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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Effetto guerra anche su ortofrutta. Costi fino al 70% più alti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

L’aumento degli eventi climatici estremi con effetti diretti sui campi, i danni da insetti alieni come la cimice asiatica, la frammentazione della filiera e una catena del valore ancora non equa per gli agricoltori. L’ortofrutta italiana porta già sulle spalle il peso di problematiche non risolte, ma ora le conseguenze della guerra in Ucraina rischiano di mettere definitivamente ko il settore. I rincari energetici, così come quelli di fertilizzanti, trasporti e imballaggi, hanno più che raddoppiato i costi correnti per la produzione di frutta e verdura, con incrementi tra il 65% e il 70% in particolare per l’orticoltura, e perdite di reddito che raggiungono anche l’80% nelle aziende specializzate, solo in parte compensate dal rialzo dei prezzi al consumo. Ecco perché adesso occorre intervenire con misure di sostegno specifiche per il comparto ed evitare di far andare in pezzi un patrimonio nazionale da 15 miliardi di euro di fatturato all’anno, che coinvolge oltre 300 mila imprese per 1,2 milioni di ettari coltivati. Tutto ciò in uno scenario, quello italiano, già difficile per l’ortofrutta. C’è l’annoso problema del forte squilibrio di filiera (su 100 euro spesi dal consumatore, al produttore rimangono in tasca solo tra i 6 e gli 8 euro netti) con la necessità di stimolare processi di aggregazione tra gli agricoltori e costruire relazioni più eque e innovative tra tutti i soggetti del sistema ortofrutticolo. A questo, si aggiungono il post pandemia e le conseguenze dei cambiamenti climatici, tra la recrudescenza di fitopatie e avversità e il ripetersi di eventi estremi -continua Cia-. Basta ricordare che solo le gelate tardive hanno procurato, nel 2021, oltre 800 milioni di danni alla frutticoltura primaverile ed estiva, mentre quelli causati dalla cimice asiatica sono ammontati a più di 700 milioni di euro.Inoltre, è sempre più necessario “favorire e incoraggiare la ricerca e l’innovazione, sia tecnologica che genetica, per garantire la sostenibilità e salvaguardare le produzioni ortofrutticole Made in Italy contro i cambiamenti climatici e le malattie, costruendo anche un modello efficace di gestione integrata del rischio con nuovi strumenti di difesa attiva e passiva delle colture, più tempestivi e snelli. Senza la tutela degli agricoltori -conclude il presidente di Cia- non si tutela né l’economia né l’ambiente”. (Abstract) Fonte Cia-Agricoltori Italiani.

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