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Veicoli elettrici: le case automobilistiche europee recuperano il ritardo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

A cura di Ben Kelly, analista senior ricerca globale, Ann Steele, gestore di portafoglio e Dan Ison, gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Gli esseri umani sottovalutano costantemente la rapidità dei cambiamenti tecnologici. Nonostante la nostra capacità di consumare tecnologia a un ritmo sempre più sostenuto nel corso dei decenni, non riusciamo mai ad apprezzarla veramente, motivo per cui le tecnologie dirompenti sono spesso sottostimate e trascurate. La storia abbonda di esempi e con il senno del poi è troppo facile ridere di previsioni errate. Tuttavia, viviamo in un periodo in cui i rischi sociali e ambientali per l’economia globale non sono mai stati così elevati, il che è probabilmente il preludio ad una progressione tecnologica senza precedenti. Il problema è che se non riusciamo ad anticipare i rapidi tassi di adozione di alcune di queste tecnologie, le conseguenze ambientali e finanziarie potrebbero essere significative. Tuttavia, il cambiamento offre anche notevoli opportunità di investimento. Una di queste riguarda il settore automobilistico, in particolare i veicoli elettrici (VE). Tra i punti centrali della tanto attesa “Net Zero Strategy” presentata dal governo britannico ad ottobre, in vista della conferenza COP26 di Glasgow tenutasi a inizio novembre, figurano proprio le auto elettriche. Il governo si è impegnato a richiedere alle case automobilistiche di vendere una percentuale non specificata di VE a partire dal 2024, oltre a promettere un investimento da 620 milioni di sterline per la costruzione di un’infrastruttura di ricarica e 350 milioni di sterline per dinamizzare la catena di fornitura. Sotto la spinta delle autorità politiche, i produttori di automobili stanno vendendo un gran numero di auto elettriche. Non è esagerato dire che l’industria è a un punto di svolta, forse tanto significativa quanto il passaggio dal carro e dal cavallo al motore a combustione interna di oltre 100 anni fa. Per dare un’idea della velocità del cambiamento, si prevede che nel 2022 i veicoli elettrici rappresenteranno il 12% dei 18,6 milioni di auto vendute, contro appena il 3% dei 21,2 milioni di veicoli venduti nel 2019. Questa cifra dovrebbe aumentare ulteriormente: entro il 2025 si stima che i veicoli elettrici rappresenteranno il 25% dei 20,8 milioni delle vendite di auto previste, e più di un terzo (35%) entro il 2030. A livello globale il quadro è simile, anche se il Nord America è in ritardo rispetto a Europa e Cina. La varietà di VE disponibili è già aumentata enormemente negli ultimi anni; i principali produttori effettuano ingenti investimenti evitando tuttavia di compromettere i loro margini di profitto.La prevista espansione potrebbe tuttavia essere ostacolata da colli di bottiglia. Uno di questi problemi legato alle questioni ESG riguarda l’approvvigionamento di cobalto dal Congo per i componenti delle batterie. Le principali case automobilistiche europee dichiarano di utilizzare solo materiali di origine etica per le loro batterie, ma ciò potrebbe determinare un restringimento dell’offerta di questi metalli strategici. L’assenza di investimenti nelle infrastrutture di ricarica è un altro problema persistente. Nel complesso, tuttavia, osserviamo a un forte recupero tra i produttori europei e Tesla. Nessuna di queste è un’impresa “pure play” nel segmento dei veicoli elettrici, ma il premio di valutazione del titolo Tesla riflette ampiamente questo fatto. Tesla ha fornito 499.550 auto nel 2020, il che si traduce in una capitalizzazione di mercato di 962.000 euro per veicolo. Volkswagen, per contro, ha fornito 9,3 milioni di auto, il che equivale ad una capitalizzazione di mercato di 14.100 euro per veicolo. Via via che le case automobilistiche europee con strategie chiare aumentano la percentuale di vendite di VE, il divario di valutazione tra loro e Tesla deve ridursi. Certamente, visto il ritmo dei progressi tecnologici in costante accelerazione e la crescente consapevolezza dell’influenza del cambiamento climatico sulle decisioni a tutti i livelli dell’economia globale (dai governi alle aziende e agli individui), questo settore continua a rivestire un’importanza cruciale per noi investitori. (abstract)

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