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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Faccia a faccia con la Leucemia Linfatica Cronica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

La Leucemia Linfatica Cronica è una forma di leucemia a crescita lenta a causa della quale viene rilevato un numero eccessivo di linfociti immaturi (un tipo di globuli bianchi), in prevalenza nel sangue e nel midollo osseo. Ogni anno in Italia circa 1200 persone ricevono una diagnosi di LLC, il tipo più comune di tumore ematologico che colpisce gli uomini il doppio delle donne, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni. Grazie ai progressi della ricerca scientifica è possibile parlare oggi di remissione della malattia e i pazienti che ne sono affetti possono recuperare una buona qualità di vita. I dati dello Studio MURANO evidenziano come 1 paziente su 2 risulti libero da progressione della patologia fino a 3 anni dopo aver terminato il trattamento. “I dati di follow up dello studio MURANO, confermati oggi da numerose esperienze di pratica clinica, evidenziano i benefici di una durata fissa di trattamento per pazienti con Leucemia Linfatica Cronica ricaduti o refrattari e confermano l’efficacia del meccanismo d’azione innovativo di venetoclax.4 Inoltre, il trattamento a durata fissa può tradursi – rispetto ad altre terapie continuative disponibili – in una ridotta incidenza di eventi avversi correlati al trattamento5, compreso il Covid-19: diversi studi dimostrano, infatti, come la risposta alla vaccinazione sia più alta nei pazienti che sono in remissione di malattia e liberi da terapia7-8. ” dichiara Annalisa Iezzi, Direttore Medico di AbbVie Italia.“I progressi della ricerca scientifica e le innovazioni terapeutiche si traducono in un significativo impatto sulla vita dei pazienti” dichiara Giuseppe Toro, Presidente AIL – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. “Una gestione terapeutica efficace favorisce indubbiamente il miglioramento della qualità di vita del paziente con Leucemia Linfatica Cronica. I dati positivi a disposizione confermano il minor rischio di progressione della malattia e fanno sì che i pazienti possano tornare il prima possibile a condurre una vita normale, riappropriandosi della propria quotidianità.”In questo percorso continua ad essere centrale la relazione medico – paziente, soprattutto nella gestione di una malattia cronica e nella sua evoluzione.

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