Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 3 marzo 2022

La legge sul biologico è finalmente una realtà

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Il Senato ha approvato oggi in via definitiva il DDL n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio e FederBio esprimono un plauso per il lavoro di tutti i parlamentari che ha portato alla conclusione in tempi estremamente rapidi – meno di un mese dall’ultima votazione alla Camera dei Deputati del 9 febbraio – una norma chiave per supportare la transizione ecologica dei sistemi agricoli e per l’intero comparto agroalimentare italiano. L’approvazione del disegno di legge n.988 giunge in un momento strategico e consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che, con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico, puntano a una crescita consistente del settore. Grazie alla legge sarà possibile utilizzare le risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica e biodinamica. Il nostro Paese ha un primato nel biologico conquistato grazie all’impegno di tanti agricoltori, spesso giovani, e di operatori della filiera che hanno creduto nella scommessa di conciliare il legittimo interesse d’impresa con il bene pubblico della difesa del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini. Oggi questo impegno viene finalmente riconosciuto con l’approvazione della legge sul bio. La norma contiene elementi particolarmente significativi come la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, istituire distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e adottare un Piano d’Azione nazionale per favorire lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. Il biologico rappresenta un’occasione concreta per creare opportunità di occupazione per i giovani e per lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali, inoltre ha un ruolo centrale per il clima, per la tutela della biodiversità e per offrire soluzioni innovative per il resto dell’agricoltura.

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Rialzo prezzo grano sul mercato italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

L’attacco russo all’Ucraina ha comportato pesanti ripercussioni anche sui prezzi delle materie prime agricole scambiate sui mercati internazionali. Da quanto emerge dalle elaborazioni di BMTI, al Matif di Parigi, borsa di riferimento in Europa per gli scambi di cereali, le quotazioni del grano tenero si sono impennate fino a raggiungere, questo pomeriggio, i 318 €/t (dato delle ore 18:15), in rialzo di oltre 40 €/t rispetto a ieri (pari a +11%) e su valori mai toccati in precedenza.Forte rialzo anche per il mais che ha raggiunto i 285 €/t, in aumento di 17 €/t nel giro di 24 ore (+6%). Aumentano anche i semi oleosi, per la produzione degli oli vegetali e delle farine utilizzate per l’alimentazione animale. A Parigi, infatti, i semi di colza hanno toccato i 765 €/t, aumentando di oltre 20 €/t rispetto a ieri (+4%). In realtà è tutto il comparto degli oli vegetali ad essere in tensione: Russia e Ucraina sono, infatti, i due principali paesi produttori di girasole a livello mondiale, con l’Ucraina che da sola rappresenta quasi il 50% delle esportazioni mondiali di olio di girasole.Anche nel mercato italiano si registrano i primi effetti dell’impennata dei prezzi, in particolar modo per grano tenero, orzo e mais. Alla Borsa Merci di Bologna i prezzi del grano tenero, infatti, hanno registrato nella seduta di oggi pomeriggio un incremento di 8 €/t, arrivando sui 308-312 €/t, (+31% rispetto ad un anno fa). Aumenti anche per l’orzo (+7 €/t), che torna vicino alla soglia dei 300 €/t (+41% su base annua). Sale di 10 €/t il mais di origine nazionale, attestato sui 295-297 €/t, (+28% rispetto a dodici mesi fa). Per quanto riguarda il mais, va inoltre ricordato che l’Ucraina rappresenta il secondo Paese fornitore di mais dell’Italia, con un quantitativo di prodotto che nei primi undici mesi del 2021 si è attestato sulle 600mila tonnellate (pari al 13% del mais complessivamente importato dal nostro paese).

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Florovivaismo: Cia, 30% imprese a rischio “switch-off”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Contro costi di produzione insostenibili per l’impennata dei prezzi delle materie prime e, soprattutto, per il caro energia, serve accelerare l’ammodernamento della coltivazione floricola in serra che, sul territorio nazionale, è rappresentata da quasi il 50% della superficie totale del settore che è di circa 30 mila ettari. Così, non solo si avvia una reale transizione ecologica del florovivaismo italiano puntando sulle energie rinnovabili, ma si scongiura il rischio “switch-off” per il 30% delle 24 mila aziende del settore, uscite già penalizzate da due anni di pandemia. Sono queste le sollecitazioni di Cia con l’Associazione Florovivaisti Italiani, lanciate a Milano dal convegno promosso a Myplant & Garden 2022 per cogliere le opportunità di PNRR e Green Deal Ue sul fronte delle agroenergie. La primavera è alle porte, fanno presente Cia e Florovivaisti Italiani, ma i fiori che fanno gran parte del mercato di stagione, dai tulipani alle azalee, comprese le orchidee, fino ai gerani e alle piante ornamentali per il verde pubblico, potrebbero non rispondere in tempo alla domanda, forte di un trend positivo del gardening con stime di crescita media annua del 2,3%. Questo accade, sottolineano Cia e Florovivaisti Italiani, perché tenere in piedi l’attività e, in particolare, accese le serre per riscaldamento e illuminazione costa sempre di più. La spesa energetica è salita del 50% e potrebbe aumentare ancora, andando a compromettere pure la fase di raffrescamento artificiale nei mesi più caldi e che incide fino al 15% sui consumi energetici totali. A questi si aggiungono gli aumenti del 10% su torbe e prodotti fitosanitari, del 30% su imballaggi e trasporti. Le serre, dunque, un tempo strategia lungimirante per essere competitivi, senza rinunciare a sostenibilità e prodotti di eccellenza per il Made in Italy, adesso non bastano più, strette tra climate change e crisi economica. Occorre, sottolineano Cia e Florovivaisti Italiani, incentivare con rapidità lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili per la gestione colturale e climatica, favorendo la riduzione dell’impatto sull’ambiente e il passaggio a strutture di produzione e di condivisione dell’energia.Il richiamo di Cia e Florovivaisti Italiani è alle potenzialità del fotovoltaico senza consumo di suolo e, quindi, alle risorse per la misura “Parco Agrisolare” con il bando da 1,5 miliardi di euro in pubblicazione entro il 31 marzo, come anche a tutti gli interventi per l’efficientamento energetico del settore primario con incidenza via via totale sulla bolletta.

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Latte: Cia, servono interventi immediati

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Gli allevatori italiani non possono aspettare ancora. Le oltre 43.000 aziende di bovini da latte sono allo stremo per il rialzo incontrollabile delle materie prime e dell’energia, a cui si aggiungono ora gli effetti della crisi in Ucraina. Servono interventi immediati per riconoscere ai produttori una più equa quotazione del latte alla stalla, oltre a interventi strutturali per evitare la chiusura delle imprese. Così il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, intervenendo oggi al tavolo di filiera del settore lattiero-caseario con il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.“L’accordo firmato nei mesi scorsi è stato totalmente disatteso -ha ricordato Scanavino- dimostrando una totale mancanza di rispetto per le difficoltà del sistema produttivo. Oggi un litro di latte fresco viene pagato in media 39 centesimi al litro all’allevatore, con costi di produzione più alti e ormai vicini ai 45 centesimi al litro, mentre il prezzo del latte ‘spot’ è a 49 centesimi, per arrivare sullo scaffale del supermercato a quota 1,50-1,70 euro. Insomma, una situazione insostenibile e ingiustificabile”.Ecco perché “chiediamo di adeguare il prezzo del latte bovino alle dinamiche di mercato di alcuni prodotti guida, oltre che ai costi di produzione -ha ribadito il presidente di Cia-. L’andamento delle vicende internazionali rende evidente l’utilità di avere a disposizione un meccanismo per l’adeguamento del prezzo del latte nel corso dell’anno, sulla base dello sviluppo del mercato”.Allo stesso tempo, per Cia è necessario mettere in campo ulteriori interventi per mitigare gli effetti dei rincari sulle aziende, acuiti dal conflitto russo-ucraino. Basti pensare che, solo nei primi 14 giorni di febbraio, i prezzi dell’elettricità sono cresciuti del 238% sullo stesso periodo del 2021; il gas naturale il 327% in più, il petrolio il 50% in più. I costi dei trasporti sono aumentati del 115% rispetto a febbraio di un anno fa. Una corsa insostenibile per la catena di approvvigionamento, che colpisce tutti gli anelli della filiera.Le stalle, in aggiunta, devono fronteggiare anche i rialzi legati alla mangimistica. Il prezzo del mais a uso zootecnico costava a gennaio il 32% in più rispetto a gennaio 2021 (e il 67% in più rispetto a dicembre 2019); la soia è passata dai 328 euro/ton di maggio 2019 a 621,5 euro/ton di media nell’ultimo mese (+89%, con una crescita del 23,3% rispetto a febbraio 2021) e l’erba medica disidratata in balloni è proiettata a raggiungere il prezzo record degli ultimi 22 anni (solo nel 2014 raggiunse un valore più elevato, 268 euro alla tonnellata).Per tutti questi motivi, “bisogna inserire anche le aziende agricole nel Decreto energia annunciato dal governo -ha aggiunto Scanavino- e lavorare da subito a misure fiscali, come l’azzeramento dell’Iva e delle accise sui mangimi, oltre che su interventi di lungo periodo che garantiscano una più giusta ripartizione del valore lungo la filiera”.

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Gli infermieri “sceglieranno” il futuro della professione

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Gli Stati Generali della professione infermieristica, annunciati il 12 febbraio, entrano nel vivo e il Consiglio nazionale della Federazione (formato dai 102 presidenti OPI provinciali e che si è aperto con la bandiera dell’Ucraina per solidarietà alla popolazione e ai professionisti della sanità impegnati nella guerra – FOTO ALLEGATA) ha dato il via ‘ufficiale’ il 26 febbraio al meccanismo che consentirà di ascoltare e raccogliere il parere e le richieste di tutti gli infermieri attivi in Italia e che vorranno partecipare alla consultazione sullo sviluppo nei prossimi anni della professione.Tra tre settimane – il tempo necessario a testare la piattaforma informatica dedicata concordata con i presidenti che consentirà di monitorare in tempo reale l’andamento della consultazione – partirà la fase di ascolto attraverso una survey online che consentirà a tutti gli infermieri iscritti all’Albo di poter esprimere la loro posizione sui temi più importanti e delicati successivamente saranno analizzati, raggruppati, elaborati in specifici position che verranno sottoposti a tutti gli stakeholder della società civile, scientifica, accademica e del mondo del lavoro, per convergere in un documento definitivo, una roadmap di obiettivi a breve, medio e lungo termine per lo sviluppo della professione nell’ottica di un sistema salute migliore. L’informazione sulla possibilità di partecipare alla survey, sulle modalità e sul monitoraggio dei risultati sarà diffusa anche attraverso i social della Federazione che rappresentano un punto di forza della comunicazione agli iscritti e hanno larghissima diffusione.Da quel momento la Federazione focalizzerà i suoi sforzi politico-istituzionali per raggiungere gli obiettivi delineati nel position finale, anche, in base alle necessità, con la redazione e/o la modifica di leggi legate al sistema salute, per uno sviluppo virtuoso della professione a beneficio dei cittadini, dei pazienti e in generale di tutta la società.

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Covid-19, la tempestività dei vaccini influisce sull’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

In uno studio pubblicato sul Journal of Knowledge Management, un team di ricercatori italiani sottolinea che la sostenibilità della tanto attesa ripresa dell’economia italiana dopo lo stop forzato causato dalla pandemia di COVID-19, e di conseguenza la crescita del prodotto interno lordo (PIL), dipendono dal tempo necessario per attuare il piano nazionale di vaccinazione.L’incertezza dell’impatto economico della pandemia è molto elevata. Nel 2020 il PIL italiano è sceso del 10,05% rispetto all’anno precedente, e il tempo necessario per la ripresa dipenderà da diversi fattori che sono molto difficili da predire, tra i quali la durata e la dispersione geografica dell’infezione, lo sviluppo dell’economia globale, l’impatto sulla fiducia nella spesa e negli investimenti delle aziende, e l’efficacia delle politiche economiche. Tuttavia, anche l’efficacia del piano di vaccinazione avrà una rilevanza. «Abbiamo cercato di stimare quanto potesse influire il ritardo o la tempestività della strategia nazionale di vaccinazione contro COVID-19 sul prodotto interno lordo italiano» spiega Francesco Saverio Mennini, dell’Università di Roma Tor Vergata, primo autore dello studio.Per meglio inquadrare la situazione, i ricercatori hanno applicato un modello epidemiologico di un programma di vaccinazione ad accesso universale contro COVID-19. Il modello economico che hanno utilizzato si basa sullo spostamento temporale delle proiezioni trimestrali disponibili derivanti dal previsto ritardo o dalla prevista accelerazione del piano nazionale di vaccinazione contro il COVID-19.Quello che gli autori hanno evinto dall’analisi dei dati è che la crescita del PIL è dipendente dal tempo necessario alla messa in atto e all’esecuzione del piano vaccinale nazionale. Da questo punto di vista, un ritardo nella campagna vaccinale potrebbe avere un duplice impatto negativo sulla crescita del prodotto lordo italiano, ovvero ridurre la crescita trimestrale rispetto all’anno precedente nel breve termine, e ritardare la tendenza trimestrale al rialzo nel biennio successivo. (fonte: Doctor33)

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Christie’s Jewels Announces Global Sales for March 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Worldwide – Christie’s Jewels announces global sales calendar and announcements for March 2022 spanning three online auctions across Milan, Hong Kong and New York. The global sales will collectively feature notable jewels, including a significant selection of rare and precious gemstones, colorless diamonds, colored diamonds, as well as signed jewels by iconic houses including Buccellati, Bulgari, Cartier, JAR, Tiffany & Co., Van Cleef & Arpels and many more. Additionally, Christie’s Jewels is pleased to announce the appointment of Eleanor Walper, who joins as Associate Vice President, Specialist at Christie’s Los Angeles, where she started her career in 2014. Prior to returning to Christie’s, Eleanor was a specialist at another international auction house where she focused on securing notable jewelry consignments across the West Coast region. At Christie’s, Eleanor will be responsible for client development on the West Coast. Eleanor graduated with her BA from University of Southern California, received her Graduate Gemologist certificate from the Gemological Institute of America in 2015 and is a certified member of the National Association of Jewelry Appraisers since 2018. Christie’s Milan is delighted to present the best of International watchmaking and Italian jewellery craftmanship this spring in our online auction of Jewels and Watches Online: La Dolce Vita. Boasting examples by the most iconic brands, highlights include a fine collection from Chantecler — Capri’s most famous jeweller — pieces from the glamorous Montenapoleone maisons Sabbadini and Vhernier, along with a selection of precious gems such as Colombian and Brazilian emeralds, diamonds and sapphires. The auction will also feature a curated selection of timepieces from the most celebrated manufacturers, including Patek Philippe, Rolex, Piaget and many more.

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Parco Arte Vivente presenta La Natura e la Preda

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Torino 19 marzo – 29 maggio 2022 OPENING: 18 marzo 2022, ore 18.00 via Giordano Bruno 31 il PAV Parco Arte Vivente presenta la mostra collettiva La Natura e la Preda, che affronta il tema della memoria coloniale attraverso i lavori di Irene Coppola, Edoardo Manzoni, Daniele Marzorati e Alessandra Messali. Lontano dall’essere una condizione innata, indifferente alle circostanze, l’essere preda è un posizionamento che viene conferito in rapporto ad altri soggetti, l’oggetto della strategia mirata del predatore. Possiamo dire che qualcosa diventa preda – e quindi cacciabile – per effetto di un processo di distinzione, gerarchizzazione o esclusione da ordini condivisi.Per tracciare una teoria della preda è necessario pensare sia alle politiche della rappresentazione, sia ai modi in cui il potere costruisce le identità sociali attraverso la repressione. Rispetto ad altre strategie di conflitto, la caccia non è una lotta tra pari, ma prevede un disequilibrio originario dato dalla supremazia materiale del cacciatore. Confrontarsi oggi con la memoria coloniale, italiana e non solo, non significa avere a che fare soltanto con un passato dimenticato e rimosso: le forme di oppressione che pensavamo di aver lasciato ai tempi dello schiavismo o della piantagione, riemergono nelle riconfigurazioni neo-arcaiche spinte dalla potenza delle politiche economiche neoliberiste.Le scene di caccia, le trappole e i richiami per uccelli di Edoardo Manzoni riflettono sull’estetizzazione della violenza delle immagini prodotte in Africa durante il periodo coloniale. La rappresentazione della “bestia” domata e uccisa, esasperate al fine di rendere la battuta di caccia un’impresa eroica, è funzionale alla caccia grossa come strumento esotizzante, metafora dell’assoggettamento delle popolazioni. Il progetto di Daniele Marzorati, a sua volta, ripercorre alcune delle tracce fisiche del rimosso coloniale nel territorio italiano, una ricerca fotografica che attiva connessioni tra il potere normativo della storia ufficiale e oggetti apparentemente neutrali, guardando al legame tra fascismo, colonialismo e razzismo avvalendosi dei concetti di “razza” e “razzializzazione”, così come espressi da Mellino, ossia la gerarchizzazione attraverso l’ideologia della “razza”, che invisibilmente permane nella struttura sociale italiana. EMILIO SALGARI AND THE TIGER – A Story Written in Far Away Italy, Set in Guwahati 1870, di Alessandra Messali, è il risultato di una ricerca condotta dall’artista tra il 2013 e il 2016 nello stato indiano dell’Assam nell’ambito del Guwahati Research Program (Microclima). Com’è noto, il popolare scrittore Emilio Salgari non viaggiò mai al di fuori dall’Italia, pur avendo scritto più di 200 storie d’avventura ambientate in paesi “esotici”; tra questi, la città di Guwahati, territorio controllato dai colonialisti britannici. Il progetto è un esperimento nel quale le differenze tra testo e contesto riscontrare nei libri di Salgari vengono utilizzate come strumento per riflettere sulle logiche di rappresentazione culturale e in particolare su cosa significhi essere rappresentati. Irene Coppola, infine, presenta Habitat 08°N, realizzato lavorando a stretto contatto con la comunità indigena di Guna Yala (Panama), in collaborazione con l’architetto Vito Priolo: a partire dalla cultura materiale locale, viene costruito un codice di memoria in grado di raccontare la storia del territorio, datare insediamenti, mappare migrazioni e spostamenti.Nell’ambito della rassegna di Workshop con gli artisti, sabato 14 maggio Alessandra Messali condurrà il workshop pubblico dal titolo Tigre contro tigre nella giungla delle rappresentazioni.La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino. http://www.parcoartevivente.it

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I crescenti rischi dell’intermediazione finanziaria non bancaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. L’Undicesimo Rapporto annuale, “Global monitoring report on Non Banking Financial Intermediation (NBFI) 2021” dello Stability Financial Board (SFB) ci dice che, a fine 2020, gli asset finanziari globali ammontavano a 468.700 miliardi di dollari. Nonostante la pandemia e i suoi effetti negativi vi è stato un aumento annuale del 10,9%. Com’è noto, il FSB riunisce i rappresentanti di governi, le banche centrali e le autorità di vigilanza sui mercati per promuovere la stabilità finanziaria internazionale. Analizza soprattutto le tendenze e le vulnerabilità del NBFI, quindi fondi d’investimento di vario tipo, assicurazioni e i cosiddetti “narrow measure”. Questi ultimi sono noti anche come “sistema bancario ombra”. Il citato rapporto rivela che il NBFI, pur aumentando il suo ammontare totale di ben 16.600 miliardi di dollari, per la prima volta è cresciuto di una percentuale inferiore a quella del sistema bancario. Esso, comunque, rappresenta il 48,3% degli asset globali. Ciò si è verificato perché nel sistema bancario tradizionale sono incluse anche le banche centrali, i cui bilanci sono cresciuti a livelli stratosferici nel 2020. Inoltre, la liquidità creata dai quantitative easing è confluita totalmente nel sistema bancario. A differenza delle banche, il NBFI, purtroppo, sfugge alla supervisione degli organismi di controllo perché non è regolamentato. Nonostante ciò, questi atipici intermediari finanziari sempre più spesso si comportano come delle vere e proprie banche. Negli ultimi anni ha spesso destabilizzato il sistema finanziario, ampliandone la sua vulnerabilità. Nel marzo del 2020 il mercato obbligazionario americano entrò in fibrillazione perché il NBFI aveva raccolto grandi quantità di liquidità, provocando un “congelamento” dei mercati, che erano già nel mezzo di un rapido deleveraging, cioè di un tentativo di ridurre i livelli d’indebitamento. Di conseguenza, la Federal Reserve fu costretta a decidere interventi di stabilizzazione maggiori rispetto a quanto programmato. Non è un caso, quindi, che l’ultimo Quarterly Review della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea dello scorso dicembre sia stato dedicato al tema “Non Banking Financial Intermediation: systemic regulation needed”. Infatti, la Bri sostiene che le attività del NBFI hanno notevoli implicazioni sulla protezione degli investimenti. Il loro impatto è molto rilevante. Può provocare o ampliare lo stress sui mercati e influire su come la politica monetaria viene trasmessa all’economia. Il fatto più grave è che i suoi comportamenti possono anche influenzare i mercati delle obbligazioni statali e persino i loro tassi d’interesse! La Bri enumera una serie di problemi che il NBFI può creare, prima di tutto i disallineamenti di liquidità, i cosiddetti liquidity mismatches. Ciò è abbastanza comune per il mercato monetario e per quei fondi che promettono, su richiesta, la convertibilità in contanti degli investimenti illiquidi. Di fronte a ritiri effettivi o alla minaccia di prelievi, i gestori di tali fondi tendono ad accumulare liquidità e/o liquidare attività, aggravando così, in determinati momenti, la mancanza di liquidità a livello di sistema. Questo problema si è esacerbato con la crescita delle criptovalute e della cosiddetta “finanza decentralizzata“ (DeFi) che, con dei meccanismi automatici e delle transazioni anonime, determinerebbe “notevoli vulnerabilità finanziarie”. Il secondo grande problema è connesso al leverage molto elevato, soprattutto per i fondi hedge e per i manager di asset che sempre più comprano attività e titoli a debito. Tutto ciò spinge il NBFI a una pericolosa politica di gestione del rischio. Perciò la Bri auspica degli “aggiustamenti appropriati del sistema legale” relativi al settore e in particolare raccomanda l’accantonamento di maggiori riserve. Intanto, in attesa di regole più stringenti, sarebbe opportuno porre dei limiti alla convertibilità in contanti di certi asset. Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista.

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Ucraina: Unc, no a speculazioni sui prezzi finali

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

“In questo grave momento bisognerebbe dimostrare serietà e non speculare, cogliendo l’occasione per rialzare i prezzi o per annunciare rincari finora inesistenti, anche perché le aspettative di inflazione creano inflazione. Vigileremo su ogni aumento ingiustificato, pronti a denunciarlo all’Antitrust come abbiamo fatto in occasione della pandemia per i prezzi delle mascherine” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ ovvio che all’inizio i mercati reagiscano con esplosioni delle quotazioni internazionali, dal gas al petrolio fino al grano, ma non è il dato di 4 o 5 giorni che potrà determinare incrementi dei prezzi per i consumatori. Bisogna, quindi, attendere l’evoluzione della situazione. Inoltre, prima che le eventuali mancate importazioni delle materie prime dalla Russia e dall’Ucraina possono ripercuotersi sui prezzi finali di vendita dei prodotti trasformati serve tempo” prosegue Dona. “Infine, la materia prima incide solitamente in minima parte sul prezzo finale di vendita. Per quanto riguarda la pasta, ad esempio, incide per meno del 25%. Questo vuol dire, ad esempio, che per avere un aumento della pasta del 20 o del 30%, il prezzo del grano dovrebbe salire, rispettivamente, dell’80 e del 120%. Inaccettabile, quindi, che i produttori di pasta o i distributori, che hanno già rialzato i prezzi del 12,5% da gennaio 2021 a gennaio 2022, mettano già avanti le mani per altri rincari” conclude Dona.

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Politica sanitaria: Ricciardi: “Trasformare i piani europei in un grande piano nazionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

“Dall’Europa arriva il più grande programma di ricerca mai varato per la mission Cancer, che si allarga a tutti i settori della sanità pubblica. L’Europa oggi ci chiede di ottimizzare la diagnosi e la terapia, sottolineando il tema dell’equità, perchè in Europa esiste un’enorme inequità anche all’interno degli stessi Paesi. Io onestamente vedo un’eccessiva frammentazione per approcciare questi programmi. In Francia vedo un sistema paese che ha appena varato un piano di 10 anni, un piano nazionale articolato con obiettivi da raggiungere, con metodologie. Il mio suggerimento è cercare di fare la stessa cosa in Italia. Ci vorrebbe un coordinamento nazionale decennale che consenta al nostro Paese di massimizzare le risorse che vengono messe a disposizione. Noi abbiamo tra i più grandi professionisti del settore ma corriamo il rischio di non poterli valorizzare”. Lo dice Walter Ricciardi, Chair of the EU Cancer Mission, intervenendo all’evento “Sconfiggere il cancro: una priorità per l’Italia. Le nuove linee guida del Beating Cancer Plan. Dall’Europa all’Italia strategie per eliminare le diseguaglianze nell’accesso a diagnosi e cure”, organizzato da Beatrice Lorenzin, responsabile del Forum tematico Politica Sanitaria.

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