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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Controllo glicometabolico: peggiora dopo infezione da SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2022

Il diabete mellito (DM) è una delle principali comorbilità associate a COVID-19 e studi preliminari hanno evidenziato un’elevata prevalenza di iperglicemia nei pazienti affetti da tale patologia.«Analoghe evidenze erano state precedentemente riportate nei pazienti affetti da SARS-CoV-1, che presentavano livelli più elevati di glicemia a digiuno rispetto a quelli affetti da polmonite non correlata a SARS-CoV-1» spiegano Emanuele Spreafico, SSD Endocrinologia e Diabetologia, ASST di Monza – PO di Desio e Poliambulatorio di Muggiò, ed Eleonora Bianconi, Università degli Studi dell’Insubria, Policlinico di Monza. «Ancora limitate sono le evidenze di un danno diretto o indiretto di SARS-CoV-2 sulla funzione beta-cellulare. È teoricamente possibile che SARS-CoV-2 possa localizzarsi a livello del pancreas endocrino; inoltre sia a livello del pancreas endocrino che esocrino è stato rilevato l’mRNA dell’ACE-2 (angiotensin converting enzyme 2), il principale recettore del virus». Studi recenti – proseguono Spreafico e Bianconi – hanno dimostrato come la beta-cellula pancreatica sia altamente permissiva all’ingresso di SARS-CoV-2 attraverso l’ACE-2. Inoltre, SARS-Cov-2 stimola la cosiddetta tempesta citochinica, provocando un ambiente pro-infiammatorio, che sembrerebbe avere un ruolo importante nell’incremento dell’insulino-resistenza (IR) e dell’iperstimolazione beta-cellulare, le quali a loro volta potrebbero determinare alterata funzione della beta-cellula e morte della stessa. Per Spreafico e Bianconi, «sempre nei pazienti CGM, è stato valutato anche l’assetto infiammatorio mediante il dosaggio di numerose citochine e molecole coinvolte nella cascata infiammatoria. Rispetto ai controlli sani, sono stati rilevati valori più elevati di 10/17 analiti valutati nei pazienti con neo COVID19 e anche nei pazienti post COVID-19; una simile alterazione citochinica è stata riscontrata anche nel T2D. In sostanza, l’assetto infiammatorio è risultato maggiormente stimolato nei pazienti affetti o guariti dalla COVID19 e questo correlava con l’HOMA-IR, a confermare l’eziopatogenesi infiammatoria dell’IR indotta da SARS-CoV-2». Questo studio – in conclusione – ha confermato l’aumentata incidenza di iperglicemia, IR e iperstimolazione beta-cellulare nei pazienti affetti da COVID-19 senza pregressa storia di diabete o iperglicemia. Interessante, inoltre, è l’evidenza che le alterazioni glicemiche possono persistere anche a distanza di mesi dalla guarigione del COVID19. Sicuramente suggestiva, ma per stessa ammissione degli autori limitata dalla numerosità del campione, è la valutazione dell’andamento glicemico tramite CGM e soprattutto l’analisi dell’assetto infiammatorio e la correlazione con l’IR. Sono doverose ulteriori analisi su un campione più ampio di pazienti per confermare tali dati e valutare con maggiore precisione le sequele e complicanze cliniche a lungo termine». (abstract) Fonte: Doctor33

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