Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Donne e denaro: Una sfida per l’inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

Un terzo delle donne in Italia non percepisce fonte di reddito e altrettante considerano le proprie conoscenze in ambito finanziario ancora insufficienti, nonostante la percezione – comune a uomini e donne – di avere la stessa capacità nella gestione del denaro e pari nozioni di educazione finanziaria ricevute in famiglia. Sono queste alcune delle evidenze emerse dalla ricerca della durata di più di un anno “Donne e Denaro: una sfida per l’inclusione”, avviata da Banca Widiba in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentata oggi presso la sede milanese dell’Ateneo. L’indagine – che si compone di una parte qualitativa, con focus group che hanno coinvolto donne e Consulenti finanziari, e una quantitativa su oltre 2000 persone, a cui hanno fatto seguito più studi sperimentali – ha permesso, per la prima volta in Italia, una profonda comprensione dei fattori che, ancora oggi, ostacolano le donne nella gestione del denaro, tra cui le credenze stereotipiche che riguardano questo ambito e che influenzano profondamente atteggiamenti e comportamenti finanziari delle persone. Emerge anche che le donne rispetto agli uomini cercano meno frequentemente consigli finanziari attraverso canali professionali, attivando invece in misura maggiore canali informali come amici e parenti. Infine, un dato positivo: gli italiani non percepiscono uno stereotipo negativo sulla competenza delle donne in merito al denaro, ritenendo che entrambi i sessi siano ugualmente capaci di gestire il loro denaro. Emergono invece altri due stereotipi di genere legati al denaro, confermando quanto emerso nella fase qualitativa: il primo è che le donne sono motivate a guadagnare principalmente per realizzare un progetto di vita familiare e relazionale, mentre i soldi non sono importanti per realizzare e valorizzare la propria identità; il secondo è che queste credenze stereotipiche risultano essere associate a una peggiore performance delle donne nei confronti del denaro. Riassumendo: meno soldi e gestiti peggio. Il quadro finale acquisito da questa ricerca, che verrà ulteriormente arricchita con due nuovi studi sperimentali e i laboratori, sarà alla base di un lavoro di riflessione e di progettazione di nuove soluzioni di intervento per avvicinare le donne al mondo della finanza e renderle più forti e solide economicamente, contribuendo al superamento del divario di genere che ancora persiste in questo campo.

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