Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 27 febbraio 2022

Mimì, Tutti ne parlano, io l’ho conosciuta

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

È in libreria, dal 10 febbraio Mimì, tutti ne parlano io l’ho conosciuta, ritratto inedito dell’indimenticabile Mia Martini, a cura di Davide Matrisciano, raccontato attraverso la lente di chi ha lavorato con lei, di chi l’ha conosciuta sul palco e dietro le quinte, di chi le è stato sinceramente amico. Un quadro arricchito da fotografie inedite, appunti, bozze di testi e accordi che raggiungono per la prima volta il pubblico, raccolti direttamente dall’archivio personale della stessa Mimì. Della donna, del lato umano, è stato scritto molto, e molto affiora tratteggiato anche in questo volume; quello che invece emerge come un filo rosso che unisce tutte le testimonianze raccolte è il profilo di un’artista e di una musicista di eccezionale spessore, raffinata e maniacale nella ricerca della perfezione e della sperimentazione. A fare da cornice è il contesto musicale di circa un ventennio, dagli esordi degli anni Settanta agli anni Novanta; il ricordo di un mondo musicale e discografico che oggi non esiste più, di grande fermento, ricco di possibilità e incontri sinceri, genuine commistioni, quelle che contraddistinsero la carriera di Mimì; gli anni della RCA e della canzone d’autore.Tra i tanti interventi che compongono il testo, quelli di Enrico Ruggeri, Edoardo Bennato, Marco Masini, Peppe Vessicchio, Tullio De Piscopo, Fio Zanotti, Mario Luzzatto Fegiz, Massimo Cotto, Shel Shapiro, Dodi Battaglia e Claudio Baglioni. Il libro, pubblicato dalle edizioni Terre Sommerse per la collana Musica&Storie, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale La Fenice,(che ha prodotto e realizzato il Progetto che prevede, oltre al libro, anche la realizzazione dell’omonimo Docufilm in coproduzione con Calabria Film Commission, scritto e diretto da Gianfrancesco Lazotti).

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How Ukraine’s leader, Volodymyr Zelensky, found his roar

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

On the morning of February 26th Volodymyr Zelensky posted a video of himself on Twitter. After a night of the worst fighting Kyiv had seen since the second world war, and of propaganda from Moscow claiming that he had fled the capital in fear, Ukraine’s president emerged from his office red-eyed and unshaven. He was holding a smartphone in his right hand as he filmed himself walking past the House with Chimaeras, a famous Kyiv landmark that serves as the presidential residence. He smiled at the camera and declared: “Good morning to all Ukrainians! There are a lot of fakes out there…[but] I am here.”Mr Zelensky looked exhausted, but happy: happy to be alive, happy that Kyiv had not fallen and happy to play the role of a national leader, holding his nerve and his country together in the darkest hour of its 30-year history as an independent state. That was not the role he had chosen, but the one that was thrust upon him when Russia invaded Ukraine on February 24th. He has carried it off with dignity, strength and a dash of humour. When America offered to airlift him to safety, he retorted: “The fight is here; I need anti-tank ammo, not a ride.”The night before, speaking in Moscow, Vladimir Putin, Russia’s president, had pledged to rub out Mr Zelensky. Ukraine’s president is a native Russian-speaker of Jewish heritage. Nonetheless, seething with hatred, Mr Putin had branded him and his government “drug-taking Nazis”.If fortune favours Mr Zelensky, it is because he carries the virtue that Mr Putin lacks: he speaks the truth for his people. By Arkady Ostrovsky Russia and eastern Europe editor The economist

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Welcome to our weekly newsletter highlighting the best of The Economist’s coverage of the pandemic and its effects

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Hong Kong’s refusal to live with covid-19 is causing chaos. Having managed to keep the virus at bay for two years, the territory—which is attempting to replicate the Chinese mainland’s “zero-covid” approach—has seen a surge of infections. Mass testing of all its 7.4m people is planned throughout March.In England, meanwhile, coronavirus regulations are no more. Many public-health advisers fear they may have been scrapped too soon. But covid in England is no longer the same disease that shut down the country in 2020 and 2021.Nearly a year has passed since Congress approved the American Rescue Plan Act (ARPA), promising spending of $1.9trn, equivalent to 9% of GDP. Many, including The Economist, worried that such federal largesse looked excessive. These fears have been borne out. In the United States section, we examine how states are using, and misusing, funds from ARPA. Governors are benefiting politically today, but they are creating liabilities for tomorrow.Are some countries faking their covid death counts? A study casts doubt on some abnormally neat numbers. It finds the variance in reported death tolls to be suspiciously low in several countries—almost exclusively without a functioning democracy or a free press.Cities have often bounced back from crises—from pandemics and earthquakes to floods and fires. But with the mass return to office work still uncertain, the pandemic has sharpened debate about what the future holds for commercial hubs. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Il Giardino che non c’è di Rä di Martino

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Ferrara Mercoledì 2 marzo 2022, ore 21.00 Cinema Boldini in Sala Estense Piazza del Municipio, 14 la prima ferrarese del film – organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo che ha sostenuto la produzione del film, in collaborazione con Arci Ferrara APS e Cinema Boldini – verrà introdotta da Noa Karavan, autrice del soggetto, e dal Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto. A 60 anni dalla pubblicazione dell’indimenticabile romanzo Il giardino dei Finzi-Contini e nella settimana in cui si ricorda la nascita dell’autore Giorgio Bassani, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS presenta la proiezione, gratuita e aperta a tutta la cittadinanza, del documentario Il Giardino che non c’è di Rä di Martino.Il legame del MEIS con Il giardino dei Finzi-Contini ha radici lontane. Nel 2018 l’artista israeliano Dani Karavan (1930-2021) e sua figlia Noa Karavan Cohen, notando come centinaia di turisti in giro per la città cercassero il celeberrimo Giardino dei Finzi-Contini scoprendo con stupore che non esisteva, immaginarono di dare corpo a questa suggestione, realizzando un omonimo progetto composto da un binario, una bicicletta, una scala e un muro di vetro, installati di fronte alle mura di Corso Ercole I d’Este, come nella vivida creazione di Bassani.A raccontare l’effetto dirompente del romanzo di Bassani e del film che ne ha tratto Vittorio De Sica, vincendo nel 1972 il Premio Oscar, attori, comparse e intervistati che, nella cornice di giardini ferraresi, laziali e parigini, ripercorrono la fortuna dell’opera e l’immortale storia dei suoi protagonisti, alternandosi a stralci di film storici in continui rimandi temporali. Tra questi, non possono mancare Lino Capolicchio e Dominique Sanda, che hanno incarnato il volto di Giorgio e di Micòl Finzi-Contini sul grande schermo. Hanno partecipato, tra gli altri, Paola Bassani, Simonetta Della Seta, Andrea Pesaro, Portia Prebys, Anna Quarzi e Chiara Valerio.Questo appuntamento, in cui Ferrara ha l’opportunità di specchiarsi nella sua immagine, si pone così come la chiusura di un cerchio e porta a compimento un omaggio tanto alla memoria che alla città che continua a custodirla.Si ricorda che per assistere alla proiezione sarà necessario presentare il green pass rafforzato e indossare la mascherina di tipo ffp2. La proiezione è all’interno del ‘Boldini in Sala Estense’, il cinema di Arci realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara.

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Industria: Istat, fatturato 2021 +22,6%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a dicembre scende del 2,1% sul mese precedente e sale del 14,3% su base annua, mentre nella media del 2021 cresce del 22,6% sul 2020. “Se il 2021 si chiude con dati ottimi, il calo congiunturale di dicembre è un segno premonitore che non fa presagire nulla di buono. Per il 2022, infatti, pesa come un macigno il caro bollette. Gli extra-profitti milionari delle industrie energetiche hanno finora dopato il fatturato complessivo, con un aumento su dicembre 2020 del 58,1%, ma si tratta solo di un effetto ottico. Il raddoppio delle bollette di luce e gas registrato da gennaio, infatti, avrà pesanti ripercussioni su tutte le altre industrie con aumenti dei costi di produzioni spesso insostenibili che manderanno in rosso i bilanci di molte imprese, con effetti disastrosi su produzione e fatturato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso per ora non possiamo che essere più che soddisfatti del fatto che si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato del 2021 con quello pre-pandemia del 2019, è superiore dell’8,6%, +10,3% il fatturato interno, +5,5% quello estero. Insomma, si sono interamente e abbondantemente recuperati i valori pre-Covid e pre-lockdown” prosegue Dona.

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NTT inaugura il settimo sito data center di Londra

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

La divisione Global Data Centers di NTT Ltd., riconosciuta tra i Leader nel MarketScape Worldwide Data Center Colocation and Interconnection Services 2021 Vendor Assessment1 di IDC, sta continuando a estendere la propria copertura globale di data center interconnessi per rafforzare la propria dorsale digitale nel mercato londinese. Lo scorso dicembre, NTT aveva annunciato l’apertura del suo settimo data center a Londra, situato Hemel Hempstead che, nella fase 1, forniva metà della piena capacità e che prevedeva l’aggiunta di 9.600m² e di 24 MW a completamento della struttura. NTT sta inoltre pianificando investimenti per estendere la capacità del proprio data center di Dagenham, East London, aperto nel 2020. Attualmente, i data center di NTT di Londra forniscono una capacità operativa di oltre 53 MW. Questi piani di investimento consentiranno a NTT di estendere la propria capacità fino a più di 120 MW nel solo mercato di Londra, quando i siti Hemel Hempstead 4 e London 1 verranno completati. Realizzare data center all’interno di un mondo digitale è una delle principali priorità di NTT. Come tutti i data center presenti in UK, Hemel Hempstead 4 utilizza energie rinnovabili al 100% ed è stato progettato per ridurre al minimo il consumo di acqua (WUE). Inoltre, il data center London 1 possiede le credenziali di elevata sostenibilità ed è l’unico grande data center del Regno Unito ad aver ricevuto la certificazione di eccellenza BREEAM2, un traguardo importante riconosciuto a livello mondiale, che valuta procurement, progettazione, costruzione e operatività di un progetto basato su standard di performance internazionali. Il Data Center London 1 è situato a sole 10 miglia a est della città di Londra, vicino alle Docklands, l’hub Internet del Regno Unito e dorsale per la connettività globale, che facilita la maggior parte dei London Internet Exchanges (LINX’s). Le Docklands di Londra sono state un hub Internet per la città con ingenti investimenti, negli ultimi dieci anni, a beneficio di data center ormai obsoleti. L’investimento di NTT nell’East London supporta il comparto dei servizi finanziari, dei media e del tech durante il loro percorso di trasformazione digitale. Londra rappresenta oggi il principale motore di crescita del settore fintech in tutta EMEA. NTT connette anche i suoi data center di Dagenham, Hemel Hempstead e Slough con il London Stock Exchange. Questo dà vita a un hub londinese connesso in fibra che è completamente integrato con altre strutture data center globali di NTT, rafforzando la propria offerta di servizi per supportare la significativa domanda per un ambiente IT ibrido, sicuro, altamente disponibile, scalabile e sostenibile. I clienti di NTT possono beneficiare delle tecnologie multi-duct e high fiber count rese disponibi da molteplici fornitori locali e internazionali, così come della fibra diretta e delle capacità di connettività a tutti i principali hub di trasporto. Questo include Docklands e Slough, nonché i principali ecosistemi cloud, Internet e finanziariari. La connettività offerta dall’hub londinese di NTT al Global Data Center Interconnect (GDCI) di NTT – un servizio di rete globale integrato – offre una rete di data center interregionale e una connessione privata sicura ai principali fornitori di servizi cloud. Con l’accelerazione della trasformazione digitale, la dorsale digitale di NTT abilita soluzioni ottimali di attivazione e disattivazione e di backup e ripristino di emergenza.

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Cambiamento climatico: i venture capitalist italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Milano. In Italia i venture capitalist non investono in start up impegnate nella mitigazione del cambiamento climatico e nella riduzione delle emissioni. Secondo un’analisi dell’Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, dal 2015 al 2020 sono state appena 13 le start up di questo tipo – concentrate nelle soluzioni per energie rinnovabili, materiali avanzati e nella mobilità sostenibile – che hanno ricevuto finanziamenti da VC italiani, su un totale di 1.195 imprese selezionate, per un volume di raccolta pari a 36,8 milioni di euro su 2.458 (la punta minima nel 2020, con appena 400.000 euro investiti, la massima nel 2018, con 18,4 milioni). Eppure il mercato del venture capital nostrano non è certamente in crisi, anzi cresce di anno in anno (nel 2021 si è superato il miliardo di investimenti), ma preferisce concentrarsi sulla digitalizzazione e i servizi web, oppure sul biotech e il nanotech, dove identifica e sceglie le iniziative più promettenti e le aiuta a svilupparsi, invece che su aziende impegnate a misurare, gestire e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici.Anche per questo, dunque, la parte del leone ancora la gioca l’investitore pubblico, soprattutto a livello europeo: nel programma Horizon 2020, ben il 24,4% dei progetti su cui ha investito la Comunità Europea riguardano la mitigazione del cambiamento climatico, per un totale di 20,8 miliardi di euro che rappresentano però il 30,5% dei finanziamenti totali, con un supporto medio per ciascuna iniziativa più alto (2,4 milioni contro 1,7). Anche l’Italia ne ha beneficiato: 1,7 miliardi sono andati a progetti il cui soggetto coordinatore è italiano, e altri 11 a cordate con almeno un player italiano. A livello europeo, però, sono molto più coinvolti anche i soggetti privati: il 60% dei progetti cleantech, cioè che riducono l’impatto ambientale, vede la partecipazione di almeno una impresa (contro il 39% di quelli non cleantech) e nei consorzi le aziende rappresentano il 43% dei partecipanti, quasi il doppio della media (25%). E la finanza alternativa? Iniziative di crowdfunding possono avere un ruolo in questo contesto? “Al momento, sembra che questa fonte di finanziamento non possa rappresentare una soluzione strutturale – commenta Vincenzo Butticè, vicedirettore dell’Osservatorio -: finora i dati dimostrano che le campagne ‘verdi’ hanno meno probabilità di avere successo rispetto alle altre, soprattutto quando vengono lanciate da Paesi in cui le istituzioni sono meno orientate alla sostenibilità ambientale”.

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Gli aquiloni tornano a volare nel cielo di San Vito Lo Capo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Dal 23 al 29 maggio tutti col naso all’insù per la 12^ edizione del Festival internazionale degli aquiloni, un festival della fantasia, una festa gioiosa e creativa che accende e colora il cielo di San Vito Lo Capo. La rassegna, ideata nel 2009 da Ignazio Billera, è organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia Feedback. Una settimana di emozioni a naso in su con le esibizioni di volo libero, i laboratori dedicati ai bambini, momenti di degustazione, intrattenimento e spettacoli. Le creazioni degli aquilonisti provenienti da tutto il mondo invaderanno con gioia il cielo della cittadina: forme, colori, contrasti e personaggi si libreranno nell’aria tra lo stupore di grandi e bambini.“Il Festival degli aquiloni è uno degli appuntamenti più attesi della primavera – ha detto Giuseppe Peraino, sindaco di San Vito Lo Capo -. La nostra cittadina diventa, per una settimana, il palcoscenico per tante attività culturali e di intrattenimento che vedono protagonista assoluto l’aquilone, un gioco intramontabile e dal grande fascino che diverte e incanta tutte le età”. Tutti i giorni, sia a pranzo che a cena, il Villaggio del vento proporrà degustazioni per grandi e bambini: menu appetitosi all’insegna dello street food che metteranno d’accordo i palati di tutte le età. Tra le iniziative in programma anche il Giardino del vento, un “museo” a cielo aperto di opere d’arte che si muovono con il vento e laboratori dedicati ai più piccoli che saranno coinvolti in giochi e cacce al tesoro alla scoperta di San Vito Lo Capo. Il programma ospiterà, come tradizione, uno speciale volo di aquiloni per commemorare la strage di Capaci del 23 maggio di cui quest’anno ricorre il trentennale. “Dal 2019 insieme all’amministrazione comunale di San Vito Lo Capo – ha sottolineato Nino Ciulla, assessore al turismo di San Vito Lo Capo – abbiamo intrapreso la strada del rilancio di questa manifestazione dalle grandi potenzialità. La rassegna, che quest’anno avrà una durata di un’intera settimana, si inserisce tra le iniziative di turismo outdoor da sempre sostenute dal Comune, un segmento turistico in grande crescita e in chiave sostenibile”.

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Robeco: Sollievo in vista per le forniture di semiconduttori?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

A cura di Michael Studer, Senior Equity Analyst di Robeco. I chip semiconduttori sono necessari per tutta l’elettronica moderna, dagli smartphone ai computer portatili. Sono anche alla base di molti elettrodomestici meno sofisticati come le lavastoviglie, i sistemi di riscaldamento e i dispositivi per i punti vendita. Le vittime più eclatanti sono le case automobilistiche che sono state costrette a fermare la produzione negli ultimi mesi, perdendo un fatturato stimato di 210 miliardi di dollari nel 2021. La carenza ha colpito anche altre industrie come i dispositivi medici, le apparecchiature di rete e le console di gioco. Più recentemente, anche i settori di PC e smartphone hanno accusato la carenza di chip per aver abbassato gli obiettivi di produzione. Ironicamente, anche le aziende che costruiscono macchine per produrre chip di semiconduttori stanno soffrendo di tale carenza.L’industria dei chip ha storicamente sofferto di cicli di “boom-and-bust” e di “double ordering”, in cui i clienti acquistano più chip del necessario. Quando la domanda e l’offerta si sono normalizzate e la tensione del mercato dei chip è diminuita, la domanda è calata drasticamente. Sulla base delle esperienze passate, la maggior parte degli attori del mercato dei semiconduttori erano comprensibilmente riluttanti a investire in maggiori capacità per soddisfare una domanda temporaneamente alta senza forti impegni di lungo periodo con i clienti. Anche se TSMC, Intel e Samsung alla fine hanno aumentato i loro investimenti in nuove fabbriche, tali moderni impianti di semiconduttori costano più di 10 miliardi di dollari ciascuno e richiedono anni per essere costruiti, dato che la complessità dei chip aumenta. Di conseguenza, la maggior parte della capacità investita sarà disponibile solo nel 2023 o addirittura nel 2024 – dato che la maggior parte dei produttori di componenti ha visto i tempi di consegna allungarsi a più di 52 settimane (il doppio del solito).La capacità viene generalmente aggiunta solo nella fase di avanguardia, il che significa che le fabbriche sono costruite per produrre i semiconduttori più moderni, poiché solo questi chip hanno i margini di profitto necessari per ammortizzare gli alti costi del capitale fisso. Col tempo, man mano che la tecnologia dei chip viene commoditizzata, anche i progetti di chip più vecchi (come quelli per applicazioni automobilistiche meno sofisticate) beneficiano del passaggio a questa capacità di fascia alta. Tuttavia, si tratta di un processo lungo e che non fornisce una soluzione immediata. Per il momento, ci troviamo di fronte all’insolita situazione di chip tradizionali (nodi da 40nm a 90nm) utilizzati per l’automotive e gli elettrodomestici, che soffrono della crisi, mentre la capacità si sta espandendo principalmente per i nodi bleeding-edge (5nm e 7nm).Diversi rischi incombono anche sulla catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori, che è fortemente consolidata. Un lockdown dovuto al Coronavirus a Xi’an, un importante centro di produzione in Cina, sede di molte fabbriche di componenti per chip di memoria, ha fatto sì che le forniture per leader di semiconduttori come Samsung e Micron, siano state temporaneamente interrotte. Inoltre, un incendio al sito di produzione ottica di ASML a Berlino durante la notte di Capodanno potrebbe anche avere avuto un impatto. Incidenti come questi potrebbero esacerbare ulteriormente gli squilibri di fornitura e gonfiare i prezzi. Diverse grandi aziende tecnologiche stanno lavorando duramente per rendere l’intelligenza virtuale e artificiale (VR & AR) mainstream, portando a una domanda potenzialmente enorme di occhiali intelligenti dotati di semiconduttori ad alta potenza. La recente e marcata spinta per un mondo più neutral dal punto di vista delle emissioni di carbonio significa spesso un passaggio dall'”energia stupida” come la combustione di combustibili fossili all'”energia intelligente” come le batterie, le celle solari e le turbine eoliche, che fanno tutte un uso intenso di semiconduttori per controllare e ottimizzare la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di energia. Tuttavia, la storia dell’industria dei semiconduttori indica che, una volta allentata la tensione, la contrazione tornerà ancora una volta.

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“Comgest: la volatilità spinge gli investitori a un cambiamento significativo”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

A cura di Laure Négiar, Gestore del fondo Comgest Growth World di Comgest. Gennaio è stato un mese caratterizzato da volatilità. I mercati, e in particolare i titoli growth, hanno evidenziato debolezza a causa delle preoccupazioni riguardanti l’inflazione e i rendimenti obbligazionari. La rotazione ha determinato la sovraperformance di settori in cui siamo sottopesati a causa di una carenza di società di qualità (finanziari ed energia), nonché una rotazione all’interno di settori come l’industria e i materiali lontano dalla fascia di qualità dello spettro. Tra i titoli che hanno messo a segno le performance migliori nel corso del mese segnaliamo la compagnia di assicurazione AIA, la fonderia di semiconduttori TSMC e la società tecnologica cinese Tencent. Dai risultati del quarto trimestre di TSMC emerge un utile netto in crescita del 16% su base annua, mentre le previsioni positive hanno dimostrato la capacità della società di rialzare i prezzi. Tencent ha sovraperformato, riflettendo la scarsa fiducia provocata dalle modifiche normative dell’anno scorso. Da una riunione con il gruppo è emersa la crescente attività di riacquisto di azioni proprie e la conferma della solidità dell’attività di videogiochi. La compagnia di assicurazione AIA ha registrato buoni risultati nel corso della rotazione del mercato, dato che ha beneficiato del rialzo dei tassi di interesse.La volatilità registrata a gennaio ha portato a un cambiamento significativo dei rapporti rischio-rendimento e tra le società di alta qualità coerenti con questo nuovo paradigma segnaliamo Align Technology, il produttore di allineatori trasparenti, Recruit Holdings, la società giapponese proprietaria del motore di ricerca di lavoro indeed.com, il leader nel design di calzature Nike e il fornitore di servizi di pagamento Adyen.

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Capital Group: Il futuro dei media – che il gioco abbia inizio!

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

A cura di Jody Jonsson, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group A gennaio, in soli 21 giorni, il rapido ritmo di cambiamento nel settore dei media e dell’intrattenimento ha dato il via a tre grandi negoziazioni. Microsoft ha annunciato l’intenzione di acquistare l’editore di videogiochi Activision Blizzard per 75 miliardi di dollari USA, una transazione che mira a portare le serie esclusive di Call of Duty e World of Warcraft sotto il dominio del gigante tecnologico. Take-Two Interactive ha rivelato il suo piano di acquistare, per 12,7 miliardi di dollari USA, il produttore di giochi per dispositivi mobili Zynga, noto soprattutto per la serie Farmville. E Sony si è accordata per l’acquisto di Bungie, creatore dei famosi giochi Halo e Destiny, per 3,6 miliardi di dollari USA. Se tutte e tre le operazioni dovessero concludersi con successo, si tratterebbe di 85 miliardi di dollari USA in attività M&A incentrata sui videogiochi, il segmento in più rapida crescita nel settore dei media. L’operazione Activision è la più grande acquisizione di Microsoft di sempre e potrebbe portarla al vertice del settore del gaming, un’industria da 200 miliardi di dollari USA, seconda solo alla cinese Tencent.Trainato in parte da un boom del gaming durante la pandemia, il panorama in rapida evoluzione dei media sta trasformando radicalmente le modalità di interazione e intrattenimento delle persone in un mondo in cui la visione tradizionale della TV e la presenza nei cinema sono in grande declino. Questa dinamica rende i giochi interattivi ancora più preziosi per società come Microsoft, Sony e altre. Pensiamo che sia una prova di quanto potente e accattivante sia diventato il settore dei videogiochi, l’industria globale del gaming offre intrattenimento coinvolgente a un costo ragionevole e ha già superato il settore cinematografico in termini di ricavi lordi annui. Fondamentalmente, riteniamo che questa crescita continuerà e addirittura accelererà nei prossimi anni. Un altro fattore di grande importanza è il fatto che molte società stanno cercando di espandersi nelle aree di attività degli altri. C’era un’epoca in cui ognuno aveva un’area tutta per sé, ma non è più così. Tutti osservano le attività degli altri, cercando di entrarvi. Ad esempio, Netflix, leader indiscusso nello streaming video, è esposta alla feroce concorrenza di Amazon e Apple, nonché di società di media storiche come Disney. In meno di tre anni, il servizio di streaming Disney+ è cresciuto fino a raggiungere 130 milioni di abbonati. Nel settore dei social media, TikTok sta mettendo a dura prova la capogruppo di Facebook, Meta Platforms, attirando orde di giovani spettatori grazie al potere dei suoi brevi video. Facebook ha risposto lanciando la propria funzionalità di condivisione di brevi video, denominata “Reels”, che sta crescendo di popolarità, ma non tanto velocemente quanto TikTok, l’app più scaricata del 2021. I media sono costantemente sconvolti dal cambiamento tecnologico. Quando Internet ha iniziato a creare difficoltà ai tradizionali canali di comunicazione all’inizio degli anni 2000 è stato percepito come un grande cambiamento. Quando YouTube è entrato in scena, ha fatto grande clamore. E poi sono arrivati i social network, gli smartphone e lo streaming video. Tutti questi cambiamenti hanno destabilizzato il settore e continuano a farlo. Una nuova tendenza interessante è la globalizzazione della produzione e del consumo di contenuti. Caso in questione: Tre delle serie più popolari di Netflix, Squid Game, Lupin e La Casa di Carta, sono girate rispettivamente in Corea del Sud, Francia e Spagna. Inoltre, vengono forniti con sottotitoli in inglese, che in precedenza erano stati un deterrente per molti spettatori madrelingua inglesi. Ma non è più così.Guardando al futuro, quale sarà la prossima fonte di destabilizzazione dei media? Sulla base del crescente numero di titoli sensazionalistici, uno dei candidati è certamente il metaverso. A seconda della persona a cui si chiede, il tanto pubblicizzato metaverso è il futuro di Internet o un sogno impossibile della realtà virtuale. Come è stato descritto dai tecnologi, il metaverso è un mondo digitale incredibilmente coinvolgente e vasto in cui le persone possono interagire, parlare, giocare, partecipare a concerti, guardare film, incontrare i colleghi in un ufficio virtuale e intraprendere una miriade di attività attraverso avatar creati dagli utenti. L’idea è così potente che ha spinto Facebook a cambiare il suo nome quattro mesi fa in Meta Platforms, promettendo di trasformare il gigante dei social media in una “società del metaverso”. Tuttavia, dovrà affrontare una concorrenza agguerrita. Microsoft ha dichiarato che l’operazione Activision è, in parte, trainata dal desiderio di sviluppare contenuti accattivanti per il metaverso, un mondo in cui i dispositivi per la realtà virtuale possono diventare comuni come gli smartphone. Ci sono anche molti siti Web indipendenti focalizzati sul metaverso, tra cui Sandbox, fondata nel 2012, e Decentraland, lanciata tre anni dopo. Gli utenti di questi siti stanno già acquistando terreni, case e opere d’arte virtuali, spesso con criptovalute come Bitcoin, Ethereum, Cardano e Solana. Questa situazione cambierà rapidamente, il che significa che per gli investitori la corsa all’apprezzamento e alla comprensione del metaverso è iniziata. Il cambiamento è già in atto e la crescita è esponenziale. Non credo che si dovranno attendere 10 anni. Più probabilmente il metaverso è oggi.

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La pandemia ha cambiato l’atteggiamento del 54% degli adolescenti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

(In particolare quelli, che frequentano le scuole superiori) nei confronti del cibo e delle modalità di consumarlo: lo rivela la prima ricerca sul tema, svolta da un team di studio dell’Università Cattolica piacentina insieme ad ANBI Emilia Romagna, CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Consorzio di bonifica di Piacenza. In primis, il maggior tempo trascorso a casa ha favorito il recupero della “socialità” dei pasti: nel 96% dei casi, il desco è tornato ad essere un elemento di aggregazione familiare. Viene inoltre dedicata maggiore attenzione alla salubrità dei prodotti: 2 adolescenti su 3 privilegiano cibi con meno grassi, meno zuccheri, meno sale; si riduce anche la quantità di cibo “ingurgitato” e nel 78% dei casi aumenta anche la propensione all’attività fisica. Altri due aspetti molto interessanti sono la crescente adesione ai principi della dieta mediterranea e la scoperta delle tipicità del territorio, cui oltre il 70% degli intervistati riconosce qualità superiore.“La centralità del cibo, la cui percezione si è rafforzata durante il periodo di pandemia, evidenzia la responsabilità sociale dei Consorzi di bonifica verso la salubrità alimentare, garantita anche attraverso un’irrigazione di qualità, fattore produttivo indispensabile per le agricolture mediterranee. Per questo, abbiamo rinnovato la collaborazione triennale con l’Ateneo piacentino, poichè ricerca ed aggiornamento sono essenziali, così come l’attenzione verso le giovani generazioni – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue).“Il progetto Food Mood – commenta il docente coordinatore dello studio, Edoardo Fornari – offre molteplici opportunità di analisi ed il quadro che emerge – pur permeato da luci ed ombre, fa prevalere le prime sulle seconde.”Due comunque sono gli aspetti negativi più significativi, su cui riflettere: ormai il 25% degli adolescenti non consuma la prima colazione e c’è un consistente aumento del tempo trascorso in compagnia dei soli “device” digitali (smartphone, pc, …), con conseguenti impatti negativi sulla sfera della socialità. Con la collaborazione delle scuole superiori dell’Emilia Romagna, il progetto “Food Mood” porterà avanti, nei prossimi due anni, ulteriori “panel” per verificare, se i cambiamenti ora registrati siano destinati a consolidarsi od a scomparire con il ritorno alla precedente normalità di vita.

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Prezzi confermati in crescita soprattutto per l’energia. L’illusione sovranista/monopolista

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

L’Istat conferma per gennaio la stima di una crescita dell’inflazione annua a 4,8% e mensile a 1,6% (1). Principali responsabili i beni energetici (+38,6%), soprattutto quelli cosiddetti regolamentati (elettricità e gas +94,6%). Le ricadute su altri prezzi, sebbene tutti in crescita non hanno aumenti a due cifre, registrano il massimo (+7%) per i beni e +5,3% per gli alimenti non lavorati. Dati attesi e confermati, rispetto ai quali le politiche del governo sono già attivate (2). Mentre le parti sociali continuano a discutere per eventuali aumenti degli stipendi, comunque non in linea con gli aumenti inflazionistici. E poi ci sono i guadagni di tutti quelli che non hanno “stipendi” e che, in linea di massima, si rifanno sugli utenti e consumatori dei loro prodotti e servizi: anello finale per eccellenza di tutte le politiche economiche, reale valvola di sfogo di capacità ed incapacità, privata e pubblica.Ovviamente non si sono formule magiche per venirne fuori indenni e, soprattutto, queste formule non potrebbero che essere il contrario di quanti declamano calmieri e controlli. Lo Stato non è un pozzo senza fondo da lasciare distrutto in eredità alle prossime generazioni, ma potrebbe/dovrebbe essere regolamentatore di energie e potenzialità: occorre stimolarle.Ad oggi sono prevalsi interventi a pioggia per soddisfare essenzialmente le corporazioni che gridavano e minacciavano di più. Col risultato che, siccome la crisi era ed è tutt’altro che passeggera, esaurite queste soddisfazioni, siamo punto e a capo. Con l’aggravante che, a tutti più poveri, la crescita della povertà dei cosiddetti autonomi è maggiore: ci mancava anche acuire il conflitto sociale…Gli stimoli di uno Stato, assistenziale solo per lo strettissimo necessario ma non come metodo, hanno due soli indirizzi: defiscalizzazione e deburocatizzazione, guardando l’oggi in prospettiva del futuro.A nostro avviso il primo passo generale è organizzare un’emergenza nazionale (energia e prezzi in generale) al pari del covid, raccogliendo iniziative istituzionali nazionali, regionali e locali, chè siano di facile fruizione e non, come oggi, da cercare col lanternino ingarbugliandosi in meandri burocratici da incubo per fruirne. Nel contempo, nutriamo dubbi che quanto stanziato per le trivellazioni del gas servano alla bisogna: i tempi di realizzazione sono compatibili con l’emergenza energetica? E quando saranno a regime, si è valutato che, non essendo energia ecologica, dovranno comunque essere dismesse? Non era meglio potenziare e velocizzare, più di quanto già non si faccia, le energie alternative, ché quand’anche saranno a regime non nell’immediato, almeno non dovranno poi essere dismesse come le trivellazioni di gas? François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Ucraina: Cia, mais alle stelle

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Allarme di Cia-Agricoltori Italiani per le ripercussioni sugli allevatori italiani delle tensioni geopolitiche in Ucraina. Le nostre stalle sono fortemente dipendente dal mais di cui Kiev è secondo Paese fornitore (700mila ton). Il granturco è, infatti, il principale ingrediente delle diete per gli animali (47%) ed è strategico nelle principali filiere nazionali dei prodotti zootecnici e bio-industriali. La crisi in atto andrebbe a pesare su un prodotto che ha già subito nell’ultimo biennio un forte rialzo dei prezzi, che attualmente si attestano sui 186 euro/ton, in aumento del 24, 35% rispetto al 2021. I prezzi del mais sono cominciati ad aumentare da agosto 2020 nei principali paesi esportatori (USA, Canada, Argentina, Ucraina, Brasile), raggiungendo il picco ad agosto 2021, a causa delle forti siccità e dalle alte temperature nei Paesi produttori, che hanno ridotto gli stock mondiali. Cia è, dunque, preoccupata che la situazione in Ucraina si aggiungerebbe ai rincari vertiginosi che stanno già impattando, pesantemente, sui costi di produzione di tutte le imprese agricole nazionali. I rialzi su mais rendono decisamente poco remunerativa la produzione di carne di qualità controllata -soprattutto dove ci sono contratti di filiera con le principali catene della Grande distribuzione- e mettono ko gli allevatori di vacche da latte che già sono in lotta per l’aumento di almeno 5 cent al litro sul prezzo del latte. Sul mais l’Italia si trova, dunque, particolarmente esposta alle crisi internazionali e sconta la forte dipendenza dalle importazioni estere di questo cereale, passate in soli 10 anni dal 15 al 50%. Per frenare il trend, Cia auspica un maggior impegno da parte del Governo ad incentivare i contratti di filiera per un mais di filiera italiana certificata, in modo da migliorare l’integrazione fra produttori e imprese di trasformazione. L’acuirsi delle tensioni, secondo Cia, preoccupa anche sul versante russo, dove già le sanzioni hanno azzerato negli ultimi anni le esportazioni del vino Made in Italy.

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Assolombarda: nel 2022 PIL lombardo in aumento del 4%,

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Dopo un 2021 in cui la crescita della Lombardia ha battuto ogni previsione e le stime più recenti di Prometeia si attestano al +6,6%, per il 2022 si prevede una risalita ulteriore del +4% che, se confermata, permetterà un pieno ritorno sui livelli del 2019. Ma negli ultimi mesi il caro energia, la tensione sul reperimento delle materie prime e l’aumento dell’inflazione pesano sulla crescita globale rendendola meno dinamica. La produzione manifatturiera lombarda nel 2021 è cresciuta del 15,6% rispetto al 2020 e del 4,3% sul 2019. Ad eccezione del Sistema Moda (-4,9% pelli-calzature, -8,6% tessile, -15,8% abbigliamento) e del comparto carta-stampa, che registra un -1,0%, la maggior parte dei settori ha performance di produzione superiori ai livelli antecedenti la pandemia. I recuperi più intensi sono stati registrati da minerali non metalliferi (+7,8%), gomma-plastica (+7,7%), chimica – farmaceutica (+7,3%), meccanica (+6,6%) e siderurgia (+6,1%); seguono alimentare (+3,8%), automotive e legno-mobilio (+2,5% entrambi). A livello paese, all’Italia manca poco per chiudere il divario con il 2019 (-0,8%), mentre Spagna (-3,1%) e soprattutto Germania (-6,8%) e Francia (-6,2%) sono decisamente distanziate. A risentire del clima positivo del 2021 anche le nuove imprese che in Lombardia sono cresciute del 19% rispetto al 2020, in Italia l’incremento è stato più contenuto al + 13,8%. Delle iniziative imprenditoriali si distinguono per dinamismo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+19,9%) e le costruzioni (+17,5%), mentre le nuove aperture dei comparti alloggio e ristorazione rimangono depresse (-31,2%). Sebbene i livelli permangano elevati e in area di espansione, le criticità su materie prime e caro energia hanno influenzato gli ultimi mesi dello scorso anno e nei primi del 2022 la fiducia delle imprese manifatturiere è in calo non solo in Lombardia, ma in Italia e nel resto dell’Europa.

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Inflazione: Istat, gennaio +4,8%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Secondo i dati definitivi di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione sale su base annua dal +3,9% di dicembre al +4,8%.”Una disfatta! Dati disastrosi che inguaiano le famiglie e il Paese, con effetti rovinosi sui consumi e sulla ripresa in corso. Una batosta dovuta ai prezzi di luce, gas e carburanti senza i quali l’inflazione tendenziale sarebbe solo all’1,8% invece che al 4,8%, più di 2 volte e mezza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “L’inflazione a 4,8% significa per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 1711 euro su base annua, 844 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 421 euro per i Trasporti, 270 per mangiare e bere. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1609 euro, 846 per l’abitazione, 367 per i trasporti, 242 per mangiare, in media per una famiglia il rialzo complessivo è di 1387 euro, 794 per l’abitazione, 270 per i trasporti, 201 per il cibo e le bevande. Ma il primato della stangata spetta alle coppie senza figli con meno di 35 anni che, spendendo di più di quelle con figli per la casa, hanno un aggravio annuo di 1789 euro, dei quali ben 1000 per la sola abitazione” conclude Dona.

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Il futuro dell’energia passa anche e soprattutto dall’idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Lo sa bene l’Unione Europea, che ha deciso di scommetterci per abbattere le emissioni di CO2 entro il 2050. E lo sa anche l’Italia, che negli ultimi anni tra l’elaborazione di una Strategia Nazionale per l’idrogeno ancora in corso, e i 3,64 miliardi di euro previsti dal PNRR ha inaugurato una stagione di investimenti per sviluppare una filiera forte anche nel nostro Paese. Un obiettivo che, sin dalla sua nascita nel 2005, è anche l’ambizione di H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, che oggi celebra un grande traguardo: il superamento dei 100 soci, tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università.L’idrogeno è salito alla ribalta delle politiche ambientali e della cronaca solo da qualche anno. E da allora l’interesse delle istituzioni e delle imprese non si è mai fermato. Non a caso, solo dal 2019 a oggi, H2IT ha quadruplicato il numero degli associati. E ci è riuscita facendo da punto di riferimento per la filiera, portando le idee di chi si occupa quotidianamente di idrogeno all’attenzione della politica, degli attori economici e dell’opinione pubblica.Si tratta, del resto, di un settore in forte crescita, tanto che, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio H2IT, tutte le aziende associate ad H2IT si aspettano un aumento del giro d’affari in tre anni, con fortissime ripercussioni sull’occupazione, anche se allo stato attuale è ancora difficile trovare personale qualificato. In altre parole, la filiera ha tutto ciò che serve per svilupparsi, ma occorre uno sforzo maggiore per eliminare le criticità che ne imbrigliano il potenziale.Come l’assenza di un quadro normativo chiaro, un argomento da sempre a cuore di H2IT e indicato dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire. Per questo già nel 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018, una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione. Inoltre, Nel 2021 H2IT ha incontrato più volte i decisori politici, esponendo le proprie indicazioni per il PNRR durante un’audizione alla Camera dei Deputati. Alla fine, il Piano ha dedicato 3,64 miliardi di euro allo sviluppo di filiere per la produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno: un grande successo che non deve rimanere isolato.Adesso, oltre a mantenere vivo il confronto con il legislatore, H2IT punta anche al rafforzamento del network di aziende e centri di ricerca attivi nel mercato dell’idrogeno, con l’obiettivo di renderlo maturo e decisivo per la rivoluzione ecologica nel nostro Paese. Necessario, in questo caso anche il supporto all’innovazione per realizzare prodotti e servizi indispensabili per la crescita del settore. Anche in questo senso va letta la collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, per il progetto INNOVAHY, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno. By Fabio Micali

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Editoria di varia in crescita del 2,7%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Nel mese di gennaio 2022 l’editoria italiana di varia, ovvero romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, è cresciuta dell’1,8% a valore e del 2,7% a numero di copie rispetto al gennaio 2021. Le vendite a prezzo di copertina nelle prime quattro settimane sono state pari a 123,5 milioni di euro, le copie vendute 8,357 milioni. Sono i dati rielaborati dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su rilevazioni di Nielsen BookScan, aggiornati mensilmente e disponibili online nella pagina Studi e ricerche del sito AIE.

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Convegno di presentazione dei risultati di Ricerca dell’Osservatorio Internet Media

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Martedì 1 marzo 9:30 – 13:00 IN PRESENZA E ONLINE STREAMING GRATUITO. Come stanno cambiando il targeting e la misurazione nell’Internet advertising? Per molti anni la pubblicità online ha utilizzato i cookie per profilare il consumatore e monitorare l’andamento delle campagne pubblicitarie. I famosi biscottini, tanto utilizzati, possono però rappresentare un rischio per la privacy degli utenti. Per questo motivo le normative a tutela del consumatore e l’autoregolamentazione delle grandi società tecnologiche stanno causando la deprecazione di questi importanti tracker del web. Il nuovo mondo “cookieless” porterà ad una navigazione più protetta, ma avrà anche importanti ripercussioni sulle attività di digital advertising, dal targeting alla misurazione. Uno scenario davvero sfidante per l’industry pubblicitaria! In questo contesto non va dimenticato che i consumatori sono sempre più mobile: l’85% del tempo speso online avviene infatti su Smartphone. La raccolta del dato mobile potrà rappresentare una valida alternativa allo scenario cookieless? Quali sono le opportunità e i cambiamenti per quanto riguarda le attività di targeting e misurazione delle campagne su questo canale? Durante il convegno verranno raccontate le nuove sfide dello scenario cookieless, approfondendo le novità normative e i progetti in atto per far fronte al cambiamento, con un focus particolare sul canale mobile. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Internet Media, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, sarà l’occasione per rispondere a queste domande ed approfondire. http://www.osservatori.net

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Elena Basile: In famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Collana i Delfini, pp. 432, 18 euro. Un libro che celebra la vita e la speranza incarnata da donne forti e fragili insieme, in grado di sconfiggere il male che pure esiste nei rapporti con i familiari, grazie alla scelta di essere se stesse, autentiche e radicate nei loro affetti. Il romanzo ambientato principalmente a Napoli e Roma, sebbene racconti anche episodi della vita di uno dei protagonisti in Africa, Canada e Portogallo, descrive i rapporti torbidi e sublimi, inestinguibili, che incatenano i personaggi di una famiglia particolare nella quale tuttavia, chiunque può riconoscersi. L’intreccio di emozioni, dalla gelosia alla competizione, dall’affetto alle passioni oscure, è narrato nelle diverse sfumature. Giovanna e la figlia Emanuela raccontano la loro storia in prima persona mentre il marito Mario e il figlio Alfredo fanno da controcanto in una narrazione ugualmente intensa ma oggettivata dalla voce narrante. Le donne del libro sono eroine attaccate alla vita, che fanno a pugni contro la tristezza che incombe e che a volte sembra avere le sembianze per Giovanna del marito, per Emanuela, la figlia, del fratello. Milena, la nipotina, riassume in sé le doti e i sogni della mamma e della nonna descritti in un romanzo dalla scrittura limpida e curata che ci trasporta in un microcosmo familiare a cui man mano ci abituiamo, quasi divenissimo amici dei personaggi ora sfuggenti e tenebrosi, a volte candidi e irresistibili.

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