Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 8 marzo 2022

Un bambino di sei anni ha chiesto a suo padre: Perché la guerra?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Quel bambino è vissuto a Pistoia durante la seconda guerra mondiale e suo padre, dopo una breve licenza, stava ritornando al fronte. Era una storia italiana ma è stata anche europea e mondiale. Da allora l’Europa ha avuto solo un altro evento drammatico che ha interessato la penisola balcanica dopo lo sfaldamento della Jugoslavia. Ora, però, la posta si è alzata con milioni di profughi e migliaia di civili uccisi dai bombardamenti e altrettanti se non di più di feriti. E non si può fermarla se non a condizioni capestro da parte dell’invasore. Ed è ancora di più se si pensa che l’aggressore è una potenza nucleare tra le prime al mondo e minaccia di farne uso se i paesi occidentali non la lasciano con le mani libere di sterminare questo popolo. Ma sono davvero due popoli che si odiano tanto? No. Come avvenne nella Germania in guerra contro il mondo. Fu un uomo solo a determinarne le sorti: Adolf Hitler. Oggi si chiama Vladimir Vladimirovič Putin. E, ironia della sorte, il primo fu un nazista e il secondo si è inventata la storiella di voler combattere i nazisti ucraini che a loro volta pagarono, durante la seconda guerra mondiale, un caro prezzo proprio in seguito all’occupazione nazista con morti e distruzioni di ogni genere. Allora l’Armata Rossa arrivò in Ucraina per liberare dalla tirannia nazista un popolo disperato. Ora i figli e i nipoti che militano nell’Armata Rossa hanno percorso le stesse strade, ma non con gli identici propositi liberatori. Lo fanno per una guerra di conquista violando la libera scelta di quel popolo di restare autonomo e indipendente. Qualcuno dice, anche in Italia: tanto vale arrendersi. Ma la storia, gli rispondiamo, non insegna proprio nulla? Pure negli anni trenta dello scorso secolo la pensarono allo stesso modo quando le truppe tedesche invasero le nazioni confinanti e alla fine ci siamo ritrovati in una delle più sanguinose guerre mondiali che il mondo abbia duvuto affrontare. Putin bisognava fermarlo prima. Ora mi chiedo se non sia già troppo tardi. Chi la sa lunga ci rammenta un detto latino: Si vis pacem para bellum. (Riccardo Alfonso)

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A six-year-old boy asked his father: Why the war?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

That child lived in Pistoia (Italy) during the Second World War and his father, after a short leave, was returning to the front. It was an Italian story but it was also a European and global one. Since then, Europe has had only one other dramatic event that has affected the Balkan peninsula after the breakup of Yugoslavia. Now, however, the stakes have risen with millions of refugees and thousands of civilians killed by bombing and just as many if not more injured. And it cannot be stopped except under halter conditions by the invader. And it is even more so if we consider that the aggressor is a nuclear power among the first in the world and threatens to use it if Western countries do not leave it with their hands free to exterminate this people. But are they really two peoples who hate each other so much? No. As it happened in Germany in the war against the world. It was one man alone who determined its fate: Adolf Hitler. Today he is called Vladimir Vladimirovich Putin. And, ironically, the first was a Nazi and the second invented the story of wanting to fight the Ukrainian Nazi who in turn paid a high price during the Second World War following the Nazi occupation with deaths and destruction of all kinds. Then the Red Army arrived in Ukraine to free a desperate people from Nazi tyranny. Now the children and grandchildren who serve in the Russian Army have traveled the same roads, but not with the same liberating intentions. They do it for a war of conquest violating the free choice of that people to remain autonomous and independent. Someone says, even in Italy: we might as well give up. But history, we reply, does not teach anything at all? Even in the thirties of the last century they felt the same way when German troops invaded neighboring nations and in the end we found ourselves in one of the bloodiest world wars the world has had to face. Putin had to stop him first. Now I wonder if it’s already too late. Those who know a lot reminds us of a Latin saying: Si vis pacem para bellum. (Riccardo Alfonso)

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Crisi Ucraina – Russia: La street artist Laika dedica l’8 marzo alle donne ucraine e russe

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, la Street Artist Laika ha affisso a piazzale Ostiense (nei pressi della metro Piramide di Roma) la sua nuova opera dedicata alle donne ucraine e russe. Il poster, infatti, raffigura due donne abbracciate e piangenti vestite coi colori delle bandiere ucraina e russa. “É un 8 marzo drammatico. La guerra che sta imperversando colpisce in modo particolare donne e bambini, le vittime civili si contano a decine di migliaia, dopo anni di conflitto iniziato nel 2014 e che vive in queste settimane un’escalation devastante. Le donne ucraine e quelle russe sono unite dalle atrocità che stanno subendo. Chi ha perso la casa, chi un marito, un figlio, chi la propria stessa vita in una guerra tra popoli fratelli che, tutto ad un tratto, si trovano nemici per gli interessi economici e politici di chi li governa. E poi ci arrivano le immagini dei negoziati di pace in cui non è presente nemmeno una donna. Oggi voglio celebrare tutte le donne russe e ucraine perché nessuna di loro avrebbe voluto questa guerra”, ha dichiarato l’artista. (n.r. E’ un momento drammatico questo. Lo è, tra l’altro, per il cinismo di un uomo che dopo aver scatenato una guerra fraticida, festeggia con le donne l’8 marzo mentre altre donne muoiono con i loro figli sotto le bombe e le distruzioni che ha scatenate.)

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A Viterbo la nostra gratitudine alle donne di “Erinna”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Nella giornata in cui si esprime riconoscimento e riconoscenza alla lotta delle donne per la liberazione dell’umanità, nella giornata in cui si richiama l’umanità intera ad unirsi alla lotta delle donne per la liberazione dell’umanita’, nella giornata in cui si commemorano tutte le donne vittime della violenza maschilista e patriarcale – la violenza maschilista e patriarcale che è la prima radice e il primo paradigma e il primo motore di tutte le violenze – e tutte le donne che contro la violenza si sono battute per la liberazione e la salvezza dell’umanità intera e dell’intero mondo vivente, ebbene, in questa giornata in questa città di Viterbo ogni persona consapevole dichiara la propria gratitudine alle donne di “Erinna” per quanto hanno fatto dall’inizio di questo secolo ad oggi, per quanto continuano e continueranno a fare, esistendo e resistendo. In questo otto marzo in cui la guerra infuria ancora anche in Europa – scatenata da un autocrate folle e criminale con la complicità altrettanto folle e criminale dei governi dei paesi più ricchi del mondo – ed innumerevoli vite innocenti divora e l’intera umanità minaccia di distruzione, ed il nostro primo dovere è impegnarci per far cessare immediatamente tutte le stragi e tutte le uccisioni; in questo tempo apocalittico di guerra e di orrori in cui noi pure sappiamo che solo la vittoria del movimento di liberazione delle donne abolira’ la guerra e liberera’ l’umanita’ dalla violenza maschilista e militarista, razzista e schiavista, genocida ed ecocida; ebbene, in questa giornata in questa citta’ di Viterbo ogni persona decente dichiara la propria gratitudine alle donne di “Erinna” per quanto hanno fatto dall’inizio di questo secolo ad oggi, per quanto continuano e continueranno a fare, esistendo e resistendo. Anche chi scrive queste righe, rinnova l’espressione della sua gratitudine alle persone buone che hanno animato ed animano una delle più nitide e luminose esperienze di solidarietà e di liberazione che questa città abbia conosciuto. By Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo.

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8 Marzo, Cisal: la pace è Donna. Il lavoro è libertà

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

“La Pace è Donna. Il lavoro è libertà. La Cisal è al fianco delle Donne ucraine. Al fianco di tutte le Donne che devono combattere il doppio per vedersi riconosciuti i propri diritti. Al fianco delle Donne che ancora oggi sono costrette a scegliere se creare una famiglia o lavorare. Perché conciliare l’uno e l’altro resta un’eccezione. Occorre superare ogni barriera che impedisce l’accesso delle Donne con pieni diritti al mondo del lavoro. È questa, unitamente alla crescita dell’occupazione giovanile e nelle regioni del sud, una delle questioni più impellenti che le istituzioni, con il contributo determinante e responsabile delle parti sociali, devono saper affrontare”. Così il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, nella giornata internazionale della donna. By Alessio Bompasso

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Ferrovie del passato, turismo del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Fondazione FS Italiane ha dato il via, grazie ai fondi del Ministero della Cultura e tramite Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), nell’ambito degli interventi previsti dal PNRR, i primi cantieri propedeutici alla riattivazione di linee ferroviarie storiche ad uso turistico. Torneranno a nuova vita tratte suggestive e di grande richiamo paesaggistico come la Noto-Pachino e la Alcantara-Randazzo in Sicilia e la Gioia del Colle-Altamura-Rocchetta SAL in Puglia. Per i viaggiatori sarà così possibile scoprire e riscoprire scorci panoramici dello Stivale rimasti per anni inesplorati dal finestrino di un treno. Con una rete di mobilità slow che avrà punti di incrocio tra ferrovie, cammini e ciclovie, permettendo finalmente l’interscambio tra treno turistico, amanti del cammino e biciclette.Le linee saranno interamente recuperate utilizzando i 435 milioni di euro complessivamente stanziati dal Ministero della Cultura all’interno del capitolo Percorsi nella storia – Treni storici e Itinerari culturali. Si tratta di uno dei 14 investimenti che compongono il Piano strategico Grandi attrattori culturali, ideato per recuperare, con 1,46 miliardi di euro a disposizione, siti e complessi di elevato valore storico e architettonico, in stato di abbandono o bisognosi di radicali azioni di restauro. Un’iniziativa del MiC che rientra nell’ambito del Fondo Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed è in piena sintonia con i piani di sviluppo del Gruppo FS Italiane in tema di turismo. La ferrovia Noto-Pachino, lunga 27,5 km, fu inaugurata nel 1935 e sospesa all’esercizio il 1° gennaio 1986. Collega la splendida capitale del Barocco, Noto, con Pachino, la stazione più meridionale della Penisola, attraversando luoghi unici, tra il mare e la macchia mediterranea, lambendo l’area archeologica dell’antica città greca di Eloro e la Villa romana del Tellaro. Dopo Noto Bagni, attraversa la Riserva naturale e Oasi faunistica di Vendicari, per poi toccare il territorio del borgo marinaro di Marzamemi. I cantieri di RFI dedicati a bonifica e sfalcio della sede ferroviaria, avviati lo scorso 25 gennaio, hanno interessato diversi chilometri della tratta, invasa per decenni da rovi e rifiuti. Per il ripristino dell’intero tracciato è prevista una spesa di 40 milioni di euro che consentirà la piena fruibilità della tratta e il restauro delle originali architetture delle stazioni.Sempre in Sicilia, la tratta Randazzo-Alcantara, estesa per circa 37 km, collegava il versante settentrionale dell’Etna con la linea costiera ionica Messina-Catania. Si dirama dalla stazione di Alcantara, ancora oggi in esercizio, e segue la valle del fiume Alcantara, prima di raggiungere Randazzo, in un percorso tortuoso e quasi del tutto in salita, lungo il quale si incontrano 13 viadotti e otto gallerie. Concepita già alla fine del XIX secolo, ma realizzata solo tra il 1928 e il 1959, fu interrotta da una colata lavica nel 1981 e ripristinata nel 1983, per essere poi chiusa nei primi anni ‘90. La linea è sempre stata gestita in economia e a carattere locale, senza mai essere utilizzata appieno. Tuttavia, il suo potenziale turistico è indubbio: il tracciato della ferrovia passa a pochi metri dalle famose gole dell’Alcantara, in località Fondaco Motta, un sito di particolare valore ambientale e meta di importanti flussi di viaggiatori.In Puglia, la linea Gioia del Colle-Altamura-Rocchetta Sant’Antonio Lacedonia è stata sospesa nel 2016. La cosiddetta Ferrovia delle Murge fu inaugurata tra il 1891 e il 1892 e attraversa un’area di particolare rilievo storico e naturalistico comprendente il Parco nazionale dell’Alta Murgia, il Parco naturale regionale Fiume Ofanto, il Subappennino Dauno e il Parco naturale regionale del Vulture. Il viaggio in treno storico partirà da Gioia del Colle, città di origine bizantina e teatro scelto da Pier Paolo Pasolini per girare alcune scene del film Il Vangelo secondo Matteo, per giungere ad Altamura, centro noto in tutto il mondo per il suo squisito pane. Tappa finale è la stazione di Rocchetta Sant’Antonio Lacedonia, trait d’union tra la Puglia e la Campania, da cui parte un’altra ferrovia storica, quella che attraversa tutta l’Irpinia e giunge ad Avellino, Benevento e Napoli.L’obiettivo, come dichiarato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, è quello di incrementare una nuova forma di turismo ferroviario che consenta di raggiungere mete del Belpaese meno conosciute, destagionalizzare i flussi e scoprire la bellezza dei territori italiani, in particolare quelli della provincia e delle aree interne. Un unicum al mondo di arte, paesaggi ed enogastronomia.

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“I prezzi dell’energia nei mercati continuano a salire”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

“Anche se ci sono sufficienti forniture e fonti alternative. Il mercato però ha paura. Come ha detto il Presidente Draghi, esiste un rischio legato alle forniture, ma siamo fiduciosi sia delle scorte che abbiamo, che della regolarità dei futuri approvvigionamenti. Oltre al fatto che, ad oggi, non esistano segnali di possibili interruzioni nelle forniture. Dove possiamo e dobbiamo invece agire, sempre con maggiore intensità, oltre alle risorse già stanziate per tutte le imprese e le famiglie per abbassare i costi dell’energia, è nel concentrarci per ridurre ulteriormente i prezzi alle imprese “produttrici” di materie prime, in modo ancora più “forte” e determinato rispetto alla riduzione delle altre attività energivore e imprese. Se non riduciamo ancora, almeno fino al 50%, il prezzo dell’energia per le imprese madri italiane (carta, vetro, acciaio e altri..) non potremo garantire materie prime alle aziende medio-piccole che producono semilavorati e prodotti finiti, a dei prezzi che possano rendere sostenibile il prosieguo delle loro produzioni. Le aziende medio piccole, infatti, hanno spesso un elenco di ordini pieno, ma materie prime e semilavorati troppo cari per permettergli di evadere le commesse. Favorire l’utilizzo in Italia delle materie prime che produciamo sul nostro territorio, assieme alla riduzione dei prezzi all’intera filiera ci consente di preservare la competitività internazionale, tutelare i livelli occupazionali, i lavoratori e proteggere le famiglie, ed il loro potere d’acquisto. Per le famiglie in difficoltà, poi, continueremo a garantire gli aiuti dedicati fino a fine maggio.Questo intervento di riduzione dei prezzi metterebbe in campo una misura anti inflattiva, di cui c’è molto bisogno in questo momento”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sui social.

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Giovanni Capurso “Anselm Grün – Una spiritualità per il nostro tempo”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

E’ una ricostruzione dei grandi temi affrontati da pater Anselm negli anni. Da essa emerge una spiritualità che, senza rinunciare ai tratti fondanti del cristianesimo, dialoga con il nostro tempo inquieto e complesso.Il testo, pubblicato dalla storica casa editrice torinese Elledici nel febbraio 2022, segue la precedente pubblicazione intervista “L’angelo della speranza”, e si rivolge a chi vuole avere un’idea più chiara del grande pensatore benedettino e più in generale a chi vuole aprire un dialogo con se stesso, comprese quelle ombre dalle quali vorremmo fuggire ma che ci appartengono. Di certo non è un libro da consumo.Inoltrarsi negli scritti di Anselm Grün è come muoversi in un piacevole percorso fatto di tante viuzze che si intersecano tra loro. Innumerevoli sono gli spunti, i consigli e le meditazioni da lui sviluppati in grado di arricchire il nostro spirito; sono lampi di luce che si aprono nella nostra mente e nel nostro cuore. Dalle sue meditazioni genuine possiamo cogliere gli interrogativi che nascono, non solo dalla solitudine di una cella e dalla profondità della preghiera, ma dall’acuta osservazione di un consigliere spirituale.Di queste diramazioni perciò l’autore ha dovuto imboccarne una. Il taglio che ha dato in questo invito alla lettura del pensiero del monaco benedettino è soprattutto legato alle sue preferenze nell’ambito dello studio delle scienze umane, della filosofia e della psicologia, in particolare junghiana.Di certo c’è un aspetto che balza immediatamente agli occhi leggendo i libri di padre Anselm: la propensione a trovare del buono in qualsiasi difficoltà in cui possa incorrere l’uomo nel cammino della sua vita. Possiamo paragonare i suoi libri a dei cartelli stradali, frutto di lunghe elaborazioni interiori originate dell’ascolto delle ferite di anime che vanno a trovarlo da decenni. Nelle sue meditazioni traspare un ottimismo di fondo, proprio di chi vive a stretto contatto con le sorgenti della spiritualità. Il modo in cui viviamo la vita, in fondo, dipende da noi, da come ci poniamo dinanzi ad essa; certo, sempre rafforzati e guidati dalla fede in Dio.Padre Anselm, per questo, è un maestro dello spirito che rielabora ricette antiche che provengono dai Padri del deserto e dall’insegnamento di San Benedetto per riproporle in una forma fresca e attuale. Quella che ci propone è una spiritualità cristiana che parla all’uomo del nostro tempo. È questo il suo più grande merito.

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L’uomo che gli alberi amavano di Algernon Blackwood

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Traduzione di Michele Piumini Introduzione di Luca Ambrogiani 164 pp. – 14,00 € La visita di Sanderson, pittore e maestro nel rivelare l’anima degli alberi, sconvolge il quieto ménage dei coniugi David e Sophia Bittacy, solitari abitanti di un cottage nello Hampshire al limitare della Foresta. David è già entrato in contatto con l’arcano potere delle creature silvestri nella giungla indiana: un amore febbrile ridestato e amplificato giorno dopo giorno fino a trasformarsi in una delirante ossessione. Sophia, figlia devota di un pastore evangelico, proverà a salvare il marito dall’inquietante richiamo, ma il magnetismo dell’universo vegetale finirà per stregare anche lei. Le atmosfere da gotico noir evocate da Blackwood sono costellate in questo gioiello della sua opera di slanci metafisici e intuizioni poetiche attorno ai misteri della Natura. L’ipnotica qualità della prosa, le mirabili descrizioni dei paesaggi, dei mutamenti atmosferici, e la straordinaria empatia con cui riesce a dar voce alla vita ambiguamente cosciente degli alberi ne riflettono la statura di classico che travalica i generi. Come accade nei migliori tra i visionari, i suoi avventurosi viaggi oltre le porte della percezione non si limitano a creare stupore ma si fanno tramite di scoperte essenziali attorno ai segreti più scomodi dell’essere umano.Algernon Blackwood, nato nel 1869 a Shooter’s Hill, nel sud-est londinese, prese le distanze da una severa educazione puritana interessandosi alle scienze occulte e approdando a una personale forma di mistica naturale. Cercò fortuna negli Stati Uniti e in Canada, dove si adattò a svariati mestieri prima di essere assunto come reporter dal «New York Times». Tornato in patria conobbe la fama letteraria creando il personaggio di John Silence, uno dei primi detective dell’occulto. Fu agente segreto britannico nella Prima guerra mondiale, membro della Golden Dawn e della Società Teosofica. Instancabile viaggiatore, pioniere della narrativa weird e naturale erede di Poe, venne considerato un maestro da Lovecraft. Morì a Beckenham, Greater London, nel 1956. Redazione Galaad Edizioni

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Why the world must stand up to Putin

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

In the hectic days since Vladimir Putin marched into Ukraine we have been assessing his rapidly unfolding campaign—a tale of Ukrainian courage, Russian military setbacks, Western sanctions and political repression in Moscow. Stay up to date with all of our coverage of the war here. For the weekly edition, we have brought all our reporting and analysis together. That starts with the heroism and resilience of the Ukrainian people. In the first days of war, Russia’s armoured might shrivelled before the courage of the nation it had attacked. In the face of Mr Putin’s aggression, Ukrainians have dis­covered they are ready to die for the idea that they should choose their own destiny. To a cynical dictator that must be incomprehensible. To the rest of humanity it is an inspiration.If only this week’s bravery were enough to bring the fighting to an end. Alas, Russia’s president will not withdraw so easily. From the start, Mr Putin has made clear that this is a war of es­calation—a hygienic term for a dirty and potentially catastrophic reality. At its most brutal, escalation means that, whatever the world does, Mr Putin threatens to be more violent and more destructive even, he growls, if that means resorting to a nuclear weapon. And so he insists that the world back off while he sharpens his knife and sets about his slaughter.Such a retreat must not happen. Not only because to abandon Ukraine to its fate would be wrong, but also because Mr Putin will not stop there. Escalation is a narcotic. If Mr Putin prevails today, his next fix will be in Georgia, Moldova or the Baltic states. He will not stop until he is stopped. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Richard Powers: Sporco denaro

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Collana i Grandi Delfini, trad. Luca Briasco, pp. 656, 20 euro. In libreria il 31 marzo. Richard Powers, autore premio Pulitzer con Il sussurro del mondo, racconta la vicenda della famiglia Clare e dell’azienda che aveva fondato ripercorrendo così anche la storia degli Stati Uniti e di quella rincorsa al profitto che ha fatto grande il paese, ma che è stata anche causa di lutti, ingiustizie e dolore. Lacewood, nell’Illinois, è una cittadina tranquilla di provincia ma è soprattutto la sede di uno degli stabilimenti della Clare Inc., nata nell’Ottocento come azienda per la produzione di sapone e trasformatasi, nel corso del ventesimo secolo, nel corso del ventesimo secolo, in una delle multinazionali più ricche e potenti degli Stati Uniti. Lacewood è anche la casa di Laura Bodey, un’agente immobiliare madre di due figli, dalla vita ordinaria e soddisfacente, che però scopre di avere un cancro. Inizia così il lungo percorso della terapia che la porta a dover cambiare totalmente la propria esistenza e a mettere in discussione le proprie certezze tra impotenza, rabbia e desiderio di ribellione. Ma cos’hanno in comune queste due storie così diverse e apparentemente lontane.

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Joyce Carol Oates: Sorella, mio unico amore

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

La storia segreta di Skyler Rampike. Collana i Grandi Delfini, trad. Giuseppe Costigliola, pp. 672, 22 euro In libreria il 24 marzo. Ispirata da un fatto di cronaca che sconvolse gli Stati Uniti negli anni novanta, Joyce Carol Oates presta la sua inconfondibile voce a una delle vittime di quella tragedia e ci conduce in un viaggio doloroso all’interno dell’ossessione per la fama e l’affermazione sociale che rende capaci di sacrificare i propri figli.Il 29 gennaio 1997 a Fair Hills, piccola e tranquilla cittadina del New Jersey, viene uccisa in casa Edna Louise, detta Bliss, Rampike di sei anni, giovanissima promessa del pattinaggio sul ghiaccio ed eroina locale. I sospetti si concentrano subito sulle persone più vicine alla bambina, compresi i suoi genitori, Bix e Betsey, e sul fratello Skyler. Ed è proprio Skyler a raccontare, nove anni dopo la tragedia, la sua versione dei fatti, i suoi sensi di colpa, le accuse ai genitori, da sempre schiavi del loro conformismo e della loro ambizione di emanciparsi dalla quotidianità della cittadina di provincia per ottenere gloria e riscatto grazie al talento di Edna Louise, ma anche dalla sua tragica fine. E se il caso giudiziario si risolve in maniera inaspettata, il dramma di Skyler e della famiglia Rampike va ben oltre la terribile perdita di Bliss.

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Michel Houellebecq: la carta e il territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Collana i Grandi Delfini, trad. Fabrizio Ascari, pp. 400, 16 euro In libreria dal 24 marzo. Vincitore Premio Goncourt 2010. L’arte, il denaro, l’amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana. Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all’inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai “mestieri”, ritratti di personalità di diversi ambienti (tra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell’esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un’atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii.

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Patricia Highsmith: Acque profonde

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Collana i Grandi Delfini, trad. Marisa Caramella, pp. 368, 19 euro In libreria dal 17 marzo Da questo romanzo l’omonimo film di Adrian Lyne con Ben Affleck e Ana De Armas, dal 18 marzo su Prime Video. Victor Van Allen ha trentasei anni, possiede una casa editrice di prestigio, ha una buona rendita, ed è stimato e rispettato dai concittadini di Little Wesley, nel Massachussets, dove vive con la moglie, Melinda, e la figlia, Margherita. La sua vita sembra quasi perfetta ma, in realtà, il rapporto con Melinda è in crisi da tempo e, pur di evitare il divorzio, sono giunti a un accordo che permette un precario equilibrio: Melinda può avere degli amanti, ma non deve abbandonare il tetto coniugale. Vic in società si dimostra sempre molto tollerante con la moglie, anche per non venire meno alla sua fama di uomo liberale e razionale. Nonostante gli atteggiamenti di facciata, però, non è esente dalla gelosia e a una festa cerca di allontanare l’ultimo amante di Melinda raccontandogli di essere un assassino. Quello che era nato come uno scherzo si dimostrerà carico di conseguenze quando la bugia diventerà reale e Vic non riuscirà più a frenare i suoi istinti.

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Laurent Binet: HHhH

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

Caccia all’uomo più pericoloso del Terzo Reich. Collana i Grandi Delfini, trad. Margherita Botto, pp. 400, 18 euro In libreria dal 17 marzo Vincitore Premio Goncourt Opera Prima. Laurent Binet racconta uno degli episodi decisivi della seconda guerra mondiale in un appassionante romanzo storico che riflette sul potere della letteratura nel dare forma alla storia. Praga, 27 maggio 1942. Il Protettore nazista di Boemia e Moravia Reinhard Heydrich – la bestia bionda, braccio destro di Himmler, e ideatore della soluzione finale – viene colpito da un attentato che porterà, alcuni giorni dopo, alla sua morte. I responsabili sono Jozef Gabcˇík e Jan Kubiš, soldati dell’esercito cecoslovacco in esilio a Londra, addestrati per paracadutarsi nel Protettorato e assassinare proprio il “macellaio di Praga” in quella che in codice è conosciuta come Operazione Antropoide. Gabcˇík e Kubiš, il primo slovacco e il secondo ceco, sono stati scelti per una missione disperata che potrebbe infliggere un duro colpo al potere nazista eliminando quello che le stesse SS chiamavano HHhH (Himmlers Hirn heisst Heydrich) che in tedesco significa “il cervello di Himmler si chiama Heydrich”, riconoscendo così la sua grande intelligenza, ferocia e influenza: dopo mesi di preparazione, per il gruppo di patrioti guidati in pari misura da coraggio e incoscienza, è giunto il momento di entrare in azione.

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