Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Opportunità nel mercato obbligazionario tra il conflitto in Ucraina e le azioni restrittive delle Banche Centrali

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

A cura di Robert Tipp, Managing Director, Chief Investment Strategist, and Head of Global Bonds di PGIM Fixed Income Le nostre previsioni per il 2022 erano concentrate sulla forza della crescita globale, soprattutto nel mondo sviluppato. Negli Stati Uniti e nella zona euro avevamo previsto una crescita superiore al trend, rispettivamente del 3,6% e del 4,3%. Al contrario, dopo la forte ripresa della Cina dopo i lockdown ci aspettavamo che la crisi immobiliare in corso smorzasse la crescita della seconda economia mondiale al 4,5% per il 2022. Tuttavia, a seguito del conflitto, queste stime sono state riconsiderate, soprattutto per l’area euro in quanto grande importatore di energia con una forte dipendenza dal gas russo. Il trend nella crescita dell’inflazione dei prezzi al consumo ha accelerato quest’anno, dato che il conflitto ha posto ulteriori pressioni al rialzo del costo dell’energia, del cibo e di altre materie prime. Nonostante il rapido aumento delle aspettative di inflazione a breve termine, i mercati stanno mantenendo la fiducia nel controllo dell’inflazione a lungo termine. Per esempio, anche dopo gli effetti della crisi Russia/Ucraina, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono vicine alle medie dal 2005. Questo suggerisce che i mercati rimangono fiduciosi che la Federal Reserve e altre banche centrali possano domare l’inflazione con un irrigidimento della politica monetaria. Un’inflazione storicamente elevata, un insieme di banche centrali “falco” determinate a rispettare i mandati di stabilità dei prezzi e una prospettiva di crescita economica moderata, offuscata dal caos della guerra, pongono gli investitori in un contesto disorientante. Gli operatori di mercato si trovano di fronte a un ambiente molto insolito e impegnativo. Da un lato, il conflitto Russia/Ucraina ha provocato uno shock di approvvigionamento globale che proietta l’ombra della stagflazione, mentre i prezzi delle materie prime e l’inflazione raggiungono livelli mai visti da decenni. Dall’altro lato, le banche centrali sono costrette a combattere l’elevata inflazione. La Federal Reserve è su un chiaro percorso di inasprimento, e anche la BCE sta tenendo le proprie opzioni aperte nonostante gli imminenti rischi al ribasso per le prospettive di crescita nella zona euro. L’incertezza che affrontano gli investitori è enorme, lasciando l’ambiente macroeconomico e di mercato aperti a significativi rischi al ribasso. Tale incertezza rende difficile prendere grandi decisioni macro a livello di portafoglio. Se la mancanza di chiarezza può essere snervante per gli investitori, è chiaro che l’inflazione ponga rischi tangibili ai loro rendimenti reali se gravitano, o rimangono, in disparte. Piuttosto, possono assumere un approccio tematico identificando le interessanti opportunità di valore relativo che esistono tra regioni, asset class e settori. (abstract) fonte: Commento PGIM Fixed Income

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