Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

L’accelerazione della transizione energetica comporta implicazioni per vari metalli, come il rame

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

Analisi a cura di Tom Nelson, Co-Head of Thematic Equity di Ninety One. I mercati si stanno muovendo sulla base di due fattori epocali, entrambi già visti in passato: uno shock energetico, legato al fatto che le principali catene di fornitura delle materie prime stanno subendo l’impatto di fattori geopolitici; e una transizione energetica. Il principale precedente a cui è riconducibile il primo fattore – lo shock energetico – è l’embargo petrolifero arabo del 1973-1974. Una lezione di quel periodo è che i mercati delle risorse naturali sono più vulnerabili agli shock dell’offerta di quanto gli investitori tendano a ricordare. Un altro è che come possibili scenari possono presentarsi incrementi netti e sostenuti dell’inflazione, che possono portare a cambiamenti considerevoli nella politica monetaria e a una stagflazione. Il secondo fattore concomitante è la transizione energetica, in questo caso dagli idrocarburi all’energia pulita. Anche in passato ci sono state importanti transizioni, quella dal legno al carbone a partire dalla metà del diciannovesimo secolo e quella dal carbone al petrolio e al gas iniziata circa 50 anni dopo. Questi cambiamenti evidenziano che le transizioni energetiche possono richiedere molti decenni, durante i quali le nuove fonti di energia vanno a sovrapporsi con quelle esistenti. Questo è il punto in cui ci troviamo oggi. Un elemento determinante di questa transizione energetica è l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico, che potrebbe rendere questa transizione più veloce delle due precedenti. Un altro sono le implicazioni della domanda per alcuni metalli e materiali. La transizione da un sistema energetico basato sugli idrocarburi richiede grandi quantità di rame, nichel, zinco, litio, alluminio, acciaio e altre commodities per scopi quali l’elettrificazione, la produzione di batterie e di veicoli elettrici e l’installazione di impianti di energia rinnovabile. L’andamento dei prezzi a cui stiamo assistendo evidenzia quanto il mondo dipenda dalla Russia per diversi prodotti. Quindi, come farà il sistema energetico globale a trovare un equilibrio dopo l’invasione russa dell’Ucraina? Ci aspettiamo che il passaggio alle energie rinnovabili acceleri, in parte perché i prezzi gonfiati degli idrocarburi rendono le fonti di energia pulita ancora più attraenti dal punto di vista economico nel lungo termine, e anche perché l’esigenza di sicurezza energetica accresce l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico.Il percorso da qui in avanti non sarà semplice. Per prima cosa, in Europa, ci saranno implicazioni di bilancio considerevoli derivanti dall’accelerazione degli investimenti nelle infrastrutture per l’energia rinnovabile in un contesto di tassi di interesse in aumento e di crescita della spesa per la difesa. Ma, gli investitori dovrebbero tenere presente che, sebbene possano sembrare allo sbando, i mercati sono invece guidati da potenti forze che determineranno i risultati degli investimenti negli anni a venire. (abstract by ecomunicare.onmicrosoft.com)

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