Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 25 marzo 2022

Paolo Simonazzi: Il filo e il fiume

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Parma sabato 26 marzo fino all’8 maggio le storiche sale di Palazzo Pigorini a Parma ospiteranno IL FILO E IL FIUME, un racconto fotografico di Paolo Simonazzi dedicato al Po e ai territori che attraversa. L’inaugurazione istituzionale aperta al pubblico è prevista stamani 25 marzo alle 11.30. Protagonista della mostra è il lento, pesante e inesorabile scorrere del maggior fiume italiano, la cui presenza si fa sentire anche laddove non viene fotografato direttamente: emerge nel paesaggio circostante e nelle persone che abitano i luoghi solcati dalle sue acque. Il “filo” a cui fa riferimento il titolo è per l’autore al tempo stesso un’evocazione della forma fluviale, un elemento fisico che compare ripetutamente nelle fotografie e una metafora di “cucitura territoriale”. L’esposizione, a cura di Andrea Tinterri e Ilaria Campioli e organizzata in stretta collaborazione con il Comune di Parma, propone una selezione di venti scatti, tutti di grande formato, tratti dal progetto realizzato dal fotografo reggiano tra il 2013 e il 2021.

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Libro: “Che paura la guerra!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Forse mai prima d’ora, vi sarete sentiti confusi e impotenti di fronte alle domande dei vostri bambini. Alle preoccupazioni provocate dai due anni di pandemia dai quali stiamo cercando di venir fuori si aggiunge anche quello della guerra. Ma in una società massmediatica, dove piovono ovunque immagini e notizie di racconti drammatici e angosciosi, come facciamo a parlarne ai più piccoli per rassicurarli, quando anche noi adulti siamo preoccupati? La linea editoriale educativa firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli, ha cercato di rispondere a questa esigenza con “Che paura la guerra!”: una storia emozionante di un’amicizia tra due bambini, Pietro e Viktor, così forte da superare confini, barriere e conflitti dei grandi. “L’attualità del tema delle paure dei più piccoli, in questo preciso momento storico di guerra fa ben riflettere tutti – spiega l’ideatrice e autrice di QUID+ Barbara Franco – a quale genitore non sarà capitato di sentirsi dire dal proprio figlio ‘Mamma, ho paura della guerra, posso dormire con te?’ O a quale insegnante di dover dare delle delucidazioni su ciò che sta accadendo nel mondo? Ma com’è possibile chiarire ai più piccoli ciò che sta succedendo in questo momento in Ucraina e, soprattutto, a bambini esattamente come loro? ‘Che paura la guerra!’ vuole essere un valido strumento per aiutare sia genitori che insegnanti a rispondere alle domande dei bambini, costruendo con loro un dialogo sulla paura dei conflitti e delle loro emozioni, attraverso un linguaggio adatto che possa rassicurarli, tranquillizzarli e spingerli ad azioni concrete affinché facciano la loro piccola parte. É ciò che cercava di fare anche Gianni Rodari, scrittore specializzato in letteratura per l’infanzia, scrivendo diverse fiabe per raccontare la guerra ai bambini”. A seguire, tanti giochi e attività per allenare la calma, ridurre gli stati d’ansia e di paura, rafforzare gli ideali di pace ed educare alla fratellanza e all’amore tra i popoli, suggeriti da Maria Ruggi, insegnante di scuola primaria che ogni giorno lavora con i più piccoli, scrittrice per bambini e autrice del sito Maestra Mary. Completano il volume tanti consigli pratici della psicologa cognitivo-comportamentale Chiara Bosia per investire l’adulto del ruolo di allenatore emotivo e fornire chiare spiegazioni sulla paura e le sue manifestazioni.

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“Comgest: mercati globali incerti per inflazione e stretta monetaria”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

A cura di Laure Négiar, Gestore del fondo Comgest Growth World di Comgest. Le pressioni inflazionistiche, il ritmo e la portata della stretta monetaria della Federal Reserve statunitense sono rimasti in cima alla lista delle preoccupazioni degli investitori globali, a cui si è aggiunto il conflitto Russia-Ucraina alla fine del mese di febbraio.Inner Mongolia Yili, Eli Lilly e Align Technology sono stati tra i titoli che hanno fornito i principali contributi alla performance. Inner Mongolia Yili, uno dei principali produttori cinesi di prodotti lattiero-caseari, è stato sostenuto da una forte crescita a due cifre dei latticini, nonché da recenti relazioni che evidenziano continui guadagni azionari.Eli Lilly, azienda farmaceutica impegnata nella cura del diabete, ha riportato una crescita del 15% dei ricavi e del 20% degli utili per azione per l’esercizio 2021 e ha una linea di prodotti promettente per i prossimi cinque anni. Align Technology, produttore di allineatori trasparenti, ha comunicato stime di crescita del fatturato superiori al 20% nel 2022, cogliendo di sorpresa il mercato.

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Russia-Ucraina: tra sanzioni e rischi default

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Continuano le tensioni a livello geopolitico internazionale, causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Mentre prosegue il dialogo per trovare una via d’uscita al conflitto, nei giorni scorsi, nel tentativo di scoraggiare l’azione di Putin, l’Occidente ha imposto diverse sanzioni economiche, che stanno danneggiando l’economia russa, tanto che diverse agenzie di rating hanno declassato il debito di Mosca a “spazzatura”. Per consolidare ulteriormente il livello di resilienza dei portafogli Moneyfarm e cercare di mantenere la volatilità entro i target, abbiamo deciso di focalizzarci sulla gestione del rischio attraverso due modalità. Da una parte abbiamo aumentato i diversificatori di portafoglio, attraverso una maggiore esposizione alle materie prime e agli asset denominati in dollari (fonte di diversificazione in momenti di stress di mercato). Dall’altra abbiamo ridotto gli asset rischiosi, quindi obbligazionario high yield e dei Paesi emergenti, ma anche azionario europeo. All’inizio di quest’anno avevamo espresso un giudizio positivo per quest’ultima asset class, che godeva di migliori prospettive di redditività di lungo termine. Tuttavia riteniamo che l’effetto della crisi Ucraina sulla crescita economica europea non sia ancora chiaro e che le pressioni inflazionistiche legate ai costi dell’energia potrebbero avere un impatto maggiore sugli utili aziendali europei rispetto a quelli americani. Per quanto riguarda le aspettative di crescita del Pil in Europa nel 2022, nelle ultime settimane sono state generalmente riviste al ribasso, poiché gli analisti hanno iniziato a tenere conto dei costi energetici più elevati e del calo della fiducia che probabilmente seguirà la crisi in Ucraina. Le valutazioni azionarie europee sembrano convenienti rispetto alla storia, ma probabilmente non sono così a buon mercato se si tiene in considerazione il potenziale rallentamento degli utili. Ciò non toglie che alcuni degli scenari negativi siano già stati scontati dal mercato e sicuramente le valutazioni in Europa potrebbero diventare un aspetto da guardare con attenzione. (fonte: Moneyfarm)

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Capital Group: I mercati emergenti in prima linea per affrontare l’inflazione dopo la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

A cura di Kirstie Spence, Gestore di portafoglio di Capital Group. Oltre alla tragedia umanitaria per il popolo ucraino e le onde d’urto a livello politico in tutto il mondo, c’è stato anche un effetto significativo sui mercati finanziari. Un elemento di spicco è l’ambiente inflazionistico e in che misura la “slowflation” – un termine che descrive una crescita più lenta e un’inflazione più elevata – continuerà. Riteniamo che l’inflazione sarà più elevata e diventerà più duratura, a causa dell’impatto diretto della crisi sui prezzi globali di cibo ed energia, accentuando le pressioni inflazionistiche che erano già in atto. La buona notizia per i mercati emergenti è che essi erano già in prima linea nel combattere l’ambiente inflazionistico. Le motivazioni sono le seguenti: – Gestire l’inflazione è un impegno quotidiano per i mercati emergenti rispetto ai mercati sviluppati. I panieri dell’IPC nei mercati emergenti hanno tipicamente una percentuale molto maggiore di cibo ed energia, il che vale in particolare per alcuni dei mercati emergenti a basso reddito. Ciò ha già innescato in passato una risposta della banca centrale, dato che le pressioni inflazionistiche erano presenti già nel 2021, con un impatto sul reddito rilevante e anche rapido. – Le banche centrali dei paesi emergenti stavano già affrontando i normali impatti ciclici dell’inflazione, anziché preoccuparsi di come ridurre il quantitative easing come le loro controparti dei mercati sviluppati. Prima di questa crisi, eravamo convinti che i mercati emergenti fossero almeno in linea con la curva, se non in anticipo rispetto ad essa, in termini di gestione delle crescenti pressioni inflazionistiche. Il contesto attuale indica probabilmente che i mercati emergenti sono in leggero ritardo, ma almeno si sono già incamminati in quella direzione. – Alcuni mercati emergenti sono meglio posizionati per essere maggiormente protetti dagli impatti della crisi. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che sono più autosufficienti in termini di cibo ed energia o al fatto che sono addirittura esportatori netti di queste materie prime. Ma alcuni mercati emergenti sono anche più distanti, sia politicamente sia geograficamente, dalla crisi. Sono inclusi mercati come il Medio Oriente e l’America Latina: queste aree potrebbero dimostrarsi più resistenti rispetto ad altre regioni. Nel complesso, le banche centrali si impegneranno maggiormente a sostenere la crescita una volta che avranno cercato di mitigare il pericolo imminente di un’inflazione più elevata, cercando di non compromettere sia la propria popolarità sia la fragile economia globale.

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Il conflitto Russia-Ucraina sta compromettendo duramente il quadro di recupero della Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Considerato che a fine 2021 il PIL era ancora sotto del -2,9% rispetto al 2019, e si inserisce dopo un 2021 di forte rimbalzo (+6,6%). Le conseguenze del conflitto stanno influendo pesantemente sugli scambi commerciali con i Paesi interessati, determinando un nuovo shock sui prezzi delle materie prime energetiche e non, alimentano l’incertezza per imprese e famiglie, nonché resta aperto il contagio finanziario.Prima dell’inizio della guerra, le stime per il 2022 delineavano un tasso di crescita del PIL lombardo del +4%. Il perdurare della situazione attuale potrebbe far tagliare la stima, rallentando l’entità e i tempi della ripresa post pandemica che avrebbe potuto permettere una risalita pienamente sopra i livelli 2019 e colmare il divario del -2,9% rispetto al pre Covid ancora aperto a fine 2021.Nel Booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda e pubblicato su Genio & Impresa, il web magazine dell’Associazione vengono analizzati gli impatti economici del conflitto Russia-Ucraina che a livello locale sta mettendo in crisi la competitività dimostrata dalle imprese, in particolare quelle industriali, che nell’anno da poco concluso, nonostante la pandemia, avevano messo a segno un nuovo record di export, con 136 miliardi di vendite sui mercati internazionali.Nell’export totale annuo della Lombardia, la Russia vale l’1,6% e l’Ucraina lo 0,4%. Ma se si guardano in particolare i singoli settori, le maggiori esposizioni sono nella meccanica (2,7% l’incidenza del mercato russo sul totale vendite settoriali regionali), nella moda (2,4%) e nella chimica (2,1%). Un impatto che si differenzia sui vari territori, in funzione delle specializzazioni locali: ai due estremi in Lombardia si posizionano Milano (2,1% l’export verso la Russia sul totale provinciale) e Lodi (0,4%).In questo quadro l’impatto è particolarmente significativo sulle forniture, sia in termini di disponibilità (rallentano i tempi degli approvvigionamenti) sia per il nuovo shock impresso ai prezzi medi delle materie prime, già fortemente sollecitati dai rincari nel corso della ripresa post pandemia. Inoltre, ancora da valutare quali saranno le conseguenze sul sistema internazionale determinate dal crollo del rublo e dalla crisi delle banche russe.Lo scenario attuale si inserisce su una situazione ancora deficitaria. Nel 2021 è cresciuto il numero degli occupati in Lombardia (+17mila unità rispetto al 2020, con un contributo positivo della sola componente femminile) e si è ridotto quello degli inattivi (-65 mila unità), ma rispetto a prima della pandemia, il quadro rimane negativo con 119mila occupati in meno a fine scorso anno rispetto al 2019, 6 mila disoccupati aggiuntivi, 105 mila inattivi in più.Se si analizzano i macrosettori, gli occupati tornano sopra ai livelli pre Covid per il settore delle costruzioni (+25 mila occupati) e quello dell’agricoltura (+11mila), mentre rimangono sotto i livelli 2019 i servizi a -84 mila, l’industria a -42 mila e il commercio, alberghi e ristorazione a -30 mila. Per quanto riguarda il gap occupazionale 2021 sul 2019 La Lombardia con -2,7% ha recuperato meno in termini percentuali rispetto a Emilia-Romagna (-2,3%) e Piemonte (-2,5%), ma meglio del Veneto (-3,4%). Fonte: http://www.assolombarda.it

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In Italia un’azienda su tre è a rischio “infinanziabilità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

La situazione delle imprese italiane mostra non solo ombre ma anche luci. Dall’analisi effettuata dalla società di consulenza finanziaria Hoshin Corporate Finance, sui bilanci di un campione di 28.341 aziende italiane con un fatturato superiore a dieci milioni di euro, emerge che se da un lato una parte ha visto migliorare il proprio profilo finanziario, dall’altro molte aziende si sono trovate ad affrontare importanti cali di marginalità. Le imprese in difficoltà nel 2020, ovvero quelle con un rating negativo e quindi a rischio “infinanziabilità”, rappresentano ben il 33% del totale[1], un dato in linea con l’anno precedente. E la quota di quelle maggiormente in affanno, che hanno un Ebitda totalmente negativo, sono aumentate dal 2019 al 2020 del +48%, passando dal 6% al 9% sul totale delle imprese analizzate. Se si guarda al settore, la percentuale più alta di aziende infinanziabili si registra nelle “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”, pari al 54% sul totale del comparto. Seguono “l’Agricoltura, silvicoltura e pesca” (47%) e “Sanità e assistenza sociale” (46%). Dal punto di vista quantitativo, invece, il numero più alto di aziende critiche si registra nell’industria manifatturiera (13,1%), seguito dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (10,3%). Eppure, le imprese italiane sono veramente in difficoltà? Nonostante i quasi €289,6 mld di debiti accumulati verso il sistema bancario -di cui quasi €153,3 mld a breve termine e quasi €136,3 mld a medio lungo termine-, che rendono difficilmente finanziabile la loro attività, queste imprese vantano un capitale “positivo” importante da poter sfruttare, pari a €240,1 mld di crediti verso i loro clienti. In altre parole, debiti verso le banche e crediti verso clienti quasi si equivalgono, e gli imprenditori, potendo contare sulle risorse dei crediti, avrebbero così nel complesso la soluzione teorica per ridurre consistentemente la propria esposizione con il sistema bancario e migliorare il proprio profilo finanziario. Come? Attraverso il factoring, uno strumento già storicamente utilizzato dalle grandi aziende più strutturate ma che nel tempo si sta trasferendo anche alle imprese di piccole e medie dimensioni. Una soluzione che permette agli imprenditori di potersi finanziare a costi inferiori e indipendentemente dal loro rating, adatta quindi a tutte le imprese, sia con profili finanziari positivi, dove il factoring è comunque utile, sia negativi, dove invece è necessario.In cosa consiste? Il factoring permette di ottenere liquidità immediata semplicemente cedendo a una società specializzata i crediti verso i propri clienti. E questo vale non solo per le aziende “virtuose” senza o con pochi debiti (da loro già ampiamente utilizzato) che vogliono ulteriormente migliorare il proprio profilo finanziario, ma anche per le imprese considerate “meno meritevoli”, in quanto si valuta il valore dei crediti dei clienti e non dell’impresa in sé come avviene invece normalmente attraverso il canale bancario con l’anticipo fattura.In sintesi, la banca guarda il bilancio dell’azienda, le società di factoring, invece, il portafoglio clienti. Ma il factoring ha anche altri vantaggi: spesso ha minori costi, si pagano le commissioni e gli interessi solo se si utilizza la linea di credito e permette di abbassare i debiti con un miglioramento del rating.

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Assunzioni in crescita da aprile secondo gli imprenditori italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Secondo i risultati dell’indagine ManpowerGroup Employment Outlook Survey (MEOS) gli imprenditori italiani prevedono ancora un mercato del lavoro in crescita da aprile a giugno 2022, con un Net Employment Outlook (NEO) destagionalizzato del +16%. Si tratta di un dato inferiore di 9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte di un trend che rimane comunque positivo se rapportato allo scorso anno, con un NEO in aumento di 15 punti percentuali in confronto al secondo trimestre 2021. Le previsioni, al netto delle variazioni stagionali, risultano quindi molto positive: il 37% dei datori di lavoro si aspetta un aumento della propria forza lavoro, a fronte di un 20% che prevede una diminuzione e il 39% che non prevede cambiamenti rispetto alla situazione attuale.A livello globale, ManpowerGroup ha intervistato un totale di circa 41mila datori di lavoro in 40 Paesi per misurare l’intenzione da parte dei datori di lavoro di assumere personale per il secondo trimestre del 2022. I risultati dell’indagine, per il periodo da aprile a giugno 2022, mostrano un forte ottimismo. Un aumento del personale è previsto in 39 dei 40 paesi esaminati. Le prospettive occupazionali migliori per i prossimi tre mesi sono in Brasile, Svezia, India e Messico. In controtendenza i datori di lavoro di Taiwan, Grecia, Romania e Polonia, dove il giudizio sull’occupazione è più debole rispetto al primo trimestre 2022.Per quanto riguarda le aree geografiche considerate, i datori di lavoro del Nord America hanno riportato le prospettive occupazionali più positive, seguiti da Sud e Centro America, APAC ed EMEA. La ricerca MEOS evidenzia anche che i ruoli più ricercati sono nel settore digitale: IT, Tecnologia, Telecomunicazioni, Comunicazioni e Media hanno riportato le prospettive di crescita maggiori, con una richiesta del 40% in più di professionisti, seguiti da Banche, Finanza, Assicurazioni e Immobiliare (+31%) e Manifattura (+31%). Le prospettive di assunzioni più basse sono nei comparti Horeca (20%) e Altre industrie (+21%).

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Agricoltura: Pac flessibile e innovazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

“L’attuale crisi causata dall’aggressione all’Ucraina ha dimostrato quanto oggi l’Ue e l’Italia siano legate indissolubilmente a merci e servizi quali gas, fertilizzanti, cereali, oli vegetali e manodopera provenienti da questi territori. Dovremmo, quindi, fare ragionamenti per evitare che future situazioni di conflitto, che ovviamente non ci auguriamo, possano metterci ulteriormente in crisi. Queste difficoltà legate ai riflessi del conflitto colpiscono l’Italia proprio mentre stava uscendo, grazie ai fondi del PNRR, da una stagnazione legata al Covid. I dati illustrati alla Camera hanno dimostrato che sino al Duemila, nonostante la riduzione di suolo agricolo a disposizione, l’innovazione tecnologica, le tecniche colturali e la meccanizzazione hanno aumentato notevolmente la produttività. Negli ultimi vent’anni, invece, la produzione è tornata a scendere, principalmente a causa del mancato sfruttamento della tecnologia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura dove si è svolta l’audizione dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie in merito alla crisi Russia-Ucraina per il comparto primario.“La risposta al recupero di produttività – prosegue -, rimanendo negli obiettivi della ‘Farm to Fork’, sono l’Agricoltura 4.0 e le Tecniche di Evoluzione Assistita. Ad esempio, per sostituire le importazioni di grano tenero, mais e girasole da Russia e Ucraina avremo necessità di circa 300mila ettari in più da coltivare: un quantitativo di suolo difficilmente a disposizione nel territorio italiano per questo scopo”.“Pertanto – aggiunge Gallinella – o troviamo nuovi fornitori internazionali o aumentiamo in maniera massiccia le rese. Nell’immediato possiamo anche svincolarci dal greening, aumentare gli aiuti accoppiati ma non possiamo dimenticarci le questioni ambientali che, seppur momentaneamente da parte, rimangono preponderanti”. “L’audizione conferma come solo l’innovazione potrà renderci meno sensibili agli shock del Pianeta. Altra questione cruciale è quella dell’irrigazione perché senza acqua non è possibile essere adeguatamente produttivi e, quindi, occorre accelerare sul Piano Invasi” conclude.

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Cambiamento climatico sulle produzioni agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Con più di 1400 eventi estremi il 2021 ha registrato in Italia un aumento del 65% di tempeste, bufere, grandinate e bombe d’acqua alternate a ondate di calore, che hanno provocato gravi danni da nord a sud, con pesanti ripercussioni economiche sulle produzioni agroalimentari. Si tratta di un trend consolidato, che non fa che peggiorare sensibilmente ogni anno, mettendo a rischio l’eccellenza del nostro made in Italy.Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici vanno prevenuti e mitigati a partire dal campo e a questo serve l’agrometeorologia, la scienza che, utilizzando le tecnologie più sofisticate, studia le interazioni dei fattori meteorologici ed idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e con l’agricoltura intesa nel senso più ampio. Si valuta il rischio climatico di uno specifico territorio, in situ, appunto, per avere parametri climatici “sito specifici”, ossia su misura dell’azienda, grazie ai quali individuare le migliori scelte da fare: dalle pratiche agronomiche alla gestione dell’irrigazione, dalla previsione delle rese produttive alla più efficace difesa dai parassiti delle colture. Dati preziosi, quelli agrometeorologici, che consentono all’azienda di ridurre le conseguenze derivanti da gelate o grandinate o altri eventi climatici estremi. Ciò permette, quindi, miglioramenti produttivi attraverso l’individuazione delle più appropriate misure per l’adattamento dei sistemi agricoli a un determinato contesto agroambientale, soprattutto con una gestione più corretta e sostenibile dell’irrigazione, resa possibile dai modelli previsionali agrometeorologici.

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“Emergenze”: l’assistenza infermieristica e la prossimità non hanno confini

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

L’emergenza Ucraina è evidentemente un fatto che esula umanamente e in parte anche professionalmente dai normali percorsi della professione. “Non ci tireremo indietro per accogliere e curare sia i pazienti che i professionisti che fuggono dalla guerra”, dichiara la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI). “Ci siamo già trovati durante la pandemia e per far fronte alla forte carenza di professionisti che da anni denunciamo – prosegue FNOPI – nelle condizioni di prevedere l’immissione di infermieri stranieri senza il regolare percorso di verifica della qualità della formazione e senza il controllo degli ordini a cui, anche se viene data comunicazione, non c’è obbligo di iscrizione, ‘sfuggendo’ così alle verifiche deontologiche ed etiche oltre che della lingua italiana. Ma questa è evidentemente altra questione, non legata alla carenza. Potrebbe anzi avere grande valenza non tanto per sostituzioni di personale mancante, perché ovviamente non è pensabile sostituire infermieri con un percorso certificato, quanto per fungere da mediazione culturale con i tanti pazienti ucraini che ci troveremo ad assistere”. Anzi, la Federazione degli infermieri per dare maggior supporto a tutte le situazioni che, professionalmente, si possono creare nell’emergenza, sta anche studiando l’opportunità di far proseguire gli studi, ovviamente senza bisogno di prova di ammissione, agli studenti di infermieristica che hanno dovuto abbandonare le facoltà ucraine, negli atenei del nostro Paese, per dar loro la massima formazione di qualità “che l’Europa e il mondo – conclude FNOPI – riconoscono agli infermieri italiani, i più ‘ricercati’ e ‘desiderati’ in tutte le nazioni europee ed extraeuropee”.

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Accesso alle Cure

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Roma Martedì 29 marzo 2022 Ore 11.30 – 12.30 Piazza Cardelli 4 presso FB & Associati, secondo piano. Hi – Healthcare Insights, Osservatorio Indipendente sull’Accesso alle Cure a opera di Fondazione The Bridge, nasce come strumento per monitorare l’equa accessibilità ai servizi erogati dal Sistema Sanitario Nazionale e ha la funzione di individuare, evidenziare e dare risposta alle lacune e criticità ostacolo a tale accesso con l’obiettivo di creare un’informazione libera, pubblica e comprensibile a tutti. Tra gli elementi che rientrano nell’attività di monitoraggio di Hi – Healthcare Insights, un ruolo cruciale rispetto al tema dell’accessibilità giocano i tempi di attesa per poter usufruire di quelle prestazioni la cui erogazione è garantita dai livelli essenziali di assistenza (LEA) e che sono oggetto del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021.

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Scuola: Formazione e card docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Il cambio di giurisprudenza, alla luce anche della remissione in Corte di giustizia europea della normativa Italiana (legge 107/15) ottenuta dai legali Anief che ora apre le adesioni ai ricorsi al giudice del lavoro per restituire agli aventi diritto fino a 2.500 euro per i cinque anni di supplenza trascorsi.L’iniziativa legale si accompagna a una serie di successi ottenuti sempre dall’ufficio legale di Anief a difesa dei diritti dei precari: dal riconoscimento del salario accessorio ai supplenti brevi alle ferie non godute, dagli scatti di anzianità ai risarcimenti per abuso dei contratti a termine alle mensilità estive. Per non parlare del contenzioso vinto in Cassazione sul riconoscimento per intero del servizio preruolo nella ricostruzione di carriera o del primo gradino stipendiale negato ai neoassunti dal 2011.Il giovane sindacato guidato da Pacifico promette battaglia anche nei tavoli contrattuali in vista pure del voto RSU del prossimo aprile: tra le richieste di modifica del contratto la necessità di garantire la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo e una specifica indennità di incarico per chi è precario con più di 36 mesi di servizio. Per vincere la supplentite Anief ha chiesto al ministro Bianchi di utilizzare il doppio canale di reclutamento assumendo in ruolo i precari dalle stesse graduatorie (GPS) da cui sono assunti a tempo determinato, senza dimenticare gli ITP, IRC, ATA, educatori e le migliaia di diplomate magistrale esclusi dal reclutamento. Un docente con supplenza annuale ha diritto all’aggiornamento professionale: lo hanno stabilito pochi giorni fa i giudici di Palazzo Spada chiedendo al ministero dell’Istruzione di mettere a loro disposizione gli strumenti, le risorse e le opportunità, che garantiscono la formazione in servizio, perché non vi può essere una disparità di trattamento tra personale di ruolo e non di ruolo. Nella sentenza n.1842/2022, il Consiglio di Stato ha fatto riferimento diretto alla remissione in Corte di giustizia europea sullo stesso tema, ottenuta dai legali Anief e promossa dal tribunale di Vercelli. A questo punto, per l’ufficio legale del giovane sindacato, manca solo un ultimo passaggio per l’ottenimento dei 500 euro annui e il recupero di 2.500 euro per chi ha svolto supplenze annuali nell’ultimo lustro: il ricorso ai giudici del lavoro. “La posizione assunta dal Consiglio di Stato conferma che la nostra battaglia sull’estensione della card docente per l’aggiornamento non è corretta solo come principio ma anche a livello giuridico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e riteniamo che sulla sentenza abbia certamente influito la nostra remissione in Corte di Giustizia europea. Invitiamo pertanto tutto il personale precario e chi ha svolto supplenze annuali ad aderire al ricorso patrocinato dai legali Anief presso il tribunale del lavoro”.

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Agricoltura innovazione e transizione ecologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

“La crisi internazionale spinge a rivedere e modificare alcune impostazioni legate all’agricoltura. Accanto all’aspetto energetico, risulta fondamentale diversificare l’approvvigionamento alimentare nonché raggiungere un buon grado di autosufficienza, in maniera resiliente. Tutto ciò nel solco della sostenibilità ambientale. La legge che abbiamo approvato sulle produzioni biologiche, importantissima soprattutto per la Sicilia che vanta il primato in Italia per numero di aziende votate al Bio, si colloca proprio in questa direzione”. Così, il deputato alla Camera Dedalo Pignatone, durante il suo intervento al convegno di Confagricoltura dal titolo ‘La transizione dell’agricoltura siciliana’ che si è svolto oggi a Mondello (Palermo). “Dobbiamo agire – ha aggiunto – per dare respiro immediato alle imprese, garantendo loro la liquidità necessaria per superare questa fase di aumento esorbitante dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti. Inoltre, andranno necessariamente ripensati alcuni aspetti legati alla produzione mentre andrà elaborato un piano con procedure precise per superare la crisi degli approvvigionamenti: revisione dei regolamenti comunitari più stringenti, recupero dei terreni potenzialmente coltivabili nonché avvio di una seria riflessione sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) in agricoltura, in grado di aumentare la produttività coniugandola con un minor impatto ambientale. Auspico, dunque, che il Governo faccia sua la proposta normativa di cui sono firmatario”. “Sul versante energetico, infine, è necessario superare quei vincoli burocratici che non permettono agli impianti di biogas di aumentare la produzione. Va altresì incentivato l’agrivoltaico, in grado di coniugare la produzione di energia elettrica con quella agricola” ha concluso Pignatone.

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An airlift for Ukrainian refugees – how Putin’s cynical plot will fail

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Four weeks into Russia’s assault, more than 3.5 million people have already fled Ukraine. If things continue as they are going, a total of 5 million Ukrainians will have fled to the EU by the end of March. It could be 10 million refugees reaching the European Union within another few weeks after that.Knowing the numbers is one thing. Understanding their importance is something else entirely. Some in Europe still find it difficult to understand their significance: what it means to experience the biggest refugee catastrophe in Europe since the end of the Second World War. However, European leaders do not have much time to adapt to this new reality. They must, immediately, act and think in ways appropriate to the scale of this humanitarian challenge.During the equally historic refugee movement in 2015, one million people crossed the Aegean from Turkey in 12 months. Since the beginning of Vladimir Putin’s attack on Ukraine on 24 February, more than 100,000 people – mainly women and children – have fled from Ukraine to the European Union and Moldova every day. That is 1 million people a week.If another 2 million people arrive in the next two to three weeks, then one million is likely to make its way to Austria and Germany by train or car. Another million, however, should be offered to board planes (or buses) to be taken directly to other counties in Europe: to Spain, Portugal, Ireland, or Sweden, but also to the UK, perhaps even to the United States and Canada. Is that realistic? If Spain and Portugal together were to agree to take in 160,000 by the end of March, and France and the UK each did the same then yes, it would be possible. This would mean: 1,500 flights with 300 people on board by the end of March to those four countries alone.Putin’s cynical goal of blackmailing Ukraine and the EU through brutal warfare leading to mass displacement, as in Syria and Chechnya, must fail and must be seen to fail. Desperate Ukrainian refugees are part of Putin’s plan of attack. His calculation is as ruthless as it is transparent: by expelling civilians, he hopes not just to demoralize Ukrainians and force them to surrender but also to make the EU turn against and betray Ukraine. This must not happen. An Airlift 2022, a Macron-Scholz-EU-G7 initiative to implement the most generous refugee reception policy worldwide in decades, would be an appropriate response. It is about helping people, as well as bolstering the authority and credibility of the West as a community of values. It would be a humane response to inhumane cynicism.

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