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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 20 aprile 2022

Libri: nella Zona franca di Alessandro Rosato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Zona franca è il sorprendente romanzo di esordio di Alessandro Rosato, pubblicato oggi dalla casa editrice Maddali e Bruni di Firenze. L’autore, originario di Varese, giovanissimo e talentuoso, dopo la laurea a Pavia, il periodo di studi al Trinity College di Dublino e i master a Barcellona, ha lavorato come brand strategist per marchi prestigiosi. Nel 2020 ha lasciato il lavoro nel campo della pubblicità per dedicarsi alla scrittura e alla regia cinematografica. L’azione del romanzo si svolge nell’arco di ventiquattro ore, in un giorno di primavera del 2000. L’io narrante e protagonista, Gabriele, ventiseienne milanese, è sul volo Milano-Lisbona. Nella capitale portoghese vuole ricominciare da zero e dimenticare Barcellona, dove ha lavorato per qualche anno ma che poi ha lasciato, soffocato dal ricordo dolce-amaro di un amore finito e dal rimpianto di uno mai nato. Si alternano, intrecciandosi, due piani narrativi. L’uno coevo al viaggio tra le nubi, incentrato sulle sue riflessioni e stati d’animo. L’altro, differenziato anche per l’uso del corsivo, che ripercorre i ricordi dei momenti più o meno felici trascorsi a Barcellona. Il secondo piano narrativo contiene le premesse e gli antefatti del primo. Sono memorie di luoghi, rituali, routine, relazioni effimere in una città piena di sogni, multietnica e multiculturale. Sullo sfondo la movida barcellonese, tavoli condivisi con sconosciuti, la crew (la cerchia di amici più stretti), le feste di addio per chi torna nel proprio paese dopo gli studi o lo stage, l’ebbrezza dell’alcol, lo spleen della domenica, le assolate terrazze, le vie brulicanti di turisti, la ricerca della quiete e della tranquillità sotto le navate ombrose di una chiesa.E poi le persone che hanno condiviso un breve, ma intenso, tratto di vita con lui: la sua ex ragazza austriaca Ari; Mario, l’amico italiano con la “paura del rimpianto”; Sophie, la bella francese dalla decappottabile di seconda mano. Con lei Gabriele instaura un rapporto speciale, fatto di parole non dette, di complicità, di attimi sospesi nell’eccitante brivido del pericolo. Rivelatrice la sua abitudine di “tagliare” i semafori rossi: «Penso a quell’istante subito dopo aver tagliato il rosso, in cui ci sentivamo in un tempo sospeso; una specie di limbo in cui il rosso era acceso da entrambe le parti: una frazione di secondo che non apparteneva a nessuna carreggiata. In quegli attimi, la macchina apparteneva a tutto e a niente. Anche noi, lì sopra: eravamo in una zona franca. E ci sentivamo così noi. Così selvaggiamente noi stessi».I piani narrativi procedono paralleli, finché i ricordi del passato lasciano il posto agli eventi e ai personaggi del presente. Come Giacomo, un anziano signore dalle molteplici passioni, e Lara, una misteriosa ragazza dalle mani delicate. Uno scalo imprevisto a Barcellona cambierà i progetti di Gabriele e lo costringerà a riaprire un capitolo della sua vita che credeva già chiuso.Lo stile semplice e scorrevole, variato da moduli colloquiali propri del gergo giovanile e da un’efficace trascrizione filmica delle scene, riesce a esprimere in maniera autentica le sfumature dei sentimenti e dei pensieri più reconditi.Zona franca è un romanzo di formazione, in cui l’autore si interroga sulla ricerca della propria identità, sulle scelte dettate dall’abitudine o dalle pressioni sociali, sulle esitazioni che hanno cambiato la storia, sulle passioni accantonate, sulla potenza che non si è tradotta in atto. Ma anche sulle seconde possibilità che la vita ci offre e sulla voglia di vivere fuori dagli schemi. È anche lo specchio di una generazione, la cosiddetta “generazione Erasmus”: giovani inquieti, dalla vita frenetica, sentimentalmente instabili, che non hanno ancora trovato il loro posto nel mondo, e di cui Alessandro Rosato si candida a diventare una delle voci più interessanti. Fonte: http://www.edizionimaddaliebruni.it/ by Alessandro Rosato

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Faire barrage et refaire société

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

En plaçant de nouveau l’extrême-droite au second tour de la présidentielle, les électeurs français donnent au choix du 24 avril une gravité qui, si elle n’est malheureusement plus exceptionnelle, n’en est pas moins cette fois des plus palpables. Toute l’Europe l’a compris et aura l’œil rivé ce soir-là sur le verdict des urnes françaises. Durant la campagne du premier tour, sur France 2, notre président Enrico Letta fut le contradicteur de Marine Le Pen. Il sût en démasquer l’agenda politique anti-européen et grossièrement poutinien. Il appelle aujourd’hui à la battre au nom de l’Europe et pour la France, en soutenant l’ambition européenne résolue du président sortant. Devant l’enjeu historique, l’abstention n’est en effet pas une option. Quelle que puisse être la déception des uns ou des autres devant le quinquennat passé, on ne peut fuir ses responsabilités citoyennes pour l’avenir, que l’extrême-droite au pouvoir mettrait en péril. Il faut lui faire barrage activement et non s’en laver les mains.Le duel s’annonce serré. Même éventuellement plus large que ce dont augurent les derniers sondages, la victoire incertaine d’Emmanuel Macron sera âpre. Elle aura le goût amer de la bataille gagnée sur un champ électoral démobilisé, reflet d’une société fracturée, d’une nation scindée. La carte du premier tour fait ressortir des clivages territoriaux et générationnels devenus profonds. L’abstention déjà forte au premier tour, comme lors de la dernière présidentielle, et l’attirance répandue pour des positions radicales et de rupture expriment une défiance largement commentée envers les partis de gouvernement en particulier et le pouvoir politique en général, jugés défaillants et/ou impuissants. L’individualisme exacerbé comme le communautarisme identitaire ont sérieusement érodé les bases de la démocratie représentative, au risque d’un prochain procès en illégitimité instruit dans la rue.Dans ces conditions tendues, jamais être Président de tous les Français n’a paru mission aussi impossible qu’impérieuse. L’après-24 avril y presse. Il faut prendre le candidat Macron au mot sur sa promesse démocratique d’un nouveau mode de gouvernement et de planification. Et relire Delors* qui, après que le référendum sur Maastricht emporté de justesse avait fait apparaître des lignes de faille comparables, définissait trois rôles à un Etat au service de la nation : celui de gardien de la sécurité, celui d’animateur du développement économique et social et celui de rassembleur.Le premier rôle, le plus régalien, est le plus attendu sans être le plus évident à exercer équitablement sur la diversité du territoire. Le deuxième est étroitement lié à la planification que Delors ne réduit pas à un ministère ordonnateur de travaux prospectifs d’experts mais voit comme un carrefour où s’expriment les aspirations tant intellectuelles que patronales, syndicales, de la haute administration et de toutes les parties prenantes. Un Plan qu’il situe « dans les interstices du pouvoir et de la société » et qui devient une « boîte nationale à idées ».A « l’Etat-rassembleur » incombe plus largement « la redoutable mission de maintenir l’identité nationale et de stimuler le vouloir-vivre ensemble ». De redonner du sens à la vie collective. De soigner le lien social. « L’Etat-rassembleur » réhabilite les corps intermédiaires en médiateurs entre citoyens et pouvoir politique, que l’institution présidentielle de la Vème République tend à éclipser. En contrepoint à la verticalité décisionnaire, il laisse dans les politiques publiques la place au dialogue et aux initiatives, encourageant une citoyenneté d’engagement en réponse aux soifs inassouvies de reconnaissance et aux ressentis de mépris ou de relégation. Les expériences récentes de démocratie participative devraient trouver un terrain fertile. Le défi du prochain quinquennat sera de conjuguer ainsi des forces contraires qui acceptent de faire un bout de chemin ensemble. L’enjeu n’est pas nécessairement le seul dépassement de la gauche et de la droite mais plus fondamentalement, selon une définition de la démocratie chère à Delors, « un dépassement du citoyen par sa propre participation à l’œuvre collective ». Et cette participation, ce dépassement commencent le 24 avril. Sébastien Maillard, Directeur de l’Institut Jacques Delors

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Scompenso cardiaco, pubblicate le nuove linee guida

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Sono state pubblicate le linee guida 2022 degli esperti statunitensi sullo scompenso cardiaco. Il documento è frutto della collaborazione tra l’American College of Cardiology, l’American Heart Association e l’Heart Failure Society of America, ed è apparso su più riviste, quali Journal of the American College of Cardiology, Circulation e Journal of Cardiac Failure. Nelle nuove linee guida, si dà particolare rilievo alla prevenzione della condizione cardiaca in quelle persone che presentano i sintomi del “pre-scompenso”, ma vengono anche aggiornate le strategie di trattamento nelle persone sintomatiche in modo che possano includere gli inibitori SGLT2 (trasportatore sodio-glucosio tipo 2). Vengono rivisti i diversi stadi dello scompenso cardiaco, che vanno dallo stadio A al D, per riuscire a identificare precocemente i fattori di rischio. Così facendo, sarebbe possibile trattare l’individuo a rischio, e quindi allo stadio A, prima che si inneschino quei cambiamenti strutturali o inizino i segnali di una ridotta funzionalità cardiaca, identificativi dello stadio B e cioè del “pre-scompenso”, nel quale ci si trova ancora in una situazione caratterizzata da assenza di sintomi. Si passa poi allo stadio C, che include pazienti con scompenso cardiaco sintomatico, e stadio D, quelli scompenso cardiaco avanzato, in cui si presentano sintomi che pesano sulla vita quotidiana. Gli autori descrivono poi in dettaglio le diverse possibilità a seconda degli stadi e anche in base alle diverse condizioni possibili in ciascuno stadio. Per esempio, in chi si trova nello stadio A andrebbe controllata la pressione sanguigna, che a riposo dovrebbe rimanere al di sotto dei 120/80 mmHg. Se diabetici e con malattia cardiaca o con alto rischio cardiovascolare, si potrebbe pensare agli inibitori SGLT-2. In ogni caso, quello che va fatto è mantenere abitudini di vita salutari, mentre ci sono diversi trattamenti possibili per chi si trova allo stadio B, a seconda della condizione. Le linee guida forniscono inoltre raccomandazioni in merito alla gestione di amiloidosi cardiaca, complicazioni cardio-oncologiche, ma anche su dispositivi cardiaci impiantabili e terapia di vascolarizzazione soprattutto per i pazienti allo stadio D. (Fonte Doctor33)

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Covid-19, quanto possono infettare i vaccinati?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Chi è vaccinato può ammalarsi di Covid-19, ma ha una capacità fino a 5 volte più bassa rispetto ai non vaccinati di trasmettere a sua volta l’infezione. Per ottenere questo risultato con la variante Delta erano sufficienti due dosi di vaccino, mentre con Omicron ne servono tre. È quanto emerge da uno studio condotto dall’università di Ginevra e pubblicato su Nature Medicine. La ricerca ha confrontato la carica virale infettiva di 118 campioni prelevati a pazienti infettati dal virus di Wuhan, 293 dalla variante Delta e 154 dalla variante Omicron BA.1. I ricercatori non si sono limitati ad analizzare la quantità di materiale genetico del virus presente nei campioni, un valore fornito dall’esame usato comunemente nei tamponi molecolari (la PCR), ma hanno misurato la quantità di virus che fosse realmente in grado di infettare le cellule. La PCR, infatti, “è molto efficace per identificare le persone infette ma non indica se sono infettive, cioè capaci di trasmettere il virus ad altri”, ha spiegato in una nota Isabella Eckerle, a capo del Centro per le malattie virali emergenti dell’ateneo svizzero. Lo studio ha innanzitutto scoperto che la quantità di materiale genetico del virus quasi mai corrispondeva alla capacità infettiva. Il team ha poi rilevato che nel complesso, la carica virale infettiva del gruppo Delta era 2,2 volte più alta rispetto a quella del gruppo infettato con il virus originale. Tuttavia, le persone infettate da Delta che avevano ricevuto due dosi di vaccino a mRNA avevano una carica virale infettiva 4,78 volte più bassa rispetto alle persone non vaccinate. “Per la coorte Omicron, contrariamente a quanto si può presumere data la sua rapida diffusione, la carica virale infettiva era complessivamente inferiore a quella della coorte Delta”, ha aggiunto Eckerle. Inoltre, per Omicron occorrevano tre dosi di vaccino per ottenere una riduzione della carica virale infettiva, che in questo caso era di 5,3 volte rispetto ai non vaccinati. Per i ricercatori, lo studio conferma la capacità del vaccino di limitare la capacità di trasmissione del virus. Resta da capire perché Omicron sia così contagiosa nonostante la bassa carica virale infettiva: “Non lo sappiamo ancora, ma i nostri dati suggeriscono che sono in gioco altri meccanismi infettivi”, spiega una delle autrici dello studio, Pauline Vetter. (fonte Doctor33)

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Le mage du Kremlin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collection Blanche, Gallimard. On l’appelait le « mage du Kremlin ». L’énigmatique Vadim Baranov fut metteur en scène puis producteur d’émissions de télé-réalité avant de devenir l’éminence grise de Poutine, dit le Tsar. Après sa démission du poste de conseiller politique, les légendes sur son compte se multiplient, sans que nul puisse démêler le faux du vrai. Jusqu’à ce que, une nuit, il confie son histoire au narrateur de ce livre… Ce récit nous plonge au cœur du pouvoir russe, où courtisans et oligarques se livrent une guerre de tous les instants. Et où Vadim, devenu le principal spin doctor du régime, transforme un pays entier en un théâtre politique, où il n’est d’autre réalité que l’accomplissement des souhaits du Tsar. Mais Vadim n’est pas un ambitieux comme les autres : entraîné dans les arcanes de plus en plus sombres du système qu’il a contribué à construire, ce poète égaré parmi les loups fera tout pour s’en sortir. 288 pages, 140 x 205 mm

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Francesco Targhetta: La colpa al capitalismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collana i Venti, pp. 160, 18 euro A dieci anni di distanza dall’acclamato esordio con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie che rivelò Francesco Targhetta tra le principali voci della generazione precaria e paralizzata affacciatasi alla vita adulta negli anni ’10, arriva la sua nuova raccolta poetica. Abitata da personaggi isolati e vulnerabili, sospesi tra strategie d’esistenza e tentativi d’amore, disseminati lungo paesaggi labili dai profili industriali, in un orizzonte geografico erede del nord-est di Deserto Rosso, la silloge racconta la solitudine, il senso di competizione e “l’estensione della lotta” sotto la morsa del tardo capitalismo, vessato ulteriormente dalla pandemia. La colpa al capitalismo è una coda poetica ideale di Le vite potenziali, il romanzo con cui Targhetta ha vinto il Premio Selezione Campiello nel 2018, e ne condivide anche la costruzione corale in cui trovano posto, accanto alle poesie, veri e propri racconti in versi, capaci di dissezionare con lingua asciutta, narrativa e precisa un sentimento di malinconica resa alle cose odierne e di ostinata perlustrazione delle più sobrie forme di ribellione e resistenza alla perdita.

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Le petit foulard de Marguerite D. Collection Blanche, Gallimard

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

“C’est très simple, je voudrais retrouver le moment où soudain Marguerite s’est arrêtée de me parler et que tout s’est suspendu. Nous étions assises l’une en face de l’autre, Marguerite Duras et moi, un après-midi d’automne, chez elle, rue Saint-Benoît numéro 5, je portais un gilet en grosse laine rouge et blanc et un petit foulard de soie léopard tacheté noir et blanc. À un moment, et c’est celui-là précisément que je voudrais retrouver, elle m’a fixée, légèrement absente, la beauté de son visage, ses yeux bleus et purs, son air unique et souverain de Marguerite D. “ Tu vois, j’étais exactement comme toi. Le même foulard, les mêmes couleurs, pareille.” Entre nous, sur la table, des feuilles de papier, un magnéto, des stylos, et le livre ouvert : Emily L. J’étais venue pour qu’elle me parle d’elle. » 112 pages, 21 ill., 118 x 185 mm

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L’étau

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collection Blanche, Gallimard. “Nad’a Zdražilova a une sueur froide. Quelque chose aussi se révolte en elle à l’idée qu’on puisse être l’otage des actes de ses parents. Que les erreurs supposées d’autrui puissent vous astreindre. Là, tout de suite, elle a envie de coller des baffes à ceux qui rendent sa trajectoire, sa liberté tributaires de ce qu’a pu faire son père pendant la guerre. » Années 1990. Fille et fils d’un chef d’industrie tchécoslovaque, Nad’a et son frère Andel cherchent à établir la vérité sur le passé de leur père. Bohuš Zdražil est accusé d’avoir collaboré avec l’occupant allemand pendant la Seconde Guerre mondiale. D’avoir mis ses usines et ses ouvriers au service du Troisième Reich. Ce que Nad’a et Andel vont découvrir raconte une autre histoire. 320 pages, 140 x 205 mm

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Philippe Le Guillon: Le testament breton

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collection Blanche, Gallimard. “J’ai écrit ces pages au Faou, dans une solitude et une réclusion totales, cet étrange printemps de 2020 où le gouvernement nous intimait l’ordre de nous claquemurer et de limiter nos sorties à l’essentiel. Oui, j’ai écrit alors qu’un virus venu de Chine se propageait en France et provoquait plusieurs dizaines de milliers de morts, avec, sous les yeux, les palmiers du jardin de Kerrod, l’église des marées, la ligne des collines qui cachent la vallée de l’Aulne, les taillis et les bois, d’un vert magnifique, et dont la prolifération incontrôlée occupera bientôt tout le paysage. C’était le mouvement même, mémoriel et sensible, qui avait donné Les marées du Faou et L’intimité de la rivière, ce retour amont qui me livrait, avec une incroyable acuité, des réminiscences enfouies, des odeurs, des anecdotes, et même des patronymes. Je devenais soudain l’enfant de Kerrod écoutant les récits de son grand-père, rêvant l’engloutissement d’Ys, se heurtant au silence de l’autre grand-père et au mystère de son bateau disparu… »160 pages, 140 x 205 mmPAUL GREVEILLAC

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Joel Dicker: Il caso di Alaska Sanders

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collana Oceani, trad. Milena Zemira Ciccimarra, pag. 624, 22 euro Dopo 10 anni l’attesissimo seguito di La verità sul caso Harry Quebert. Subito al primo posto delle classifiche in Francia. Incontro con l’autore il 21 maggio al Salone del Libro di Torino (Sala Azzurra, ore 13,15), il 23 a Milano (libreria Mondadori Duomo, ore 18.30), il 24 a Roma (libreria I Granai, ore 18). Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L’inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L’aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c’è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.

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Scrittori, poeti e critici per Giorgio Ficara: La letteratura permanente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Fuori collana, pp. 624, 22 euro. In occasione dei 70 anni del grande critico, La letteratura permanente è un omaggio alla tradizione letteraria italiana, alle sue ricchezze e alle sue interconnessioni con la letteratura europea, alle linee di persistenza e alle cesure che la attraversano. Incontro con Giorgio Ficara al Salone del Libro di Torino giovedì 19 maggio (sala Bianca, ore 18.15), insieme a Alfonso Berardinelli, Ernesto Ferrero e Alessandro Piperno. Il volume si presenta come un viaggio attraverso i secoli (dal XII al XXI secolo) e i temi (le origini, la storia, la natura, il viaggio, il confine…) di una “allegra brigata” di amici che, ciascuno dal proprio punto di osservazione, offre al lettore il quadro di un’epoca, il profilo di un autore o la discussione critica di un nodo tematico. Le voci di acclamati poeti e narratori (Raffaele La Capria e Johnathan Galassi, Emanuele Trevi ed Eraldo Affinati, Antonio Franchini, Giuseppe Conte, Paolo Febbraro e Franco Cordelli) incontrano quelle dei più illustri critici d’oggi (Teodolinda Barolini, Alfonso Berardinelli, Giulio Ferroni e Amedeo Quondam, Salvatore Silvano Nigro e Berard Huss, Enrico Fenzi, Gianluigi Beccaria, Lina Bolzoni, Carlo Ossola), e insieme danno vita a un libro che vuole essere un omaggio a uno degli intellettuali che meglio ha saputo negli ultimi anni coniugare l’attività critica, rigorosa e fertilissima, a uno stile saggistico che è quello di un vero scrittore. Giorgio Ficara, con i suoi lavori su Leopardi e Manzoni, sulla riviera ligure e sui libertini, su Montale e sulla tradizione dei classici, è il maestro con il quale i saggi, i racconti, le poesie qui raccolte intessono un dialogo rivolto verso il futuro di una letteratura che non smette mai di parlarci, un’autentica letteratura permanente.

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Ermal meta: Domani e per sempre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collana Oceani, pp. 554, 20 euro. Il romanzo di esordio di uno dei più grandi e apprezzati cantautori di oggi. Una galleria di personaggi indimenticabili, su tutti la storia straordinaria indimenticabile di un ragazzo, Kajan, nel cuore dei conflitti del Novecento che drammaticamente somiglia a quanto stiamo vedendo e vivendo anche oggi. Incontro con l’autore al Salone del Libro di Torino domenica 22 maggio (Sala Blu, ore 18.30). È l’inverno del 1943: nel mondo scosso dalla seconda guerra mondiale, l’Albania subisce senza piegarsi l’occupazione tedesca. Nel piccolo villaggio di Rragam, nel nord del paese, Kajan guarda il mondo cambiare attraverso gli occhi curiosi di un bambino di sette anni. I suoi genitori sono partigiani e sono sulle montagne a combattere contro i nazisti, così accanto a lui ci sono l’amatissimo nonno Betim e Cornelius, un personaggio dal passato misterioso che segnerà la vita di Kajan. Alla fine della guerra, la vita del protagonista sembra scorrere su binari sicuri e promette di andare verso un futuro radioso, ma nell’Albania dominata dalla dittatura comunista e nell’Europa spaccata in due dalla Guerra fredda, niente è come sembra. Dietro ogni angolo si nascondono ombre e pericoli che spingeranno il destino di Kajan a compiere traiettorie imprevedibili.

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Hans Kelsen: Che cos’è la dottrina pura del diritto?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collana krisis diretta da Massimo Cacciari e Natalino Irti, pag. 160, 17 euro introduzione e curatela di Tommaso Gazzolo “Che cos’è la “dottrina pura del diritto”, il nome sotto il quale Hans Kelsen ha pensato la propria filosofia giuridica? A questa domanda prova a rispondere il testo qui presentato per la prima volta al lettore in traduzione italiana. Come la forma interrogativa stessa del titolo mostra, il tentativo da parte di Kelsen di fornire una “sintesi”, una sistemazione definitiva dei principi fondamentali della sua teoria, non è separabile dalla critica continua della medesima, dalla sua costante messa in questione. Dire che cosa sia la dottrina pura, per il suo autore, significa sempre ed anche continuare ad interrogarla, esattamente come avviene in queste pagine che costituiscono una del- le testimonianze più chiare di tale movimento interno al suo pensiero. Questo libro costituisce una introduzione ed un invito a conoscere i lineamenti essenziali della dottrina pura di Kelsen e, al contempo, un testo che forse meglio di qualsiasi altro fa luce sulla continua “crisi” della sua filosofia del diritto.”

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Letizia Muratori: Una vita da donna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Collana Oceani, pp. 192, 18 euro. Dividere il mondo in uomini e donne è un concetto superato, perlomeno a parole. Questo infatti non è un libro “binario”, ma multiforme, eccentrico, in cui la “vita da donna” del titolo è una conquista alla portata di chiunque la desideri. Vivere da donna, al di là del proprio sesso biologico e perfino dell’identità di genere, significa accogliere il cambiamento e reinventarsi, spesso senza porsi limiti di età, smantellando così il più subdolo e nascosto dei pregiudizi, quello anagrafico. Doris Wishman è stata una regista meno celebre di Ida Lupino, ma anche una professionista assai prolifica in anni in cui, per una donna, non era facile esserlo. Pragmatica e determinata, quando non trovava soldi per dirigere uno dei suoi leggendari B-movies, si dedicava con la stessa applicazione e lo stesso disincanto a vendere oggettistica dedicata in un sexy shop. Quella di Wishman è una storia poco nota che andava raccontata, anche perché aiuta a capire come il sesso e il genere abbiano una geometria variabile, spesso per ragioni molto diverse da quelle che immaginiamo. Zoe, ad esempio, un’altra figura che incontriamo in queste pagine, per sessantadue anni ha vissuto da uomo e decide di affrontare la transizione uomo-donna molto tardi. La spinge un desiderio legittimo, sottile e fortissimo: quello di vedere almeno un tratto della vita che si era sempre raccontata coincidere con quella che vive. Quanto a Giovanna, corre per Roma, la fotografa e ha un amore americano difficile da etichettare: ma le se si chiedesse che cosa sia, ognuno dei suoi gesti, non si fermerebbe a rispondere. Neanche Letizia Muratori temporeggia in spiegazioni, si lascia continuamente sorprendere e smentire. E se le si chiedesse cosa siano queste storie – un documento, un’indagine, un’invenzione – probabilmente non risponderebbe neanche lei. O non le avrebbe scritte. Ciò non toglie che a fine lettura la vita da donna del titolo risulti essere quello che è: una conquista.

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