremo a monitorare la situazione e a garantire una gestione attiva dei nostri portafogli responsabilmente e mantenendo una prospettiva globale. http://www.columbiathreadneedle.it

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Russia e Ucraina: una view di mercato per gli investitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Ancora una volta nella notte di Odessa si consuma il dramma d’Europa. Putin ha dato ufficialmente il via ad un’operazione di smilitarizzazione dell’Ucraina, attaccando alcuni degli obiettivi militari del Paese. In un discorso fatto questa mattina alla Tv russa, Putin ha spiegato come il suo obiettivo non è quello di invadere l’Ucraina e ha chiesto ai soldati del Paese di deporre le armi e tornare a casa, perché l’obiettivo della Russia è “smilitarizzare e denazificare” il Paese. Mentre il presidente di una delle potenze nucleari più grandi al mondo stava spiegando il suo piano di azione sull’Ucraina, a Kiev e a Kharkiv si sono sentite delle esplosioni. Il ministro della difesa russo ha affermato che gli attacchi hanno preso di mira solo le infrastrutture militari ucraine e che i civili non hanno nulla da temere.Il nostro comitato per gli investimenti sta monitorando la situazione da vicino. In termini di effetto diretto sul mercato azionario, oltre alla volatilità di breve termine, non riteniamo che le società globali sarebbero particolarmente colpite. La prima domanda che ci poniamo è se acquistare o meno più azioni. La volatilità nel breve termine potrebbe indurre gli investitori ad acquistare asset rischiosi a sconto. Questo aspetto è qualcosa che monitoreremo quotidianamente. Per ora, però, pensiamo che la situazione non sia ancora sufficientemente stabile per aumentare il rischio e, quindi, abbiamo deciso di non agire. Ovviamente questa decisione potrebbe cambiare con l’evolversi della situazione nei prossimi giorni. La domanda successiva è sull’inflazione. Qui la risposta è più difficile. Naturalmente, possiamo aspettarci che la crisi avrà ripercussioni sui prezzi delle materie prime a vari livelli. Abbiamo già visto come sia lievitato il costo del petrolio, dopo le notizie di questa mattina.Per quanto riguarda le materie prime, possiamo dirvi che i nostri portafogli sono ben posizionati per ridurre la volatilità nel breve termine, anzi pensiamo che potrebbero trarne dei vantaggi (nel nostro ultimo ribilanciamento le abbiamo aumentate per cercare di controbilanciare gli effetti geopolitici). La vera domanda è se le Banche Centrali saranno o meno costrette a reagire a una maggiore pressione inflazionistica. Finora non abbiamo assistito ad alcun reale riposizionamento delle aspettative sui rialzi dei tassi negli Stati Uniti o in Europa. Naturalmente, dovremmo sempre ricordare che la politica monetaria può fare poco per controllare l’inflazione proveniente dal lato dell’offerta (e gli shock esogeni geopolitici rientrano in questa categoria).In circostanze normali, non ci aspetteremmo mosse da parte delle Banche Centrali, ma siamo in una situazione in cui l’inflazione è già in aumento e qualsiasi shock causato dalle materie prime si posizionerebbe in un contesto inflazionistico già difficile. In questa fase, non possiamo dunque escludere un impatto sulla politica monetaria, sebbene non pensiamo possa essere il nostro caso di base.Per gli investitori, il nostro consiglio è lo stesso che abbiamo dato durante crisi simili: mantenere la rotta e resistere all’impulso di disinvestire, per proteggere la ricchezza. In molti casi, questo può avere l’effetto opposto: disinvestire durante le turbolenze del mercato è un modo infallibile per cristallizzare le perdite e può fare perdere la ripresa.Per valutare l’impatto del ritiro dai mercati, abbiamo esaminato la crescita di due ipotetici portafogli identici. Uno è stato ritirato dai mercati durante i quattro principali cali degli ultimi 10 anni e reinvestito solo dopo che questi si erano ripresi, mentre l’altro ha mantenuto la rotta e ha aspettato che il mare si calmasse. Il disinvestire in modo precoce ha portato il primo investitore a perdere il rimbalzo del mercato. E dunque il suo portafoglio ha registrato una crescita inferiore del 35% rispetto al secondo.Naturalmente, la performance passata non è garanzia di rendimenti futuri e non possiamo essere certi di una tempestiva ripresa, nonostante i precedenti storici. Indipendentemente da ciò, riteniamo che la migliore linea d’azione sia rimanere investiti, mantenere la fiducia e attendere una ripresa per dare al proprio portafoglio le migliori possibilità di crescita. (abstract)

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Spada: “Conflitto ingiustificabile in Ucraina”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

“Siamo preoccupati per l’escalation repentina e ingiustificabile che, in pochi giorni, ha coinvolto Russia e Ucraina – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda -. Condividiamo la risposta unitaria di tutta l’UE, che è di ferma condanna. Il conflitto, oltre a destare massima preoccupazione in termini di vite umane, rischia di avere un impatto pesante anche sull’economia e sulla ripresa globale. Se guardiamo al nostro territorio, in termini di impatto diretto sul fatturato delle imprese lombarde, quello russo è un mercato che, tra gennaio e settembre 2021, si è attestato su 1,6 miliardi di euro: un terzo di quanto esportiamo verso la Russia è meccanica, un sesto moda, un settimo chimica. Oltre alle ripercussioni immediate sugli scambi, a preoccuparci è soprattutto l’attesa, ulteriore, impennata dei prezzi dell’energia, che già oggi pesa fortemente sulle imprese. Il 18% dei consumi lordi nazionali di energia sono soddisfatti dal gas naturale russo. È quanto mai prioritario che il Governo, parallelamente alla sua azione diplomatica, prenda tutte le decisioni necessarie tempestivamente per sollevare le imprese da ennesimi pesanti aggravi”.

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Conflitto in Ucraina: Impegno Acs

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Un milione di euro per aiuti di emergenza. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha deciso di impegnare 1 milione di euro per sostenere con aiuti di emergenza il lavoro della Chiesa in Ucraina. A seguito della decisione, assunta dal governo russo, di dispiegare reparti militari nelle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk e procedere questa notte a un articolato attacco, ACS intende sostenere i 4.879 sacerdoti e religiosi e le 1.350 religiose presenti in Ucraina, affinché possano a loro volta aiutare le famiglie che, da oggi, si trovano coinvolte in un conflitto armato. ACS fornirà aiuti d’urgenza anche ai quattro esarcati greco-cattolici e alle due diocesi latine dell’Ucraina orientale, i quali coprono Kharkiv, Zaporizhya, Donetsk, Odesa e Krym. «Soprattutto ora, ACS deve assicurare la presenza di sacerdoti, suore e religiosi fra la loro gente, nelle parrocchie, con i profughi, negli orfanotrofi e nelle case per madri sole e per anziani, i quali affronteranno la sfida di sopravvivere in un contesto di aumento vertiginoso dei costi a causa della guerra», ha affermato Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di ACS Internazionale. Mons. Pavlo Honcharuk, vescovo di Kharkiv, una delle diocesi dell’Ucraina orientale che ACS sosterrà, ha dichiarato: «La situazione peggiora di giorno in giorno. I prezzi sono in aumento, soprattutto per i beni di prima necessità. La situazione nella diocesi è molto difficile. Il numero dei fedeli è diminuito e quelli rimasti, purtroppo, non possono mantenere le parrocchie né sostenere i sacerdoti. Vengono loro stessi e chiedono aiuto ai sacerdoti e alle suore». Con il sussidio di emergenza ACS sosterrà tutti i 57 sacerdoti e 54 religiosi e religiose che lavorano nella diocesi affinché possano soddisfare i propri bisogni quotidiani – gas, luce, acqua, carburante e cibo – e aiutare i fedeli che ricorrono a loro perché non hanno nulla.La situazione finanziaria del paese è peggiorata dall’inizio della guerra, otto anni fa, ma dallo scorso gennaio, quando è iniziata la crisi attuale, la valuta nazionale, la grivna, è stata costantemente svalutata e ha continuato a svalutarsi dopo che la Russia ha riconosciuto le due cosiddette repubbliche guidate da separatisti filo-russi.

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“Capital Group: Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti possono influire sui listini?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

A cura di Matt Miller, Economista politico di Capital Group. Mancano più di nove mesi alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, ma questa scadenza è già prioritaria per politici ed elettori, e non a caso. Quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti della storia degli Stati Uniti.Dal momento che la perdita dei seggi è così usuale, di solito questo viene scontato dai mercati all’inizio dell’anno. Ma la portata di uno squilibrio di potere politico — e delle seguenti ripercussioni politiche — rimane incerta fino a fine anno.La nostra analisi dei rendimenti dell’Indice Standard & Poor’s 500 Composite dal 1931 ha indicato che l’andamento dei titoli durante gli anni delle elezioni di metà mandato varia notevolmente rispetto a tutti gli altri anni.Poiché i mercati in genere mettono a segno un rialzo sui lunghi periodi, anche il movimento medio dei titoli nel corso di un anno dovrebbe registrare una crescita progressiva. Tuttavia, abbiamo rilevato che nei primi mesi degli anni con elezioni di metà mandato, i titoli tendono ad avere rendimenti medi inferiori e spesso guadagnano poco terreno fino a poco prima delle elezioni.Il luogo comune per cui ‘i mercati non amano l’incertezza’ è particolarmente calzante in questo caso. All’inizio dell’anno vi sono meno certezze riguardo all’esito e all’impatto delle elezioni, ma i mercati tendono a riprendere quota quando risulta più facile prevedere i risultati nelle settimane prima di un’elezione, e continuano a salire alla chiusura dei sondaggi.Essere consapevoli del fatto che nel 2022 i mercati potrebbero mostrarsi instabili può risultare utile, ma non per questo gli investitori dovrebbero pensare di restare in attesa degli sviluppi o cercare di indovinare le oscillazioni del mercato. L’andamento dei titoli varia notevolmente durante ogni ciclo elettorale e la tendenza generale dei mercati nel lungo termine è sempre stata positiva. Le elezioni possono mettere a dura prova i nervi. Perciò non dovrebbe sorprendere che la volatilità del mercato statunitense sia più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato, soprattutto nei mesi precedenti all’Election Day. Dal 1970, gli anni di metà mandato hanno registrato una deviazione standard mediana dei rendimenti di quasi il 16%, rispetto al 13% di tutti gli altri anni. Il lato positivo per gli investitori è che dopo tali periodi di volatilità, i mercati tendono a mostrare un forte recupero nei mesi successivi e il rally che spesso inizia poco prima dell’Election Day non è solo un incidente di percorso a breve termine. I rendimenti superiori alla media sono tipici per l’intero anno successivo al ciclo elettorale. I titoli statunitensi hanno messo a segno buoni risultati indipendentemente dalla composizione dei palazzi del potere di Washington.Nel 2020, molti investitori temevano lo scenario della cosiddetta “onda blu”, o il jackpot dei Democratici. Eppure, nonostante questi timori, l’Indice S&P 500 ha messo a segno un rialzo di quasi il 35% dopo le elezioni del 2020 (fino al 12 gennaio 2022).Vi sono buone probabilità di un aumento della volatilità nel 2022, ma questo non deve spaventare. La verità è che i rendimenti azionari a lungo termine provengono dal valore delle singole società nel tempo. Per investire in modo intelligente è opportuno guardare oltre i massimi e i minimi a breve termine e mantenere invece il focus sul lungo termine. (abstract)

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Columbia Threadneedle Investments nomina Emmanuel Archampong Responsabile delle soluzioni assicurative EMEA”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

LONDRA. Columbia Threadneedle Investments, gruppo di asset management leader a livello mondiale, nomina Emmanuel Archampong Responsabile delle soluzioni assicurative per l’area EMEA. Emmanuel supervisionerà la gestione dei clienti assicurativi di Columbia Threadneedle nella regione e guiderà lo sviluppo aziendale per questo segmento. Emmanuel è entrato in Columbia Threadneedle il 14 febbraio 2022 e lavora nella sede di Londra. Emmanuel Archampong vanta una significativa esperienza nella costruzione di business assicurativi per gestori patrimoniali attraverso lo sviluppo di soluzioni mirate. Negli ultimi due anni ha lavorato per Wells Fargo Asset Management in veste di Responsabile dello sviluppo delle attività assicurative per tutti i mercati al di fuori degli Stati Uniti, supervisionando lo sviluppo della divisione clienti assicurativi della società. In precedenza, è stato Responsabile degli investimenti assicurativi presso Royal London Asset Management, dove ha diretto le soluzioni di investimento assicurativo nel Regno Unito e sviluppato relazioni commerciali con le compagnie di assicurazione britanniche. È stato inoltre Specialista delle soluzioni per i clienti pensionistici e assicurativi presso Barrie e Hibbert – Moody’s e si è occupato di clienti e rischi presso JP Morgan Asset Management e Assicurazioni Generali.In Columbia Threadneedle Emmanuel farà leva sull’esperienza dei team di business development e di client management per ampliare ulteriormente i già significativi asset attualmente in gestione per le compagnie assicurative. Guiderà il team specializzato dedicato ai clienti assicurativi di Columbia Threadneedle e lavorerà in collaborazione con l’intero team commerciale, nonché con le divisioni soluzioni di Columbia Threadneedle. Columbia Threadneedle vanta una lunga e comprovata esperienza nella gestione di soluzioni per una gamma di clienti assicurativi evoluti, nonché nel rispetto dei requisiti normativi e degli obiettivi d’investimento dei clienti finali degli assicuratori.

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PIMCO: Il rialzo dei tassi di interesse favorirà le obbligazioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

A cura di Dan Ivascyn, Chief Investment Officer di PIMCO. Il contesto di mercato del 2022 è molto diverso da quello del 2021. Il 2021 è stato relativamente facile, almeno in retrospettiva. C’è stato un enorme accomodamento della banca centrale, un periodo in cui abbiamo assistito ad una ripresa irregolare legata al COVID e ad un ambiente in cui la maggior parte degli asset, in particolare quelli rischiosi, hanno performato abbastanza bene. Nel 2022, invece, c’è un’estrema incertezza. L’inflazione rimane una delle principali preoccupazioni per molti investitori. A nostro avviso, il contesto inflazionistico rimarrà piuttosto incerto. Ci aspettiamo un’inflazione elevata e il rischio che l’inflazione sia ancora più alta di quella attualmente prevista nel corso dei prossimi mesi. Anche se siamo cautamente ottimisti sulla traiettoria dell’inflazione, in tutta l’economia statunitense e in aree chiave dell’economia globale, quando si guarda alla situazione dei tassi relativamente bassi, nonostante il rialzo che abbiamo visto nel corso delle ultime settimane, in questo momento non si viene ancora sufficientemente remunerati per scommettere contro l’inflazione. Quindi continuiamo a sottopesare la duration nei nostri portafogli. I rischi inflazionistici sono considerevoli. La visione di base potrebbe essere sbagliata e pensiamo che i rischi siano orientati verso una maggiore inflazione nel breve e medio termine piuttosto che verso una minore inflazione. E ci sono alcune grandi opportunità per cercare di difendere meglio un portafoglio complessivo da risultati inflazionistici più elevati. I TIPS ed altri titoli che coprono dall’inflazione in tutto il mondo offrono ancora valutazioni abbastanza ragionevoli. Si pensi ai mercati delle materie prime, dei metalli preziosi e altre aree di questa serie di opportunità, che sono ancora valutati a livelli ragionevoli da una prospettiva storica di lungo periodo. Poi altri temi inflazionistici, che si tratti di immobili, opportunità nei segmenti dei mercati emergenti, sembrano anch’essi molto interessanti. Quindi anche nei portafogli PIMCO, pur avendo una visione di base costruttiva sull’ l’inflazione, stiamo cercando di trovare questo tipo di protezione inflazionistica, compresi i nostri portafogli multi-asset. Anche se molte banche centrali hanno punti di vista simili sullo scenario di base per cui le pressioni inflazionistiche cominceranno a ridursi più tardi quest’anno e nel 2023, considerano tutto ciò come un esercizio di gestione del rischio. E c’è un rischio legittimo che i tassi debbano essere alzati e anche più in alto di quello che il mercato sta attualmente prezzando. Pertanto, pensiamo che gli investitori dovrebbero essere abbastanza difensivi per quanto riguarda l’aumento dei tassi di interesse più in generale, ma anche per altre aree del mercato che sulla base del presupposto che i tassi di interesse rimarranno piuttosto vicini al range bound Guardando ai mercati obbligazionari e ai cicli di rialzo dei tassi che verranno, pensiamo che la liquidità del mercato non sia così elevata al momento. C’è molta volatilità e ci si aspetta volatilità anche per il futuro. Potrebbe non sembrare così durante la salita, ma rendimenti più alti, forse curve di rendimento più ripide, almeno in prospettiva, sono generalmente buone cose in termini di ricerca di valore sui mercati. Ma ancora una volta, non si vuole essere colti in contropiede sulla via del rialzo in termini di rendimenti. E ancora, c’è molta attenzione nel mercato attuale sull’impatto dell’inflazione sui rendimenti del reddito fisso. Pensiamo che sia importante notare che molte aree di opportunità del mercato finanziario sono state supportate da tassi d’interesse molto bassi e dall’ambiente altamente liquido in cui abbiamo operato. Quindi i tassi d’interesse più alti, l’inflazione che rimane alta per un periodo di tempo prolungato, saranno una forza negativa per gli asset. Riteniamo che sia il momento di essere un po’ più difensivi e di costruire un po’ più di flessibilità di portafoglio nelle strategie. Abbiamo avuto un bel recupero dai minimi di marzo 2020. Pensiamo che ora sia il momento di aspettare che la volatilità crei l’opportunità di investire quando si verrà adeguatamente remunerati per prendere quei rischi. (abstract)

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