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Medici ospedalieri, via dalla dipendenza Ssn per convenzionarsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Sono 17 su 100 i medici ospedalieri che lascerebbero le corsie ora e per sempre se potessero farlo. E, come vedremo ci riescono in media fino a 4-6 su 100 ogni anno. Ma nel sondaggio su 4258 ospedalieri realizzato da Cimo Fesmed a febbraio viene fuori che in Veneto c’è una punta di 89 medici su 100 che, potendo,vorrebbero andare via. Giovanni Leoni, presidente della Federazione in Veneto dichiara all’Agenzia Dire Leoni che la Regione spende per il personale sanitario «meno diEmilia-Romagna e Piemonte, che hanno meno abitanti», qualcosa di più si può e si deve investire per “nobilitare la professione”, specie in pronto soccorso ed in emergenza urgenza. Scarsa valorizzazione economica e pochi sbocchi di carriera sono due elementi all’origine dell’esodo dagli ospedali e da quella zona grigia fra territorio ed ospedale che si chiama 118. Ma c’è pure il tema della valorizzazione professionale, pervasivo, come testimonia la recente indagine di Anaao Piemonte: in base ai dati del Conto Annuale del Tesoro e della piattaforma Opessan i medici piemontesi hanno iniziato a lasciare in modo preoccupante i reparti dal 2016. Fino al 2015 se ne andava una media di 80-100 l’anno, ma dopo cinque anni di blocco dei contratti è progressivamente salito il numero di addii, 133 nel 2016, 210 nel ’17, 272 nel 2018, 319 (una sorta di plateau) nel 2020 -ha prevalso la solidarietà tra colleghi (e con i pazienti) di fronte alla peggiore crisi sanitaria dell’ultimo secolo – e nel 2021 il record di 331 che hanno deciso di proseguire altrove. Sono 179 donne e 152 uomini, e rappresentano il 4% dei medici attivi. Di essi oltre uno su dieci è passato alla medicina territoriale: in tutto 35 (+ 50% su entrambi gli anni precedenti), di cui 17 sono passati alla specialistica ambulatoriale, 4 sono diventati medici di assistenza primaria, 9 pediatri e 5 hanno scelto di lavorare nella continuità assistenziale. Le percentuali più elevate, sopra il 6% di cessazioni, si rilevano all’ospedale di Alessandria e all’Asl di Novara. Il top degli esodi a Medicina Interna ed Anestesia e Rianimazione. I medici che si licenziano dall’ospedale cercano orari più flessibili, ma anche maggiore autonomia professionale, e valorizzazione delle loro competenze, oltre che una vita privata che non sacrifichi del tutto la famiglia. Nel 2021, la drammatica esperienza di aver gestito le ondate pandemiche senza poi assistere a un concreto investimento nella sanità pubblica, soverchiati da slogan da propaganda, ha definitivamente tolto ogni illusione di cambiamento», è la riflessione di Chiara Rivetti Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte.Il tema della valorizzazione dei medici e del loro lavoro quotidiano è sottolineato anche da Roberto Pieralli, presidente del sindacato Snami Emilia-Romagna in una riflessione che investe anche la medicina territoriale e l’Emergenza-Urgenza, a cavallo tra territorio ed ospedale. (abstract) By Mauro Miserendino fonte Doctor33

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