Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Transizione energetica: un percorso a ostacoli

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2022

A cura di Pauline Grange, gestore investimento responsabile e Jess Williams, analista, investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. Il ruolo chiave delle tecnologie pulite nella sesta ondata industriale, insieme alla digitalizzazione/IA e alla robotica, è ormai sempre più riconosciuto. Siamo solo all’inizio di un processo che vedrà le tecnologie green occupare un posto sempre più centrale negli investimenti pubblici e privati nei prossimi decenni. Nel 2021 la maggior parte dei paesi è stata colpita da un’impennata dei prezzi di petrolio, carbone e gas a causa del disallineamento tra domanda e offerta.La domanda di combustibili fossili si è ripresa rapidamente dopo l’allentamento dei lockdown. Allo stesso tempo l’aumento delle rinnovabili nel mix energetico globale e la siccità in America Latina, con ripercussioni sulla generazione di energia idroelettrica nella regione, hanno fatto aumentare la domanda di questi combustibili, che negli ultimi anni, hanno visto un calo degli investimenti dovuto alla debolezza dei prezzi delle materie prime e alle preoccupazioni legate ai fattori ESG. A causa dei problemi di approvvigionamento, l’offerta non è riuscita a tenere il passo con la domanda, facendo aumentare i prezzi.La crisi energetica e le tensioni geopolitiche globali accelereranno gli investimenti in rinnovabili e in tecnologie come la capacità di stoccaggio delle batterie e l’idrogeno verde, ma questo richiede una pianificazione più accurata della rete energetica, dato che le rinnovabili iniziano a superare il 30% della generazione di elettricità globale.Inoltre, le economie devono fare di più per quanto riguarda la riduzione della domanda di combustibili fossili: siamo ancora lontani dal picco della domanda globale di petrolio, atteso nei prossimi 5-15 anni.Le trasmissioni energetiche nei trasporti, nelle industrie e nel riscaldamento rappresentano il 78% delle emissioni globali. Oggi solo il 17% dell’energia proviene da fonti pulite e questa percentuale dovrà salire al 78% entro il 2050. La transizione verso l’energia pulita è necessaria anche dal punto di vista economico. Le rinnovabili sono ormai la forma più economica di generazione di nuova elettricità in circa il 90% del mondo e la recente impennata dei prezzi dei combustibili fossili ne migliora ulteriormente la competitività relativa in termini di costi. Inoltre il costo della mancata mitigazione del cambiamento climatico porterebbe a un’erosione del PIL annuale superiore al 3% entro il 2030. Infine, nel lungo periodo, il passaggio alle rinnovabili implica che governi e società non saranno più esposti alla volatilità dei prezzi delle materie prime, con evidenti benefici sociali.Le transizioni sono difficili, ma non impossibili. Non è la prima volta che attraversiamo transizioni energetiche: nel XIX secolo il passaggio dall’olio di balena al petrolio è stato altrettanto inflazionistico, poiché l’offerta è stata ridotta più velocemente della diminuzione della domanda, ma ciò non ha fermato la transizione verso una tecnologia energetica superiore. Crediamo che lo stesso valga per l’energia verde. (abstract http://www.columbiathreadneedle.it)

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