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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Banche europee, la Russia è una sfida per le azioni più che per il credito

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2022

A cura di Romain Miginiac, CFA, Head of Research per le strategie Credit Opportunities di GAM Investments. Nonostante l’incertezza geopolitica attuale e le preoccupazioni per le sanzioni senza precedenti contro la Russia, il settore bancario europeo va avanti. L’esposizione alle controparti russe, a nostro avviso, è relativamente contenuta e la propensione delle banche a concedere prestiti in Russia è diminuita significativamente dal 2014. Anche se dovesse materializzarsi un evento di coda – un totale azzeramento delle esposizioni russe delle banche – i livelli di solvibilità non sarebbero minacciati, e le riserve di capitale rimarrebbero probabilmente solide. Dato che i regolatori e le autorità di vigilanza stanno monitorando strettamente le banche, il tono della narrativa circa i dividendi degli azionisti per gli emittenti colpiti ha iniziato a spostarsi verso un approccio conservativo. Ciò sembra confermare la teoria degli azionisti che subiscono la perdita, mentre le cedole degli Additional Tier 1 (AT1) verrebbero probabilmente colpite solo se i coefficienti di capitale scendessero al di sotto dei requisiti – uno scenario che non è in discussione. Il debito subordinato delle banche può probabilmente offrire valutazioni interessanti, gli investitori beneficiano di un carry elevato in un settore resiliente, con un potenziale rialzo dei prezzi. L’esposizione complessiva delle banche di tutto il mondo verso la Russia è bassa, pari a 121 miliardi di dollari, di cui circa 80 miliardi di dollari per le banche europee – irrilevante nel contesto di circa 50 mila miliardi di euro di asset per il settore bancario europeo. La situazione attuale ci ricorda che gli azionisti probabilmente subiranno nuovamente delle perdite e che gli obbligazionisti sono a rischio solo se è minacciata la solvibilità. I regolatori e le autorità di vigilanza hanno monitorato da vicino la situazione e hanno mantenuto un dialogo quasi continuo con le banche fortemente esposte. Di conseguenza, le banche sono state preventivamente conservative, prendendo la strada della conservazione del capitale a spese delle distribuzioni agli azionisti. RBI ha annunciato la cancellazione del dividendo annuale, mentre UniCredit ha congelato (e potenzialmente ridimensionato) il suo buy-back di azioni da 2,6 miliardi di euro, in attesa degli sviluppi sulla situazione in Russia. D’altra parte, RBI ha dichiarato in una recente call di non vedere la possibilità di uno scenario in cui le cedole AT1 verrebbero cancellate. La modesta vulnerabilità del settore bancario europeo nei confronti dell’incertezza legata alla Russia e la mancanza di outlier per far saltare la stabilità finanziaria è probabilmente ancora una volta un segno che le banche sono potenzialmente uno dei settori più forti. L’elevata volatilità e il sentiment negativo hanno pesato sulle valutazioni – portando, a nostro avviso, a interessanti opportunità. Con gli spread sulle convertibili contingenti (CoCos) AT1 delle banche europee intorno ai 450 punti base – quasi 200 punti base in più rispetto ai livelli pre-Covid-19 – gli investitori possono beneficiare di un elevato carry in un settore solido, combinato con un potenziale rialzo dovuto a una ripresa dei prezzi nel caso la situazione si sblocchi. Abstract by verinieassociati.com

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