Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 12 aprile 2022

I comuni siciliani al centro del Bit a Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

I Comuni di Alcamo, Erice, Castelvetrano e Castellammare del Golfo, Liberty Lines e il progetto Scusi sono stati al centro del secondo giorno della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano nell’ambito del progetto “The Best of western Sicily”. Tredici partner insieme (i Comuni di Marsala, Partanna, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Erice, Pantelleria, Salemi, Alcamo, Castelvetrano, Contessa Entellina, Favignana-Isole Egadi insieme a Liberty Lines e Federalberghi Trapani) promuovono in fiera il meglio della Sicilia Occidentale all’interno di un’unica area espositiva di circa 150 mq realizzata e progettata dall’agenzia Feedback di Palermo in collaborazione con Telesud di Trapani.Natura, storia ma anche cultura e sport tra le direttrici turistiche di Erice. “Il nostro piccolo borgo rappresenta un brand conosciuto in tutto il mondo – ha detto Daniela Toscano, sindaco di Erice -. Protagonisti della nostra partecipazione in Bit sono anche i giovani, gli studenti con il coinvolgimento in particolare dell’Istituto superiore Ignazio e Vincenzo Florio e dell’Istituto tecnico per il turismo Sciascia e Bufalino”. L’assessore comunale al turismo Rossella Cosentino ha raccontato le diverse esperienze realizzate in collaborazione con i due istituti grazie ai progetti scuola-lavoro che si sono focalizzate sul turismo naturalistico in collaborazione con il Cai, il Club alpino italiano, enogastronomico e sportivo nell’ambito del quale è nato il Parco ciclistico ericino che, in un futuro, si collegherà con il Parco ciclistico dell’Etna. Una grande mostra di 16 grandi quadri del pittore russo del Novecento Gregorio Sciltian sarà ospitata ad Erice grazie alla collaborazione con il Vittoriale degli Italiani, la casa museo a Gardone Riviera più visitata al mondo. Lo ha annunciato lo storico e saggista italiano Giordano Bruno Guerri, sopraintendente della Fondazione Erice Arte. “La mostra – ha detto – ospiterà anche 16 bozzetti di costumi, dipinti da De Chirico per l’opera “La figlia di Iorio” di Gabriele D’Annunzio oltre che dei preziosi cimeli del poeta D’Annunzio. Sarà un evento all’insegna dell’eleganza, della bellezza e del piacere. Abbiamo in programma anche di organizzare un premio letterario dedicato alla Sicilia e, a novembre, l’evento Dolcemente Erice, dedicato alla grandiosa tradizione pasticciera del borgo”. Il parco archeologico di Selinunte, l’olio Nocellara di Belice Dop e il pane nero sono alcune delle eccellenze del territorio di Castelvetrano. “Stiamo lavorando per la valorizzazione della nostra storia in cui spicca Carlo Luigi d’Aragona Tagliavia, principe di Castelvetrano, e dei simboli del territorio, espressione della nostra identità – ha detto Enzo Alfano, sindaco Comune di Castelvetrano”. Serafina Di Rosa, portavoce della Comunità Sloow Food per la valorizzazione dell’Alto Belice ha raccontato tutti i progetti mirati alla tutela dell’identità locale e delle sue radici mentre Pierluigi Crescimanno, Accademico dei Georgofili ha raccontato l’incredibile patrimonio del Nocellara del Belice Dop e delle olive da mensa, le migliori in Europa per caratteristiche organolettiche. Un’estate all’insegna della ripartenza, dei colori e della cultura quella presentata dal Comune di Castellammare del Golfo. Si inizierà già da fine aprile con la borsa del vino italo-francese “San Vincenzo Castellammare” nata dopo il gemellaggio con Beaune, città francese nota per l’arte fiamminga e capitale dei vini di Borgogna; a maggio un evento dedicato ai libri per ragazzi con la partecipazione di Isabelle Adriani, professione attrice, che sulle frequenze di Rai Radio Kids racconta quotidianamente le ‘Favole della buonanotte’. Ad inizio giugno il ritorno di ‘DisabilidaMare’, il format che l’anno scorso ha avuto importante riscontro con i corsi di apnea per disabili organizzati in collaborazione con la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) e il Corpo delle Capitanerie di Porto. Tra luglio ed agosto il clou delle iniziative tra cui il concerto del rapper Bresh, il festival internazionale della danza, incontri, workshop ed esibizioni di jazz, il format “l’arte è fimmina” che prevede street art, talk show ed incontri musicali con la dance, il folk, il soul e il blues nei concerti a mare con la partecipazione anche della cantante Daria Biancardi . Ad agosto l’appuntamento teatrale “ciatu meu” e l’imperdibile concerto di Carmen Consoli con il suo tour “volevo fare la rock star”. “Castellammare del Golfo come meta privilegiata per chi è in cerca di novità e qualità – ha spiegato il sindaco Nicolò Rizzo – perché la crescita, anche culturale della nostra città va supportata. L’obiettivo è quello di unire il nostro meraviglioso mare con l’arte e le note musicali”. Gli fa eco Maria Tesè, assessore al turismo: “Cinema, i prodotti enogastronomici, le tradizioni popolari. Vogliamo essere promotori di bellezza artistica e creare esperienze di viaggio con la presunzione che siano ‘da ricordare’. C’è un fil rouge che lega ogni iniziativa dove ‘inclusione’, ‘diversificazione’, ‘beltà’ e ‘coscienza’ sono i punti fermi di ogni attività messa in campo”. “Trasporti e turismo in sinergia per i territori” è il titolo dell’appuntamento dedicato a Liberty Lines.

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La guerra evita la crisi del governo Draghi ma la legislatura è finita e l’unità nazionale anche

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Diciamoci la verità, se non ci fosse la guerra scatenata da Putin in Ucraina, e soprattutto se non ci fossero le pesanti conseguenze che sta producendo con cui avere a che fare, il governo Draghi non esisterebbe più e la legislatura sarebbe (anticipatamente) già finita. La rottura stava per accadere in febbraio, e la visita che il 18 di quel mese Mario Draghi ha fatto a Sergio Mattarella per esternargli tutta la sua irritazione di fronte agli agguati dei partiti (il governo era andato sotto ben 4 volte alla Camera) e il successivo vertice con i capidelegazione, ne erano stati i prodromi. “Se ai partiti e al Parlamento non va bene questo governo, trovatevene un altro”, aveva detto a brutto muso il presidente del Consiglio. Non sappiamo se a dare lo strappo sarebbe stato Draghi (più probabile) o uno dei suoi nemici travestiti da alleati (meno probabile), ma non è azzardato ipotizzare che da lì a pochi giorni la corda di sarebbe rotta. Tuttavia, il 24 febbraio le truppe russe marciavano su Kiev, aprendo uno scenario inedito e drammatico, che non poteva non condizionare le vicende politiche nazionali in tutta Europa, e in Italia congelare la potenziale crisi di governo. E se anche questo stallo non ha impedito ai partiti, in particolare ai 5stelle ma anche la Lega, di logorare l’esecutivo con atteggiamenti ambigui proprio sulla guerra – dal “pacifismo” peloso di Salvini alla polemica di Conte sull’aumento delle spese militari – è evidente che nessuno può, in questa situazione, prendersi la responsabilità di far cadere il governo nel pieno della più grave crisi internazionale dalla fine sella seconda guerra mondiale. Ma fino a quando può durare questo limbo? A giudicare dalla scelta di Lega e Forza Italia di far saltare la riforma del fisco, e dall’aggrovigliarsi di veti incrociati sul provvedimento Cartabia che riforma il Csm, le tensioni all’interno della maggioranza, ma soprattutto nei confronti di Draghi, sono destinate a crescere ogni giorno di più. E, peraltro, non mancheranno le occasioni, visto che il Paese rischia di tornare in recessione, con tutto quel significa in termini di tensioni sociali, e che le decisioni che ci attendono, specie in materia di energia, sembrano fatte apposta per gettare benzina sul fuoco. Con il partito della spesa che già reclama “sforamenti” di bilancio, e le pulsioni populiste che fanno capolino, come dimostra l’inutile polemica sulla frase del presidente del Consiglio su “pace e condizionatori d’aria”, come se non fosse vero che aiutare gli ucraini e perseguire la fine della guerra non comporti sacrifici per tutti noi. La verità è che se si somma il fronte dei putiniani dichiarati e di quelli travestiti da pacifisti, con quello del “chissenefrega degli ucraini, la guerra non ci riguarda” e quello dei vecchi e nuovi riflessi condizionati anti-atlantisti e anti-occidentali, il partito anti-Draghi si fa folto, e a palazzo Chigi l’unica arma che sembra poter (e voler) usare è quella della “fiducia” da mettere sui vari provvedimenti per evitare di essere battuto in aula. D’altra parte, Draghi sa che i parlamentari non faranno karakiri facendogli mancare l’appoggio fino a quando (a settembre) non saranno maturate le coperture previdenziali di questa legislatura. Ma anche lui, che ora è bloccato dall’emergenza del conflitto, non ha nessuna intenzione di tirare a campare. E se solo si aprirà uno spiraglio, ho motivo di ritenere che non si farà scappare l’occasione di togliersi dalla linea di tiro dei partiti. Solo che spaventa cosa possa produrre il combinato disposto tra l’irresponsabilità di buona parte della classe politica, che affronta un passaggio epocale come questo con la logica becera della speculazione elettorale (peraltro presunta), e la stanchezza mista a irritazione di Draghi, cui sembra mancare l’intenzione di usare la leva della sua insostituibilità per forzare la mano e imporre le sue scelte (non lo ha fatto durante la lunga fase della campagna quirinalizia, e non lo sta facendo ora, come dimostra il mezzo passo indietro di fronte a Conte sui tempi di aumento delle spese militari, inopinatamente protratti fino al 2028). Perchè l’Italia non può permettersi, nel bene come grande paese fondatore della comunità europea e nel male come paese appesantito dal debito pubblico e attardato nella crescita economica, di non assumersi la responsabilità di avere un ruolo attivo sia nell’affrontare la catastrofe umanitaria che la guerra sta producendo, sia nell’affrontare tutti i rischi di natura geopolitica che si stanno palesando di fronte alla strategia imperialista di Putin. Purtroppo, è inutile nascondercelo, l’ora buia, pur essendo di una gravità senza precedenti, non è in grado di svegliare coscienze a dir poco sopite, di animare intelligenze e lungimiranze che non ci sono, di rinsaldare solidarietà solo enunciate. Quelli che la politica italiana sta mostrando sono i limiti che ha, non potrebbe essere diversamente. Sì, certo, la nascita del governo Draghi e della maggioranza larga che lo ha votato, tanto più perchè al cospetto di una pandemia che sembrava non domabile, avevano fatto sperare che i drammatici vuoti dei partiti e della classe politica – politici, culturali, programmatici, morali – potessero essere riempiti e che le istituzioni, fragili quando non marce, potessero essere rivitalizzate e risanate. Ma così non è accaduto, e probabilmente è stato ingenuo sperarlo. E così non sembra proprio poter accadere pur di fronte ad una guerra alle porte di casa. E per doverlo constatare non serve scorrere le inchieste giornalistiche (tardive) o attendere quelle giudiziarie (fin qui solo evocate) sui legami che collegano partiti, correnti, fondazioni e singoli politici a Mosca, che in questi anni ha lavorato intensamente per attivare e oliare rapporti, per creare dipendenze e vincoli cui non poter sfuggire. Basta osservare le ambiguità con cui stanno gestendo le proprie posizioni rispetto alla guerra e a Putin, la Lega di Salvini (con poche e poco visibili eccezioni), i 5stelle fuoriusciti e quelli di Conte (ma non Di Maio, fin qui ineccepibile), Berlusconi (ma non tutta Forza Italia), l’insolitamente silenzioso Renzi e chi sta a sinistra del Pd, confortati dalle allucinanti posizioni dell’Anpi. Con il risultato che sulla politica estera l’unica forza di opposizione condivide (magari tatticamente più che convintamente, ma intanto) la linea euroatlantica di palazzo Chigi molto più di varie forze di maggioranza. Devo anche dire che un contributo non secondario a determinare nel Paese questo clima inquinato, antitesi del binomio “riflessione-coesione” di cui invece avremmo disperatamente bisogno, lo stanno dando – more solito – i media e più in generale il mondo culturale e intellettuale. Da un lato, la spettacolarizzazione della guerra e del dolore, dall’altro la banalizzazione dei grandi temi geopolitici: sono gli ingredienti di una indigesta pietanza mediatica che ogni giorno ci viene fornita abusando del titolo di informazione. Che diventa vomitevole quando si aggiungono le risse da talk show, alimentate anche a costo di dare spazio e voce a portatori di tesi improbabili (come già era capitato con i no-vax, che non a caso hanno spesso i medesimi protagonisti) o palesemente false e schifosamente negazioniste. Non voglio qui attribuirmi meriti o menare vanto, ma devo dire che il polso di quanto sia diventato insopportabile, oltre che maledettamente dannoso, questo teatrino mediatico, me lo danno le crescenti manifestazioni di apprezzamento per War Room, sia da parte del pubblico, cui piace riflettere più di quanto non si pensi, ma ancor più da parte degli ospiti, che trovano finalmente un luogo di confronto dover poter esprimere le proprie argomentazioni senza la mortificazione della rissa verbale, dell’ammucchiarsi degli ospiti, dell’esasperazione dei contrasti. Difficile che una società legga le condizioni in cui si trova e che la politica sia indotta a fare scelte coraggiose anziché vellicare i bassi istinti popolari, in un contesto informativo e culturale siffatto. Chiusa questa parentesi e tornando alla questione “vita e durata del governo”, se alle ambiguità sulla guerra si aggiungono tutte le altre questioni su cui un po’ tutti sono intenti a praticare i distinguo, si vede quanto sia consunta la trama e mortificato lo spirito dell’unità nazionale. Se poi si considera il rischio che in Francia possa vincere la destra nazionalista e filo-russa – spero ardentemente di no, ma la crescita della Le Pen è indubbia – andando a rafforzare i significati continentali della riconferma in Orban in Ungheria, con tutto quello che significherebbe anche per noi, si capisce come l’infinita transizione politico-istituzionale italiana possa avere esiti devastanti. Quali? Non sarà, almeno fino a settembre, una crisi di governo. Ma potremmo ritrovarci a dover constatare che c’è qualcosa di peggio: il non-governo. Per ulteriori informazioni, consultate il sito http://www.terzarepubblica.it

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Sostegno economico per l’acquisto dei libri di testo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

L’Associazione Italiana Editori (AIE) esprime soddisfazione per l’approvazione del disegno di legge delega “Family Act”, che introduce nell’ordinamento italiano una riforma organica delle politiche per la famiglia.L’insieme degli articoli prevede, fra l’altro, un sostegno economico per le famiglie meno abbienti da destinare alle spese per l’acquisto dei libri di testo dei propri figli, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado.“L’istruzione e in particolare la centralità dei libri di testo nei processi di apprendimento – ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – vengono riconosciute come strumenti imprescindibili per formare i cittadini e concorrere alla crescita sociale ed economica del Paese”. “A questo primo passo concreto – aggiunge Paolo Tartaglino, vicepresidente dell’Associazione e presidente del Gruppo Educativo –, AIE auspica seguano rapidamente i decreti attuativi, necessari affinché le famiglie destinatarie degli aiuti possano avere accesso in modo unitario e integrato alle misure statali e a quelle regionali per il diritto allo studio nel modo più rapido e diretto possibile”.

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Oltre Putin. Ripensare i rapporti con la Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Distendere la carta geografica della Federazione russa e dei Paesi confinanti per capire i motivi della insensatezza dell’invasione putiniana dell’Ucraina.La federazione russa appare un immenso territorio di 17 milioni di km quadrati, abitato da 146 milioni di persone, con una densità di soli 9 abitanti per km quadrato. Per avere un confronto, basta ricordare che l’Italia ha una densità di 189 persone per km quadrato. Il Paese invaso, l’Ucraina, ha una superficie di 600 mila km quadrati, il doppio dell’Italia, una popolazione di 40 milioni di abitanti con una densità di 72 persone a km quadrato. Dunque, non esiste il problema degli “spazi vitali” di hitleriana memoria. La Nato si è allargata, ha accerchiato la Russia e costituisce un pericolo, afferma Putin. Ricordiamo che l’adesione alla Nato è volontaria. I Paesi dell’Est Europa, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, aderirono nel 1999; Romania, Bulgaria, Slovacchia, Lituania, Estonia e Lettonia nel 2004. Dal 1949, data di nascita della Nato (ben 73 anni fa) non c’è stata nessuna occupazione di Paesi terzi, risulta, invece, che la Russia ha invaso la Cecenia (1999), la Georgia (2008), l’Ucraina (Crimea 2014) e, di nuovo, l’Ucraina (2022), oltre a intervenire, come Urss, in Ungheria (1956) e in Cecoslovacchia (1968). Se l’Ucraina entrasse nella Nato avrebbe i missili al confine con la Russia, dice Putin. Logisticamente i missili non si posizionano ai confini perché sarebbero passibili di facili incursioni, e poi, un missile intercontinentale può percorrere 13 mila km, potrebbe, cioè, essere collocato ovunque, anche in Congo.Oltretutto, è dal 2008, cioè da 14 anni, che si discetta sulla adesione dell’Ucraina alla Nato e non se ne è fatto nulla. Comunque, l’Ucraina è uno stato indipendente che decide del proprio futuro. Gli ucraini sono russi, proclama Putin. L’etnia Rus, è scandinava, ed era già presente nel mille d.C a Kyiv, dove si costruivano abitazioni e chiese cristiane, mentre a Mosca c’erano solo boschi di betulle. Semmai sarà il contrario, ma non risulta che l’Ucraina voglia invadere la Russia. Gli ucraini hanno compiuto un genocidio contro la popolazione russofona nel Donbass, afferma Putin. Il Tribunale internazionale dell’Onu smentisce. Semmai è stato Putin a compiere genocidi in Cecenia e in Georgia e ora cannoneggia abitazioni e spara sui civili ucraini. Secondo la Caritas Ucraina, sono migliaia gli ucraini deportati nell’estremo oriente russo. Le atrocità nei confronti della popolazione sono notizie di questi giorni. Bucha, purtroppo, non rimarrà un caso isolato.La forte dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia era stata considerata come garanzia di stabilità ma, evidentemente, le intenzioni del presidente Putin erano altre: tenere la briglia stretta del cavallo Europa e allargare la propria influenza politica in funzione “imperiale”. Qualcuno dovrebbe informarlo che i tempi di Pietro il Grande (1672-1725) o di Caterina la Grande (1729-1796) sono passati e che, comunque, non ne ha la stoffa, neanche quello di un lembo della giacca, difatti l’invasione della Ucraina ha avuto come risultato il rinsaldamento dell’Alleanza atlantica e la prossima adesione di Finlandia e Svezia. Putin è semplicemente un criminale che per una fortuita combinazione della storia si è trovato ai vertici di uno Stato. L’Ue sta avviando un processo di diminuzione della dipendenza energetica. Gli stati baltici hanno già deciso, la Polonia seguirà. La Germania ha ridotto del 25% gli acquisti e il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invita gli Stati membri a interrompere le importazioni di gas, petrolio e carbone.Insomma, la Russia sta perdendo il suo principale acquirente, oltre a subire sanzioni economiche, le quali hanno una conseguenza anche indiretta: chi investirà più in uno stato canaglia?

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59a Mostra Internazionale d’Arte di Venezia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Venezia dal 23 aprile al 27 novembre 2022. Il Canada si prepara a una presenza senza precedenti alla Biennale di Venezia. Oltre a Stan Douglas al Padiglione nazionale, la 59a Mostra Internazionale d’Arte vedrà la caleidoscopica partecipazione di ben sette artisti canadesi, di cui sei donne, e circa 30 artisti e curatori indigeni nel progetto aabaakwad. Molte anche le artiste negli eventi satellite della grande kermesse veneziana. Quest’ampia rappresentazione del Canada a Venezia testimonia l’eccellenza e il riconoscimento degli artisti canadesi a livello internazionale e offre un quadro della società canadese contemporanea, fondata sui valori della diversità e dell’inclusione. Molto trattato inoltre il tema del rispetto dell’ambiente e il contrasto ai cambiamenti climatici. Stan Douglas rappresenta il Canada al Padiglione nazionale, situato ai Giardini della Biennale, e ai Magazzini del Sale n. 5, con i progetti Stan Douglas: 2011 ≠ 1848 e ISDN. Riconosciuto come uno degli artisti più acclamati del Paese e conosciuto all’estero, le sue opere multidisciplinari, film, fotografie e, più recentemente, produzioni teatrali, spesso riflettono sul potenziale evolutivo racchiuso in momenti storici cruciali. Stan Douglas è stato invitato alla Biennale già quattro volte, nel 1990, 2001, 2005 e 2019, ma per la prima volta rappresenta il Canada a Venezia. I sette artisti canadesi invitati a esporre nel Padiglione Centrale dei Giardini e all’Arsenale vanno da Shuvinai Ashoona, nota per i suoi dettagliati disegni a penna e matita che raffigurano la vita Inuit contemporanea, a Gabrielle L’Hirondelle Hill che vive nei territori non ceduti delle prime nazioni Musqueam, Squamish e Tsleil-Waututh, artista e scrittrice multimediale, che crea sculture, collage e installazioni, principalmente con oggetti trovati.Incontreremo poi l’artista Elaine Cameron-Weir, nota per le sue sculture e installazioni che affrontano il tema della sopravvivenza umana individuale e collettiva. E ancora lo scultore Jes Fan, con il suo lavoro all’intersezione tra biologia e identità che esplora l’alterità, la parentela e la queerness.La Biennale di quest’anno si arricchirà anche della presenza della pittrice Allison Katz, le cui opere indagano la natura complessa e a volte contraddittoria della produzione artistica contemporanea, e di Tau Lewis, con i suoi intricati ritratti scultorei e trapunte fatte di materia trovata, raccolta, donata e riciclata.Infine l’acclamata Kapwani Kiwanga (Sobey Award 2018, Prix Marcel Duchamp 2020, Zurich Art Prize 2021) realizzerà a Venezia un’installazione che affronta in particolare le questioni ecologiche e richiama l’attenzione sulla crisi climatica.Il progetto aabaakwad (termine che significa “si schiarisce dopo una tempesta”) è un incontro annuale condotto da artisti e curatori indigeni sull’arte indigena. Fondato nel 2018 dalla curatrice Anishinaabe canadese Wanda Nanibush, aabaakwad riunisce oltre 100 creativi da tutto il mondo per dialogare sui temi, i materiali e le esperienze nella pratica artistica indigena a livello globale. Il programma presentato a Venezia è realizzato in collaborazione con il Padiglione Sámi, nel Padiglione Nordico ai Giardini.Nelle altre sedi di mostre troviamo le artiste Caroline Hachem-Vermette, Laura Santini, Lesley Richmond e Rah Eleh all’European Cultural Centre (Palazzo Bembo e Palazzo Mora) e una collettiva della galleria Art Mûr di Montréal dal titolo Terra Nova, al GAD – Giudecca Art District, che offre uno sguardo al presente e al futuro per legare la questione sociale al territorio, con le opere di Eddy Firmin, Nadia Myre, Karine Giboulo, Guillaume Lachapelle e Jannick Deslauriers. La presenza canadese infine si completa con la partecipazione della curatrice Ming Tiampo e dell’artista/performer Victoria Sin alias Sin Wai Kin all’Asia Forum for Contemporary Art in programma alla Fondazione Querini Stampalia.

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L’Università di Parma vola “nello spazio”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Parma. L’Università di Parma vola nello spazio grazie al progetto “Topdess” finanziato da ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. “Topdess” coinvolge il Gruppo di fisica tecnica dell’Ateneo, coordinato dal docente Fabio Bozzoli e composto anche dai docenti Luca Cattani, Sara Rainieri e Pamela Vocale, e l’azienda parmigiana Mbs, del gruppo Csf Inox.Nei giorni scorsi il prof. Bozzoli e il dottorando Luca Pagliarini hanno partecipato alla 78sima Campagna di volo parabolico organizzata da ESA a Bordeaux.Da anni ESA organizza questi voli aerei particolari, nel corso dei quali si può sperimentare l’assenza di peso. Sono i cosiddetti voli parabolici. Alcuni aerei Airbus 300 della compagnia Novospace sono stati leggermente modificati: sono stati rimossi tutti i sedili della parte centrale ed è stato ricavato un ampio spazio dove condurre esperimenti. Durante la fase di ascesa il pilota dirige l’aereo alla massima velocità, con una pendenza di circa 45 gradi. Poi, raggiunta una certa quota, rimuove la spinta dei motori. A questo punto l’aereo si trova a planare in caduta libera: in questa fase al suo interno si sperimenta l’assenza di peso.Nei 20 secondi di caduta libera l’attrazione verso la Terra, il peso cioè, viene annullata da una forza dovuta all’accelerazione dell’aereo. Se all’interno dell’aereo si lascia andare a mezz’aria una matita, ad esempio, la matita non si sposta, non cade sul pavimento. Durante un volo parabolico l’aereo percorre 31 parabole: il totale del tempo passato in assenza di peso è dunque di oltre 600 secondi, dieci minuti.Durante la campagna di volo parabolico il gruppo di Parma ha studiato il funzionamento, in assenza di gravità, dei “Pulsating Heat Pipes”, chiamati anche PHP, che sono dispostivi passivi per lo scambio termico. Un PHP consiste fondamentalmente in un tubo di piccolo diametro, curvato a formare più spire, parzialmente riempito con un fluido. I principali vantaggi di questi dispositivi sono la compattezza, la flessibilità, la capacità di funzionare senza apporto di energia elettrica e in assenza di gravità.Al progetto “Topdess”, del valore totale di 1,7 milioni di euro, partecipano anche prestigiosi partner internazionali quali l’Università di Brighton, l’Università di Liverpool, l’istituto ISAE-ENSMA e CEA. Vi sono coinvolti anche altri importanti partner industriali mondiali come Airbus France e Kayser Space UK.

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La rivincita dei Nerd è già finita?

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Commento a cura di Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR Dopo un inizio anno favorevole ai settori value, abbiamo assistito da inizio marzo all’ennesima rotazione verso il growth, malgrado proseguisse la tendenza al rialzo dei rendimenti obbligazionari. Negli ultimi giorni, però, l’ulteriore accelerazione della Fed su aumento tassi e riduzione del bilancio, ha smorzato l’entusiasmo degli investitori. È stato solo un bear market rally? La discesa dei mercati obbligazionari si è intensificata in quest’ultima settimana causando una forte correzione anche sui listini azionari. Gli investitori hanno iniziato a riposizionarsi per attutire le conseguenze della stretta monetaria da parte della Fed dopo che il governatore Lael Brainard ha dichiarato che la banca centrale americana inizierà a tagliare rapidamente i suoi bilanci già a partire dal prossimo mese di maggio. Le minute pubblicate mercoledì hanno confermato il piano di riduzione da 1000 miliardi l’anno, ovvero circa 90 miliardi al mese, e la possibilità che ci siano almeno due ritocchi da 50 punti base. Gli operatori ora prevedono che i tassi raggiungano il 2,5% entro fine 2022. Se così fosse, sarebbe la più grossa stretta monetaria dal 1994, l’anno nero dei bond. Il rendimento del Treasury decennale ha velocemente superato il 2,6%, tornando ai livelli toccati nel 2018 e 2019. I mercati azionari, che da metà marzo avevano iniziato una interessante fase di recupero, immuni anche al trend di aumento dei rendimenti, hanno subito il colpo. Nelle ultime settimane avevamo assistito all’ennesima rotazione settoriale dai settori value verso i growth, in particolare le mega cap americane del comparto tecnologico, segno che il mercato cominciava prezzare un possibile rallentamento economico che avrebbe favorito nuovamente i titoli ad alta crescita e penalizzato i ciclici. Ora però si inizia a temere che la Fed, questa volta, prosegua sulla strada della normalizzazione dei tassi senza badare troppo alle conseguenze sui listini. Con un mercato del lavoro ritornato quasi ai livelli pre-pandemia e bilanci delle società in buona salute, la priorità è cercare di arginare la crescita dei prezzi arrivata ai massimi da 40 anni. Se a questo aggiungiamo la riduzione dei buyback dovuta all’aumento dei costi di finanziamento, è possibile che nei prossimi mesi la volatilità sui mercati resti elevata. Malgrado le stime per la crescita economica globale nel 2022 siano state recentemente riviste al ribasso, l’OECD è passata dal +4,5% di fine 2021 al +3,5% attuale, per il momento una fase recessiva non è nelle carte. Con la nuova stagione delle trimestrali alle porte, avremo un quadro più chiaro, in particolare sulla guidance per i prossimi trimestri. Le valutazioni al momento sono interessanti, anche perché le stime degli analisti sulla crescita degli utili restano positive, e l’attuale fase di consolidamento dei listini potrebbe fare da base per la ripresa del trend rialzista una volta metabolizzato il nuovo contesto monetario.

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E’ nato il Polo Logistico dell’Agroalimentare Italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Assologistica è uno dei partner del neo-costituito Polo Logistico dell’Agroalimentare Italiano, assieme a Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Cai RE e Confetra. Si tratta di un polo logistico con diverse infrastrutture su tutto il territorio nazionale per garantire un approvvigionamento più sicuro e sostenibile delle eccellenze dell’agroalimentare italiano.“Efficienza e sostenibilità sono gli obiettivi su cui si gioca la competitività del servizio logistico. Questo progetto nasce esattamente declinando queste finalità mettendo a sistema più soggetti della catena del valore, ciascuno con il proprio capitale di competenze e opportunità. Il possibile recupero di aree all’interno delle città per un impiego che incrementi l’efficacia del servizio distributivo è già di per sé un importante sviluppo che viene messo a disposizione di un comparto strategico del nostro Paese come quello rappresentato dalle nostre eccellenze agroalimentari”, commenta il Presidente di Assologistica Umberto Ruggerone.

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Chiara Cordelli: Privatocrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

I confini tra il pubblico e il privato sono sempre più indefiniti. Il ruolo dello Stato moderno, nato per separare pubblico e privato, è cambiato profondamente negli ultimi anni e ha subito radicali trasformazioni nel modo di governare e amministrare la cosa pubblica. Viviamo sempre di più nell’era dello Stato privatizzato, o, per meglio dire, in una privatocrazia, dove lo Stato dirige, ma è il privato che spesso gestisce.Se prima governare significava spendere e amministrare direttamente, ora non di rado equivale a coordinare e incentivare una serie di attori privati sfruttandone le capacità organizzative e l’autonomia decisionale. Una privatizzazione incalzante che è ormai un fenomeno di scala globale: per decenni i governi di tutto il mondo hanno promesso una maggiore efficienza rivolgendosi a società private per fornire beni pubblici, quali la sanità, l’istruzione e i trasporti. Tragicamente, la pandemia di Covid-19 ha mostrato la falsità di tale promessa, mettendo in luce l’inefficienza e l’ingiustizia di molti sistemi privatizzati. In Italia, ad esempio, sono emersi i limiti della privatizzazione della sanità; prima ancora, dell’istruzione. Ma la minaccia più profonda che la privatizzazione pone al nostro ordine democratico, mettendo in discussione la sua stessa legittimità, resta invisibile e assente dal dibattito pubblico.Affrontando il tema del rapporto tra pubblico e privato da un punto di vista politico, e non in termini di mera efficienza economica, Chiara Cordelli propone una riflessione sulla trasformazione dello Stato contemporaneo.Una diagnosi lucida, che dimostra come la tendenza a privatizzare metta a rischio la legittimità dello Stato democratico stesso, compromettendo la ragione fondamentale per la quale esso esiste. Un’analisi quanto mai necessaria, che permette di comprendere la natura del conflitto profondo tra privatizzazione e legittimità democratica e di immaginare un nuovo modo di concepire e gestire collettivamente la cosa pubblica. Chiara Cordelli, filosofa, è professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Chicago.

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Bugie di guerra’, la disinformazione russa dall’Unione Sovietica all’Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Finzione e verità: dov’è il confine? Propaganda e disinformazione: quale la differenza? In un momento storico in cui certezze e punti di riferimento sembrano perduti, a spiegarlo sono Francesco Bigazzi, Dario Fertilio e Luigi Sergio Germani, con documenti e dovizia di particolari, nel libro edito da Paesi Edizioni Edito da Paesi Edizioni, il saggio di Francesco Bigazzi, Dario Fertilio e Luigi Sergio Germani inizia il suo racconto già dalla sua copertina, che raffigura la ragazzina-simbolo della guerra in Ucraina, immortalata dal padre fotografo il 22 febbraio 2022 – cioè due giorni prima dell’inizio della guerra – con il lecca lecca e il fucile in mano, in attesa dell’invasore russo come fosse una vedetta. “L’autore del manifesto si chiama Oleksii Kyrychenko, ed è il padre della bambina che ha scattato e poi pubblicato sul suo profilo Facebook la foto-simbolo della guerra e dei suoi orrori – spiega l’editore Luciano Tirinnanzi nella premessa del libro. Perché abbiamo scelto quell’immagine così forte ed evocativa? Non solo per rendere ancora più attuale il contenuto di questo libro, ma anche perché la storia di quella foto resterà a lungo come un caso-scuola della comunicazione visiva e, al tempo stesso, della propaganda politica in tempo di guerra. Che poi è l’oggetto ultimo di questo saggio”.Il libro Bugie di guerra è diviso in tre parti, “Dezinformacija. La strategia del Cremlino dall’epoca sovietica alla Russia di Putin” di Luigi Sergio Germani, “La guerra fredda e l’ingerenza russa in Italia” di Francesco Bigazzi e “Le tecniche moderne: cyber disinformazione e giornalismo collettivo” di Dario Fertilio.Uno strumento indispensabile a comprendere le tecniche di propaganda e disinformazione del Cremlino, in Russia ma soprattutto all’estero e in Italia, e a chiarire il confine e la differenza tra finzione e realtà. Una realtà che dipende dal modo in cui la si comunica, dal mezzo attraverso cui la si divulga, dallo scopo che ci si è prefissi. E, in definitiva, dal punto di osservazione da cui si osserva. Bugie di guerra. La disinformazione russa dall’Unione Sovietica all’Ucraina di Francesco Bigazzi, Dario Fertilio e Luigi Sergio Germani in libreria e negli store online a partire dal 14 aprile, è già disponibile in versione eBook. Pagine: 214 Prezzo: € 15,00

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Campagna da 20 milioni di dollari per favorire l’uso delle criptovalute

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Rivoluzionare il mondo della finanza aumentando l’inclusione finanziaria in un percorso attivo per contrastare i danni del cambiamento climatico. Questo il programma annunciato da Celo, ecosistema blockchain mobile first, durante Celo Connect, l’evento che ha riunito a Barcellona la sua community, ma anche opinion leader del settore e media, durante la Blockchain Week. Al centro i trending topics del web 3 e il dibattito sui nuovi usi degli NFT. Nel mondo 2 milioni di persone sono ancora escluse dai servizi finanziari di base, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’intuizione di Celo è stata quella di sfruttare gli smartphone come strumento di accesso al proprio sistema in modo da mettere a disposizione di tutti – 6 miliardi di persone posseggono un telefono cellulare connesso a internet – gli strumenti della finanza tradizionale in un sistema di finanza decentralizzata che viaggia su blockchain. Oggi Celo ha già all’attivo 3 stablecoin, criptovalute sostenibili legate al valore di monete reali: cUSD, ancorata al dollaro, cEUR ancorata all’euro e CReal, ancorata al real brasiliano.Prende il via da Barcellona Connect the world, la campagna di sensibilizzazione e diffusione dell’uso delle criptovalute nelle operazioni quotidiane, che stanzia 20 milioni di dollari a supporto di sviluppatori di tutto il mondo per realizzare nei loro paesi applicazioni che possano integrare i sistemi di pagamento di Celo e favorire l’interazione delle nuove monete con quelle tradizionali. L’iniziativa parte con un’offerta di 50.000 dollari per il primo fornitore di servizi di pagamento per ogni paese in grado di integrare le monete digitali di Celo e sovvenzionerà le commissioni di pagamento fino a 100.000 dollari per ciascun paese che adotterà le valute del provider. “Adesso Celo non è solo carbon neutral, ma carbon negative” questo l’annuncio del fondatore Rene Reinsberg, cofounder di Celo, da Barcellona. Celo Connect, infatti, è stato l’occasione per annunciare la collaborazione fra la Celo Foundation, fondazione per l’uso delle criptovalute in un’ottica di inclusione finanziaria, il Climate Collective, la coalizione di aziende che usano il web3 per promuovere azioni concrete contro il cambiamento climatico, e Toucan, player che tokenizza i crediti di carbonio aprendo nuove prospettive per la cosiddetta ReFI, un nuovo modello di finanza rigenerativa che ha fra i suoi obiettivi la salvaguardia del patrimonio naturale. Ma non solo, nella stessa direzione di tutela e salvaguardia del pianeta attraverso gli strumenti di finanza decentralizzata va anche la nuova alleanza di Celo con Plastiks, azienda che converte in NFT i dati reali sul riciclaggio di plastica nella gestione dei rifiuti. Questa collaborazione porterà a Celo un nuovo tipo di risorsa tokenizzata rigenerativa. Lo scopo è quello di usare gli NFT per creare un futuro sostenibile. (abstract Da Celo Connect)

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Scorte alimentari: A rischio i paesi poveri

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Gli effetti della crisi politica ed economica potrebbero cominciare a farsi sentire anche a km di distanza dal suo epicentro, coinvolgendo i Paesi in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa orientale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo il vicedirettore della Fao Maurizio Martina, il rischio è che alcune di queste nazioni vedano diminuire le loro scorte alimentari a causa della rottura delle catene di approvvigionamento provocata dalla guerra. L’appello lanciato dalla Fao dimostra che la crisi in corso coinvolge tutto il pianeta con poche eccezioni – continua Tiso. Per questo motivo è necessaria una mobilitazione di forze all’altezza dell’emergenza. Se è bene che i singoli Paesi facciano di tutto per raggiungere una maggiore autosufficienza alimentare, da soli non è tuttavia possibile attraversare indenni la tempesta. Occorre quindi rafforzare le alleanze e siglare nuovi accordi per generare nuovi flussi di scambio che consentano di tutelare l’accesso al cibo delle popolazioni, incluse quelle dei Paesi più poveri.Come ha sottolineato il ministro Patuanelli, l’obiettivo della sovranità alimentare è più europeo che dei singoli Stati membri e va accompagnato dalla reciprocità con i Paesi terzi. La tentazione di arroccarsi in una posizione di difesa dei propri privilegi non può che portare a un aggravamento della crisi e minare la capacità di risposta dell’Europa nel suo insieme. Il Vecchio continente, infine, è chiamato a non dimenticare i Paesi in via di sviluppo, che potrebbero risentire a breve dell’onda lunga della guerra.

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ACS passa alla seconda fase di aiuti destinati all’Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

A 46 giorni dall’inizio dell’invasione militare dell’Ucraina Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) passa alla seconda fase di aiuti. Subito dopo l’aggressione militare la Fondazione Pontificia aveva infatti stanziato 1,3 milioni di euro per le diocesi, le eparchie e gli esarcati dell’Ucraina orientale e occidentale. Tali fondi sono già giunti alle rispettive destinazioni. In questa seconda fase, appena apertasi, gran parte dell’aiuto andrà a beneficio delle religiose, dei sacerdoti e dei seminaristi che stanno accogliendo e sostenendo i milioni di sfollati ucraini in viaggio verso i confini e bisognosi di rifugio e nutrimento, sia fisico sia spirituale. Il valore dei nuovi aiuti già approvati è di euro 687.180. Ad essi stanno per aggiungersi ulteriori contributi, in fase di approvazione, del valore approssimativo di 202.500 euro. Oltre a queste iniziative ACS ha approvato 27 progetti finalizzati a convogliare le offerte per Messe a beneficio dei sacerdoti ucraini, per un valore di 579.491 euro. «Gli aiuti materiali stanno raggiungendo le persone attraverso i Paesi confinanti occidentali, principalmente la Polonia, per questo motivo i veicoli, nelle aree di conflitto, sono uno strumento necessario per la consegna di cibo, acqua, pannolini e medicinali. Sono pertanto in cantiere diversi progetti di ACS per assicurare la fornitura di furgoni e camioncini», spiega il direttore di ACS Italia, Alessandro Monteduro. «Al perdurare degli scontri armati si contrappone una articolata reazione di carità, necessaria per difendere le famiglie sfollate dalla disperazione», conclude Monteduro.

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Alcune parole relative all’auto sono piuttosto intuitive

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Tuttavia, i termini più complessi possono mandare in confusione i conducenti che cercano di capirne il reale significato. Un portavoce di StressFreeCarRental.com ha commentato: “Conoscere ciò che c’è sotto il cofano è estremamente utile per essere sicuri che il vero problema sia stato risolto e di non pagare troppo. Non solo, chi conosce la propria auto, avrà più probabilità di sapere come risolvere eventuali problemi da solo. Incoraggiamo i conducenti a informarsi, non solo per aiutarli a risparmiare, ma anche per garantire la massima sicurezza.” 15 termini essenziali del gergo automobilistico spiegati qui di seguito: ABS Si riferisce al Sistema antibloccaggio, il sistema che prende il controllo dei freni quando rileva che le ruote possono bloccarsi e causare slittamenti. L’ABS si attiva rapidamente e rilascia i freni, per aiutarti a controllare lo sterzo in caso di frenate brusche. ACC Un sistema automatizzato di gestione della velocità in grado di identificare i veicoli che precedono la propria vettura e di modificare di conseguenza la velocità dell’auto. Può essere chiamato anche “controllo della velocità di crociera adattivo”. AWD Trazione integrale. Significa che l’alimentazione viene inviata a tutte le ruote della vettura. Le auto AWD possono avere una trazione integrale permanente, in cui l’alimentazione sarà sempre inviata a ogni singola ruota, o commutabile. Nell’ultimo caso vengono alimentate principalmente due ruote, ma possono essere alimentate tutte e quattro se viene rilevato uno slittamento. Alcuni produttori chiamano questa trazione 4×4 o 4WD. DPF Un filtro antiparticolato diesel intrappola e immagazzina la fuliggine emessa dallo scarico diesel, al fine di ridurre le emissioni delle autovetture alimentate con questo combustibile. DOHC Double Over Head Camshaft o distribuzione con doppio albero a camme in testa, un design moderno del motore con due alberi a camme invece di uno. Questi sono posizionati nella parte superiore delle teste dei cilindri e, in ultima analisi, rendono l’auto più potente ed efficiente di un motore con un singolo albero a camme. Pinza del freno La pinza del freno è la parte che schiaccia il disco del freno quando si preme il pedale, rallentando la rotazione delle ruote. Cinghia dentata La cinghia dentata è una cinghia di gomma che controlla la temporizzazione di alcuni aspetti di un motore di auto. I produttori spesso raccomandano di cambiare la cinghia dentata dopo un certo numero di chilometri. Può essere una parte molto costosa da riparare se si rompe. Convertitore catalitico I convertitori catalitici trasformano le emissioni di scarico nocive (ad esempio monossido di carbonio, ossido di azoto) in gas meno nocivi o vapore acqueo. Telaio Il telaio di base o carrello di un’automobile, costituito dalla struttura su cui è montata la carrozzeria.  Cruise control Conosciuto anche come regolatore della velocità, il cruise control è un sistema che controlla automaticamente la velocità di un’auto, ed è spesso utilizzato in autostrada. I conducenti possono impostare la velocità desiderata (con una serie di pulsanti spesso posizionati sul volante). Cinghia della ventola La cinghia della ventola utilizza il motore per azionare elementi come l’alternatore e le pompe dell’acqua. Le cinghie della ventola tendono ad allungarsi e talvolta anche a staccarsi, quindi potrebbe essere necessario regolarle o sostituirle periodicamente. Volano Si tratta di un disco metallico che fornisce alimentazione da e verso il motore e la trasmissione. Praticamente tutti i veicoli a motore ne hanno uno. Immobilizzatore Un immobilizzatore è un apparecchio elettronico antifurto collegato al motore dell’auto e al sistema di accensione. Quando l’immobilizzatore è attivo, non è possibile avviare il motore, nemmeno con la chiave. SospensioniUna complicata configurazione a molla ad ogni angolo della vettura che consente alle ruote di muoversi indipendentemente dal telaio, reagendo agli urti e alle irregolarità della strada. BattistradaI motivi ritagliati sulla gomma degli pneumatici dell’auto. Quando il battistrada si consuma, gli pneumatici forniscono meno aderenza, motivo per cui vi è un obbligo di legge di avere una profondità del battistrada di almeno 1,6 mm sul 75% della sezione centrale della larghezza degli pneumatici dell’auto. StressFreeCarRental.com By Annika Shoker

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Ukraine: horrors of war

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

For the first time since Russia invaded Ukraine in February our cover turns from the horrors of war, to look at an unusually consequential election. The campaign for the French presidency has been overshadowed, but it matters.The direct reason is that it will determine who leads the country that intends to steer the European Union as it adapts to the absence of Angela Merkel, the former German chancellor. The indirect reason is that it tells you about the prospects for a revival of the radical centre in an age of identity politics. When he was first elected president of France in 2017, Emmanuel Macron immediately became a standard-bearer for liberals around the world. He was young, clever and eminently reasonable. Brexit, Donald Trump and the success of populists on the right and the left in such countries as Sweden, Denmark and Greece meant that it was a time of panic for centrists.When he faces voters on April 10th, Mr Macron will be running on his record as a nuts-and-bolts reformer, on his vision for world affairs and as a leader who has reinvigorated French politics. Our model, which gives him a 77% chance of being re-elected in the second round on April 24th, suggests that this record will be vindicated. However, the closer you look, the more centrists should see Mr Macron’s presidency as a cautionary tale. Zanny Minton Beddoes Editor-in-chief The Economist

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Christie’s Collaborate with Efie Gallery

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

London – Christie’s will present Material Earth, an exhibition in collaboration with Efie Gallery. Founded in 2021 and based in Dubai, Efie Gallery’s programme focuses on art from Africa with an emphasis on West Africa. Material Earth showcases the work of three pioneering Ghanaian artists: El Anatsui, Yaw Owusu and Isshaq Ismail. These artists have each established their own distinctive visual languages. El Anatsui has emerged as one of the world’s foremost contemporary sculptors while Isshaq Ismail is internationally renowned for his portraits that manipulate the human figure and question our sense of identity. Born in 1992, Yaw Owusu is a young artist who, like El Anatsui, reconstitutes upcycled materials including coins to create rich, shimmering abstractions. The exhibition, Material Earth, seeks to stimulate the current global dialogue on sustainability, materiality and waste. The viewer is invited to consider the materials that contribute to the complex beauty envisioned in the work of Anatsui and Owusu. When arriving at Isshaq Ismail’s grotesque figures, the context within which they are viewed intends to focus viewers on how environmental waste in the world can be seen as a reflection of ourselves. Efiɛ Gallery is a contemporary art gallery located in Dubai specialised in the promotion of artists from Africa, both within the continent and the diaspora, with a particular focus on artists ranging from West Africa. The gallery represents both mid-career and established artists and supports the sharing of their works in the Middle East, creating a unique platform for collaboration and exchange between the two regions. This platform for collaboration goes beyond the mere exhibition of artists from Africa, rather an artist studio for residency programmes caters for both the gallery’s artists and local artists, presenting itself as the active site for said collaboration.Efiɛ Gallery was founded by Valentina Mintah, Kobi Mintah and Kwame Mintah.

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