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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 13 aprile 2022

Mostra “Rinaldo Invernizzi. Smeraldo. Antracite. Cobalto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

Venezia, Palazzo Martinengo Dorsoduro 178 Inaugurazione 20 aprile 2022 ore 18.00 20 aprile – 30 settembre 2022 11.00/19.00 lunedì chiuso. In concomitanza con La Biennale di Venezia, la mostra “Rinaldo Invernizzi. Smeraldo. Antracite. Cobalto” sarà ospitata a Palazzo Martinengo. L’esposizione, a cura di Henry-Claude Cousseau e Andrea B. Del Guercio, vuole essere un inno all’amatissima città lagunare dove l’Artista espone per la prima volta, attraverso oltre una ventina di oli su tela inediti realizzati in questo ultimo anno nei quali campeggia la dimensione soggettiva dei tre colori. Dopo una lunga pausa di riflessione, scandita attraverso un’operatività contrassegnata da un processo progettuale fatto di schizzi e di insistiti studi, così come è nella sua pratica espressiva tesa alla ricerca di nuove soluzioni espressive, Rinaldo Invernizzi ha ripreso a ‘correre’ pittoricamente realizzando, in quest’ultimo anno, un Ciclo di opere scandite dalla dimensione monocromatica dello ‘smeraldo’, dell’antracite’ e del ‘cobalto’, incentrate sulla natura indipendentemente ‘soggettiva’ dei tre distinti colori. La ‘materia cromatica’ è affrontata da Invernizzi come entità complessa e autonoma, del tutto indipendente rispetto a ogni tipo di racconto e autonoma dalla definizione del reale; su di essa si riversa la natura umana, con i sentimenti che si rincorrono ed ogni pensiero che il colore sembra subito pronto a restituire sotto nuova forma emozionale. Tutto si sviluppa e si consolida, tra avanzamento e arretramento, frutto di una stesura condotta per ‘trascinamento’ del colore, di una pittura che, sotto la spinta della rotazione del gesto, produce grumi e spessori, per poi riprendere a ‘correre’ per linee e tracce, fino a congiungersi con nuove estensioni. Anche Henry-Claude Cousseau evidenzia quanto i solchi del pennello dilatino lo spazio in grandi ritmi orizzontali che armonizzano la superficie in un unico brano pittorico. Nelle tele di Invernizzi nuvole e acqua si fondono, l’orizzonte si fa labile, scintillano i colori ora dell’alba, ora dei bagliori vespertini, prorompe uno dei tratti caratteristici della laguna, il plumbeo splendore dei suoi temporali, il tutto nei toni che possiedono più la fissità delle gemme che l’inafferrabile luccichio del mare. Rinaldo Invernizzi nasce nel 1962 a Milano. Vive e lavora tra Lugano, San Mamete (Como) e Murano (Venezia). Nel 1983 si laurea in economia e commercio a Losanna (Svizzera) e poi lavora per dieci anni nella finanza a Monaco (Germania). Orario: da martedì a domenica ore 11.00 – 19.00 (chiuso lunedì) Ingresso libero Sito Artista: https://www.rinaldoinvernizzi.com (fonte abstract: Ufficio stampa Paola Saba)

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Esposizione “Paolo Masi. La continuità del segno”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

Verona. Mercoledì 20 aprile, alle ore 18.00, presso la sede veronese di Kromya Art Gallery (via Oberdan, 11c), sarà inaugurata l’esposizione “Paolo Masi. La continuità del segno”, con una presentazione a cura di Carlo Vanoni. Un approfondimento dedicato al maestro fiorentino, protagonista indiscusso nel panorama italiano, inserito a pieno titolo nel dibattito artistico che, dalla fine degli anni Cinquanta, aveva messo in discussione le basi fondanti della pittura. Il percorso espositivo comprende trenta opere a tecnica mista su cartone, realizzate dagli anni ’70 ad oggi, con l’aggiunta di alcuni inediti. Il protagonista assoluto di questa nuova produzione è il colore, che collega tra loro i singoli dipinti nella costruzione di una nuova sintassi.«I nuovi lavori di Paolo Masi – scrive Carlo Vanoni – sono la continuazione di un percorso iniziato all’inizio degli anni Settanta che vedeva il cartone come superficie su cui lavorare. A volergli dare un nome provvisorio e universale, musicale direi, potremmo definirli composizioni. Composizioni che partono da un modulo in cartone e plexiglass. Un tempo, ma dobbiamo tornare agli anni Settanta, quello stesso cartone appariva nel suo colore naturale, in linea con il pensiero analitico che, per certi aspetti, portava con sé un’eredità poverista pur cercando tuttavia di uscire da quella poetica per ritornare alla manualità della pittura. Oggi che sono passati più di cinquant’anni, l’approccio analitico apparirebbe anacronistico. Anche per questo, nel corso del suo cammino, Masi aveva già introdotto il colore sulla superficie spoglia del cartone».In occasione della mostra, sarà presentato il volume “Paolo Masi. La continuità del segno” (Vanillaedizioni, 2022) con testi di Matteo Galbiati e Carlo Vanoni e ricco apparato iconografico. L’esposizione sarà visitabile fino al 18 maggio 2022, da martedì a sabato con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.30, chiuso lunedì, domenica e 1° Maggio. Ingresso gratuito. http://www.kromyartgallery.com

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Robeco: L’inverno degli investimenti value è agli sgoccioli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Colin Graham, Head of Multi Asset Strategies e Co-Head of Sustainable Multi Asset Solutions di Robeco. La rotazione in uscita dai titoli growth, iniziata con l’avvenuto contenimento della pandemia di Covid-19, è sostenuta dall’aumento dei tassi d’interesse e dall’attrattiva delle minori impronte di carbonio di molte imprese con orientamento value. L’investimento value consiste nel selezionare titoli azionari il cui valore di mercato non riflette il vero potenziale dell’impresa emittente e che offrono dunque un potenziale di rialzo delle quotazioni. Le azioni growth più costose che hanno giocato un ruolo dominante dopo la crisi finanziaria globale hanno spinto gli investitori a cercare “scommesse sicure” per oltre un decennio, ma l’inverno per l’investimento value è agli sgoccioli. Lo stile growth è indefinito da un punto di vista fattoriale, mentre lo stile value ha un approccio chiaro. Lo stile growth ricerca un misto di qualità/prevedibilità degli utili e dinamismo del modello di business nelle aziende con profitti potenzialmente altissimi che sono avviate ad assumere una posizione dominante. Alcune imprese, delle quali conosciamo benissimo i nomi, avranno successo. Tuttavia, molte di queste aziende sono destinate a fallire una volta che il loro modello di business matura e il ‘denaro facile’ finisce. Ciò non vuol dire che lo stile value sia privo di potenziali insidie; come dice l’antica massima “caveat emptor”, è importante che l’acquirente presti attenzione. Lo svantaggio più evidente dell’investimento value è la cosiddetta ‘trappola del valore’, una situazione in cui le imprese non riescono a uscire da un settore in declino attraverso l’innovazione o, in un’ottica di sostenibilità, quelle che si ritrovano con asset inutilizzabili. Si possono citare molti esempi passati e presenti di imprese e settori che rientrano in questa definizione: carbone, tabacco, pellicole fotografiche, ecc. Possiamo osservare anche che i settori e i comparti produttivi all’interno dello stile value cambiano nel tempo: tecnologia e sanità costituiscono oggi il 20% di molti fondi value. Crediamo fermamente che la gestione attiva possa aiutare ad evitare e a mitigare queste insidie. I dati mostrano che la rotazione in uscita dai titoli growth è iniziata nel terzo trimestre 2020, per cui non siamo in presenza di osservazioni recenti. I titoli finanziari hanno iniziato a riprendere quota quando la Federal Reserve ha interrotto il QE post-Covid e gli investitori hanno preso atto che lo stimolo fiscale avrebbe comportato un aumento dei tassi con la riapertura delle economie e il ritorno dei mercati del lavoro verso la piena occupazione. In breve, le curve dei rendimenti hanno cominciato a irripidirsi e poi verso la fine del 2021 ad appiattirsi. Questo ha permesso a una parte dell’universo value di recuperare terreno, anche se alla fine del 2021 gli stili growth e value registravano performance analoghe. Dopo la battuta d’arresto subita dai mercati azionari all’inizio del 2022 a causa dei timori di un’elevata inflazione, i titoli value sono tornati a salire quando la Federal Reserve e la Bank of England hanno innalzato i tassi per contrastare la spirale inflazionistica, e quando la Russia ha invaso l’Ucraina.Questo significa che il rally dei titoli value sembra destinato a perdurare.È infatti molto raro che nei mercati rialzisti si verifichi un cambiamento di leadership. Una persistente sottoperformance dei titoli migliori del mercato toro potrebbe segnalare tempi difficili in vista per i mercati azionari.Abbiamo notato che il segmento value viene trainato dai settori minerario ed energetico, poiché la ripresa economica è rimasta molto vivace e i vincoli dell’offerta sono diventati più stringenti dopo l’invasione russa dell’Ucraina.Gli investitori multi-asset usano asset considerati ‘beni rifugio’ per smorzare la volatilità della performance dei fondi. Tuttavia, dal nostro punto di vista, in questo episodio, i titoli di Stato non hanno fornito la diversificazione auspicata. In altre parole, i prezzi di azioni e obbligazioni si sono mossi nella stessa direzione, cioè verso il basso.Il dollaro USA non ha beneficiato di afflussi provenienti da investitori in cerca di sicurezza; anzi, l’euro si è apprezzato poiché la BCE ha mantenuto un tono intransigente, allineandosi alla stretta monetaria avviata dalla Fed. Con l’escalation della guerra in Ucraina, il biglietto verde si è rafforzato e gli investitori hanno messo in discussione l’allineamento tra le banche centrali.La BCE e la Bank of Japan non sono nella posizione ideale per alzare i tassi, mentre gli Stati Uniti hanno intrapreso un inasprimento della politica monetaria aumentando i tassi e segnalando l’arrivo di altre misure restrittive. L’inverno degli investimenti value è agli sgoccioli; notiamo che l’universo dello stock-picking è diverso da quello dei cicli precedenti, poiché gli investitori ritengono che i titoli informatici e sanitari siano diventati idonei all’investimento nell’ambito dello stile value.

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Il potere della prevenzione sugli esiti della nostra salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Grégoire Biollaz, Senior Investment Manager, Pictet Asset Management. Grégoire Biollaz ha conseguito un Msc in biochimica e in biologia molecolare e ha completato un PhD in immunologia presso il Politecnico federale di Zurigo. Dopo avere lavorato nei settori del biotech e del private banking negli Stati Uniti e in Svizzera, nel 2016 è entrato in Pictet Asset Management come co-gestore del fondo Pictet Health. In questo paper illustra il potenziale ancora inesplorato della sanità preventiva. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), fino al 40% dei decessi che si verificano ogni anno negli Stati Uniti per ciascuna delle cinque cause principali potrebbero essere evitati con la prevenzione. Il numero delle condizioni croniche per le quali è possibile fare prevenzione mediante correzioni nel nostro stile di vita è molto elevato. Il diabete di tipo 2 è un esempio di malattia quasi interamente prevenibile tramite una dieta sana e uno stile di vita attivo. Lo stesso si può dire per l’ipertensione, alcune malattie respiratorie, molti disordini cardiovascolari e le malattie renali, tutti collegabili all’obesità e/o a complicazioni del diabete. Nella realtà le condizioni croniche sono spesso interconnesse. Per prima cosa, è importante guardare più in là del settore sanitario e considerare il tema della salute in modo olistico. Pensiamo alla prevenzione in termini sia di self care (la cura di sé: stili di vita sani, igiene e cura personale) che di diagnostica (diagnosi e screening medici effettuati per tempo), dove la sanità digitale gioca un ruolo sempre più importante. Riguardo alla cura di sé, un esempio è dato dai dispositivi indossabili, fitness tracker portati sulla propria persona per misurare e incoraggiare livelli di attività più elevati. La vita moderna spesso necessita di questi promemoria, poiché l’attività fisica non è più integrata in molte delle nostre azioni giornaliere come un secolo fa. In aggiunta, come è stato dimostrato un decennio fa da una testimonial come Angelina Jolie, è possibile individuare marcatori di DNA che indicano un rischio accentuato di tumore al seno, consentendo l’adozione di azioni preventive proattive. La prevenzione non eliminerà l’esigenza di servizi sanitari nella sua forma attuale. In molti casi, serviranno generazioni per determinare un cambiamento che possa avere un impatto reale sui numeri. Si consideri la pandemia di obesità, con incidenze in aumento tra le generazioni giovani in tutto il mondo. Una inversione di questa tendenza non avverrà dall’oggi al domani. Il miglioramento della qualità del sonno ha un enorme impatto sullo stato di salute delle persone. Alcuni studi hanno dimostrato che chi dorme solo cinque ore o meno per notte ha un rischio di mortalità aumentato di circa il 15%. La mancanza di sonno può influire su molti aspetti, dall’obesità ai disordini dell’umore all’aspettativa di vita. Cento anni fa facevamo molto più lavoro fisico e manuale nell’ambito della nostra vita quotidiana e la nostra dieta era meno ricca e più equilibrata; ora molti di noi vivono nelle città o nelle periferie urbane, stiamo seduti più a lungo e ci spostiamo in auto. Considerato questo stile di vita, gli individui possono prendere l’iniziativa di apportare correzioni attive, dato che non svolgiamo più attività fisica sufficiente durante il nostro trasferimento quotidiano verso e dal posto di lavoro o non dedichiamo tempo a preparare ciascun pasto da zero esclusivamente con alimenti integrali. Anzi, spesso cerchiamo scorciatoie per i pasti. Ma il cambiamento non avverrà senza che maturi prima la consapevolezza. (abstract)

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Mercati di frontiera, dove si trovano le opportunità più interessanti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Flavio Carpenzano, Fixed Income Investment Director di Capital Group Per molti investitori i mercati di frontiera rimangono relativamente inesplorati, tuttavia possono offrire un’ulteriore gamma di opportunità agli investitori bene informati. Molti Paesi emergenti tradizionali, come Messico, Russia e Sudafrica, sono ora molto più sviluppati di un tempo, con istituzioni e infrastrutture più stabili. In virtù di ciò, sarà difficile per questi Paesi crescere allo stesso tasso dei decenni precedenti. Al contrario, molti mercati di frontiera sono nella fase iniziale dello sviluppo (economico, politico e finanziario) e presentano molte delle stesse caratteristiche che i paesi emergenti tradizionali avevano anni fa con un grande potenziale di crescita. I mercati di frontiera non solo forniscono rendimenti più elevati ma sono anche una fonte di diversificazione. Storicamente i mercati di frontiera hanno avuto una bassa correlazione con i mercati sviluppati ed emergenti, così come con altri mercati di frontiera. Questo è dovuto in parte al fatto che gli investimenti provengono da investitori locali (piuttosto che da investitori internazionali), non sono generalmente coinvolti in investimenti passivi poiché non sono tipicamente inclusi nei benchmark tradizionali dei mercati emergenti, e anche perché hanno livelli di debito più bassi (quindi sono meno correlati ai movimenti globali di valuta e di tasso di interesse) e sono generalmente meno coinvolti nel commercio globale. Per esempio, è improbabile che un cambiamento del regime politico in Egitto abbia un impatto sulle prospettive dello Sri Lanka. La pandemia ha introdotto un ingente shock esogeno nelle economie e nei mercati. Se la giovane età demografica e la ridotta capacità di implementare i lockdown possono aver avuto un impatto minore sulle economie di frontiera, l’impatto è stato comunque significativo. Questi mercati piccoli, ma in rapida crescita, hanno sofferto shock esterni che hanno colpito l’industria del turismo e il commercio di beni e servizi, così come shock interni, con il rallentamento dell’attività economica che ha colpito le imprese locali e il reddito delle famiglie. In generale, abbiamo riscontrato che i Paesi a più alta crescita prima della pandemia, come il Benin e l’Etiopia, hanno riportato la tendenza a essere meno impattati dai rallentamenti della congiuntura. Molti importatori di materie prime, nel frattempo, si trovano in una situazione di difficoltà. Lo Sri Lanka ha dichiarato di essere pronto a rivolgersi al FMI se l’adempimento degli obblighi di debito diventa più oneroso. Allo stesso modo, il Pakistan stava già incontrando vincoli esterni quando l’economia ha iniziato a riprendersi dal COVID e ora un contesto di difficoltà delle riforme ha iniziato a gravare sullo stato in vista delle elezioni del prossimo anno. Questi problemi sono stati amplificati dall’aumento dei prezzi del petrolio, dati gli ingenti costi di importazione dell’energia che sta affrontando. L’Egitto è vulnerabile soprattutto per le importazioni di grano relativamente consistenti e in quanto destinazione per i turisti russi e ucraini. Mentre le riserve estere lorde sono ancora relativamente intatte, la posizione complessiva del settore bancario sul mercato valutario è più debole. Se il conflitto si risolve e se i prezzi delle materie prime si stabilizzano di conseguenza, dovremmo attenderci un ritorno ai driver di lungo termine che guidano i mercati di frontiera. I Paesi “motore della crescita”, come il Benin e l’Etiopia, ma anche Paesi più diversificati e ricchi come il Senegal, la Costa d’Avorio e il Kenya, dovrebbero tutti continuare a vedere elevati tassi di crescita strutturale mentre compiono la transizione verso lo status di Paesi appartenenti ai mercati emergenti più tradizionali. Si tratta di un processo pluridecennale ma che offre opportunità. (abstract) By Giorgia Crespi

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A marzo trend negativo delle richieste mutui

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

L’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie nel mese di marzo vede un nuovo tonfo dei mutui, che fanno segnare un -25,8% a causa del costante ridimensionamento delle surroghe (il cui peso arriva a spiegare il 14% del totale), a fronte del +26,6% dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi e dello speculare +20,7% fatto segnare dai prestiti personali.Consolidando la vista a livello di l primo trimestre dell’anno si conferma l’andamento divergente, con le richieste di mutui immobiliari che segnano un -25,5% mentre i prestiti, nel complesso di personali più finalizzati, crescono del +24,3% rispetto al corrispondente periodo del 2021. In questa fase di incertezza va segnalato come gli italiani continuino a privilegiare piani di rimborso più lunghi, con oltre l’80% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni. L’importo medio richiesto, invece, nel mese di marzo si è attestato a 143.423 euro, in crescita del +4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In frenata, invece, l’importo medio dei finanziamenti richiesti, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati a marzo è risultato ari a 9.131 euro (-8,5% rispetto al valore del corrispondente mese 2021). Nello specifico dei prestiti finalizzati, il valore mediamente richiesto si è attestato a 6.337 euro (-17,8% rispetto alla corrispondente rilevazione del 2021, a conferma della crescente incidenza dei finanziamenti a sostegno di acquisti anche di importo contenuto), mentre per i prestiti personali è risultato pari a 13.408 euro (+0,3%).

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La nuova valuta commerciale di Russia e Cina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Può sorprendere quei politici che credono che gli eventi importanti accadano all’improvviso, senza la necessaria e lunga preparazione. La possibile apparizione di una nuova moneta internazionale alternativa al dollaro non è una sorpresa. A metà marzo si è tenuto in Armenia l’incontro “Nuova fase della cooperazione monetaria, finanziaria ed economica tra l’Unione economica euroasiatica (Uee) e la Repubblica popolare cinese”, organizzato dalla Commissione economica euroasiatica e dall’Università Renmin di Pechino per definire i contorni di un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale, almeno per quanto riguarda la parte orientale del mondo. L’Uee è l’unione economica e commerciale cui partecipano la Russia, la Bielorussia, il Kazakistan, la Kirghisia e l’Armenia con un Pil di circa 1.700 miliardi di dollari. Essa è molto proiettata verso una stretta collaborazione con la Belt and Road Initiative, la nuova Via della seta voluta dalla Cina. Già nel 2020 la Cina aveva aumentato di circa il 20% il suo turnover commerciale con l’Uee, mentre l’utilizzo delle monete nazionali rappresentava solo il15% dell’interscambio totale. Sul tavolo vi è la creazione di una “nuova moneta” basata su un paniere di valute, tra cui il rublo e lo yuan, ancorata anche al valore di alcune materie prime strategiche, incluso l’oro. Pensare che sia solo la reazione disperata alla recente imposizione di super sanzioni nei confronti della Russia, sarebbe una valutazione fuorviante. Si tratta, invece, di un progetto in campo da molti, molti anni, sia in Russia sia in Cina. Il progetto fu reso pubblico già nell’ottobre del 2020 dall’economista russo Sergei Glazyev, membro del consiglio e ministro incaricato dell’Integrazione e della Macroeconomia della Commissione economica euroasiatica. Egli aveva sollecitato a creare nuovi strumenti nazionali di pagamento per accantonare l’utilizzo di “valute di Paesi terzi”, intendendo ovviamente soprattutto il dollaro e l’euro, nelle transazioni commerciali e monetarie tra i membri dell’Unione euroasiatica e la Cina. Glazyev affermava che l’idea era la risposta “alle sfide e ai rischi comuni associati al rallentamento economico globale e alle misure restrittive contro gli Stati dell’Uee e la Cina”. Si trattava di un piano per superare il sistema unipolare del dollaro, già in atto dopo le sanzioni imposte alla Russia a seguito dell’annessione della Crimea nel 2014. L’economista russo sosteneva che l’infrastruttura finanziaria e di pagamento era già stata creata ed era necessario sviluppare un sistema d’incentivi per favorirne l’utilizzo nelle relazioni commerciali ed economiche. Il ministro della Commissione economica euroasiatica proponeva: 1) sviluppare dei meccanismi per stabilizzare i tassi di cambio delle valute nazionali dei Paesi membri, riducendo le commissioni bancarie e gli interessi sui prestiti; 2) creare dei meccanismi per determinare i prezzi delle merci nelle valute nazionali nell’ambito degli accordi tra l’Uee e la Belt and Road Initiative, coinvolgendo in seguito anche altri Paesi, eventualmente quelli della Shanghai Cooperation Organization (Sco) e quelli dell’Asean.Naturalmente in tale processo s’inserisce anche la recente richiesta di Putin di esigere il pagamento in rubli delle forniture del gas, i cui contorni sono ancora da chiarire. Riconoscendo l’incapacità del dollaro di sostenere l’intero sistema monetario e finanziario globale, già prima della grande crisi finanziaria del 2008 avevamo proposto l’idea di creare, in modo lungimirante e concordato, un nuovo sistema internazionale basato su un paniere di monete importanti, tra cui il dollaro, l’euro, lo yuan e il rublo. In un mondo erroneamente creduto unipolare, purtroppo, non se n’è fatto niente. Il sistema del dollaro, e gli interessi geoeconomici a esso connessi, non l’hanno permesso. La recente proposta russo-cinese di creare una loro nuova moneta basata su un paniere di valute e di materie prime è un dato di fatto da analizzare. Possiamo solo affermare che, in questo modo separato, purtroppo non potrà che approfondire la divisione tra Est e Ovest e aggravare ulteriormente la pericolosa situazione attuale. Pesanti, secondo noi che ne scriviamo da anni, sono le responsabilità dei competenti organismi internazionali, come il G20, che non hanno mai voluto affrontare con determinazione la questione, nonostante le varie crisi finanziarie e le richieste avanzate da più parti. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Beta talassemia patologia poco conosciuta e sottostimata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

Roma Il 14 aprile 2022 alle 12 all’Auditorium del Ministero della Salute (LungoTevere Ripa 1) Roma si svolgerà la conferenza stampa di sensibilizzazione sulla beta talassemia. In Italia la malattia colpisce ogni anno 7000 persone, concentrate soprattutto in Sicilia, Sardegna e in Veneto, in gran parte giovani. La loro qualità di vita purtroppo è scarsa per le continue trasfusioni e per una generale sottovalutazione della loro condizione. L’associazione Piera Cutino da anni si occupa di promuovere awareness su questa malattia, poco conosciuta e sottostimata, attraverso campagne informative e di sensibilizzazione. Per il 2022 ha ideato una campagna strutturata a partire dai prossimi giorni che verrà presentata il 14 aprile al Ministero della Salute. La campagna coinvolgerà i pazienti, le loro famiglie, gli influencer, i media. Alla conferenza stampa interverranno il Presidente Giuseppe Cutino, il Prof. Aurelio Maggio, la Prof .ssa Raffaella Origo e un paziente. Oltre all’anemia, i pazienti affetti da talassemia possono manifestare uno o più dei seguenti sintomi: affaticamento, alterazione dell’umore (irritabilità), deficit della crescita, deformità delle ossa facciali, ittero, respiro corto e urine scure. Il trattamento delle forme gravi di talassemia comprende, trasfusioni di sangue (periodiche, per curare l’anemia) o trapianto di midollo osseo e cellule staminali. Nelle cure possibili sono compresi anche il monitoraggio e la rimozione del ferro in eccesso.

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Giustizia giusta anche quando è lenta….

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

Prendiamo tre recenti sentenze che, pur se è diffusa la soddisfazione per la giustezza della pronuncia, hanno caratteristica di tempi da brivido. Dopo 13 anni sono stati condannati i militari responsabili della morte di Stefano Cucchi. Dopo 23 anni sono stati condannati i responsabili della morte del parà Emanuele Scieri. Dopo 43 anni son stati condannati alcuni degli autori della strage di Bologna. Ogni sentenza ha ovviamente ampia giustificazione dei giudici per il tempo che è occorso a mettere la parola fine. Giudici che hanno fatto il loro lavoro, strutture giudiziarie all’altezza della bisogna. Parenti delle vittime, opinione pubblica e affidabilità/rispettabilità delle istituzioni, messi alle corde per la lunga attesa, ma sostanzialmente indenni perché “giustizia è stata fatta”, “ne è valsa la pena aspettare”, “ora siamo sereni”. Mettiamo da parte i protagonisti di questi tre fatti e immedesimiamoci nei panni di: – chi, coinvolto in una vicenda giudiziaria, si appresta ad intraprendere il percorso che dovrebbe dargli giustizia. Brivido. Come si può fare senza giudici e tribunali? Rinuncio. Il più estremista: mi faccio giustizia da solo, anche se fosse solo cercare di fregare la giustizia ad ogni minima occasione. – avvocati. Due tipi: quelli che si fregano le mani ché hanno per anni ed anni assicurato il lavoro; e quelli che si angosciano coi loro clienti, studiando e architettando ogni metodo per abbreviare ma che, nella quasi totalità dei casi, sfiancati accettano lo stato di fatto e cercano coi clienti di farsi reciprocamente meno male. – giudici. A parte un manipolo (in genere occulto) che cerca di fare l’impossibile, la quasi totalità si aggiusta ad una fatalità della vita in cui routine del lavoro e indifferenza per lo stesso non si distinguono, alimentata anche dal fatto che lo stipendio, di riffa o di raffa, è sempre in aumento. E anche se questa routine comporta un affievolimento delle loro capacità (essere giudici su un fatto di quarant’anni fa…. manco fossero storici più che giudici), sono poco interessati a considerare la criticità temporale, tanto a loro, fallace o meno che sia ciò che fanno, nulla cambia. Questa fotografia triste e deprimente corre il rischio di essere “leggermente” incrinata dai referendum sulla giustizia giusta che siamo chiamati a votare il prossimo 12 giugno. Il regime che ci governa ha fatto e sta facendo di tutto perché nulla cambi: la data scelta è altamente a rischio non-partecipazione e se quest’ultima non è di almeno il 50%+1 degli aventi diritto, salta tutto. Inoltre, il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati che faceva parte del “pacchetto”, non è stato ritenuto costituzionale dalla Corte. Il regime che ci governa, oltre a determinare la data della chiamata alle urne, dovrebbe vigilare e intervenire ché l’informazione degli elettori sia soddisfatta, cioé servizio pubblico Rai. Visto qualcosa? Tra avvocati che si sfregano le mani per gli incassi, giudici che senza responsabiità trattano le vicende come una pratica dell’ufficio anagrafe, regime politico all’opera per boicottaggio… ma guarda un po’, chi sono le vittime? Gli utenti del servizio giustizia. Ci raccomandiamo che le nostre istituzioni continuino a fare appelli di giustizia e rispetto, non sappiamo quanti vi faranno fede, e non ce ne stupiamo. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Mostra: installazione Fons vitae di Antonio Ievolella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

Padova. Giovedì 14 aprile alle ore 12.00 nella splendida cornice dei Giardini dell’Arena a Padova, l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio insieme a Francesca Veronese, Conservatrice del Museo Archeologico di Padova e Direttrice dei Musei Civici, i curatori della mostra e l’artista, presenteranno l’installazione Fons vitae di Antonio Ievolella, artista sannita ma padovano d’adozione, ospitata fino al 25 settembre a Padova. L’opera ha come motivo ispiratore l’acqua: i 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi, grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’Artista quale motivo ricorrente delle installazioni. “Lo spazio dell’antica Arena romana accoglie oggi l’acqua racchiusa nelle anfore di Fons Vitae. È uno spazio che, curiosamente, racchiude in sé una particolare valenza simbolica legata all’elemento liquido, a quell’acqua che oggi permea di sé l’installazione di Antonio Ievolella: di qui passava, infatti, un antico acquedotto romano. L’acqua è dunque l’elemento che caratterizza la storia antica del luogo, ma l’acqua è anche l’elemento che oggi fluisce nelle anfore dell’odierna opera d’arte: un legame sottile unisce così il passato e il presente, una sorta di “rivolo d’acqua” dalla forte valenza simbolica.” Così Francesca Veronese, Conservatrice del Museo Archeologico di Padova e Direttrice dei Musei Civici. Fons vitae è stata esposta alla Certosa di San Giacomo a Capri nel 2020 e al Castello Visconteo di Pavia nel 2021; a Padova si arricchisce di ulteriori stratificazioni culturali, materiali e immateriali: la riflessione espressiva di Ievolella si concentra sulla Stele, presumibilmente funeraria, di “Ostiala Gallenia” conservata nel Museo Archeologico di Padova a cui dedica un nuovo ‘reperto’ scultoreo nella forma di un inedito scudo. By Paola Saba

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