Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 27 marzo 2022

Guerra in Ucraina: mantenere la pressione sulla Russia e puntare all’indipendenza energetica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

In un dibattito in Plenaria con i il Presidente Michel e la Presidente von der Leyen sul Vertice informale di Versailles e del successivo Consiglio europeo, i deputati hanno elogiato la risposta rapida dei Paesi UE e l’adozione di sanzioni senza precedenti contro la Russia, subito dopo l’attacco. Hanno inoltre applaudito l’accoglienza di milioni di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra. Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha sottolineato che “la Russia è responsabile di questa guerra” e ha deplorato la morte, la distruzione e la sofferenza inflitta al popolo e alle città ucraine. Michel ha assicurato che non ci sarà impunità per i responsabili dei crimini di guerra e ha lodato la coalizione internazionale che si è sollevata con “l’obiettivo comune di sconfiggere Vladimir Putin”. Ha poi concluso affermando che, con la pace e la prosperità come obiettivi generali, l’UE deve ridurre la sua dipendenza energetica, migliorare la sua architettura di sicurezza e rafforzare i fondamenti della sua economia.La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato che “se la libertà ha un nome, il suo nome è Ucraina e la bandiera ucraina è oggi la bandiera della libertà”. Ha poi sottolineato che l’UE renderà questa guerra un fallimento strategico per Putin. Le severe sanzioni stanno già colpendo duramente ed è necessario drenare le risorse che Putin sta usando per finanziare questa guerra. Per quanto riguarda l’energia, la Presidente ha chiarito che “la politica energetica è anche una politica di sicurezza” e che l’UE ha già adottato e continuerà ad adottare misure per diventare indipendente dalle importazioni di gas e petrolio russo.La maggior parte dei deputati ha convenuto che l’UE deve rafforzare la sua autonomia strategica in materia di difesa e di energia, e dovrebbe farlo rapidamente. Notando come le importazioni UE di gas russo stiano finanziando indirettamente l’attacco russo all’Ucraina, hanno sostenuto la diversificazione degli acquisti di energia e l’investimento nelle energie rinnovabili. Molti deputati hanno sottolineato gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’economia e i rischi per la sicurezza alimentare, e hanno chiesto un sostegno per famiglie e imprese.Le prospettive di adesione dell’Ucraina all’UE e la necessità di difendere la democrazia contro altri regimi autocratici, come la Cina, sono stati gli altri temi sollevati nel corso del dibattito. Infine, diversi deputati hanno insistito sulla condivisione di responsabilità da parte di tutti i Paesi UE – e non solo dai paesi vicini – per la protezione di coloro che fuggono dall’Ucraina.

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Sicurezza alimentare: necessaria maggiore azione UE

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

In una risoluzione adottata giovedì, i deputati chiedono un’azione UE urgente per garantire la sicurezza alimentare dentro e fuori i confini dell’Unione, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.Nel testo si sollecita un aiuto immediato sotto forma di forniture alimentari per l’Ucraina e il rilancio della strategia di produzione alimentare UE.Il testo non legislativo è stato approvato con 413 voti favorevoli, 120 contrari e 49 astensioni.In considerazione del grave impatto che l’attacco russo all’Ucraina dovrebbe avere sulla sicurezza alimentare, il Parlamento chiede un aiuto alimentare umanitario per il popolo ucraino a lungo termine, sia dall’UE sia dalla comunità internazionale.L’UE dovrebbe aprire dei corridoi alimentari da e verso l’Ucraina, da utilizzare come alternativa ai porti chiusi del Mar Nero. Inoltre, bisognerebbe dotare gli agricoltori ucraini di carburante semi e fertilizzanti.La pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno reso necessaria una riduzione della dipendenza UE dalle importazioni da un numero troppo limitato di fornitori.Per questo, i deputati chiedono di diversificare le forniture provenienti dai paesi terzi. Inoltre, la Commissione dovrebbe valutare in che modo mitigare, nel breve termine, l’impatto dei prezzi elevati dei fertilizzanti sugli agricoltori.Il Parlamento propone anche il passaggio a fonti alternative di nutrienti organici per l’agricoltura e un sostegno all’innovazione agricola, così da ridurre, nel lungo termine, la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti.A causa dell’interruzione delle importazioni agricole, i deputati chiedono di aumentare la produzione alimentare interna e di utilizzare i terreni agricoli solo per la produzione di cibo e mangime.Per affrontare i bisogni immediati, si dovrebbe concedere agli agricoltori l’utilizzo dei terreni messi a riposo per la produzione di colture proteiche, nel corso del 2022.Infine, la Commissione dovrebbe fornire sostegno ai settori più colpiti e mobilitare la riserva di crisi di 479 milioni di euro, mentre i Paesi UE dovrebbero essere autorizzati a concedere agli operatori del mercato agricolo aiuti di stato.

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Justin Trudeau: “Momento decisivo per il Canada, l’UE e i nostri partner”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Ottawa. (Canada) La Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha detto che il Canada è un alleato e un partner prezioso dell’UE. “La nostra relazione ha resistito alla prova del tempo”, ha detto. Sull’invasione della Russia in Ucraina, la Presidente Metsola ha sottolineato l’impegno congiunto dell’UE e del Canada e ha detto che sono sotto attacco valori fondamentali condivisi. “Questo è il momento della nostra generazione di essere all’altezza del mondo che abbiamo ereditato”, ha aggiunto.Nel suo discorso, il Primo ministro Justin Trudeau ha condannato “l’invasione criminale di Putin di una democrazia sovrana, indipendente: L’Ucraina”.”Vladimir Putin ha violato i precetti più elementari del diritto internazionale. E ora sta uccidendo civili innocenti bombardando ospedali ed edifici residenziali. Questo palese disprezzo per la legge e per la vita umana rappresenta un’immensa minaccia per l’Europa e per il mondo”, ha detto.”Il Canada, l’UE e tutti i nostri partner e alleati stanno affrontando un momento decisivo. Non possiamo fallire. Dobbiamo essere all’altezza di questo momento. Putin pensava che la democrazia fosse debole. Pensava di poter indebolire l’UE e la NATO. Ma ha sbagliato i calcoli. La NATO e l’UE sono ora più determinati e uniti che mai”, ha detto, prima di aggiungere: “Non possiamo deludere l’Ucraina. Loro contano su di noi. Quindi usiamo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Dobbiamo continuare a imporre sanzioni senza precedenti a Putin e ai suoi sostenitori in Russia e Bielorussia, aumentando la pressione, per quanto possibile”.

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Studio del CREA Politiche e Bioeconomia sulla base dei dati della Rica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Per le 6 voci di costo considerate: fertilizzanti, mangimi, gasolio, sementi/piantine, fitosanitari, noleggi passivi, l’impatto medio aziendale è di oltre 15.700 euro di aumento, ma con forti differenze, tra i settori produttivi e a seconda della localizzazione geografica.Ad essere più penalizzati, con i maggiori incrementi percentuali dei costi correnti (tra il 65 e il 70%), sono i seminativi, la cerealicoltura e l’ortofloricoltura per l’effetto congiunto dell’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, seguiti dai bovini da latte (+57%). Più contenuti, invece, gli aumenti per le colture arboree agrarie e per la zootecnia estensiva. A livello medio nazionale l’aumento dei costi si attesterebbe al +54% con effetti molto rilevanti sulla sostenibilità economica delle aziende agricole, in modo particolare per le aziende marginali.In termini assoluti le aziende italiane potrebbero subire incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro, che sfiorano i 99.000 euro nelle aziende che allevano granivori.In definitiva, l’attuale crisi internazionale congiunturale può determinare in un’azienda agricola su dieci (il valore medio nazionale è pari all’11%) l’incapacità di far fronte alle spese dirette necessarie a realizzare un processo produttivo, estromettendole di fatto dal circuito. Tale percentuale era prima della crisi del tutto irrilevante, pari all’1% delle aziende RICA. Nello scenario ipotizzato in questo lavoro si stima che il 30% delle aziende su base nazionale possa avere reddito netto negativo, rispetto al 7% registrato prima dell’attuale crisi, sempre con una rilevante variabilità territoriale e di specializzazione produttiva.

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Agriturismi più forti della crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Il comparto dell’agriturismo ha resistito alla prolungata crisi grazie alla sua multifunzionalità e alla diversificazione agricola, offrendo spunti che possono rivelarsi utili anche per il primo settore nel suo complesso – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il Rapporto Agriturismo 2021, realizzato da Ismea e Rrn, mostra che nonostante una crisi di liquidità senza precedenti il tessuto imprenditoriale non ha subito alterazioni: oggi in Italia si contano oltre 25mila agriturismi. La riduzione del valore della produzione da 1,56 nel 2019 a 802 milioni nel 2020 non ha impedito al settore di riprendersi rapidamente, con stime che per il 2021 sono in deciso aumento.L’esperienza di successo degli agriturismi merita di essere sostenuta da Governo e amministrazioni locali, oltre a mostrare che le molteplici dimensioni dell’agricoltura non possono essere misurate in meri termini di prodotto – continua Tiso. Alla coltivazione intensiva e standardizzata si contrappone un’attività agricola che sa integrare diverse funzioni di valore anche sociale, quanto mai preziose in questa fase storica in cui occorre recuperare gli spazi di convivialità perduta.L’agroindustria sta mostrando in queste settimane tutte le sue fragilità: l’interruzione di una sola linea di approvvigionamento è in grado di mettere in crisi l’intero sistema, esponendo l’economia e i cittadini a rischi inediti. La produzione su piccola e media scala, al contrario, si avvale di fitte reti di interscambio e su relazioni di prossimità che aiutano a sopportare meglio i forti shock e a garantire maggiore sostenibilità e autosufficienza.

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Andamento del Gruppo SACE e nuovo assetto societario

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

L’operatività della capogruppo SACE ha generato il 47% delle risorse mobilitate a sostegno delle attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane pari a 12,8 miliardi di euro che, sommate ai risultati conseguiti con Garanzia Italia e Garanzie Green, raggiungono un totale di circa 28 miliardi di euro di risorse. Le aree verso le quali si sono registrati i maggiori flussi di risorse mobilitate sono state le Americhe, in particolare verso Stati Uniti e Perù, e i paesi dell’Europa Emergente. I settori che maggiormente hanno beneficiato del supporto di SACE a sostegno delle loro esportazioni sono il manifatturiero, la meccanica strumentale e le infrastrutture e costruzioni, oltre naturalmente le grandi filiere del Made in Italy come la cantieristica navale, l’energia e il petrolchimico. Comparti che comprendono sia grandi aziende leader del mondo, ma anche un sistema di ampie filiere di PMI subfornitrici specializzate. Complessivamente, in termini di numerosità delle operazioni sostenute, oltre al manifatturiero e alle infrastrutture e costruzioni, figurano altri settori come ad esempio commercio all’ingrosso, automotive e agroalimentare, segno della più intensa diversificazione del portafoglio operazioni e della maggiore penetrazione e focalizzazione sul segmento PMI e MID corporate.Le risorse mobilitate da SACE FCT, la società attiva nel mercato del factoring, sono cresciute del 24% raggiungendo 4,6 miliardi di euro, a cui si aggiunge 1 miliardo di euro realizzato in sinergia con le altre società del Gruppo. Si tratta del valore più alto di risorse mobilitate da SACE Fct dal 2009 –anno di inizio della sua operatività – ad oggi, ottenuto grazie all’ampliamento dell’offerta e al potenziamento del canale del Digital Factoring.Restano pressoché stabili a 4,9 miliardi di euro le attività gestite da SACE BT, la società attiva nell’assicurazione del credito, cauzioni e rischi della costruzione, che ha registrato un’ottima raccolta premi (+22%).Positiva la performance di SACE SRV, maggior operatore italiano nel recupero crediti all’estero, che con 70 milioni di euro di crediti recuperati, dato in linea con l’anno precedente, conferma il suo ruolo al fianco delle imprese, con mandati crescenti.

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Fuga dei cervelli, opportunità o sventura?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Bologna Lunedì 28 marzo, ore 18 Accademia di Belle Arti di Bologna, Aula Magna. L’impatto su Università e Impresa, ospitata nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e organizzata dall’Accademia Clementina con la partecipazione di Carlo Cottarelli, economista ed ex Direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, Giulia Pastorella, autrice del libro Exit Only. Cosa sbaglia l’Italia sui cervelli in fuga (Laterza, 2021), e Giacomo Di Federico, docente presso in Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna. La fuga di talenti comporta perdita di capacità di creazione di impresa e di innovazione culturale e produttiva. Gli effetti negativi dell’emigrazione qualificata sono particolarmente evidenti quando, come nel caso dell’Italia, tende a essere una fuga unidirezionale senza essere compensata da talenti esteri in entrata. L’incontro sarà un’occasione per interrogarsi allo stesso tempo sulle opportunità e sulle difficoltà che il fenomeno generalizzato dei cervelli in fuga rappresenta, analizzando l’impatto sulle Università e sulle Imprese italiane.

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Progetto di economia circolare

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

RiVending, il progetto di economia circolare promosso da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla e Unionplast, dopo il successo e l’esperienza presso l’Università di Parma – città in cui l’iniziativa è nata nel 2019 – verrà presentato in 10 atenei italiani grazie alla partnership stretta con #NonCiFermaNessuno Italia TALK 2022, la campagna sociale nelle Università ideata da Luca Abete, lo storico inviato di Striscia la Notizia: i valori dell’eco sostenibilità ambientale della campagna verranno espressi attraverso Rivending (ECO PARTNER dell’iniziativa), con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti al corretto smaltimento di bicchieri, palette e bottiglie in plastiche prelavati dai distributori automatici di bevande. Grazie al Tour, RiVending ha fatto tappa presso gli atenei di Torino (Politecnico di Torino, 24 marzo) e a seguire: Reggio Calabria (Università degli Studi di Mediterranea, 31 marzo), Roma (Dipartimento di Economia de La Sapienza, 5 aprile), Camerino (Università degli Studi di Camerino, MC, 13 aprile), Milano (Politecnico di Milano, 21 aprile), Firenze (Università degli Studi di Firenze, 27 aprile), Parma (Università degli Studi di Parma, 3 maggio), Chieti-Pescara (Università degli Studi G. D’Annunzio, 5 maggio), Bari (Politecnico di Bari, 10 maggio), Napoli (Università degli Studi Federico II, 18 maggio)

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Prezzi petrolio elevati per tutto 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Commento di Rohan Reddy, research analyst di Global X, sul mercato del petrolio: “I prezzi del petrolio dovrebbero rimanere quest’anno sopra i 110 dollari al barile, poiché l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia hanno creato grande incertezza sulla stabilità dell’approvvigionamento.Le riserve globali di petrolio sono in costante calo dalla metà del 2020, quando le scorte commerciali sono scese al loro minimo dal 2014. La domanda, invece, dovrebbe raggiungere i livelli pre-pandemici entro quest’estate. L’OPEC ha previsto una crescita di 4,15 milioni di barili al giorno nel 2022, con una domanda media di 100,8 milioni di barili al giorno.La durata del conflitto in Ucraina sembra prolungarsi, e se le restrizioni continuano, un razionamento dell’energia rimane possibile, con un potenziale vantaggio per i raffinatori al di fuori della Russia. Poiché l’inflazione rimane elevata, al 7,9%, e l’offerta di petrolio invece limitata da organizzazioni come l’OPEC+, ci sono ragioni per credere che i prezzi del petrolio potrebbero rimanere elevati per tutto il 2022.L’Arabia Saudita ha rifiutato di accrescere la sua produzione per contenere l’aumento dei prezzi, e ha dichiarato di non essere responsabile delle carenze nel mercato energetico globale. Un ulteriore restringimento delle forniture potrebbe arrivare dall’interruzione dell’esportazione di greggio russo e kazako da parte del Caspian Pipeline Consortium (CPC), che trasporta circa 1,2 milioni di barili al giorno, a causa dei danni provocati da una tempesta. Se i membri dell’OPEC+ non aumentano la produzione, ci aspettiamo che il mercato si irrigidisca nel breve e medio termine.A più lungo termine, i continui picchi di prezzo potrebbero anche accelerare la transizione energetica dal petrolio, sostenendo alternative come l’energia nucleare. Mentre i paesi lavorano verso obiettivi di emissioni nette zero, prezzi del petrolio significativamente più alti potrebbero creare incentivi forti per disinvestire e diversificare le fonti di energia.” By Daniele Battistelli

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Prezzi carburanti e generali in calo?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Ora che i prezzi dei carburanti alla pompa sono tendenzialmente diminuiti, ci si aspetterebbe che tutti i prezzi che in queste settimane (soprattutto post-belliche) avevano subito un aumento, seguano la tendenza. In teoria. Ché il mercato non è un meccanismo matematico, ma di tutto e di più: produttori, grossisti, dettaglianti e consumatori. Dove questi ultimi sono quelli che hanno una sola, e per quanto determinante, possibilità: scegliere se e dove acquistare.Qualcuno ha mai visto prezzi che calano, soprattutto in un contesto di totale incertezza a causa della guerra e di tutti i comparti che hanno sempre un motivo specifico per crescere? Non ci risulta. Quindi occorre che i consumatori stiano più attenti che mai. Giuridicamente possono fare poco se non, in alcuni casi specifici, denunciare eventuali cartelli fatti da alcuni produttori. Qualcuno ci dirà che ha presentato denunce contro i prezzi alti presso tribunali, prefetture, Comuni, città metropolitane, camere di commercio, guardia di finanza, etc…. Ma è bene ricordarsi che si tratta di fumo – consapevole o meno poco importa – per cercare di credere di fare qualcosa a beneficio dei consumatori. La realtà è quello di un mercato che è bene che ci teniamo ben stretto soprattutto di fronte alle reiterate richieste di prezzi calmierati, ché nel caso si tratterebbe di far decidere i prezzi ad alcuni burocrati di Stato rispetto ai veri attori di produzione e consumo. Nelle difficoltà crediamo sia bene far fede al mercato, senza il quale berremmo tutti la stessa acqua, mangeremmo tutti lo stesso pane e pasta, andremmo tutti a vedere lo stesso film, ascolteremmo tutti la stessa musica, andremmo tutti agli stessi ristoranti, etc. Se ci piace scegliere, il prezzo da pagare è di essere in costante osservazione, facendo valere il proprio potere. Col vantaggio, molto importante, di essere parte di una comunità economica come l’Unione europea. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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