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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Archive for 11 Maggio 2022

L’Australia e gli italiani: lontani o vicini?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Quella dall’Italia verso l’Australia è un’emigrazione di lunga data, che parte dall’inizio dell’Ottocento: a emigrare per primi furono, infatti, i missionari per la predicazione agli aborigeni. Tuttavia, tra chi sbarcava in Australia, in pochi sceglievano di radicarsi, scoraggiati dalla fredda accoglienza riservata a chi non era un wasp, cioè bianco, anglosassone e protestante (fatta eccezione per gli irlandesi, la collettività più numerosa dopo quella inglese). Subito dopo il secondo dopoguerra quest’isola-continente si è aperta maggiormente agli italiani, che vi si recarono numerosi nell’ambito di un accordo bilaterale di emigrazione: da allora e sino alla fine del secolo scorso, vi si sono trasferite 400mila persone. Negli ultimi anni a stabilirsi in Australia sono all’incirca un migliaio di italiani l’anno, soprattutto giovani, spesso attratti da un periodo stagionale di “vacanza lavoro”. Nella seconda metà del secolo scorso, prima che venissero aperte le porte anche all’immigrazione asiatica, gli italiani sono arrivati ad essere la terza collettività estera più numerosa. Solo una parte dei nostri connazionali preferì rimpatriare, mentre la maggioranza, superando le difficoltà linguistiche e i problemi sociali, si insediò stabilmente e diede inizio alla collettività italo-australiana che, tra cittadini e oriundi (la componente più numerosa), conta un milione di persone su un totale di 25 milioni di residenti. Gli italiani famosi in Australia, di cui l’indagine presenta una carrellata, riuscirono ad affermarsi nel contesto di una diaspora che è continuata a crescere soprattutto grazie all’apporto delle seconde generazioni, come illustrato dalla significativa testimonianza di Giuseppe Lastella. Nell’attuale contesto geopolitico, dopo il bipolarismo del dopoguerra, l’Europa, persa la centralità politica, appare debole non solo demograficamente ma anche sul piano economico, per la carenza di materie prime. Il Vecchio Continente va pertanto interrogandosi sulla possibilità di una ricollocazione che consenta di valorizzare in pieno la sua capacità tecnologica e industriale attraverso un rinnovato sistema di rapporti internazionali. In quest’ottica, sia la collettività italiana in Australia, che – qui come altrove – può essere considerata un’efficace incubatrice di rapporti transnazionali, quanto l’Australia stessa, con le sue enormi risorse e il suo ininterrotto sviluppo, rappresentano due realtà strategicamente preziose. In particolare, l’Australia merita di essere valorizzata, nel dibattito pubblico italiano, per i suoi positivi indirizzi di governance, come ad esempio la scelta del multiculturalismo, già a partire dagli anni Settanta, e l’introduzione di elementi di flessibilità nella normativa migratoria (fatta salva la cosiddetta “Pacific solution” adottata, non senza problemi, nei confronti degli immigrati irregolari). Gli italiani all’estero continuano a rappresentare un’incredibile miniera di risorse umane, costituite dagli oltre 5 milioni di cittadini residenti e dalle decine di milioni di loro discendenti. Se un tempo le leve di collegamento principali con la patria erano la cittadinanza e la lingua, ora gli italiani, seppure non dimentichi della loro origine, sono inseriti stabilmente in altri Paesi di cui per lo più hanno acquisito la cittadinanza.La ricerca auspica l’introduzione di politiche innovative che consentano di dinamizzare i rapporti tra il nostro capitale sociale all’estero e gli Stati ospitanti, spianando la via a benefici economici, culturali e sociali.

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Commento sui mercati finanziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

A cura di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM (Italia) SGR. Il generale deterioramento per i problemi legati alle catene di approvvigionamento e per le prospettive sfavorevoli di crescita globale ha spinto i mercati azionari a rivedere i minimi dell’anno in aprile. La forte preoccupazione che la politica monetaria restrittiva delle Banche Centrali, utile a combattere l’inflazione, possa contribuire al rallentamento economico ha fatto sì che gli indicatori di sentiment evidenziassero un estremo pessimismo sull’evoluzione dei mercati finanziari. L’ISM manifatturiero americano di aprile, pubblicato lunedì scorso, ha deluso, confermando le apprensioni, ma a destare maggiori preoccupazioni è il dato sui nuovi ordini, poiché segnala come il deterioramento possa proseguire nei prossimi mesi. Anche a livello microeconomico, attraverso la campagna delle trimestrali, stiamo ottenendo informazioni interessanti. Nel primo trimestre dell’anno il tasso di crescita degli utili su base annua delle aziende dello S&P 500 è del 7,1%, inferiore al tasso medio a 10 anni che è dell’8,8%. Il dato più basso può essere in parte attribuito alla difficile situazione macroeconomica, ma soprattutto al confronto con il primo trimestre del 2021 che aveva segnato un risultato molto elevato e soprattutto anomalo, a seguito della fine dei lock-down. Inoltre, il risultato di Amazon che ha riportato il 28 aprile, deludendo le aspettative con una perdita per azione di 7,56$, ha un impatto notevole sul dato finale. Se escludessimo dal computo il colosso dell’e-commerce la crescita degli utili per lo S&P 500 passerebbe dal 7,1% al 10,1%. Se allarghiamo l’analisi e passiamo ad osservare le valutazioni azionarie americane ed europee a livello settoriale, possiamo constatare una notevole divergenza presente sul mercato. In entrambe le regioni i titoli energetici risultano decisamente sottovalutati rispetto alla loro media storica. In particolare, in Europa il settore si trova nel primo percentile, il p/e attuale è 6 mentre la mediana dal 2007 ad oggi è a 11. Negli Stati Uniti i materials sono ancora a buon mercato e i semiconduttori sono vicini alla mediana. In Europa ci sono molte più opportunità, scontiamo le notizie negative sulla guerra e la vicinanza al conflitto ci rende più vulnerabili sulle prospettive di crescita economica. Risultano essere ancora molto interessanti le Banche e il settore automobilistico che oggi prezza soltanto 5,7 volte gli utili attesi. Sono particolarmente cari invece i settori più difensivi, quelli che proteggono nelle fasi di incertezza come quella che stiamo attraversando, quindi i consumer staples, il food and beverage e le utilities. Valutazioni storicamente così elevate potrebbero però nel prossimo futuro riservare sorprese negative e pertanto molti di questi titoli rientrare dagli eccessi odierni.

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FED: le prossime mosse di politica monetaria sono già prezzate dai mercati?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

A cura di Jeffrey Cleveland, Chief economist di Payden & Rygel. Dopo aver eseguito una delle mosse di politica monetaria più rapide nella storia, la Fed sembra pronta ad attuare una serie di rialzi dei tassi di 50 punti base. Anche se il ritmo dei rialzi sembra prestabilito, in ultima analisi il percorso politico della Fed dipenderà in gran parte dalla forza del mercato del lavoro, a partire dal report sui posti di lavoro di aprile.Nel complesso le decisioni politiche annunciate alla riunione del FOMC di maggio sono state ampiamente anticipate, attenuando gran parte della reazione del mercato. Detto questo, gli investitori obbligazionari hanno trovato conforto nel fatto che il presidente della Fed abbia escluso un rialzo dei tassi di 75 punti base e la lenta accelerazione della riduzione del bilancio ha placato i timori di un ritmo di riduzione più aggressivo. La domanda critica è “Quale sarà il prossimo passo della politica?”. La traiettoria dei rialzi della Fed è già “prezzata” dai mercati? Su questo restiamo scettici. Dopo tutto, sei mesi fa, la Fed si stava impegnando a mantenere i tassi a zero per raggiungere la massima occupazione. Sei mesi dopo il FOMC si sta muovendo “rapidamente” verso la neutralità, perché il mercato del lavoro è “insostenibilmente caldo”. Questo voltafaccia repentino ci ha reso cauti. Non escludiamo che la posizione della Fed possa cambiare ancora.Il problema dalla nostra prospettiva è che, nella misura in cui il mercato del lavoro rimane “caldo”, la Fed potrebbe essere costretta a muoversi in una direzione ancora più aggressiva. A partire dalla riunione del FOMC di maggio, ci aspettiamo due ulteriori rialzi di 50 punti base, a giugno e a luglio. Dopo di che, come ha dichiarato mercoledì il presidente Powell, anche se l’inflazione “sta cominciando a scendere”, è improbabile che il FOMC si fermi, piuttosto “tornerebbe ad aumenti di 25 punti base”. Ulteriori aumenti di 25 punti base a settembre, novembre e dicembre porteranno il tasso dei Fed funds al 2,75% entro la fine dell’anno (che coincide con la nostra visione di base). Ma l’andamento storico della domanda di lavoro suggerisce che il tasso di disoccupazione continuerà a diminuire nei prossimi mesi e non ad appiattirsi o a salire come pensano i politici (vedi grafico sotto). Se abbiamo ragione, la domanda continuerà a superare l’offerta, e la Fed potrebbe presto concludere che i tassi di politica monetaria dovranno muoversi “sopra la neutralità”, intorno al 3,5-4,0%. Per arrivare al 3,5-4,0% più velocemente, la Fed potrebbe continuare ad aumentare di 50 punti base ad ogni prossima riunione nel corso di quest’anno – raggiungendo un tasso finale più alto di quello che il mercato si aspetta attualmente. (abstract)

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PIMCO: una FED spedita ma agile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. La rapida stretta monetaria continuerà probabilmente durante l’estate, dopo il primo aumento di 50 punti base del tasso sui Fed Funds dal 2000. Inoltre, la Fed ha annunciato un piano per la riduzione del bilancio. I persistenti rischi d’inflazione hanno sollecitato le notevoli mosse della riunione di maggio: il dato sull’inflazione statunitense osservato principalmente dalla Fed ha superato il 5% nel primo trimestre, e i banchieri centrali continuano a osservare rischi al rialzo. Dunque, non è una sorpresa che la politica della Fed appaia focalizzata sul controllo dell’inflazione, e non sia stata fatta alcuna menzione ai rischi al ribasso per la crescita all’interno della dichiarazione di maggio. Con le riunioni estive della Fed ci aspettiamo una rapida inversione dei tagli dei tassi dell’era pandemica, compreso un altro aumento di 50 punti base a giugno, in linea con le parole del presidente Jerome Powel. Tuttavia, nonostante l’ampia revisione al rialzo dei tassi e la chiara volontà di continuare a combattere l’inflazione, alla riunione di maggio e alla conferenza stampa non è stato mostrato un atteggiamento così aggressivo come molti operatori di mercato si aspettavano, e il mercato obbligazionario ha reagito di conseguenza. Powell ha minimizzato la necessità di rialzi di 75 punti base e ha sottolineato che la Fed dovrà essere “agile” per reagire alla continua evoluzione dei dati economici. Il che è coerente con le aspettative di PIMCO di un ritmo sostenuto della stretta per quest’estate seguito in autunno e in inverno da continui, ma meno aggressivi, rialzi dei tassi.Concordiamo che la Fed dovrà destreggiarsi agilmente nei prossimi mesi mentre cerca di domare l’elevata inflazione, senza spezzare l’economia statunitense. Anche se l’economia parte da una posizione di forza, con bilanci delle famiglie e delle imprese stabili, vediamo rischi al ribasso per la crescita in un contesto caratterizzato da un ciclo di stretta monetaria più veloce, il ritiro del sostegno fiscale, l’elevata incertezza geopolitica, i lockdown in Cina e una depressione dei livelli di fiducia, rendendo difficile da raggiungere l’atterraggio morbido desiderato dalla Fed. La contrazione dell’1,4% del PIL reale degli Stati Uniti nel primo trimestre ci ha ricordato che il processo di riapertura e ribilanciamento dell’economia sarà accidentato. Man mano che la crescita rallenta, ci aspettiamo che la Fed introdurrà piccole mosse e/o pause in un ciclo di inasprimento altrimenti rapido.La Fed è riuscita a varare il più grande rialzo dei tassi dal 2000 e allo stesso tempo sorprendere le aspettative del mercato con una certa dose di atteggiamento da “colomba”. Powell ha lasciato intendere che un altro aumento di 50 punti base sarebbe stato preso in considerazione nelle riunioni di giugno e luglio, da aggiungere a un ulteriore inasprimento quest’anno; ma ha respinto l’ipotesi di rialzi di 75 punti base, che gli operatori di mercato avevano iniziato a considerare.In aggiunta, la Fed ha svelato il piano per la riduzione del bilancio, in linea con i dettagli pubblicati nei verbali della riunione di marzo. L’andamento del deflusso sarà quasi due volte più rapido rispetto al ciclo precedente (2017-2019), con un limite di 60 miliardi di dollari al mese per reinvestire il capitale in Treasury e un limite di 35 miliardi di dollari per i titoli garantiti da ipoteca (MBS). I massimali saranno introdotti gradualmente da giugno a settembre al 50% dell’andamento finale (contro i 12 mesi dell’ultimo ciclo). Nei mesi in cui le scadenze delle cedole dei Treasury non raggiungono la soglia mensile, la Fed arriverà al tetto lasciando i Treasury a scadenza. Tuttavia, non vi è stata alcuna menzione al fatto che anche i rimborsi degli MBS non dovrebbero raggiungere i massimali, coerentemente con l’orientamento secondo il quale i funzionari della Fed probabilmente non ritorneranno su questo tema fino a quando il deflusso del bilancio non sarà ben avviato.

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PIMCO: il rapporto sul lavoro degli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Gli occupati non agricoli sono saliti di 428.000 per il secondo mese consecutivo, con un’intensità diffusa in tutti i settori. È interessante notare che ci sono state piccole perdite di posti di lavoro per il secondo mese consecutivo in diversi settori della vendita al dettaglio che avevano beneficiato maggiormente della domanda pandemica. Anche le assunzioni nel settore del tempo libero hanno rallentato ma restano a un ritmo ancora forte, il che – combinato con il calo delle nuove offerte di lavoro – suggerisce che il mercato del lavoro del settore del tempo libero sta lentamente tornando a un migliore equilibrio tra domanda e offerta dopo aver affrontato gravi problemi di manodopera all’inizio della pandemia. La crescita dei salari si è moderata più del previsto, ma è stata compensata dalle revisioni positive del mese precedente. L’indagine sulle famiglie ha sottoperformato e il livello di occupazione è effettivamente sceso.È improbabile che questo rapporto cambi qualcosa per i funzionari della Fed – nessuna ulteriore accelerazione nella crescita dei salari sarà accolta con favore, mentre saranno un po’ delusi per l’assenza di ulteriori incrementi di partecipazione questo mese. Con poche sorprese degne di nota nel rapporto sull’occupazione, i funzionari rivolgeranno ora la loro attenzione ai dati sull’inflazione della prossima settimana.

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La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Si riducono le previsioni di crescita del PIL lombardo, che nel 2022 vede un taglio di 1,4 punti percentuali: dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario. Nonostante questa importante revisione al ribasso, la Lombardia dovrebbe comunque riuscire a colmare il divario con il pre Covid entro quest’anno, in anticipo rispetto all’Italia che posticipa al 2023. Sul dato del PIL, nei due anni di pandemia, la Lombardia in un confronto con l’Italia prima aveva perso quanto il resto del Paese (-8,9% la Lombardia e 9% l’Italia nel 2020), poi aveva recuperato con un rimbalzo del +7% rispetto al dato nazionale del + 6,6%. Nel 2021 rispetto al pre Covid la Lombardia segnava un -2,5% e l’Italia un -3%. Una situazione che ci accomuna, con differenti intensità alle altre regioni motori d’Europa: il gap con il pre Covid del Baden-Württemberg nel 2021 registrava un -2,2% molto vicino al dato lombardo, il Bayern -1,4%, ma la Cataluña registrava un gap del -6,6%. Sui tempi di recupero del PIL sui livelli del 2019, il Bayern è assimilabile alla Lombardia, cioè atteso nel 2022, mentre il Baden-Württemberg nel 2023 e la Cataluña ritarderà ulteriormente. La prosecuzione del conflitto Russia-Ucraina, l’ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di molte commodity, le spinte inflazionistiche, la pandemia che sta paralizzando Shanghai, e la difficile riorganizzazione delle catene del valore sono i fattori che ancora stanno fortemente incidendo sul sistema economico lombardo. Nonostante il quadro critico, fino a marzo la domanda per il manifatturiero lombardo e del Nord Ovest è rimasta tutto sommato consistente e questa relativa ‘tenuta’, frutto di capacità competitiva delle nostre imprese, è testimoniata anche dalle stime dell’Istat sull’andamento del PIL italiano nel primo trimestre, in flessione contenuta al -0,2%. Ad aprile gli ordini in portafoglio in Lombardia crescono invece in maniera decisamente più ridotta rispetto al recente passato e, al contempo, le aspettative di domanda e produzione, dopo il forte rallentamento di marzo, risalgono ma anche qui i livelli sono i più bassi da febbraio 2021.Un’industria su 4 ha impianti e materiali insufficienti per produrre (nel pre Covid era 1 ogni 100): questa situazione condiziona le scorte nei magazzini, tanto che un’impresa su 6 dichiara un livello di materie prime e semilavorati inferiore al normale (un numero di aziende mai così elevato dall’inizio della serie storica, trenta anni fa). Dunque, il vero ostacolo alla crescita non riguarda più la domanda come era accaduto nel 2020, ma la carenza di input produttivi che limita l’offerta e rende difficile programmare l’attività industriale.Sul fronte dell’occupazione, alla fine di quest’anno saranno ancora 76mila gli occupati lombardi in meno rispetto al 2019. La ripresa non sarà rapida come sta accadendo al PIL: secondo le stime tornerà al pre covid nel 2023. La flessione nel 2020 è stata pari al -3,1%, cui è seguito un +0,4% di crescita nel 2021 ed è previsto un +1,0% nel 2022 (fonte: Prometeia). In crescita, in Lombardia, anche la disoccupazione che è passata dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021. Ad essere maggiormente colpiti sono i giovani, con il tasso di disoccupazione dei 15-24enni lombardi che è difatti salito negli ultimi due anni: nel 2019 era al 18,3%, nel 2020 al 19,4%, nel 2021 al 21,2%, circa 15 punti percentuali in più rispetto al 5,7% di Bayern e Baden-Württemberg, ma ampiamente inferiore al 28,9% della Cataluña. (fonte: Assolombardia)

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La povertà in Italia è in costante aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Nel 2020 l’Istat ha registrato 5,6 milioni di individui in povertà assoluta, pari al 9,4 % degli individui che costituiscono la popolazione del nostro Paese. Dal 2019, prima della pandemia, si è registrato un aumento che si avvicina ai 2 punti percentuali.Le persone senza fissa dimora rappresentano una parte di coloro che vivono situazioni di grave povertà. Le frequenti crisi economiche hanno accelerato i processi di impoverimento, infatti i loro profili sono cambiati nel corso di questi ultimi decenni: sempre meno legati ai modelli classici dell’homeless e condizionati piuttosto da problemi di fragilità quali dipendenze o problemi psichici e anche da eventi “luttuosi” improvvisi, come la perdita di lavoro.Un focus sul fenomeno nel territorio metropolitano sarà al centro di un incontro, il 12 maggio 2022 dalle 9.30 alle 13 presso la sede di C.so Inghilterra 7 della Città metropolitana di Torino e on line, dal titolo Le povertà nel territorio metropolitano: strategie e risorse per conoscerle e affrontarle. Sarà l’occasione per presentare la ricerca L’homelessness nel territorio metropolitano torinese di Roberto Albano e Cesare Bianciardi, frutto di un accordo fra la Città metropolitana di Torino e il Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino, che approfondisce un percorso di indagine iniziato nel 2016 per avere una fotografia di chi sono e quanti sono i senza fissa dimora sul territorio metropolitano al di fuori del capoluogo. La nuova ricerca sposta il territorio di indagine sugli operatori dei servizi pubblici e del terzo settore per conoscere quali sistemi di condivisione dei dati hanno a disposizione e come li utilizzano . L’obiettivo è arrivare a creare un Osservatorio permanente sul fenomeno dei senza fissa dimora per mettere a sistema la capacità di attraree risorse e strumenti efficaci a contrasto.

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Un ponte tra la scuola e l’università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Parma. Con l’intento di approfondire e diversificare le iniziative di orientamento ai corsi di studio universitari, l’Università di Parma, anche alla luce delle esperienze positive riscontrate nelle attività in cui si è verificato un affiancamento degli studenti universitari agli studenti della scuola secondaria superiore, ha dato vita al progetto “UNiprTutorPerTe”, rivolto alle studentesse e agli studenti che provengono da percorsi di formazione tecnica e professionale della provincia di Parma. Con questa iniziativa, l’Università di Parma individuerà proprie studentesse e propri studenti a cui affidare compiti di tutorato a favore di studentesse e di studenti delle superiori, preferibilmente che frequentino la quarta, per migliorare e rafforzare il loro percorso di apprendimento di specifiche discipline, anche in vista dell’accesso al mondo universitario.Le esperienze già svolte di peer tutoring hanno dimostrato, infatti, una positiva influenza non solo sul rendimento scolastico e sulle aspirazioni educative, ma anche sulle capacità relazionali e sul benessere socio-emozionale.Le scuole che fossero interessate devono segnalare le proprie esigenze – sia in termini di potenziali destinatari (anche una prima stima) sia in ordine alle discipline – entro il 10 maggio alla UO Orientamento e Placement.

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Carenza di sangue, è allarme in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Una forte carenza di sangue sta causando razionamenti, ritardi sulla programmazione trasfusionale e rinvii di trasfusioni in tutte le provincie siciliane. Una situazione di emergenza destinata ad aggravarsi con l’arrivo della stagione estiva. E che mette a rischio la vita dei 2700 pazienti talassemici e drepanocitici siciliani, impossibilitati a seguire regolari terapie trasfusionali. Stavolta, però, a determinare l’emergenza non è la mancanza di donatori. Ci sono, ma restano in attesa di donare il sangue perché mancano i medici e gli infermieri nei Centri Trasfusionali e nei Centri di Raccolta fissi delle associazioni donatori. Tutti dirottati, anche in virtù di rapporti economici più vantaggiosi, nelle strutture Covid. Una situazione paradossale, questa, che ha dell’incredibile. A denunciarla la Federazione Italiana Talassemia, Drepanocitosi e Anemie rare -United Onlus e la Federazione Associazioni Siciliane di Talassemia, Emoglobinopatie e Drepanocitosi – Fasted Sicilia Onlus che hanno scelto la giornata mondiale della Talassemia per far sentire la loro voce. Lo hanno fatto con una nota congiunta, indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio, al ministro della Salute, alle autorità sanitarie e agli organi di informazione. Due gli appelli di United e Fasted Onlus. Il primo, rivolto alle istituzioni affinché si attivino per trovare delle soluzioni immediate. Anche perché nel periodo estivo la situazione è destinata a peggiorare per l’effetto congiunto del calo di donatori e del fabbisogno crescente di sangue.«Segnali di allarme arrivano un po’ da tutte le regioni – spiega Raffaele Vindigni, presidente della United Onlus – ma i disagi più gravi sono in Sicilia, perché qui si concentra l’8% dei pazienti talassemici e drepanocitici dell’Italia e le strutture sanitarie sono sottodimensionate rispetto alle esigenze della popolazione. Dopo anni e anni di campagne di sensibilizzazione rivolte ai donatori, ci ritroviamo a non aver bisogno di loro ma di medici che prelevino il sangue. La salute e la vita dei pazienti talassemici e con patologie ematiche dipendono strettamente dalle trasfusioni. Sono pazienti cronici, per cui ritardi e rinvii nella terapia rischiano di aggravare la loro condizione generale. È una situazione gravissima e insostenibile, che esige una soluzione immediata».

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Giornalisti europei arrestati in Iraq

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede alle istituzioni europee e alla Ministra degli Esteri tedesca di lavorare per il rilascio immediato di due operatori dei media arrestati in Iraq. La giornalista tedesca Marlene F. e il suo collega sloveno Matej K. sono stati arrestati dai militari nella regione settentrionale irachena di Sinjar alla fine di aprile. I due stavano facendo ricerche sulla comunità yezidi, contro la quale l’esercito iracheno sta aumentando le azioni. L’impressione è che l’esercito iracheno abbia voluto impedire di riferire sulla loro offensiva nella regione degli Yezidi. Ora veicoli corazzati dell’esercito iracheno stanno entrando nell’area di insediamento della comunità yezidi e attaccano le unità di autodifesa, apparentemente con lo scopo di disarmarle. Numerose persone sono già state costrette a fuggire a causa delle violenze. I due operatori dei media avevano fatto ricerche sulla comunità yezidi e sul genocidio da parte del cosiddetto “Stato Islamico” nel 2014 per diversi mesi, viaggiando nelle zone di insediamento yezidi. Di ritorno dalle celebrazioni del capodanno yazidi “Çarsema Sor”, sono stati arrestati dall’esercito iracheno. Nonostante le loro tessere stampa, sono stati perquisiti e minacciati, i loro zaini e telefoni confiscati. L’esercito iracheno ha annunciato sulla stampa locale che i due erano “combattenti stranieri” delle unità di resistenza di Sinjar (YBS). Già a gennaio, tre operatori dei media erano stati arrestati dall’esercito iracheno senza dare alcuna motivazione. Questi arresti sono preoccupanti. La situazione della comunità yezidi è ancora scottante. È difficile immaginare che gli Yezidi continuino a sperimentare odio e persecuzione. Solo attraverso un’autonomia assicurata la loro situazione in Iraq può migliorare. E solo se la gente qui ne sente parlare dai media può spingere verso questo miglioramento.

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Istat: vendite marzo, -0,5% su mese, +5,6% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,5% rispetto al mese precedente e salgono del 5,6% su base annua.”Dati negativi. Il rialzo su base annua è solo un miraggio, un effetto ottico dovuto per oltre la metà all’inflazione e per l’altra parte al fatto che lo scorso anno si era ancora in piena pandemia e molti esercizi, come i centri commerciali, erano chiusi nel weekend” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Unico aspetto positivo è che, secondo il nostro studio, le vendite di marzo in valore, nei dati destagionalizzati, restano ancora maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con +2,6%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con +3,8%. In territorio positivo le vendite anche rispetto a tre anni prima, ossia a marzo 2019, +4,4% nei dati grezzi” conclude Dona.

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Lavoro: Mura (Pd), più ispettori per legalità e sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

“L’aumento rapido e deciso del personale all’Ispettorato nazionale del lavoro viene incontro a una situazione che richiede un’adeguata capacità di controllo, sia del lavoro sommerso sia del rispetto delle misure di sicurezza. Sono due aspetti che presentano pesanti criticità e richiedono interventi preventivi e anche repressivi. Bene ha fatto il ministro Orlando a impegnarsi con il sostegno di tutto il Pd su questo fronte, i cui primi risultati vedremo concretizzarsi in tempi brevissimi. Ovviamente gli interventi necessari non si fermano qui, per invertire certe tendenze dobbiamo coinvolgere tutto il sistema di organizzazione del lavoro, assieme a categorie e sindacati. Solo così modernizzeremo il Paese”. Lo dichiara la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che il direttore dell’Inl Bruno Giordano ha annunciato l’assunzione di circa 700 nuovi ispettori entro il prossimo mese di giugno.

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Formazione digitale per le persone fragili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari e il direttore generale della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli hanno firmato un accordo, della durata di 4 anni, per la promozione di programmi rivolti alle categorie a rischio di esclusione, che aiutino ad acquisire competenze digitali. Le attività, gratuite, si svolgeranno su tutto il territorio cittadino e potranno essere seguite anche on line. Saranno rivolte in particolare a: anziani, cittadini fragili, operatori e volontari, migranti e persone inserite in percorsi di reinserimento sociale.“L’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici – sottolinea l’assessora Barbara Funari – è diventato fondamentale per ridurre le disuguaglianze e contrastare la povertà educativa. Per questo abbiamo voluto promuovere la conoscenza del mondo digitale con attività finalizzare ad acquisire alcune competenze che aiutino le persone più fragili a scoprire i vantaggi della tecnologia, per trarre benefici anche nella vita di tutti giorni e sentirsi meno isolati. Alcuni progetti saranno rivolti anche alla formazione di giovani per percorsi di inclusione lavorativa. L’accordo prevede inoltre alcuni corsi digitali nei centri anziani di Roma Capitale”.

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La biodiversità in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Pur rappresentando solo lo 0.2% della superficie delle terre emerse, l’Italia è uno dei paesi al mondo più ricchi di biodiversità, sia vegetale che animale, un patrimonio fortemente diversificato per l’eterogeneità del territorio e che continua ad arricchirsi nel tempo, come testimonia la scoperta appena effettuata dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Foreste e Legno, che ha rinvenuto in Calabria e Basilicata una nuova specie di lepidottero, appartenente alla famiglia Noctuidae, insomma una sorta di farfalla notturna. Phragmatiphila parenzani, questo il nome attribuito alla nuova specie – dedicata al prof. Paolo Parenzan, fra i massimi esperti italiani – si distingue dalla analoga Phragmatiphila nexa presente a nord del Po per il disegno sulle ali, la morfologia degli apparati genitali e per la sequenza del DNA mitocondriale utilizzata in tassonomia (DNA barcoding). Diversamente dall’altra legata principalmente ad ambienti aperti, la nuova specie frequenta esclusivamente foreste umide di diversa tipologia e a diversa quota come castagneti, abetine, ontanete, alimentandosi di graminacee tipiche di ambienti umidi. «Si tratta di una falena, cioè un lepidottero dall’attività notturna. Questa specie è stata appena scoperta, ma le sue popolazioni potrebbero essere già minacciate. Gli scenari climatici disponibili, infatti, prevedono un’accentuata riduzione delle precipitazioni in ambiente mediterraneo, che può incidere negativamente sulle foreste umide, il suo habitat.» – ha spiegato Stefano Scalercio ricercatore del CREA Foreste e Legno, autore della scoperta insieme a Axel Hausmann dello Zoologische Staatssamlung di Monaco di Baviera – «La specie sorella, presente nel resto d’Europa, è protetta in alcuni paesi dalla legislazione nazionale e non possiamo escludere che possa essere meritevole di protezione anche la “nostra” specie. Questo però potremo dirlo solo a valle di ricerche mirate alla quantificazione delle sue popolazioni e alla loro variazione negli anni».

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Bill Gates’s plan to prevent the next pandemic

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

According to new estimates from the World Health Organisation this week, the covid-19 pandemic led to nearly 15m excess deaths between 2020 and 2021. The tally from countries’ official statistics stands at just 5.4m. The Economist’s own model projects that covid caused about 18m excess deaths in the same period.Bill Gates’s career-switch from entrepreneur and philanthropist to crusading author is developing nicely. It is just over a year since he published “How to Avoid a Climate Disaster”. Now Mr Gates is back with “How to Prevent the Next Pandemic”. Our Babbage podcast on science and technology features an interview with Mr Gates on his views on stopping new pathogens from becoming health emergencies. In the Culture section of the weekly edition, we explain why his proposals are worth exploring. In Britain people in care homes suffered disproportionately from covid measures. Residents went for weeks or months without seeing loved ones. Many died alone. As vaccination rates have climbed, deaths from covid have fallen, but as we report in our Britain section, life in care homes is still full of restrictions. Zanny Minton Beddoes Editor-in-chief The Economist

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