Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 5 marzo 2022

Russia e il resto del mondo. Autocritica e dissenso

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

“La Russia si è macchiata di un’infamia di cui noi occidentali siamo stati cattivi maestri per anni, dalla Jugoslavia all’Iraq: ossia, aggredire altri Paesi per distruggere e controllare”, ha detto a Micromega l’economista Emiliano Brancaccio. Ma “un nuovo ‘whatever it takes’ per salvare la pace in Europa è possibile, sancendo la fine dell’espansionismo Nato e Ue a Est”. Nello stesso tempo, bisogna sostenere il dissenso verso Putin. “Alcuni reparti russi stanno sabotando i loro mezzi, per non partecipare a questa guerra barbarica”, ha raccontato Michael Carpenter, ambasciatore americano all’Osce. “I coscritti russi di 18, 19, 20 anni capiscono che non hanno alcuna ragione per invadere l’Ucraina. Dovrebbero tornare dalle famiglie e lavorare per rendere la Russia un luogo più prospero e pacifico, invece di invadere il vicino” (Corriere). La storia forse va avanti anche grazie a chi, in Russia, vede un’alternativa a Putin ed esprime dissenso, ha scritto Andrea Borelli sul Manifesto. Al grido di “No alla guerra!”, in migliaia sono scesi per le strade di numerose città e molti intellettuali hanno apertamente criticato le mosse di Putin. Sono eventi non scontati in un Paese retto da un regime autoritario, che ci ricordano che “la Russia non è semplicemente Putin e il suo regime”. Certo, il regime di Putin non scomparirà da un giorno all’altro. Eppure è più fragile di quanto non fosse il potere sovietico, che pure è poi crollato. Quella Russia, dunque, che non vuole la guerra va sostenuta, aiutata e supportata con tutti i mezzi. L’Europa deve costruire e proporre da subito un’alternativa di pace per il continente europeo. Abstract. (fonte http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Ucraina e la vetrina sul mondo: Nemici e alleati

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Dal crollo del muro di Berlino, in realtà, l’Europa è stata teatro di numerosi conflitti negli ultimi tre decenni: dalle guerre dei Balcani al Nagorno-Karabakh, dalla Ossezia del Nord fino alla crisi ucraina scaturita nel conflitto di questi giorni (Il Giorno). E se la Russia si è indebolita sul fronte economico, non è successo altrettanto in politica estera.Lo scoppio della guerra civile siriana si è rivelata l’opportunità per permettere a Mosca di tornare a proiettare la propria forza militare in Medio Oriente (Osmed). E il Cremlino si è rivelato un alleato e un fornitore militare centrale anche per la Turchia di Erdogan. Non a caso Kiev chiede da tempo ad Ankara di impedire alle navi da guerra russe di entrare nel Mar Nero dal Mediterraneo, ma Erdogan finora non ha dato seguito alla richiesta (Il Foglio).Lo scandalo Wikileaks, poi, ha fatto emergere decine di documenti che testimoniavano come Mosca controllasse web e telefoni dei cittadini russi (Repubblica), inasprendo un nuovo clima da Guerra Fredda esploso poi con il Russiagate, l’inchiesta giudiziaria nata in seguito alle sospette ingerenze da parte della Russia nella campagna elettorale per le elezioni negli Usa del 2016 (Guardian).Fino al sostegno finanziario da parte di Mosca ai movimenti di estrema destra euroscettici come Vox e il Front National di Le Pen, come racconta Adam Michnik, direttore del quotidiano polacco “Gazeta Wyborcza” (Project Syndicate).“Il mondo è più grande dell’Occidente”, ha detto al Corriere Dmitrij Suslov, consigliere per la politica estera del Cremlino dopo l’attacco all’Ucraina. “La Russia sarà politicamente isolata dal mondo occidentale. Ma non ha senso parlare di isolamento russo nella comunità internazionale: le nazioni che gli Usa possono motivare contro la Russia sono una minoranza. Cina, India, Medio Oriente, Africa, America latina non la isoleranno… Quanto all’isolamento all’Onu, suvvia, la Russia è membro permanente del Consiglio di Sicurezza”. Abstract. (fonte http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Putin Economy

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Molto prima che la Nato iniziasse ad allargarsi a Est, in realtà l’America e i suoi alleati avevano compiuto gesti importanti per includere la Russia in una comunità che superasse le vecchie divisioni. Bill Clinton offrì a Mosca una partnership stabile con la Nato, nel 1997 il G7 venne allargato alla Russia, diventando il G8. E l’11 settembre 2001 Putin fu il primo leader straniero a chiamare Bush, offrendo sostegno all’intervento militare in Afghanistan.Il primo discorso della sua nuova dottrina arrivò solo nel 2007 a Monaco, dopo che le “rivoluzioni arancioni” gli fecero temere una perdita di consenso (New York Times). È quando si sentì minacciato nel suo potere interno, che cominciò a vedere congiure occidentali per rovesciarlo, scrive Federico Rampini sul Corriere.Da allora, il rapporto tra la Russia di Putin e l’Europa è rimasto solo sul fronte della cooperazione economica fondata sullo scambio gas e investimenti, ma senza la definizione di un chiaro progetto di crescita condivisa che non fosse un sistema di “pace armata”. Basti pensare, ad esempio, che le banche italiane sono esposte sul fronte russo per 25,3 miliardi di dollari (Altreconomia). E che il 43% del gas che importa l’Italia arriva dalla Russia (YouTrend).Dopo le sanzioni del 2014 in risposta all’invasione della Crimea, Putin ha ridotto la sua dipendenza dal dollaro e dagli investimenti stranieri, creando una sorta di “scudo economico” con un debito pubblico inferiore al 20% del Pil (Fatto Quotidiano). Ma con le sanzioni più aspre decise ora da parte dell’Ue, che colpiscono anche la Banca centrale russa – che detiene riserve pari 650 miliardi di dollari di cui in larga parte detenute all’estero – l’impatto sull’economia di Mosca si fa sentire (Ispi).“La Russia non produce nulla a parte petrolio e gas. Non esiste manifattura domestica di beni di consumo”, ha spiegato il finanziere Davide Serra. “Non possono fermare la caduta del rublo… In altre parole, il russo medio s’è visto bruciare il 40% del potere di acquisto di beni globali in una settimana” (La Stampa). Abstract. (fonte http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Ucraina: La versione di Putin

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Nei suoi discorsi, Putin ha proposto il suo revisionismo storico – scrive The Atlantic – negando il diritto all’esistenza dell’Ucraina e annunciando l’intenzione di invadere il Paese per “smilitarizzarlo e denazificarlo”, in una particolare ricostruzione degli eventi storici che hanno caratterizzato i rapporti tra Russia e Ucraina.Il suo ragionamento è frutto di un lungo lavoro ideologico volto a giustificare le mosse russe. Ma in realtà, quello che spaventa Putin, così desideroso di dimostrare che l’Ucraina è uno stato fallito, è che l’esistenza stessa di un’Ucraina democratica e occidentalizzata è la prova che uno sviluppo diverso sarebbe stato possibile anche in Russia (Domani). La vera questione è quindi la vulnerabilità della Russia di fronte alla contaminazione politica (Huffington Post).Eppure – scrive La Rivista del Mulino – l’Occidente in questi anni ha ignorato i segnali della vera strategia di Putin, mentre dall’altro lato la mancata reazione all’occupazione della Crimea ha convinto Putin che la debolezza dell’Occidente era ormai un dato storico ineliminabile, accentuato ancor più dal ritiro dall’Afghanistan (Il Manifesto).Ma i segnali di un mutamento profondo di Mosca, sia rispetto agli anni della Guerra fredda sia al decennio dopo, c’erano tutti: dal rafforzamento della repressione in Cecenia alla guerra contro la Georgia per l’Ossezia del Sud nel 2008, dalle uccisioni di Anna Politkovskaja e di Boris Nemtsov al tentativo di omicidio e l’incarcerazione di Aleksej Naval’nyj. Anna Politkovskaja aveva preannunciato questa svolta nel suo libro inchiesta “La Russia di Putin” (Adelphi) in cui scriveva: “Con il presidente Putin non riusciremo a dare forma alla nostra democrazia, torneremo solo al passato. Solo un cambio di leadership potrebbe consentirmi di sperare”.Abstract. (fonte http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Ucraina: Un conflitto lungo 20 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

L’Ucraina, ricostruisce sempre Micromega, è al centro di una grande instabilità da oltre 20 anni, soprattutto a causa della contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Occidente e i sostenitori del legame storico con l’ex Unione sovietica.Dopo l’annessione della Crimea alla Russia (Internazionale), la guerra nel Donbass e gli accordi mai rispettati di Minsk II (Lo Spiegone), il conflitto di fatto è proseguito ininterrottamente fino a oggi. E su questa situazione incandescente si è innestato il progressivo allargamento a Est della Nato. In più, come spiega Dario Fabbri su Scenari – mensile di geopolitica di Domani – per controllare l’intera Europa, da decenni gli Stati Uniti perseguono il contenimento della Russia.Ma ci sono anche ragioni economiche: a differenza di quanto prometteva il presidente russo Borís Él’cin, la Russia dopo la caduta dell’Urss non è diventata una delle prime quattro economie al mondo. Anzi, continua a essere un’economia idrocarburica, posizionandosi soltanto al 52esimo posto nell’Economic Complexity index (Gli Stati Generali). In abstract. (fonte http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Conoscere la storia per comprendere i fatti di oggi e i possibili sbocchi futuri

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ci permette oggi un’analisi approfondita sulla geopolitica odierna. Riprendiamo per i nostri lettori alcuni interessanti spunti. Per chi è interessato ad un approfondimento può collegarsi al sito della Fondazione http://www.fondazionefeltrinelli.it/. “Perché la Russia ha scatenato la guerra conto Kiev? E dove nasce questo conflitto? Per capirne le ragioni, è necessario fare un passo indietro e guardare, come suggerisce Silvio Pons, agli scenari che si sono aperti dopo il crollo dell’Unione Sovietica (Scuola Normale Superiore).Occorre prendere in esame la tirannia e la forza del dispotismo, ma serve anche riflettere sulle conseguenze delle scelte che noi, di qua nell’Europa, abbiamo fatto a partire dagli anni ’90, osserva David Bidussa (Fondazione Feltrinelli). Il crollo del blocco orientale ha avuto sulla Russia ripercussioni diverse da quelle degli altri Paesi al di là della cortina, spiega Micromega.Mosca non ha avuto un ritorno alla democrazia ma una perdita di centralità nell’equilibrio mondiale all’interno di una crisi di identità sociale e culturale. E proprio questo stato di crisi cronica, unito al senso di umiliazione di un Paese prima leader di una delle due superpotenze globali, è importante per capire i due decenni del governo di Vladimir Putin, che sull’orgoglio russo ha costruito il suo successo”. Vi noto alcune analogie con gli accadimenti negli che vanno dalla fine della prima guerra mondiale e la seconda che ci impongono una riflessione più approfondita. Mi sono soffermato sulla parola “orgoglio” ma anche “spazio vitale” perché un “orgoglio ferito” vi era anche tra i tedeschi dopo la fine della prima guerra mondiale. E l’uomo che sfruttò questa circostanza fu nel primo caso Hitler e nel secondo Putin. Anche allora come oggi vi fu una sottovalutazione dell’uomo e dei sentimenti popolari. Ma ciò che rende ancora più inquietante la situazione è che mentre Hitler non ebbe la possibilità di utilizzare la bomba atomica questa opportunità è consentita a Putin. Ne farà uso? E’ cosciente delle conseguenze? Ci accordiamo solo ora quale serpe abbiamo raccolto e riscaldata per ritrovarcela pronta ad aggredirci. Abstract. (fonte: http://www.fondazionefeltrinelli.it)

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Paper Board Alliance (PBA) ha acquisito Tecno Paper

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Lucca. Paper Board Alliance (PBA) ha acquisito Tecno Paper, azienda metalmeccanica di Marlia (LU), che produce attrezzature e macchine per cartiere, creata nel 2005 dall’esperienza di alcuni tecnici esperti nelle lavorazioni di metalli. L’acquisizione dell’azienda lucchese, notevolmente cresciuta negli anni e che ad oggi conta circa 60 dipendenti e circa 9 milioni di fatturato, è stata formalizzata con il conferimento delle azioni. L’accordo prevede il mantenimento del 30% della società nelle mani di due dei soci fondatori di Tecno Paper, Claudio Ferrari e Paolo Baldaccini, con il 15% ciascuno, e l’acquisizione del 70% da parte di Paper Board Alliance (PBA), la Holding che unisce Cartiera dell’Adda e Industria Cartaria Pieretti (ICP), aziende produttrici di carta e cartoncini 100% riciclati nei rispettivi stabilimenti di Lecco e di Marlia (Lucca). Ceresio Investors, gruppo bancario svizzero con sede anche a Milano e Londra, sotto la guida di Alessandro Santini, Head of Corporate & Investment Banking, ha affiancato come financial advisor i soci venditori e Tecno Paper, e ha seguito tutti gli accordi riguardanti i soci che rimarranno nella compagine azionaria. Paper Board Alliance S.p.A. è stata assistita nell’operazione dallo Studio Legale Gattai, Minoli, Partners con un team composto dal partner Luca Minoli, dal counsel Francesco Buoso e dall’associato Tommaso Soragni. Con questa operazione PBA prosegue il suo percorso di crescita: dopo l’acquisizione dell’80% di ICP nel luglio 2018, quella di Tubicom tramite ICP nel gennaio 2020 e la recente uscita di Tiziano Pieretti dal capitale societario e da tutti gli incarichi nei CDA del gruppo (dicembre 2021), ad oggi la Holding della famiglia Cima è tornata ad avere la totalità del capitale del Gruppo cartario PBA e, come annunciato a dicembre scorso, prosegue nell’attuazione di un programma di sviluppo per linee interne ed esterne. Il Gruppo PBA, che ha chiuso l’esercizio 2021 con un organico di 250 persone, una produzione 320.000 t di carta prodotta, un fatturato consolidato stimato in circa € 130 mln e volumi in forte crescita, oltre ai centri produttivi di Lecco e Marlia (Lucca) annovera 3 società operative: una specializzata nell’acquisto della materia prima, un centro taglio e logistico nel lodigiano, una subsidiary per la gestione dei rifiuti. È poi del 2020 la costituzione della Holding operativa che, oltre a detenere le partecipazioni, offre alle società del Gruppo servizi qualificati in ambito finanziario e amministrativo, tecnico, logistico, commerciale e IT.

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Stefano Valore nuovo editore dell’agenzia stampa “Dire”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Stefano Valore, presidente di SiliconDev, azienda di alta tecnologia e servizi informatici, è il nuovo editore dell’agenzia di stampa Dire. “Ho deciso di investire sulla Dire, una realtà che da più di 33 anni opera nel mondo dell’informazione dove si è conquistata una posizione di assoluto rilievo. Grazie al lavoro quotidiano dei 130 dipendenti, di cui 76 giornalisti, ho trovato conferma che oggi l’agenzia Dire è conosciuta e utilizzata ai più alti livelli Istituzionali e politici, del sistema economico, a livello di amministrazioni locali e dalle più grandi testate giornalistiche”. Un investimento importante “per dare nuovo slancio – sottolinea Stefano Valore – aprire altri settori di lavoro e lanciare innovativi progetti di comunicazione. Grande apporto, a livello tecnologico e di personale specializzato, arriverà da SiliconDev, dove l’esperienza maturata nel campo dell’alta tecnologia sono sicuro che con l’agenzia Dire si trasformerà subito in opportunità di sviluppo e lavoro”. La situazione difficile e la crisi che sta colpendo tutto il mondo dell’informazione in Italia, dice ancora il nuovo editore dell’agenzia Dire, “spero, anzi sono sicuro, troverà a livello del Governo una risposta positiva proprio per quanto riguarda la riforma attesa da tutte le agenzie di stampa, fonti primarie che innervano l’informazione del Paese. Partecipiamo ai lavori della Commissione istituita presso il Dipartimento dell’Editoria di Palazzo Chigi e siamo fiduciosi che si arrivi in tempi brevi, auspicabilmente entro giugno come detto in più occasioni, alla definizione dei nuovi criteri oggettivi per la fornitura di servizi giornalistici all’amministrazione statale, nel rispetto del pluralismo dell’informazione fondamentale precetto costituzionale”. A tutti i giornalisti e ai dipendenti dell’agenzia Dire dal nuovo editore arriva un appello “a proseguire nel lavoro professionale, in modo più creativo e aperto agli sviluppi che le nuove tecnologie possono portare in questo settore. Quanto succede, prima la pandemia e ora anche la guerra in Ucraina, stanno lì a dimostrare sempre di più l’importanza della libera informazione frutto del lavoro di giornalisti attendibili e qualificati. Sono sicuro che tutti insieme riusciremo ad affermare sempre di più la Dire per vincere le sfide che abbiamo davanti”.

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Le Madri dell’Europa: Ritratti di Giulia Del Vecchio

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Roma l’8 e il 10 Marzo dalle ore 15.00 alle 17.00 aperta al pubblico a Roma al Liceo Mamiani Via delle Milizie 30 la mostra a cura di Maria Pia Di Nonno. La conoscenza delle principali tappe storiche del processo d’integrazione europea è fondamentale per poter comprendere in una visione complessiva la “eccezionalità” della più grande esperienza di pacificazione e di cooperazione fra Stati moderni, punto di riferimento della modernità occidentale. In quest’ottica, la mostra, a cura della ricercatrice in Storia dell’Europa Maria Pia Di Nonno, con ritratti della concept artist Giulia Del Vecchio, analizza i personaggi femminili che hanno avuto un ruolo rilevante in tale processo, finora rimasti piuttosto ai margini del racconto sull’Europa. “Le Madri Fondatrici dell’Europa” era il titolo della mostra originale realizzata nel 2016 dall’Università di Roma La Sapienza e diventata itinerante dal 2017, anno della sua inaugurazione e del 60° anniversario dei Trattati di Roma. È stata rieditata dall’associazione La Nuova Europa in occasione dell’80° anniversario del Manifesto di Ventotene (2021), ed esposta sull’isola durante le edizioni primaverile ed autunnale della Scuola d’Europa con il titolo “Le Madri dell’Europa”. L’esposizione al Liceo Mamiani in occasione della Festa della Donna, nel corso della X edizione della Scuola d’Europa a Roma istituita dall’Associazione La Nuova Europa, è organizzata con l’obiettivo di veicolare un messaggio semplice: l’Europa non è mai stata un affare per soli uomini. Anche se la mostra, attraverso brevi biografie, si sofferma solo su alcune figure ritenute maggiormente rappresentative, sono molte infatti le donne che hanno contribuito, direttamente e indirettamente, al processo di integrazione europea. La presentazione della mostra, sabato 5 marzo alle ore 11.30, con uno speech della curatrice Maria Pia De Nonno, è riservata ai soli studenti iscritti alla “Scuola d’Europa a Roma” con i loro docenti tutor.

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Il comparto calzaturiero italiano in ripresa nel 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

L’anno scorso infatti ha registrato un incremento del fatturato del +18,7% sul 2020 attestandosi a 12,7 miliardi di euro. Un valore però ancora inferiore all’epoca pre-covid (-11% rispetto al 2019). È la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici su un settore dove le griffe trainano l’export, con le aziende che viaggiano a velocità differente (solo una su tre ha recuperato i livelli ante pandemia) e su cui c’è l’ombra gettata dallo scenario geopolitico in continua evoluzione in Ucraina. I dati sono stati illustrati oggi, a Milano, nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione internazionale Micam in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho. Nel dettaglio, l’export ha raggiunto in valore (10,3 miliardi di euro a consuntivo) il secondo miglior risultato di sempre, anche al netto dell’inflazione. Bene, in particolare, le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019. Tra i primi 20 mercati di sbocco, solo 3 hanno registrato nel 2021 un segno negativo: Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che ha così interrotto la forte e costante crescita degli anni precedenti). Infine si guarda con preoccupazione alla crisi russo Ucraina che inevitabilmente frenerà la ripresa appena descritta data l’importanza strategica dei due mercati per la calzatura italiana. Risale l’attivo del saldo commerciale (+22% da gennaio a novembre), atteso a poco meno di 5,2 miliardi nei 12 mesi. Sul fronte interno, invece, gli acquisti delle famiglie (pur in crescita del +15,6% in valore, con un +12,1% in volume) restano ancora al di sotto dell’11,1% rispetto alla situazione già largamente insoddisfacente di due anni addietro. L’analisi per merceologia evidenzia incrementi attorno al +16% in spesa sul 2020 per le calzature classiche per uomo e del +18% per quelle per donna; entrambe le voci, duramente colpite nel 2020 dal venir meno di molte occasioni d’uso, restano però al di sotto di circa il -20% rispetto al pre-crisi; +14% per le scarpe da bambino; +16,3% per le sportive e le sneakers (con un gap del -4% sul 2019). Aumento contenuto, infine, per la pantofoleria (+6%), ma sufficiente ad appianare il divario con la situazione pre-Covid (+0,3%), visto il diffuso utilizzo durante la permanenza forzata nelle case nel 2020 e quindi la minor flessione negli acquisti subìta. Permane inoltre in forte sofferenza lo shopping legato al turismo straniero, sempre molto penalizzato. Dal punto di vista occupazionale, nel 2021 si contano in Italia 3.981 calzaturifici attivi, con un saldo negativo di -171 unità rispetto a dicembre 2020. La forza lavoro settoriale è scesa a 70.586 addetti, -1.296 sul 2020 (-1,8%). Considerando anche i produttori di componentistica, i saldi precedenti salgono a -312 aziende e -2.067 addetti rispetto al 2020, tra industria e artigianato. Il numero di imprese attive cala in tutte le regioni. Con riferimento agli addetti, Campania e Puglia risultano le uniche in controtendenza (+95 e +148 unità). Nelle Marche e in Toscana le riduzioni più elevate in termini assoluti sia nelle imprese attive (-114 e -65 unità rispettivamente) che nel numero di addetti (-1.269 e -624). Infine, dopo il picco del 2020 raggiunto a seguito dell’interruzione delle attività lavorative durante il lockdown (83 milioni di ore), nel 2021 le autorizzazioni rilasciate da INPS per la filiera pelle sono scese a 68,2 milioni (-17,8%), restando però su livelli più di 8 volte superiori a quelli del 2019 (+722%), a testimonianza di uno scenario ancora decisamente complesso in cui l’aumento dei prezzi delle materie prime (che ha caratterizzato tutto il 2021) e quello dei costi energetici erodono i margini delle imprese, mettendo a rischio la ripartenza stessa del settore.

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Ucraina governo intervenga per garantire protezione e facilitare ricongiungimento familiare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

In questi giorni drammatici, abbiamo visto le tante comunità ucraine che esistono nelle nostre città riempire le piazze e chiedere di fermare la guerra, con una forte risposta di solidarietà e vicinanza da parte del nostro Paese. Sono oltre 230.000 le persone di nazionalità ucraina che vivono e lavorano in Italia e circa 20.000 hanno aderito alla regolarizzazione del 2020 col desiderio di uscire quanto prima dalle maglie del lavoro nero e poter godere di tutte le garanzie e i diritti che spettano a lavoratrici e lavoratori nel nostro paese.Purtroppo, come dimostra il monitoraggio che la campagna Ero straniero svolge da tempo sull’attuazione dell’emersione, a quasi due anni dal varo della misura, l’esame delle domande procede con gravissimo ritardo e, come abbiamo più volte sottolineato, tale ritardo nella realtà significa precarietà perché la mancanza del permesso di soggiorno impedisce di fatto di poter accedere a tutte le tutele previste per le persone straniere residenti nel nostro paese. Tutele e possibilità che diventano indispensabili in situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo: torniamo quindi a ribadire la richiesta al governo di intervenire immediatamente per velocizzare l’iter di tutte le domande di emersione e portarle a termine, mettendo fine all’attesa e all’incertezza di decine di migliaia di donne e uomini. Per quanto riguarda, in particolare, le persone ucraine presenti in Italia, il nostro primo pensiero è quello di permettere a chi vuole raggiungere l’Italia perché ha qui i propri familiari di poterlo fare quanto prima: va quindi agevolato il diritto al ricongiungimento familiare, anche oltre i limiti procedurali attualmente posti dalla normativa italiana e con semplificazione delle relative prassi amministrative, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di documenti e attestazioni difficilmente recuperabili in situazioni di emergenza. Ci uniamo, infine, alla richiesta al governo di attivare tutti i canali a propria disposizione per arrivare, come annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi poco fa in Parlamento, all’implementazione da parte dell’Unione europea della Direttiva 2001/55/Ce sulla protezione temporanea per le persone ucraine in fuga garantendo loro il diritto all’accoglienza e a tutti i diritti sociali fondamentali quali lavoro, formazione, assistenza e istruzione per i minori, con l’auspicio che tali meccanismi di protezione diventino prassi, senza dover assistere mai più ai respingimenti avvenuti alle frontiere europee e alle violazioni compiute finora.Ero straniero è promossa da: Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Oxfam Italia, ActionAid Italia, ACLI, Legambiente Onlus, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.

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L’Europa può riprendersi in modo sostenibile e promuovere la stabilità globale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

Il gruppo ad alto livello sulle sfide economiche e sociali post COVID-19 convocato lo scorso anno dal Commissario Gentiloni ha pubblicato oggi la sua relazione. Il gruppo aveva il mandato di riflettere, tra l’altro, sulle implicazioni della pandemia per l’economia e la società reali e su come promuovere un’economia resiliente e sostenibile.La relazione formula una serie di raccomandazioni in cinque settori per avviare l’Unione alla crescita e alla prosperità dopo la pandemia: consentire la triplice transizione; un’imposizione equa ed effettiva per la triplice transizione; procedere in direzione di un’Unione della salute; rafforzare il ruolo dell’Europa nel mondo; e rendere la governance dell’Unione adeguata allo scopo. Gli autori delineano una serie di misure per consentire le transizioni verde, digitale e sociale, nonché possibili azioni per mobilitare finanziamenti pubblici e privati a tal fine.La relazione sottolinea l’importanza di una tassazione equa ed efficace e raccomanda di procedere verso un’Unione della salute investendo nella resilienza dei sistemi sanitari e rafforzando la preparazione a livello dell’UE e a livello mondiale. Il documento esamina inoltre come rafforzare il ruolo dell’Europa nel mondo e rendere la governance dell’Unione adeguata allo scopo, al fine di far progredire l’UE in una direzione più strategica.Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Ho costituito questo gruppo ad alto livello perché sono convinto che le immense sfide che l’Europa si trova ad affrontare ora che sta riemergendo della crisi COVID-19 sono anche opportunità che dobbiamo cogliere, per costruire un modello di crescita più sostenibile e più inclusivo e per rafforzare la capacità dell’Europa di agire come forza positiva nel mondo. Desidero ringraziare gli autori per questo enorme lavoro, fonte di ispirazione e motivo di aspirazione, che arricchirà notevolmente le nostre discussioni strategiche nei prossimi mesi e anni.” La relazione del gruppo ad alto livello, disponibile qui, servirà da base per i lavori della Commissione sulla ripresa post-pandemia.

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Consumatori su benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

“La benzina in modalità self service raggiunge 1,869 euro al litro, un record dal 17 settembre 2012, ossia 9 anni e 5 mesi fa, quando era 1,878 euro, mentre per il gasolio, a quota 1,740 euro al litro, si tratta di un primato dal 22 ottobre 2012, quando era pari a 1,747 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica.”Dall’inizio dell’anno, in due mesi, un litro di benzina è rincarato di quasi 15 cent, +8,7%, pari a 7 euro e 46 cent per un pieno di 50 litri, 179 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di oltre 15 cent, +9,8%, 7 euro e 76 cent a rifornimento, equivalenti a 186 euro annui” prosegue Dona.”In un anno esatto, dalla rilevazione del 1° marzo 2021, quando la benzina era pari a 1.537 euro al litro e il gasolio a 1.408 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 16 euro e 61 cent in più per la benzina e 16 e 60 per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 21,6% e del 23,6%. Una stangata, su base annua, pari a 399 euro per la benzina e 398 per il gasolio” aggiunge Dona. “Il Governo si comporta come Ponzio Pilato, ma non può continuare a lavarsene le mani. La benzina sta facendo impennare l’inflazione e sta svuotando i portafogli degli automobilisti. Se riducesse le accise di 20 cent, considerando anche l’Iva i prezzi scenderebbero di 24,4 cent e si tornerebbe a valori normali” conclude Dona.

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Inflazione cresce anche a febbraio. Chi semina vento raccoglie tempesta

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

I dati Istat preliminari per il mese di febbraio sono implacabili: +5,7%.. e guarda un po’, molto è dovuto ai prezzi energetici (+45,9%, quasi il doppio rispetto ad un anno fa) e, come conseguenza ineluttabile, ai prezzi alimentari (lavorati +3,2 e non-lavorati +6,9%). Poi tutte le altre tipologie, tutte con il segno +. Tutti lo sapevano ma, nonostante questo e alcuni provvedimenti già in atto da parte del governo sulle bollette energetiche, ci siamo “distratti” con l’invasione dell’Ucraina e, quindi, ….. “cosa vuoi che siano questi aumenti percentuali rispetto alla prospettiva magari di una bomba atomica che parta da Mosca e ci arriva nel giardino”…. Ma i prezzi aumentano e, siccome continua ad esserci anche il covid, sarà bene che ognuno se ne occupi, altrimenti, come per guerra e covid, i prezzi si occuperanno di noi, e se per qualunque motivo ci coglieranno di sorpresa, ci faranno più male di quanto già non facciano di per sé.In attesa che governo e legislatore producano e imbastiscano un piano di emergenza nazionale… come quello che non hanno fatto per la crisi energetica, “Chacun pour soi? Dieu pour tous?”Con un occhio sempre all’altro, al vicino, al presunto avversario, non facendo male a nessuno per la tutela di se stessi… è bene tenere a mente questo proverbio. Gli italiani sono maestri di vita in questo e conosciuti e “apprezzati” in tutto il mondo per riuscire a sopravvivere (anche benino rispetto alla media mondiale, tutto sommato) nelle difficoltà più estreme. Bene: ci siamo! Più che la guerra, che vorremmo? Siamo arrivati a questo punto perché (altro proverbio) “chi semina vento raccoglie tempesta”: siamo stati sul ramo a cantare e non a raccogliere beni come le formiche. Responsabilità dei politici e noi che li abbiamo mandati col voto dove sono. Ora ce li teniamo cercandoci di fare meno male possibile (a noi e agli altri) anche grazie ad associazioni come Aduc. Ma non ci illudiamo e non pretendiamo: quello che c’è oggi è figlio di noi stessi e siamo solo noi stessi che potremmo invertirlo. E siccome la speranza si dice che sia sempre l’ultima a morire, se ne accorgeranno i politici che fanno le leggi e ci governano? E magari faranno il loro compito per tutti e non solo per gli amici e compagni di merende? Noi li sproniamo e li aiutiamo. VedremoFrançois-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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“Comgest: il Giappone può essere un riparo nella tempesta?”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

A cura di Richard Kaye, Gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest. La ripresa del Giappone è rimasta indietro rispetto alle altre economie sviluppate nel 2021, ma riteniamo che il 2022 prometta cambiamenti in meglio per l’economia giapponese e per gli investitori in azioni giapponesi. A differenza degli Stati Uniti, il Giappone sembra destinato a riprendersi senza che l’inflazione crescente spaventi i mercati. Se l’inflazione è qui per restare, crediamo che il Giappone offra un rifugio sicuro: ciò che si vede è ciò che si otterrà. Al momento, stiamo assistendo ad una normalizzazione dell’economia giapponese, grazie alle riaperture che hanno portato a buoni risultati in termini di utili delle società giapponesi. Il Giappone rimane un ricco terreno di caccia per gli investitori growth e per questo pensiamo possa essere un buon riparo nella tempesta. Grazie alla riapertura del Giappone, molti settori hanno ripreso rapidamente a crescere come il settore turistico, della ristorazione, cosmesi, dei negozi fisici e dei parchi divertimento. La gente è tornata a vivere una nuova normalità, ad andare nei ristoranti, a viaggiare e ad acquistare nei negozi. Alcuni dei settori e delle società a cui guardiamo positivamente sono la guida autonoma, che rappresenta un’area in grande crescita e che vanta tassi di innovazione molto alti. Qui troviamo Keyence, compagnia giapponese che sviluppa e produce sensori, sistemi di visione, lettori di codici a barre, marcatori laser, strumenti di misurazione e microscopi digitali.Nel business dei semiconduttori ci piace Hoya, che fornisce componentistica per Samsung e TSMC. Vi è poi il settore del gaming, in cui il Giappone è leader: qui troviamo Nexon, produttore di videogiochi specializzato in giochi online per PC e dispositivi mobili con prospettive rosee anche grazie alla crescita stimata degli utenti. Fanuc si trova in una posizione simile a Hoya come leader di mercato delle numerical controller interfaces ma produce anche robot. La società deve gran parte dei propri ricavi ai numerical controller. La tecnologia di Fanuc è utile e serve per macchinari che devono essere programmati e che si muovono su più assi; noi investiamo in questi temi di innovazione. La società soddisfa la richiesta di Cina e India.Tra i settori in crescita c’è anche quello medico con la diagnostica con Sysmex, società quotata a Tokyo, che sviluppa strumenti diagnostici, reagenti e relativi software. Sysmex ha una esclusiva tecnologia per effettuare diagnosi mediche, è il più grande player al mondo nelle analisi di sangue; possiede un metodo di testing veloce, economico e offre una grande gamma di soluzioni in questo settore. Ma anche lo sviluppo di nuovi medicinali come PeptiDream, società di biotecnologia con una ricca pipeline. Il settore biotech in Giappone è frizzante. La società lavora per studiare le molecole dei peptide e ha acquistato un grande slancio grazie a tutta una serie di agevolazioni concesse dallo Stato. Lavora con 7 delle 10 maggiori piattaforme che studiano i peptidi ed è coinvolta nei principali studi e ricerche di nuovi farmaci.Il Giappone sta anche vivendo una grande rivoluzione in ambito del FinTech, con un crescente utilizzo di pagamenti tramite carta di credito o pagamenti online abbandonando il contante. E qui troviamo GMO Payment Gateway, la più grande piattaforma di pagamenti elettronici. Il Giappone è stato tradizionalmente un paese basato sul denaro contante ed ora sta rapidamente modificando questo sistema anche grazie allo stimolo derivante dal Coronavirus e alla maggiore fiducia della popolazione verso le carte di credito. GMO rappresenta la più grande piattaforma cashless in Giappone e un re del fintech, che ha performato oltre il 25% di utili. Ci aspettiamo che espanderà il suo business anche all’estero. La nuova via della seta inizia in Giappone. Aziende con un passato di successo che sono leader mondiali della crescita sostenibile, sono ora scambiati a valutazioni basse da molti anni. Noi investiamo solo in società leader che sono pronte per aprirsi al mercato asiatico per una crescita futura. Per questi motivi pensiamo che il Giappone sia ben posizionato per essere un riparo nella tempesta. (abstract)

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Fisheries conservation: Reinforced protection for 11 vulnerable sites in the North Sea

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

The Commission adopted a set of conservation measures to protect six areas defined under the Marine Strategy Framework Directive (MSFD) and five Natura 2000 sites in the Danish and Swedish parts of the Kattegat. Based on a joint initiative of Denmark, Sweden and Germany, the action is a positive step towards reducing the impact of fishing activities on the seabed and habitats. The measures ensure protection of sensitive species, will improve the ecological functioning of Marine Protected Areas (MPA) and deliver on the European Green DealSearch for available translations of the preceding and EU’s biodiversity strategy for 2030Search for available translations of the preceding.On the Danish side of the Kattegat, the measures concern six MSFD area and one Natura 2000 area. The measures aim at protecting the soft seabed and reef structures from the impact of mobile bottom contacting gears. On the Swedish side, the measures aim at protecting sensitive species and habitats in four Natura 2000 areas.The measures, which include closures of certain areas to fishing activities, the prohibition of mobile contacting gears in the MSFD and Natura 2000 areas, allowing fishing only with most selective gears in certains areas and reinforced control, received a postive evaluation from scientists from the Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF).The Commission is pleased to acknowledge the optimal use made by Denmark, Sweden and Germany of Article 11 of the common fisheries policy (CFP)Search for available translations of the preceding stating that fisheries conservation measures should contribute to the EU’s environmental policy. Furthermore, the measures are an example of the positive opportunities offered by regionalisation.

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One Ocean Summit: new steps strengthen EU leadership in protecting the Ocean

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

The Commission is presenting ambitious initiatives to promote a cleaner, healthier and safer ocean, as part of the EU’s contribution to the One Ocean Summit hosted by France in Brest and a demonstration of EU’s leading role in bringing a comprehensive response to oceans challenges. Speaking at the Summit, President von der Leyen announced three key initiatives for cooperation to preserve and revive the oceans: a new international coalition to protect biodiversity on high seas, which constitute 95% of the ocean; a major computing project allowing researchers to digitally simulate the world’s oceans; and the EU’s research mission to restore our ocean and waters by 2030. This is in addition to the full EU contribution presented throughout the Summit by Commissioners Gabriel, Vălean and Sinkevičius and addressing all four strands of the Summit. The EU’s long-standing zero-tolerance towards illegal, unreported and unregulated (IUU) fishing is another cornerstone of the EU’s ambitious policy for sustainable management of marine resources. IUU is a grave threat to the world’s fish stocks, pushing some to the brink of collapse. Since 2010, the EU has therefore implemented a set of measures to prevent, deter and eliminate IUU. Under these rules, the EU works with countries worldwide to promote the fight against IUU and blocks such products from entering the EU market. The EU also relies on the support of the European Fisheries Control Agency (EFCA) to ensure the compliance of its own fleet through laws applicable to the Member States’ control authorities. The EU is not only leading by example, but also provides financial support through regional programmes that promote sustainable fisheries.

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2022 common fisheries policy and common market organisation reports

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

All stakeholders, including the fishing industry, non-governmental organisations, academic, scientific, social and economic partners are invited to share their views in the online questionnaire by 14 March 2022 (see link below).The Commission will deliver the reports by the end of 2022, as announced in article 48 of the CFP Regulation and 48 of the CMO Regulation. The objective of the CFP report is to address the functioning of the CFP and look at how we can strengthen its implementation. The CFP Regulation sets out that the implementation of the CFP is guided by the principles of good governance, taking into account regional specificities, through a regionalised approach, as well as appropriate involvement of stakeholders at all stages.The objective of the CMO report is to take stock on the results of application of the CMO Regulation and its legal provisions, such as provisions on professional organisations, information to consumers, the implementation of competition rules, and the collection of common market intelligence.Dialogue with stakeholders has proven to be essential for achieving the objectives of the CFP and of its market pillar, the CMO, and the Commission believes that such dialogue is equally essential during the consultation phase on these reports.Both the CFP and the CMO online questionnaires follow the chapters of the two Regulations. The questionnaires are part of targeted stakeholder consultations, which will help the Commission collect information on the functioning of the CFP and CMO. They are designed to collect information about what does and does not work well, any shortcomings in how the two regulations are implemented, and to highlight good practices, innovative tools and/or processes implemented by stakeholders and Member States. The CFP questionnaire will be the basis for more in-depth discussions at regional level starting in April 2022.To close the consultation process, the Commission will organise a stakeholder event on Friday 10 June 2022.The final reports will also be based on the supporting studies, referred to in the corresponding chapters of the questionnaires, as well as the on-going initiatives and reports in the PECH committee.

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Wfp ramps up food operation for ukraine and warns the world’s hungry cannot afford another conflict

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

RZESZOW, Poland – As the emergency operation in Ukraine moved into high gear today, the United Nations World Food Programme (WFP) expressed deep concern about the waning ability of families in embattled areas to find food and also warned that the crisis could have consequences well beyond Ukraine’s borders. With reports coming in of severe shortages of food and water in Kyiv, the capital, and the northeastern city of Kharkiv, WFP teams are setting up operations and hubs in countries neighbouring Ukraine. These will both facilitate delivery of food assistance into the country and assist refugees coming over the borders.The immediate priority is to establish a food lifeline into Kyiv and other conflict hotspots. With consignments of food assistance arriving every day, WFP is in a race against time to pre-position food in areas where fighting is expected to flare. WFP is in the process of finding partners in Ukraine to help it distribute assistance and teams in neighbouring countries are identifying local vendors in order to purchase more stock.Amid a shortage of cash in Ukraine, WFP plans to provide assistance through food distributions, cash, and food vouchers that can be spent in selected shops. Food distributions will prioritize the big towns on the Ukraine side of the border where families are gathering as they wait to see how the conflict develops. WFP is prepared also plans to assist refugees who crossed the border to neighbouring countries. The Russian Federation and Ukraine are responsible for 29% of the global wheat trade. Any serious disruption of production and exports from the region could push food prices beyond their current 10-year highs. This will erode food security for millions of people, especially those who are already under stress because of high levels of food inflation in their countries.At the start of 2022, the world is facing an unprecedented hunger challenge, as conflict and climate shocks compounded by COVID and rising costs drive millions of people closer to starvation — threatening to increase migration and instability globally. With the numbers of hungry rising, WFP is calling for a step-change in global support for its operations.

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