Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 15 marzo 2022

“Il caro carburante sta diventando insostenibile”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

E se una famiglia può trovare una sostituzione al veicolo, chi lavora con i mezzi invece rischia di perdere tutto. Autotrasportatori, tassisti, Ncc, vettori turistici, armatori di navi, traghetti, traffico aereo, intere filiere stanno pagando troppo le speculazioni delle società che si mettono d’accordo tra loro sul prezzo e sui rincari, facendo cartello. Se il carburante prezzato da Plats oggi lo pagheremo domani, quello che paghiamo oggi è stato prezzato ben mesi fa. il carburante con cui oggi facciamo rifornimento, infatti, è stato comprato a un prezzo molto inferiore e molto prima dell’emergenza energetica scaturita dall’invasione russa dell’Ucraina. Quindi perché ci sono questi aumenti folli? Chi sta speculando? Il Governo Draghi ha un margine per intervenire e calmierare i prezzi, mentre tra le soluzioni più strutturali anche se non risolutive, c’è la sterilizzazione almeno temporanea delle accise e sulle quali sarebbe ora che il Governo aprisse una riflessione per la loro abrogazione trattandosi di una tassa su un bene sul quale lo Stato già introita l’Iva. I petrolieri non si stanno comportando come crocerossine – è questo ci induce comunque a una ferma condanna morale per la vergognosa speculazione di cui sono artefici – ma non si può neppure accettare uno Stato che si comporta come Dracula o come Ponzio Pilato. Reinvesta il surplus degli incassi dell’Iva scaturiti dalla speculazione nel contenimento dei prezzi e a sostegno degli operatori economici che lavorano con la trasportistica e non si volti dall’altra parte”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha depositato un’interpellanza al presidente del Consiglio Mario Draghi.

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Per aumento costo della carta a rischio la pubblicazione dei giornali

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“Produrre informazione di qualità e diffonderla sta diventando sempre più difficile e senza interventi fortemente a rischio.” È l’allarme che lancia il Presidente della Federazione italiana degli editori, Andrea Riffeser Monti: “A partire dal secondo semestre dello scorso anno il prezzo della carta su cui si stampano i giornali è cresciuto di oltre il 100% e ulteriori aumenti sono in corso. Il boom del costo della principale materia prima per le pubblicazioni si unisce ai costi crescenti dell’energia e alle difficoltà che incontrano gli editori nel reperire la carta e le lastre in alluminio per la stampa. Gli editori sono già stati costretti a ridurre la foliazione e le notizie e la riduzione dell’informazione locale rende privi di voce le comunità e i politici sul territorio, dai sindaci agli esponenti locali.” “Il rischio – prosegue Riffeser – è che si debbano sospendere le pubblicazioni, mettendo in difficoltà l’intera filiera: giornalisti, poligrafici, distributori nazionali e locali e edicole. Tutto questo in un momento particolare per l’Europa e per il nostro Paese in cui l’informazione assicurata dai giornali è quanto mai indispensabile”.“Faccio appello – ha concluso Riffeser – al Governo, al Parlamento e alle Forze politiche. Occorre fare, e presto, due cose: trasferire immediatamente alle imprese le risorse per il sostegno al settore già stanziate e prevedere nuovi e significativi interventi sul mercato della carta e dell’energia”.

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Giovanni Capurso: “Anselm Grün – Una spiritualità per il nostro tempo”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Il nuovo libro di Giovanni Capurso “Anselm Grün – Una spiritualità per il nostro tempo” è una ricostruzione dei grandi temi affrontati da pater Anselm negli anni. Da essa emerge una spiritualità che, senza rinunciare ai tratti fondanti del cristianesimo, dialoga con il nostro tempo inquieto e complesso.”Pretendere di circoscrivere il pensiero di Anselm Grün in un solo libro”, dichiara l’autore “è praticamente impossibile, quindi i temi affrontati sono quelli che si legano soprattutto con i miei studi della morale, della psicologia e della psicanalisi”.Il testo, pubblicato dalla storica casa editrice torinese Elledici nel febbraio 2022, segue la precedente pubblicazione intervista “L’angelo della speranza”, e si rivolge a chi vuole avere un’idea più chiara del grande pensatore benedettino e più in generale a chi vuole aprire un dialogo con se stesso, comprese quelle ombre dalle quali vorremmo fuggire ma che ci appartengono. Di certo non è un libro da consumo. Inoltrarsi negli scritti di Anselm Grün è come muoversi in un piacevole percorso fatto di tante viuzze che si intersecano tra loro. Innumerevoli sono gli spunti, i consigli e le meditazioni da lui sviluppati in grado di arricchire il nostro spirito; sono lampi di luce che si aprono nella nostra mente e nel nostro cuore. Dalle sue meditazioni genuine possiamo cogliere gli interrogativi che nascono, non solo dalla solitudine di una cella e dalla profondità della preghiera, ma dall’acuta osservazione di un consigliere spirituale.Di queste diramazioni perciò l’autore ha dovuto imboccarne una. Il taglio che ha dato in questo invito alla lettura del pensiero del monaco benedettino è soprattutto legato alle sue preferenze nell’ambito dello studio delle scienze umane, della filosofia e della psicologia, in particolare junghiana.Di certo c’è un aspetto che balza immediatamente agli occhi leggendo i libri di padre Anselm: la propensione a trovare del buono in qualsiasi difficoltà in cui possa incorrere l’uomo nel cammino della sua vita. Possiamo paragonare i suoi libri a dei cartelli stradali, frutto di lunghe elaborazioni interiori originate dell’ascolto delle ferite di anime che vanno a trovarlo da decenni. Nelle sue meditazioni traspare un ottimismo di fondo, proprio di chi vive a stretto contatto con le sorgenti della spiritualità. Il modo in cui viviamo la vita, in fondo, dipende da noi, da come ci poniamo dinanzi ad essa; certo, sempre rafforzati e guidati dalla fede in Dio.Padre Anselm, per questo, è un maestro dello spirito che rielabora ricette antiche che provengono dai Padri del deserto e dall’insegnamento di San Benedetto per riproporle in una forma fresca e attuale. Quella che ci propone è una spiritualità cristiana che parla all’uomo del nostro tempo.È questo il suo più grande merito. Giovanni Capurso nasce a Molfetta (BA) nel 1978. È docente, saggista e scrittore.

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I capolavori romani di Guido Reni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Roma. In occasione della mostra Guido Reni a Roma. Il Sacro e la Natura, la Galleria Borghese invita il pubblico non solo cittadino, ma nazionale e internazionale a scoprire i capolavori del Maestro degli anni romani presenti in tutta la città, per mettere in luce il profondo rapporto dell’artista con Roma e l’importanza del suo operato nell’ambito della committenza Borghese.È di prossima uscita la pubblicazione Guido Reni a Roma. Itinerari, edita da Marsilio, realizzata con l’intento di accompagnare il lettore-visitatore in un vero e proprio viaggio che ripercorre le 23 tappe romane del Maestro tra musei, chiese, residenze private e istituzionali.Ed è un viaggio questa volta virtuale quello attraverso i luoghi di Guido Reni a Roma, che è stato donato alla Galleria Borghese da IF Experience. Per tutti i visitatori della mostra, una mappa con i luoghi e le opere del Maestro dei Seicento è scaricabile tramite un QR code.Per tutto il periodo della mostra, inoltre, la Presidenza della Repubblica ha deciso di aprire in via eccezionale la Cappella dell’Annunziata a Palazzo del Quirinale, affrescata da Reni per papa Paolo V Borghese dal 1609 al 1611. Le visite guidate alla Cappella e alle sale di papa Paolo V Borghese, si svolgono dal 18 marzo al 21 maggio 2022, ogni venerdì e sabato. Per informazioni e prenotazioni consultare la pagina https://palazzo.quirinale.it Infine, il Casino dell’Aurora Pallavicini Rospigliosi ha deciso di aprire al pubblico gratuitamente in via straordinaria l’affresco dell’Aurora lì realizzato dal Maestro su commissione del cardinale Scipione Borghese. L’affresco sarà visibile secondo le indicazioni e le modalità di ingresso consultabili su http://www.casinoaurorapallavicini.it “L’accoglienza – conclude la Priora – è espressione di quella sensibilità che nasce dalla preghiera, che se è autentica non può non sfociare nella carità. Perciò noi monache uniremo le nostre voci a quella dell’Arcivescovo Renato Boccardo, che domani nella Basilica di Santa Rita a Cascia presiederà la Santa Messa delle 17:00, invocando una supplica alla nostra Rita per la pace in Ucraina”.

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Le monache di Santa Rita accolgono a Cascia 10 profughi dall’Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“Sono arrivati a Cascia 10 profughi dall’Ucraina, per lo più donne e bambini, che la nostra comunità ha voluto fortemente accogliere, rispondendo all’appello della Caritas della Diocesi di Spoleto-Norcia. Sono vittime in fuga dall’orrore della guerra, che gli ha portato via tutto e hanno bisogno di ritrovare serenità e speranza. Con questa consapevolezza abbiamo aperto le porte del nostro monastero, decise a dar loro una casa sicura dalla quale ripartire. Essere al loro fianco per la rinascita è un dono e una responsabilità: per entrambi ringraziamo il Signore e chiediamo a lui di darci la forza per lasciare nei loro cuori il seme dell’amore e della pace che Santa Rita ci chiama a diffondere”. Annuncia così Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, l’arrivo dei 10 profughi dall’Ucraina che saranno ospitati in una struttura vicina al monastero di clausura delle agostiniane. http://www.santaritadacascia.org/fondazione

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Benzina e guerra. Occasione per rivoluzionare il rapporto col Fisco

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) il prezzo della benzina al consumo è a 1,953,14 al litro, collocandoci nella fascia alta a livello europeo, e comunque i prezzi dei singoli distributori per tutta Italia, mediamente sono superiori ai 2 euro. Sono prezzi che, rispetto al costo della vita, non è la prima volta che sono a questi livelli: nel 1980 erano a 2,24, anche se negli ultimi 30 anni siamo sempre stati sotto i 2 euro. Il contesto economico e politico 2022 (prezzi gas e guerra), ci induce a maggiore preoccupazione: rispetto al 1980 i nostri livelli di vita sono aumentati, e ci abbiamo fatto un’abitudine non “supeflua” ma “qualitativa”, che ci ha consentito di vivere meglio e più a lungo… che continua ad essere obiettivo di qualunque amministrazione. Certo, con la guerra in corso c’è qualcuno che, cercando di imporci i suoi modelli, ci vuole far credere che la nostra qualità sia effimera, consumistica, depravata, penalizzante i più poveri, etc… ma sta di fatto che viviamo meglio, più a lungo e, in un certo senso, anche più felici. Ovviamente – guerra o non guerra – vorremmo essere più felici, ed è da tempo che rileviamo che i prezzi della benzina sono assurdi in considerazione della sua componente fiscale che, tra accise e Iva, va oltre il 55%. Un problema “complesso” da sempre che forse oggi – contesto drammatico e futuro bigio – ha occasione per essere affrontato come non mai: Siamo sicuri che una componente fiscale così alta, che rappresenta una buona entrata sicura per il Fisco, se fosse radicalmente ridimensionata, non potrebbe essere incentivo per altri consumi che, alla fine, porterebbero entrate fiscali anche maggiori? Con l’aggiunta che una simile rivoluzione fiscale avrebbe un potere di “moral suasion” che renderebbe i contribuenti più disponibili verso un Fisco amico e non predatore, così come oggi la quasi totalità dei contribuenti lo considera? Forse è il caso di prendere in considerazione che “non tutti i mali vengono per nuocere”. La guerra fa schifo ma potrebbe essere occasione per ricostruire un Fisco che potrebbe non continuare ad avere uno dei più alti livelli di evasione in Europa.

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Invasione dell’Ucraina. Putin ha già perso?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Non se ne è accorto, ma il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, ha già perso. I manuali insegnano che in caso di guerra un belligerante non deve favorire il nemico. Putin lo ha fatto. L’Ucraina aggredita ha trovato dalla sua parte la stragrande maggioranza dei Paesi del Mondo, stando alle deliberazioni dell’Onu e il sostegno compatto della Nato che fornisce armi, supporto logistico, alimenti e medicinali. Le sanzioni messe in atto contro la Russia stanno paralizzando la sua economia: il rublo ha il valore della carta sul quale è stampato. I Paesi europei che non fanno parte della Nato, Svezia, Finlandia e Svizzera, hanno aderito alle sanzioni; la Turchia che non lo ha fatto fornisce, però, droni armati all’Ucraina. Rimane l’opzione nucleare per un Putin in formato dottor Stranamore. Dovrebbe sentire, però, i suoi amici cinesi, i quali non hanno l’intenzione di interrompere il ciclo economico basato sulla esportazione che verrebbe meno in caso di mancati acquirenti. Finirà che Putin, isolato, dovrà vendere le risorse energetiche russe solo alla Cina la quale, sorniona, si sta leccando i baffi. Tanto per iniziare, vuole entrare nell’azionariato di alcuni colossi dell’energia russa.E’ la fine ingloriosa di un autocrate che pensava di essere Pietro il Grande, ma alla fine si è dimostrato un piccolo uomo che in vent’anni di potere non ha saputo promuovere il benessere dei propri governati.Ai putiniani smemorati ricordiamo che il Pil della Federazione russa è minore di quello dell’Italia e il Pil procapite russo è circa 3 volte inferiore a quello italiano. Rimane, purtroppo, la tragedia che il popolo ucraino sta vivendo. Il criminale Putin risponderà anche di questo. Primo Mastrantoni, Aduc

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Ucraina nell’Ue. Il putinismo va fermato subito

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

La pratica per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea non è proprio dietro l’angolo. Questo il “verdetto” dei 27 Paesi Ue riuniti a Versailles e che, poi, si sono e si stanno dedicando a tutti i vari provvedimenti da prendere contro la Russia e per fornire aiuti umanitari e bellici e, soprattutto, per porre fine alla dipendenza energetica dell’Unione dalla Russia. Non è quindi una rinuncia nei confronti dell’Ucraina, ma un diverso modo di darle aiuto che, al primo posto, sembra porre la propria esistenza. Anche in considerazione che, nel procedere della guerra, sembrano più marcati gli attacchi all’Unione come espressione politica/economica di cui la Russia avrebbe timore: la forza d’attrazione dell’Ue da parte dei Paesi dell’ex blocco sovietico sembra che sia gradita (vedi anche richiesta di adesione Ue da parte di Moldavia e Georgia).A questa fotografia della realtà si affiancano altre immagini, quelle delle distruzioni in corso, dei morti, dei feriti e dei rifugiati. Il prezzo dell’osservanza istituzionale per la procedura di adesione dell’Ucraina, con poche eccezioni, induce molti Paesi Ue a non modificare le regole, e sembra che il prezzo debba necessariamente essere quello della realtà di ciò che accade sul territorio ucraino… un prezzo di sangue. E’ questa l’Europa che fu ideata in quel carcere/isola del Tirreno dove Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli scrissero il manifesto di Ventotene? Quel manifesto non fu carta fondante per dare pace, prosperità e felicità ad una Europa che, negli anni in cui fu scritto, era in fiamme? Quel manifesto non rappresentava uno strappo e un abbandono di una procedura di equilibrio europeo che il nazi-fascismo voleva distruggere? Non ci troviamo oggi, col putinismo e con le dovute differenze soprattutto economiche, nella stessa situazione politica dei primi anni 40 del secolo scorso? Certo, le milizie naziste non sono nelle case di tutta Europa ma solo, per ora, in Ucraina… ma nelle nostre case il putinismo c’è col gas e con la luce, con la benzina e con il grano. Non sono questi beni di consumo prioritari come le nostre vite fisiche? L’avamposto bellico armato in Ucraina è uno degli aspetti dell’invasione, altri aspetti sono nella nostra quotidianità energetica, alimentare ed elettronica. Le ragioni di Stato e di economia che inducono vari Paesi Ue a temporeggiare non stanno assecondando il putinismo, dandogli respiro per meglio organizzarsi e meglio ricattare l’Ucraina con le mori fisiche e l’Ue con la morte economica? Domande a cui occorre rispondere partendo da un presupposto: se le istituzioni non servono a tenerci in vita, e anche a tenerci bene, forse è il caso di rivederle. Sono le istituzioni europee che devono servire ai cittadini e ai consumatori, mentre oggi sembra proprio che cittadini e consumatori debbano vivere soffrendo e morendo per rispettare queste istituzioni. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Anziani e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Sensibilizzare i senior sul tema delle malattie respiratorie, con l’obiettivo di farle conoscere meglio e favorire così una diagnosi tempestiva, migliorando la qualità della vita delle persone che ne sono affette. È questo il tema al centro di una campagna realizzata da Senior Italia FederAnziani, con il contributo non condizionante di Menarini, che attraverso il coinvolgimento di esponenti medico scientifici, una serie di video-pillole con consigli utili e un’attività di comunicazione tramite i social, si è rivolta al pubblico dei senior allo scopo di aumentarne la consapevolezza.Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo, la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età e si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave[1]. Tuttavia, la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate. Sono questi i dati che emergono da un’indagine condotta nel 2020 da Senior Italia FederAnziani. E’ di fronte a questo scenario che la campagna ha voluto avvicinare i senior a una conoscenza più approfondita del tema attraverso il coinvolgimento di importanti esponenti del mondo medico scientifico, dell’area pneumologica, che hanno illustrato ai pazienti come riconoscere i sintomi della malattia, quali corretti stili di vita adottare, l’importanza dell’aderenza alla terapia. Le video-pillole con i consigli utili sono state trasmesse attraverso il Tg della federazione, Senior News, in onda dal lunedì al venerdì in tv su Canale Italia e su un network di oltre 120 radio su tutto il territorio nazionale, e presente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della federazione.Alle interviste si è affiancata una campagna condotta attraverso i social per raggiungere non solo gli over 65 che li utilizzano, ma anche i familiari che possono avere un ruolo chiave nella sensibilizzazione dei propri genitori e nonni rispetto all’importanza della conoscenza della BPCO. Tra gli obiettivi centrali della campagna anche il miglioramento dell’aderenza alla terapia: basti pensare che mentre per l’ipertensione si stima che l’aderenza sia ancora al 55,1% per la BPCO la stessa scende vertiginosamente al 21,3%.“Sono dati che fanno riflettere e che da soli ci fanno capire quanto sia importante un’attività di sensibilizzazione su questi temi”, dichiara la Presidente Senior Italia FederAnziani Eleonora Selvi, “Questi numeri indicano la necessità di affrontare il problema in tutta la sua complessità, puntando sull’informazione e sull’empowerment dei pazienti. Solo attraverso questi strumenti si può migliorare la gestione delle patologie respiratorie, anticiparne e prevenirne alcune gravi complicanze, facilitando, attraverso la maggiore conoscenza, una diagnosi tempestiva e l’aderenza alla terapia”.

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Crisi ucraina: impatti sui mercati europei

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

A cura di Francis Ellison, Client Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments. In Europa, la reazione dei mercati alla crisi ucraina è stata forte ma giustificata: le banche e altri titoli europei esposti alla Russia hanno perso oltre il 30%. I maggiori istituti della regione non sono a nostro avviso minacciati da un rischio sistemico, ma in tutto il continente potrebbero verificarsi ulteriori perdite sui crediti. Le banche europee dispongono di un capitale in eccesso significativo, sufficiente a innescare riacquisti azionari; pertanto, se gli istituti di credito andassero incontro a perdite di fondi propri, la loro solvibilità non dovrebbe essere a rischio.Prima dell’invasione russa, l’Europa si aspettava il primo aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea (BCE) nella seconda parte del 2022. È probabile che tale intervento venga rinviato. Tuttavia, il rendimento del Treasury USA decennale è diminuito di appena 20 punti base, a indicazione dei timori per l’inflazione. Monitoriamo le prospettive d’inflazione e terremo conto degli eventuali effetti sui tassi d’interesse a lungo termine nelle nostre decisioni d’investimento. L’aumento dell’inflazione, trainato dai prezzi dell’energia, può accentuare le pressioni sui costi delle aziende. Ricerchiamo titoli con un solido potere di prezzo che, dopo qualche turbolenza a breve termine, dovrebbero continuare a prosperare (in ogni caso più dei concorrenti più deboli).I tassi d’interesse sono una questione cruciale. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve si appresta a iniziare un ciclo di rialzi ampiamente annunciato, mentre la BCE appare più restia. In primo luogo perché un incremento dei tassi non fermerà l’impennata dei prezzi energetici e, in secondo luogo, perché tassi d’interesse più elevati sommati a costi energetici più alti sarebbero sgraditi ai consumatori (leggi: elettori) e minaccerebbero una recessione.Tuttavia, se i tassi dovessero salire su livelli molto più elevati (ipotesi comunque esclusa dal nostro scenario di riferimento, che ritiene più probabile un rinvio dell’inasprimento), ciò avrebbe un impatto sulla valutazione complessiva dei mercati. I compounder sostenibili a lungo termine che privilegiamo sono ben posizionati per affrontare il nuovo contesto in termini operativi, ma le valutazioni sono a rischio.Nei nostri portafogli azionari europei non abbiamo alcuna esposizione diretta a titoli russi, bielorussi o ucraini, malgrado gli effetti indiretti su alcune banche e titoli energetici. Anche la nostra esposizione indiretta è contenuta e in linea con il benchmark.Oltre alle evidenti ripercussioni dei prezzi dell’energia, i titoli europei potrebbero subire uno shock dei prezzi dei generi alimentari, il che potrebbe compromettere la prevista ripresa dei consumi. Quest’anno, per la prima volta in un decennio, l’Europa avrebbe dovuto sovraperformare gli Stati Uniti, con previsioni di crescita del PIL pari rispettivamente al 4% e al 3,5%[1], anche se le prospettive europee sono rafforzate dalla fine delle restrizioni pandemiche, laddove gli Stati Uniti ne hanno già beneficiato. Il motore di questa espansione avrebbero dovuto essere i consumatori europei, propensi a spendere i notevoli risparmi accumulati durante la pandemia.

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Scorte alimentari e speculazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Per raggiungere l’autosufficienza dal punto di vista alimentare, l’Europa è chiamata a mostrare unità e soprattutto a contrastare ogni tentativo di speculazione sulle derrate – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Mentre aumentano i timori per le possibili ricadute della guerra in Ucraina, occorre evitare di prendere decisioni affrettate su dossier chiave come la nuova Pac e i suoi vincoli ambientali, frutto di anni di difficili negoziati.Secondo le stime rese note in questi giorni dai Consorzi Agrari d’Italia (Cai), se l’Europa si dimostrerà unita le forniture di grano e mais non verranno a mancare – continua Tiso. Per i Paesi Ue è fondamentale non cedere alla facile tentazione del protezionismo. In questo modo non ci sarà bisogno di alcuna marcia indietro sugli Ogm o di rivedere i limiti dei residui massimi dei fitosanitari.Modificare l’impianto della nuova politica agricola comune per via della pressione, anche emotiva, generata dal conflitto tra Mosca e Kiev rischia di portare a decisioni non ponderate e poco efficaci. La sfida per l’Europa è, ancora una volta, prima di tutto politica. Mentre assistono a una guerra vicina ai loro confini, i Paesi del Vecchio continente sono chiamati ad abbandonare gli egoismi nazionali per coordinare una risposta unitaria al problema delle derrate alimentari e alla crescita dei costi dell’energia.

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Ucraina: Cia, se non si risolve crisi mais rincari del 20% su bistecche

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Senza mais da Ucraina e Ungheria -i due nostri principali fornitori- le aziende che producono mangimi hanno scorte solo per 8 settimane. E’ allarme fra gli allevatori con la crisi della materia prima alla base delle diete di tutti gli animali da stalla. Unica alternativa immediata l’import da Usa e Argentina, con rilevanti costi di logistica che aumenteranno ancora il prezzo, arrivato oggi a 41 euro al quintale (+100% su 2021). Secondo Cia-Agricoltori Italiani, a risentirne tutte le produzioni alimentari di origine animale, dalle carni bovine, suine e avicole, a uova, latte e suoi derivati, fino ai principali circuiti Dop legati alla zootecnia. Se un Kg di manzo al banco è già passato dai 12 a quasi 15 euro e il taglio più pregiato, la lombata, si aggira sui 25 euro/kg, una bistecca potrebbe arrivare costare a breve il 20% in più.Per Cia sono indispensabili strategie che incentivino i nostri agricoltori a seminare granturco, dopo 10 anni in cui l’Italia ha arretrato del 30% sulla produzione. Sono, infatti, necessarie coperture assicurative se la pace auspicata rimetterà in commercio il mais bloccato dall’Est, azzerando la competitività del nostro. Cia auspica, dunque, un intervento del Governo a colmare il differenziale fra prezzo attuale e quello della raccolta a settembre, in caso di ribassi. Per presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, l’Italia si trova particolarmente esposta alle crisi internazionali e sconta la forte dipendenza dalle importazioni di mais dai Paesi dell’Est Europa, che hanno costi di produzione molto minori. Oltre allo stop dall’Ucraina si è ora aggiunta la preoccupazione sul fronte ungherese, dove Orban -malgrado il principio della libera circolazione delle merci nell’Ue- ha temporaneamente bloccato l’export, dando allo Stato ungherese il diritto di prelazione sulle merci in uscita. Ma il futuro di questa materia prima preoccupa anche in caso di un appeasement internazionale, perché nessuno sa se in Ucraina siano in grado di seminare granturco. Se la campagna salta, le ripercussioni rischiano, quindi, di durare fino a fine 2023. Resta, peraltro, complesso, secondo Cia, l’approvvigionamento dall’America, per gli alti costi della logistica e le lunghe tempistiche del trasporto navale atlantico. Un altro serio ostacolo, legato soprattutto alla fornitura dagli Usa, è dovuto al fatto che la maggior parte del mais lì prodotto è Ogm e le Dop italiane hanno nel disciplinare l’obbligo di rifornirsi di carni allevate con mangimi non-Ogm.Diventa, dunque, indispensabile per Cia un intervento del Governo per incentivare gli agricoltori a investire su una coltivazione che è molto costosa per l’alto impatto energetico necessario alla frequente irrigazione e per l’alta incidenza del costo dei fertilizzanti azotati, triplicato per la crisi del mercato del gas naturale (l’urea dai 40 euro del 2021 è arrivata a 120). Anche per questo, Scanavino chiede al Governo una copertura sulla rendita degli agricoltori, che sono incerti sull’andamento dei prezzi del mais di qui alla raccolta di settembre.Per contribuire a risolvere la crisi, Scanavino chiede, infine, anche l’intervento dell’Europa. Al fine di evitare le speculazioni su questa materia prima indispensabile per gli allevamenti sarebbe, infatti, necessario un censimento d’emergenza delle scorte a livello comunitario, con l’obiettivo di operare un’equa ripartizione di mais, proporzionata ai flussi ordinari dei vari Paesi.

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Agricoltura: Per l’approvvigionamento serve un piano produttivo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“L’instabilità generata sui mercati e sugli scambi commerciali a causa della guerra in Ucraina, deve portarci a riflettere sulla possibilità di avere un piano straordinario per le produzioni agricole da utilizzare in casi estremi, come appunto quello che stiamo vivendo. Proprio come è previsto il ‘Piano pandemico’ in sanità, il comparto primario dovrebbe avere già pronto un pacchetto di misure, azioni, deroghe, strumenti e procedure da attuare all’istante. Un ‘bottone rosso’ che non vorremmo mai pigiare ma che dobbiamo avere pronto, in modo tale da scongiurare interventi in corsa che rischiano di non essere tempestivi ed efficaci”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura.“Lo scenario globale rende tutto concatenato e, pertanto, ciò che sta accadendo in questo momento può facilmente ripresentarsi negli anni futuri – aggiunge -. Per questo è importante aprire un dibattito, ad esempio, sulla mangimistica: mentre le nostre imprese zootecniche minacciano di portare al macello gli animali, esportiamo mangimi realizzati dagli scarti dell’alimentazione umana vietati in Unione europea per questioni legate alla BSE (ossia la malattia cosiddetta della ‘mucca pazza’)”.“In deroga ai regolamenti comunitari – prosegue Gallinella -, potremmo permettere di coltivare nelle aree di interesse ecologico o, ancora, l’importazione da territori ad oggi esclusi. Sul versante energetico, poi, concedere agli impianti rinnovabili di produrre oltre i limiti imposti per legge, attuando velocemente i revamping”.“Infine, prevedere una serie di misure economiche di ristoro immediato come la decontribuzione previdenziale fatta durante la pandemia. Auspico che il dibattito produca proposte concrete e si riesca ad essere pronti e previdenti prima ancora che resilienti” conclude.

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Misure urgenti per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

La volontà del Governo di affrontare con urgenza la crisi dell’agricoltura è un segnale positivo, ma è essenziale identificare in tempi brevissimi gli strumenti per intervenire sulle priorità identificate dalle Regioni – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Durante il tavolo dedicato all’agricoltura che si è svolto ieri a Roma, i ministri Patuanelli e Cingolani hanno mostrato piena disponibilità. C’è la consapevolezza che occorre agire in fretta per limitare i danni che le tensioni internazionali stanno provocando all’agricoltura continentale e italiana.La Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presenterà una lista di dieci punti che richiedono una risposta immediata – prosegue Tiso. Una volta raggiunto l’accordo sulle azioni più urgenti, è essenziale sapere con quali e quante risorse il Governo intende realizzarle. Altrettanto importante è conoscere le tempistiche degli interventi, per permettere alle aziende agricole di programmare le attività dei prossimi mesi limitando per quanto possibile gli elementi di incertezza. Per alcuni settori, come l’allevamento e la pesca, è necessaria un’azione immediata per evitare il blocco totale delle attività e l’abbattimento del bestiame. Ci auguriamo che le misure in arrivo siano non solo rapide, ma anche di semplice applicazione. Se già in tempi normali la burocrazia può rappresentare un grave ostacolo, in una congiuntura eccezionale come quella attuale ogni giorno di ritardo può essere decisivo per le sorti delle imprese e dei lavoratori.

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Ucraina: Cia, l’agricoltura non può fermarsi

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Misure di breve e medio periodo per permettere alle aziende agricole di fronteggiare gli effetti della guerra russo-ucraina, acuiti dal caro-energia e dal boom delle materie prime, partendo dall’eliminazione dell’Iva sulle accise per il gasolio e dagli incentivi alla semina di mais, fino ad arrivare alla rimodulazione degli obiettivi del Green Deal. È questa la richiesta alle Istituzioni nazionali ed europee contenuta nell’Ordine del giorno del Consiglio Direttivo Nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, che si è riunito a Roma. Il conflitto in Ucraina sta sconvolgendo quotazioni e mercati e l’economia agricola rischia il cortocircuito, perché le imprese si trovano a lavorare in perdita, con prezzi che non riescono più a coprire i costi di produzione, tra il +120% delle bollette energetiche, il carburante alle stelle e i fertilizzanti praticamente triplicati. Ma l’agricoltura non si può fermare, è un settore strategico perché garantisce il cibo, le aziende devono essere messe nelle condizioni di poter continuare a lavorare. Ecco perché Cia chiede al Parlamento tutto l’impegno possibile in sede comunitaria per assicurare: la proroga del temporary framework “Covid 19” che consente agli Stati Membri di adottare misure di intervento in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato; la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita oltre i termini di scadenza stabiliti; il reperimento di risorse Ue per un Piano straordinario secondo la logica adottata per la gestione della pandemia. Si tratta della condizione necessaria per poter introdurre misure in soccorso del settore primario.Ovviamente, secondo Cia, sono interventi che vanno portati avanti dalle istituzioni seguendo un obiettivo primario, per i cittadini e per le imprese, ovvero adottare in sede diplomatica ogni sforzo e iniziativa necessaria alla cessazione immediata della guerra e agevolare un processo di pace che sia stabile e duraturo.

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I Consulenti del Lavoro si mobilitano per l’emergenza Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Grande successo su tutto il territorio italiano per l’iniziativa avviata dal Consiglio nazionale dell’Ordine al fine di fronteggiare l’emergenza umanitaria conseguente al conflitto in Ucraina. Oltre 70 Consigli Provinciali hanno già messo a disposizione la professionalità dei propri iscritti sia per le procedure legate al rilascio dei permessi di soggiorno in favore dei cittadini ucraini che varcheranno i confini nazionali, sia per l’attuazione di misure di politiche attive per il loro collocamento nel mercato del lavoro italiano. Ci sono, poi, Consigli provinciali che hanno scelto di sostenere con una donazione un’associazione di aiuto ai rifugiati, di aprire uno sportello di ascolto e orientamento dedicati ai rifugiati, di realizzare corsi di lingua italiana per favorirne l’integrazione e di contribuire al loro sostentamento con la ricerca di alloggi e la raccolta di beni di prima necessità. Le attività dei CPO sono illustrate sul sito di Categoria. «Speriamo tutti in una celere conclusione del conflitto – ha affermato la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone ‒ che comunque non sarà immediatamente seguita dal ritorno in patria in tempi rapidi dei rifugiati. Per questo pensiamo di poter essere utili anche per la valutazione di opportunità di lavoro, necessarie per creare condizioni di sostentamento di lungo periodo. In questo saremo attivissimi sul territorio, vista la capillarità della presenza tramite la nostra agenzia per il lavoro, la Fondazione Consulenti per il Lavoro e i colleghi delegati».

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Parco Archeologico di Pompei: Giornata nazionale del Paesaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Il 14 marzo si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio istituita dal Ministero della Cultura allo scopo di promuovere le risorse paesaggistiche attraverso attività di sensibilizzazione, educazione e conoscenza del paesaggio.Il Parco Archeologico di Pompei presenta in ANTEPRIMA per i visitatori, il nuovo Vivaio di Pompei, nel giardino della Casa di Pansa (VI, 6 1-12), che diventerà un centro di produzione per molte specie della Flora Pompeiana difficilmente reperibili in altri vivai, rarità botaniche, specie antiche coltivate secondo le tecniche in uso nell’antica Pompei.Gli scavi ottocenteschi, che liberarono la grande residenza affacciata su Via delle Terme, individuarono nel 1827 un grande giardino organizzato con lunghi letti di coltivazione di forma rettangolare. Nel settembre 1943 le bombe alleate colpirono il grande giardino e alla fine degli anni Cinquanta si avviarono i lavori di riordino con la formazione del primo vivaio per coltivare la Flora Pompeiana. Oggi il vivaio, dopo molti anni, viene riattivato e rigenerato con un progetto che, riadeguandolo ai mutamenti subiti in epoca contemporanea, rispetta sistematicamente ogni riferimento storico e archeologico.La visita in anteprima consentirà di conoscere le ollae pertusae, fedeli riproduzioni dei vasi a perdere che gli antichi utilizzavano per coltivare le piante, le legature di salice dei pali tutori per la collezione di rose antiche, la balaustra in canne di fiume realizzata con la tecnica attestata dai dati di scavo e dalle pitture di giardino, e tanto altro ancora che sarà illustrato durante la giornata dal Funzionario Paolo Mighetto e dal Giardiniere d’Arte di Pompei Maurizio Bartolini. Oltre 4000 nuovi alberi e arbusti a partire dal Bosco di Porta Anfiteatro.Un bosco in fase di realizzazione – ispirato al rapporto intrinseco tra natura e sacralità nell’antico Mediterraneo, che trovò espressione nei boschi sacri di antichissima memoria come quello di Nemi nel Lazio, ma anche nelle pitture pompeiane di “paesaggi sacri” dominati da grandi alberi – con circa 400 tra lecci, platani, tamerici, olmi, querce, collocati seguendo la sola regola della suggestione che il luogo ha offerto ai piantatori, con il lancio di ciottoli bianchi, picchettature con canne di fiume e legature di rafia a formare macchie e radure con cespugli di rose, corbezzoli a rappresentare l’immortalità, mirti, lentischi. http://www.pompeiisites.org

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GAM lancia una strategia sulle infrastrutture a basse emissioni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

GAM Investments ha annunciato il lancio in Australasia di una nuova strategia su infrastrutture a basse emissioni di carbonio. La strategia d’investimento, gestita dal team Alternative Investment Solutions (AIS) di GAM, mira a conseguire una crescita del capitale a medio-lungo termine principalmente mediante investimenti in fondi privati che danno accesso a progetti infrastrutturali a bassa emissione di carbonio e di transizione energetica.Il mercato dei fondi privati d’investimento in infrastrutture gestisce a livello globale oltre 800 miliardi di dollari e, secondo le stime, dovrebbe salire a USD 1.900 miliardi entro il 2026. L’effetto dirompente della pandemia ha messo in luce il ruolo essenziale svolto dalle infrastrutture nelle nostre società ed economie. La crescente preoccupazione per l’ambiente e l’impegno sempre maggiore nei confronti dell’obiettivo dello net zero hanno a loro volta rafforzato la necessità di maggiori investimenti nelle infrastrutture per le energie rinnovabili.GAM vanta oltre 30 anni di esperienza nella gestione di soluzioni su misura basate su investimenti alternativi e portafogli di fondi alternativi nell’ambito di strategie sia liquide che illiquide. Il team AIS, con sede a Londra e New York, gestisce una gamma di fondi e strategie di portafoglio personalizzate che mirano a produrre interessanti rendimenti assoluti a fronte di un rischio di ribasso controllato e di una bassa correlazione con le asset class tradizionali.Giovanni D’Alesio, Head of Research di GAM Alternative Investment Solutions, ha affermato: «Siamo lieti di lanciare questa strategia. Pensiamo sia una grande opportunità, per contribuire a decarbonizzare l’economia, investendo in fondi infrastrutturali privati a basse emissioni orientati alla transizione energetica».

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GAM nomina un Senior Investment Specialist per le strategie Systematic

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

GAM Investments ha annunciato la nomina di Guglielmo Mazzola nel ruolo di Senior Investment Specialist di GAM Systematic. Sarà basato a Londra.In questo ruolo, Guglielmo gestirà i rapporti tra i clienti e il team di distribuzione di GAM. Lavorerà a stretto contatto con il team di GAM Systematic e lo aiuterà ad articolare le strategie di investimento e a condividere informazioni sulle soluzioni sistematiche e alternative per i clienti di GAM.Prima di unirsi a GAM, Guglielmo è stato Senior Portfolio Manager presso Tiber Capital LPP, gestore patrimoniale specializzato in investimenti alternativi e future sistematici / Commodity Trading Advisor (CTA). Le sue responsabilità includevano attività di ricerca, costruzione del portafoglio e gestione dei rapporti con i clienti. Dal 2008 al 2010 Guglielmo ha lavorato per HSBC Bank Plc in Italia (Milano) in qualità di M&A Analyst. Guglielmo ha conseguito una laurea in Istituzioni e management dei mercati finanziari e un master in Finanza presso l’Università Bocconi di Milano.Peter Sanderson, CEO del Gruppo, ha dichiarato: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Guglielmo in GAM. Porta con sé una profonda esperienza negli investimenti sistematici e nella comunicazione per la gestione dei clienti. Lavorando con il team, Guglielmo sarà fondamentale nell’aiutarci a sfruttare e massimizzare le nostre capacità nell’ambito degli investimenti alternativi per offrire una solida leadership di pensiero negli investimenti e innovazione mettendo sempre il cliente al centro, tutti elementi necessari per soddisfare le esigenze dei nostri clienti.”

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Guerra in Ucraina e l’inflazione fanno paura alle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Dopo due anni di pandemia cambiano le preoccupazioni degli italiani. Ora al primo posto ci sono la guerra in Ucraina e la situazione geopolitica instabile, che destano molta inquietudine in quasi il 70% delle famiglie italiane e abbastanza nel 28,2%, e al secondo posto c’è l’inflazione, che non fa stare tranquillo il 42,4% dei capifamiglia, con picchi di circa il 50% per chi vive solo e ha tra i 36 e i 55 anni. Al contrario, grazie al calo dei contagi e all’allentamento delle restrizioni, solo il 20,6% si dice ancora molto in ansia per il virus e ben 3 famiglie su 10 non se ne preoccupano più, tanto che la percentuale di ottimisti rispetto alla situazione post-pandemica è balzata dal 18,7% di gennaio al 50,7% di fine febbraio e il 41,5% degli intervistati si aspetta un ritorno alla normalità entro la fine dell’anno, il 23,6% già con l’arrivo dell’estate. A dirlo sono le ultime rilevazioni del Termometro Italia, indagine per monitorare l’impatto del Covid19 avviata nel marzo 2020 da Innovation Team, la società di ricerca del Gruppo Cerved, e che oggi prosegue per rilevare come le famiglie vivono la ripresa, l’inflazione e le tensioni internazionali, e che percezione hanno del futuro. L’indagine periodicamente intervista oltre 500 capifamiglia ed espande i dati all’universo delle famiglie italiane (26 milioni) in funzione di area geografica, tipologia familiare e professione della principale fonte di reddito. “Le preoccupazioni legate alla guerra e all’inflazione si ripercuotono sulle aspettative economiche – commenta Enea Dallaglio, partner di Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved -: da qui a un anno, 6 famiglie su 10 (59,8% del campione) si aspettano un peggioramento nella condizione del Paese, in netto aumento rispetto a un mese fa; 3 su 10 temono anche per la propria situazione familiare, e il 23,5% per il lavoro, dato stabile da gennaio. L’effetto più evidente dell’aumento del costo delle materie prime è quello sulle utenze e sul carburante: per quasi 1 intervistato su 2 (circa 48%) l’impatto del caro bollette è stato grave o molto grave e per un altro 40% è stato abbastanza grave (i più colpiti sono ovviamente i nuclei a basso reddito). Una famiglia su tre trova che gli aumenti dei beni di consumo stiano pesando seriamente sulla propria capacità di spesa, mentre solo per il 17,7% gli effetti sono trascurabili”. Come conseguenza diretta dell’inflazione, negli ultimi tre mesi è peggiorata la situazione economica delle famiglie e la loro capacità di risparmio, con effetti importanti sulle abitudini di spesa: il 55,5% ha ridotto tutti gli acquisti, facendo anche rinunce importanti, il 19,8% ha messo in secondo piano la qualità. Sono rimaste stabili le abitudini solo del 24,6% degli intervistati, con picchi oltre il 30% per le coppie con figli adulti, le famiglie ad alto reddito e la fascia di età tra i 56 e i 65 anni. Anche la capacità di risparmio è diminuita negli ultimi tre mesi per il 37,7% delle famiglie, in particolare quelle con redditi complessivi inferiori ai 20.000 euro netti all’anno, monocomponenti e che abitano in grandi città, ma non metropoli. Quanto al futuro, il sentiment continua a essere negativo, benché siano cambiate le ragioni di questo pessimismo: due famiglie su tre si attendono di vivere dei mesi difficili o molto difficili, fatti di molte rinunce (quota di fatto stabile da novembre), mentre solo una su tre ritiene di poter affrontare l’immediato futuro con serenità, in lieve aumento rispetto alla rilevazione di gennaio. D’altro canto, il calo dei contagi e l’allentamento delle restrizioni hanno portato un netto miglioramento nella percezione degli impatti della pandemia sul reddito familiare: sono scese di quasi 9 punti percentuali da gennaio le famiglie (55,5%) che dichiarano di avere subito conseguenze economiche pesanti dalla pandemia, e più di una famiglia su due afferma di essere riuscita a far fronte agli imprevisti con il reddito a disposizione (di fatto la quota più alta da aprile 2020 e in crescita dalla rilevazione di gennaio), mentre il 48,3% ha dovuto attingere ai risparmi, il 18,4% in maniera consistente.

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