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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Mobilità. Mezzo privato scelto dall’84%. Si spenderebbe meno

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2022

Gli italiani sono abitudinari negli spostamenti: l’82,5% non li varierà nei prossimi tre mesi. Così i dati Istat (1) che ci confermano una terribile verità: il mezzo privato è preferito dall’82,9%. E anche se il 7,6% prevede un aumento del mezzo pubblico (il 3,5% una diminuzione) sono sempre numeri irrisori rispetto al quasi 83% che lo snobba (pur se in calo rispetto all’84,3% dei sei mesi precedenti).Le variazioni, per quel poco che ci sono, si devono all’aumento dei costi del carburante e ai timori covid. Questi dati confermano che le politiche per incentivare il mezzo pubblico sono ancora insufficienti e non riescono a comunicare l’opportunità ecologica, sanitaria ed economica di questa scelta. Forse è il caso di un qualche provvedimento radicale che, per esempio, preveda la gratuità del mezzo pubblico, almeno a livello sperimentale per un certo periodo. Occorrerebbe uno studio istituzionale di quanto peserebbe economicamente e se, come è probabile, il costo dell’operazione non fosse conveniente rispetto a tutti i problemi connessi alla mobilità privata: inquinamenti di vario tipo (combustione, rumore, traffico, tempi etc) e salute dei singoli. Scelta che dovrebbe servire anche a ridare fiducia all’uso del mezzo pubblico dopo la psicosi da covid. Se si prendesse una decisione del genere, già vediamo la mobilitazione di varie corporazioni: produttori e venditori di mezzi privati perché quelli venduti si consumano meno e meno gente ne acquisterebbe di nuovi; produttori e venditori di carburanti e accessori per i minori consumi; autoriparatori con meno mezzi da aggiustare; autonoleggi con meno clienti; etc Mentre ne potrebbero gioire: ospedali con meno pazienti da incidenti; salute urbana ed individuale; le tasche dei consumatori; etc. Insomma: una questione di scelte. Qualcuno felice e qualcun altro meno. Si tratta di decidere se la felicità di alcuni (meno) vale quella di altri (tanti). Senza sottovalutare che aiuti anche economici a questi “meno” sarebbero molto più bassi dei costi di questi “tanti” che continuano ad usare il mezzo privato. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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