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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Su Famiglia Cristiana Giorgia Trasselli ricorda Raimondo Vianello

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

«Era un gentiluomo, pieno d’amore e d’ironia». Nel centenario della nascita Raimondo Vianello (7 maggio), Famiglia Cristiana ha intervistato Giorgia Trasselli, l’indimenticabile “tata” di Casa Vianello, la sit-com che per quasi vent’anni, dal 1988 al 2007, ha divertito milioni di italiani. «Sul set mi chiamava “sguattera” e me ne combinava di tutti i colori», ricorda l’attrice nel numero del settimanale in edicola da domani. «Nella realtà, invece, pur non essendo certo un amicone, si rapportava agli altri sempre con grande rispetto ed educazione. Dava del lei a tutti i colleghi e fece così con me per tutta la prima stagione di Casa Vianello. All’inizio delle riprese della seconda, lo salutai come facevo sempre: “Buongiorno, signor Vianello”. E lui: “Ma noi due non ci davamo del tu?”. Fu un suo modo delizioso per dirmi che quella barriera tra noi era caduta. Anche con Sandra era sempre molto discreto, ma si intuiva chiaramente quanto tenesse a lei. Sandra invece non si faceva problemi a manifestare tutto il suo affetto. Una volta in un episodio lui si presentò vestito da capitano di una nave da crociera. Sandra si avvicinò, gli mise una mano sul petto e gli disse: “Raimondo, quanto sei bello!». La Trasselli ricorda anche la grande passione di Vianello per lo sport, che portò l’attore a giocare a calcio fino a tarda età. «Sì, in una squadra che lui stesso aveva fondato, la SaMo, dalle iniziali della moglie. A volte in scena indossava le stesse tute che usava in campo. Ricordo poi che quando lui registrava Pressing per noi di Casa Vianello era un giorno di riposo, perché doveva prepararsi molto bene. Era un grande esperto anche di tennis, di ciclismo e di boxe». L’ultima volta l’attrice lo vide al San Raffaele dove era ricoverato. «Fuori nevicava e lo trovai in vestaglia nella sua stanza. Gli dissi: “Signor Raimondo, vuole smetterla di chiamarmi sguattera e di prendermi a calci?”. Lui mi sorrise e mi diede una carezza sul ginocchio». Sua moglie Sandra lo raggiunse appena cinque mesi dopo la sua morte. «Sinceramente non me l’aspettavo. Sandra era circondata da tanto amore e speravo che resistesse di più. E invece, evidentemente, senza il suo Raimondo non riusciva più a vivere».

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