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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 19 aprile 2022

Il messaggio di Santa Croce: oltre il conflitto, per un nuovo umanesimo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Firenze. Si parte mercoledì 20 con Cristina Acidini e il rinnovamento dell’arte. È questo un tempo che richiede impegno culturale e spirituale per andare oltre il conflitto e costruire un nuovo umanesimo. È il messaggio che arriva dalla Comunità francescana e dall’Opera di Santa Croce attraverso il ciclo di quattro incontri che porta come titolo generale Oltre il conflitto, per un nuovo umanesimo, al via dalla prossima settimana. Sono previsti gli interventi della storica dell’arte Cristina Acidini, presidente dell’Opera di Santa Croce, del filosofo Sergio Givone, del cardinale Mauro Gambetti, francescano, e dell’arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca. “Lo scopo è quello di riflettere insieme e di individuare una risposta alternativa all’anti umanesimo e al post umanesimo che sta caratterizzando in modo tragico questo momento storico – sottolinea padre Giancarlo Corsini, rettore della basilica -lo faremo tornando a Francesco d’Assisi, uomo nuovo per il suo tempo e contemporaneo per noi oggi, come mettono in chiara evidenza le encicliche Laudato sii e Fratelli tutti”.Santa Croce si conferma così luogo di dialogo e di incontro tra valori spirituali e civili, tra fede e cultura. Sarà Cristina Acidini, mercoledì prossimo 20 aprile, ad aprire il ciclo di conferenze con una rivisitazione del pulpito quattrocentesco di Benedetto da Maiano con Storie francescane, mostrando come le vicende di San Francesco e dell’Ordine, codificate nell’iconografia trecentesca, vengono trasposte nel linguaggio artistico dell’Umanesimo e rese attuali, anche nella scelta dei soggetti rappresentati. La bellezza nella dimensione francescana come forma di servizio allo sviluppo umano è il tema su cui si concentrerà l’intervento di Segio Givone, in programma mercoledì 27 aprile.La visione francescana della vita per delineare un nuovo umanesimo è l’argomento con cui si confronterà il cardinale Mauro Gambetti, nel suo intervento di mercoledì 4 maggio.Sulla crisi dell’umanesimo e sul ruolo di Francesco, uomo nuovo, rifletterà l’arcivescovo Felice Accrocca, profondo conoscitore della spiritualità francescana, nell’ultimo incontro in programma mercoledì 18 maggio. Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 16.30, nel Cenacolo

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L’inflazione si conferma su livelli allarmanti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

A marzo segna il 6,5% su base annua, dato estremamente elevato, seppure in lievissimo ribasso rispetto alla stima preliminare diffusa dall’Istat. Con il tasso di inflazione a questi livelli l’aggravio a carico delle famiglie sarà in termini annui, di 1.943,50 Euro. Un aumento su cui pesano in maniera determinante i costi energetici e del settore alimentare, divenuti pressoché insostenibili, tanto che le famiglie stanno modificando le proprie abitudini di consumo e stanno effettuando molte rinunce. Secondo le nostre rilevazioni diminuisce di oltre il 16% il consumo di carne e pesce (visti i forti rincari soprattutto della carne, dovuti ai maggiori costi sostenuti per l’allevamento), si scelgono verdure e ortaggi più convenienti e di stagione, si evita sempre più spesso di mangiare fuori casa (in occasione delle festività pasquali solo 1 famiglia su 10 sceglierà di mangiare al ristorante). Anche le spese per la cura della persona e la salute iniziano ad essere intaccate dalla crisi. È evidente la necessità e l’urgenza di disporre misure adeguate ad affrontare questa situazione. Insieme ad una riforma fiscale più giusta e tesa a tutelare i redditi medio-bassi, il Paese ha bisogno di una seria azione di contrasto alle speculazioni a cui stiamo assistendo, aumentando i poteri e le possibilità di intervento di Mr. Prezzi e attivando presso le prefetture di comitati di sorveglianza sui prezzi, per monitorarne l’andamento e poter sanzionare scorrettezze e abusi. È fondamentale, inoltre, una determinata lotta alle disuguaglianze e alla povertà, che crescono in maniera allarmante, soprattutto nel settore energetico.

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Quanto è credibile il piano UE per ridurre la dipendenza dal gas russo?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

A cura di Mark Lacey, Head of Global Resource Equities, e Alexander Monk e Felix Odey, Portfolio Managers, Global Resource Equities, Schroders. La Russia soddisfa al momento il 35-40% delle necessità di gas del Vecchio Continente. La guerra in Ucraina ha evidenziato l’urgente necessità dell’Europa di diversificare le sue fonti di gas, così come l’obiettivo di lungo termine di passare a fonti di energia pulita. A fine marzo, l’UE ha firmato un accordo con gli USA sul gas naturale liquefatto (GNL) che stabilisce un framework per la fornitura, entro la fine dell’anno, di gas naturale all’UE pari a circa il 10% del gas che attualmente il Vecchio Continente riceve dalla Russia. Nel lungo termine, il piano è che gli Stati Uniti e i partner internazionali forniscano circa 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno all’UE – in aggiunta ai 22 miliardi di metri cubi attualmente forniti e dei 37 che dovrebbero essere garantiti entro la fine dall’anno da parte degli USA. Tutto ciò fa parte di un’iniziativa (REPowerEU) che mira a ridurre le importazioni europee di gas russo di circa due terzi entro la fine del 2022 (pari a circa 100 miliardi di metri cubi all’anno). Si tratta di un piano molto ambizioso, di cui abbiamo analizzato cinque target principali e le sfide da affrontare.A nostro avviso, focalizzarsi sulle rinnovabili è la soluzione più logica e sostenibile. Tuttavia, è un processo di lungo termine. A livello di costi, anche con i recenti aumenti dei prezzi delle materie prime, la generazione di energia rinnovabile attraverso eolico e solare risulta già molto più conveniente rispetto ai sistemi termoelettrici e a carbone. Tuttavia, le spese in conto capitale per la produzione di energia rinnovabile sono molto inferiori rispetto a quanto necessario per raggiungere i target esistenti per il 2030/2050. Lo stesso vale per gli investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione. Il principale ostacolo oggi non è la volontà politica o gli investimenti, ma la logistica, a causa delle disruption legate al Covid-19. La speranza è che nel 2023 inizieremo a vedere un allentamento di tali limitazioni, ma anche in questo caso non esiste una soluzione semplice. In conclusione, non ci sono risposte semplici al problema della sostituzione del gas naturale in Europa. Il Vecchio Continente ora dipende molto dalle importazioni di GNL e il piano REPowerEU agirà da acceleratore del passaggio a nuovi fornitori, meno rischiosi. Gli Stati Uniti saranno in prima linea in tal senso. Le aziende USA meglio posizionate per beneficiare di questa maggiore domanda e del conseguente aumento dei prezzi saranno quelle che possono avvalersi di risorse a basso costo e di un accesso facilitato agli impianti per le esportazioni di GNL.

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Economia circolare: Italia sul podio per recupero e riciclo di alluminio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Negli ultimi anni l’Italia ha dato prova di avere un sistema produttivo all’avanguardia dal punto di vista del riciclo dell’alluminio, grazie alla capacità di recupero e riutilizzo del 70% del metallo utilizzato nelle diverse applicazioni, e per questa caratteristica divenuto sempre più importante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di sostenibilità del nostro comparto industriale. Un dato, quello italiano, che supera la media europea che si attesta al 60% di reimpiego del “metallo del futuro”, così definito per la sua flessibilità tecnologica e la capacità appunto di essere riutilizzato all’infinito. Nonostante le difficoltà dovute al caro energia, alla scarsità produttiva dell’alluminio primario in UE ed ai problemi di accesso e di approvvigionamento della materia prima, quella dell’alluminio è la filiera che, dal punto di vista della sostenibilità, proietta l’Italia sul podio dei paesi più virtuosi per riciclo di alluminio, il nostro Paese è terzo al mondo[1] assieme alla Germania dopo Stati Uniti e Giappone.Le sfide globali che il settore si ritrova ad affrontare saranno oggetto di approfondimento e confronto per tutti gli attori della filiera dell’alluminio in occasione della nuova edizione di METEF, l’expo internazionale per l’industria dell’alluminio, della fonderia e pressocolata, delle trasformazioni, lavorazioni, finiture ed usi finali, che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 all’11 giugno 2022. La manifestazione, organizzata da Senaf, si terrà in contemporanea a MECSPE, il più importante appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera.Da 25 anni METEF mette in luce le principali novità legate al settore del metallo leggero a livello internazionale, attraverso un fitto programma di convegni, eventi, iniziative speciali e attività dimostrative. In particolare, tutte le tematiche legate al riutilizzo del “metallo del futuro” in ottica di economia circolare ed efficienza energetica saranno discusse in due momenti imperdibili per la filiera. Il Convegno sull’Alluminio Verde, organizzato da METEF, si sdoppia in due tappe: la prima che si terrà il 4 maggio nella sede di Confindustria Brescia, e la seconda il 9 giugno a Bologna, nell’ambito di METEF. In entrambe le occasioni verranno illustrate, con testimonianze di altissimo livello, le principali qualità e utilizzazioni dell’alluminio ecosostenibile, di produzione primaria e secondaria, e verrà approfondito il ruolo decisivo che questo metallo avrà nella decarbonizzazione italiana ed europea.

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PNRR: fattore determinante per la crescita innovativa, il Fintech volano di sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Il fatto che esistano poche Fintech non dà dinamismo all’intero settore finanziario e all’innovazione nel nostro Paese. Occorre invece fare sistema e porsi all’attenzione dell’Europa, come per esempio fanno i Paesi scandinavi con tutte le soluzioni di instant payment che hanno trovato un filone di innovazione in termini di Fintech e hanno moltiplicato il valore del settore.” È il commento di Elio Catania, Presidente di Quid Informatica S.p.A., – società operativa nello sviluppo di piattaforme digitali per mercato dei servizi finanziari, sulla ricerca Equita ‘The FinTech revolution’, presentata ieri nell’ambito della Fintech Investor Conference –. “Questa analisi ci fa capire quanto il Fintech sia indietro in Italia, ma quanto sia importante il ruolo che può giocare l’allargamento dell’ecosistema legato alle Fintech, in un quadro normativo paritetiche, e alle dimensioni dell’innovazione che si porta dietro.In poche parole, significa lavorare sulle infrastrutture, sulle competenze, innestare più reattività e velocità nel sistema complessivo della finanza e dei pagamenti e una vicinanza alle esigenze del sistema produttivo.Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni determinerà, sempre più, una radicale rivoluzione macroeconomica del sistema finanziario mondiale, creando nel settore nuove competenze e figure professionali, nonché nuovi modelli operativi e di business rispetto a quelli attuali. È un’opportunità per l’intera industria economico-finanziaria. Stiamo assistendo ad una propagazione sempre più veloce delle innovazioni tecnologiche, e al ripensamento dei tradizionali business model adottati nei vari settori stimolato dalle Fintech.È necessario ora un impegno corale affinchè tutte le energie vengano messe a terra, per colmare il gap che ci distanzia tutt’ora dal resto d’Europa, stimabile in spese R&D che puntino al 3% del Pil dall’1,5 attuale, e al 6,5% di Pil (dal 4,5%) negli investimenti in digitale. Il PNRR rappresenta un fattore determinante con ingenti risorse destinate proprio al digitale, intorno ai 50 Miliardi, in tutte le sue forme di trasversalità. È però altresì importante che l’offerta da parte degli attori del digitale in Italia cambi e sia adeguata, sappia quindi interpretare le istanze delle imprese. Quid Informatica è un modello di riferimento, da questo punto di vista, conosce i processi delle imprese, le affianca nel definire i percorsi di evoluzione, costruisce con i propri clienti un partenariato di lungo periodo basato sulla fiducia e sul mantenimento degli impegni presi. Qualità e velocità di realizzazione sono le parole chiave nella fase attuale della digitalizzazione.” Conclude Elio Catania.

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Pagamenti elettronici/Pos. Obbligo ok, ma perché deve pagare il consumatore?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Nel decreto legge approvato nella serata di ieri dal consiglio dei Ministri ha trovato posto anche la conferma dell’anticipo dell’entrata in vigore della doppia multa (30 euro di ammenda fissa maggiorata del 4% calcolato sul valore della transazione negata) per negozianti e professionisti che non accettano pagamenti elettronici tramite Pos: sarà in vigore a partire dal 30 giugno 2022 e non dal 1 gennaio 2023 come previsto in precedenza. Ogni iniziativa per contrastare l’evasione fiscale è benvenuta, ma ci lascia perplessi se questo contrasto lo devono pagare solo i consumatori.Le transazioni tramite pos non sono gratuite per commercianti e professionisti ché si vedono decurtare una percentuale da parte dell’istituto di credito che presta loro il servizio. Di conseguenza, siccome i loro servizi non hanno prezzi imposti dallo Stato, il costo degli stessi aumenterà per il consumatore. Si dirà: già oggi il pagamento Pos è diffuso e questo non ha comportato nessun individuabile aumento specifico. A parte che non ci risultano dati particolari su queste transazioni e che fino ad oggi è raro vedere pagamenti pos per piccoli importi di quotidiani consumi (un giornale, un caffé, per esempio), è facile prevedere che con l’obbligo di accettarli saranno di più i consumatori che li useranno… e un caffè o un giornale con x% da devolvere all’istituto di credito ed elaborare in maniera più articolata nella contabilità, considerando le grandi qualità di queste transazioni, entrano in gioco importi non secondari per i commercianti. Il primo riflesso sarà l’aumento del prezzo di vendita del servizio.Il nostro ragionamento è semplice: giusto il contrasto e la prevenzione contro l’evasione, ma il costo dovrebbe essere a carico dello Stato e non dei commercianti o consumatori o istituti di credito, tutti soggetti di per sé privati che già contribuiscono fiscalmente per le proprie attività. Metodo che invoglierebbe tutti i tre attori del procedimento a collaborare ed incentivare e non a penalizzare l’anello finale della catena (il consumatore) o, peggio, incrementare sistemi di evasione come il cosiddetto “nero”. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Le facce toste della Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Gli effetti della guerra, dopo l’invasione russa, sulla popolazione e sugli edifici civici dell’Ucraina? Tutto falso, oppure, è una messinscena, oppure è colpa degli ucraini. Così il ministro della Difesa russa, Sergej Lavrov, che rivendica di non aver invaso l’Ucraina. Oggi, la scena si ripete. L’ex presidente e primo ministro russo, Dmitri Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha dichiarato che, con l’entrata della Finlandia e della Svezia nella Nato, “Non possono più esserci discussioni sullo status denuclearizzato del Baltico” e che “nessuno sano di mente, può volere un aumento delle tensioni alla sua frontiera e avere affianco a casa missili e navi con armi nucleari”. Forse Medvedev non conosce la geografia del suo paese, ma è opportuno ricordare che nell’enclave russa di Kaliningrad, sul mar Baltico, situata tra Polonia e Lituania, sono installate 64 testate nucleari, che possono percorrere i 500 km tra Kaliningrad e Berlino in 45 secondi. Quindi, è la Russia che da tempo ha nuclearizzato il Baltico! Primo Mastrantoni, Aduc

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Musiche tradizionali siciliane

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Roma mercoledì 20 aprile alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1). Si ascolteranno in particolare repertori devozionali, canti di lavoro e musiche strumentali siciliane. Il concerto fa parte della serie “Musiche dalle Regioni d’Italia” a cura di Giorgio Adamo, professore ordinario ordinario di Etnomusicologia e direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e di Giuseppe Giordano, ricercatore di etnomusicologia presso la stessa Università. Il programma di questo concerto accoglie alcune fra le più interessanti espressioni musicali ancora oggi rilevabili in Sicilia. La vitalità di queste pratiche, sia canore che strumentali, è attestata ancora oggi in diverse aree dell’isola in occasioni specifiche che interessano tanto la dimensione domestica quanto quella comunitaria della festa. Agli ambienti agropastorali del messinese si legano gli stornelli e le musiche strumentali che verranno eseguiti in apertura con zampogna “a paro”, tamburello, organetto e flauto di canna (friscalettu). Lo scacciapensieri (marranzanu) introdurrà la canzuna a la carrittera (al modo dei carrettieri), intonata in uno stile di canto alquanto articolato e complesso che i carrettieri di Bagheria (PA) ancora oggi ostentano con vanto. Alla devozione popolare è dedicata la parte centrale del concerto. Il canto di una novena di Natale con accompagnamento di zampogna “a paro” ripropone il diffuso tema dell’offerta pastorale. A seguire i cantori della Settimana Santa di Misilmeri (PA) intoneranno i canti monodici della Passione in siciliano, introdotti dal mesto suono del tamburo “a lutto” e dalle tràccole. I cantori dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Mussomeli (CL) eseguiranno invece i lamenti in un latino fortemente marcato dall’influenza dialettale, nello stile di canto polivocale che contraddistingue musicalmente il tempo della Passione nell’area centro-orientale dell’isola. La conclusione è affidata ai tamburinai di Misilmeri che interverranno con i loro tamburi bipelle a bandoliera, di norma utilizzati nell’ambito delle feste religiose. Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00. http://www.romasinfonietta.it

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Le migliori università italiane per diventare CEO

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Sono l’Università di Roma “La Sapienza”, l’Università Bocconi di Milano e l’Università di Firenze, mentre a livello mondiale gli USA si posizionano primi in classifica: è quanto emerge dal report di Preply – la piattaforma globale di apprendimento delle lingue che mette in contatto oltre 20.000 insegnanti con decine di migliaia di studenti in tutto il mondo, che, a partire dalla lista Forbes Global delle più grandi aziende internazionali, ha analizzato le figure di 1000 CEO e li ha confrontati attraverso metriche come università frequentata, tipologia di laurea, materia studiata e settore al fine di determinare quali università hanno formato e formano i migliori CEO. Combinando la percentuale di CEO che hanno frequentato l’università con il World University Ranking, Preply ha stilato una classifica assegnando un punteggio delle migliori università per questa professione. Sul podio si posizionano l’Università di Harvard (Stati Uniti), l’Ecole Centrale de Paris (Francia) e l’Università della Pennsylvania (Stati Uniti), seguite dall’Università di Stanford (Stati Uniti) e l’Università della California (Stati Uniti). Anche estendendo la lista alle prime 30 università, 22 di queste si trovano negli USA – sottolinea Preply – sebbene anche altri paesi, come Francia e Giappone, offrano università tra i più alti livelli per aspiranti CEO. Tra le università italiane, al primo posto si posiziona l’Università di Roma “La Sapienza”, seguita dall’Università Bocconi di Milano e dall’Università di Firenze, mentre al quarto e quinto posto si collocano rispettivamente il Politecnico di Milano e il College des Ingénieurs di Torino. Alle migliori università da frequentare per diventare CEO, si affianca la scelta del percorso formativo da intraprendere. Secondo il report di Preply, in particolare, le materie più studiate sono economia (11,6%), gestione delle imprese (7,6%) e ingegneria (5,3%). Altri CEO, invece, hanno scelto strade alternative e materie meno popolari: il 4,1% dei CEO più famosi, ad esempio, è laureato in legge, mentre il 3,3% in finanza. Spiccano anche CEO laureati in materie meno popolari come teologia (0,2%) o zoologia (0,2%). Dei 1000 CEO nella lista di Forbes, il 34,6% ha scelto di proseguire il percorso di studi conseguendo un master o un dottorato – la maggior parte dei quali proviene dagli Stati Uniti (56,5%) e dalla Cina (6,8%) – mentre il 22,3% ha deciso di ottenere un MBA: ancora una volta, i paesi che possono vantare CEO in possesso di MBA sono gli Stati Uniti (68,7%) e, rispettivamente al secondo e terzo posto, Cina (5,3%) e Francia (5,3%). Nonostante la quantità di donne CEO sia in aumento, i numeri dimostrano che questo ruolo rimane ancora a prevalenza maschile: tra i 1000 CEO più importanti della lista di Forbes, infatti, solo il 4,7% è donna. Questo numero si allinea con le analisi della CNBC, secondo cui attualmente le donne gestiscono solo il 4,6% di tutte le imprese Global 500: la maggior parte di queste (60,9%) proviene dagli Stati Uniti, anche se, all’interno degli stessi USA, le donne rappresentano solo l’8,2% di tutte le posizioni di CEO della Fortune 500 americana. Al secondo posto, come paese più rappresentato da CEO donna, si posiziona il Regno Unito con l’11,6%, mentre la Cina scende al terzo con il 5,8%.Il Report di Preply, con ulteriori informazioni e dati, è disponibile al seguente link: https://preply.com/it/blog/migliori-universita-per-diventare-ceo/

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Scuola e università: Nuove abilitazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Avviare un confronto, anche preventivo, per dare nuove regole per la formazione iniziale degli insegnanti, affinché l’esperienza avuta con le scuole di specializzazione non si esaurisca in percorsi più lunghi e più inutili, che vanno a invecchiare i giovani che vogliono insegnare e che non portano al reclutamento di chi passa per questi percorsi per diventare docente”. Così si è espresso Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief e segretario confederale Cisal, nell’incontro tenuto con il ministro dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, per discutere della riforma dei titoli di abilitazione.Pacifico ha spiegato, durante una videointervista all’agenzia Teleborsa, che sulle abilitazioni “è importante semplificare le procedure, non complicarle. Sempre senza dimenticare i tanti precari, che hanno diritto anche loro al riconoscimento del servizio che hanno svolto e quindi alla stabilizzazione del rapporto di lavoro”.In generale, “Per quanto riguarda il tema della scuola, in particolare per il rapporto scuola-università, abbiamo sottolineato la necessità impellente di un confronto con entrambi i Ministri e ministeri, per le scelte che riguarderanno il tutoraggio attivo fin dal terzo anno delle scuole secondarie, per avvicinare gli studenti al mondo universitario”.Il leader Anief ha aggiunto che in ambito prettamente universitario, invece, come Cisal l’organizzazione sindacale ha “chiesto al Ministro Cristina Messa degli interventi, in primo luogo per realizzare la riforma che individua nel dottorato di ricerca un titolo valido per l’accesso alla Pubblica Amministrazione e soprattutto un titolo da valorizzare”. Il sindacalista ha poi detto che “non vanno poi dimenticate le ultime riforme approvate nella legge di bilancio, che hanno previsto dei salari aggiuntivi per i tecnologi degli enti vigilati dal Ministero dell’istruzione, ma non per i ricercatori tecnologi degli enti non vigilati”.

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What China is getting wrong

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

It is often said that China’s government plans decades ahead, carefully playing the long game as democracies flip-flop and dither. But in Shanghai 25m people are in a citywide lockdown, trapped in their apartments and facing food and medical shortages that not even China’s censors can cover up. The zero-covid policy is one of a trio of problems the country faces this year, alongside the war in Ukraine and a botched attempt to recast the state as a tech incubator as the economy misfires. The response to each has a common root: swagger and hubris in public, an obsession with control in private, and dubious results. For President Xi Jinping this is the year when everything has to follow the script. In the autumn he is expected to use a five-yearly congress of the Communist Party to launch a third term as its chief, in defiance of norms that he step aside after two, opening a pathway to lifelong rule. In some ways Mr Xi has triumphed. Yet look more closely and his final year as a political mortal betrays the weaknesses of his rule as well as its strengths. Zanny Minton Beddoes Editor-in-chief The Economist

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Le 3 “d” del futuro: decarbonizzazione, difesa e deglobalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. La pace è come il cemento: i suoi effetti non sempre sono visibili, ma tengono insieme il tutto. È il fondamento della geopolitica e dei mercati, che sono stati scossi profondamente dagli eventi inattesi delle ultime settimane, le cui ripercussioni verranno probabilmente avvertite anche negli anni a venire. Le sanzioni economiche imposte di recente alla Russia hanno un impatto diretto piuttosto limitato sui nostri portafogli e sui mercati azionari globali – a fine 2021, la nostra strategia di punta, Global Select, non aveva alcuna esposizione diretta alla Russia, da cui traeva meno dell’1% dei suoi ricavi. Inoltre, la Russia rappresentava appena lo 0,4% del nostro benchmark azionario mondiale. Tuttavia rileviamo molti impatti secondari che si riflettono nei portafogli azionari globali.I mercati si stanno muovendo per inglobare nei prezzi l’impatto sugli utili dell’aumento dell’inflazione e dei costi delle materie prime. In tale contesto, una delle posizioni in portafoglio, Ecolab (azienda di prodotti per la pulizia e l’igiene), ha deciso un temporaneo aumento di prezzo nel tentativo di coprire i rincari degli input. A nostro avviso, sono le aziende di questo tipo – caratterizzate da un solido pricing power e da capacità di produzione flessibili – ad essere meglio posizionate per affrontare le sfide inflazionistiche ed è su queste società che il team azionario globale si concentrerà per individuare le potenziali opportunità di investimento.In qualità di investitori a lungo termine, il nostro obiettivo è sempre quello di guardare oltre il “rumore” per intravedere il mondo che ci aspetta. Al di là della nuova ondata di inflazione proveniente dalle filiere produttive e dalle materie prime, sono tre i temi destinati a perdurare oltre l’impennata inflazionistica iniziale: decarbonizzazione, difesa e deglobalizzazione.La spesa per la difesa è un’altra area che a nostro avviso vedrà un incremento nei prossimi anni. Ciò avverrà sia a livello governativo che in seno alle imprese private interessate ad aumentare la spesa per la sicurezza informatica. La guerra cibernetica è una dimensione relativamente recente all’interno di un conflitto fisico più ampio, ma è verosimile aspettarsi un aumento di questo tipo di attacchi contro le società private, coinvolte nel conflitto tramite i boicottaggi contro la Russia. Il potenziamento della protezione degli asset digitali delle imprese sarà probabilmente un altro trend che acquisterà slancio per via della guerra e i fornitori di servizi di cybersicurezza svolgeranno un ruolo cruciale. L’ultimo tema è quello della deglobalizzazione, inaugurato dall’ex presidente statunitense Donald Trump nel 2018 con la sua guerra commerciale con la Cina. Questo scontro, esacerbato dalla pandemia, potrebbe venire “cementato” dalla guerra in Ucraina. Nel breve termine, è probabile che i continui intoppi lungo le filiere produttive si tradurranno in un’ulteriore diversificazione di fornitori e impianti di produzione e in un migliore allineamento tra luoghi della produzione e della domanda. In un orizzonte temporale molto più esteso, l’uso di sanzioni economiche contro la Russia, e in primis la decisione finora inedita di usare il dollaro come arma contro uno Stato membro del G20, congelando l’accesso della Russia a USD 630 miliardi di riserve valutarie, avrà quasi certamente ripercussioni sull’economia globale. Quando i mercati cercano di incorporare il cambiamento nei prezzi, emergono sempre delle opportunità. I vantaggi della gestione attiva ci consentono di spostarci sui titoli che a nostro avviso hanno scontato un rischio eccessivo e di restare concentrati su queste opportunità, individuando le aziende maggiormente in grado di adattarsi al nuovo contesto.

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Franco Cordelli: Tao 48

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Collana Oceani, pp. 352, 21 euro Il nuovo, atteso libro narrativo di uno dei maggiori critici teatrali e letterari del nostro tempo. In contemporanea la nuova edizione del libro più importante di Cordelli, I puri spiriti. Prendendo spunto da 48 luoghi di Roma e dai ricordi che evocano, Franco Cordelli costruisce una silloge di racconti tra loro interconnessi, in cui ritornano personaggi e temi, sullo sfondo di una Roma raramente così protagonista in un romanzo. Racconti in cui si snoda una autobiografia nascosta, in cui l’autore narratore torna bambino, ritrova sua madre, si scopre abbandonato e solo a una festa, ripercorre i suoi amori, la scoperta traumatica e felice del teatro, il senso del tempo. Un libro unico che non somiglia a nessun altro e testimonia l’unicità del suo autore.

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Umberto Eco sull’arte

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Collana i Fari, pp. 1.000, 30 euro A cura di Vincenzo Trione. Un’opera destinata a diventare un riferimento per chiunque si occupi di Arte ed Estetica. Un ulteriore tassello della immensa impresa intellettuale di Umberto Eco. In contemporanea le nuove edizioni di Diario minimo e Sulla letteratura. Il volume sarà presentato al Salone del Libro di Torino domenica 22 maggio (ore 17.15, Sala Rossa) con Vincenzo Trione, Maurizio Ferraris, Anna Maria Lorusso. Il libro raccoglie tutti gli scritti di Umberto Eco sull’arte, dal 1955 al 2016, includendo sia le riflessioni teoriche sul Bello, l’Opera d’Arte, il piacere estetico, sia i contributi su singoli artisti compresi in cataloghi d’arte, sia alcuni scritti occasionali (come le Bustine di Minerva) che intervengono sull’attualità artistica. Che l’esperienza estetica sia stata fin dall’inizio al centro degli interessi di Eco è cosa nota, della sua biografia; basti ricordare la tesi di laurea, sulla estetica di Tommaso d’Aquino. Ma sono state soprattutto le riflessioni capitali sulla categoria di “opera aperta”, sul kitsch, sulla struttura del cattivo gusto, per arrivare fino alle storie illustrate più recenti (Storia della Bellezza, Storia della Bruttezza, Vertigine della lista…) a definire un modo tutto echiano di guardare all’arte, come spazio di gioco dei codici di una cultura, tra invenzione e ripetizione. Raccolti in ordine cronologico, gli scritti sull’arte rappresentano una vera e propria summa, significativa non solo delle riflessioni teoriche di Eco ma anche delle esperienze artistiche della seconda metà del ‘900 su cui Eco riflette, che sono sempre in controluce. Un libro destinato a diventare un libro di riferimento.

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Bill Gates: Come prevenire la prossima pandemia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. La pandemia da COVID-19 non è ancora finita, ma i governi di tutto il mondo, nonostante gli sforzi per lasciarsela alle spalle, iniziano a pensare a cosa accadrà in futuro. Come possiamo impedire che una nuova pandemia uccida milioni di persone e distrugga l’economia mondiale? Possiamo anche solo sperare di riuscirci? Bill Gates crede di sì, e in questo libro espone in modo chiaro e convincente ciò che il mondo avrebbe dovuto imparare da COVID-19 e cosa possiamo fare per scongiurare un altro disastro come questo. Basandosi sulle competenze condivise dai massimi esperti mondiali e sulla propria esperienza nella lotta contro le malattie mortali tramite la Fondazione Gates, ci aiuta a capire innanzitutto le malattie infettive dal punto di vista scientifico. Poi, ci mostra come le nazioni di tutto il mondo, lavorando in sinergia tra loro insieme al settore privato, siano in grado non solo di scongiurare un’altra catastrofe simile al COVID, ma anche di sconfiggere definitivamente tutte le malattie respiratorie, compresa l’influenza. Un chiaro appello dunque – forte, esaustivo e di capitale importanza – da uno dei più grandi e incisivi pensatori e attivisti del nostro tempo.

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