Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Archive for 4 Maggio 2022

Congresso della Federazione Sindacale Mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Roma Holiday Inn Parco dei Medici, dal 6 all’8 maggio. Ospita l’appuntamento internazionale l’Unione Sindacale di Base, rappresentata in conferenza stampa da Pierpaolo Leonardi e Cinzia Della Porta, dell’esecutivo nazionale.Partecipano al congresso 435 delegati in rappresentanza di 101 paesi, numero in aggiornamento a causa della pandemia. Si stima che tra delegati in presenza e delegati in collegamento da remoto i partecipanti saranno non meno di 700.“Ringraziamo USB per l’ospitalità e il supporto – ha detto Mavrikos – L’Italia torna a ospitare un congresso FSM 77 anni dopo l’assise che nel 1949 a Milano elesse alla guida Giuseppe Di Vittorio, che oggi ricordiamo in un convegno al Cnel. In questo 18° congresso al centro del dibattito saranno le problematiche della classe lavoratrice mondiale, aggravate dalla crisi economica e dalla guerra. Fermare il conflitto tra Russia e Ucraina sarà una delle nostre parole d’ordine e in tal senso lanceremo l’idea di organizzare una “Giornata mondiale contro la guerra e per la pace”, proponendo come data il 1° settembre, in ricordo del giorno in cui la Germania nazista nel 1939 diede il via alla II guerra mondiale”.Sulla scelta di Roma e dell’Italia come sede congressuale, Mavrikos ha spiegato che “inizialmente doveva essere il Vietnam, ma il quadro pandemico ci ha costretti a cercare un’alternativa. Abbiamo scelto l’Italia anche per il ruolo cruciale che USB ha, non solo nel panorama nazionale ma nell’intero contesto europeo”.Pierpaolo Leonardi ha parlato del congresso come di “un’opportunità che cade nel momento in cui in Italia c’è un governo di tutti al servizio della UE, con i sindacati concertativi come Cgil Cisl Uil appiattiti sulle scelte padronali”.Il congresso sarà trasmesso in diretta sul sito e sulle pagine social di USB. La mattina di sabato 7 maggio è previsto l’omaggio dei congressisti alle Fosse Ardeatine, con la deposizione di una corona con la scritta “Mai più nazismo, mai più fascismo”.

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“Sindacato Itamil Esercito” entra in Europa “Euromil”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

“Siamo la prima organizzazione sindacale dei militari della storia del nostro paese a far parte in qualità di “membri osservatori” di EUROMIL la più grande organizzazione dei militari a livello internazionale con sede a Bruxelles presieduta da Emmanuel Jacob tra le organizzazioni italiane tra i membri c’e’ la storica Associazione ASSODIPRO che rappresentano le radici della nascita dei diritti sindacali dei militari e noi saremo le ali – lo dichiara – il Segretario Generale Girolamo Foti- ringrazio il nostro responsabile nelle pubbliche relazioni internazionali Gianluca Berardi per il suo ottimo lavoro svolto e tutti i membri del direttivo di Euromil che hanno accolto la nostra richiesta. – prosegue la nota del Segretario – il nostro primo passo sarà quello di accrescere le nostre conoscenze imparando dalle organizzazioni sindacali europee che operano da circa cinquant’anni a favore dei propri militari. Siamo consapevoli che in Italia abbiamo una legge sui diritti sindacali “ibrida”, ma cercheremo di cambiarla nelle sedi opportune senza demoralizzarci, proveremo a sostenere un percorso unitario attraverso il dialogo costruttivo con tutte le organizzazioni sindacali dei militari – aggiunge il vice presidente cofondatore Nicola Passarelli – Non basta per noi migliorare solo la legge ma dobbiamo cambiare mentalità e riportare i colleghi al centro di ogni progetto attraverso la partecipazione e la condivisione di progetti. Conclude – il Presidente cofondatore Sandro Frattalemi – ringrazio il Presidente Emmanuel Jacob a nome mio e di tutto il gruppo Itamil Esercito per aver riconosciuto il nostro impegno costante a favore del personale da noi rappresentato nel corso del 2021 e il primo semestre del 2022. Per noi l’ingresso in Euromil in qualita’ di membri “osservatori” e un risultato epocale.

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Ansia e insonnia, in revisione l’efficacia di 23 rimedi fitoterapici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Soprattutto in questi ultimi mesi la sindrome ansiosa e l’insonnia hanno registrato un rapido e importante incremento di casi anche correlati agli esiti psicologici e neurologici del Covid-19. I disturbi del sonno sono comunque comuni nella popolazione generale e possono avere un andamento ingravescente nel tempo se non trattati adeguatamente e precocemente. Oltre ai farmaci standard e agli interventi psicologici, esistono diverse terapie complementari a base di rimedi di origine vegetale per queste condizioni cliniche. Questa revisione ha verificato l’efficacia e la sicurezza dell’impiego di rimedi fitoterapici per il trattamento dei disturbi del sonno e dell’ansia. La ricerca ha compreso 23 piante medicinali, oli essenziali e le loro associazioni; oltre a essere valutate da un punto di visto clinico è stata verificata anche il grado di conoscenza, ad oggi, dei meccanismi d’azione molecolari di questi rimedi. I dati raccolti hanno evidenziato da un lato che in letteratura sono presenti elevati gradi di disomogeneità metodologica quali durata del trattamento, standardizzazione delle condizioni cliniche di partenza, via di somministrazione e dal metodo di trattamento, dall’atro hanno anche evidenziato che esistono importanti lacune nella comprensione farmacologica dell’effetto di certi rimedi. Gli autori hanno comunque concluso che esistono evidenze per una verifica ancora più approfondita per la valutazione dell’efficacia di almeno tre piante quali la valeriana, passiflora e ashwagandha, e della combinazione di valeriana con luppolo e passiflora. Emerge da questa revisione come anche studi preclinici siano necessari in quanto la conoscenza dell’azione molecolare di certi rimedi ne potrebbe ottimizzare l’impiego selezionando una più precisa corrispondenza fra azione farmacologica e clinica del paziente.Silvia Borrás , Isabel Martínez-Solís , José Luis Ríos. Medicinal Plants for Insomnia Related to Anxiety: An Updated Review Planta Med. 2021 Aug;87(10-11):738-753. By Vittorio Mascherini CERFIT, AOU Careggi fonte farmacista33

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Medici ospedalieri, via dalla dipendenza Ssn per convenzionarsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Sono 17 su 100 i medici ospedalieri che lascerebbero le corsie ora e per sempre se potessero farlo. E, come vedremo ci riescono in media fino a 4-6 su 100 ogni anno. Ma nel sondaggio su 4258 ospedalieri realizzato da Cimo Fesmed a febbraio viene fuori che in Veneto c’è una punta di 89 medici su 100 che, potendo,vorrebbero andare via. Giovanni Leoni, presidente della Federazione in Veneto dichiara all’Agenzia Dire Leoni che la Regione spende per il personale sanitario «meno diEmilia-Romagna e Piemonte, che hanno meno abitanti», qualcosa di più si può e si deve investire per “nobilitare la professione”, specie in pronto soccorso ed in emergenza urgenza. Scarsa valorizzazione economica e pochi sbocchi di carriera sono due elementi all’origine dell’esodo dagli ospedali e da quella zona grigia fra territorio ed ospedale che si chiama 118. Ma c’è pure il tema della valorizzazione professionale, pervasivo, come testimonia la recente indagine di Anaao Piemonte: in base ai dati del Conto Annuale del Tesoro e della piattaforma Opessan i medici piemontesi hanno iniziato a lasciare in modo preoccupante i reparti dal 2016. Fino al 2015 se ne andava una media di 80-100 l’anno, ma dopo cinque anni di blocco dei contratti è progressivamente salito il numero di addii, 133 nel 2016, 210 nel ’17, 272 nel 2018, 319 (una sorta di plateau) nel 2020 -ha prevalso la solidarietà tra colleghi (e con i pazienti) di fronte alla peggiore crisi sanitaria dell’ultimo secolo – e nel 2021 il record di 331 che hanno deciso di proseguire altrove. Sono 179 donne e 152 uomini, e rappresentano il 4% dei medici attivi. Di essi oltre uno su dieci è passato alla medicina territoriale: in tutto 35 (+ 50% su entrambi gli anni precedenti), di cui 17 sono passati alla specialistica ambulatoriale, 4 sono diventati medici di assistenza primaria, 9 pediatri e 5 hanno scelto di lavorare nella continuità assistenziale. Le percentuali più elevate, sopra il 6% di cessazioni, si rilevano all’ospedale di Alessandria e all’Asl di Novara. Il top degli esodi a Medicina Interna ed Anestesia e Rianimazione. I medici che si licenziano dall’ospedale cercano orari più flessibili, ma anche maggiore autonomia professionale, e valorizzazione delle loro competenze, oltre che una vita privata che non sacrifichi del tutto la famiglia. Nel 2021, la drammatica esperienza di aver gestito le ondate pandemiche senza poi assistere a un concreto investimento nella sanità pubblica, soverchiati da slogan da propaganda, ha definitivamente tolto ogni illusione di cambiamento», è la riflessione di Chiara Rivetti Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte.Il tema della valorizzazione dei medici e del loro lavoro quotidiano è sottolineato anche da Roberto Pieralli, presidente del sindacato Snami Emilia-Romagna in una riflessione che investe anche la medicina territoriale e l’Emergenza-Urgenza, a cavallo tra territorio ed ospedale. (abstract) By Mauro Miserendino fonte Doctor33

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Zelensky: Per l’Ucraina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Per l’Ucraina è la raccolta dei discorsi più significativi del presidente Zelensky sin da quando, il 21 febbraio, invitò solennemente il suo popolo all’unità in nome della nazione. Dalle parole drammatiche del primo giorno di conflitto a quelle pronunciate di fronte al Parlamento italiano, al Congresso americano e nelle più alte sedi europee, fino ai discorsi rivolti alla popolazione pubblicati sui social network, Zelensky è in prima linea. Difensore del suo paese e della libertà adesso messi in pericolo dalla guerra, ci avverte: se cade l’Ucraina, cade l’Europa. E’ nato a Kryvyj Rih, in Ucraina, e si è laureato in giurisprudenza all’Università Economica Nazionale di Kiev. Attore e sceneggiatore per la serie tv Kvartal 95 dal 1997 al 2003, in seguito diventa produttore esecutivo dell’omonima casa di produzione. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in patria e all’estero per la sua attività artistica. Dall’inizio delle ostilità nel Donbass nel 2014, ha sostenuto le forze armate del suo paese con fondi ed equipaggiamento, e organizzato spettacoli al fronte. Nell’aprile 2019 è stato eletto sesto presidente dell’Ucraina. Editore La Nave di Teseo.

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Elfriede Jelinek: La voglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Collana Oceani, pp. 256, 19 euro Nuova traduzione di Nicoletta Giacon. “Il fluire musicale del canto e controcanto nei suoi romanzi rivela, l’assurdità dei cliché della nostra società e il loro potere soggiogante.” dalla motivazione per il premio Nobel per la letteratura In una valle nelle alpi austriache, Hermann è il direttore della cartiera che dà lavoro a metà del paese. È un uomo che si crede generoso ma che conosce solamente il possesso e il controllo come modo di rapportarsi al mondo. A farne le spese non sono solo i suoi dipendenti, ma anche la moglie, Gerti, trattata come un oggetto per appagare le sue insopprimibili voglie sessuali. Gerti, da parte sua, soffre ed è scissa tra i doveri di madre e moglie e il desiderio di sfuggire al dominio sessuale e morale che il marito esercita su di lei, nonché alla ripetitività e alla noia della vita di provincia. Si sfoga andandosene di casa, sparendo quando può, bevendo e ubriacandosi. Per lei la tensione tra maternità e sessualità è insuperabile, l’una annulla l’altra, e per questo è ancora più frustrata. Un giorno, durante una delle sue fughe, incontra Michael, un giovane studente seduttore seriale, e se ne innamora perdutamente. Ma per Michael è solo l’ennesima preda da conquistare e umiliare e Gerti non può sopportare per sempre. Con questo romanzo molto discusso Elfriede Jelinek racconta, senza alcuna pietà né commiserazione e con una scrittura precisa e violenta, ironica e diretta, il dominio che l’uomo esercita impunito sui suoi simili, sulla natura ma soprattutto sulle donne.

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Tahar Ben Jelloun: Il miele el’amardezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Collana Oceani, trad. Anna Maria Lorusso, pp. 224, 18 euro. Tahar Ben Jelloun, vincitore del premio Goncourt con Notte fatale, racconta una storia di dolore e di speranza in cui il miele dell’amore può ancora addolcire la sofferenza di chi ha subito i colpi del destino e della malvagità umana. In contemporanea anche la nuova edizione di Creatura di sabbia. Nei primi anni duemila a Tangeri, in Marocco, un insospettabile professore è in realtà un pedofilo che abusa di ragazzine, adescate promettendo loro la pubblicazione di poesie sulla rivista che dirige. Agisce indisturbato, senza destare il minimo sospetto, protetto dalle regole imposte dalla cultura e dalla società. Samia, una ragazza di sedici anni sensibile, amante della cultura e della poesia, finisce nella sua trappola. Di ciò che le accade, per vergogna e pudore, non racconta nulla ai genitori, che scopriranno troppo tardi quello che la figlia ha subito. La tragedia che li colpisce e le sue ripercussioni trascinano la coppia in una crisi duratura, che li porterà a invecchiare tra l’odio e il risentimento reciproci; incapaci di lasciarsi, sono ormai uniti più dal dolore che dall’amore. La loro vita sembra destinata a terminare nell’amarezza ma l’arrivo di Viad, un giovane immigrato africano che con gentilezza e affetto si prende cura dei due anziani, porterà un po’ di sollievo, e aiuterà a lenire le ferite che segnano la loro esistenza.

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Alan Friedman: Il prezzo del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Perché l’Italia rischia di sprecare l’occasione del secolo collana i Fari, pp. 400, 20 euro. Qual è il futuro dell’economia italiana? Quanto sarà profondo il danno che la guerra in Ucraina apporterà alla ripresa, e quale sarà l’impatto dell’emergenza energetica sulla transizione ecologica? Le riforme di Draghi basteranno per modernizzare il paese in cinque anni? E quali sono i rischi per l’economia dopo le elezioni del 2023? Ecco alcuni dei quesiti a cui risponde Alan Friedman nel ritratto vivido e profondo di un paese al bivio, una nazione travolta prima dalla pandemia e poi da una situazione geopolitica radicalmente mutata. L’Italia ha le abilità e i mezzi per riemergere più forte dopo anni di crisi, ora deve dimostrare di volerlo davvero. Questi sono alcuni dei quesiti che pone Alan Friedman in Il prezzo del futuro, il primo di tre libri che il giornalista e saggista statunitense pubblicherà con La nave di Teseo. Il prezzo del futuro è una guida per evitare i pericoli e le trappole di un percorso accidentato e imboccare la strada giusta, ma anche per riflettere sul passato e cercare di non ripetere gli stessi errori. Alan Friedman affronta i temi cruciali dell’attualità, tastando il polso dell’economia italiana e interrogando la politica, con un occhio sempre attento ai mutamenti della società. Porta il lettore faccia a faccia con quattro ex premier, otto ministri del governo Draghi e svariate figure chiave del mondo della finanza italiana e internazionale, senza aver paura di allargare il raggio della sua indagine a Bruxelles e a Washington, con interviste ai funzionari di massimo grado della Commissione europea e dell’amministrazione Biden. Ne scaturisce un racconto vibrante e reale, che rivela sotto una luce inaspettata non solo i processi decisionali che modellano la vita quotidiana della popolazione, ma anche le persone, gli uomini e le donne, che queste scelte le fanno ogni giorno.

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France remains pro-European! Congratulations, Monsieur le Président!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

The whole European Union had its eyes on France these days. It would have been unthinkable if the run-off election in its Member State, one of the six founding members, had not gone in favour of Emmanuel Macron. It would have been a political earthquake not only in France but in the entire EU. In his first term in office, President Emmanuel Macron has succeeded in making France once again an “engine with high horsepower“ in view of European integration. He gave new political impetus to the European project, which had fallen into the status quo as a result of the many crises of the last decade. Needless to remind that it was Macron who first called for the Conference on the Future of Europe (CoFoE); it is also due to him that today we are again talking about a common European defence.”Many times – too many times – Europe has been at a crossroads. The European Union needs France as a strong Member State, especially because democracies in some Member States are currently under pressure. Likewise, the disregard for the rule of law in some countries requires united and decisive action at European level. With the Russian war of aggression on Ukraine, Europe is facing the question of survival in terms of its values and its political order. The time to complete the European project, which was created precisely to prevent war and despotism in Europe, is now“, states the UEF President. “Right now, the EU is demonstrating unity and determination in the face of this dramatic common threat; but once again its strength is in reaction, and has not been in action. EU lacks genuine competences in foreign and security policy, in defence policy, in industrial and energy policy, and in one word it is not politically equipped to act effectively. Even its economic union is incomplete, since we do not have a fiscal union and a federal budget”, Sandro GOZI concludes.Emmanuel Macron is thus the first President since Jacques Chirac elected in office for a second term. However, the result of the two candidates this time was much closer than in 2017. While the gap between Macron and the right-wing populist candidate in the run-off the election in 2017 was more than 30 %, today it is 17 %. “If you take a closer look and include the turnout of 72 %, the election result should be seen as a wake-up call. Especially for us pro-European civil society organisations working to strengthen the democracy and in particular the European democracy, this election result gives a clear mandate and shows the need for even greater engagement at the local level. As Union of European Federalists, we take this mandate and will intensify our efforts in the promotion of European democracy and values. We will also support our UEF-section in France to grow at the local level. However, this is not only a need in France but also in other Member States. If we do not succeed in convincing the citizens of the need of a united Europe, the European project will have no future”, says UEF President Sandro GOZI. As a member of the CoFoE, the UEF, which exists for over 75 years, has repeatedly pointed out the special importance of organised civil society in the context of European integration.In June, Europe will once again look to France for the election of the National Assembly. By Anna ECHTERHOFF Secretary General

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What we know—and do not know—about long covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Welcome to our weekly newsletter highlighting the best of The Economist’s coverage of the pandemic and its effects. Scientists have learnt a lot about how covid-19 affects the body. But more than two years since the start of the pandemic, complications associated with “long covid” are far less understood. This week we explain what long covid is and why there is little consensus on how to treat it. Our data journalists have mapped out how the pandemic has changed where American homebuyers want to live. The data show people are flocking to warmer suburbs. The pandemic has created a fractious relationship between scientists and politicians in America. Edward Carr, our deputy editor, spoke with Dr Anthony Fauci, chief medical adviser to Joe Biden. In the interview with The Economist, Dr Fauci discusses the death threats he received during the pandemic and his disagreements with Donald Trump. Our print edition this week focuses on China’s worsening outbreak. Tens of millions of Chinese are unable to leave their homes and Omicron has been spreading stealthily in Beijing for days. Those who test positive are taken to isolation centres, which is a particularly worrisome fate for Chinese pet-owners: in several cities animals have been bludgeoned to death by workers sent to disinfect homes. In a leader we explain why the martial rhetoric favoured by the country’s ruling elite will not help defeat covid. In the rest of the world, where the threat of covid is subsiding, there is growing interest in where unparalleled emergency-relief funds went. The rush to support households and firms led to poor procurement, messy programmes and inadequate oversight. In some countries it created a criminal’s paradise. Zanny Minton Beddoes Editor-in-chief The Economist

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