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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Guerra in Ucraina: dibattito sul futuro della sicurezza europea

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

I deputati europei hanno discusso con la Prima ministra estone, Kaja Kallas, e il Capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, il ruolo dell’Europa in un mondo che cambia e la situazione relativa alla sicurezza del continente in seguito all’aggressione russa in Ucraina.In aperura di dibattito, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha sottolineato ciò che l’UE deve fare per rispondere all’invasione della Russia e ai tentativi del Cremlino di destabilizzare l’ordine di sicurezza europeo: “Dobbiamo rivalutare il ruolo dell’Europa in questo nuovo mondo. Dobbiamo aumentare i nostri investimenti nella difesa e nelle tecnologie innovative. È il momento di fare passi decisivi per garantire la sicurezza di tutti gli europei. È il momento di costruire una vera Unione di difesa e di sicurezza e di ridurre la nostra dipendenza dal Cremlino. Ciò che abbiamo visto finora in termini di coordinamento, solidarietà e unità europea è senza precedenti – e deve essere il nostro modello futuro”.Ricordando ai deputati come lei stessa sia figlia di una deportata che Stalin mandò in Siberia, la Premier estone Kaja Kallas ha lodato le azioni che l’UE ha intrapreso per aiutare l’Ucraina e la solidarietà che i cittadini europei hanno mostrato a coloro che fuggono dalla guerra. Tuttavia, ha sottolineato: “Ci troveremo in questa situazione per un lungo periodo. Dovremo esercitare una pazienza strategica, perché la pace non arriverà domani”.Inoltre, la Prima ministra Kallas ha chiesto una “politica di contenimento intelligente” e ha sottolineato che è necessario per l’UE “di spingere di più e più velocemente per tagliare la nostra dipendenza energetica dal gas e dal petrolio russo” e rafforzare la difesa europea lavorando “fianco a fianco con la NATO”. Sul futuro dell’Ucraina, ha dichiarato: “Non è solo nel nostro interesse dare all’Ucraina una prospettiva di adesione: è anche nostro dovere morale farlo. L’Ucraina non sta combattendo per l’Ucraina: sta combattendo per l’Europa. Se non ora, quando?”Il Capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha sottolineato come la guerra in corso “lascerà un segno nella storia” e che l’UE e i suoi cittadini devono compiere uno sforzo collettivo per ridurre la loro dipendenza energetica dalla Russia. Questo include anche il dover spiegare ai cittadini “che il nostro stile di vita ha un costo”. L’Europa dovrà essere pronta a pagare il prezzo per rispondere alla Russia, e le conseguenze di questa guerra saranno di lunga durata e modelleranno le politiche europee per anni e decenni a venire.

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