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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 2 marzo 2022

Cerchiamo di capire i motivi per cui la Russia è così interessata ad annettere il territorio ucraino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

By Rainer Maria Baratti. Sono anni che la Russia di Putin sta cercando di imporre la propria potenza attraverso lo “sfoggio” del proprio potere. Gli ultimi esempi lampanti sono: la protesta in Kazakistan e lo scontro in Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaijan.La tecnica offensiva russa è ancora incentrata su una visione ottocentesca – ed imperialista – della guerra: prima si ingaggia una battaglia in una parte di un Paese confinante, che viene annessa, e poi si attende il momento migliore per sferrare l’attacco vero e proprio, mirante a conquistare l’intera nazione. Nel caso dell’Ucraina, sulla carta la prima parte della strategia militare di Putin è stata realizzata con l’occupazione della Crimea nel 2014 ma in pratica, grazie al suo modello di “invasione civile” tramite la cosiddetta russificazione, la Russia ha da sempre mantenuto un discreto margine di influenza su tutti i Paesi dell’ex URSS. Per di più, durante questo attacco all’Ucraina la strategia sopra descritta è stata seguita anche nel breve periodo perché, indipendentemente dall’annessione della Crimea 8 anni fa, anche questa volta Putin ha prima annesso le Repubbliche separatiste del Donbass e poi è entrato nel resto del Paese. Perché l’Ucraina? L’Ucraina è da sempre considerato un territorio strategico dalla Russia poiché una sua effettiva annessione conferirebbe alla Federazione uno sbocco importante sul Mar Nero e contribuirebbe ad aumentarne il ruolo centrale nel settore delle risorse naturali. Il Paese infatti, possiede il 5% delle risorse naturali globali ed è un nodo focale per i gasdotti che mettono in comunicazione la Russia con l’Europa (anche se Putin sta cercando di trovare un modo per erogare direttamente il gas al vecchio continente, passando dalla Germania). E proprio su quest’ultimo punto, sono sorte varie dispute tra Kiev e Mosca negli ultimi anni circa l’ammontare e l’effettiva spartizione delle tasse di transito che devono essere corrisposte al governo ucraino. Indipendentemente dal gas russo, l’Ucraina possiede numerosi e diversificati giacimenti di materiali fondamentali tanto che il Paese è il 13° al mondo per la produzione di carbone ed il 4° in Europa per le proprie riserve di gas e petrolio. In aggiunta, vi sono anche numerosi giacimenti di manganese, titanio, grafite ed oro. In particolare, il titanio sta diventando fondamentale da un punto di vista economico e strategico perché si tratta di un materiale ultraleggero, perfettamente in grado di resistere alle alte temperature ed alla trazione – caratteristiche queste che lo rendono il materiale più indicato per le armi di ultima generazione. In ultimo, l’Ucraina possiede il più grande deposito di uranio in Europa con una riserva accertata di circa 45 mila tonnellate. Oltre alla volontà di accaparrarsi le sue risorse naturali così da rimanere l’unico interlocutore fondamentale dell’Unione Europea in materia, la Russia ha scelto di invadere l’Ucraina anche per un motivo ideologico: nel 2008 infatti il Paese, insieme alla Georgia, ha formalmente richiesto di poter entrare nella NATO. In quell’occasione, la reazione russa non si era fatta attendere tanto che il Viceministro degli Esteri russo dell’epoca Ryabkov aveva affermato “è assolutamente indispensabile che l’Ucraina mai e poi mai diventi un membro della NATO”. Sarà proprio questo motivo ideologico a portare Putin, lo scorso 24 febbraio, a lanciare “un’operazione militare speciale” come da lui stesso definita in Ucraina. Secondo il Presidente russo infatti, “gli Stati Uniti hanno superato la linea rossa della Russia con l’espansione della NATO, è inaccettabile”. L’allora amministrazione G.W.Bush, fiutando l’opportunità di consolidare l’influenza occidentale sui Paesi dell’ex blocco sovietico, non perse tempo e si fece tra i promotori degli Accordi di Bucarest siglati dalla NATO nel 2008. In questi accordi si fanno delle promesse volutamente vaghe di annessione all’Ucraina (lo stesso Biden nel dicembre 2021 aveva definito l’entrata del Paese ex sovietico nella NATO come “fuori discussione”) e si annette con effetto immediato la Georgia. Tre mesi dopo questa annessione formale, la Russia invase la Georgia nella guerra per l’indipendenza dell’Ossezia del Sud. Detto conflitto è terminato con la Russia che mantiene il controllo diretto delle regioni separatiste (Abcasia ed Ossezia del Sud) e con la dichiarazione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del dicembre 2021 nella quale i giudici internazionali ritengono formalmente responsabile il governo russo delle violazioni dei diritti umani che avvengono tuttora nel Paese. Proprio per questa reazione immediata e violenta russa all’annessione di un altro Paese che in passato faceva parte dell’URSS – che si temeva potesse essere ancor più violenta nel caso di annessione dell’Ucraina per la differenza di importanza strategica di questa rispetto alla Georgia – la mossa degli Stati Uniti nella realtà non ha mai avuto una finalità solidaristica e, a seguito della guerra in Ossezia, ha perso anche di effettiva credibilità. Nella pratica, quella di Biden e dei suoi predecessori è una scelta puramente strategica avente un peso rilevante nell’ottica dell’equilibrio dei poteri tra queste due super potenze. La Russia infatti, vanta un’alleanza molto solida all’interno dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva. Questa Organizzazione tende a riunire alcuni dei Paesi ex-sovietici, e non solo, che perseguono le stesse politiche di sicurezza – perno centrale del modello della russificazione, di cui si è accennato in precedenza. Questa Organizzazione è composta da: Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan e dal 2013 si avvale anche della collaborazione esterna della Serbia. Per le tipologie di politiche che persegue ed implementa, questa Organizzazione si contrappone alla presenza della NATO ed ha influenzato grandemente il risultato di molte rivolte nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ultimo quelle scoppiate in Kazakistan ad inizio anno. Un altro tra i motivi fondamentali alla base dell’interesse della Russia per l’Ucraina è anche di origine storica: il territorio dove adesso sorge il Paese infatti, è stata la prima Rus’ di Kiev – un’entità monarchica medievale degli Slavi orientali costituente il più antico Stato organizzato slavo-orientale e che, come tale, viene considerato dagli storici e dagli esperti una sorta di “proto-Russia”. Per questo motivo, tra tutti i territori dell’ex URSS quello ucraino è quello che Putin punta maggiormente a far rientrare a tutti gli effetti all’interno dei confini russi o, quantomeno, a sottrarre definitivamente dall’influenza occidentale impedendole di aderire alla NATO. Ad oggi la Russia ostenta una grandissima sicurezza, forte sia della presenza di filorussi nel territorio ucraino, sia dell’appoggio della Bielorussia – quest’ultima, oltre ad aver offerto il proprio territorio affinché Mosca potesse predisporre una migliore offensiva di attacco per permeare quanto più presto possibile nel cuore dell’Ucraina, nei prossimi giorni ospiterà i primi tentativi di negoziazione degli accordi di pace.Nella realtà però, Putin teme le conseguenze economiche derivanti dallo scenario di una crisi energetica tra Russia ed Europa. Questo è stato chiaro sin da quando Mosca ha intensificato il dialogo con il leader cinese Xi JinPing, non appena è iniziata una situazione di stallo sempre più carica di significato con l’Ucraina.L’intento del leader russo, che andremo ad approfondire ulteriormente nelle successive analisi, è quello di instaurare un nuovo tipo di alleanza che ha come obiettivo quello di spostare i poli economico ed energetico sotto il totale controllo delle regioni asiatiche, più vicine tra loro in termini di sistemi politici e sociali. Laddove realmente resa effettiva, questa alleanza potrebbe assumere una portata devastante in termini di violazioni dei diritti umani e di violazioni delle sovranità nazionali dei Paesi confinanti con le due superpotenze.L’altro grande timore russo è che la NATO si possa espandere senza precedenti anche in Asia, determinando una perdita di influenza in territori essenziali per la propria economia. D’altro canto, anche la NATO è seriamente preoccupata dalle mire espansionistiche russe (ed ancor di più ora che Mosca ha lanciato una vera guerra tradizionale in seno all’Europa, con tattiche militari che non si vedevano nel vecchio continente dai tempi delle guerre mondiali).Questo clima di “psicosi da minaccia” ci sta riportando indietro nel tempo, assumendo a tratti dei toni tipici della Guerra Fredda. Ciò è ancor più vero se si pensa che lo scorso 27 febbraio Putin ha ordinato al suo Ministro della Difesa ed al Capo di Stato Maggiore di mettere in stato di allerta il sistema difensivo nucleare russo, rendendo più concreto (anche se per gli analisti, appare ancora grandemente improbabile) il rischio di sfociare in una guerra mondiale.Tutto dipenderà dai pacchetti di sanzioni che verranno messi in campo da parte di Europa e Stati Uniti e di quanto impatteranno sull’economia reale russa. Al momento, il fronte occidentale ha già adottato alcune sanzioni ma si tratta di misure ancora in fase di revisione e negoziazione – soprattutto in Europa, data la grande dipendenza energetica del vecchio continente dalle risorse energetiche russe. Pertanto, ne parleremo nei prossimi approfondimenti così da avere una visione più ampia ed esaustiva del quadro socio-economico che si prospetterà nell’immediato futuro. (fonte: Large Movements nasce da un progetto ideato da due ragazzi accomunati dalla passione per il diritto umanitario ed internazionale, che mettono al primo posto il rispetto per la dignità umana).

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Zelenskyy invita l’UE a dimostrare che sta dalla parte dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato, “durante una pausa tra gli attacchi missilistici”, che il Parlamento e i leader UE devono ora “dimostrare che l’UE è con l’Ucraina”. “Parlo oggi a nome dei cittadini ucraini che la difendono pagando il prezzo più alto”.Zelenskyy ha fatto riferimento all’attacco a Kharkiv, “la città con la più grande piazza del paese, chiamata ‘Piazza della Libertà’ (…). Questa mattina, due missili hanno colpito la Piazza della Libertà, con decine di morti. Ciò è il prezzo che stiamo pagando per la nostra libertà. D’ora in poi, ogni piazza di ogni città ucraina si chiamerà Piazza della Libertà”.Ha poi proseguito: “Stiamo combattendo per i nostri diritti, le nostre libertà e attualmente per la nostra sopravvivenza. Stiamo inoltre lottando per essere membri dell’Europa. Quindi, ora dimostrate che siete con noi (…). Dimostrate che siete davvero europei così la vita vincerà sulla morte, e la luce vincerà sulle tenebre. Gloria all’Ucraina”.Il Presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk ha affermato: “L’Ucraina sta difendendo il confine del mondo civilizzato e se cade nessuno può sapere dove si fermeranno i russi”. Ha poi ribadito che il modo migliore per sostenere l’Ucraina “è un reale riconoscimento delle nostre aspirazioni europee”.”Questa brutale e massiccia invasione dell’Ucraina è ingiustificata, non provocata e si basa su spregevoli menzogne, e avviene per una sola ragione: perché in piazza Maidan avete fatto la scelta della libertà, della democrazia e dello stato di diritto”, ha detto il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, definendo l’invasione del Presidente russo Vladimir Putin “terrorismo geopolitico”. Ha assicurato i deputati che il Consiglio analizzerà la “seria, simbolica, politica e, a mio avviso, legittima richiesta” dell’Ucraina di entrare nell’UE.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: “Questo è un momento di verità per l’Europa. Questo è uno scontro tra lo stato di diritto e la legge delle armi, tra un ordine basato sulle regole e una pura aggressione. Non possiamo dare per scontata la nostra sicurezza, dobbiamo investire in essa”. Ha poi sottolineato che “se Putin stava cercando di dividere l’UE, la NATO e la comunità internazionale, ha ottenuto l’esatto contrario”.”Per fare la pace, dobbiamo essere in due; ma per la guerra, basta uno, come ha dimostrato il signor Putin. Ecco perché dobbiamo aumentare molto la nostra capacità di deterrenza, per evitare la guerra”, ha detto il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell. “Difendere lo stato di diritto e rafforzare le relazioni commerciali non sarà sufficiente per trasformare il mondo in un luogo pacifico”, ha aggiunto.

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Parlamento: l’attacco russo all’Ucraina segna una nuova era per l’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Martedì, il Parlamento europeo ha tenuto una sessione plenaria straordinaria a Bruxelles per discutere l’assalto militare della Russia in Ucraina. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il Presidente della Verkhovna Rada (parlamento) ucraina Ruslan Stefanchuk sono intervenuti in diretta da Kiev. Hanno preso parte al dibattito anche il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il Capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell.In apertura di dibattito, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha affermato: “Siamo qui oggi nell’ombra oscura prodotta dalla guerra di Putin. Una guerra che non abbiamo provocato noi. Una guerra che non abbiamo iniziato noi. Un’invasione oltraggiosa di uno stato sovrano e indipendente. A nome del Parlamento europeo, condanno con la massima fermezza l’aggressione militare russa contro l’Ucraina ed esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono e a tutte le persone rimaste uccise.”La Presidente ha poi aggiunto: “Ci opporremo. Non distoglieremo lo sguardo quando coloro che combattono nelle strade per i nostri valori affronteranno la massiccia macchina da guerra di Putin. Appoggeremo la giurisdizione della Corte penale internazionale e le indagini sui crimini di guerra in Ucraina. Lo riterremo responsabile”.

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Invasione dell’Ucraina: il PE chiede di rispondere alla Russia con fermezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

In una risoluzione approvata martedì, i deputati europei condannano con la massima fermezza l’aggressione militare illegale della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina e chiedono che il Cremlino ponga immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina. Il Parlamento denuncia anche il ruolo del dittatore bielorusso Aliaksandr Lukashenko nell’aggressione.I deputati al Parlamento europeo “respingono categoricamente la retorica russa che fa riferimento al possibile ricorso ad armi di distruzione di massa”, ricordando “alla Federazione russa i suoi obblighi internazionali” e mettendo in guardia “dai pericoli di un’escalation nucleare del conflitto”.Invitano la Commissione e i Paesi dell’UE “a prestare un’assistenza umanitaria di emergenza supplementare all’Ucraina, in cooperazione con le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e con altre organizzazioni partner internazionali”.Il testo, non legislativo, è stato approvato con 637 voti favorevoli, 13 voti contrari e 26 astensioni.Concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’UE La risoluzione adottata invita “le istituzioni dell’Unione ad adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’adesione all’UE”. Tale procedura dovrebbe essere “in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Nel frattempo, l’UE dovrebbe “continuare ad adoperarsi” per l’integrazione dell’Ucraina “nel mercato unico dell’Unione” in virtù dell’esistente accordo di associazione UE-Ucraina.Pur accogliendo con favore la rapida adozione di sanzioni da parte dell’UE, i deputati chiedono “che la portata delle sanzioni sia ampliata e che esse siano mirate strategicamente a indebolire l’economia e la base industriale russe”.I deputati chiedono, “in particolare, che siano limitate le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas, che siano vietati nuovi investimenti dell’UE nella Federazione russa e nuovi investimenti russi nell’UE, che l’accesso di tutte le banche russe al sistema finanziario europeo sia bloccato, che la Federazione russa” sia esclusa dal sistema SWIFT.Il Parlamento chiede inoltre che una serie di sanzioni, compresa l’esclusione dal sistema SWIFT, “siano estese alla Bielorussa in ragione del suo appoggio diretto all’invasione russa dell’Ucraina”. Il testo invita inoltre i Paesi dell’UE “ad accelerare la fornitura di armi difensive all’Ucraina […] in linea con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l’autodifesa individuale e collettiva”. È poi favorevole “a rafforzare la cooperazione in materia di intelligence con l’Ucraina per quanto riguarda l’aggressione in corso”.Il Parlamento accoglie con favore l’impegno assunto dall’Unione europea di “attivare la direttiva sulla protezione temporanea, al fine di garantire una protezione immediata a tutti i rifugiati provenienti dall’Ucraina”. Chiede inoltre che “la responsabilità per l’accoglienza dei rifugiati che arrivano alle frontiere esterne dell’UE” sia ripartita equamente tra i paesi dell’Unione.Sanzioni mirate nei confronti di singoli individui, stop ai “visti d’oro” per i milionari russi I deputati chiedono la rapida adozione di “sanzioni mirate nei confronti delle persone responsabili di corruzione ad alto livello in Russia e Bielorussia, nonché degli oligarchi e dei funzionari vicini ai vertici del potere”. Invitano infine i Paesi dell’UE e “i paesi alleati con regimi di residenza tramite investimenti” (i cosiddetti “visti d’oro”) “a rivedere tutti i beneficiari di tali status di residenza e a revocare quelli attribuiti ai cittadini russi con ingenti patrimoni e alle loro famiglie, in particolare quelli legati a persone e imprese oggetto di sanzioni”.

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Invasione Ucraina. Gli errori dell’Ue. Morire per la ragion di Stato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Nel passaggio della risoluzione approvato ieri sulla richiesta del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di concedere immediatamente lo status di Paese candidato, il Parlamento europeo invita “le istituzioni dell’Unione ad adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue, in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Cioé: nessuna accelerazione del processo, né si dice che l’Ucraina debba entrare subito, anzi si sottolinea che la procedura prevista dai Trattati deve essere rispettata, quindi rispetto dei criteri di Copenaghen, rapporti della Commissione sull’avanzamento delle riforme, decisioni unanimi dei governi… Il Coreper, l’istituzione dove siedono gli ambasciatori dei ventisette, ha discusso della richiesta, scegliendo la procedura ordinaria. Il Consiglio dell’Ue chiederà alla Commissione di esprimere la sua opinione. Ma, secondo un diplomatico dell’Ue, toccherà ai capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo dare delle indicazioni su come procedere. Nel frattempo, per chi avesse ancora qualche dubbio su chi sono gli ucraini oggi ancora al potere e cosa è successo in Ucraina in questi ultimi anni, il partito dell’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (Alde) ieri ha annunciato l’ingresso di “Sluha Narodu” (Servi del popolo), il partito fondato dal presidente Volodymyr Zelensky. L’Alde fa parte del gruppo di Renew al Parlamento europeo. E’ evidente che il moloch burocratico, figlio dei partiti dei singoli regimi che governano i Ventisette, non ha intenzione di cogliere l’opportunità che le si è presentata. Registriamo: – grandi innovazioni per l’esposizione che l’Ue sta facendo coi propri aiuti umanitari e militari all’Ucraina, – grandi discorsi come quello di ieri al Parlamento della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, – ravvedimenti “sulla via di Kiev” di partiti italiani e gruppi ex-putiniani al Parlamento europeo che si impegnano contro l’invasione… … ma non registriamo disponibilità da parte del moloch burocratico comunitario a fare un salto di qualità raccogliendo l’occasione storica e umana che gli si è presentata per diventare leader politico, economico e umanitario del continente europeo. Al moloch di Bruxelles sembra che gli basti riconoscere la propria “grandeur”, far saltellare tra un tavolo e l’altro Emmanuel Macron, presidente francese nonché presidente di turno del Consiglio Ue, raccogliendo qualcosa che assomiglia a impegni ma che subito dopo Putin viola.Se non è quella che ci dovrebbe servire in momenti tragici come questo, è questa l’Ue che vogliamo? Noi, cittadini europei, siamo dei signori nessuno, e per quanto strilliamo.. i nostri rappresentanti nazionali ed europei sembrano ingabbiati in regimi istituzionali che oggi si abbracciano con la morte. La ragion di Stato sembra avere la meglio. Abbiamo una terribile impressione: che moriremo civicamente e fisicamente, insieme alle sorelle e ai fratelli ucraini, grazie a questa ragion di Stato. Le vittorie sono sconfitte per ogni morto che non è stato impedito. Trasformare oggi e subito il territorio ucraino in territorio dell’Unione è il miglior argine che conosciamo. Qualcuno non ha ancora capito: l’Ucraina è oggi uno dei quartieri delle nostre città, gli ucraini sono nostri cugini. Non si tratta di aiutarli a casa loro, ma salvare le nostre case in cui ci sono già gli ucraini. François-Marie Arouet – http://www.aduc.it

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Rampelli: L’Ucraina, la Russia e l’Unione Europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

“Quella dei missili Nato in Ucraina al confine con la Russia è una favola insopportabile, del resto per bombardare Mosca basterebbero i missili a lunga gittata lanciati dal Mar Baltico, non serve metterli nel Donbass. Non è mai esistito alcun accordo stipulato con Gorbaciov, altra balla, per non far aderire le nazioni dell’est europeo, finalmente liberate dall’incubo del comunismo, all’Unione europea o all’Alleanza atlantica”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in aula sulle comunicazioni del president del Consiglio Mario Draghi. “Al contrario se ci fosse stata l’adesione millantata di Kiev, paradossalmente a mio giudizio non ci sarebbe stata questa invasione perché tutte le nazioni del Patto Atlantico avrebbero dovuto difenderla e questo sarebbe stato un deterrente formidabile”. “Un po’ di autocritica va fatta. E’ stato fatale non aver saputo leggere dietro le mosse di Putin il nuovo progetto egemonico del Cremlino. Non aver saputo gestire in 30 anni il distacco dell’Ucraina dalla Federazione Russa. L’Ue era troppo occupata con le procedure d’infrazione contro gli Stati membri e non si è battuta a sufficienza per completare l’integrazione di Mosca e la trasformazione in una democrazia liberale, pacificando per sempre il continente. Nemmeno si è curata di garantirsi l’autonomia energetica a dire il vero. L’Europa ha rinunciato ai suoi obiettivi strategici per trasformarsi in una piattaforma commerciale, mentre avrebbe dovuto far capire quanto è “bello l’Occidente con il suo profumo di libertà. E quanto valga la pena respirarlo a pieni polmoni”.“E’ l’appello di Zelensky, poco fa, in tv- ha concluso Rampelli – ‘Ogni piazza, non ha importanza come si chiami, da oggi si chiamerà piazza della Libertà’. Ecco, oggi Fratelli d’Italia pur rimanendo gentilmente ostile al governo Draghi, voterà con la maggioranza, nessun inciucio è il nostro omaggio all’Italia. In questo caso è solo la libertà che ci lega”.

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Scuola: Il Covid non è terminato, il personale ha diritto a spostarsi con l’assegnazione provvisoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

“Bisogna riunire le famiglie e non dividerle, in assoluto ma ancora di più in situazioni emergenziali come quella che stiamo vivendo”: lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricordando l’emendamento presentato dal sindacato al DL Sostegni ter, perché “l’assegnazione provvisoria deve essere garantita a tutto il personale scolastico senza vincoli o discriminazione”. Secondo Anief, l’assegnazione provvisoria, quando motivata e vi sono i posti per accoglierla, non può essere negata: va accordata a tutti gli immessi in ruolo dalla prima fascia delle GPS o che hanno ottenuto il trasferimento interprovinciale tramite domanda di mobilità, così da ridurre la lontananza dagli affetti. Nelle motivazioni dell’emendamento, il sindacato ricorda che la norma, se approvata, non avrebbe alcun impatto finanziario, “in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” e “a ristoro delle restrizioni che hanno caratterizzato gli spostamenti durante l’emergenza epidemiologica”.

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Scuola: Docenti assunti con riserva e licenziati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

“Chi è stato assunto a tempo indeterminato come docente con riserva ed ha anche superato l’anno di prova, come i docenti con diploma magistrale, non può essere messo alla porta: ha già dato tanto agli alunni e alla scuola e merita di essere confermato o reintegrato nei ruoli”. Lo ha ribadito oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolgendosi ai senatori della VI Commissione che stanno esaminando l’emendamento Anief al decreto 2505 Sostegni ter. Per il giovane sindacato, l’approvazione all’emendamento garantirebbe “la continuità didattica nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, a decorrere dall’anno scolastico 2022-2023”. La disposizione riguarderebbe coloro che hanno fatto riscontrare il “superamento dell’anno di prova di cui ai commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno svolto. Conseguentemente – ha chiesto ancora Anief con l’emendamento – è disposto l’annullamento dei provvedimenti di licenziamento già notificati dall’amministrazione e previsto il reintegro nei ruoli”.

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Scuola: Docenti di religione cattolica senza futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

In Italia ci sono insegnanti di religione cattolica che attendono l’assunzione a tempo indeterminato da 20 anni, è ora di stabilizzarli: è doveroso attivare il doppio canale di reclutamento per le assunzioni in ruolo con il 50 per cento dei posti riservato ai precari”. Il commento è di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo avere presentato una serie di emendamenti al decreto legge 2505 Sostegni Ter, tra cui uno specifico per assumere definitivamente i docenti di religione cattolica, avviando una procedura straordinaria per titoli riservata a chi è in possesso dell’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano competente per territorio e ha svolto 36 mesi di servizio nell’insegnamento della disciplina nelle scuole del sistema nazionale di istruzione: secondo il piano, ai vincitori del concorso saranno assegnati la metà dei posti vacanti e disponibili a partire dall’anno scolastico 2023/2024 e per gli anni successivi. La proposta, che non avrebbe alcun impatto finanziario per le casse pubbliche, intende superare lo stato di stallo in cui versano circa 15mila docenti di religione cattolica.

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Scuola: Stop a classi pollaio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

“La scuola così non può andare avanti: bisogna sdoppiare le classi, ridurre il numero alunni per classe, raddoppiare gli organici di insegnanti e Ata, oltre che rivedere i criteri del dimensionamento scolastico”: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel giorno di chiusura delle liste Rsu che verranno rinnovate ad inizio aprile. Il sindacato ha chiesto al Parlamento di affrontare il problema: basterebbe approvare l’emendamento al DL 2505 Sostegni ter che Anief ha presentato nei giorni scorsi alla VI commissione del Senato.Per evitare di ritrovarci con una scuola costretta a chiudere e passare alla Dad, con l’emendamento l’associazione sindacale chiede di realizzare “interventi per la riduzione del fenomeno dell’affollamento delle classi, della diminuzione del rapporto alunni-docenti e personale ATA”: Il superamento dell’identità classe demografica/aula, continua Anief, permetterà, senza costi pubblici, “di affrontare situazioni complesse sotto numerosi profili, ad esempio, nelle aree di montagna, nelle aree interne e nelle scuole di vallata”.Il fine ultimo della richiesta sindacale è quello di superare il protocollo di intesa del 6 agosto 2020 tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati rappresentativi della scuola per il contenimento della diffusione di COVID-19. Un obiettivo che era stato condiviso lo scorso 20 maggio, in occasione del Patto per la scuola sottoscritti a Palazzo Chigi dai sindacati rappresentativi con il Governo. Ma è anche contenuto nella riforma dell’organizzazione del sistema scolastico prevista dal PNRR.

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Bernhard Schlink: Couleurs de l’adieu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Trad. de l’allemand par Bernard Lortholary Collection Du monde entier, Gallimard. Les couleurs de l’adieu, ce sont ces teintes que prennent certains instants habités par un remords, un souvenir émouvant ou une évocation douloureuse. À l’image d’un homme âgé qui tente de retrouver son ancienne maîtresse et de raviver l’éclat d’un lointain passé, les personnages qui habitent ce recueil ont en commun de revenir sur un moment charnière de leur existence : quand un choix a été subi plutôt qu’assumé, quand un regret a laissé une béance dans une histoire personnelle, quand un geste a scellé un destin… Au fil de neuf nouvelles, Bernhard Schlink nous entraîne dans un scintillant kaléidoscope d’intériorités et nous interroge sur le sens de ces moments où nous congédions une époque, un rêve irréalisable ou un être aimé.LIVRE IMPRIMÉ21,00 €

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Annie Ernaux: L’atelier noir

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Tous les livres que j’ai écrits ont été précédés d’une phase, souvent très longue, de réflexions et d’interrogations, d’incertitudes et de directions abandonnées. À partir de 1982, j’ai pris l’habitude de noter ce travail d’exploration sur des feuilles, avec des dates, et j’ai continué de le faire jusqu’à présent. C’est un journal de peine, de perpétuelle irrésolution entre des projets, entre des désirs. Une sorte d’atelier sans lumière et sans issue, dans lequel je tourne en rond à la recherche des outils, et des seuls, qui conviennent au livre que j’entrevois, au loin, dans la clarté.Parallèlement à ses romans, Annie Ernaux tient un journal d’avant-écriture ; une sorte de livre de fouilles, rédigé année après année, qui offre une incursion rare de « l’autre côté » de l’œuvre. Plongé au cœur même de l’acte d’écrire, le lecteur devient témoin du long dialogue de l’autrice avec elle-même : la pensée taillée au couteau, des idées en vrac, des infinitifs en mouvement ; des associations de mots, de morceaux de temps, et de confidences.Pour la réédition de L’atelier noir, Annie Ernaux a souhaité augmenter l’ouvrage de pages inédites de son journal de Mémoire de fille.LIVRE IMPRIMÉ10,00 €

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LEÏLA SLIMANI: Regardez-nous danser

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Collection Blanche, Gallimard Parution. «Année après année, Mathilde revint à la charge. Chaque été, quand soufflait le chergui et que la chaleur, écrasante, lui portait sur les nerfs, elle lançait cette idée de piscine qui révulsait son époux. Ils ne faisaient aucun mal, ils avaient bien le droit de profiter de la vie, eux qui avaient sacrifié leurs plus belles années à la guerre puis à l’exploitation de cette ferme. Elle voulait cette piscine, elle la voulait en compensation de ses sacrifices, de sa solitude, de sa jeunesse perdue. » 1968 : à force de ténacité, Amine a fait de son domaine aride une entreprise florissante. Il appartient désormais à une nouvelle bourgeoisie qui prospère, fait la fête et croit en des lendemains heureux. Mais le Maroc indépendant peine à fonder son identité nouvelle, déchiré entre les archaïsmes et les tentations illusoires de la modernité occidentale, entre l’obsession de l’image et les plaies de la honte. C’est dans cette période trouble, entre hédonisme et répression, qu’une nouvelle génération va devoir faire des choix. Regardez-nous danser poursuit et enrichit une fresque familiale vibrante d’émotions, incarnée dans des figures inoubliables. 368 pages, 140 x 205 mm Achevé d’imprimer : 01-01-2022 Écoutez lire (2022) 21,90 €

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Philip Roth: Romans et récits

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Trad. de l’anglais (États-Unis) par Mirèse Akar, Jean-Pierre Carasso, Josée Kamoun, Maurice Rambaud et Henri Robillot et révisé par Aurélie Guillain et Philippe Jaworski. Édition publiée sous la direction de Philippe Jaworski. Avec la collaboration de Brigitte Félix, Aurélie Guillain et Paule Lévy. « Tu tires des récits de tes vices, tu rêves des doubles pour tes démons » : c’est ainsi que Nathan Zuckerman, la créature de papier de Philip Roth, décrit son entreprise d’écriture dans La Leçon d’anatomie. Apparu sous la plume de l’écrivain Peter Tarnopol dans Ma vie d’homme (1974), ce double assumé du fictif Tarnopol et de Roth, lequel les invente tous deux en vertu d’un processus de création fait de reflets et de répliques, prend pour ainsi dire vie dans le premier cycle romanesque qui lui est consacré, Zuckerman enchaîné. Cette série de romans — une trilogie et son épilogue — offre à Roth l’occasion d’exposer les métamorphoses de la subjectivité. Elle met en scène quatre moments-clefs de la carrière de Zuckerman : la relation de l’aspirant écrivain avec son mentor (L’Écrivain fantôme, 1979) ; le romancier devenu une célébrité et la victime de son succès (Zuckerman délivré, 1981) ; l’homme souffrant de douleurs mystérieuses en pleine crise de la quarantaine, rattrapé à la fois par la complexité de sa vie amoureuse et sexuelle et par la mort de ses parents (La Leçon d’anatomie, 1983) ; l’homme de lettres privilégié face aux intellectuels de l’Europe de l’Est communiste (L’Orgie de Prague, 1985). On retrouvera Zuckerman dans La Contrevie (1986), un « labyrinthe de miroirs » (Philippe Jaworski), et un chef-d’œuvre de virtuosité, qui est en quelque sorte la réponse de Roth au postmodernisme américain incarné notamment par Thomas Pynchon. Un brouillon donne à penser que le roman aurait pu être intitulé Tu dois changer ta vie ; « Tout peut arriver, et c’est précisément ce qui arrive : tout. » Pendant la période de création couverte par ce volume, Roth explore la frontière poreuse entre réalité et fiction. S’il occupe le devant de la scène jusqu’en 1986, Zuckerman n’est pas l’unique alter ego de l’auteur. Émerge en effet un nouveau personnage (de fiction ?) nommé Philip ou Philip Roth. Il dialogue avec Zuckerman dans Les Faits (1988), sous-titré « Autobiographie d’un romancier » ; avec des femmes dans Tromperie (1990), roman tout entier construit en dialogues — « la bande-son d’un roman sans images », selon Ph. Jaworski —, tandis que Patrimoine (1991), récit de la maladie et de la mort du père (non plus celui de Zuckerman, celui de Roth), est présenté comme « Une histoire vraie ». Les faits seraient-ils enfin débarrassés de leur gangue de fiction ? À la fin de la lettre que le Roth des Faits écrit à son lecteur Zuckerman, il admet que les « faits » sont en réalité des souvenirs déjà retravaillés. Ses expériences personnelles et son passé ne prennent forme et sens qu’une fois racontés. Et c’est à un personnage de fiction, l’inévitable Zuckerman donc, que Roth confie le soin de porter un jugement sur son manuscrit « autobiographique ». L’autobiographie est sans doute « le genre le plus manipulateur dans toute la littérature », estime Zuckerman. C’est le moins que l’on puisse dire. Toute tentative de figer la frontière entre réalité et fiction est ici vouée à l’échec. Prix de lancement 69.00 € jusqu’au 30 06 2022 1584 pages, rel. Peau, 104 x 169 mm

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Inflazione: Unc, la classifica delle città e delle regioni più care

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione tendenziale di gennaio pari a +6,2%, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 1972 euro, ma che schizza a 2783 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Piacenza dove il rialzo dei prezzi del 6,6%, il record italiano, determina un incremento di spesa pari a 1763 euro per una famiglia media, 2467 euro per una di 4 persone, al terzo posto Bologna, dove il +5,8% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 1635 euro per una famiglia tipo e a 2255 euro annui per una di 4 componenti. Aosta, in settima posizione quanto a rincari per la famiglia tipo, 1449 euro, sale sul gradino più basso del podio per la famiglia di 4 persone con un aggravio pari a 2394 euro. Avellino, al 33° posto per esborso aggiuntivo, 1224 euro da gennaio 2021 a gennaio 2022, è al 3° per inflazione, +6%. Al quarto posto quanto a inflazione, Trieste e Trento con +5,9%, con una maggior spesa media nei dodici mesi pari a, rispettivamente, 1398 e 1377 euro.La città più virtuosa è Potenza, con una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a “solo” 914 euro su base annua, seguita da Campobasso (918 euro) e, al terzo posto tra le risparmiose, Vercelli, +937 euro. Bene Milano, con un’inflazione pari a +3,9%, sotto il 4,8% della media nazionale, e con una spesa aggiuntiva in linea con quella italiana, +1130 contro 1126 euro.

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L’Europa della sanità parte dalle Malattie Rare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

L’Europa della sanità parte dalle Malattie Rare (MR). È questo il messaggio emerso durante l’evento dal titolo “Gli stati generali sulle Malattie Rare della città di Padova”, organizzato dall’Azienda Ospedale-Università di Padova con l’Università degli Studi di Padova e Motore Sanità. Due giorni di studio, aggiornamento, sensibilizzazione e riflessione sul tema delle Malattie Rare in Italia e in Europa, che hanno visto a confronto medici, scienziati, politici, amministratori sanitari e specialisti di un settore talvolta poco noto, ma con un impatto importante su migliaia di pazienti. L’evento, incluso nella programmazione scientifica per gli 800 anni di istituzione dell’Università di Padova, ha messo in luce vari aspetti inerenti le MR, a partire dalla normativa. Il riferimento è la nuova legge quadro sulle Malattie Rare, licenziata negli ultimi mesi del 2021, che è stata illustrata dall’Onorevole Fabiola Bologna, Segretario della Commissione Affari Sociali e Sanità, Camera dei Deputati e da Pierpaolo Sileri, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Presidente Tavolo Tecnico in tema di Malattie Rare. L’Assessore alla Sanità e al Sociale Regione del Veneto Manuela Lanzarin ne ha poi tradotto il valore, a livello di politica regionale, evidenziando il fatto che il Veneto è all’avanguardia per quanto riguarda le Malattie Rare, specie per la registrazione, la presa in carico e in particolare la diagnosi precoce.Su questo punto il Professor Alberto Burlina, Direttore UOC Malattie Metaboliche Ereditarie, AOU Padova ha illustrato lo stato di avanzamento dello screening metabolico neonatale allargato, dando il senso di quanto il Veneto sia ai vertici per le MR. Notevole è stato anche il richiamo da parte delle Associazioni e del loro bisogno di federarsi per far sentire la loro voce. È stato un momento di riflessione anche riguardo la formazione, ovvero come formare la nuova generazione di personale sanitario che si appronta ad affrontare le sfide che le MR rappresentano, quale paradigma delle sfide della medicina del futuro. Ovvero la digitalizzazione, la capacità di gestire l’integrazione culturale, professionale, esperienziale. In merito al panorama europeo, mai come ora un’Istituzione come l’Azienda Ospedaliera di Padova, essendo parte di 21 delle 24 European Reference Networks sulle MR, si trova proiettato su un panorama europeo. “Un panorama che ora ci pone ai vertici, ma che è anche una sfida per essere in grado di confermare nel tempo quello che è il ruolo che abbiamo dimostrato in termini di qualità, quantità di prestazioni erogate”, sottolinea Perilongo. Infine la ricerca: “C’è una sfida che dobbiamo gestire”, chiosa Perilongo. “Nel mondo accademico bisogna formare la nuova generazione di ricercatori che pensino già a quella che è l’applicabilità dei loro portati della ricerca”. Si parte da Padova, insomma, per arrivare a un Sistema Sanitario Europeo dove i cittadini europei possano usufruire di quelle che sono le enormi risorse sanitarie che l’Europa nel suo complesso offre. L’evento è stato realizzato con il contributo incondizionato di R&I Genetics, R&I Rare Disease Genetics, Chiesi, Novartis, Gilead, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson, Celgene | Bristol Myers Squibb Company, Kyowa Kirin, Roche, Takeda e Vifor Pharma.

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