Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 3 Maggio 2022

Consumatori in piazza in tutto il Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

10 giugno. 10 giugno 2022, alle ore 11:00, con raduni e presidi a Roma in P.zza SS. Apostoli e contemporaneamente in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture. I rincari a cui stiamo assistendo hanno avuto finora solo timide reazioni del governo, che si è limitato a misure di carattere emergenziale e temporaneo, come la tassazione sui superprofitti delle società dell’energia, gli sgravi parziali per alcune imprese e la riduzione degli oneri fiscali sulle bollette, ma rinviando i necessari interventi di carattere strutturale che da tempo rivendichiamo per arginare una crisi che si prospetta non di breve periodo. “È necessario fare di più ed è necessario farlo ora! – afferma Michele Carrus Presidente Federconsumatori – Per questo ci prepariamo ad una mobilitazione in tutta Italia, perché finalmente le esigenze dei cittadini, delle famiglie e soprattutto dei redditi bassi e medio-bassi ricevano la dovuta attenzione dal Governo.” Sono state invitate a partecipare le Organizzazioni sindacali e datoriali, il mondo del Terzo settore e del Volontariato sociale, le associazioni ambientaliste e studentesche. Le Associazioni presenteranno una PIATTAFORMA di interventi per calmierare i prezzi e combattere la speculazione, chiedendo al Governo di includere i rappresentanti dei consumatori tra le Parti sociali per confrontarsi sul contrasto alla povertà energetica, sul sostegno alle famiglie e ai soggetti più fragili, sulla determinazione e sorveglianza dei prezzi, sui carichi fiscali. Le Associazioni consumatori chiedono a tutti i cittadini di partecipare attivamente alla giornata di protesta del 10 giugno, scendendo in piazza con le PENTOLE VUOTE!

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Affitti, Unsic: “L’aumento della cedolare sarà l’ennesimo colpo al ceto medio”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

“L’incremento dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti, che potrebbe lievitare dal 21 al 26 per cento per i contratti a canone libero, costituisce l’ennesima discutibile e insensibile stangata, non per congiuntura internazionale ma per mano governativa, che accentuerebbe lo scivolamento del ceto medio, compreso chi fa impresa e commercio, verso condizioni di effettiva criticità”. A denunciare il possibile inasprimento del prelievo, che avrebbe ricadute anche sugli affitti e sui piccoli borghi, è il sindacato Unsic, con oltre tremila uffici in tutta Italia. L’Unsic lancia un accorato appello al Governo affinché non inserisca la revisione della cedolare nella delega fiscale in discussione in Parlamento.“In una fase di crescente difficoltà per la maggior parte degli italiani, stretti tra una pandemia che non accenna a mollare la presa e le conseguenze del conflitto in Ucraina, l’aumento dell’imposizione fiscale è una misura non solo insensata, ma dannosa. Tra l’altro continuare ad utilizzare gli immobili degli italiani come bancomat di Stato rischia di minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti: la tassazione sugli immobili in Italia è al 6.1 per cento contro il 5,5 della media Ocse, il 2,7 della Germania e il 2,2 della Svezia”.Aumentare le tasse sugli immobili – rileva l’Unsic – rischia di accrescere l’evasione, di far lievitare il numero di case non affittate perché, tra aumento dei costi condominiale e della morosità, nonché con il blocco degli sfratti, conviene non immetterle più nel mercato”.Infine l’Unsic ricorda, citando dati di Lettera 150, l’associazione presieduta dal giurista Giuseppe Valditara, che la stragrande maggioranza dei proprietari immobiliari appartiene al ceto medio: il 94 per cento ha redditi fino 55 mila euro, di cui più della metà fino a 26 mila. Una categoria ben lontana dai grandi speculatori internazionali.

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Prima piattaforma digitale gratuita per l’orientamento professionale

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Alla presenza di Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione oggi a Trieste Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili presenta ufficialmente MiAssumo, la prima piattaforma educativa e di gaming gratuita per gli studenti dagli 11 ai 26 anni, progettata e curata da Spaziouau. Nata dall’esperienza di Parole O_Stili, MiAssumo ha tra le altre cose l’obiettivo di colmare la carenza formativa nelle scuole italiane e rispondere al mancato incontro tra offerta e domanda di lavoro: che pesa oggi 1,5% del PIL nazionale.La presentazione inaugura la due giorni della quinta edizione del Festival della comunicazione non ostile, “Di Testa, di Pancia e di Cuore”, dedicata al tema delle “scelte”, quelle che ogni giorno facciamo nella nostra vita privata e professionale (paroleostili.it/quinta-edizione-2022).Nata dall’esperienza di Parole O_Stili, che in 5 anni ha coinvolto oltre 1 milioni di studenti e 250 mila insegnanti, MiAssumo si rivolge ai giovani dagli 11 ai 26 anni con l’obiettivo di aiutarli a crescere, sia come persone che come professionisti, così da potersi affacciare più facilmente al mondo del lavoro. Gli alunni saranno coinvolti in un percorso pluriennale di formazione, strutturato con attività di classe, a gruppi o singole per poter riconoscere le proprie competenze e attitudini e orientarsi al meglio nel percorso di studi e professionale. IQUII è il Digital Platform Provider di MiAssumo. In Italia, quasi un 1 istituto su 2 (48%) non ha fatto orientamento ai ragazzi e nel 50% dei casi lo ha organizzato secondo i classici incontri offline, ovvero con docenti universitari o in momenti come fiere, saloni o open day. Grazie a MiAssumo, i ragazzi avranno la possibilità di calarsi nei panni di tantissimi personaggi storici e di altrettanti professionisti moderni, rispondendo a quesiti come: “Cosa avrebbe fatto Napoleone se avesse usato Whatsapp e Google Maps durante la battaglia di Waterloo?”. Oppure quali sarebbero state le domande che da giornalista avresti fatto a Liliana Segre dopo gli insulti ricevuti per il vaccino?”. Attraverso MiAssumo, con l’aiuto di particolari meccanismi di gaming i ragazzi potranno iniziare da subito a generare il proprio curriculum grazie a un’intelligenza artificiale addestrata “ad hoc” e ispirata da solidi principi etici. MiAssumo si posiziona, infatti, come la prima piattaforma capace di rispondere anche a una importante carenza di persone qualificate nel campo dei servizi informatici e di comunicazione (ICT). Nel 2020, in Italia, meno del 40% di chi lavora nel settore ICT era in possesso di un titolo di studio universitario, contro il 66% della media Europea. Questo a causa della mancanza di skils mismatch e di persone con lauree STEM, che nel nostro Paese sono solo l’1,5% del totale contro il 2% medio in Europa (2.7% Francia, 2.5% Regno Unito).

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Italia, un Paese di creduloni

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Due anni fa, l’Agcom, l’Autorità per la concorrenza e il mercato (Antitrust), pubblicò gli esiti di una indagine sulla “credulità” degli italiani. Dall’analisi emergeva che circa il 60% degli italiani risultava avere «una falsa percezione in relazione a fenomeni misurabili in senso oggettivo, che riguardano una serie di tipologie di contenuti: dalle informazioni sull’economia a quelle di tipo scientifico-ambientale, dai temi importanti dell’agenda politica, quali la situazione economica, l’immigrazione, la criminalità, il lavoro”. L’indagine riportava come “il livello di istruzione e condizione socioeconomica siano in grado di influire sulle percezioni e sul riconoscimento di notizie false.” In sintesi, più una persona è istruita, maggiore saprà difendersi dalle bufale, avendo gli strumenti culturali per analizzare le notizie che circolano.Abbiamo qualche dubbio su questa ultima affermazione dell’Agcom, e ne abbiamo avuta la prova in questi giorni quando, intorno a un tavolo, si è parlato di approvvigionamenti energetici. Ben inteso, i commensali erano tutti professionisti con tanto di laurea. Ebbene, si deridevano le missioni dei nostri governanti in Angola alla ricerca di fonti energetiche suppletive, in particolare di gas, stante la situazione dei rapporti tra Italia e Russia. Si partiva dall’assunto, registrato in una di quelle trasmissioni televisive che classifichiamo come trash, che in Angola non c’è gas e che la missione dei nostri governanti era ridicola e l’insensatezza era avvalorata dalla finta malattia covidiana del presidente Draghi, che così si era sottratto a una brutta figura.E’ appena il caso di ricordare che in Angola, nel 2020, l’Eni ha estratto 33 milioni di barili di petrolio e 600 mila metri cubi di gas. Tra l’altro, l’Angola è tra i maggiori Paesi produttori di petrolio dell’Africa.Il campione dei commensali esaminato è certamente limitato, rispetto alla indagine condotta dall’Agcom, ma è un segnale che induce a riflettere sulla qualità del nostro sistema informativo, spesso basato su trasmissioni spettacolo dove l’importante è riprodurre le scene del Colosseo, con i contendenti che si azzuffano, sicchè aumenta l’audience, quindi la pubblicità e, di conseguenza, gli introiti per i gestori. Attivare i neuroni è sempre più necessario. Primo Mastrantoni, Aduc

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Inflazione appare stabile. Qualcosa funziona nella riduzione del danno

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Le stime preliminari Istat sull’inflazione di aprile registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 6,2% su base annua (da +6,5% del mese precedente -1).Il rallentamento è essenzialmente dovuto al calo della crescita dei beni energetici (da +50,9 di marzo a +42,4% di aprile), che riescono a tamponare la crescita dei Beni alimentari (da +3,9 a +5,4%) e dei trasporti (da +1,0 a +5,1%).Evidentemente qualcosa sta funzionando con le politiche governative di riduzione del danno. Ci potremmo e dovremmo aspettare di più, visto che son tante le crisi individuali ed aziendali che aumentano. Ma considerato che siamo in un’economia di mercato e che in questo mercato ci sono “strutturalmente” tanti profittatori, economici e politici, il fatto che i numeri ci indichino “stabilità nella crisi” potrebbe voler dire che non siamo messi tanto male. Ottimisti filo-governativi ideologici? Covid, energia, guerra… vanno presi sul serio e, anche se si può discutere su perché la politica ci ha portato a questo punto, occorre riconoscere che non siamo messi peggio grazie ad una fermezza che, almeno al momento, ha bloccato la deriva economica: presenza e partecipazione e implementazione dell’Unione europea. Non dimentichiamoci che nell’attuale maggioranza ci sono forze politiche che fino a poco tempo fa, ed oggi a singhiozzo, vorrebbero portarci fuori dell’Ue, dell’euro e abbracciare le politiche della Russia di Putin.Se abbiamo chiara questa situazione e la riduzione del danno che queste politiche riescono a procurarci, sarà bene tenere saldo un principio: NON ABBANDONARE L’ECONOMIA DI MERCATO, rifuggendo da qualunque politica di calmieri, monopoli, imposizioni … il cui effetto, apparentemente benigno nell’immediato per i consumi, con la crisi economica che ne deriverebbe sarebbe l’avvio di un ulteriore sfascio economico e sociale. Questa scelta di mercato, è bene sottolineare, implica che anche singoli e famiglie devono ragionare in questo modo. Non solo chiedendo assistenza e agevolazioni ma, senza farsi abbagliare dall’inflazione percepita (dove operano molti politici sfascisti) rispetto a quella reale, ingegnandosi verso forme di nuove economie famigliari e lavorative. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Carovita? Rivolgersi a Putin

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Abbiamo tentato di dimostrare, e speriamo di esserci riusciti, che il carovita, del quale sono afflitti i consumatori, ha la sua origine principale nella guerra in corso in Ucraina. In questa guerra c’è un aggressore e un aggredito, il primo si chiama Federazione russa e il secondo Ucraina.Abbiamo dimostrato che le argomentazioni addotte dal presidente della Russia, Vladimir Putin, erano prive di consistenza, da quella storica a quella relativa alla sicurezza.E’ un dovere soccorrere l’aggredito? Si. A chi argomenta che c’è un limite alla difesa, rispondiamo con una domanda: se vostra figlia fosse aggredita cosa fareste? Lascereste fare al violentatore o interverreste? Passando dal piano personale a quello politico, o geopolitico come usa dire, si sostiene la tesi che è “bene” lasciare che la Russia acquisisca i territori che vuole, per riportare la pace che, però, è quella del violentatore: una volta consumato lo stupro si acquieterà, sicchè, diamo alla Russia ciò che vuole così si calmerà, tornerà la “pace” e tutti potranno tornare ai loro affari. Il problema è che Putin è un violentatore seriale: dopo la Cecenia, c’è stata l’Ossezia, poi l’Ucraina (Crimea), ora di nuovo l’Ucraina (Donbass, ecc.) e si preannuncia la Moldovia (Transnistria). Se qualcuno crede che il criminale Putin smetterà, ha preso un abbaglio, ed è stato un errore non averlo fermato in tempo.Se la storia serve a qualcosa, è bene studiarla, per non ripetere gli errori dei quali, oggi, stiamo pagando i prezzi. Primo Mastrantoni, Aduc

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Gas russo/Rubli. Sfascismo europeo e italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Mentre fonti Ue fanno sapere che nessuno Stato ha intenzione di pagare il gas russo in rubli… l’Ungheria fa sapere che rispetterà le condizioni russe per il pagamento in rubli. Nel contempo il ministro Renato Brunetta appare possibilista e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, plaude contro i rubli. L’evoluzione di posizioni è di vario tipo e non c’è da stupirsi di nulla. Le linee guida della Commissione Ue dicono che i clienti europei di Gazprom possono aprire un conto in euro presso Gazprombank senza violare le sanzioni, ma che la conversione deve essere effettuata dalla banca russa. La Commissione dovrebbe chiarire l’ambiguità di questa ndicazione il prossimo 2 maggio. Nel frattempo, secondo Bloomberg, dieci clienti europei di Gazprom hanno aperto conti correnti in rubli presso Gazprombank e quattro hanno già utilizzato il meccanismo di conversione del decreto. La Germania ed Eni stanno pensando di fare altrettanto.Chiaro il contesto? Ognuno fa da sé e non potrebbe essere altrimenti, visto che non abbiamo una politica europea energetica con uno Stato (federale) che ne imporrebbe il rispetto. Unione europea in prima fila per le sanzioni contro la Russia, ma non in grado di farle rispettare. Politica politicante. Vittime di questa situazione, i consumatori finali, saranno sacrificati alle capacità o meno dei propri governanti? Magari… già questo sarebbe un punto fermo. I consumatori si devono accontentare di ciò che capiterà e, a parte il condizionatore di quest’estate, non sanno cosa accadrà per il riscaldamento del prossimo autunno/inverno. Auspicando che lo sfascimo in atto a livello nazionale e comunitario possa trovare una composizione è bene che ogni consumatore cominci ad organizzarsi per proprio conto. Non certamente mettendo in ulteriore difficoltà il governo, come alcuni fanno con scioperi nei prossimi giorni, ma prendendo atto dello sfascismo e, con le diverse possibilità che il mercato offre, cominciare ad organizzarsi con il fai da te: Vista anche la buona stagione e la minore necessità di gas e un clima che facilita qualunque attività, è il caso – individualmente o a livello di condominio o gruppi ad hoc – di cominciare ad informarsi, fare preventivi, organizzarsi e fare partire lavori. Le opzioni sono molteplici e adattabili a diverse situazioni: la pratica base è che deve essere energia prodotta da altre fonti che non siano gas (soprattutto) ed elettricità. Produzione con impianti di diverso tipo, dalle stufe domestiche ai pannelli solari e turbine eoliche. La cosa importante è che,specialmente per sole e vento, essere consapevoli di doversi confrontare con amministrazioni che probabilmente non saranno all’altezza di urgenza e necessità, dovendo in questo caso farsi supportare dalla politica locale e non solo. François-Marie Arouet: http://www.aduc.it

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Convegno sulla transizione energetica

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Dalla collaborazione tra la Fondazione Critica Liberale e il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, nasce ‘Piattaforma Tematica’, un luogo per affrontare e dibattere i grandi temi dell’attualità, aprendo a riflessioni e spunti risolutivi. “Partiremo dalla quantificazione del fabbisogno energetico italiano, tenendo conto del trend annuale e del prevedibile aumento o diminuzione nei prossimi anni, suddividendo tra richiesta di combustili per usi domestici e per usi industriali e richiesta di energia elettrica – dichiara il deputato Filippo Gallinella (Pres. Comagri Camera) – Cercheremo di ipotizzare un valore, credibile, di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Come integrare, dunque, la differenza?”. Dopo i saluti iniziali di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale), sarà il già presidente dell’Assemblea Parlamentare NATO Paolo Alli a riferire sul contesto internazionale e la sicurezza delle fonti di approvvigionamento. Il responsabile Sostenibilità e Affari Istituzionali Italia dell’Enel, Paolo Iaccarino, illustrerà invece il ruolo delle fonti energetiche rinnovabili. Il Direttore Generale di Elettricità Futura Andrea Zaghi parlerà dei nuovi impianti rinnovabili con capacità di 60 GW, il presidente ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), Simone Togni, relazionerà sulla semplificazione come strumento per la transizione energetica mentre ad illustrare quale sarà il ruolo che potrà giocare il Mezzogiorno d’Italia in questo scenario viene affidato al direttore SVIMEZ, Luca Bianchi. Al presidente Gallinella, infine, saranno affidate le conclusioni dei lavori.

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Agricoltura: Biometano e biogas cruciali per l’autosufficienza e la transizione energetica

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

28 aprile – “La scelta di investire su biogas e biometano non è più una possibilità da valutare, ma una necessità, sia per dare una risposta alla emergenza energetica e alle enormi difficoltà di approvvigionamento di materie prime, sia per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo. Proprio perché le agroenergie oggi rappresentano una risorsa importantissima, vanno sostenute anche attraverso un’opera di sburocratizzazione e semplificazione delle norme. Nella mia attività parlamentare mi sono sempre fatto interprete di queste esigenze e, come terminale del comparto, ho portato in approvazione numerose norme di semplificazione. Ma non basta, bisogna fare uno sforzo ulteriore nell’emanazione del decreto biometano e Fer 2 per consentire all’agricoltura Italiana di partecipare pienamente a quel mix energetico di cui il nostro Paese ha estremamente bisogno. Oggi più che mai”. Lo dichiara il deputato Gianpaolo Cassese, esponente M5S in commissione Agricoltura a margine del convegno ‘Biogas e biometano: la risposta agricola alla crisi energetica’, da lui promosso al Ministero delle Politiche agricole.“Nel 2021, gli impianti attivi in Italia – aggiunge – hanno prodotto 147 milioni di metri cubi di biometano, come ha reso noto Andrea Ripa di Meana, amministratore unico GSE, Gestore Servizi Energetici che ha riconosciuto 86 milioni di euro di incentivi. Attraverso le politiche di riconversione potremmo arrivare a oltre 900 impianti di biometano da attività agricola e forestale”. “Sia i presidenti Prandini (Coldiretti) e Giansanti (Agrinsieme), esponenti del comparto agricolo, sia il mondo ambientalista con Ciafani (Legambiente) – prosegue Cassese – hanno richiesto una accelerazione sulla semplificazione normativa che permetta di diffondere sui territori questi impianti, esempio perfetto di economia circolare per un’impresa agricola”. “Ringrazio il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, per aver ribadito l’impegno del Governo a partire dai 1,92 miliardi di euro previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il comparto e per aver sostenuto la necessità di sburocratizzare gli iter autorizzativi per una transizione energetica che veda l’agricoltura protagonista” conclude Cassese.

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Le nubi nell’universo primordiale

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Padova Oltre tredici miliardi di anni fa, cioè al tempo della grande esplosione (Big Bang) in cui si sarebbe generato l’Universo, le immense nubi di gas che permeavano l’Universo primordiale fecero accendere le prime stelle dando origine a primitivi agglomerati stellari. In quell’epoca nacquero concentrazioni sferiche composte da centinaia di migliaia di stelle, dette ammassi globulari (globular clusters), che sono sopravvissute fino ai giorni nostri.Sebbene l’origine dei globular clusters sia ancora ignota, è ormai assodato che le stelle appartenenti agli ammassi globulari siano nate appena poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang. Comprendere la composizione chimica delle nubi primordiali è certamente uno degli obiettivi più ambiziosi e complessi dell’astrofisica moderna. La difficoltà nasce principalmente dal fatto che gli ammassi globulari che osserviamo oggi hanno perduto una parte considerevole della materia gassosa che li aveva generati. Inoltre le poche tracce di gas primordiale tuttora sopravvissute al loro interno sono state contaminate dal materiale espulso da decine di migliaia di stelle durante la loro evoluzione perdendo irrimediabilmente la memoria della loro composizione iniziale.Un gruppo di astronome e astronomi di Italia, Australia e Stati Uniti ha svelato l’oscura composizione chimica delle nubi primordiali da cui si sono formati i globulari. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista «Monthly Notices of the Royal Astronomical Society» nell’articolo dal titolo con il titolo “Constraining the original composition of the gas forming first-generation stars in globular clusters” e portano la firma di Maria Vittoria Legnardi, una giovane dottoranda del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova che a soli 24 anni ha rivestito il ruolo di leader del team internazionale.«Nella nostra ricerca abbiamo rilevato delle variazioni nel contenuto di metalli che caratterizza le stelle di prima generazione. Poiché la composizione chimica di queste stelle riflette direttamente la chimica delle nubi da cui si sono formate, questo implica che anche le nubi fossero chimicamente disomogenee, contrariamente a quello che ci si aspettasse. Grazie alle straordinarie immagini ottenute dal telescopio spaziale Hubble – spiega Maria Vittoria Legnardi – abbiamo ricostruito le cosiddette mappe cromosomiche di circa il 25% degli ammassi globulari conosciuti. Si tratta di mappe in cui i colori delle stelle vengono combinati tra loro in modo tale creare dei super-colori indicativi del contenuto di alcuni elementi chimici. In sintesi, le mappe cromosomiche sono costituite da combinazioni di colori estremamente sensibili alla composizione chimica delle stelle negli ammassi globulari. Sulle ascisse è indicato il contenuto di elio delle stelle mentre sulle ordinate si può leggere il contenuto di azoto. In questo modo è possibile separare facilmente le stelle di prima generazione, l’oggetto principale di questo studio, da quelle di seconda generazione che presentano invece una composizione chimica riscontrata esclusivamente negli ammassi globulari. Sebbene sia pressoché impossibile ottenere informazioni dirette sulla composizione chimica delle nubi primordiali studiando il gas residuo tuttora presente negli ammassi, in questa ricerca abbiamo sviluppato una tecnica innovativa per poter far luce sugli ambienti di formazione degli ammassi basata sulle stelle di prima generazione. Queste stelle – sottolinea Legnardi – si sono formate direttamente dal gas primordiale e dunque conservano memoria della composizione chimica delle nubi primordiali da cui si sono formati gli ammassi globulari agli albori dell’Universo. Le immagini di Hubble sono state fondamentali poiché hanno una risoluzione migliore e sono molto nitide. Grazie ad esse abbiamo potuto studiare in dettaglio le regioni centrali degli ammassi, dove la densità di stelle è estremamente elevata. Inoltre – rileva Maria Vittoria Legnardi – il telescopio Hubble permette di ottenere immagini attraverso diversi filtri che isolano la luce delle stelle dall’ultravioletto al vicino infrarosso passando per l’ottico. Combinando in modo opportuno le informazioni provenienti da diverse regioni dello spettro elettromagnetico è possibile sviluppare dei super-colori – ad esempio quelli delle mappe cromosomiche – che sono estremamente sensibili alla composizione chimica delle stelle negli ammassi».«Questa tecnica innovativa – dice Lucia Armillotta, ricercatrice dell’Università di Princeton – ci ha permesso di isolare non solo le stelle che sono nate per prime e che conservano quindi la composizione originale della nube madre, ma anche le stelle delle generazioni successive. Le mappe cromosomiche rivelano che le nubi erano per lo più costituite della stessa materia originatasi con il Big Bang, ma contenevano già tracce di altre specie chimiche come il carbonio, l’azoto, l’ossigeno e altri elementi su cui si basa la vita stessa».«Uno dei risultati più sorprendenti – aggiunge Giacomo Cordoni, un altro autore della ricerca e afferente al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova – è che, contrariamente a quello che ci si aspettava, le nubi che hanno originato le prime stelle non erano chimicamente omogenee. Il loro contenuto di metalli, infatti, varia da una regione all’altra dell’ammasso e queste fluttuazioni implicano che le nubi originarie occupavano vaste regioni dell’Universo primordiale ed erano poco dense. Al contrario, il gas da cui si sono formate le stelle più giovani, nate centinaia di milioni di anni dopo le stelle di prima generazione, si è scoperto essere più omogeneo. Questo significa che le seconde generazioni di stelle si formarono in regioni in cui la densità del gas raggiungeva valori estremi».«L’unicità di queste nubi spiegherebbe anche le strane proprietà di queste stelle, caratterizzate da abbondanze chimiche che non si osservano in nessun altro luogo della Galassia. Le stelle di seconda generazione presentano un contenuto di elio, sodio e azoto maggiore rispetto alle stelle che si trovano nella Galassia. Al contrario, presentano un contenuto ridotto di carbonio e ossigeno. Stelle con una simile composizione chimica sono state osservate esclusivamente all’interno degli ammassi globulari. È affascinante prendere atto – conclude la team leader Maria Vittoria Legnardi – dello straordinario potenziale di informazioni contenute negli ammassi globulari, questi dati sono stati capaci di tracciare un’immagine dell’Universo neonato. I colori delle stelle che osserviamo oggi al loro interno, infatti, ci permettono di intuire quali fossero i principali ingredienti che componevano le nubi primordiali che permeavano l’Universo poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang».

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Fisheries: EU and Norway strengthen cooperation for sustainable fishing in the Northeast Arctic

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Norway and the EU reached a political understanding in relation to the fisheries in the Northeast Arctic, in ICES subareas 1 and 2. The area concerned includes the waters around the archipelago of Svalbard and the international waters of the Barents Sea. The understanding ensures sustainable fishing in the Northeast Arctic, while also providing certainty for EU fleets fishing in that area.Virginijus Sinkevičius, Commissioner for the Environment, Oceans and Fisheries, said: “The understanding with Norway reflects our joint commitment to sustainable fishing and highlights what can be achieved when addressing matters of common interest together. We look forward to continuing and further strengthening our joint efforts in the area of fisheries and in this respect I look forward to meeting Bjørnar Selnes Skjæran, the Norwegian Minister for Fisheries, during my upcoming travel to the Arctic Frontiers conference in Tromsø.”Through the understanding, Norway and the EU reiterate their commitment to the continued sustainable management of marine living resources in the Northeast Arctic, in accordance with international law. The understanding allows EU fleets fishing for cod in the waters around the archipelago of Svalbard to continue fishing in line with their historic fishing rights. Norway and the EU will continue setting catch limits applying to EU vessels fishing in Svalbard waters in their legislation, as is the established practice.The understanding furthermore strengthens cooperation on measures in relation to fisheries in the Northeast Arctic, ensuring sustainable fishing. The fisheries covered are fisheries with catches of cod, redfish, haddock and Greenland halibut. The EU and Norway will in this case engage in consultations regarding such measures, and the measures will be set in a coordinated manner.The EU will now engage with Norway to determine the next steps that they will take to implement the actions. The reaching of this agreement also provides the opportunity for Norway and the EU to focus on other issues of common interest in the area of fisheries.

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