Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Archive for 15 Maggio 2022

JSW Steel mette in vendita lo stabilimento siderurgico di Piombino? Giorgetti cosa fa?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

È arrivato qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata al Financial Times l’annuncio da parte di Sajan Jindall, amministratore delegato del colosso siderurgico JSW Steel, dell’intenzione di mettere in vendita lo stabilimento siderurgico di Piombino. Un fatto che se veritiero e confermato è grave e clamoroso, e che rischia di azzerare di colpo la discussione sulle sorti dello stabilimento e dei suoi lavoratori.USB aveva a più riprese sostenuto la necessità di cacciare Jindall, soggetto che per quanto riguarda Piombino non ha mai rispettato un accordo e si è ben guardato dal presentare un piano industriale in un quadro in cui per anni ha succhiato ammortizzatori allo Stato e sangue e sudore ai lavoratori.Sono ancora più inaccettabili da questo punto di vista il silenzio del Governo dopo questo annuncio, e l’assenza di una discussione con le organizzazioni sindacali che si sono unite per difendere lo stabilimento ed il futuro di Piombino nonché quello della siderurgia in Italia.Il Governo ha gravi responsabilità, di come ha gestito questa partita e di come ha permesso per l’ennesima volta che una multinazionale si faccia “cavalletta” della comunità a danno di tutti.Chiediamo subito, un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo Economico, in presenza del ministro Giorgetti, della Regione e di tutti gli enti locali.È necessario subito un confronto senza perdere un minuto di tempo. Nel frattempo, proporremo alle altre organizzazioni di sostenere questa richiesta di convocazione e la proclamazione necessaria di una prima mobilitazione forte delle maestranze che coinvolga la cittadinanza. (fonte: USB Nazionale – Lavoro Privato)

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Irex annual report: Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Roma 26 maggio 2022 – 9.30-13.00 Auditorium GSE- Diretta Streaming. Il quadro geopolitico di oggi e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore: tutti elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys, dal titolo: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC. Il consueto appuntamento, che si svolgerà in streaming, è organizzato in collaborazione con il GSE.

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Stati Uniti d’Europa. Orban e le mire “imperiali” dell’Ungheria

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Prende piede il riferimento storico ottocentesco del proprio Stato. Prima il Regno Unito che, pensando di essere rimasto ai tempi della regina Vittoria, è uscito dalla Ue (Brexit), poi la Russia di Putin che, pensando all’impero zarista e alla sua ricostituzione, invade e accorpa territori altrui e, ora, il premier Viktor Orban che ricorda la Grande Ungheria che si estendeva fino alla costa dalmata e ai suoi porti. Motivo della rimembranza? L’embargo sul petrolio russo. Orban chiede tempo e soldi per aderire all’iniziativa comunitaria, ricordando che il suo Paese non ha i porti di un tempo e quindi non può approvvigionarsi via mare. “Se non ce lo avessero tolto avremmo anche un porto” dichiara Orban, celebrando i fasti antecedenti alla Prima guerra mondiale. Insomma, rievocazioni imperiali. Rammentiamo che Orban non consente il transito delle armi destinate all’Ucraina invasa da Putin e ha stretti rapporti economici con Russia e Cina, che vanno dai vaccini, alla costruzione di università, alle infrastrutture e alle centrali nucleari. Orban non ha presente la storia più recente della occupazione sovietica dell’Ungheria e della insurrezione di Budapest nel 1956, repressa dai carri armati bolscevici. Per avere i soldi comunitari ricorda i fasti della Grande Ungheria che ora non c’è più, come non esiste più l’impero zarista che Putin vorrebbe ricostituire. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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È l’investimento in innovazione la chiave di volta per la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Nonostante le difficoltà del periodo, determinate dalla crisi russo-ucraina che si è cumulata a quella pandemica, le migliori imprese italiane continuano a investire in innovazione per essere sempre più competitive sui mercati mondiali. Le difficoltà da superare sono molteplici, poiché la domanda risente delle crisi, del rincaro di molti prodotti e servizi e di un clima di crescente incertezza. Ma la reazione delle imprese appare solida e consistente, sia sul lato del taglio dei costi, sia nell’investimento mirato a rafforzare la tecnologia, l’organizzazione e la qualità delle risorse umane.È un messaggio forte e positivo quello emerso ieri nel convegno promosso da Eccellenze d’Impresa al Salone del Risparmio 2022, presso FieraMilano, sul tema “Investire in organizzazione e innovazione per consolidare la crescita”. Il ruolo della finanza e dell’innovazione nel supportare la crescita delle imprese, specie se di dimensione media e piccola, è stato sottolineato da Ugo Loeser, amministratore delegato di ARCA FONDI SGR; “L’innovazione non può determinare l’aumento dei rendimenti dei prodotti e degli investimenti se non cresce l’economia, ma è una scelta obbligata per favorire la crescita e per creare valore nel futuro. Un ruolo molto importante è rappresentato dalla digitalizzazione: ad oggi il tasso di digitalizzazione delle imprese italiane è molto basso rispetto ad alcune medie e solo rafforzando la capacità di cogliere le opportunità in modo profittevole le aziende potranno crescere e generare utili, riducendo così il debito” ha detto Loeser durante il convegno.

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Agricoltura biologica e gli obiettivi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

L’ambizioso annuncio del ministro Patuanelli in materia di agricoltura biologica pone le basi per aprire una nuova stagione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Finalmente il nostro Paese muove i primi passi per diventare capofila della transizione verde europea, che appare sempre più fragile di fronte allo scenario di estrema incertezza generato dal conflitto in Ucraina. Riuscire a raggiungere il 25 % delle superficie agricola utilizzabile destinata a biologico entro il 2027 – con tre anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità – permetterebbe di dare vita a un vero e proprio rinascimento agricolo con molteplici ripercussioni positive. Lo stanziamento complessivo di 2,5 miliardi di euro previsto per l’agricoltura biologica è essenziale per mettere in moto la trasformazione. Ma oltre ai fondi saranno necessarie norme chiare e, soprattutto, una semplificazione degli adempimenti burocratici che gravano sulle aziende agricole, incluse quelle che hanno fatto del biologico la propria missione – continua Tiso.Risorse, accuratezza dei controlli e procedure snelle sono i tre elementi fondamentali per far sì che la svolta agroecologica si trasformi in realtà. Come abbiamo più volte ribadito, l’Italia ha tutte le caratteristiche per diventare leader del Green Deal europeo, tracciando un solco che potrà essere seguito anche dagli altri Stati membri generando un virtuoso processo di imitazione.

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Piante carnivore ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Merano. Dopo la stagione del 2019, in cui il tema dell’anno era “Piante killer – Le carnivore verdi”, i Giardini di Castel Trauttmansdorff hanno arricchito la loro collezione di piante carnivore, una tra le più affascinanti specie del mondo vegetale. Le piante carnivore, infatti, hanno sempre un aspetto molto bello con foglie luccicanti e colori accesi, e sono dotate di perfetti sistemi di sopravvivenza grazie a intelligenti strategie per trarre in trappola le loro prede. Sono astute cacciatrici che incantano per la loro bellezza. D’altra parte, trovandosi in ambienti poveri di sostanze nutritive come paludi, torbiere, foreste tropicali o tra i rami di alcuni alberi – posti in cui è disponibile poco “fertilizzante” – le piante carnivore sono state costrette a potenziare la loro capacità di sopravvivenza.Esse attirano le loro vittime con la vivacità dei colori e con profumi seducenti, le catturano e infine le digeriscono assicurandosi azoto e altre sostanze nutritive.I Giardini di Castel Trauttmansdorff, per assicurare le migliori cure a questo tipo di piante e per effettuare il loro inserimento nell’areale, hanno richiesto il supporto di uno dei massimi esperti di piante carnivore, il tedesco Thomas Carow, grazie al quale, nell’aprile di quest’anno, sono state aggiunte nuove piante carnivore nella torbiera nell’area dei Boschi del Mondo, realizzata già nel 2019.Sono stati inseriti numerosi esemplari di Sarracenia che, con le particolari foglie tubolari, attirano gli insetti con il loro nettare e li fanno poi scivolare verso il basso lungo le loro pareti. Gli insetti, non avendo a disposizione appigli, non hanno più scampo e vanno naturalmente incontro al loro destino. Sono state aggiunte anche piante di Venere Acchiappamosche (Dionaea muscipola), la carnivora per eccellenza. Questa pianta si chiude in 100-500 millisecondi quando un insetto tocca i tre peli sensoriali almeno due volte nell’arco di 20 secondi. I peli, posti al bordo dei due lembi fogliari, con la chiusura si incastrano tra loro, rendendo la fuga impossibile. Il tempo di digestione di una mosca per la Venere cacciamosche è tra i 5 e i 35 giorni.L’atto della cattura, per le piante carnivore, è un momento di enorme dispendio di energie, pertanto, è importante che ci siano determinati segnali per cui la preda è assicurata; in caso di incertezza, le energie vengono conservate. Nella Serra dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, inoltre, è stato realizzato un angolo dedicato ad un particolare genere di piante carnivore, le nepenti (Nepenthes), che catturano le loro prede con trappole a caduta, con pareti interne molto scivolose.Sempre nella Serra, nella zona di ingresso, subito dopo il giardino di bambù, i giardinieri di Trauttmansdorff hanno creato nelle ultime settimane un piccolo paesaggio tepui di pietre senza calce. I tepui sono montagne tipiche del Venezuela, che si elevano per centinaia di metri rispetto alla pianura circostante e sono caratterizzate da una cima piatta dove, per l’isolamento, si sviluppano fauna e flora particolari.Nel paesaggio tepui di Trauttmansdorff, Carow ha piantato esemplari di carnivore tipici delle montagne del Sud America, come l’Heliamphora huberi, che deve il suo nome al botanico meranese Otto Huber, il quale ha scoperto questa pianta su un tepui nel corso delle sue spedizioni in Venezuela. Inoltre, in due grandi vasche sulla Terrazza di Sissi, si trovano la Drosera e la Pinguicola, piante carnivore che catturano le loro vittime con trappole a colla.Nei mesi di maggio e giugno, i Giardini di Castel Trauttmansdorff organizzano interessanti visite guidate per le scolaresche alla scoperta delle curiosità sulle piante carnivore, di quelle che esistono in Alto Adige e che i Giardini di Castel Trauttmansdorff coltivano ex situ contribuendo a salvarle dall’estinzione. http://www.trauttmansdorff.it

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Teologia e rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

In apparenza sembrano argomenti lontani tra di loro. Ma non è così. Il teologo padre Francesco Giordano e il valutatore del rischio Professore Luigi Pastorelli hanno voluto gettare un ponte intellettuale tra due discipline ritenute erroneamente distanti, contrastanti, per comprendere ed esaminare la realtà nelle sue varie configurazioni. Dal punto di vista della teoria del rischio serve recuperare e utilizzare un approccio teologico e al tempo stesso l’approccio di teoria del rischio potrebbe permettere di dare nuovo slancio agli studi di teologia. Una conversazione tra due intellettuali che può stimolare il dibattito sulla crisi e su come affrontarla.Il Padre Giordano e il professor Pastorelli hanno proposto argomenti di un’attualità incredibile. Hanno riportato l’uomo al centro. Un incontro tra discipline diverse che può generare una concezione dell’economia sana e solidale.Francesco Giordano, prete diocesano, dal 2015 è direttore di Human Life International (ufficio di Roma), organizzazione per la difesa della vita umana e della famiglia. Docente di Teologia alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma.Luigi Pastorelli, esperto di analisi e valutazione dei rischi, è direttore tecnico del Gruppo Schult’z, società di Risk Management. Svolge attività accademica presso diverse università in qualità di docente incaricato di Teoria del Rischio.Cantagalli 2022 | pp. 96 | euro 12,00 Edizioni Cantagalli

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Nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Ferentino, nel Lazio portato alla luce un Labirinto di epoca medievale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

“Continuano ad arrivare sorprese importanti da Ferentino, città del Lazio. Nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Colle del Fico di Ferentino, in provincia di Frosinone, è stato scoperto un Labirinto Medievale di notevole importanza. La scoperta è ad opera del ricercatore irpino, Marco Di Donato, che ha condotto importanti studi sulle simbologie medievali presenti nell’Abbazia del Goleto. La Chiesa di Sant’Antonio Abate è ricca di storia e affreschi. Si tratta di una chiesa importante, edificata nella metà del XIII secolo da Pietro del Morrone che sarebbe poi diventato Papa con il nome di Celestino V. E fu proprio tale edificio ad ospitare per ben 30 anni le spoglie del Pontefice ricordato da Dante nella Divina Commedia come colui che fece per viltade il gran rifiuto. Il Labirinto Medievale è inciso all’interno della chiesa ed è un ritrovamento importante in quanto rappresenta il percorso gerosolomitano o cammino di espiazione che veniva compiuto, nell’immaginario, dal pellegrino che non poteva intraprendere il viaggio verso i luoghi di pellegrinaggio in Terra Santa. Si tratta dunque di un labirinto inciso sulle pareti interne di questa chiesa che rappresenta un unicum in Italia. Infatti nel nostro Paese si contano pochi labirinti incisi ed esattamente solo 7: Pontremoli (MS), Lucca (LU), Tossicia (TE), Sonnino (LT), Colli al Volturno (IS), Petrella Tifernina (CB) e Conversano (BA). Forse, ma ci sono studi in corso, non sarebbe da escludere il fatto che l’incisione di questo labirinto sarebbe stata commissionata dai Cavalieri Templari. Infatti una chiara testimonianza templare è stata trovata anche nella Chiesa di Sant’Antonio Abate. Durante i lavori di restauro è venuto alla luce un rarissimo “Valcento” cioè l’unico scudo utilizzato dai Cavalieri Templari in 200 anni di storia. Ora lo scenario aperto dal ricercatore Marco Di Donato sono davvero innovativi e rappresentano le basi per nuove ricerche sul territorio”. Lo ha affermato Antonio Ribezzo, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Ferentino.

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Obesità o sovrappeso

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

È noto come il solo body mass index (BMI) non sia sufficiente a individuare i soggetti obesi a rischio di malattia metabolica o cardio-vascolare (CV) (Neeland IJ, et al. J Am Coll Cardiol 2015), ma come tale rischio aumenti in base all’eccessivo deposito di tessuto adiposo viscerale (VAT) ed ectopico (es. epatico) (Neeland IJ, et al. Obesity (Silver Spring) 2013). «Numerosi studi» segnala Carla Micaela Cuttica, SSD Endocrinologia, EO Ospedali Galliera, Genova – Commissione AME (Associazione Medici Endocrinologi) Obesità e Metabolismo «hanno indagato gli effetti della liraglutide sulla distribuzione del grasso corporeo in soggetti affetti da diabete mellito di tipo 2 o pre-diabete» (Bizino MB, et al. Diabetologia 2020; Santilli F, et al. Diabetes Care 2017). Un recente studio randomizzato, controllato, in doppio cieco, è stato condotto in una popolazione di soggetti adulti non diabetici affetti da obesità (BMI ≥ 30 kg/m2) o sovrappeso (BMI ≥27 kg/m2) e sindrome metabolica ad alto rischio CV. «Per sindrome metabolica si intendeva la presenza di almeno tre dei seguenti criteri: circonferenza vita > 102 cm (uomini) o > 88 cm (donne); trigliceridi a digiuno ≥ 150 mg/dL, pressione arteriosa ≥ 130/85 mmHg, HDL < 40 mg/dL (uomini) o < 50 mg/dL (donne); glicemia a digiuno ≥ 100 mg/dL (in assenza di diabete mellito)» specifica Cuttica. L'obiettivo era valutare gli effetti della liraglutide sul grasso corporeo. «Ogni soggetto è stato avviato a dieta (deficit di 500 kcal/die), attività fisica adeguata (150 min/settimana di attività moderata/intensa) e randomizzato, con rapporto 1:1, a liraglutide 3 mg/die sc o placebo» riporta l'endocrinologa. «La valutazione del VAT è stata effettuata con risonanza magnetica al basale e al follow-up».Questi i risultati. «Hanno completato le 40 settimane di studio 128 partecipanti (92% donne, età media 50 anni, BMI medio 37.7 kg/m2), di cui 73 in terapia con liraglutide e 55 in placebo» riferisce la specialista. Riguardo all'endpoint primario, «liraglutide ha ridotto la percentuale di VAT (-12.5%) rispetto al placebo (-1.6%), con una differenza stimata del trattamento -10.9% (IC 95% da -7.0 a -14.8, p < 0.0001). Nessuna differenza è stata evidenziata in sotto-gruppi di età, sesso, etnia, BMI e stato di pre-diabete al basale». In relazione agli endpoint secondari, «rispetto al placebo, liraglutide ha ridotto il grasso corporeo totale (-8.6%), il tessuto adiposo sotto-cutaneo addominale (-9.1%) e della parte inferiore del corpo (-8.7%), il grasso epatico (- 33.0%), il tessuto magro totale (-1.6%) e il rapporto fra tessuto grasso e tessuto magro (-7.2%)». È stata ottenuta una riduzione del peso corporeo ≥ 5% nel 63% dei soggetti in terapia vs 21.8% dei soggetti in placebo (p < 0.0001 e una riduzione del peso corporeo ≥10% nel 19.2% dei soggetti in terapia vs 3.6% dei soggetti in placebo (p < 0.0001). «Sebbene la riduzione dei depositi di grasso corporeo correlasse con la perdita totale di peso, la correlazione col peso perso è stata meno evidente per la riduzione di VAT e del grasso epatico, suggerendo effetti di liraglutide sulla distribuzione del grasso corporeo, parzialmente peso-indipendenti» specifica Cuttica. «Liraglutide» prosegue la specialista «ha ridotto in maniera significativa la glicemia del mattino e la PCR (parametro che correla fortemente con la riduzione di VAT) rispetto al placebo». Inoltre, «la riduzione del grasso epatico correlava con la riduzione del rapporto trigliceridi/HDL». Non si è osservato nessun effetto sui livelli di insulina a digiuno o sul peptide natriuretico e non sono stati evidenziati effetti collaterali importanti, eccetto quelli tipici noti (principalmente gastrointestinali per i pazienti trattati) e infezioni delle vie respiratorie superiori (in entrambi i gruppi di soggetti), riferisce l'esperta.In conclusione, osserva la specialista, «liraglutide 3 mg in aggiunta a dieta e attività fisica si è dimostrata efficace nel ridurre in maniera significativa il grasso viscerale ed epatico in soggetti non diabetici in sovrappeso od obesi ad alto rischio CV, suggerendo anche in questa popolazione la comparsa di effetti CV protettivi. Ulteriori studi più prolungati e con maggiore numerosità potranno valutare meglio gli effetti sulla distribuzione del grasso corporeo e sugli eventi CV». (fonte doctor33)

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Terapie Covid a casa

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

All’inizio era tachipirina e vigile attesa, la cura per il coronavirus sintomatico: l’alternativa, l’ospedale. Poi sono arrivati chinino, altri antinfiammatori, antibiotici, anti-ebola, cortisonici, eparine, ognuno con la sua indicazione. Nel 2021 si è provato con gli anticorpi monoclonali, con alti e bassi. Quest’anno, ecco gli antivirali e in particolare il Paxlovid. Da somministrare in adulti, non in ossigenoterapia, massimo entro 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi: soggetti con patologie concomitanti quali bpco, diabete non compensato, tumori, malattie oncoematologiche, obesità che pur con probabilità di ammalarsi gravemente sono a casa in condizioni non gravi. Insomma, una finestra stretta che riguarda una platea teorica di 600 mila persone ma nella pratica molti meno. E difatti fino al 5 maggio è stato dispensato a poco più di 12 mila pazienti, e solo 280 confezioni distribuite per conto l’ultima settimana, nelle farmacie territoriali. Tanto che l’ex presidente Aifa ed Ema Guido Rasi si domanda quanti degli attuali mille morti settimanali per Covid potrebbero essere salvati dal nuovo antivirale e ha chiesto che la platea si allarghi a tutti gli over 70 senza patologie, poiché il rischio di aggravamento è età-dipendente. Complicare un po’ le cose uno studio Pfizer volto a valutare se il contagio da Covid-19 si prevenga con Paxlovid: 3 mila pazienti a rischio sono stati divisi in due gruppi, uno trattato 5 giorni e uno 10, contro placebo. La riduzione dei contagi c’è stata (32 e 37% in meno) ma “non significativa” al punto da chiedere un’estensione delle indicazioni di un farmaco già “sorvegliato” con triangolo nero per le importanti interazioni con altre terapie, tra cui antiaritmici, anticoagulanti, cortisonici, ma anche prodotti erboristici. Quanto agli anticorpi monoclonali, il DG Aifa Nicola Magrini ha annunciato una ricerca per vedere se “sdoganare” i più recenti; le indicazioni del promettente Evusheld di AstraZeneca sono al momento ristrette ad una platea potenziale di neanche 100 mila utenti, in genere a rischio e in condizioni più gravi di chi usa antivirale, ma qui ci sarebbero più chance di evitare il contagio da Covid-19. Intanto l’Istituto Mario Negri dà notizia di due studi sugli antinfiammatori, che confermano l’impatto dei trattamenti precoci con Fans e paracetamolo nel prevenire ricoveri.Per Walter Marrocco responsabile scientifico Fimmg eResponsabile Progetti Formazione e Ricerca Metis Fimmg, rispetto a un anno fa, l’arsenale terapeutico è di certo migliorato. «Grazie alla recente possibilità di prescrivere il Paxlovid, disponiamo di farmaci in grado di modificare ulteriormente l’andamento della malattia da Covid-19. Purtroppo, come si evince dall’ultimo report Aifa, non in tutte le regioni si è partiti con prescrizione del Paxlovid in distribuzione per conto. Mancano Lombardia, Veneto, Liguria, Puglia e Sicilia; mentre in Umbria e Toscana c’è già un buon rapporto tra prescrizioni e numero di abitanti, e Lazio, Marche, Piemonte sono partiti». Marrocco concorda con l’idea che le indicazioni d’uso vadano estese in base all’età, dai 70 anni in su, «meglio ancora dai 65, perché è in quella fascia che iniziamo ad osservare maggiormente i fattori di rischio e si riscontrano più facilmente casi di decesso». Quanto all’indagine Pfizer sugli effetti “profilattici” di Paxlovid, «credo sia opportuno riflettere. Era intuibile che un antivirale non potesse prevenire i contagi. Solo modificando la risposta immunitaria con un effetto di lunga durata si può attendere, anche se solo in una certa percentuale, una protezione dei soggetti trattati da un eventuale alto rischio di contagi. Questo si può ottenere principalmente con i vaccini o con alcuni anticorpi monoclonali. Noi dobbiamo però usare le nostre armi in modo mirato e non “sparando” a caso come se usassimo una mitragliatrice; è questo ciò che sta cercando di fare il medico di famiglia. Gli antivirali, sia per infusione che orali, possono fermare la replicazione del virus, ed è intuibile che non possano impedirne l’ingresso». Per Marrocco il Mmg può mirare nel modo più efficace l’antivirale, basandosi su un riscontro precoce della positività del paziente e sulla sua valutazione clinica «ma al momento, al di là delle difformità di utilizzo tra regioni, si scontano problemi di tipo clinico, amministrativo e di distribuzione dei famaci antivirali. Va anche evidenziato, secondo dati rilevati recentemente da FIMMG Lazio, come il lavoro del MMG, in questi due anni sia cresciuto del 300%. Infatti,il medico di famiglia si trova impegnato verso la cura dei pazienti non Covid e verso l’onda di ritorno di chi tra loro non è stato adeguatamente assistito nell’emergenza pandemica. Nel caso poi dell’uso degli antivirali, il Mmg deve affrontare nuove modalità prescrittive , da cui è sempre stato escluso. Mi riferisco alla compilazione di un piano terapeutico, con cui deve comunque familiarizzare, ma ancor più perché questa è una compilazione cartacea, che prende tempo, sottraendolo al resto dell’attività. Attendiamo con ansia che le regioni facilitino un percorso prescrittivo informatizzato. Sempre relativamente al Covid-19, oltre al notevole carico di lavoro clinico, in molte regioni, incluso il Lazio, continua il sovraccarico di funzioni, come quelle medico legali, tipiche dei dipartimenti d’Igiene pubblica delle Asl, quali il confinamento del paziente con tampone positivo, la certificazione di malattia, il controllo sul successivo tampone (effettuati spesso dallo stesso Mmg) e lo sblocco dall’isolamento con il relativo certificato di guarigione. Il nostro grido di allarme è che va evitata altra burocrazia inutile. Ci sono poi ancora vincoli alla distribuzione nelle farmacie, con i foglietti illustrativi tradotti in italiano non ancora a regime, da stampare sul momento».Un cenno alle altre terapie che il paziente può seguire a casa: cosa sappiamo di più di un anno fa? «Più che novità, vanno ribaditi alcuni principi, in primis i farmaci disponibili, vanno usati in modo sempre più mirato», dice Marrocco. «L’antibiotico non serve di fronte ai sintomi dei primi giorni e ad una chiara positività, se non in situazioni limitate; l’eparina va utilizzata “cum grano salis” anche in ospedale, di fronte a malati allettati o anziani; gli anticorpi monoclonali vanno indicati solo in situazioni specifiche, dettagliate da Aifa nei particolari. Quanto ai cortisonici, sono molto efficaci, ma non andrebbero usati nei primi giorni, in fase viremica quando il virus sta colonizzando l’organismo, perché si rischia di ritardare la risposta immunitaria; vanno semmai utilizzati dopo, di fronte a un’eventuale risposta infiammatoria importante». By Mauro Miserendino fonte: Doctor33

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Morbo di Alzheimer, un esame del sangue potrebbe migliorare la diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Secondo uno studio pubblicato su Cell Metabolism e firmato dai ricercatori dell’Università di California a San Diego, un esame del sangue può identificare il rischio di sviluppare precocemente il morbo di Alzheimer, aumentando le possibilità di ritardare o alleviare i sintomi con l’adozione di uno stile di vita sano che preveda l’esercizio fisico, una dieta povera di grassi e l’impegno sociale.«Da precedenti ricerche era emersa la convinzione che gli integratori contenenti serina, prodotta dal gene PHGDH, potessero contribuire a combattere l’Alzheimer» esordisce il primo autore Sheng Zhong professore di bioingegneria all’Università di California, che assieme ai colleghi ha scoperto una maggiore espressione di PHGDH negli individui con Alzheimer. Cosa che potrebbe condizionare un’eccessiva produzione di serina nel tessuto cerebrale. «Oltre a indicare la possibilità di predire precocemente la malattia, i nostri risultati suggeriscono che l’integrazione alimentare con serina, l’aminoacido prodotto dal gene PHGDH, non sarebbe di alcun beneficio dati i suoi livelli cerebrali già elevati» scrivono gli autori. Già due anni fa Zhong e colleghi avevano ipotizzato, sempre su Cell Metabolism, che il PHGDH potesse essere un biomarcatore per l’Alzheimer. Risultati che hanno stimolato ulteriori ricerche. Così gli autori hanno analizzato le informazioni genetiche estratte dal tessuto cerebrale post mortem di individui anziani scoprendo un aumento significativo dell’enzima PHGDH sia nei pazienti con Alzheimer sia negli individui senza alterazioni cognitive circa due anni prima che fosse diagnosticata la malattia.Ma non solo: come nei modelli murini testati in laboratorio, i livelli di espressione di PHGDH sono maggiori quanto più avanzata è la malattia. «Il fatto che il livello di espressione di questo gene sia direttamente correlato alle capacità cognitive e alla gravità della patologia di una persona è un risultato alquanto stimolante. Essere in grado di quantificare queste due complesse metriche con una singola misura molecolare potrebbe rendere molto più semplici la diagnosi e il monitoraggio della progressione dell’Alzheimer» conclude Zhong. (fonte Doctor33)

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Università, il numero chiuso a medicina ha i giorni contati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Il numero chiuso a Medicina e Odontoiatria potrebbe avere i mesi contati negli orientamenti del Governo Draghi. Quantomeno, l’università potrebbe aprirsi agli aspiranti camici per 2-3 anni, totalmente, per poi accettare una selezione. Per la ministra dell’Università Maria Cristina Messa servirebbe quantomeno un suo “allentamento”. Per il sottosegretario alla Sanità Andrea Costa che, operando nel Ministero deputato a dettare i fabbisogni del servizio sanitario nazionale, è preposto a sorvegliare eventuali carenze od eccessi di neo-laureati, è addirittura superato. Una svolta, dunque. Che arriva dopo la riforma del test di medicina: dal 2023, come detta una mozione approvata all’unanimità alle camere e propedeutica ad un decreto del Ministero di Università e Ricerca, non ci sarà più il “concorsone” nazionale da oltre 60 mila candidati per accedere a Medicina e Odontoiatria, ma gli studenti inizieranno a prepararsi dal 4° anno delle superiori affrontando un percorso individuale per sottoporsi poi al ToLc (TestOnLine CISIA) già usato per l’accesso ad ingegneria. La misura in questione non abolisce tuttavia il numero chiuso che, previsto dalla legge 264 del 1999, va abolito per legge. Sul punto sono comunque in corso riflessioni nei ministeri.Partiamo proprio dal sottosegretario alla Salute Costa: incontrando gli studenti a margine di un’iniziativa dell’Università di Pisa ha spiegato che piuttosto di sigillare l’ingresso alle Facoltà di Medicina sarebbe necessario garantire maggiore meritocrazia nell’accesso alla formazione universitaria. E ha spiegato di non pensare che il quiz sia indice di meritocrazia, evocando piuttosto una riflessione condivisa con il ministro dell’Università. Un’alternativa? Costa ha evocato qualcosa di simile al modello francese, gli studenti entrerebbero tutti e subito -si è provato a sperimentarlo anche all’Università di Ferrara – e successivamente, dopo un anno od un biennio, dovrebbero passare attraverso verifiche di obiettivi di rendimento. Ma vediamo che ne pensa il Ministero dell’Università.La ministra Messa prende atto che “il numero programmato è molto aumentato negli ultimi anni – ha detto la ministra a Cagliari a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022- dai 9 mila posti di qualche anno fa adesso siamo arrivati a 14 mila, il numero è quindi quasi raddoppiato rispetto al passato». Ma i medici mancano adesso, e Messa per l’appunto parla di un problema “contingente”. «Per i prossimi due e tre anni c’è una carenza dovuta a programmazioni passate: per il futuro stiamo rimediando per avere un numero adeguato rispetto al fabbisogno». Un fabbisogno che d’ora in poi deve trovare a monte una formazione commisurata, aderente, ma che al momento non può prescindere da atenei che riaprono le porte a tutti gli aspiranti medici e dentisti. Frasi in parte inattese: una riapertura dell’ateneo totale temporanea non è la stessa cosa dell’atteso decreto che selezionerebbe i futuri camici in modo del tutto diverso dall’attuale. (fonte Doctor33)

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Uso aspirina in prevenzione cardiovascolare

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

La Preventive Services Task Force statunitense ha aggiornato le linee guida sull’uso di aspirina a basso dosaggio nella prevenzione del rischio cardiovascolare (CV). Per gli esperti, le persone con 60 anni o più non dovrebbero iniziare ad assumerla come prevenzione primaria delle malattie CV. Nel caso di individui tra i 40 e i 59 anni invece, l’uso del farmaco può essere preso in considerazione in presenza di un rischio di malattia CV a 10 anni di almeno il 10%, ma la decisione finale va valutata individualmente. In effetti, il beneficio netto risulta limitato in questo gruppo di età. Ad ogni modo, a beneficiare maggiormente saranno le persone senza rischio aumentato di sanguinamento. Da notare che le raccomandazioni, disponibili su JAMA, valgono solo per gli individui che non hanno né storia né segni o sintomi di malattia CV o una condizione per cui invece l’aspirina è indicata. «Le persone che attualmente prendono aspirina e hanno dubbi sul perché lo fanno, o se debbano continuare o interrompere, dovrebbero discuterne con il proprio medico» scrivono gli esperti, sottolineando come età, livello di rischio CV e di sanguinamento, preferenze e motivazioni, siano i fattori che i medici devono tener presente. Come ha spiegato il vice chair del gruppo Michael Barry, dell’Harvard Medical School di Boston, l’aspirina è solo uno degli strumenti con i quali è possibile abbassare il rischio CV. «Le persone possono ridurre sensibilmente il proprio rischio in molti altri modi, come facendo esercizio, seguendo una sana alimentazione, controllando pressione sanguigna e diabete e assumendo statine se hanno un rischio CV aumentato» ha dichiarato. Nell’articolo, la conclusione degli esperti è che esistono prove sufficienti che mostrano come, negli adulti di almeno 40 anni senza storia di malattia CV ma a rischio aumentato, l’aspirina ha un effetto limitato nel ridurre il rischio di eventi CV quali ictus e infarto del miocardio non fatale. Il beneficio, in termini di “grandezza assoluta”, cresce con l’aumento del rischio a 10 anni e l’entità dei vantaggi nel corso della vita è maggiore quando si inizia ad assumere l’aspirina in giovane età. Tuttavia, le prove indicano che il farmaco aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale e intracranico e di ictus emorragico, e che l’entità dei danni, limitata nel complesso, aumenti nei gruppi di età più avanzata, soprattutto nelle persone con oltre 60 anni. A medici e pazienti viene inoltre suggerito di considerare di interrompere il farmaco intorno ai 75 anni. Infine, non è chiaro se il farmaco riduca il rischio di mortalità o incidenza di cancro colorettale. Lo statement è stato accompagnato dalla pubblicazione di una revisione delle evidenze, uno studio di modellizzazione, una patient page e diversi editoriali di commento. fonte Doctor33

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Évènements des mois de mai et juin 2022 à l’Hôtel Drouot

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Les mois de mai et de juin, traditionnellement, concentrent une très riche programmation de ventes aux enchères, foires et manifestations. Acteur de cette effervescence parisienne, notamment portée par les Journées Marteau, le Salon du Dessin et le Printemps asiatique, l’Hôtel Drouot accompagne les ventes aux enchères qui vont s’y dérouler par de nombreux évènements, proposés à tous, au cours des prochaines semaines. Dès la fin de cette semaine, l’Hôtel Drouot profitera des Journées Marteau pour revenir sur 170 ans d’histoire à travers une exposition de photographies, documents et témoignages (cf. page 2). Démocratiser les enchères, éveiller le grand public au monde du marché de l’art est une mission commune que mènent tant le SYMEV — à l’initiative des Journées Marteau — que le Groupe Drouot. A’ partir du 7 juin, l’Hôtel Drouot revêtira les couleurs du Printemps Asiatique. À l’instar de la très riche programmation évènementielle proposée par le Printemps Asiatique, les 10 ventes aux enchères qui auront lieu à l’Hôtel Drouot seront rythmées par plusieurs ateliers ou conférences. Au programme : un atelier pour découvrir l’art floral japonais de l’ikebana, une conférence/démonstration autour d’une pendule automate impériale chinoise — proposée aux enchères par la maison Aponem —, ainsi que d’autres évènements qui seront communiqués ultérieurement.

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Halo Collective Announces Preliminary Results for North Hollywood

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Toronto. Halo Collective Inc. (“Halo” or the “Company”) (NEO: HALO) (OTCQB: HCANF) (Germany: A9KN) announced continued progress in its Budega retail growth strategy in Los Angeles, including strong preliminary store level performance for its first dispensary in North Hollywood (NOHO) and a firm “Grand Opening” date for its second dispensary in Westwood on May 27, 2022. Budega North Hollywood (“NOHO”) is generating strong store level performance highlighted by a nearly 300% increase in gross sales in April as compared to the first month of operations in March. NOHO’s growth is being driven by positive trends in store metrics such as foot traffic, ticket numbers and basket size. Additionally, 96% of customers are enrolling in Budega’s loyalty program. To further improve store performance Halo is planning the imminent full launch of Budega Delivery which the Company anticipates will add 33% to topline sales. Commented Beau McKeon, SVP of Retail Operations, “Budega Noho is off to a promising start in only its second month of operation, with gross sales tripling and almost all of our customers joining our loyalty program. It’s clear that the community has welcomed us as a new neighbor, and we continue to build momentum with market share.” Halo has continued to evolve and innovate Budega’s in-store customer experience, elevating the normal “weed” transaction. The Company’s marketing and store operations teams have collaborated and executed captivating campaigns like “Weed Love to Meet You” that invite, inspire and compel customers to make Budega part of their daily routine. Additionally, Budega continues to offer a product assortment exceeding 1,000 SKUs, including many top-tier California brands such as Jungle Boys, Cookies, Kiva and the customer favorite Budega-branded product lineup. Budega dispensaries will also stock Halo’s Hush™ branded cartridges, gummies, and pre-rolls. Added Katie Field, President of Halo, “Budega’s early success is due to our laser focus on guest service standards and commitment to providing vast product assortment. By placing customers first and creating an inviting and welcoming shopping experience, we have instilled loyalty and for that we are deeply grateful. We expect that by building our customer relationships local market share will continue to shift to Budega.” Both the North Hollywood and Westwood stores operate Monday through Sunday from 7 a.m. to 10 p.m. Visit http://www.budega.com for more information.

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