Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Cina: Problemi economici e finanziari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2022

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm. Nel 2021 il Dragone è stato uno dei mercati che ha registrato le performance peggiori: l’indice MSCI China è sceso del 22%, sottoperformando le azioni americane di quasi il 50%. Dunque, lo scorso anno, mentre i mercati globali volavano, le azioni cinesi hanno registrato performance poco brillanti, ma anche il 2022 non sembra essere iniziato sotto i migliori auspici, almeno per ora, dal momento che gli investitori stranieri hanno scaricato azioni cinesi per un valore record di 6 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell’anno. L’indice di riferimento “CSI 300” è, infatti, solo del 4% al di sopra rispetto al livello di fine 2019, quando furono segnalati i primi focolai di Covid-19 in Cina. E l’indice Nasdaq Golden Dragons, che riunisce i grandi gruppi tecnologici cinesi quotati a New York, è sceso di circa il 25% del suo valore, mentre l’S&P 500 statunitense e il Nasdaq Composite, incentrato sulla tecnologia, sono aumentati rispettivamente del 37% e del 52% circa. È stata la crisi finanziaria del 2008 a porre la Cina tra i grandi protagonisti del sistema finanziario globale. In quell’occasione il governo del Paese aveva iniettato un’enorme quantità di denaro nel sistema per compensare il forte calo delle esportazioni. La Cina deteneva già il più grande stock di riserve valutarie al mondo ed è emersa dalla crisi consolidando la sua posizione di maggiore esportatore e seconda potenza economica globale. Oggi l’economia cinese si sta rapidamente avvicinando a quella degli Stati Uniti come motore chiave della crescita mondiale e si stima che proprio dalla Cina proverrà circa un quarto della crescita globale dei prossimi anni. Il tutto in un contesto in cui il governo di Xi sta intervenendo per ridefinire la scala di potere tra pubblico e privato e cercare di porre rimedio agli eccessi della crescita economica, limitando a livello regolamentare la possibilità di crescere a debito. Nel caso del settore immobiliare, lo Stato ha agito per cercare di frenare l’eccessiva leva finanziaria attraverso una serie di regole, che non sono servite ad evitare a Evegrande di finire sull’orlo del fallimento. La mano del governo cinese non si è, però, concentrata solo sul mondo dell’immobiliare: anche il comparto del tech è stato preso di mira, con l’obiettivo di limitarne il potere economico. Come non ricordare poi la forte reazione contro Alibaba quando il governo ha bloccato la quotazione a Shanghai e a Hong Kong della sua divisione dedicata ai pagamenti digitali. La società è stata poi anche multata per quasi 3 miliardi di dollari per questioni di antitrust. A WeChat e ByteDance sono invece (per il momento) stati lanciati solo degli avvertimenti. Ci sembra evidente come la recente spinta del governo cinese rientri nell’obiettivo di rafforzare il potere politico nei confronti delle società quotate di maggiori dimensioni. Il messaggio è che a guidare il Paese è il partito comunista, mentre il capitalismo è solo un mezzo per raggiungere gli obiettivi della nazione. Da un punto di vista finanziario, questo posizionamento indebolisce le realtà tech, causando un calo nelle performance aziendali, come si può vedere nel grafico seguente, dove la linea nera rappresenta la performance delle società cinesi quotate a Hong Kong, che per la maggior parte appartengono al settore tech, rispetto ad altri indici globali.Infine, a seguito della guerra scoppiata in Ucraina, i rapporti del gigante asiatico con l’Occidente sono tutt’altro che chiari. Ci sono poche probabilità che le sanzioni contro la Russia possano essere estese anche alla Cina, se non nel caso in cui il Dragone si sbilanciasse definitivamente a favore di Putin. Ci sembra dunque poco probabile che gli strumenti finanziari cinesi, data la loro importanza nel panorama globale, possano essere colpiti come accaduto con quelli russi. Tuttavia sottolineiamo ancora una volta l’importanza di mantenere una esposizione controllata e di investire in maniera diversificata, controllando i rischi di portafoglio. (abstract http://www.moneyfarm.com)

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