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Università, il numero chiuso a medicina ha i giorni contati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Il numero chiuso a Medicina e Odontoiatria potrebbe avere i mesi contati negli orientamenti del Governo Draghi. Quantomeno, l’università potrebbe aprirsi agli aspiranti camici per 2-3 anni, totalmente, per poi accettare una selezione. Per la ministra dell’Università Maria Cristina Messa servirebbe quantomeno un suo “allentamento”. Per il sottosegretario alla Sanità Andrea Costa che, operando nel Ministero deputato a dettare i fabbisogni del servizio sanitario nazionale, è preposto a sorvegliare eventuali carenze od eccessi di neo-laureati, è addirittura superato. Una svolta, dunque. Che arriva dopo la riforma del test di medicina: dal 2023, come detta una mozione approvata all’unanimità alle camere e propedeutica ad un decreto del Ministero di Università e Ricerca, non ci sarà più il “concorsone” nazionale da oltre 60 mila candidati per accedere a Medicina e Odontoiatria, ma gli studenti inizieranno a prepararsi dal 4° anno delle superiori affrontando un percorso individuale per sottoporsi poi al ToLc (TestOnLine CISIA) già usato per l’accesso ad ingegneria. La misura in questione non abolisce tuttavia il numero chiuso che, previsto dalla legge 264 del 1999, va abolito per legge. Sul punto sono comunque in corso riflessioni nei ministeri.Partiamo proprio dal sottosegretario alla Salute Costa: incontrando gli studenti a margine di un’iniziativa dell’Università di Pisa ha spiegato che piuttosto di sigillare l’ingresso alle Facoltà di Medicina sarebbe necessario garantire maggiore meritocrazia nell’accesso alla formazione universitaria. E ha spiegato di non pensare che il quiz sia indice di meritocrazia, evocando piuttosto una riflessione condivisa con il ministro dell’Università. Un’alternativa? Costa ha evocato qualcosa di simile al modello francese, gli studenti entrerebbero tutti e subito -si è provato a sperimentarlo anche all’Università di Ferrara – e successivamente, dopo un anno od un biennio, dovrebbero passare attraverso verifiche di obiettivi di rendimento. Ma vediamo che ne pensa il Ministero dell’Università.La ministra Messa prende atto che “il numero programmato è molto aumentato negli ultimi anni – ha detto la ministra a Cagliari a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022- dai 9 mila posti di qualche anno fa adesso siamo arrivati a 14 mila, il numero è quindi quasi raddoppiato rispetto al passato». Ma i medici mancano adesso, e Messa per l’appunto parla di un problema “contingente”. «Per i prossimi due e tre anni c’è una carenza dovuta a programmazioni passate: per il futuro stiamo rimediando per avere un numero adeguato rispetto al fabbisogno». Un fabbisogno che d’ora in poi deve trovare a monte una formazione commisurata, aderente, ma che al momento non può prescindere da atenei che riaprono le porte a tutti gli aspiranti medici e dentisti. Frasi in parte inattese: una riapertura dell’ateneo totale temporanea non è la stessa cosa dell’atteso decreto che selezionerebbe i futuri camici in modo del tutto diverso dall’attuale. (fonte Doctor33)

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