Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 18 marzo 2022

Ucraina: Serracchiani (Pd), Putin blasfemo esalta la morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

“Citare la Bibbia per esaltare morte e distruzione seminate su una popolazione inerme è uno degli atti più blasfemi che si possano commettere. Noi non possiamo smettere di impiegare la massima energia per fermare questa barbara aggressione, che è una sfida al mondo libero e democratico. Sono enormi i danni che Putin sta facendo all’Europa e al popolo russo con la sua folle guerra, ma ricadranno su di lui”. E’ il commento della presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani alla citazione della Bibbia, fatta da Vladimir Putin allo stadio di Mosca, “Non c’è amore più grande di dare la propria vita per i propri amici”.

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Benzina: bozza accise, giù di 8,5 cent per 1 mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Secondo una bozza di decreto ministeriale analizzata dall’Ansa, il taglio delle accise contro il caro-carburanti sarebbe di 8,5 cent per un mese.”Una vergogna! Se la riduzione fosse confermata si tratterebbe di una presa in giro degli italiani. Una beffa e un insulto per chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Ma soprattutto un calo che non servirà a bloccare le speculazioni in corso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In pratica, conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di poco più di 10 cent, 10,37 cent, ossia, prendendo gli ultimi dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti non scenderebbero nemmeno sotto i 2 euro, né la benzina che arriverebbe a 2,081 euro né il gasolio che si attesterebbe a 2,051 euro. Per il servito, ovviamente, sarebbe ancora peggio. Insomma, si tratta di un’elemosina” conclude Dona.

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Russia and China: The alternative world order

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

We have taken two bites at the story of how Vladimir Putin’s invasion of Ukraine is upending world affairs. Some argue that, because of the war, China will build on a friendship with Russia that knows “no limits”, to create an axis of autocracy. Others counter that America can shame China into breaking with Russia, isolating Mr Putin. In our cover leader, we argue that neither scenario is likely. The deepening of ties with Russia will be guided by cautious self-interest, as China exploits the war in Ukraine to hasten what it sees as America’s inevitable decline. The focus at all times is its own dream of establishing an alternative to the Western, liberal world order. Our second leader explores what that means for the world economy. If you look beyond the chaos, Mr Putin’s warmongering raises a question about globalisation that is uncomfortable for free-traders such as The Economist. Is it prudent for open societies to conduct normal economic relations with autocratic ones, such as Russia and China, that abuse human rights, endanger security and grow more threatening the richer they get? In principle, the answer is simple: democracies should seek to maximise trade without compromising national security. In practice, that is a hard line to draw. Russia’s war shows that supply chains need redesigning to prevent autocratic countries from bullying liberal ones. However, the world cannot afford a self-defeating lurch towards self-sufficiency. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Ucraina. La Cina deve scegliere tra 1570 miliardi e 147 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

La Cina deve scegliere tra 1570 miliardi e 147 miliardi di dollari. Il motivo? I numeri del commercio mondiale. L’interscambio commerciale Cina-Russia vale 147 miliardi di dollari, quello tra Cina e Usa vale 750 miliardi e quello tra Cina e Unione europea è di 820 miliardi. Dunque, a fronte di 147 miliardi di rapporti commerciali con la Russia, l’Occidente vale 1.570 miliardi. La Cina rappresenta l’alleato di una Russia ormai sempre più isolata, che potrà vincere una battaglia ma perderà la guerra. Dichiara la Cina che l’amicizia con la Russia è duratura e solida come una roccia. Tra durata e solidità e 1570 miliardi non abbiamo dubbi sulla scelta della Cina. Primo Mastrantoni, Aduc

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L’autore canadese Jean-François Sénéchal in tour in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Grazie al sostegno dell’Ambasciata del Canada in Italia, lo scrittore e antropologo canadese Jean-François Sénéchal sarà nel nostro paese a fine marzo, mese della Francofonia, per una tournée di eventi e presentazioni in cui si parlerà di diversità, di libertà, dell’essere giovani. Dopo essere stato ospite di Scrittorincittà, finalista al Premio Mare di Libri e vincitore del Premio Libro LaAV 2021, l’autore canadese incontrerà i lettori per raccontare Semplice la felicità e il nuovissimo Semplicemente due, primi due volumi di una appassionante trilogia pubblicati da Giralangolo.Chris è il protagonista di entrambi i romanzi: un ragazzo “in ritardo”, come lui stesso si definisce, che dal giorno del suo diciottesimo compleanno si trova a dover affrontare la vita da solo, abbandonato improvvisamente dalla madre. Le sue vicende offrono uno spaccato sulla vita quotidiana di un ragazzo disabile, impegnato a risolvere le sfide di ogni giorno, a coltivare le relazioni con gli altri, a rendersi autonomo nella gestione di casa e lavoro. Ci lasciamo conquistare dal suo modo di essere così immediato, limpido, scanzonato e coraggioso; Chris sa trasmettere una leggerezza e un’arguzia tutte sue, offrendo il suo punto di vista e il suo approccio speciale alla vita facendola sembrare semplice.La sua tournée inizierà̀ da Bra (CN) il 28 marzo per proseguire, con la collaborazione di molti prestigiosi partner, in un viaggio che tra capoluoghi e piccoli centri si snoderà in biblioteche, scuole e librerie. Dopo il Piemonte, il tour toccherà la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana, e si concluderà il 12 aprile a Roma alla Casa delle Letterature.

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Inflazione: Unc, la classifica delle città e delle regioni più care

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, sulla base dei dati diffusi mercoledì scorso dall’Istat.In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione tendenziale di febbraio pari a +6,8%, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 2163 euro, ma che svetta a 3052 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Piacenza dove il rialzo dei prezzi del 7% determina un incremento di spesa pari a 1870 euro per una famiglia media, 2617 euro per una di 4 persone, al terzo posto Forlì-Cesena, dove il +6,7% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 1789 euro per una famiglia tipo e a 2505 euro annui per una di 4 componenti.Appena fuori dal podio Bologna dove si spendono mediamente 1692 euro in più (+6%), al quinto posto Padova (+6,6% pari a +1667 euro), seguono Treviso (+6,5%, +1641 euro), Pistoia (+6,2%, +1615 euro), in ottava posizione Firenze (+5,8%, +1598 euro), poi Trieste (+6,7%, +1587 euro). Chiude la top ten delle città più salate Genova (+6,5%, 1577 euro).L’inflazione più alta d’Italia è quella di Catania, +7,4%, che però, per via della minor spesa in valore assoluto, si colloca “solo” in undicesima posizione con +1566 euro. Quella più bassa d’Italia, invece, è a Cremona (+4,6%, +1265 euro), seguita a ruota da Como (+4,7%, +1292 euro).La città più virtuosa d’Italia, però, in termini di spesa aggiuntiva più bassa, è Macerata, dove in media si spendono 1036 euro in più (+4,8%), seguita da Potenza dove l’inflazione pari a +5,4% determina un esborso addizionale di 1.097 euro, mentre al terzo posto si colloca Campobasso (+5,6%, +1117 euro).In testa alla classifica delle regioni con più rincari, con un’inflazione annua a +6,5%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 1761 euro su base annua, e che vince la classifica con 2523 euro per una famiglia di 4 persone. Segue la Valle d’Aosta, dove la crescita dei prezzi del 5,9% implica un’impennata del costo della vita pari in media a 1500 euro e a 2478 euro per una famiglia di 4 componenti. Al terzo posto la Liguria, +6,4%, con un rincaro annuo di 1435 e 2368 euro.Le regioni più convenienti: Sardegna (+6,1%, +1204 euro in media), Campania (+5,8%, +1162 euro) e Puglia (+6,2% e 1179 euro). La regione con l’inflazione più elevata, comunque, è la Sicilia con +6,8% (+1313 euro, +1820 euro per una famiglia di 4 persone).”Anche considerando il minor salasso annuo, quello di Macerata, nessuna famiglia in Italia ha guadagnato in un anno 1036 euro in più. Gli italiani, insomma, si stanno pesantemente impoverendo e questo avrà effetti nefasti sui consumi e sulla ripresa economica del Paese. Per questo è importante che il Governo oggi intervenga con misure serie per calmierare i prezzi e il primo provvedimento da prendere è quello di ridurre i prezzi dei carburanti che incidono su tutta la merce trasportata e ricadono sui consumatori finali, abbattendo le accise di benzina e gasolio di almeno 50 centesimi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Concerto: Schubert e Haydn col Qr Henao

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Roma mercoledì 23 marzo alle 18.00 nella stagione di concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) il giovane e promettente Quartetto Henao, già affermatosi in Italia, Europa e Asia, esegue due capolavori di Haydn e Schubert.Il Quartetto Henao è formato da un colombiano, una coreana e due italiani ed è nato nel 2014 a Roma, dove i quattro giovani strumentisti seguivano i corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Apre il concerto il Quartetto in sol maggiore di Joseph Haydn, il quinto dei sei dell’op. 33, scritti nel 1781-1782, gli anni della piena maturità del compositore austriaco, che è giustamente considerato l’inventore del quartetto per archi classico, ritenuto la forma più rappresentativa e più della musica da camera. Questo quartetto in particolare ha un carattere solare e sereno, che ne fa una vera celebrazione della pura bellezza della musica, ma che non si nega qualche elemento scherzoso, umoristico e teatrale.Segue il Quartetto in re minore “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, che lo scrisse nel 1824, quasi contemporaneamente ad altri due quartetti, che sarebbero rimasti gli ultimi da lui composti, prima di essere stroncato da una morte precoce nel 1828. Pensando alla sua morte avvenuta a soli trentuno anni, può sembrare quasi una premonizione che questo Quartetto prenda spunto da Der Tod und das Mädchen (in italiano La morte e la fanciulla), un brano per voce e pianoforte scritto da Schubert nel 1817. Il testo di quella breve composizione era un dialogo tra la Morte e una fanciulla, che dapprima resiste alla volontà della Morte di portarla con sé, poi si rassegna quasi serenamente (“io non sono crudele, nelle mie braccia dormirai dolcemente”, le dice la Morte) al suo destino. Schubert riutilizzò la melodia principale di quel brano specialmente nel secondo movimento del Quartetto, che ha un tono di fondo drammatico, ma con qualche parentesi di serenità. Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00. http://www.romasinfonietta.it

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Festival di cortometraggi “Primavera d’Oriente Cinema Award”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Perugia lunedì 21 marzo 2022, alle ore 09:00, presso l’Aula Magna di Palazzo Gallenga, conferenza stampa di annuncio del festival di cortometraggi “Primavera d’Oriente Cinema Award”, organizzato da Salentino Group, Umbria Film Commission e Università per Stranieri di Perugia.L’iniziativa prevede il coinvolgimento di 14 università dell’Est asiatico, che oltre a partecipare al contest si incontreranno per la definizione di comuni progetti di formazione e interscambio. Saranno presenti alla Conferenza stampa Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Francesco Maria Diaz, direttore del Festival, Antonio Catolfi, professore associato di cinema, fotografia e televisione presso l’Università per Stranieri di Perugia, Federico Giordano, ricercatore presso Università per Stranieri di Perugia, Takeshi Tajo, docente di lingua e cultura giapponese presso l’Università per Stranieri di Perugia, Daniele Corvi, direttore artistico del Love Film Festival, Maria Rosi, membro della Cda di Umbria Film Commission, e Francesca Vittoria Renda, consigliera del Comune di Perugia con delega alle produzioni cinematografiche.

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GAM Investments – La Musa dei Mercati

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Commento a cura di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM (Italia). Le notizie che arrivano dall’Ucraina e la recrudescenza del coronavirus in Asia aumentano il pessimismo sui mercati finanziari. Provvidenziali le parole delle autorità cinesi che ridanno fiato al mercato azionario. Il risultato del consueto sondaggio mensile di Bloomberg, uscito nei giorni scorsi, riflette le paure provocate dalla guerra in Ucraina, dall’impennata dei prezzi delle materie prime e dal cambio di politica monetaria delle Banche Centrali. Gli strategist hanno tagliato sensibilmente le stime sulla performance dell’azionario europeo per fine anno. Un’inflazione più alta e prolungata nel tempo e la contemporanea revisione al ribasso della crescita economica in molte aree rendono più complessa la situazione. La guerra e la nuova accelerazione dei contagi da coronavirus potrebbero, inoltre, causare ulteriori carenze di approvvigionamento di materie prime, peggiorando le prospettive già precarie. In questo contesto sono riemerse le tensioni tra Pechino e Washington. Le speranze di vedere la Cina in un ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina sono sembrate svanire per i sospetti americani di un possibile sostegno alla causa russa. Pechino, dopo aver dichiarato come priva di fondamento l’accusa, ha ribadito la necessità di massima moderazione e comprensione delle legittime preoccupazioni di tutte le parti, avallando implicitamente i timori della Russia per l’allargamento a est della Nato. Il mercato ha reagito negativamente alle conclusioni del lungo colloquio, temendo possibili sanzioni economiche alla Cina e la cancellazione delle società cinesi dai listini americani. L’accelerazione al ribasso è stata brutale, l’Hang Seng è arrivato a perdere oltre il 24% da inizio anno e circa il 40% dai massimi del 2021. Le autorità cinesi, consapevoli che un mercato azionario in caduta libera avrebbe compromesso il raggiungimento degli obiettivi economici, hanno agito in maniera decisa. L’intervento concertato è stato propiziato dalla riunione del Comitato per la Stabilità Finanziaria e lo Sviluppo, guidato dal vicepremier Liu He, responsabile anche della politica economica. Il Comitato intende rilanciare l’economia, assicurare la stabilità dei mercati, supportare le quotazioni azionarie all’estero, ridurre i rischi del settore immobiliare e completare rapidamente il giro di vite sulle Big Tech. Yi Gang, governatore della People’s Bank of China, ha aggiunto che la banca centrale aiuterà l’implementazione di tali politiche, supportando le compagnie assicurative che intenderanno aumentare gli investimenti in azioni. Le prime reazioni del mercato finanziario sono state veementi, i titoli più penalizzati hanno segnato rialzi in molti casi a due cifre. Per rendere duraturo il movimento e non catalogarlo come un semplice rimbalzo tecnico è però necessario che le parole si trasformino in fatti concreti, in modo da far ritrovare fiducia agli investitori e invertire la rotta al listino.

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“Capital Group: veicoli elettrici, riuscirà il settore dell’automotive a stare al passo con il cambiamento?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

A cura di Julie Dickson, Investment Director di Capital Group. La penetrazione di mercato dei veicoli elettrici (EV) in Europa ha visto un aumento di cinque volte negli ultimi due anni, passando dal 4% al 20%. Questa accelerazione è stata in gran parte guidata dalla regolamentazione e dagli incentivi. Gli stati europei hanno introdotto maggiori sussidi all’acquisto dei veicoli elettrici come parte di un più ampio pacchetto di stimoli per salvare l’economia dalla pandemia. I veicoli elettrici sono anche sulla soglia della redditività grazie al calo dei costi delle batterie e all’ulteriore innovazione che dovrebbe compensare i costi più elevati delle materie prime.Anche la base di acquirenti si sta allargando con il calo dei prezzi e il miglioramento delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, la chiave affinché si raggiunga una adozione di EV di massa è che l’industria crei un EV che sia accessibile e conveniente da possedere e gestire come i tradizionali veicoli con motore a combustione interna (ICE).La Cina – il più grande mercato automobilistico a livello globale sia per gli ICE che per gli EV – l’anno scorso ha venduto più di tre milioni di EV, che è circa la metà di tutte le unità EV vendute a livello globale. Mentre la Cina ha cercato di diventare un produttore ICE di successo per oltre tre decenni, i marchi stranieri costituiscono più del 70% del mercato cinese oggi. Al contrario, i marchi cinesi hanno più dell’80% della quota di mercato EV, guidato da aziende come BYD e Shanghai Auto così come le start-up come NIO. Nonostante sia entrata nel mercato solo due anni fa, Tesla è l’unico marchio EV straniero in Cina a fare progressi significativi, avendo venduto mezzo milione di unità nel 2021.Nonostante i notevoli progressi, le sfide persistono. Ci sono preoccupazioni che la recente carenza di semiconduttori possa rivelarsi il primo di una serie di colli di bottiglia mentre i produttori di EV aumentano la produzione. Le case automobilistiche hanno risposto alla carenza di chip cercando di integrarsi verticalmente o di assicurarsi la fornitura tramite partnership. La gestione della catena di approvvigionamento e la garanzia di accesso alle risorse necessarie saranno cruciali per le aziende automobilistiche nei prossimi anni.Poiché un numero crescente di persone possiede dei veicoli elettrici, è probabile che la domanda di punti di ricarica per veicoli elettrici superi l’offerta. Dobbiamo considerare l’impatto di questa domanda aggiuntiva sulla fornitura elettrica e sulla capacità di erogare specifici incentivi. Come tale, i governi devono lavorare a stretto contatto con le società dei servizi e i produttori di auto per creare una rete di ricarica che sia adatta allo scopo. I servizi di pubblica utilità devono sviluppare un piano strategico per consentire e permettere una maggiore fornitura e distribuzione di elettricità, così come la possibilità per le auto di essere caricate in luoghi diversi – per esempio, abbiamo bisogno di punti di ricarica più lenti vicino a casa e al lavoro, e punti di ricarica più veloci sulla rete stradale.Per le aziende automobilistiche tradizionali, la transizione presenta tensioni significative. Gli ICE sono estremamente complessi, ma al contrario gli EV sono meccanicamente semplici con solo una batteria, un motore elettrico, un inverter e una trasmissione a una velocità. Questo significa che il costo fisso per la produzione di un EV è molto più basso di un ICE, rendendolo un business più facile da scalare. Tuttavia, i veicoli elettrici richiedono investimenti nel software e nell’architettura elettronica. I produttori di auto tradizionali devono spendere molti soldi per specializzarsi nei software. D’altra parte, hanno il vantaggio di generare profitti e flussi di cassa dal loro business ICE, così come una lunga storia di costruzione di automobili, che però nel tempo può diventare più di uno svantaggio a causa della complessità di dover investire sia in ICE che in EV. Le opportunità esistono in particolare per le aziende tecnologiche che potranno collaborare con i produttori dove i software diventeranno un fattore di differenziazione. I veicoli elettrici che possono offrire un’esperienza davvero soddisfacente in un veicolo connesso potrebbero essere opportunità di monetizzazione molto concrete per i produttori. Così come, c’è una maggiore probabilità che aziende come Apple, Alphabet e Sony entrino nel mercato dei veicoli elettrici e cerchino di fornire i software che stanno alla base dei veicoli elettrici. Tuttavia, dato il numero di aziende automobilistiche, sia ICE che EV, questa è una struttura industriale che è sia subottimale che improbabile che cambi. Pertanto, queste aziende tecnologiche, molte delle quali sono abituate a dominare l’industria in cui operano, possono anche trovare l’industria automobilistica meno attraente dei loro mercati principali.I veicoli elettrici sono sulla soglia della redditività, e gli investitori possono aspettarsi di vedere una vasta gamma di opportunità di investimento in molti settori da questo processo di trasformazione. Nonostante questo slancio, risolvere le sfide presenti in fatto di adozione di massa del mercato rimane la sfida chiave da affrontare per l’industria.

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Guerra Russia-Ucraina e informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

“Un’accortezza la userei: parlerei di meno e farei di più. Tutto avviene alla luce del sole. Ma comunicare la tipologia di armi, la destinazione, o informare sulle sanzioni al millimetro sono tutti dati che possono essere utili alla controparte”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia dagli studi di Agorà. Sui possibili sviluppi delle trattative, Rampelli ha precisato: “Se non c’è resistenza non ci sono negoziati. Ci auguriamo tutti che le trattative si facciano e siano efficaci. Ma in questa fase ci sembra di capire che la Russia voglia aumentare il suo peso contrattuale e il posizionamento dei carrarmati lo dimostra”. Interpellato sull’accoglienza, il vicepresidente ha chiarito: “Nessun equivoco su questo. Lo abbiamo sempre sostenuto. Fratelli d’Italia non ha posto ostacoli all’accoglienza dei profughi ucraini, che sono profughi veri perché stanno scappando dalla guerra. Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità sollecitando anche una semplificazione burocratica perché le procedure sono piuttosto complicata. Ora più che mai bisogna distinguere i rifugiati politici dai migranti economici. Non è un caso che di fronte a questa tragedia planetaria, sembra che i trafficanti di uomini abbiano sospeso le attiività”. https://fidest.wordpress.com/2022/03/14/la-pace-dei-popoli-e-quella-di-chi-ci-governa/

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Popolazione residente in calo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Istat fa sapere che la popolazione residente 2021 è -253mila rispetto al 2020 e il saldo naturale nascite-morti è di -310mila. Tutto molto condizionato dalla pandemia ancora in corso, che in due anni ha generato un calo di 616mila unità. Si tratta dello 0,4% di calo della popolazione: al 31 dicembre 2021 i residenti in Italia sono quasi 59 milioni. Dati che fanno preoccupare chi ritiene che i saldi demografici debbano sempre essere in crescita ma, collocati nelle dinamiche demografiche mondiali in crescita, ci confortano. In Paesi come il nostro le crescite e i cali sono più sotto controllo rispetto alle esplosioni incontrollate dei Paesi del terzio e quarto mondo, esplosioni che, rispetto agli attuali 8 miliardi, sembra che nel 2050 porteranno il Pianeta a 10 miliardi di individui. Numeri che, oltre ad essere problematici lì dove si registrano, lo sono anche perché non possono che alimentare flussi migratori e relative problematiche connesse. Il ruolo del nostro Paese, non contribuendo all’esplosione demografica, è quindi positivo. Non solo, ma gli consente di meglio attrezzarsi per aiutare i Paesi con natalità poco controllate. Dati del genere nel contesto di crisi mondiale per guerra e carenze di materie prime confortano per il solo fatto che non aggiungono problemi a problemi.François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Assegno unico universale in busta paga

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

In vigore dal primo marzo, l’Assegno unico universale è il nuovo sostegno economico che va a sostituire le prestazioni per il nucleo familiare (Assegno per il nucleo familiare – ANF – e Assegni familiari – AF), le misure a sostegno della famiglia, come il bonus premio alla nascita o all’adozione, il bonus bebè, i Bonus tre figli e le detrazioni fiscali finora erogate in busta paga. È diretto a nuclei con figli, a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (a certe condizioni), oppure senza limiti di età nel caso di figli con diversa abilità. Il contributo resta comunque compatibile con eventuali altri sostegni di carattere regionale o comunale, così come con il Bonus nido. Rimane ferma la disciplina degli ANF per gli altri familiari a carico.Ma a chi va il contributo? Il contributo viene erogato direttamente dall’Inps – sull’iban indicato dal richiedente – ed è riconosciuto indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (dipendenti, autonomi, pensionati, non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza). L’importo mensile va da un massimo di 175 euro a figlio per chi ha l’ISEE inferiore a 15mila euro, a un minimo di 50 euro a figlio per tutte le famiglie con ISEE pari o sopra i 40mila euro. La prestazione, avendo carattere universalistico, può essere richiesta anche in assenza di ISEE. In questo caso, l’Assegno sarà calcolato con l’importo minimo previsto dalla normativa. L’assegno spetta, come si legge nelle Faq dell’Inps sul sito dedicato, in presenza delle seguenti condizioni: ● per ogni figlio minorenne a carico, per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza ● per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, che frequenti un corso di formazione o professionale o universitario; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito inferiore a 8mila euro annui, sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale ● per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. Da gennaio è, quindi, stata aperta la possibilità di fare domanda e va ricordato che l’Assegno Unico Universale è versato per un anno, a partire da marzo, fino a febbraio 2023. Per rinnovarlo occorrerà presentare una nuova richiesta. A ogni modo, per quest’anno, chi ha concluso la pratica entro il 28 febbraio 2022 inizierà a ricevere i pagamenti dalla seconda metà di marzo, ma c’è tempo fino al 30 giugno per vedersi riconoscere l’assegno per i mesi arretrati, sempre con decorrenza marzo. Mentre per le domande presentate dopo il 30 giugno, l’assegno spetterà dal mese successivo a quello della domanda. In generale, va ricordato che la domanda deve essere presentata da uno dei due genitori, dal tutore, o anche dal figlio maggiorenne per se stesso, va inoltrata una volta sola per ogni anno di gestione e deve indicare tutti i figli per i quali si richiede il beneficio, con la possibilità di aggiungere ulteriori figli per le nuove nascite. Il conto su cui avviene l’erogazione deve essere intestato al richiedente o all’altro genitore (se viene scelta la ripartizione dell’importo). Nel caso in cui il richiedente sia un figlio maggiorenne l’IBAN deve essere a lui intestato o cointestato. Per chi è in stato di gravidanza il calcolo dell’assegno parte, come visto, dal settimo mese, ma la domanda va presentata dopo la nascita, dopo che è stato attribuito al minore il codice fiscale. Con la prima mensilità di Assegno saranno poi pagati gli arretrati. La domanda si presenta online, accedendo al servizio disponibile sul sito INPS con le proprie credenziali, tramite Patronato oppure rivolgendosi al Contact center INPS. By Francesca Giani (fonte: Farmacista33)

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Covid-19: si fa strada l’ipotesi quarta dose

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

L’inversione di trend della curva epidemica, in risalita, è il dato più significativo degli ultimi giorni stando ai dati diffusi dai monitoraggi dell’Istituto superiore di sanità. Un trend in atto anche in altri Paesi europei oltre che in Cina. In Francia, ad esempio, è stata avviata la somministrazione della quarta dose vaccinale agli over-80 proprio a seguito della lieve ripresa dei contagi, ma al contempo è stata confermata da lunedì la fine delle restrizioni, fra cui l’obbligo di mascherina al chiuso e il possesso del super green pass. E la situazione peggiora anche in Germania, con circa 250 vittime al giorno. Una situazione che appare sotto controllo probabilmente dovuta sia alla maggiore diffusività di Omicron sia all’allentamento delle misure. In questo quadro, si ragione di strategie future e dell’opportunità di una quarta dose vaccinale anche sulla base del numero di reinfezioni. Occorre cioè decidere, ha spiegato Guido Rasi, consulente del commissario all’emergenza Figliuolo, «se impegnarsi a ridurre il numero di reinfezioni, per evitare le ricadute sociali ed economiche, oppure valutare che sia preferibile concentrare gli sforzi sulle terapie disponibili». Un monitoraggio attento, ha concluso, «ci dirà se dovremo ragionare di continuare con questo vaccino, cercarne migliori o se si possa convivere così». «La quarta dose di vaccino anti-Covid c’è già per gli immunodepressi in Italia. Questo serve oggi. Per andare oltre” queste categorie “credo non ci siano evidenze sufficienti. Quindi aspettiamo un attimo». È la riflessione di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), rispetto al capitolo “secondo booster” su cui alcuni Paesi stanno avanzando. Come il Regno Unito che si prepara a un nuovo richiamo agli ultra 75enni, agli immunodepressi e agli ospiti delle case di riposo nelle prossime settimane, come suggerito di recente dai consulenti medici dell’esecutivo e come confermato da Sajid Javid, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson. Per valutare l’opportunità di una quarta dose, ha sottolineato Rasi, sarà dunque cruciale valutare parametri come «il livello dell’infezione, l’immunità della popolazione e la valutazione di una decisione a livello sociale se anche un 10-20% di protezione contro l’infezione diventi essenziale o no». Secondo Rasi, è necessario pertanto capire «quanto e chi si reinfetta e anche quanto siamo in grado, senza struttura commissariale di somministrare dosi vaccinali per ottenere l’obiettivo di rallentare una eventuale ondata». Ma «viceversa – ha rilevato – potremmo anche iniziare a pensare che c’è una sufficiente immunità cellulare nella popolazione e focalizzarci sulle cure che oggi ci sono, velocizzando gli aspetti burocratici di accesso alle cure». Terza ipotesi, «ma non me la aspetto per settembre o ottobre – ha concluso – è che ci sia un vaccino che dia finalmente una immunità che prevenga anche il contagio da Covid, perché già abbiamo vaccini che prevengono la malattia grave». (fonte Doctor33)

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Nasce il Gruppo Bonfiglioli Consulting

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Bonfiglioli Consulting e Octagona annunciano di aver siglato l’accordo che formalizza la nascita di uno dei pochi gruppi italiani di consulenza a vocazione internazionale, di supporto alla crescita e a una maggiore competitività delle imprese. Con questa operazione, Bonfiglioli Consulting acquisisce la maggioranza di Octagona (51%). Nasce così il Gruppo Bonfiglioli Consulting – Octagona con un fatturato che nel 2022 si prevede a quota 10 milioni di euro.L’intesa, che sigilla una collaborazione avviata nel febbraio 2017, ha l’obiettivo di creare un interlocutore unico per tutte le realtà italiane che aspirano a una crescita internazionale e al miglioramento continuo della propria catena del valore. Il Gruppo Bonfiglioli Consulting – Octagona mira, infatti, a diventare il punto di riferimento per un posizionamento competitivo delle imprese italiane, sostenibile nel tempo, attraverso innovazione, miglioramento continuo e presenza diretta sui mercati internazionali. L’integrazione delle due società dà vita al Gruppo Bonfiglioli Consulting – Octagona che conta una presenza internazionale con 12 uffici in 3 continenti, oltre 100 collaboratori diretti e più di 300 progetti conclusi annualmente con successo. Per il futuro, il programma di sviluppo prevede l’apertura di una nuova sede in Corea, un investimento in risorse per rafforzare il team in Usa e l’obiettivo di arrivare a un fatturato di 15mln di euro nel giro di tre anni. Nata nel 1973 quando fu una delle prime realtà a portare in Italia la “lean production”, oggi Bonfiglioli Consulting, con 65 dipendenti e oltre 250 progetti portati a termine nel 2021 per un valore complessivo di 8 milioni di euro, rappresenta una delle poche società di consulenza interamente italiane focalizzate sul miglioramento continuo delle operation e sull’efficientamento dei costi. Tra i progetti in corso, l’ottimizzazione della supply chain negli stabilimenti Campari di Novi Ligure e di Kingston; la creazione di un sistema di monitoraggio digitale delle performance del servizio di manutenzione nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0; un percorso di operational excellence per i siti in Italia, Uk e Usa di Diasorin. Con oltre 850 imprese supportate, Octagona è oggi tra le prime cinque società italiane specializzate in servizi di international business al fine di accompagnare le aziende nel loro processo di espansione globale grazie a relazioni internazionali durature e solide sviluppate nel corso degli anni, a una esperienza locale pluriennale e a una stabile rete di collaboratori locali nei Paesi di destinazione (USA, India e Vietnam). Tra le realtà con cui ha collaborato spiccano nomi come Dainese, il noto brand italiano di equipaggiamento tecnico per sport dinamici; System, oggi Coesia, specializzata in soluzioni industriali e di packaging; e Marchesini Group, leader nella fornitura di linee complete e macchine singole per il confezionamento di prodotti farmaceutici e cosmetici. (abstract)

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GAM: Perché il conflitto Russia-Ucraina potrebbe avere delle implicazioni inaspettate

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

A cura di Julian Howard, Lead Investment Director, Multi Asset Portfolios di GAM Investments. Anche il giorno dell’invasione della Russia, il Nasdaq ha terminato la giornata in rialzo del 3,4%, quando sono arrivate le notizie che le unità russe si stavano avvicinando alla capitale ucraina Kiev. In questo senso, quest’ultima guerra sta apparentemente seguendo il copione del’Iraq. Ma le somiglianze possono anche essere ravvisate per quanto riguarda alcuni aspetti scomodi. . L’Ucraina è relativamente ben armata e determinata e l’Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS) ha suggerito che i vantaggi della Russia possono svanire nel contesto di un conflitto urbano. Un’insurrezione prolungata che infuria alle porte dell’Europa può alimentare il nervosismo degli investitori, insieme alle sanzioni che l’Occidente sta imponendo a un paese con mercati relativamente solidi. Più palpabile sarà l’impatto inflazionistico dell’invasione e delle sue conseguenze. I prezzi del petrolio e del gas hanno subito un’impennata a causa delle preoccupazioni per le forniture, dato che la Russia è uno dei principali produttori che fornisce quasi la metà del gas naturale all’Europa, anche attraverso oleodotti, con alcuni dei quali che attraversano la stessa Ucraina. L’effetto sui consumatori sarà probabilmente significativo. Questo è importante soprattutto per l’effetto sull’economia reale. La disoccupazione e l’inflazione insieme sono state usate dagli economisti per costruire un “Misery Index” statunitense che è correlato inversamente al sentiment dei consumatori e ha profonde implicazioni sulla sull’eventuale prosecuzione della crescita economica. Mentre la disoccupazione è relativamente bassa oggi, l’inflazione core è al 7,5%, come nell’ultima rilevazione di gennaio del Bureau of Labor Statistics, aumentando le difficoltà complessive per i consumatori anche se l’occupazione rimane alta.Ci aspettiamo che le conseguenze dell’invasione abbiano un impatto sulla crescita economica globale sia nel breve sia nel lungo periodo. Se c’è un aspetto positivo in questa fosca prospettiva, è che l’accresciuta incertezza economica potrebbe spingere la Federal Reserve degli Stati Uniti (Fed), la Banca d’Inghilterra a rivalutare la necessità di alzare aggressivamente i tassi di interesse.Riteniamo che l’invasione dell’Ucraina potrebbe dissuadere le principali banche centrali dal loro desiderio recentemente espresso di aumentare i tassi di interesse. Nel frattempo, i tassi a lungo termine, che sono già scesi sotto l’1,9% nel caso del rendimento del Treasury USA a 10 anni, all’8 marzo 2022, potrebbero scendere ulteriormente nel medio termine per riflettere la minore crescita. Questo potrebbe restituire forza ai prezzi degli asset dopo la volatilità vista finora quest’anno, a nostro avviso.Riteniamo che il ripristino di un contesto di bassa crescita e di bassi tassi d’interesse si tradurrebbe probabilmente in un rinnovato sostegno agli asset di lunga durata, come i titoli di stato e le azioni di tipo growth, compresa la tecnologia. Gli investitori potrebbero desiderare la relativa semplicità dell’invasione statunitense dell’Iraq di quasi 20 anni fa, ma le profonde implicazioni dell’invasione russa dell’Ucraina – per quanto tragica a livello umanitario – potrebbero ancora intervenire in modi inaspettati.

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ASFOR accredita il Master in HR & Organization di Rome Business School

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Rome Business School, istituto di formazione post-universitaria parte del network Formación y Universidades di De Agostini e Grupo Planeta, ha ottenuto l’accreditamento ASFOR per il Master in HR & Organization. ASFOR, l’Associazione Italiana per la Formazione è il più importante ente in Italia a misurare l’eccellenza dei percorsi formativi post-laurea ed executive education. L’Associazione segue i più rigorosi standard internazionali e valuta in conformità con le indicazioni elaborate a livello globale nel contesto degli organismi associativi di settore quali AACSB, EFMD, EQUAL.Il riconoscimento è stato conseguito dopo un’analisi molto rigorosa, della durata di 10 mesi, che ha riguardato diversi aspetti quali la procedura di ammissione, il percorso didattico, i docenti e il direttore del programma, lo sviluppo personale degli allievi e il career service, la struttura e gli aspetti organizzativi, il sistema di assicurazione e qualità, la sostenibilità economica e finanziaria del Master e l’istituzione in sé. A esaminare: il consiglio direttivo, la commissione di accreditamento e il team di verifica composto da tre revisori nominati dalla commissione, che hanno assegnato al Master un punteggio medio di 4 su 5 su tutte le variabili prese in considerazione.In fase di valutazione, è stato riconosciuto il valore, la solidità e la qualità dell’offerta formativa, in particolare la professionalità del corpo docente, l’eccellente direzione del programma, l’efficace operato del Career Services per lo sviluppo professionale degli studenti e l’internazionalità di RBS. In particolare, ASFOR ha apprezzato molto il contesto internazionale nel quale opera Rome Business School; non solo perché RBS è una delle scuole italiane più internazionali (il 60% gli studenti stranieri) ma anche perché essendo parte del Grupo Planeta, gli studenti possono usufruire di importanti opportunità di scambi internazionali e di programmi di studio condivisi con gli altri istituti di formazione del gruppo. ASFOR ha inoltre sottolineato come RBS sta crescendo e sta evolvendo costantemente grazie all’utilizzo di procedure organizzative replicabili, sia per quanto riguarda la gestione di diversi programmi, che nella standardizzazione delle proprie attività.Il Master non sono ha un respiro internazionale, volto a formare HR Manager in grado di dirigere imprese in tutto il mondo, ma è orientato a una crescita a tutto tondo, con l’obiettivo di coprire a 360 gradi le necessità formative degli studenti che saranno formati per riuscire a creare una strategia completa di HR all’interno di diverse tipologie di organizzazioni; pianificare e implementare un programma di selezione e assunzione; eseguire programmi di formazione e sviluppo; comprendere molteplici modelli organizzativi; implementare e gestire le risorse umane digitali; e tenere il passo con le ultime tendenze, le best practices e i trend futuri del settore.Con questo Master, Rome Business School risponde alla continua evoluzione del mondo del HR, anche alla luce delle nuove sfide poste dalla pandemia e dalle nuove dinamiche di lavoro e al modo di rapportarsi in azienda. Il Master ha infatti un particolare focus su Digital HR e Tech, Talent Management e Human & Organizational Behavior. Mette inoltre a disposizione i Practice LAB, laboratori pratici insieme a EY, Company Visits con top player mondiali come Coca-Cola HBC, e tutte le opportunità offerte dal Corporate Advisory Board di RBS di cui sono parte aziende e multinazionali come Microsoft, Amazon, EY, Deloitte, Valentino, Warner Media, e molte altre ancora. A completare l’offerta formativa del Master sono: il Leadership Program, dove gli studenti approfondiscono tecniche di collaborazione, intelligenza emozionale e persuasione, e gli International Bootcamps nella Silicon Valley, a Barcellona e Parigi, dove poter applicare le conoscenze acquisite in contesti di business realistici.L’ambito HR offre molte possibilità di crescita professionale e ha bisogno di giovani preparati ad affrontare le nuove sfide. Questo Master è disegnato per coloro che sono pronti ad uscire dalla propria confort zone per creare, innovare e trovare soluzioni in business di portata internazionale.

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Un plafond da 470 milioni € a sostegno delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Sono le Piccole e Medie Imprese (con meno di 250 dipendenti) per almeno il 50% e le “Midcap” (aziende con un organico inferiore alle 3 000 unità) i beneficiari di una nuova operazione a favore dell’economia reale, che BNL BNP Paribas ha realizzato con il Gruppo BEI, che comprende la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI). L’operazione è sostenuta dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI), il principale pilastro del Piano di investimenti per l’Europa. Si chiama “Minerva 2” ed è tecnicamente una “cartolarizzazione sintetica” (cioè senza cessione di asset) su un portafoglio di prestiti performing della Banca. Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) ha rilasciato una garanzia su una tranche da circa 94 milioni di euro, con controgaranzia BEI, e ciò consente a BNL di erogare nuovi finanziamenti a tasso agevolato per un plafond di 470 milioni di euro, destinato alle aziende italiane che, nella delicata fase di rilancio del Paese, si trovano a far fronte agli effetti generati dalla Pandemia sull’economia e sul settore imprenditoriale. Si tratta della quarta operazione fra BEI e il Gruppo BNP Paribas, di cui due con la capogruppo BNP Paribas e due con BNL. A fronte di ciò, con complessivi 402 milioni di euro di garanzia, saranno attivati nuovi finanziamenti alle imprese per circa 2 miliardi di euro. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “Accolgo con favore questo accordo volto a finanziare le piccole e medie imprese italiane, sostenuto dal Piano di investimenti per l’Europa e basato sulle garanzie della BEI e del FEI. I finanziamenti messi a disposizione con questa operazione permetteranno alle imprese di continuare il loro percorso di ripresa economica dopo la crisi pandemica, creando e sostenendo posti di lavoro.” Con l’operazione Minerva 2, BNL BNP Paribas e il Gruppo BEI proseguono nella collaborazione che aveva già portato alla positiva esperienza di “Minerva 1” nel 2018, grazie al supporto dell’EFSI per rilanciare la crescita e l’occupazione in ambito europeo. Minerva 2 è una delle prime operazioni sintetiche ad aver ottenuto il riconoscimento STS (Semplici, Trasparenti e Standardizzate), che risponde ad un framework normativo per le cartolarizzazioni introdotto di recente dal legislatore comunitario; esso punta a garantire l’adeguatezza di tali prodotti differenziandoli da strumenti finanziari più complessi e rischiosi e assicurando nel contempo alla banca cedente un beneficio di ordine patrimoniale.

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Covid-19, ecco come funziona il rischio di trasmissione familiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Secondo uno studio condotto in Tennessee e Wisconsin (Stati Uniti), sia i bambini che gli adulti di tutte le età possono trasmettere il SARS-CoV-2 e sono suscettibili all’infezione.Una suscettibilità che, come mostrano i dati, non varia tra le diverse età. Ciò che appare un po’ diversa invece, è la probabilità di un ulteriore contagio nel nucleo familiare, e cioè il rischio di trasmissione a seconda dei membri della famiglia infettati. In breve, se a infettarsi è un adolescente (12-17 anni), le probabilità di un ulteriore contagio sono le più basse osservate, se invece il primo caso di infezione è una persona anziana (65 anni o più), le probabilità sono le più alte.«Questo studio prospettico ha esaminato l’associazione dell’età con la trasmissione domestica di SARS-CoV-2, affrontando sia l’età del caso primario (rischio di trasmissione) sia le età dei contatti domestici (suscettibilità)» scrivono i ricercatori su Pediatrics. Nello studio, effettuato tra aprile 2020 e aprile 2021, sono stati identificati 226 casi primari di infezione da SARS-CoV-2, seguiti per 14 giorni per valutarne i sintomi e gli eventi di trasmissione secondaria. In seguito ai casi primari, si sono verificate 198 altre infezioni tra i 404 contatti familiari. Si è osservato che quando si ammalava un adolescente tra i 12 e i 17 anni, le probabilità che il virus si diffondesse, e cioè il rischio di infezione secondario (SIR), erano del 26%. Quando il contatto primario era una persona di 65 anni o più, le probabilità arrivavano al 76%. Il SIR nei contatti familiari era significativamente più basso quando il caso primario aveva tra i 12 e i 17 anni rispetto a quando aveva tra i 18 e i 49 anni (risk ratio 0,42). Non sono state osservate differenze significative nel SIR a seconda dell’età dei contatti. Il SIR variava dal 36%, tra i contatti con età di almeno 65 anni, al 53%, tra quelli di 5-11 anni. Inoltre, vi erano probabilità maggiori che il contagio avvenisse tra coetanei che tra individui con diversa età. Infine, la frequenza e la durata dei sintomi risultava simile tra i gruppi di età considerati.«Abbiamo osservato che bambini e adulti di tutte le età possono trasmettere e sono suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2. Non c’erano differenze significative nella suscettibilità al SARS-CoV-2 a seconda del gruppo d’età, dai bambini in età prescolare agli adulti anziani» scrivono gli autori, i quali ammettono i diversi limiti dello studio. «Sono necessarie ulteriori ricerche per capire i comportamenti e le interazioni correlate all’età nei nuclei familiari in relazione alla probabilità di trasmissione per età concludono. (Fonte Doctor33)»

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